IO SONO UN DESTINO III

VERSO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5

Zarathustra, il primo psicologo dei buoni, è – di conseguenza – un amico dei malvagi. Se una specie di uomini della décadence si è innalzata al rango di specie suprema, ciò è potuto avvenire solo a spese della specie a loro opposta, la specie degli uomini forti e sicuri della vita. Se l’animale d’armento brilla nello splendore delle più pure virtù, l’uomo eccezionale deve per forza essere degradato a malvagio.

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IO SONO UN DESTINO V

VERSO

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono stato capito? – Non ho detto una sola parola che non avessi già detto cinque anni fa per bocca di Zarathustra. – La scoperta della morale cristiana è un avvenimento che non ha uguali, una vera catastrofe. Chi può far luce su di essa, quegli è una force majeure, un destino – spacca in due la storia dell’umanità.

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IO SONO UN DESTINO IV

VERSO

 

 

 

 

 

 

 

 

7

Sono stato capito? – Ciò che mi distacca, ciò che mi mette a parte da tutto il resto dell’umanità è il fatto di avere scoperto la morale cristiana. Per questa ragione mi occorreva una parola che avesse un senso di sfida verso tutti.

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IO SONO UN DESTINO II

VERSO

 

 

 

 

 

 

 

4

In fondo sono due le negazioni che implica la mia parola immoralista. Con la prima io nego un tipo di uomo che era stato giudicato finora il tipo più alto, i buoni, i benevolenti, i benefici; dall’altra parte, poi, io nego un tipo di morale che è valsa da morale in sé e come tale ha dominato – la morale della décadence, in termini più concreti, la morale cristiana.

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