L’EMPÖRUNG COME DISSOLUZIONE DEL CONFLITTO II

VALORESTIRNERIANO

La notazione svolta in realtà si qualifica come condivisibile solo in minima parte: indubbiamente la sollevazione non implica alcuna dimensione progettuale e deflagra in una esplosività istantanea, ma ciò che sfugge è proprio ciò che in precedenza abbiamo definito come modalità della stessa: la negazione del sussistente, in primo luogo, non si qualifica come diretta, bensì come secondaria e, in secondo luogo, non si tratta di un’esplosione dell’unicità sull’esistente, piuttosto come una sollevazione oltre l’esistente al fine di raggiungere l’unicità.

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L’EMPÖRUNG COME DISSOLUZIONE DEL CONFLITTO

VALORESTIRNERIANO

Il pauperismo si declina quindi in Stirner come un concetto complesso, per alcuni versi anche ambiguo: primariamente infatti esso sembra presupporre una coloritura esistenziale in quanto consiste nel “fenomeno per cui io non posso valorizzare me stesso”, la quale, però, lascia intravvedere una connotazione eminentemente e costitutivamente politica, dato che tale fenomeno si identifica completamente (è “una sola e medesima cosa”) con lo Stato. Della stessa insidiosa ambiguità, del resto, sembra vittima anche il movimento dell’Empörung, l’unica arma mediante la quale il pauperismo può essere vanificato, sospesa, come abbiamo già visto, tra una lettura che la relega in un generico ripiegamento sul privato e una che ne assimila i caratteri alla rivoluzione.

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HER BEN DOĞUŞTAN SUÇLUDUR

HERBEN

PUBBLICO EGOISTICAMENTE AFFINE DAL SITO NICHILISTA “REZNOV”

Her Ben, daha doğuştan halka, devlete suçludur.

Sen korkudan ellerini kavuşturarak acı dolu bakışlarını gökyüzüne yönelttin ve kendini duaya verdin.

Bunun üzerine doğanın fırtınaları dindi, arzularının şiddeti ile kabaran okyanusun dalgaları duruldu. 

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LA GUERRA DI TUTTI CONTRO TUTTI

 GASMASK2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora che si è acquisito, all’interno del percorso stirneriano, il portato metafisico del proprietario, l’ultimo passo concerne la risoluzione sociale della spinosa questione della proprietà:

  “Secondo l’opinione dei comunisti, la comunità deve essere la sola proprietaria. Al contrario: io sono il proprietario, gli altri non mi danno niente, ma io mi accordo semplicemente con altri a proposito della mia proprietà. […] Io sono proprietario, ma la proprietà non è sacra. Questo vuol dire che sono solo possessore?

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SRADICARE LA MISSIONE MORALE

VIA NEGATIONIS

È Stirner stesso a esplicitare il suo piano d’azione mediante una citazione schilleriana:

“Se il godimento della vita deve trionfare sullo struggimento per la vita, sulla speranza, esso deve vincere sui due fronti che Schiller rappresenta in Das Ideal und das Leben, deve cioè schiacciare la miseria spirituale e quella materiale, cancellare l’ideale e, insieme, il travaglio per il pane quotidiano”.

Si tratta quindi di tematizzare precisamente il rovesciamento di quella che prima abbiamo nominato “povertà”, ossia di una questione legata, ancora una volta e coerentemente, alla proprietà. Infatti, la consumazione presuppone che io abbia la proprietà di me stesso:

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DAS UNWAHRE PRINZIP UNSERER ERZIEHUNG-TEIL 1

ARCOS

Weil unsere Zeit nach dem Worte ringet, womit sie ihren Geist ausspreche, so treten viele Namen in den Vordergrund und machen alle Anspruch darauf, der rechte Name zu sein. Auf allen Seiten zeigt unsere Gegenwart das bunteste Parteiengewühl, und um den verwesenden Nachlaß der Vergangenheit sammeln sich die Adler des Augenblicks. Es gibt aber der politischen, socialen, kirchlichen, wissenschaftlichen, künstlerischen, moralischen und anderer Leichname überall eine große Fülle, und ehe sie nicht alle verzehrt sind, wird die Luft nicht rein und der Athem der lebenden Wesen bleibt beklommen.

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RESPECT

RESPECT

The contemptible sentiment par excellence. Mosaic of crystallized fears; mixture of herd stupidity and secular religiosity.

I mean the respect of collective beings; of the maleficent and deceptive metaphors that populate our social mythologies.

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THE RELATIONSHIP BETWEEN PESSIMISM AND INDIVIDUALISM

PALANTO

The century that just passed is without a doubt that in which pessimism found its most numerous, its most varied, its most vigorous and its most systematic interpreters. In addition, individualism was expressed in that century with exceptional intensity by representatives of high quality.

It could be interesting to bring together these two forms of thought, dominant in our era; to ask what is the logical or sentimental connection that exists between them, and to what degree pessimism engenders individualism and individualism engenders pessimism.

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