IL CONCETTO NIETZSCHEANO DELLA COSMOLOGIA E DELLA PSICOLOGIA

COSMONIETZSCHE

Per rispondere alle domande poste dalla concezione nietzscheana di nichilismo come svalutazione dei valori supremi, scegliamo la via di una delucidazione del brano n. 12, la cui stesura è avvenuta tra il novembre 1887 e il marzo 1888.

Il brano è intitolato: “Caduta dei valori cosmologici”, ed è diviso in due sezioni, A e B, di ampiezza disuguale, ed è completato, inoltre, da una osservazione conclusiva. Va rilevato che N. non allude qui alla cosmologia, intesa come una branca della metafisica tradizionale; ma in questo contesto, “cosmo” significa “natura”, “mondo”, termini che designano, nel lessico nietzscheano, l’ente nel suo insieme. I valori “cosmologici” sono quei valori che abbracciano tutto ciò che è e diviene, sono i valori supremi; si tratta, quindi, dell’essenza del nichilismo.
La sezione A è articolata in quattro capoversi; il quarto riprende i tre precedenti nel loro contenuto essenziale.

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La sezione B offre un panorama delle conseguenze di questa caduta dei valori cosmologici, che non comporta una caduta del cosmo stesso. I primi tre capoversi della sezione A incominciano ogni volta nello stesso modo: “Il nichilismo come stato psicologico”. Si pone così la questione di sapere che cosa intenda N. con “psicologico” e con “psicologia”. Si può interpretare il concetto, come un domandare filosofico dell’essenza dell’uomo nei suoi riferimenti essenziali all’ente nel suo insieme. “Psicologia” equivale allora a “metafisica”, che non comprende, tuttavia, solo l’uomo, ma tutto il vivente, determinato nel senso della “volontà di potenza”.

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Il fatto che la “metafisica” diventi “psicologia”, ossia che l’uomo in essa abbia una preminenza speciale, ha il suo fondamento nella metafisica moderna. E’ in quest’epoca, infatti, che l’uomo diventa misura e centro dell’ente; egli è ilsubiectum. Tale concezione dell’uomo, iniziata con Cartesio, è portata alle estreme conseguenze soggettivistiche da N. stesso con la dottrina del superuomo, che sancisce l’ incondizionata preminenza dell’uomo nell’ente.
Se perciò il nichilismo viene concepito come “stato psicologico”, significa che il nichilismo riguarda la posizione storica dell’uomo, in altri termini: il nichilismo come una forma della volontà di potenza.

 

 

 

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