NECROPOLI IN UN LEZZO DI ASFALTO (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

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Avevo il pomeriggio, rubato l’auto, con l’aiuto del “mio” jammer, il proprietario, non aveva manco percepito, che il clic della chiusura della sua auto, che io avevo intercettato, aveva preso possesso del suo mezzo. Il mio provare e riprovare, davanti ai centri commerciali- che sensazione di vuoto umano attorno a questi!- era la buona riuscita dei miei esperimenti, con la sensazione di un caldo attorno al mio cappello di lana, tanto da farmi, rabbrividire, come in preda alla febbre.
Ora l’avevo posizionata in un posto che più sicuro, non si può, in mezzo a un enorme corso, strapieno di macchine, chi più chi meno, simile alla “mia” sottratta in maniera criminale a uno della moltitudine.

Ecco, ora ero apposto, almeno per il tragitto che volevo fare, da qua, punto base del mio antro segreto- attenzione! Senza partire con la macchina dalla mia dimora (sti cazzi! Aahah), ma almeno avendo la possibilità, di arrivare al mio punto finale, con un tragitto e un percorso molto veloce.

D’altronde Noi amoralisti criminali, non guardiamo in faccia a nessuno e a nessun limite, ci appropriamo di quello che serve per il fine attraverso il mezzo.

Attenzione! (di nuovo), non nel senso che ogni cosa e aspetto, che sia criminale, deve per forza essere usato, ma solo per buttare nel cesso, e pisciarci sopra, al valore comune, che vuole, che…”se io dico questo, non possa fare altro, e se io dico in questo modo, il modo che uso non ha un fine esatto, un etica esatta..” e a me che me ne fotte!? Io uso a mio favore, quello che mi serve nel momento, con cui il mezzo deve arrivare al fine.

Ero partito, la macchina non aveva bisogno della sporca benzina, “benzina+ polistirolo+ cherosene“, che avevo abbondantemente, usato per riempire 2-3 molotov, che serviva al mio fine.

Due giorni prima, avevo litigato con un tipo che sostava davanti a un’officina di macchine, io passavo la accanto, nel mio “viaggiare” attraverso questa necropoli dal lezzo di asfalto, e lui mi guardava insistentemente, tanto da pensare- nella mia ottica individuale- criminale, di essere stato riconosciuto da lui, per qualcosa che avevo fatto..ecc.

Chi non è abituato al fetore delle strade, al riconoscere e percepire come animale istintivo, un pericolo che può essere presunto o no (lo deve stabilire, l’egoista individuale), non sa di cosa posso aver percepito, che ho sentito, che possa aver mosso il mio cervello, e le mie membra, istinto che permette di valutare in un ottica istantanea, quello che può essere pericolo..pericolo in che modo?

Il pericolo che un soggetto criminale sente, è il suo dare una valutazione singola, a quello che ha attorno, come un animale a caccia, in una ricerca fatta da segnali visivi, e olfattivi, anche se con i piedi che calpestano un abulico terreno fatto di cemento.

Allora mi ero deciso, diamogli un avviso, una cosa “leggera”, cosi per fargli capire, che io posso aver intuito, quello che lui ha pensato di me.

E se non fosse così? Il criminale della specie egoista, pensa e agisce, in quel momento, anche facendo fuori il litigante, perché gli va, perché tiene a continuare a derubare e saccheggiare il santo e cristiano mondo, perché sente che “ o la mia vita o la tua!”.

D’altronde non è un atto “puramente”(ahaha) idealistico.

È cosi, non c’è nulla, che l’egoista possa poter valutare in maniera migliore , per la continuazione del suo disegno e progetto criminale.

Arrivo al luogo, parcheggio a un paio d’isolati distanti, ho anche sostituito la targa della macchina rubata,con un’altra rubata, tanto per essere più sicuri, non si mai, con tutti questi soggetti vogliosi di fare gli eroi.

Percorro qualche centinaio di metri, e mi accorgo di essere in mezzo a una necropoli, sono certo che qua deambulano centinaia di morti che pensano di respirare, ma che sono già “morti”, e hanno il forte odore dell’asfalto.

Mentre cammino e percorro, il percorso che mi porterà all’atto criminale e illegale, l’asfalto, mi riempie di potere e inquietudine, ho sempre pensato al rapporto ambiguo tra individuo e metropoli, e a volte ho pensato, che ci possa essere una connessione, fatta di molecole, in una ridda di defecazione e vaneggiamento, sole putrido e lucente schizzi di bagliore, che permette di far cambiare aspetto, a quello che è attorno.

Sento di poter apprendere qualcosa dall’asfalto, che smorto, a volte sembra aver le sembianze di un essere attaccato alla terra, che sotto, cerca di uscire con le parti del corpo, che servono per risalire dal vuoto di un’esistenza sotterranea, a quella della superficie.

Penso, e ripenso, approfondisco, il rapporto personale che ho con la puzza di asfalto, e una metropoli, che conosco, ma che ritiene di potermi consigliare il migliore percorso da affrontare, anche se individualmente ho sperimentato, per capire questa subliminale connessione tra me e la metropoli, in una ridda di sensazioni e ipotesi, strutture che scambiano articolazioni nel senso che si da quello che si respira e si osserva.

Preferisco osservare il corpo moltitudine, la notte, perché la metropoli si trasforma, la strada puzza in maniera pregnante, di quello che la giornata trascorsa, ha appena lasciato, per terra, di segni innocui, che la notte, lasciano il “segno”, e circoscrivano un muoversi dell’animale umano, che appiattiscono gli orizzonti, che inseguono il confine dualistico, essendo assoggettati attorno, da una predisposizione precisa e giuridica di cosa è vissuto, dell’evento che è passato, e che rimane sull’asfalto.

Non si dice “ è rimasto sull’asfalto”?

Ho sempre percepito questa frase, come qualcosa di possessivo e proprietario, che rovescia e sottomette, il pensiero, a un aulico vaneggiamento del proprio pensiero, in mezzo al ridondare di buchi nello stomaco, per quello che è successo.
Continuo a camminare, e prendo possesso del respiro, che affannoso, sta conducendo il mio Ego, attraverso il prominente e succulento delirio dell’azione, e un orgasmo esclusivo. L’Ego attraversa le gambe, che pretendono dall’Ego di essere pronunciate, e si staglia in un luogo di possessione e di delirio.

Gli occhi li guardo ai vetri delle macchine che mi passano accanto, e sono occhi lucenti, che ardono dal desiderio di agire, ma sono anche vigili.

Attorno a me cade la notte, e la necropoli si estende attraverso il sepolcro dato dai nomi delle vie, che intricate, mi porteranno verso l’obiettivo voluto.

L’asfalto e la sua merdosa magnificenza, attrae i miei piedi e li disturba, nel tocco che percepiscono le scarpe, che sembrano voler affondare in un precipizio dentro il vuoto del mondo e di un incubo attraente.

Percorro, e avanzo, sono arrivato, e in uno schizzo di delirio nichilista, affermo e urlo” sto arrivando, sto arrivando, il mio fuoco criminale è per te..infame essere di questa putrescente terra!”.

ESPLOSIVI IMPROVVISATI (TERRORIST EXPLOSIVES HANDBOOK)

https://athens.indymedia.org/media/old/terrorist-explosives-handbook-vol-1-the-ira-jack-mcpherson.pdf

VOLUME 1: THE IRISH REPUBLIC ARMY (IRA)

I gruppi Terroristici rispondono alle esigenze per gli esplosivi in diversi modi. Possono rubare esplosivi militari o forniti da un potere di cooperazione straniera. Possono rubare o acquistare esplosivi commerciali. Infine, possono fabbricare da soli i propri materiali di distruzione.

Naturalmente, qualsiasi potere che tenta di controllare un focolaio terroristico si muove per bloccare tutte le fonti di approvvigionamento. Le normali procedure doganali, specialmente associate con un’intelligenza affidabile, riducono il flusso di esplosivi provenienti da fonti straniere. Gli esplosivi militari sono conservati ordinariamente in zone sicure, specialmente quando la minaccia di furto del terrorista esiste.

In Irlanda, gli esplosivi commerciali sono diventati i favoriti per uso nei vari ordigni esaminati finora. Imprese legittime in Irlanda del Nord utilizzano grandi quantità di esplosivi commerciali ogni anno, e diversi milioni di sterline annualmente. Con uso così diffuso nelle industrie come nell’estrazione mineraria, le cave e perfino l’agricoltura, tutto questo basta affinché il potenziale attentatore acquisti quello di cui è necessario per il proprio lavoro. Come un sorvegliante ha ammesso,” anche se hai il 99% di successo nella salvaguardia di un milione di chili di esplosivo, 10.000 libre possono scivolarti tra le dita .”

Il governo di Whitehall ha rapidamente inasprito l’uso di questi esplosivi. Controlli serrati sono stati fatti per l’immagazzinaggio e l’uso di esplosivi commerciali. La polizia ha mantenuto un controllo attento di detonatori e inneschi prima di essere utilizzati. Questo è stato parzialmente compensato dal contrabbando di esplosivi nella Repubblica irlandese, e l’IRA ha sentito una fitta acuta.

Gli esplosivi improvvisati sono diventati nel tempo sempre più popolari per colmare il bisogno dell’IRA di bombe. Una delle miscele più semplici per le bombe, utilizzato anche in quelle Incendiarie-è una miscela di clorato di sodio e zucchero. Mentre l’ordigno incendiario è costruito in modo semplice in modo da non contenere il processo di combustione per favorire una forte palla di fuoco, l’attentatore di ordigni esplosivi vuole un risultato diverso.

Pressando lo zucchero e il clorato di sodio, ad esempio, dentro l’estensione di un tubo di ferro con tappi filettati in entrambe le estremità, i gas derivanti dalla estrema combustione della miscela non possono facilmente liberarsi. La pressione del gas in una zona confinata si vedrà presto incrementata, e la rottura dell’involucro può essere molto distruttiva per la vita e le proprietà. L’accensione avviene-solitamente-per mezzo di un lungo fusibile inserito attraverso un foro all’estremità di un tappo. Questo tipo di dispositivo è anche il preferito dai gruppi terroristici protestanti.

Chi pensa che tali ordigni costruiti in maniera semplice e grezza, siano probabilmente inefficaci giocattolini, si sbaglia. Una scatola di legno contenente almeno cinque tubi bomba, ognuna con 1 kilo e mezzo di miscela, è stata lasciata contro il muro di un bar. L’esplosione susseguente ha prodotto un buco di un metro e mezzo circa, attraverso la parete di spessore di 5 metri e mezzo, e ha lasciato solo rovine all’interno della bar.

Un’altra miscela artigianale prediletta è la “Co-op sugar ” così chiamata perché è stato usata per la prima volta contro un negozio di proprietà della società cooperativa di Belfast. La miscela di “zucchero” è ottenuta con una miscela di 1/10 di nitrobenzene e clorato di sodio, una sostanza chimica agricola comune.

Il nitrobenzene è utilizzato nella produzione di coloranti, lucido per scarpe, e in piccolo grado, per l’abbronzatura. Una “fonte” ha valutato che la richiesta annuale di questa sostanza chimica in Irlanda probabilmente dovrebbe essere meno di 9 litri. Un imprenditore inglese ha fatto un ordine di 10.000 pounds a un recapito nella Repubblica irlandese. I prodotti ordinati vengono di solito usati in un qualità differente di industria “morente”.

Ancora una volta: un azione produce una reazione, e nel 1972 la vendita o il possesso di qualsiasi fertilizzante contenente più del 79 per cento di nitrato di ammonio richiede una licenza. Questo include il sodio clorato amato dall’IRA. Le vecchie scorte sono ancora in giro in campagna, tuttavia, il contrabbando è stata un’istituzione onorevole in Irlanda per secoli.

BARATRO

http://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2018/09/KH-A-OSS-III.pdf

“ Può un individuo stare sul bordo di un precipizio, e mantenere l’equilibrio?”

“Dialogo tra me e una “vecchia” amica”

Precipitare davanti al nulla

Innalzarsi nell’equilibrio e stare su un bordo

Perché restare sul bordo di un precipizio se non si può crollare nel nulla?

È possibile essere nulla se non si precipita?

L’equilibrio dei propri desideri cade, e si rivolge a un quesito: chi sono, se sono nulla?

Come un ambizione inespressa, il nulla avviluppa la nostra aspirazione fondamentale: l’amore per il nulla é il nascere di qualcosa che lentamente aspira a estinguersi.

Oscuro, profondo, abissale, euforia nell’idea di precipitare in fondo al nostro baratro..

Il Desiderio cade profondamente, nella decadenza si spegne…

Il nulla ambisce a precipitare senza afferrarsi in equilibrio..profondo desiderio di amore egoistico.

Arca

LA RIDUZIONE PRIMORDIALE E IL SOLIPSISMO TRASCENDENTALE ASTRATTO

Secondo Husserl, come abbiamo visto all’inizio della sezione precedente, la fenomenologia deve intraprendere proiettando una fenomenologia soggettiva, egologia pura; abbiamo anche superato l’idea che il solipsismo di questa egologia, non era apparente ma autentico, con un significato legittimo e che, quindi, non dovrebbe essere in opposizione allo sviluppo della riduzione, ma piuttosto deve essere preteso da esso.

Ma perché la fenomenologia deve aprirsi solipsisticamente? Se questo bisogno è motivato dal cartesianismo naturale del epojé, il solipsismo scettico, è una necessità apparente; quindi, se, come ragionamento, deve essere legittimo, la sua motivazione deve essere anche un’altra. In questo paragrafo dobbiamo trovare questa motivazione così come il possibile senso legittimo di un ragionamento nella fenomenologia.

Per capire questo significato legittimo del solipsismo trascendentale lasciatemi brevemente esprimere ciò che è la riduzione trascendentale spogliata del nucleo naturale, e puramente come riduzione. Abbiamo detto che la riduzione deve condurci alla sfera trascendentale senza introdurla occultamente come una concettualità naturale

Forse il più tipico di questo atteggiamento naturale o la sua concettualità è la distinzione tra il mondo stesso e la mia rappresentazione del mondo, che a sua volta appartiene al mondo stesso; l’indipendenza del mondo per quanto riguarda la coscienza si estende nell’attitudine naturale alla stessa coscienza che possiede in sé; la riduzione è il superamento di questo atteggiamento invertente nella dipendenza del tutto sulla soggettività.

Se prima della riduzione abbiamo avuto, da un lato, il mondo stesso, e dall’altra la mia rappresentazione, il noema psicologico del mondo, dalla riduzione, il mondo diventa noema trascendentale; Il mondo stesso diventa parte del trascendente noema; L’auto-coscienza e il noema psicologico è riassorbito nel noema trascendentale. La noema-tizzazione trascendentale del mondo porta al superamento della divisione tra il mondo e la rappresentazione del mondo.

Dunque, con questo approccio di riduzione, vediamo che il superamento o la soppressione di quella “tensione tra la rappresentazione del mondo… e il mondo stesso” “, è messo in pericolo inserendo gli altri in considerazione, perché, all’apparire degli altri, il mondo stesso reclama di nuovo la sua indipendenza di fronte alle diverse rappresentazioni del mondo che i diversi soggetti hanno.

La riduzione deve trasformare tutto in un noema trascendentale; ma la noema-tizzazione trascendentale del mio corpo e del corpo degli altri porta a diverse conseguenze delle cose; una di queste conseguenze è che il noema trascendentale “io uomo” o il noema trascendentale “altro” includono una noesi trascendentale; se nel mio caso questa noesi trascendentale è la mia vita trascendentale, nel caso dell'”altro” questo noesi è sua, con la propria rappresentazione del mondo.

Ciò significa che “apparentemente” la riduzione trascendentale non è in grado di realizzare da sola ciò che essa pretende teoricamente o che è solo riduzione se riesce a possedere il trascendere questa differenza; La pratica totale della riduzione richiede di ridurre prima ciò che è mio e poi ridurre ciò che è di altri; la riduzione deve essere effettuata in due fasi, che insieme, costituiscono la noema-tizzazione totale del mondo e quindi il superamento della tensione di cui Husserl ci parla.

Ciò che la riduzione pretende è di relativizzare il mondo rispetto alla soggettività; la prima fase sarà costituita da relativizzare, per quanto possibile, il mondo alla mia soggettività, cioè per ottenere quello del mondo che è esclusivamente relativo alla mia soggettività, o detto con parole husserliane, per ottenere ciò che appartiene a me esclusivamente o ciò che è solo costituito nella mia intenzionalità costitutiva.

Raggiungere questo obiettivo, significa quello di intraprendere una riduzione limitante di tutto ciò che non è esclusivamente relativizzabile al mio io, ma supponiamo già un rapporto di me stesso agli altri; così come anche tutti i predicati culturali e tutto il valore inter-soggettivo del mondo, delle cose, perché la “relazione ad una pluralità di uomini in contatto tra di loro entra nell’incertezza delle cose” “in modo che tutte le cose sono apprese all’interno di questo rapporto come cose non solo mie, ma di nessuno.

Né possiamo fare qui uno studio dettagliato di questa “riduzione primordiale” alla mia sfera di appartenenza, perché il nostro tentativo non è di esporre la riduzione, bensì di proporre una soluzione al problema del solipsismo di Husserl. Con questo “esperimento senza parole”, ottengo un mondo che ha lo stesso contenuto di prima, solo in assenza del senso di oggettività inter-soggettiva; un mondo libero da qualsiasi strano significato alla mia intenzionalità. Poiché ogni senso che deve essere dato nella mia soggettività, arrivato o no dalla mia sfera, deve essere parte di esso, si può dire che questa sfera di appartenenza è una sfera fondante.

Questa riduzione mi isola limitandomi alla mia sola soggettività.

Ma è possibile questa ‘ creazione ‘ del solipsismo quando sorge proprio a causa dell’impossibilità o della difficoltà della creazione degli altri? Non è davvero ridicolo ‘ parlare di ‘ un solipsismo dei molti ‘, di un solipsismo che “tutto” quello che riflette dovrebbe essere creato per se stessi? Sarebbe ovviamente ridicolo, a meno che non capiamo il significato di questo esperimento. Husserl ci dice chiaramente come deve essere inteso.

Il solipsismo ego-logico si ottiene per mezzo di una riduzione-quella primordiale, come abbiamo visto, il cui carattere fondamentale è l’essere astratto, o meglio l’astrazione, con cui è realizzato da esso, ed è qualcosa di indefinito o astratto; Questo carattere di astrazione è qualcosa di costante nelle Meditazioni cartesiane “e la ragione è di vederlo nel fatto che si tratta di una riduzione del mondo correlato, che nella sua concretezza comprende necessariamente un senso oggettivo; se, quindi, del noema-presumibilmente trascendentale-tolgo il carattere dell’oggettività “per qualsiasi cosa”, ho qualcosa di astratto, perché il concreto è la totalità percepita come dato di fatto; quindi questo esperimento o riduzione è, usando le parole precedenti di Idee, un esperimento del pensare.

Husserl insiste sulla necessità di una fenomenologia che proietti prima di tutto un egologia solipsista. Su quali ragione fondamentali è questa necessità? La risposta ci viene offerta chiaramente in una logica formale e trascendentale e poi nella Krisis. Il fatto che il mondo è lì per noi e che è relativo alla comunità da cui prende il suo significato è qualcosa che è dato in me, cioè, il mondo ha un senso di oggettività inter-soggettiva per me; Il mio mondo ha quel senso di “per tutti”; quindi il fenomenologo deve cominciare con l’intenzionalità egologica, analizzando quelle intenzionalità che potrebbero essere esclusivamente le sue. In più “è un fatto che è in me e da me come gli altri hanno un senso, quindi inevitabilmente l’io ha il primato”.

Tuttavia, non dobbiamo accentuare questa fenomenologia, ma dobbiamo considerarla nella sua funzione astratta come una “phüosophische Unterstufé”, “un livello filosofico inferiore”, perché al che l’altro ha il suo significato in e da me, da non intendersi che gli altri sono “unità sintetiche di verificazione in me”, cioè i semplici fenomeni della mia sfera, ma trascendono quella sfera.

DISTRUGGI E ANNIENTA ANCORA E ANCORA…

http://amoklaufe.altervista.org/distruggi-annienta-ancora/

Ancora distruggi, senza verità da salvare, senza “palazzi d’inverno” da conquistare..

Sconquassa e radicalizza la tua voglia di annientare e rendere cenere e nichilista questo mondo perfetto.

Possiamo rendere questo mondo perfetto, un inferno di fuoco, assumere le vesti di guerriglieri senza guerriglia.

Distruggi e spezza il “tran tran” quotidiano, nel saccheggio della vita borghese.
Sono esseri paralizzati dalla noia, che vogliono morire d’inedia, non c’è nessuna soluzione di sorta, ne pensiero che possa farci cambiare idea..

Vogliamo vedere questo mondo sgretolato e consumato da avversità e disastri, vogliamo le rovine del mondo che cade nell’era del nichilismo anti cristiano.

Logoriamo le fibre della società delle pecore, andando a colpire, dove si sentono sicuri e meno se lo aspettano. Andiamo a sfiancare le certezze, senza perseguire un fine che ci dica che abbiamo vinto la falsa “rivoluzione”.

Questa società è un mondo fatto di spettri vuoti, e noi, Nichilisti e Terroristi, vogliamo debellare la razza umana.

La disintegrazione della razza umana, la sua caduta, il suo annientamento sociale, colpendo e colpendo affondo..

Distruggi, annienta, ancora…

Progetto Amokläufe- dal profondo e oscuro culto nichilistico.

BUSTA INCENDIARIA (TENDENZE ANTI-POLITICHE TERRORISTICHE)

Viva il Kaos Misantropico e Distruttore, più ordigni incendiari/esplosivi per questa umanità morta!

Ghen

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http://nicevscina.torpress2sarn7xw.onion/manuali-video-per-luso-terroristico-e-criminale-nella-tendenza-antipoliticain-varie-lingue

https://archive.org/details/SobreIncendirio

Materiali:

– Busta gialla imbottita per spedizioni (preferibilmente con bolle d’aria “anti-shock”, in modo che non si senta da fuori il meccanismo [cavi, batterie, ecc.]

-Cavi elettrici

-Lampadina riempita di polvere di fiammiferi

-Pila da 9 v

-Esplosivo

-Cartone

-Colla

-Un foglio bianco

-Indirizzo di destinazione, falso mittente e francobolli (possono essere anche falsi)

Per prima cosa la base viene montata all’esterno della busta per spedizioni, come il cartone mostrato nella foto; la pila viene incollata sul cartone.

Quindi i cavi vengono messi nella pila.

Il cavo elettrico 1 deve essere piccolo e deve essere ben fissato alla base di cartone, la punta deve essere sbucciata in modo che quando l’obiettivo tira fuori la base di cartone viene attivata con il cavo elettrico 2, che deve rimanere sotto forma di gancio, in modo che i cavi elettrici 1 e 2 si incontrino e la detonazione viene generata. Nella foto, il cavo elettrico 2 non ha la forma di un gancio, poiché questo viene rifinito quasi alla fine, quando la busta viene chiusa.

Il cavo elettrico 3 deve essere posto come viene mostrato nella foto, nella forma di “S”, in modo che lo spazio per il cavo elettrico 2- incontrerà il cavo 1. Deve essere posto nella forma di “S”, senno il cavo non può incontrare l’altro e l’esplosione non viene generata.

La lampadina deve connettersi ai fili elettrici 2 e 3, il 3 collegato alla pila, e il 2 libero in modo che corrisponda all’1 e permetta la detonazione.

Nella foto, la lampadina è all’interno di un sacchetto di plastica con la dinamite. Gli effetti di questo pacco incendiario/esplosivo se l’obiettivo viene colpito, saranno ustioni di primo e secondo grado, ma se il fuoco raggiunge i capelli del bersaglio può subire gravi ustioni e essere sfigurato.

Una volta assemblato il “corpo” detonante, procediamo a mettere tutto all’interno della busta per spedizioni, prestando molta attenzione e avendo cura che i cavi elettrici 1 e 2 non si tocchino; per maggiore sicurezza è necessario mettere un nastro isolante su uno dei cavi, in modo che quando è all’interno della busta si possa rimuovere con cura.

Una volta inserito il meccanismo nella busta per spedizioni, è consigliabile nascondere il meccanismo, così che non possa essere visto quando l’obiettivo apre la busta. Consigliamo di incollare un foglio bianco alla base del cartone e piegarlo per nascondere i cavi e la pila, che sono visibili se non si inserisce il foglio.

Avendo nascosto il meccanismo, si chiude la busta ed è pronta. Questo meccanismo è affidabile e molto sicuro da trasportare, praticamente non esplode se non c’è nessuno a rimuoverlo.

Se avete domande, fatecelo sapere.

ITS

*Note:

-Le frecce rosse nella foto indicano che il bersaglio tirerà fuori il pacco all’interno della busta in quella direzione.

-Si consiglia di porre un mittente fidato per il destinatario, un collega o qualche autorità governativa in modo che sia quasi certo che l’obiettivo lo apra e non abbia sospetti.

-Acquista i materiali in diversi negozi / luoghi non rintracciabili.

-In Messico questi pacchi vengono inviati tramite le cassette della posta pubblica, oppure possono essere abbandonati negli uffici o nei luoghi di lavoro degli obiettivi.

CIOCCO

Cioccare e Scontrarsi, Distruggere la società morale, fino alle sue fondamenta!

Ghen

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“Fanculo la katharsis di Platone!”

Cerco il ciocco.

Sprono la mia volontà e la mia ambizione criminale.

Risalgo le vette e mi butto nel vuoto nichilista.

Voglio il ciocco.

Le mie armi personali sentono il fremito e l’agognata crudeltà nella ricerca di un obiettivo.

La violenza non è bene o male, la violenza “È ”.

In un mondo dove il leale cittadino tende al rimarginare ogni attenzione o desiderio morboso di violenza, io oltrepasso (anche questo).

Oltrepasso la violenza che non vuole, ma “vorrebbe” e mi pongo come individuo amorale che premedita il tocco lugubre che ha una pistola nella mano, pronta a sputare il suo fuoco ai mortali.

I resti miseri di quest’umanità, sono questo “momento”, in cui un viso diventa spettrale, la morte sta arrivando e incombe su uno dei tanti, della moltitudine.

Premedito il ciocco.

La ricerca e la sperimentazione nelle strade della rinuncia e della cedevolezza volgono a me, e istradano la premeditazione.

Quanti individui, che ora leggeranno, quanti faranno un sussulto?

Premeditare un omicidio, in primis,(ma anche un attentato con polvere nera, diserbante, dinamite, e chi più ne ha più ne metta), rende la coscienza in risalita attraverso la bile.

Sposta lo stomaco che si trova all’altezza della fronte, preme e tasta, provocando attimi senza che l’aria possa arrivare al cervello.

Il respiro è flebile, e immagina che stia per decedere, sente e imprigiona lo spettro di quello che vede davanti.

L’individuo non sa, non pensa, e pronto a dire “non può essere”, che qualcuno provi smania nella ferocia implacabile nel colpire e dare morte, o agire criminalmente, e non fermarsi davanti a nulla.

Sperimento il ciocco.

Quante giornate e notti, valutate come quelle per colpire, dopo aver passato e ripassato, attorno a qualcosa, che contiene “qualcuno”, che felice (in maniera plastica) sorride alla vita, e non pensa, che possa, che sia, che è, che qualcuno possa colpirlo all’improvviso.

La sperimentazione del “ciocco”, è la mia attesa individuale, nel momento in cui, passo e ripasso, dal luogo prescelto, alzo la testa, m’inoculo nel paesaggio, guardo su…c’è una telecamera?

Continuo, e passeggio, con le mani che sentono il volgere della paranoia della gente, che tocca, mi tasta, striscia sul mio viso, e si muove verso il fondo della mia coscienza.

Avete mai sentito la paranoia addosso delle persone?

È un buon modo per percepire quello che gli altri sentono, nei segnali predeterminati della società, e spronare se stesso, a pronunciarsi, e a domandarsi..la voglio ingoiare la “paranoia”?!

Deglutisco un caffè amaro, ed esco da un bar, le persone attorno a me, erano tranquille, sorseggiavano il loro caffè abitudinario, nel loro circolo di amicizie vere e finte, assoggettate o prominenti.

Come e per sperimentazione, so che un luogo come il bar, contiene meno paranoia, la rilassatezza si fonde con il ludibrio per le proprie vite nascoste, dentro una casa, dove tutto deve essere valore per la famiglia.

Mai sottovalutare, per un progetto estremista individuale, questi aspetti, che per gli amorali e i criminali, possono essere secondari o inutili, ma che servono per colpire più a fondo, senza che l’occhio umano abbia riconosciuto dei tratti non comuni di attenzione.

Nella lenta e liquefatta come solida e frenetica vita comune, si deve essere “comuni”, sfruttare appieno, la passione per il “ciocco”, ma attraverso una sicura e decisa strategia, per non farsi puntare,cosicché, il bar, questo bar dove sono stato, è un buon punto, per raccogliere impressioni e informazioni, per il mio obiettivo.

Questo è esclusivamente – d’altronde- il mio punto di vista individuale da nichilista criminale quale mi affermo.

Non ci sono limiti, e manco valori, non c’è un modo e un metodo per agire, come dove e quando, rispetto l’attacco criminale unicamente istintivo..

Mi metto lo smalto per unghie sui polpastrelli.

Devo e posso potere toccare le cose, con un esatto modo di muovere gli arti, senza renderli rigidi, e all’occasione visibile all’occhio comune.

L’occhio comune, la moderna visione delle cose, rende subito tutto sospetto, anche se in una cazzo giornata di freddo, hai un cappuccio di una felpa messa sopra la testa.

Questo deve far capire, all’amorale e criminale individualista, che il proprio progetto, ha bisogno, per continuare, di tanti elementi e tasselli utili, a far esplodere dalla pistola, il proiettile nel corpo di un uomo-moltitudine.

Proseguo attorno a quello che voglio carpire, e mi accorgo che un pallido sole, sta tramontando, blandendo vite che pensano di aver conquistato, oggi, qualunque cosa, ma non sanno, che potrebbero essere prede, e vittime delle loro certezze e sicurezze, senza nessun istinto, che possa fargli percepire, il fiato inumano di un amoralista criminale dietro di loro.

Ciocco il ciocco.

APPREZZAMENTO SENZA IDEALISMO

APRECIACÍON SIN IDEALISMOS

Noi tutti idealizziamo l’altro
Cosa fa quello
Che fa quell’altra
Cosa succede se lui pensa in questo modo
E se lei sarà come IO voglio

Noi tutti idealizziamo gli altri
Ora dimmi cos’è questo, se non egoismo?
Mi piacerebbe vederti con qualcuno che non ti soddisfa
Mi piacerebbe vederti non pensare a te stesso

La cosa fastidiosa è idealizzare l’altra per sempre
Dunque, ci dimentichiamo di noi stessi
Sembra che siamo stati sconfitti da vecchi ismi
La cosa giusta è affrontare l’ideale con il reale

Solo per così trarre conclusioni corrette
Ed essere uno e un altra volta più di uno
Se sto con te è perché ti apprezzo senza idealizzare
Ma perché affronti la realtà

Se sto con te è perché mi interessa
E mi importa perché so che ti importa
Quale migliore relazione, se non quella basata sul reciproco egoismo
Perciò, sappiamo di dover preoccuparci solo di noi stessi

Che bello sarebbe avere migliaia di “amici”
Se solo loro fossero entità idealizzate
Se fanno solo ciò che pensiamo possano fare
E non quello che è la realtà indiscutibile

SCOMPOSIZIONE ESPLOSIVA

http://nechayevshchinaedz.altervista.org/descomposicion-explosiva/

Processo in cui una miscela esplosiva o un esplosivo viene trasformato da uno stato solido a uno stato gassoso in frazioni di secondo, generando calore o alta pressione. Le scomposizioni esplosive deflagrano o esplodono con una detonazione.

a) deflagrazione: scomposizione di miscele esplosive a basso rischio di esplosione che, infiammandosi, emettono calore, luce e gas se vengono prodotti all’aperto. Se la deflagrazione avviene in un contenitore ermetico e resistente, si verifica un’esplosione.

b) esplosione: rilascio improvviso di gas che provoca luce, calore e un’onda d’urto che viene utilizzata per raggiungere la distruzione di un bersaglio o per dare l’impeto a un proiettile.

c) detonazione: azione che avvia la scomposizione esplosiva garantendo una grande pressione o calore che consente l’avvio dell’esplosivo.

ESEMPI, TIPI, O IN QUALUNQUE MODO VUOI CHIAMARLI DI SCOMPOSIZIONI ESPLOSIVE

POLVERE DA SPARO:

La preparazione è di facile utilizzo, abbiamo solo bisogno di tempo, desiderio, ordine e pulizia. Compriamo o recuperiamo da un super, dai vivai o negozi di ferramenta, carbone, zolfo e nitrato o sali di potassio, a seconda del luogo di una mappa in cui ti trovi.

Maciniamo il carbone in un frullatore o se ci si trova in luoghi privi di energia (un campo a caso, un fiume, una tenda) si può prendere un jeans, tagliare la parte che copre la gamba, introdurre il carbone, chiudere le estremità e colpire forte con una pietra, un combo, con il martello, ecc. , fino a quando non si ottiene una polvere che si può usare con un setaccio (una polvere più fine). Puoi anche usare un macinino per caffè o mais.

COME SETACCIARE:

Con velo italiano per tende o serigrafia, collant, ecc., Con il sarandeo (agita il contenuto da sinistra a destra e da destra a sinistra) otterrai una polvere finissima.

Questo processo è lo stesso per il salnitro o nitrato di potassio. Lo zolfo è sempre disponibile in polvere.

DOPO LA PESATURA E IL MESCOLAMENTO IN QUESTE PROPORZIONI:

POLVERE NERA: 25% carbonio | 25% di zolfo | salnitro al 150% o nitrato di potassio = 200 grammi.

POLVERE DA MINA: carbone 18% | 20% di zolfo | salnitro al 62% o nitrato di potassio = 100 grammi.

POLVERE DA CACCIA: carbone 11% | 9% di zolfo | salnitro all’80% o nitrato di potassio = 100 grammi.

POLVERE BIANCA: salnitro al 70% o nitrato di potassio | 15% di zolfo e sostituiamo il carbone con fiori di zucchero o impalpabili al 15% = 100 grammi. E Boom!

TUPAC AMARU O CARAMELLO:

La preparazione è la più facile da produrre e facile da usare. Maciniamo il salnitro o nitrato di potassio in un frullatore, un miscelatore, un mortaio o macinino, nella maniera più sottile possibile. La finezza renderà più facile l’ignizione. Mescoliamo con zucchero di canna impalpabile in queste proporzioni: salnitro al 50% o nitrato di potassio e 50% di fiore di zucchero impalpabile o in parti uguali con tazze, cucchiai, ecc. Tutto questo deve essere fatto a fuoco basso. Quando si riscalda il salnitro o il nitrato di potassio, deve essere fatto raffreddare prima di aggiungere il fiore di zucchero o impalpabile perché si corre il rischio di ferirsi (prendere fuoco).

Otterrai una miscela marrone o caramello che si indurirà. Pronto all’uso Boom!

NAPALM FATTO A CASA:

Per produrlo sono necessari popeye, gringo o sapone bianco. Può essere utilizzato in due modi:

1. Sciogliere il sapone o i saponi da utilizzare a “bagnomaria”, lasciare raffreddare e prima che si indurisca aggiungere alla preparazione benzina o nafta e plumavit, isolapol o telgopor macinato. Otterrai una pasta dura e gelatinosa pronta per essere accesa.

2. Un’altra forma di preparazione è aggiungere alla benzina o alla nafta, plumavit, aislapol o telgopor macinati successivamente per ottenere la consistenza di uno yogurt e aggiungere pezzi di sapone fino a gelatinizzare, pronti all’uso.

R4:

È una delle miscele più difficili da realizzare (ma una delle più distruttive) perché uno dei suoi componenti può essere ottenuto solo con un permesso ed è il nitrato di ammonio, usato come fertilizzante per la terra. È prodotto industrialmente o è possibile produrlo con molta conoscenza della chimica.

Gli altri elementi per la produzione della R4 sono la polvere di alluminio che può essere ottenuta nelle librerie e nei supermercati.

Puoi anche ordinarlo come brillantina, brillantina d’argento o brina.

L’ultimo componente è chiamato “pez de castilla” che è si può liberamente acquistare nei negozi di ferramenta.

FORMA DI FABRICAZIONE:

Macinare il nitrato di ammonio nel frullatore o nel miscelatore, asciugarlo (quando è liquefatto, assorbe l’umidità) a fuoco basso in una padella con un tostapane sotto, mescolando con un cucchiaio di legno. Una volta asciutto, filtrare e mescolare con la polvere di alluminio e il “pez de castilla” nelle seguenti proporzioni:

880 gr di nitrato di ammonio | Polvere di alluminio al 50% | 50% di “pez de castilla”: 1 chilo di R4.

Può essere usato come rinforzo per l’esplosivo principale, contenitore di polvere da sparo,TNT, ecc. Qui il suo uso è più complesso.

Per questo, è fondamentale il “confinamento” della carica esplosiva, in un confinamento resistente. Questo è la struttura che consente all’esplosivo di “bruciare” completamente e produrre una bella esplosione.

È possibile utilizzare estintori, tubi di gas, tubi in cartone rigido (di quelli utilizzati per i rotoli di tessuto), ecc. Riempi l’estintore o il tubo completamente con R4, se hai bisogno di aggiungere polvere nera, polvere bianca, l’importante è che non ci sia spazio.

Per l’ignizione è necessario utilizzare da 2 a 3 detonatori pirotecnici o elettrici che gli diano la forza necessaria per la scomposizione esplosiva.

DSM13: “MISANTROPIA SOCIOPATICA”

https://proyectogruta.noblogs.org/post/2018/08/21/dsm13-misantropia-sociopata/

PEZT:

Nella nevrosi, esplosione psicotica, qualcosa mi attira e io non so cosa sia
Ricordo che le persone mi proponevano aiuto, li ho uccisi tutti perché non ho fede
Mi hanno chiesto di essere rapido
Ma dio è in sciopero “C’è qualcosa che si prende cura del tuo corpo”
Il mio odio ha preso il sopravvento, non ci ho più visto ed eravate morti
Nessuno avrebbe mai capito o sarebbe andato avanti
Il sangue dalla gola inizia a fuoriuscire
Coltello alla mascella, vittima senza reazione
Un infermo incontrollabile corre via tra la folla
Disperato, le lacrime che cadono
Flagello, trauma, dolore in cerca di significato
Nichilismo approfondito, per quale motivo?
Fendendo la notte, un grido di aiuto proveniente dalla ferrovia
Non piace a nessuno è come un coltello conficcato in faccia
Lasciando il seguito, il disprezzo, la repulsione, i sentimenti cauterizzanti, diventando un mostro
Senza una traccia di rimorso, mi passo un coltello sul collo, la rabbia è ciò che mi ispira e la rabbia è ciò che mostro
Negatività, la razza umana è solo disgusto

SEMDÓ:

Pensiero alterato, trasformato in 4 notti, vedo il sangue attraverso la stanza e non ho spiegazioni
L’odio è sempre in crescita, l’assassino posseduto, la morte funge da cura per la depressione
Non cerco miglioramenti, ma la volontà di sangue sta crescendo ancora di più
Fanculo la tua gloria, odio tutto e mi soddisfa
Un cataclisma di rivolta misto a disprezzo, non voglio il tuo aiuto perché non ci credo
Un attacco di follia che causa la rottura, passa mezzo secondo e buco la tua trachea
Fanculo alla vita, se avesse avuto valore, non doveva terminare così
Non c’è via d’uscita tumulo l’amore ho solo il tempo di odiare
Agonia abitudinaria nessuna cura
Non illuderti, la tua Bibbia non salva nulla, la tua croce è uno scherzo
La mia fede è nel martello con la punta arrugginita
Che infrange la testa e ti schiaccia il viso
La razza umana non ha senso, non c’è soluzione, l’ottimismo è una porta chiusa a chiave
La mia mente non concepisce, non c’è compassione, ho finito con le soluzioni e qui non è rimasto nulla
Non ho più sentito pace in questo mondo ed è colpa nostra
Qui giaciamo, il mondo non ha problemi, è la razza umana che fa schifo
Gli umani sono marci, non c’è altro da dire se la verità è questa
Vaffanculo, sono un altro demone, e questa cosa del cazzo non ha valore

PERSONA NON GRATA:

Il Terrore instaurato, il dito strappato, la faccia mutilata marcisce nei boschi chiusi
Membra separate, l’essere umano decadente agonizza su un palo
Ogni giorno aumenta il numero dei corpi, emetto odio e spargo il sangue nella parata
Pazienti armati di martello e mazza nera
La testa esplode
Nel marcio in cui viviamo, non c’è speranza
La fede è cieca e trascende l’odio presente nella razza umana
I precetti morali sono distrutti, trasudano il disgusto di essere vivi
Estinzione completa, questo è l’obiettivo!

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