UN FUNERALE PER LE MASSE

http://amoklaufe.altervista.org/un-funerale-per-le-masse/

Una lugubre giornata è iniziata e arriva la fine..

Fastidiosi lamenti di misera felicità, per noi, per il misantropo estremista che si muove tra la rovina delle città.

Lo spettro dell’inumazione è vicino, si è vicino..

Alziamo i calici della perversione amorale e brindiamo al nostro cupo e generoso moto omicida.

Si, si, lo sentiamo, è tra noi, siamo noi, il Terrorista Nichilista, che non si lamenta e dispiega il suo arsenale.

Un ammasso di carne, una deprecabile muffa attaccata alle strade..

Alziamo i calici intrisi di amoralità e buttiamoci nel fiume delle tenebre, che fluisce e si disintegra nel nulla del nichilismo anti-cristiano.

Si, si, lo vogliamo, è tra noi, siamo noi, sono altri, in un malinconico giorno inutile come quello di ieri, per perpetuare il nostro nero istinto di morte.

Oh Clan, Sette, Gruppi, Individui unici, prepariamoci, non esiste nulla, che non sia, lo sterminio della massa..

Sorridiamo, cupamente, belluini, cantiamo la nostra canzone di distruzione e annichilimento.

Ridiamo in faccia alla vita, sputando in faccia al viso portato alla purezza di sentimento..

Lo sentite o no il nostro odore rancido?

Si! Sappiamo dilatare i pori e ascoltare il macabro scricchiolare della società, ma no non vogliamo raggiungere alcunché, se non ammazzare la vita, i sogni, il traguardo della quiete, la beatitudine..

Il rito sacrilego per il funerale delle masse, il lugubre e tetro anelare, nel cimitero chiamato “società”, è pronto..

Rovina e afflizione, per questa società di pecore, impulso e temperamento, buio sepolcrale, sprofondano nella caverna dei nostri istinti primari..

Progetto Amokläufe- dal profondo e oscuro culto nichilistico.

(CILE) MESSAGGIO POSTUMO AL GUERRIERO KEVIN GARRIDO, DA PARTE DI UN INDIVIDUALISTA TENDENTE AL SELVAGGIO

http://maldicionecoextremista.altervista.org/chile-mensaje-postumo-al-guerrero-kevin-garrido-de-parte-un-individualista-tendiendo-a-lo-salvaje/

“(…) E con ciò hanno creduto o pensato di intimidirmi; uno sputo di catarro di fronte al potere e una guerra alle ultime conseguenze era ed è la mia risposta furiosa. (…) “

“(…) Ho sentito la solitudine di così tanti mesi che il mio cuore ermetico si è già abituato alla costante minaccia di un bisturi dietro di esso, niente e nessuno sarà in grado di cancellare le cicatrici che rimarranno per tutta la vita e con cui abbraccerò la morte vendicando tutto ciò che io e quelli che sono con me siamo riusciti a fare. (…) “

“(…) Non cancellerò mai dalla mia memoria i colpi diretti di calci e pugni alla polizia e le loro brutte facce vigliacche, i giorni e le notti che corrono con il fuoco nelle mani verso l’autorità, gli allarmi che urlano all’unisono di locali in fiamme. I cittadini corrono e urlano terrorizzati mentre un piccolo incendio illumina la notte. Le notti in cui la città mormora per un’esplosione e il suo splendore ha causato terrore. Non dimenticherò mai la polizia che corre al riparo, prima di una pioggia di colpi o delle belle curve di un proiettile da quaranta millimetri … (…) “

“(…) Nei momenti difficili non abbiamo mai abbandonato il combattimento, i cani possono abbaiare intorno a noi, ma il loro respiro non ci ha mai toccati, ci siamo guardati, abbiamo preso le nostre decisioni, abbiamo controllato le nostre armi, abbiamo parlato al nostro odio e abbiamo detto “andiamo di nuovo … questa volta fino alla fine …” (…) “

“(…) Spero che sulla cittadinanza esplodano infinite bombe, perché” la sporca vita di città non si trova solo nelle caserme “. Sono contrario alla civilizzazione e alla cittadinanza / umanità che considero l’obiettivo più civilizzato (incluso me stesso), sono coloro che sono attaccati al progresso e insistono nel continuare a distruggere tutto l’indomito, tutto il selvaggio per la sporca e abietta plastica chiamata denaro. (…) “

Quanto è difficile scrivere poche parole per dire addio a un guerriero indomabile. Non ti ho mai incontrato Kevin, ma non è stato un impedimento per sentirti nel cuore cento volte. Semplicemente dalle tue azioni e dai tuoi testi ho potuto riconoscere la nostra terribile affinità.

I nostri occhi non si sono mai guardati e non ci siamo mai parlati, ma ho sempre sentito dentro me, quella magnifica connessione spirituale. L’attimo in cui sputi fieramente di fronte alle telecamere, nel momento in cui le mie orecchie ascoltavano in estasi: “Abbattiamo le gabbie della società civilizzata”. Da quel momento il mio cuore sapeva.

Sono profondamente rattristato dalla tua dipartita fratello, non lo nego. Era mattina presto e siccome non avevo avuto modo di controllare Internet, non potevo crederci, mentre leggevo ho supplicato che fosse solo una serie di nomi, ma no, eri te compa. Ho subito stretto il petto e il cuore mi faceva male, gli occhi si sono riempiti di lacrime …

Sono triste, è vero, ma la morte deve essere amata proprio come amiamo la vita, e così come la vita anela e vive, allo stesso modo in cui la morte deve essere vissuta e desiderata. E la tua morte, la morte dei guerrieri è la più bella. Sono triste, è vero, ma c’è qualcosa nella tua dipartita che mi riempie di gioia. Sei morto combattendo in carceri ripugnanti, sei rimasto in guerra fino all’ultimo e sono sicuro che tu anelavi alla morte fratello, il mio spirito lo sente, tu volevi lasciarci combattendo come gli araucani selvaggi …

Una sensazione di felicità ancestrale mi riempie della consapevolezza che non ci sei più e che sei partito per l’abisso. La, ora compa, gli abissi sono la tua nuova casa. Quegli abissi che abitano l’anima di altri guerrieri. Quegli abissi che visito solo quando esco con il mio ordigno esplosivo, quegli abissi che vivo anch’io in un dato momento. Non vedo l’ora che arrivi quel giorno, per ora stringimi fratello, dopo rideremo insieme come demoni!

Salutami gli antichi, Caupolican e Lautaro, salutami Lola Kiepja e gli spiriti del kloketen, salutami punki Mauri e digli che onoriamo ancora il suo nome, digli che è vero, “la morte dice che ci ama”. Salutatemi tanti altri guerrieri e digli di attendere prima di morire per abbracciare il Caos …

Perché ci vedremo l’un l’altro fratello, ma non ancora. Ancora respiro, e vivo, e ho il sangue che mi brucia nelle vene, affinché attenterò, con tutte le mie forze contro la civilizzazione. In compagnia dei miei complici e in solitudine prometto nel tuo nome alla tua memoria di continuare a dare guerra.

Compa, non ti prometto vendetta, no. Ti prometto di continuare nel mio percorso di attentati contro l’umanità e il progresso, ti prometto fuoco e polvere nera, sangue, ferite e morti.

Ho voglia di uscire stamane per onorare il tuo nome, il mio corpo lo vuole, ma mi fermo e mi calmo, ho e abbiamo ordigni pronti, ma non è ancora il momento. Nel frattempo una candela e un incenso come atto simbolico in lontananza per dire addio, con la canzone “La Danze delle Anime” dei Sangre de Muerdago, e un ululato al cielo oscuro, conclude il rituale.

Vorrei andare al tuo funerale e dirti addio, e versare una lacrima sulla tua bara. Mi limito solo a ricordarti da lontano e ti scrivo queste parole, che i tuoi intimi ti dicano addio come un guerriero.

Questa è la vita e la morte dei guerrieri, ricorda che i guerrieri non muoiono, no. La morte di un individualista in guerra libera l’energia del Caos e la sua anima rimane sempre con noi, ci accompagna e ci guida.

Un guerriero è morto, è morto abbracciando il Caos e questo non si dimentica, non lo dimenticherò, non lo dimenticheremo.

Fratello, dalla stessa terra in cui abitiamo, ti dico addio con gli occhi pieni di lacrime e orgogliosa sorrido. Continua a danzare nell’abisso!

Mauri, Seba, Mark, Kevin, siete morti come gli antichi!

Per la vita nel Caos, per la morte nel Caos!

Sempre nella mia memoria e nelle avventure delle ITS!

Quello che verrà è per te Kevin, è per voi!

“Ti apro le braccia, noi siamo quelli che rimarranno e combatteranno al tuo fianco, abbracceranno la vita, abbracceranno la morte.”

– Un Individualista Tendente al Selvaggio dal Cile

PDF: “IL DISTRUTTORE DELL’UNIVERSO”

Ricevo e pubblico:

http://avyssos.altervista.org/pdf-il-distruttore-delluniverso/

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Abbiamo deciso di pubblicare su PDF lo scritto di Nichilismo indiscriminato/schizofrenico dell’affine Nechayevshchina. Uno scritto di difficile lettura, di verbosità eclettica, che sperimenta quella che esso stesso definisce il “sistema della conoscenza”, dove il sangue, viene lasciato sulle strade lastricate delle città, enormi necropoli, infestate da non-morti. È uno scontro solipsista, contro la realtà della società morale. Definire in maniera logica questo scritto, non è possibile, se non sperimentando. Anche se dobbiamo specificare che l’affine, parla di in-esistenza, di mondo creato da lui stesso, di questi punti di assioma, che non distinguono l’oggetto o il soggetto, ma sono da esso stesso creati. Questo è un punto critico e di difficile lettura e di “comprensione”, ma che pone per chi lo leggerà, un dibattito amorale, su cosa è la realtà, e di quanto l’individuo unicista combatta contro di essa, qualunque cosa possa essere in senso veritiero.

Uomo-Mostro/Edizioni Nichilistiche “Ávyssos”

[Centro di Firenze-Ultimo ideale terreno nichilistico]

PDF: “MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA”

Ricevo e pubblico:

http://avyssos.altervista.org/pdf-misantropia-attiva-estrema/

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(PROPAGANDA): ”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” IV

Ricevo e pubblico

KH-A-OSS IV

INDICE

– Senza mediazioni etiche (Schizo)

– Terrorismo Criminale: Notte di fuoco a Torpignattara (Roma): incendio distrugge 9 auto e uno scooter

-Terrorismo Criminale: Bruciate nella notte quattro auto a Settimo Torinese

– Caos e divenire-Nietzsche interprete di Anassagora (da Abisso Nichilista)

– Intervista con Jon Nödtveidt dalla prigione (Reinkaos.net)

– Viscerale (su Renzo Novatore)

PDF: “FRANGERE III- SUL TERRORISMO INDISCRIMINATO E IL MISANTROPISMO-ARCA”

Ricevo e pubblico

https://avyssos.altervista.org/pdf-frangere-iii-sul-terrorismo-indiscriminato-e-il-misantropismo-arca/

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PDF: “LA NOSTRA È UNA GUERRA SENZA RICORSO”- INTERVISTA A NICEVSCINA

Ricevo e pubblico:

https://avyssos.altervista.org/pdf-la-nostra-e-una-guerra-senza-ricorso-intervista-a-nechayevshchina/

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(PROPAGANDA):”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” III

Ricevo e pubblico

KH-A-OSS III

INDICE:

– Ragnarøkkr (Frenitida)

– Baratro (Arca)

– Terrorismo Criminale: Incendio al parcheggio della stazione La Celsa (Roma): sei auto distrutte dalle fiamme

– Terrorismo Criminale: Aprilia, auto in fiamme nella notte

– Terrorismo Criminale: Incendio sotto il cavalcavia Ghisolfa, tra viale Monte Ceneri e viale Serra (Milano): tre auto devastate

– Dell’amore del prossimo (Friedrich Wilhelm Nietzsche)

– Theurgia: “Trasformazione (Discendi nella notte di Hiperboros)”

– L’illusione dell’Anarchismo (Dora Marsden)

– La Distinzione dell’unico di Stirner (tratto da La peste furtivA)

COLLEZIONE DI COMUNICATI DELLE ITS (E ANNESSO)

Ricevo e pubblico

Collezione di Comunicati delle ITS(e annesso)

Introduzione

Come “Uroboro Silvestre” abbiamo sentito un fremito quando traducevamo i testi di questa “collezione di comunicati ”degli Individualisti Tendenti al Selvaggio (con annesso all’interno dell’opuscolo). Ci siamo detti: chi, anche prossimi a questa Tendenza, si spingerebbe, rischiando, nel tradurre testi con dentro attentati con pacchi bomba, incendi, omicidi, tutto sotto la veste dell’eco-estremismo e del terrorismo?

L’eco-estremismo è una Tendenza che in maniera preponderante, è arrivata ora anche in Europa, con svariate “cellule”, che combattono una guerra a morte, contro il sistema tecnologico e la sua sfilza di valori morali.

Noi, come piccolo gruppo di traduzione, diamo il nostro contributo, per fare espandere l’eco-estremismo, anche qua in Italia, dove già c’è stato chi in passato a contribuito a tutto questo (parliamo del terrorismo nichilista).

Il nostro obiettivo, come sopra, è quello di fare espandere la Tendenza, per cercare di destabilizzare il sistema morale e umanista, insito in questa parte dell’occidente, sistema che è entrato anche in un ottica di “compagnerismo” anarchico. Con questo non significa che tutti gli anarchici in europa, sono contro l’eco-estremismo, anzi, ma che la morale cristiana oramai si sta infiltrando completamente, dentro l’idea anarchica, anche quella informale, individuale, riducendo il particolarismo che, per esempio, la Federazione Anarchica Informale, aveva fino a qualche anno fa.

La nostra idea progettuale, per concludere, è quello di compilare un numero di comunicati, adatti per produrre un opuscolo corposo, che si dispieghi nel tempo e nello spazio, come contributo a un dibattito, che è iniziato nel 2011, con la nascita di una Tendenza: l’eco-estremismo.

Avanti con la Guerra contro il Sistema Tecnologico e la Civilizzazione!

IL DISTRUTTORE DELL’UNIVERSO (EDIZIONI NICHILISTICHE “ÁVYSSOS”)

Ricevo e pubblico

http://avyssos.altervista.org/il-distruttore-delluniverso/

Niente esiste.
Anche se esiste qualcosa, non si può sapere nulla al riguardo.
Anche se si sapesse qualcosa su di esso, la conoscenza a riguardo non può essere comunicata agli altri.

Il Distruttore dell’Universo, è l’EgoArca che mangia e ingloba i punti di assioma entro dentro esso, questo “esso” che l’Individuo realmente non sa cos’è, se non una pura scarica di sensazione irreale, qualcosa che preme per spingere all’interno dell’entro/erro. Resiste l’Individuo a questo? O inglobando le parti dell’Universo, lo sospinge rovesciato? Respingere e attingere esistono? Appurando che qualcosa esiste all’esterno del tale e quale, esprimo un senso delle cose? Non c’è verità alcuna che si possa dire in quanto tale, la ragione e la coscienza non producono verità ma sono punti assiomatici attraverso il “sistema della conoscenza”; questo sistema del metodo umano inserito nelle società, è la Mia creazione/distruzione ma attraverso cosa e in quale modo? Esiste come latente input nel riflesso dello specchiarmi e mi preme perché venga compromesso il flusso- che non possa rifluire infinitamente. Non è un Io altrui- ma sono immensamente Io. È sempre un punto assiomatico dentro il Mio Ego specchiato. È impossibile appurazione ed è il possibile che “l’impossibile” siano medaglie dello stesso valore in fondo al baratro del Nichilismo EgoArca. Il respirare attraverso la conoscenza di questo “valore” si fa rarefatto nel momento in cui si ricerca la causa che l’ha prodotto,input latenti tornano a esistere nell’inesistenza della mia apparizione e o di qualcosa nel presumibile che sia cosi.

I dotti della ragione affermano che posso aver usato il “noi” se sono un Io? Ancora con questi schemi? Io, noi, essi, altri,l’altro, il resto, non servono a nulla, se non nel limite del linguaggio che esprimo, che qua affermo, ma non so se esiste nel momento in cui lo affermo. Sono scettico dunque? No, parlo attraverso il manifestare di infiniti specchi che specchiano Me stesso. Uno specchio ne rispecchia un altro, che si rispecchia in un altro ancora, e ancora e ancora, senza fine alcuna, nell’abisso del vuoto; vuoto abissale che ingurgita questi input latenti, e infine, nell’esprimermi ritornano niente: quello che esprimo è il niente del niente del niente…

Contraddizione? Non esiste, è solo un input, una sensazione, senza categoria, un riflesso entro il riflesso, che mangio e diventa niente, penso e diventa niente, respiro e niente, penso e niente, in un circolo continuo atemporale. L’attimo è attimo senza tempo che diviene niente, e infinitamente niente.

Sto parlando del niente concettualizzandolo? Il Niente è il nulla nientificato- un non-ente.

Se esiste una conoscenza di tal fatto, esiste anche quel fatto? Quindi esiste il mondo come lo conosciamo? Io Creo/Distruggo [Distruggo/Creo] e dispongo le pedine e voglio declamare- plasmare il mondo,l’irreale dispiegarsi del Caos. Non esiste nessun mondo, non esiste nulla, se non che decade tutto il presumere del pensare, che crolla nel niente del niente nientificato. Lo specchio che è specchio di infiniti specchi, è sempre e solo l’immagine che specchia Me stesso, che è l’inesistente nulla. Io sono Niente e sono Nulla, mangio me stesso mentre mangio l’universo che è nulla e niente:infinito specchiarsi di immensi riverberi.

L’essere, il soggetto, il predicato, il verbo, l’oggetto non affermo che “li conosco”; affermo che non so cosa siano, e se è il linguaggio è il mio specchiarmi, gli input indefiniti e contratti mi annientano in una spontanea semplificazione: Io sono il Niente che è lo Specchio del niente Mio nulla.

Declamo Essere l’Estremistico Distruttore dell’Universo, e affermo che l’EgoArca è sangue con la Misantropia, il Terrorismo, il Nichilismo, e il Solipsismo.

Concetti? No, specchi degli specchi dello specchio in un niente nientificato. Creo/Distruggo con la Misantropia, il Terrorismo, il Nichilismo, e il Solipsismo, specchiandomi in Me Stesso.

Lo specchio è la mia immagine che rispecchia l’universo, che distruggo mentre mi specchio ancora e ancora e ancora infinitamente nel niente nientificato.

Questo Estremo degli Estremi potrebbe essere anche definito dai benpensanti -schizofrenia agente verso l’infuori e verso l’entro, (dove fuori e dentro non esistono -secondo la supposizione che siano veri) e al di là degli studi degli “eminenti” filosofi, su questo, e sul pensiero della mente umana, tutta codesta idea, Io l’Anniento.

Questo frammento di Schizofrenia EgoArca è il perdersi di latenti input e il ritornare di essi nel nulla, una non condizione di affermazione, un distruzione delle ipotesi: è inutile ripetere che anche se uso questo input che si chiama “linguaggio”, che egoicamente pretendo sia “limite”, alla fine ritorno ad affermare che: se spiego una cosa, è perché la sto usando per il mio fine, perché passa sempre nell’inesistenza degli specchi creati a Me stesso. Mezzo e fine sono infinitamente allucinazione e sensazione schizofrenica: Io. Creo-Distruggo-Distruggo-Creo-Creo-Distruggo: illimitatamente.

Distruggo-Creo Me stesso, Creo-Distruggo Me stesso, Distruggo e Creo Me stesso-senza conoscere la verità di fondo. Affermo la verità di fondo, senza sapere la verità del perché è affermata.

Ma specchiandomi affermo Me stesso.

Creo distruzione in questo frammento per affermare il flusso e riflusso atemporale dentro l’infinità degli specchi a Me stesso.

Ritorniamo a questo limite a Me creato: il linguaggio: il “Rasoio di Occam”, per chi ne ha sentito parlare, è il metodo che sembra sia più usato Ora, questo metodo è entrato nell’anticamera, degli idealisti, dei moralisti, degli alternativi, degli anarchici moderni.

Bastava bussare e subito tutti questi umanisti, l’hanno fatto entrare con tante scuse: perché solo ora ti sei fatto sentire? Finalmente potremo anche noi dare una ragione e una condotta morale a tutti questi Estremisti Schizofrenici. Ora useremo anche noi il “Rasoio di Occam”.

È inutile cercare qualcosa che sia fatto di più spiegazioni, la più semplice è quella che ha più importanza. Oh quella che centra l’obiettivo del perché ci si fa una domanda o si cerca di arrivare a una risoluzione. Cioè quella che “esiste veramente”.

Questa semplice condizione e costrutto morale, dell’in-esistenza, preme entro dentro/erro– per essere qualcosa del niente del Mio specchiarmi; il Nichilismo EgoArca, è il tracimare ed espandersi di forza e vitalità, di potenza e forza, di costruzione e distruzione, per mangiare e ingoiare nel Niente tutto quello che è assioma nel Mio mondo, il mio flusso e riflusso senza fine ne tempo.

Il Nichilismo è EgoArca, Terrorista, Misantropo, Solipsista, perché queste sensazioni e flussi rifluenti si specchiano infinitamente volte nell’abisso che ingurgita il tutto che è niente diveniente niente.

Creazioni/Distruzioni che sono volontà accentratrice, perché sono Io l’accentratore EgoArca e lo specchio e prospettiva infinita che Creo e dove dispongo le pedine e le plasmo in quello che incontro come mondo vero nello specchiarmi. Io vedo infiniti specchi che riflettono sempre Me stesso.

Affrontiamo e Sperimentiamo questi frammenti del Mio Nichilismo:

Moralmente espresso il mondo è falso.

Ma in quanto la morale stessa è parte di questo mondo, essa è falsa.

Il Terrorismo Nichilista è il Mio Ego prolungato che diviene Arca, lo creo/distruggo, e agisco su questo mondo falsamente vero, che comprime il respiro che deve essere libero di ampliarsi e annientare quello che costringe, che stringe, che significa qualcosa di valido, che comporta limiti e distinguo nel mondo della realtà. È la realtà che diviene, che specchia qualcosa al di dentro di Me nel Me stesso, ed è non è in quanto cosa non è. La realtà è il mondo vero come punto di assioma entro dentro erro.

Processo di trasformazione e subiettività, di quello che da input latente diventa assioma nella Mia fortezza Egoistica, dove non esiste l’oggetto e il soggetto, ma dove questo punto di assioma, si riduce a una sensazione costringete, che vuole ridurre il mio respiro prolungato nell’in-esistenza e far ritornare l’immagine di un mondo vero, in un infinità di specchi, che io non so cosa possano pensare, è se sono la Mia immagine, sono anche la distorsione di queste impressioni, percezioni, fraintendimenti, dove il “cosa”, è sottoposto a una domanda infinita tra infiniti modi di vedere questa cosa, che non è cosa, non esiste nella determinazione della “cosalità”.

La “cosa” diviene specchio, percezione annullata del nucleo della risposta, si spezza e frammenta in un destabilizzare il passaggio tra l’entro e l’esterno, a Me rappresentato. Sono l’entro e l’esterno, l’infinito che si specchia, è l’erosione margine dopo margine del contorno di quello che viene definito “sistema della conoscenza”, con dentro delle cose, dei bordi cosali, delle supposizioni interne/esterne in Me.

La conquista dell’infinità degli specchi, che vedono un fatto, e l’assoggettano, non essendo soggetto vero e formato, sono la percezione e il flusso di una sensazione, senza senso, che è infinita impressione di latenti ritornare di questo sentire: senso è un non-senso, un non-ente, non esiste, se non nell’immagine derivata da altre immagini derivate che divengono derivate infinitamente e si estinguono nel nulla nientificato.

Interno/Esterno è il punto di unione che, irreale, diviene reale-dove non c’è un appiglio ove aggrapparsi realmente, reale è irreale che è esterno in un interno esteso all’interiorità di quello che interno, ritorna e si spoglia dell’involucro soggettivo e non-diviene oggetto speculativo. L’oggetto speculativo in-esiste se non nelle apparenze, che attorniano il prodursi di sensazioni cosi condotte attraverso un infondato nulla interno/esterno. L’esterno è l’intento ritornante che soggioga quello che è la sensazione nel flusso ottico del terreno che diviene a Me, in una distruzione, entro distruzione, che sradica il processo nel fissare un oggettività delle storia e del mondo, annullandosi dentro/entro l’infinità che Mi specchia.

Fondamentale annullarsi delle parti, parti assoggettate al particolare tra esse, induzione e deduzione di un tipo modello che si esprime in un senso – non senso, oggettivato, che viene eroso infinitamente nel nulla nientificante, oggetto non-oggetto, inesistente, spira nello specifico interesse egocentrico, annullato dall’inizio e dalla fine, senza fine iniziale e un iniziale che finisce dentro un contenitore ripieno di obiettività totale, falsa e vera, nel modello di appartenenza assoluta.

L’Interno/Esterno, non esiste, è un bagliore spettrale, allucinazioni e abbagli, colpisce l’infinità degli specchi, che si pongono come assiomi e come punti-pulviscolo latente che dissimula una verità data da un presupposto che sia reale- e si attaccano al bordo immaginato di Me stesso, speculando sulla rivalità tra una parte e l’altra, parti che sono mere illusioni, soggettività formale in un indicazione che l’immagine è vera e contiene le parti cosali, che Io immagino, e da cui mi specchio infrangendo il nucleo fondativo di una domanda data a un perché.

Il Perché? Non esiste:eventuale punto assiomatico nella Mia fortezza Egoistica, dove il “che” è aggrappato al finito “per”, che infinitamente: spezzandosi e riducendosi al nulla del niente, in una nientificazione in-esistente.

Il Terrorismo Nichilista, è il sangue del Mio sangue, ma non è un ideale, un ideologia, una religione, un verità fondante qualcosa di vero, un agire con uno scopo finalistico, è non riduce il tutto a precise parole di antagonismo verbale.

Il Terrorismo Nichilista è il sangue che fluisce irreale in un circolo infinito di costruzione e distruzione, nella Mia fortezza:attacca il bordo/sostanza che è margine in un entro/dentro, creato illusoriamente, e sprona il Mio Ego a specchiarmi, e rispecchiarmi, a determinare quello che l’istante distruttivo spronerà a spezzare e frammentare nella definizione circoscritta di input latenti.

Il Terrorismo Nichilista è l’attacco annientate alla verità, perché il Mio Ego vuole respirare a lungo e specchiarsi per Apparire in tutta la Propria Egoicità.

L’Attacco che Terrorizza Nichilisticamente, vuole mangiare altri ego, ridurli a niente, nel niente di un nulla, che è sospinto, in un vuoto egoisticamente a Me appartenente.

Io Voglio Distruggere e precipitarli-gli ego assoluti in un vuoto assoluto, gli ego morali in un vuoto morale.

L’Attacco distruttivo porta nutrimento falsificato di una realtà vera, al Mio Ego, ed è per questo che colpisco, quello che nell’infinità degli specchi, sono punti di assioma.

I punti di assioma dimorano nel Mio illusorio bordo, che è margine e limite, che arrivano e vengono posizionati, che sono per questo limite del respirare, ed è per questo, che il flusso continuo e infinito, viene ridotto, da questi punti assiomatici, non perché appartengono a qualcun altro, ma al mio dipendere illusoriamente da essi nell’in-esistenza.

Essi- non esistono, se non nel circolo infinito degli effetti illusori della Mia Fortezza, dove si stagliano non fermi e immobili, ma moventi attorno all’illimitatezza di un immane grandezza di spettri e ombre che vogliono cibarsi di quello che creo/distruggo, illudendomi in questo modo che Io possa averli creati. Li creo perché mi illudo che sono loro, ponendo un margine nel bordo dell’allucinazione.

Il Nichilismo colpisce Terroristicamente perché nella mia in-esistenza, avverto che il flusso ininterrotto di godimento, possa fermarsi, pur non sapendo perché questo avviene, definizione- punti di assioma:punti fermi, informi e formati da me stesso e dagli specchi in cui l’illusione si vede, guarda, percepisce, qualcosa che la frena, questo qualcosa è senza forma, senza bordo, ma crea un bordo apparente che sia cosi.

Io Attacco Terroristicamente come Nichilista, perché voglio distruggere questa apparenza, nella mia in-esistenza, e voglio distruggere i punti assiomatici, che pur essendo illusori, li creo in una schizofrenia folle.

Quindi se il nemico, lo creo Io, perché cercarne uno, fuori dalla mia in-esistenza?

Perché l’esistenza è l’entro/dentro la Mia in-esistenza, creo/distruggo infinitamente.

Il nemico è quello che creo, perché voglio dimorare e godere nella Mia fortezza, ed è per questo che non-creo un nemico, ma il nemico è a Me creato, non si basa su un “perché”, ma sul circolo continuo di input latenti, che tornano a voler dimorare in un ritorno continuo di falsità e verità, infinite come gli specchi -che vedono Me immensamente.

Falsità e verità in-esistono nel momento in cui creo/distruggo, perché sono riflessi degli specchi, che mi pongono davanti a un quesito senza nessuna risposta, sono riflessi di Me stesso, ed è per questo, che illudendomi, li creo, uccidendoli, li mangio, per inglobarli e falsificare -senza falsità- la storia che mi si presenta davanti:erro entro esso.

La morale è falsificare qualcosa che non esiste, ed è per questo che se colpisco con l’Attentato, qualcosa che è ritenuto vero, sto colpendo qualcosa che non esiste, sto colpendo la morale, che è l’immagine che mi si presenta entro, vedo questi segnali, impressi e sento che non esistono, che inglobo e voglio mangiare, e quindi colpisco Terroristicamente, ma non perché il Terrorismo è un metodo, ma perché è sangue e flusso infinito che mi specchia e mi fa godere. Il Terrorismo Nichilista non è la ricerca di un finalismo, ma è un agire-amorale, verso il punto assiomatico che nella mia illusione sento possa fermare questo godimento. Il godimento è lo specchiarmi infinitamente, non vedo l’oggetto come qualcosa che esiste, ma riducendolo a sensazione che diviene nulla, nel momento in cui esplode un ordigno e implode la verità- e la morale- tutto questo si nientifica. L’Amoralità è flusso nel sangue- follia entro schizzi di irrealtà.

L’Attacco Terrorista Nichilista, che colpisce con un ordigno davanti a una parrocchia – architettura della morale umana- fa esplodere magicamente i sentimenti del circostante, circostante che vive dentro la Mia Fortezza e che Io illusoriamente vedo come assioma, ed è per questo che intuisco qualcosa che ferma il flusso continuo di godimento nello specchiarmi; questo circostante- l’entro me- crea una falsificazione di un illusione che magicamente diviene Mia illusione, ed è per questo, che sento le Vette dell’EgoArca, che si stagliano nel Mondo a Me creato, arrivarmi addosso; lo sento, ma non vedo la cosa, lo percepisco, ma non lo concepisco, lo assoggetto ma non ne vedo un oggetto con dei soggetti attorno all’intorno. Non esiste un contorno che esiste al di fuori della Mia Fortezza.

L’Attacco Terroristico e Nichilista esprime la percezione come assioma, e l’ordigno è l’esplodere del Mio Ego dentro la Fortezza, ma è anche l’esplodere quello che la definizione-morale,falsifica: esiste un soggetto colpito moralmente/oggettivamente, ne subisce le conseguenze, diviene una persona che entra in un diritto umano- assoluto concatenante il ritorno effettivo del concreto immanente.

Io non ne vedo che un apparenza tra le apparenze falsamente vere degli specchi infiniti.

L’Attacco Terroristico colpisce, attacca gli specchi del Mio Ego, che illusoriamente è l’esterno che è il suo interno, ma li svalorizza, non definendoli, sentendoli come la stessa ragione, che ricade come punto assiomatico dentro la Mia fortezza, ed è per questo, che Devo Annientarlo, perché imprime, una falsificazione umana e morale della mia in-esistenza.

L’Illusione è apparenza allusiva che gli specchi in un circolo continuo creano e distruggono infinitamente.

La “ragione che dice no”, non esiste, come elemento morale, ma in-esiste come punto assiomatico dentro Me.

Colpendo Nichilisticamente e Terroristicamente con un pacco-bomba, in mezzo a una strada dal nome antico, distruggo l’idea falsa che la morale esista nella realtà che si considera vera. Voglio nientificare questa certa illusione che sia vera.

Il Terroristico pacco-bomba- non è deposto idealmente, è Caos che sta creando e distruggendo, che dentro di esso, sta crescendo e sta implodendo, sta sradicando millenni illusori di storia morale, sta falsificando quello che è falsamente vero, lo sta annientando, il terreno attorno al pacco-bomba, si nutre di questa falsificazione e illusione, della storia e delle verità, della morale, che crea un determinato caso, dove si pensa e oggettifica qualcosa, che è anche un modo per vivere, nell’illusione che sia tutto vero.

Il pacco-bomba che oltrepassa e affonda il limite dell’ordine umano, crea/distrugge, trascina la morale, e la falsa verità, sprofondando, verso il nulla nientificato, che entra dentro Me stesso, e si nutre delle condizioni della vitalità falsificata dell’uomo e della sua storia, dell’architettura di questo pensare e il decidere che sia per vero.

Il pacco-bomba che colpisce Terroristicamente e Nichilisticamente, colpisce il vero dentro il falso, il falso che è vero, che compone l’oggetto di una cosa, e gli da il suo marchio di falsificazione, e illude in un moto totalizzante, nel tempo determinato, di un luogo circoscritto.

Distruggere l’idea che un pacco-bomba sia messo per un motivo idealista? L’idealista che crea la sua illusione, la crea entro il termine morale, e definito, dove sospende il giudizio e oggettifica il tal atto, perché gli da -e lo riveste- un involucro di certezza, vero nel falso della storia raccontata e decisa dalla verità della morale.

L’idealista che colpisce è un moralista all’ennesima debolezza, cerca quello che è il sommo capo di un male, che nella realtà non esiste, e nella verità è un non-oggetto.

Questo attacco idealista, entro -dentro la Mia fortezza, vive tra i riflessi degli specchi, e cosi crea quell’input latente, che è il punto assiomatico che non mi fa respirare a lungo- godere infinitamente.

Colpire con il Terrorismo Nichilista, creando sgomento, perdita di certezza, ritorna a essere il non-essere, che si staglia dentro la Mia Fortezza, dove sensazioni e prevaricazione sono il centro che gravita e che si espande, attirando a se, nel Mio se, le forme provate dell’esistenza che in-esistono, e la distruzione del fuoco e l’esplosione di un ordigno esplosivo, abbattono l’attimo e l’istante della certezza che diviene incertezza e si espande, infinitamente volte, per poi estinguersi nel niente del niente nientficato.

Colpire Terroristicamente espande l’illusorio mondo reale che diviene dentro Me, e si spinge e respinge, compromettendo il desiderio dello specchiarmi, provando a forzare il senso date alle cose, che sono non-cose nella concretezza che qualcosa esista, e mentre affondo nella visione allucinante, ne vedo l’ombra deformata, che si aggira tra le ombre della Mia fortezza, che infinitamente volte nasce e muore, non rinasce, esiste e sussiste nell’in-esistenza.

Il Terrorismo Nichilista, non è forma provata o antagonismo verbale, non è azione conclusiva, ma è l’in-esistenza dell’EgoArca, che vuole scalare le vette senza fondo, e distruggere quello che preme per farmi esistere, per convogliare questo assioma, dentro il fondo abissale, e farlo eticamente rinascere; illusione è il credere che l’agire abbia un senso provato nella storia; voglio specchiarmi, voglio godere, infinitamente volte, sentendo nel sangue il fluire e defluire di quello che definisco “Terrorismo Nichilista”;Volontà della Mia Fortezza che si accresce:colpire con gli strumenti del limite che creo,distruggere-allucinazione di aver distrutto definitivamente, dove la distruzione è il pulviscolo infinitesimale che vuole corrodere quello che è il mio godimento;attacco la considerazione dell’umano-assioma.

L’Unico esclude ogni pluralità.

L’EgoArca è illimitatamente estensione della Mia potenza, distruzione dell’altrui vanità, per cibarmi nell’in-esistenza di quello che è flusso e riflusso, che entra/entro ed esterna il suo interno- profondo ed enorme abisso dell’oceano egoistico.

L’EgoArca è l’Estremo degli Estremi, vasta distruzione dell’assoluto nel nulla- intero integro assiomatico. Questo oceano sterminato, che non ha limite, indiscriminato e profondo, che consuma e logora, in un smisurato sterminare di ego.

È la guerra! Voglio la guerra Estremistica contro l’estremo dell’altrui vanità!

Ci sono due Estremi che vogliono distruggersi, il Mio e l’altrui. Non ci sono molteplicità, non ci sono definizioni, non sicurezze, ne Io con lui, ne lui con Me. La quantità degli enti che si definiscono, interpretano una raffigurazione modulare del mondo, lo rendono ottimale, didascalico, lo rendo per vero. Esiste questo mondo vero? No, in-esiste dentro l’entro/dentro nel Mondo a Me creato.

L’assorbire dei punti assiomatici dentro la Mia fortezza Egoica, si vogliono espandere, perché il limite che portano deturpano l’immagine dell’egocentrico errare della sperimentazione.

Questi non-enti sono il controllo del mondo che è interno/esterno nel circolo vizioso del ritornare dell’input latente:influiscono sul Mio Ego, lo vogliono delimitare, mentre ridiventa il moto ininterrotto che si sottrae al riflesso specchiato del desiderio di Guerra.

Chi sono-cos’è l’altrui vanità? Essenziale potenza del desiderio di mangiare e cibarmi dei punti assiomatici che si stagliano e vogliono collegare e intessere un alleanza perfetta tra e il Mio limite egoistico.

L’Abnorme desiderio e flusso di distruzione connette sensazioni nell’ottica degli specchi ritornati che esternano dentro Me; l’unificazione della comprensione di qualcosa che non esiste, che non ha appiglio, che dimora entro/erro e aspira e assorbe le comparazioni.

Il paragonare, il comprendere, l’unificare, il capire, il pareggiare, sono flussi incontenibili dentro i punti di assioma e vogliono mangiare e ridurre lo spazio oceanico del Mio Ego, riflettere gli specchi, e rendere mutevole il cibo di cui mi nutro.

Voglio la Guerra, perché voglio espandermi e eliminare, cibarmi di questi ego, che sono assioma e verità affermata attraverso la verità degli specchi e del nucleo profondo della realtà.

Immane flusso instabile e interminabile, nella piena Nichilistica che distrugge tutti gli argini che sono analoghi e si accomunano tra loro, identici, partecipando al fondersi dello spettro ritornante, che vuole eludere, sistemare, dirigere, in un assoluto della verità fondamentale. Tutto quello che è pari, irrita il Mio Ego, che si specchia e nota in un angolo remoto dell’in-esistenza, e vede l’opaco di questi spettri, angolari e mordaci, stimoli accumulanti e disgreganti, nella supposizione in uno sconfinato Mondo a Me dato, che si estende infinitamente in un oceano egocentrico e Unico.

L’unificare vuole rendere identici questi spettri che sono stimoli irreali in un realtà inesistente, che emergono, si espongono, pungolano, rendono vero quello che è assioma, sono punti incorporati in una relazione di unità.

L’Immenso Ego-Fortezza che si estende infinitamente in un estesa e incondizionata forza di annichilimento del flusso che mi blocca, che vuole rendermi intero e congruo alla realtà che è dentro il Mondo a Me creato. Creazione/Distruzione, ambiziosa follia Egocentristica, che si dispiega e non arretra al falso “sistema della conoscenza”; sistema-accomunare e inserire un riferimento vero nel mondo reale, assunzione dell’unificazione dove si aggiunge un pezzo di realtà dopo l’altra aggiunta,che è complementare al costrutto morale -innalzato al rispondere di una domanda che afferma il vero, che è vero solo se si pone il reale in uno schema di assunzione di verità.

Ambisco e anelo alla Guerra indiscriminata contro gli spettri dell’unità dei punti assiomatici!

La Mia Guerra schizofrenica/indiscriminata si estende e si muove ininterrotta nella Fortezza, dove infiniti abbagli di realtà presunta, mi attaccano e vogliono attaccare, vogliono la deposizione della potenza egocentrica che distrugge l’universo, questi punti di assiomatica verità, contengono l’embrione-la causa primaria, del fallace errare di spiriti del tutto e dell’unità dei valori umani.

La Guerra indiscriminata si accresce ogni attimo e nell’istante che si nutre del riflesso di questi spettri, che sono immagini onniscienti della Mia fortezza, e detengono una verità, che non riconosco ma che mi assilla: sei te, cosa vuoi da te, puoi essere te, se non sei te?

L’oceano immenso Egoistico vuole travolgere con la potenza indiscriminata tutto quello che è il tutto,è presente, è violenza annichilente, folle e allucinante paradosso dei paradossi irreali: attacca, distrugge, attenta ai punti assiomatici, che detengono il nucleo della verità dentro la Mia fortezza.

Attenta la verità, reale induzione a credere che sia vero, e assassina questi punti di assioma, che sono un indivisibile struttura con al centro l’uomo-unità.

L’esistenza e l’in-esistenza esiste dentro la Fortezza del Sublime Egocentrismo.

L’uomo e la società-Mie creazioni, contrasti che sono il limite e il punto assiomatico, come il linguaggio è il limite che ho creato nella fortezza dell’egoista sublime: Io.

Il nemico non è l’uomo ma la verità insita nel nucleo fondativo di quello che si definisce “uomo”.

Uomo come valore inesistente.

L’uomo e la società che attacco- è il paradosso dei paradossi irreali, che divengono dentro la Mia fortezza, punti e pulviscoli di attenzione ipotetica, sono la congruenza dell’armonia del mondo a Me creato; non controllo- niente-nulla; e gli specchi ritornano nel loro flusso interminabile, ipotesi nelle ipotesi che il presupposto sia per vero.

Avverto, rifluendo nel fluire nel mondo a Me creato, e sperimento l’assassino errare del potere egocentrico che vuole indiscriminatamente annientare: attacco l’uomo e i suoi segnali etico-giuridici, perché vogliono creare la copia dello specchiarmi, dove sono sempre Io- dentro Mille supposizioni di infinito errare. L’uomo e i segnali etico-giuridici che sono in Me, e che detengono il limite creato, sono la struttura fondamento dell’unità dei punti assiomatici.

I punti assiomatici sono il filtrare e scorrere della supposizione definita nel limite “uomo”: nell’attimo-attacco, distruggo infinitamente questa supposizione, ogni volta che torna e ridiventa il riflesso dello specchio e del punto assiomatico, ritorna a essere infinitamente un unità e il centro dell’essere-ente.

L’essere è una presunzione nel mondo a Me creato dove in-esistono non-enti.

Il non-ente è un ente e essere ritornante che si posiziona ipoteticamente dentro la fortezza a Me creata: il non-ente è un ente che è l’uomo e la società che sono limiti che creo, perché il mio attacco indiscriminato:che è indiscriminato perché non riconosce una realtà vera: attaccando li ricrea e li distrugge; il continuo fluire ininterrotto non ha una fine ne un inizio.

L’ente è un non-ente dove un elemento combacia caduco con un altro, è una copia che copia un altro ente, che è un non-ente, che ricopia un ente che diviene non-ente, e lo ricopia allo stesso modo e con lo stesso elemento, e dove il tutto è l’essere unità-struttura fondamento,figura retorica- presunto equilibrio che distrugge un infinito errare nella Mia fortezza dove si dispiega un immenso Caos erratico.

Il non-ente è l’ente sostanza che è l’unità dell’uomo-società in una formula che costituisce la figura e l’impalcatura del pulviscolo assiomatico in un alleanza di spettri, che divergono per poi convergere, e divengono non conversi. L’inesistenza e l’apparente incorporano l’ente che è un non-ente che risponde al flusso ininterrotto della fortezza a Me creata, e si staglia in un riflesso specchiale, che aggrega l’unità uomo-società, dove fonda e accoglie il valore del valore del dar per vero, riunendo più assiomi in un nucleo assiomatico, perché si presenta come la verità che raggruppa più dati e fatti dati per veri. Il vero della vera realtà si introietta nel riflettere degli specchi e tenta di ridurre lo schizofrenico errare del Mio egocentrismo.

La Guerra indiscriminata EgoArca attacca l’uomo-società, perché è l’assioma di realtà ipotizzata nel rifluire infinito della Fortezza a Me creata:crea/distrugge, sterminando il ritorno dell’effetto dell’ente nel non-ente,e mangia falsificando il falso, per divenire vero e fluire e defluire in un immenso oceano di Caos erratico.

Caos erratico che vuole inglobare il bello e il brutto, il vero e il falso, la forza e la debolezza, creando e distruggendo, in una forza sterminatrice dove i punti assiomatici contengono l’esistenza che si pensa possa essere provata, centro e periferia di qualcosa che non esiste, e anche se si afferma che è qualcosa, non esiste-niente, nulla, di nulla, niente.

La Guerra indiscriminata verso la realtà data per vera, e la realtà indotta dal reale, specchia il desiderio di potenziamento verso la distruzione della potenza che mi da la sua fragilità per estendere il Mio potere, che infinito vagabonda in un abissale e immenso EgoArca.

La Mia Guerra indiscriminata che attacca con l’esplosivo, non sta attaccando il vero di quello che si presuppone possa esserlo, ma si sta cibando del pulviscolo inesistente dentro la fortezza a Me creata. Il creare è distruzione per creare infinitamente distruzione.

Colpendo l’uomo e la società etico-giuridica colpisco la copia di questa sensazione, dove accordo e sentimento sono strutture consone all’imposto assioma di verità che si da per vero.

Un incendio Indiscriminato contro un oggetto, colpisce il valore e l’unità di quello che vuole definirsi dentro la fortezza a Me creata; l’oggetto è il non-ente che diviene falsamente ente, nella verità di un implicazione, dove la visione di una formazione struttura, in-esiste; il bruciare dell’unicità dell’oggetto in-oggettivo, si disintegra nel presupposto, e nella convergenza del limite che creo, dove l’oggetto che sta bruciando, fa esplodere e implodere la mia totalità e presupposizione del limite creato e distrutto.

Quello che incendio Indiscriminatamente è in-oggettivo, è un ritornare di sensazioni irreali che mi pongono come centro e periferia, dove il centro sono Io, e la periferia sono gli specchi che specchiano. Incendio indiscriminatamente il presupposto, che diviene oggetto in-oggettivo dentro la fortezza a Me creata. Sono sempre Io a creare/distruggere e irrealmente ad annientare creando il limite che devo incendiare per estendere infinitamente l’infinità del godimento ego-centristico.

Incendiare e distruggere Indiscriminatamente il reale- che è presupposizione e falsificazione del vero, che è unità e termine di indivisibilità; annichilire l’assioma che vuole copiare la Mia Unicità egocentrica; incendiare per espandere l’immensa distesa sterminata senza meta ne condizioni e limiti, in uno sterminio dei valori dati per veri; sensazioni e flusso rifluente, che vogliono spezzare lo smisurato potere di distruzione di quella che so essere definita tangibilità.

Aggirarsi nel Mondo del mondo a Me creato, fluire nel circolo delle ipotesi, dove l’uomo e la società sono il collegamento di una parte sull’altra parte, connessione e intrusione nelle infinità specchiali, dove l’unità converge e si accomuna al dato di fatto, alla cosa, al pensiero reale, e annette corrispondenze di assiomi, inesistenti, ma che vivono come relazioni di paragone; paragone e paradosso dei paradossi senza senso, incorporano il vero.

Nell’attimo distruttivo dell’EgoArca- mi aggiro nelle strade e le arterie di una metropoli, quando entro/erro nel regno a Me creato, in questo mondo di congetture allucinanti, divengo il tutto che crea/distrugge e che fluisce e torna a dominare; quando la superficie di quello che definisco suppostamente “metropoli”, mi aggira, entro nel limite, e riarma il pulviscolo dei punti assiomatici, che contengono il nucleo sconfinato del tutto nel niente nientificato, come interezza da armonia alla struttura che delimita il Mio mondo dal mangiare il mondo esteriormente interiore. Sono Io che creo l’esteriorità, la concrezione di questo esteso-esteriore/estrinseco.

Nell’attimo distruttivo e Annichilente aggiro l’allucinazione fintamente verbale e visiva della metropoli, ne vedo il regno del vero e del falso, ne sento e percepisco l’odore di elemento costitutivo del margine che ritorna a premermi, e questo pezzo di allucinazione, prova a sfondare la porta della Mia fortezza in-esistente.

Creazione e Distruzione fondono il multiforme abbaglio in una visione schizofrenica.

L’esistenza che Creo/Distruggo in un allucinazione della metropoli, crea quel fondersi di congettura e spettri che si diluiscono con il mio sguardo e la vista distorta: distorsione che erode questo margine e lo vuole mangiare, vuole inghiottire l’architettura di un mondo illusorio inerte in un mondo illusorio, inerte in un mondo illusorio nell’infinità degli specchi.

L’odio indiscriminato, la maledizione di essere un dio.

L’EgoArca è Misantropicamente indiscriminato: non riconosco il valore dato alla società e l’uomo- input etico/giuridici immanenti e illusori- illusione che trasforma e si radica come sensazione e circolo continuo di ipotesi.

L’Odio Misantropico è Antropofagia irreale-mangia e ingurgita gli spettri che si stagliano apparenti in un continuo fluire e rifluire degli specchi- che auto-distruggono ogni precetto di disillusione. Questo circoscritto input che definisco “uomo”, non esiste, se non impressione del senso che aggira la mia potenza distruttiva e Nichilistica, vuole mangiarne l’autorità di sradicamento dell’armonia e dell’architettura di quello che è entro me- il mondo reale. Il valore reale è mondo reale- entro me; il mondo è vero-entro me:reale e veridico- realtà e realizzazione di qualcosa che in-esiste;entro me.

L’Abisso del mondo a Me creato ingolla il reale in me- che implode e esplode in circolo continuo- diviene sterminato e si estende in un assoluto e profondo infinito di potere di distruzione che emerge e si amplifica- rende insensibile quello che il linguaggio falsifico dice essere per vero.

Il linguaggio è un artefatto dell’uomo, è una disillusione e simulazione dell’in-esistenza del mondo vero nel mondo falso, che si completa in un attimo irremovibile e assoluto, essendo niente e nulla, circoscrive quello che è immenso, e adora l’effetto implodente del suo significato simbolico.

L’erompere degli spettri che si vogliono specchiare nel mondo a Me creato- simboleggiano la finzione che percepisco come traduzione verbale di un oggetto in-oggettivo. Spettri –umanità, che recitano qualcosa che non è vero, ma è falso nella verità che è dissimulata. Mimetizzano il latente input che vogliono creare e inoltrarmi.

La Misantropia Attiva Estrema è la sensazione in-esistente di potenza distruttiva e vede nel linguaggio dell’uomo –il nemico apparente che apprendo ogni qual volta mi specchio. Specchiandomi-vedo l’esteriorità del configurare e rappresentare uno spettro maleodorante, che preme e spinge per insinuarsi nella fortezza ego-centristica.

Il nemico non è l’uomo ma la rappresentazione fatta di spettri che divengono circolo e flusso instabile e vogliono mangiare e cibarsi della potenza distruttiva della Misantropia che Attiva e Distruttiva, travolge come un fiume in piena gli argini delimitati e circoscritti che sono il valutabile e parziale comporre di armonia verbale.

L’armonia verbale è il presupposto del limite del mondo, che è limite della fortezza dove dimoro per avanzare e sterminare gli spettri immanenti che condizionano il fluire di godimento della Mia Potenza. Sono potenza della potenza che si accrescere e estingue il circoscritto entro/erro nella profonda e esclusiva-irreale fortezza. Sono Distruzione e costruzione che si distrugge e abbatte l’intenzione degli spettri che vogliono mangiare la sperimentazione Misantropica, che è nugolo di sensazioni e percezioni annichilenti.

Il linguaggio e la parte del discorso-che è parte e tutto- cerca e si insinua per fermare e comporre una costruzione meccanica della visione allucinata che permea e compenetra il Mio Ego, turbato dall’esprimere dei sensi e delle cose con il limite e la propensione a fermarmi. Il linguaggio e l’etica-giuridica: intrusione di spettri nel limite che ho creato, sono il nemico che attanaglia la scossa di adrenalinica sensazione di potere annichilente. Ingollo e distruggo, costruisco e anniento, venero il fuoco dell’odio della Misantropia Nichilistica.

La Misantropia Attiva e Estrema è la sensazione di odio nell’in-esistenza del mondo a Me creato.

L’odio è il Nichilistico avanzare per cibarmi di spettri e potenziare l’energia del potere distruttivo.

L’odio e l’amore non sono distinzione di valori reali, sono flussi in-esistenti fondati dentro il Mio ego.

Odio e amore sono Io.

Ingollo gli spettri-queste rappresentazioni figurate,perché il limite che creo, mi spinge a tracciare un percorso fondato su un immagine nitida e armoniosa di quello che in-esistente vedo.

Traccio senza definizione.

Vedo qualcosa che esiste nell’inesistenza, e vuole confondere e abbacinare: illusioni di allucinazione, inganno e promessa di felicità.

Felicità che è solo il presupposto della determinazione dell’esistenza in-esistente dell’uomo, che come spettro reale, vuole intingere il Me nella realtà vera.

Gli spettri erranti nel vagare del flusso annichilente, vogliono figurare e relazionare un aspetto delle cose con altre cose nello specchiare continuo e infinito. Il limite creato, che creo e distruggo, si insinua sotto le vesti del qualcosa che apparenza e benevolenza, parziale e limitato specchio di illusione.

Illusione è la rappresentazione che il limite che creo:il produrre suoni di armonia immergono il potere distruttivo egocentrico, in un limitato e angusto esprimere di valore, nella quantificazione e nel produrre di eco. Ogni suono verbale è mimica in-esistente, che produce un rumore di fondo, che percepisco, come valore reale. Il valore reale è il contorno e il bordo del ritornare dell’effetto controllabile della disarmonia. Armonia e disarmonia si assoggettano ed esprimono l’attrazione per il tutto, costituito e ricostruito dall’impressione degli spettri che detengono la verità. La verità concentra e aggrega la sua descrizione su una realtà che ritorna verità della veridicità del nulla nientificato.

Il linguaggio è un eco di illusione e apparenze allucinanti. Il linguaggio è un eco che inizia dove il circolo continuo di spettri avanza- e riemerge eco che rende allucinazione il produrre di suoni che chiamo “linguaggio”. Linguaggio e appartenenza in-esistono nella realtà irreale.

Esprimo illusione e allucinazione- nel mondo a Me creato.

Concentrazione e aggregazione insieme della descrizione che la realtà entro me esista veramente: gli specchi avvertono quello che vedo Io, ma Io vedo quello che lo spettro sta portando a verità, e lo stimolo di deduzione si fa per vero, in un in-esistenza falsificata. Io e lo spettro: Io.

In un immensità di illusioni e sperimentazione-Io Misantropo Attivo e Estremo, cerco il nemico antagonista che è cinismo dell’ego portato all’ennesima potenza. L’insensibilità, flusso ininterrotto di sensazione amorale, mi detiene e mi porta in giro per le metropoli, pregne di umani, che respirano l’aria della dissoluzione. Sono dissoluzione immanente, sono quantità di spettri che premono per distruggermi, sono gli specchi che vedono gli spettri, che vogliono armonizzare la disarmonia allucinante di una potenza distruttiva.

Il respirare tormentato, è afflitto da questi punti assiomatici, circoscritti nell’inesistenza: verità, realtà, sostanza, forma, luogo, oggetto, soggetto.

Percepisco e asserisco quello che in-esiste, ma sento e ho la sensazione infinita che questi spettri ritornino continuamente, privandomi di un lungo e Egoistico respiro per la Distruzione dell’universo.

La sperimentazione Misantropa diviene Attiva, quando il respiro allucinatorio, fortifica gli specchi della Mia illusione. La Mia illusione, percepisce il flusso inospitale di una figura nella dimora dell’implosione del mondo. La sperimentazione circola nel sangue della potenza distruttiva, ed Estrema, quando distrugge se stessa, e mangia infiniti punti assiomatici.

Il Misantropo- sensazione senza deduzione- che è in Me, cerca l’Estremo degli Estremi, è una ricerca di vanità utopica, che crea/distruggendo distorsione, disgregazione del margine interpretato come niente e nulla.

Niente e nulla, sono l’esplorare le dimore assonanti dell’uomo e della società, nella ricerca del nutrimento, per dissolvere lo spettro dell’armonia, che imprima segni di vanifica realtà vera.

Il Perentorio annientare è la ricerca del nutrimento per elevarmi nel mondo a Me creato, per distruggere che l’ipotesi sia per vera, il cibarmi delle sensazioni, diviene l’eradicare dell’armonia che non è più disarmonia, ma è un erratico specchiarmi infinitamente.

Nelle strade delle oscure e intangibili metropoli composta da umani/prospettiva e indotte da ipotetici segnali etico-giuridici, vago ricercando l’in-esistenza entro me nell’inesistenza frammentata.

L’umano e la società-prospettiva egocentrica: Odio perché amo Me e Mi odio perché amo quello che avverto. L’odio non è un sentimento umano, è flusso della vita/morte illusoria che scorre nelle vene del mondo a Me creato; distrugge la parzialità e la circoscrizione del limite che plasmo e che distruggo infinitamente in un movimento circolare: che non ha inizio ne fine: è pieno e pregno di distruzione, che errante si muove tra le strade della moltitudine nelle metropoli. Metropoli, che è lo sguardo prospettico e Nichilistico di un apparizione, senza angolatura e geometria alcuna, influssi oppressivi di un enorme labirinto di spettri, dove l’indeterminazione è verità profonda.

Questo labirinto di spettri-Mi porta ad attraversare questa moltitudine di sensazioni e presentimenti, calpesto i segnali etico-giuridici, in un moto inespressivo. L’insignificante intuizione odia, dove gli spettri vogliono rifuggire dalla Mia immensa potenza di distruzione.

Nella sperimentazione egoistica e irreale, calpesto i pezzi di materia vera e falsa, le metropoli sono il terreno di Guerra, dove la Misantropia e Attiva ed Estrema;istante e momento; ricerca del nemico, che non è un nemico nella verità che sia reale, ma è nemico in un flusso immane e falsificato dal reale.

Amore per Me stesso: per questo colpisco gli input e le sensazioni entro me- dove quello che vedo, è il riflesso dell’abisso che fluisce in un solco profondo e attorniato di spettri.

Amore e odio-odio amore, per distruggere il riflesso rifluente, che lega e depreca il godimento narcisistico del Distruttore dell’universo.

Colpendo Terroristicamente i segnali etico-giuridici, che sono riverberi,abomini dell’assoluto, acredine dell’unico egoistico. Colpendo indiscriminatamente per aprire un solco spregiativo nel fuoco della Fortezza Solipsistica.

Il Misantropico incidere Distruttivo-schizofrenia sublime.

Sono la mia stessa entità, il mio stesso enigma
Sono il creatore del mio stesso piano universale


Fanatico e convulso Distruttore dell’universo

Contorcimento accentratore spastico-rivolgersi al nulla del nulla nientificato

Inesistente dissipare di un irrefrenabile rigurgito di Potere egoistico:

Desiderio assurdo dove l’eco dei riverberi dell’ego mi annientano in discordanza.

Allucinazione ossessiva dell’esplodere di infiniti ego che riemergono come Io ego

Smodata compulsione ossessionata dal riverbero degli specchi che espandono la loro cacofonia mortale:

Metafora traslata di paradosso in paradosso nell’errore parallelo al convogliare di spettri.

Corrispondenza tra lo spasmo e convulsione di eradicazione del verbo uomo -fanatismo Estremistico che travolge e distrugge la struttura didascalica delle mie sensazioni:

Sensazioni dopo percezione contraddicente il movimento simmetrico e proporzionato alle Mie convulsioni latenti che occultano il potenziale di annichilimento.

Dissolvimento dissociativo- alterazione della figura retorica che lega e spinge per la disintegrazione

Niente e nulla uniscono e si scindono, isolando il dividente dello spettro che si unisce in un turbinio devastante di ipotesi:

Idea e possibilità-arcano peregrinare di risoluzioni illusorie- disfacimento del logico predisporsi di idea.

Possibile e proponibile si incontrano e si auto-cibano, sfamando l’armonia pacifica dell’esistenza in-esistenza

Erro entro erro me:entro erro me:entro erro divengo in-esistente…

La Mia fortezza Solipsistica perfeziona un limite che si esaurisce-assorbe e consuma l’errare che è l’entro della realtà creata e distrutta;articolare di sensazioni alterate dall’esplosione dell’universo.

Parallelo come parallelo, comparazione e addizione che implode e si isola in un moto perpetuo.

Individuo-Ego impetuoso vortice di distruzione, spirale che attinge dai presupposti della categoria:uomo…

Accentratore Ego che ingurgita la sistematica coerenza e la ragionevole verità.

Nell’immensa e purulente metropoli, aggirarsi di spettri in una convergenza di reale e irreale, dentro la mia realtà;Sono il sogno, che distrugge e scorpora include ed esclude, diverge e converge: riflesso deformato della tangibilità distorta.

Vado alla Guerra irreale contro la realtà e irresistibile sprono il vortice del potere che si amplia e si deterge nel sangue in disfacimento della società.

Disputa convulsa che muove il valore e le categorie, le stritola e le annienta, non vede il nulla e percepisce il niente, sfonda il muro della storia e delle cose, per divenire Io.

Sono il Maestro del Caos distruttivo, sono Io e sono il tutto, dissocio la completa analogia del presupposto reale. Tensione bellica, che è conflitto e altera l’equilibrio costante che:segue costante che:ripete infinitamente l’annichilimento della sensibilità.

Ripetizione replica della realtà: Il mondo a Me creato, sente, percepisce, avverte utopicamente, il lemma della storia dell’uomo e dei segnali etico-giuridici.

La vita terrena, sensazione non deduzione, è il fallimento dell’aporia del rilevarsi il parafrasare e reiterare l’assioma entro Me entro/erro.

Gli specchi rilucenti sono ripetizione e reiterazione di un sogno che espone e attraversa-racconta in un circolo perpetuo il celebrare ipotetico, che sbatte e si incurva nell’aneddoto della storia dell’uomo.

Non celebro la caduta dell’uomo, evoco la distruzione delle ipotesi che esista l’uomo…

La storia dell’uomo, il racconto utopico e irreale della società etico-giuridica, morbosamente attrae e deturpa un contesto di apparizioni, logora per consumare, sfibra per distruggere, languisce in un desiderio di distruzione e deviazione, è la conflagrazione e l’esplosione del conflitto.

Sogno utopico che attrae il fanatico interporsi di sensazioni irreali, che si estinguono entro/erro Me, trascinano il vortice di deduzioni e abbacinano-illudono che qualcosa sia veramente vero.

Invoco l’allucinazione senza corpo esperente, anomalo e fallacia sono la stessa circostanza, circuito e desolazione del confine, paragone curvo che divaga in un esasperante apparizione di spettri. Esigo questo apparire, senza chiedermi un perché, inoculo il sostrato della creazione di qualcosa che non è essere o ente.

Scinde si disperde-annichilisce isola e divide- lega e unifica:corrompe argina e si discosta-diverge profondo e sovrano del tutto. Supremo principio del non-ente, fittizio con il concreto e l’autentico pulsare di verità. Concrezione di un corpo immaginifico, esistente dove l’in-esistere sussiste, profluvio di input latenti, che emergono e si trascinano in un vortice di implosione e intenso moto perpetuo.

Respinge e dissemina punti assiomatici, conduce il discostarsi di allocuzioni. Rimanda e ritorna, acuisce e disperde, differisce e procrastina l’effetto attraente e eccitante del profluvio di ombre.

Fluttua in un oceano imponente di compensazioni:mastodontico acuirsi di vanità, irreale superbia, che scorpora il concreto dall’incorporeo, utopico e crudo particolare di induzioni falsificate dalla prigione di specchi; abbaglio, conduzione illusoria, dissociazione,diluizione senza ricordo alcuno.

Invasato e alterato Distruttore dell’universo:

Indemoniato spirito di schizofrenia Nichilistica.

Frenesia non vedente-cupo disperdersi della Battaglia egocentrica

Deformazione vorticosa del bruciare annichilente nel convertirsi al niente e nulla nientificato

Guerra, conflitto alla composizione e all’ancorare di verità del fenomeno concreto:

Labile visibile apparenza- irrealismo Terrorizzante impeto e deflagrazione di ombre.

Guerra e conflitto annichilente, Sovrano terrorizzare il valore-uomo…

Crudele e brutale distorsione di specchi, visionario e allucinato Egotista

Il Distruttore dell’universo è un violento sisma e sconvolgimento che schianta e allarga l’unità costitutiva dell’ipotetico ordine etico-giuridico. Accresce e si espande, si amplia in un margine immaginario, che estirpa e fa declinare il ritorno dello spettro nello specchio rifulgente.

Mutamento della dottrina presupposta del valore verità, esilio e trasmigrazione del riferimento valutativo in un anelare di successioni temporali, trascinando e travolgendo gli argini che contengono l’autentico valore veridico.

Distruzione Nichilistica che dilata e allarga la circostanza, il nulla entra ed erra nel niente, che è spirale e si diffonde espandendo l’irreale dentro il reale, che non è realtà, ne fatto vero; specchi infiniti furiosi e impenitenti vanno alla ricerca in-esistente della realtà vera, per cibarsi della categoria uomo, e per ingurgitare pezzi e frammenti di supposizione, deturpando l’armonia determinante una successione che succede a un altra successione, comparazione e similitudine, premono, e spingono; spettri vogliono accadere al fatto, creare un armonia, creare locuzioni di concretezza, diventare cosa e fenomeno.

Distruzione Solipsistica che ingloba, l’artefatto del fondamento-l’accadere, questa utopica illusione di appartenenza.

Accadere-presupposizione di vera verità…

Succedere-congettura di certezza fondata.

Avverarsi-utopica rappresentazione di un fondamento effettivo…

Prodursi-successione che consegue a un altra successione in-esistente:

Concepire-elaborazione speciosa e appariscente in un vago desiderio di autenticità.

Inizio e fine- irreale compimento della realtà nel circoscrivere un vincolo…

L’Attacco Terroristico Nichilista nell’in-esistenza del mondo a Me creato, emerge e trascina il nucleo fondamentale, della successione, distrugge le pareti di compensazione, che lo creano, illusioni nel Mio mondo egoistico: gli specchi riflettono distruggendo una parte entro la parte, l’unità di costituzione della successione a un fatto: l’uomo…

IO NECHAYEVSHCHINA!

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