LA DISTINZIONE IN UOMINI SUPERIORI E INFERIORI

VERSO

 

 

 

 

 

 

 

Vediamo adesso di specificare meglio come Nietzsche distingue i vari tipi umani. Egli cerca sempre di caratterizzarli e definirli nel modo più preciso possibile attraverso l’osservazione diretta o la lettura delle opere e delle vite dei grandi uomini del passato, e questo fondamentale lavoro preparatorio è servito a costruire il concetto di uomo superiore.

Nella moltitudine di tipi umani che vengono continuamente e ossessivamente analizzati, specialmente nei frammenti postumi, emerge la distinzione fondamentale tra il tipo inferiore semplice e il tipo superiore complesso.

Al tipo inferiore appartengono quelli che Nietzsche definisce i mediocri, gli uomini piccoli, gli uomini-frammento, i virtuosi, i buoni, i servi e il gregge. Essi sono il maggior pericolo per chi vuole elevare la specie perché si oppongono ad ogni cambiamento, e, approfittando del maggior numero, cercano di imporre i loro giudizi di valore. Tuttavia la loro debolezza e mediocrità, non essendo una malattia, non deve neanche essere combattuta o eliminata, perché essi garantiscono la stabilità della specie, mentre sono solo i loro giudizi di valore che devono essere sconfitti. Secondo Nietzsche infatti è indegno di un filosofo cercare di combattere la mediocrità, visto che proprio essa rappresenta l’unica possibilità perché viva anche l’eccezione.

Al di sotto dei mediocri stanno soltanto i viziosi, troppo deboli anche per seguire le virtù del gregge, che non riescono ad opporre nessuna resistenza agli stimoli che ricevono dall’esterno e ricercano solo i piaceri del momento. La migliore descrizione di questo tipo è nel discorso “Della canaglia”, dove Zarathustra se la prende con gli impuri, che non vogliono diventare né migliori, né più forti, ma passano da un piacere all’altro senza farsi troppi scrupoli. Queste canaglie però sono anche necessarie alla vita perché, traendo sempre piacere da essa, rappresentano il suo migliore argomento contro i sempre scontenti di tutto, i pessimisti e quelli che anelano al nulla. Ora, se è vero che Nietzsche rivolge le sue invettive migliori alla canaglia, dall’altra essa non fa questioni morali, e per questo il suo nemico principale è sempre la mediocrità e il mondo dei piccoli valori che pretendono di valere per tutti. Tra i tipi inferiori rientrano dunque sia i degenerati e coloro che cercano ossessivamente i piaceri che i virtuosi di ogni società, i quali, convinti come sono di sapere solo loro ciò che è bene per l’uomo, abbassano il concetto stesso di virtù pur di renderla accessibile a tutti.

Per il tipo superiore invece sono necessarie alcune distinzioni. Un primo tipo è quello del delinquente che, per il suo eccesso di forza, non sopporta i valori della comunità a cui appartiene, e perisce lottando contro di essa. Il secondo tipo è quello dell’uomo ricco di spirito, interessante, molteplice e complesso che però è anche debole di carattere e malriuscito e quindi, per queste sue caratteristiche, può essere un pericolo per la società. Nietzsche, negli ultimi anni, si augura la scomparsa di questo tipo debole e malriuscito, anche se con una certa nostalgia, perché questi sono i maggiori responsabili dell’indebolimento della volontà.

Da ultimo ci sono i veri tipi superiori, sia forti che complessi, gli unici responsabili di ogni innalzamento del tipo umano, quelli che lottano per un ideale, i ponti verso l’Übermensch. A questi uomini si deve tutto quanto di grande lo spirito umano ha creato nella storia, perché tutto ciò che è grande è nato dalla lotta di questi spiriti superiori contro lo spirito della plebe e di chi si mette al suo servizio, i saggi illustri, responsabili della cultura ufficiale. Per questo essi vivono isolati, crescendo con la cattiva coscienza di quello che fanno, e sacrificano la vita in lunghe estenuanti lotte col proprio tempo, senza che la loro energia si possa effettivamente manifestare per quello che è.

Se sono fortunati diventano anche gli eroi di quella plebe che tanto disprezzano, ed esempi per le generazioni future, altrimenti periscono senza lasciare eredi, incompresi o fraintesi da tutti, e vengono presto dimenticati. E’ questo lo spettacolo tragico della vita, che gli spiriti superiori alla media vengono sacrificati e soffocati dalle masse, che si danno ad un ideale ascetico e negatore del mondo e della vita proprio i più forti, quelli che sono i suoi frutti migliori, come è avvenuto per Pascal, e che gli esemplari più riusciti della specie non si riproducono.

Comunque Nietzsche non perde la speranza anche perché, a dispetto del generale rimpicciolimento dell’uomo, e contro il volere dei più, nei diversi periodi storici e nelle diverse civiltà si assiste sempre alla nascita di un tipo di uomo che, seppure come caso fortunato, nei confronti dell’umanità può essere considerato una specie di uomo superiore, come i grandi condottieri, Alessandro Magno, Cesare, Napoleone, o anche le grandi guide spirituali come Buddha e Gesù. Ma questi sono solo dei casi, e proprio perché non sono stati voluti da nessuno, anche quando riescono a prevalere, subito dopo vengono misconosciuti. La superiorità di questi uomini sta nella loro costituzione interna, cioè nella molteplicità, diversità e maggiore organizzazione dei loro istinti rispetto a quelli dell’uomo comune:

io insegno: che vi sono uomini superiori e inferiori, e che un individuo può, in certi casi, giustificare l’esistenza di interi millenni – vale a dire un uomo pieno, ricco, grande, intero, di contro agli innumerevoli uomini frammento, incompleti.

 

Questi uomini eccezionali sono i soli responsabili di ogni innalzamento del tipo uomo, e proteggerli dallo strapotere delle idee moderne, che per Nietzsche equivale a dire idee plebee, vuol dire garantire alla specie umana un futuro. Così egli vuole dare inizio a un ‘contro-movimento’ e spingere gli uomini più elevati, cioè gli spiriti liberi, gli artisti, i filosofi, e tutti coloro che hanno quel sovrappiù di potenza che serve alla creazione di nuovi valori, a riunirsi con l’obiettivo comune di allevare questi uomini superiori, in modo da ottenere da essi un tipo stabile che si mantenga al livello raggiunto, e che allo stesso tempo rappresenti anche il livello di forza dell’umanità in generale.

 

 

 

 

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