EL MUNDO ES SU INTERPRETACIÓN II

EL HOMBRE QUE SE PRODUCE A SI MISMO (LA MORAL)

 

 

 

 

 

 

 

Dentro de estas relaciones, el texto, en virtud de su ambigüedad, casi no existe: por tanto, tiende a perderse en el criterio de la verdad de la interpretación. Desde otros puntos de vista, la exigencia nietzscheana se dirige a liberar el texto auténtico de la interpretación no verdadera, cosa que ocurre cuando Nietzsche pretende que el hombre se vuelva a traducir a naturaleza:

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ETERNO RETORNO CONTRA LAS LEYES DEL PENSAMIENTO APOLÍNEO

 

A partir de la interpretación que realiza Nietzsche del mito de Ariadna es posible el análisis del concepto de ?eterno retorno? así como de las nociones de ?diferencia? y ?repetición?. El eterno retorno, pensado contra las leyes del pensamiento apolíneo, tiene un vínculo fundamental con la voluntad de poder: la repetición en el eterno retorno es la voluntad de poder.

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PRIMA DEL LEVAR DEL SOLE

suund

“O cielo sopra di me, cielo puro e Profondo! Abisso di luce! Guardandoti io rabbrividisco di divina brama. Slanciarmi nella tue altezze, ecco la mia profondità! Rifugiarmi nella tua purezza, questa è la mia innocenza!

Il dio è avvolto e nascosto dalla sua bellezza: così tu occulti le tue stelle. Non parli: così mi annunci la tua saggezza.

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CANTO DE ZARATUSTRA

INDIF

Hombre, ¿no escuchas con atento oído 
Lo que te dice la profunda noche? 
Yo dormía, dormía, mas de pronto 
Me desperté de mí profundo sueño …

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OS MIL OBJETOS E O ÚNICO OBJETO

ZARATHUSTRA E

“Muitos países e muitos povos viu Zaratustra; assim descobriu o bem e o mal de muitos povos. Zaratustra não encontrou maior poder na terra do que o bem e o mal.

Nenhum poderia viver sem avaliar; mas, para se conservar não deve avaliar como o seu vizinho.

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LA“VOLONTÀ DI POTENZA” IN RELAZIONE AL “DOVERE”

SARTREVSNIETZSCHE

Celebre episodio delle “tre metamorfosi”, per abbattere il drago, figura mostruosa, incarnazione simbolica del dovere kantiano, il leone oppone l’io voglio al tu devi. È in queste due ultime proposizioni, che si gioca l’essenza del dibattito Nietzsche-Kant. Nietzsche intravede nell’imperativo categoricoun “principio di limitazione” della vita che vuole – eternamente e senza limiti – affermarsi.

L’eterno ritorno spiega la “ripetitività cosmica”, il continuo divenire, su cui però incombe il pensiero più grave: ogni progresso, ogni salto in avanti verrà “frustrato” dal tempo.Questo eterno movimento è figlio di una forza – già delineata da Schopenhauer – cui anche Nietzsche assegna il nome di volontà. La differenza tra la concezione schopenhaueriana e quella nietzscheana di volontà verte essenzialmente su di un fatto: per il primo, la vita si configura come oggetto della volontà, mentre, per il secondo, come soggetto. Per Nietzsche, infatti, è la vita stessa che vuole dominare, affermarsi e superarsi attraverso la volontà di potenza, come rivela a Zarathustra:

“Io sono quella cosa che deve sempre superare se stessa”.

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Το Tραγούδι Tου Tάφου

Ζαρατούστρα

NICHILISTI CAMENTE

Εκεί κάτω είναι το νησί των τάφων, το σιωπηλό: εκεί είναι και οι τάφοι της νιότης μου.
Εκεί θέλω να πάω ένα αειθαλές στεφάνι της ζωής.
Παίρνοντας αυτήν την απόφαση μέσα στην καρδιά μου διέσχισα τη θάλασσα.
Ω εσείς πρόσωπα και απρόσμενες εμφανίσεις της νιότης μου!
Ω εσείς, ματιές της αγάπης όλες, θεϊκές στιγμές!

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LA VOLONTÀ COME VOLONTÀ DI POTENZA

UROBURO

Per N. la volontà non è altro che volontà di potenza, e la potenza non è altro che l’essenza della volontà. La volontà di potenza è allora volontà di volontà, cioè volere è volere se stesso.

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