ESSERCI O NON ESSERCI?

DESTROYER

 Come è noto, Sein und Zeit è un’analitica dell’esistenza. Ma, in tutte le lingue moderne occidentali più ricche di tradizione filosofica1, «esistenza» si dice, nell’ordine: lat. existentia, it. esistenza, sp. existencia, fr. existence, ingl. Existence  e, infine, ted. Existenz! Assumiamo provvisoriamente questa parola come esemplare in un quadro inter-indoeuropeo.

In tutte queste lingue, «esistenza» ha due significati principali, che sonostati originariamente isolati dalla cultura grammaticale, logica e filosofica greca nel modo che possiamo così schematizzare:

  1. il <fatto> che è (gr. hoti esti, lat. quod est, ted. daß es ist) in quanto distinto da
  1. che cos’è (gr. ti esti, lat. quid est, ted. was ist es / wie ist es)

Questa distinzione separa l’esistenza dal suo senso, l’accadere da ciò che accade, opponendo così come due entità separate existentia ed essentia: Ma in realtà, quando diciamo «la nostra esistenza», noi aboliamo la separazione e ci riferiamo alla vita umana: sia alla sua specifica essenza e qualità, sia al suo destino e alla sua vicenda. In questo significato del termine non si pensa affatto al che in opposizione al che cosa (Daßsein vs Wassein) ma, in tutte le lingue indicate, si pensa insieme l’esistenza e l’essenza, e cioè il «fatto che» esistiamo «così e così, come» di fatto esistiamo, nella nostra vicenda personale e storica.

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EVOCACIÓN DE NIETZSCHE

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Eras Neurótico.
Llegaste hasta la cima de la montaña.
Ni en la altura pudiste ser pasivo.
Te pusiste a golpear al azar con tu
Enorme puño.

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“SÓLO LO TOTALMENTE DURO ES LO MÁS NOBLE DE TODO”

NOBLE

 «¡Por qué tan duro! — dijo en otro tiempo el carbón de cocina al diamante; ¿no somos parientes cercanos?» —

¿Por qué tan blandos? Oh hermanos míos, así os pregunto yo a vosotros: ¿no sois vosotros — mis hermanos?

¿Por qué tan blandos, tan poco resistentes y tan dispuestos a ceder? ¿Por qué hay tanta negación, tanta renegación en vuestro corazón? ¿Y tan poco destino en vuestra mirada?

Y si no queréis ser destinos ni inexorables: ¿cómo podríais — vencer conmigo?

Y si vuestra dureza no quiere levantar chispas y cortar y sajar: ¿cómo podríais algún día — crear conmigo?

Los creadores son duros, en efecto. Y bienaventuranza tiene que pareceros el imprimir vuestra mano sobre milenios como si fuesen cera, —

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POESIA E LINGUAGGIO IN HEIDEGGER

POETIS

1. Il linguaggio

L’analisi heideggeriana del linguaggio muove da un rilievo fenomenologico: «L’uomo parla. Noi parliamo nella veglia e nel sonno. Parliamo sempre, anche quando non proferiamo parola […] In un modo o nell’altro parliamo ininterrottamente. Parliamo, poiché il parlare ci è connaturato […] Si dice che l’uomo è per natura parlante, e vale per acquisito che l’uomo, a differenza della pianta e dell’animale, è l’essere vivente capace di parola. Dicendo questo, non s’intende affermare soltanto che l’uomo possiede, accanto ad altre capacità, anche quella del parlare. S’intende dire che proprio il linguaggio fa dell’uomo quell’essere vivente che egli è in quanto uomo. L’uomo è uomo in quanto parla» (In cammino verso il linguaggio, trad. it., Mursia, Milano 1988, p. 27).

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I BIGLIETTI DELLA FOLLIA

NIETZSCHE PLIT

I biglietti della follia sono quella serie di biglietti spediti da Nietzsche a partire dal 4 gennaia 1889, alcuni sono stati ritrovati, altri se ne conosce l’esistenza solo perchè riportato da seconde persone (tipo la sorella).. con questi biglietti in molti concordano si sia manifestata la follia (alcuni sono convinti ex abrupto e fra questi anche il Montinari) di Nietzsche. Più avanti ne posterò altri per ora mi limito al “biglietto della follia (sich)” più lungo; a parer mio il più tragico e toccante.. e bello.
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LA“VOLONTÀ DI POTENZA” IN RELAZIONE AL “DOVERE”

SARTREVSNIETZSCHE

Celebre episodio delle “tre metamorfosi”, per abbattere il drago, figura mostruosa, incarnazione simbolica del dovere kantiano, il leone oppone l’io voglio al tu devi. È in queste due ultime proposizioni, che si gioca l’essenza del dibattito Nietzsche-Kant. Nietzsche intravede nell’imperativo categoricoun “principio di limitazione” della vita che vuole – eternamente e senza limiti – affermarsi.

L’eterno ritorno spiega la “ripetitività cosmica”, il continuo divenire, su cui però incombe il pensiero più grave: ogni progresso, ogni salto in avanti verrà “frustrato” dal tempo.Questo eterno movimento è figlio di una forza – già delineata da Schopenhauer – cui anche Nietzsche assegna il nome di volontà. La differenza tra la concezione schopenhaueriana e quella nietzscheana di volontà verte essenzialmente su di un fatto: per il primo, la vita si configura come oggetto della volontà, mentre, per il secondo, come soggetto. Per Nietzsche, infatti, è la vita stessa che vuole dominare, affermarsi e superarsi attraverso la volontà di potenza, come rivela a Zarathustra:

“Io sono quella cosa che deve sempre superare se stessa”.

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A DIFICULDADE DA “FALSA VERGONHA”

EGOALTER

Ainda subsiste a dificuldade da falsa vergonha. Se a presença do Outro não pode ser posta em dúvida em função do sentimento de vergonha, é importante perguntar se tal sentimento corresponde sempre a um Olhar verdadeiro e existente. É sempre possível que o Olhar do Outro seja provável.

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I SIGNORI DELLA TERRA

VERSO

Ora, la differenza principale tra il popolo eletto e il resto dell‟umanità è la libertà, e cioè il fatto che gli eletti sono i soli nelle condizioni di scegliere perché solo la loro volontà è effettivamente libera. Il volere della plebe non è un libero volere, perché essa non conosce i motivi e le origini delle sue valutazioni, e in questo modo è prigioniera dei vecchi valori e quindi incapace di scegliere veramente una cosa piuttosto di un‟altra.
Quando Nietzsche scrive „liberi‟ o „non liberi‟ vuol dire che la libertà del volere c‟è, ma non per tutti, che è una conquista dello spirito, e quindi il risultato di una lotta che non tutti pos-sono combattere e neanche vincere. I più, i deboli e i pove-ri di spirito non hanno ancora preso coscienza che vivono solo di valori ereditati, e non hanno quindi la possibilità di cambiare veramente la loro condizione, ma sono in balia di coloro che inventano i valori anche per loro.

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