ZÁPISKY PSYCHOPATOVY

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DA “SUROVÉ NEGACE”-SITO NICHILISTA EGOARCA– UN TESTO SULLA PAZZIA DISTRUTTRICE DELLA NORMALITÀ E DELL’UMANESIMO..COME POTREBBE NON ESSERE “PAZZO E DISSOLUTO” UN NICHILISTA CRIMINALE -TERRORISTA-EGOCENTRICO? SE IO DECIDO CHE ATTRAVERSO IL MIO SOLIPSISTA EGO ESISTE IL MALE ATTRAVERSO CERBERO -CHI MI PUÒ IMPEDIRE CHE SIA COSÌ? SONO IO CHE CREO E DISTRUGGO CREANDO! FANCULO LA VOSTRA FOTTUTA “COSCIENZA”! DETTATA DAL CREDERE CHE CI SIA UN TRATTO DISTINTIVO NELLA CONTRADDIZIONE.LA CONTRADDIZIONE NON ESISTE -E NON ESISTE UNA REALTÀ CHE LA CONTRADDISTINGUA COME “FATTO PROVATO”

Útržek z povídky Valerije Brjusova.
Oslava zlovůle a zločinu,poprava humanismu.

Zajisté,od dětství mne všichni pokládali za zvrhlíka. A tvrdili,že mé pocity nesdílí nikdo. Tak jsem si zvykl lidem lhát. Zvykl jsem si pronášet otřepané fráze o utrpení,o lásce,o štěstí milovat bližního. Ale vskrytu duše jsem byl přesvědčen-a to přesvědčení sdílím i dnes-že svou podstatou je každý člověk zločinec.

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DIO È MORTO V

GOTT IS TOT

 

 

 

 

 

 

 

Ogni ente è ora o il reale come oggetto o il realizzante come rappresentazione oggettivante in cui si costituisce la oggettività dell’oggetto. La rappresentazione oggettivante, rappresentando, subordina l’oggetto all’ego cogito. In que¬sta remissione, l’ego cogito rivela ciò che è in base alla sua attività (la subordinazione rappresentativa), cioè si rivela come subjectum. Il soggetto è soggetto a se stesso. L’es¬senza della coscienza è l’autocoscienza. Ogni ente è dunque o oggetto del soggetto o soggetto del soggetto.

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DIO È MORTO IV

GOTT IS TOT

 

 

 

 

 

 

 

Qual è dunque la natura di questa verità dell’essere del¬l’ente? Essa può esser determinata solo in base a ciò di cui è la verità. Ma poiché in seno alla metafisica moderna l’es¬sere dell’ente si è determinato come volontà e quindi come voler-se-stesso, e poiché il voler-se-stesso è già come tale un saper-se-stesso, l’ente, l’upokeimenon, il subiectum, è [west] nel modo del saper-se-stesso, cioè nel modo dell’ego cogito. Questo presentare sé a sé, la rappresentazione, è l’essere dell’ente in quanto subjectum.

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DIO È MORTO III

GOTT IS TOT

 

 

 

 

 

 

 

Nella seconda parte di Cosi parlò Zaratustra, che ap¬parve un anno dopo la Gaia scienza, nel 1883, Nietzsche nomina per la prima volta la « volontà di potenza » nel senso in cui essa doveva venir intesa: « Dovunque trovai un vivente, trovai volontà di potenza; anche nella volontà del servo trovai la volontà di esser padrone ».

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DIO È MORTO II

GOTT IS TOT

 

 

 

 

 

 

 

In una nota dell’anno 1887 (Volontà di potenza, Af. 2) Nietzsche si domanda: «Che cosa significa nichilismo?». E risponde: «Che i valori supremi perdono ogni valore».

La risposta è sottolineata e corredata dalla seguente aggiunta: «Manca il fine, manca la risposta al “perché?”». Questa definizione di Nietzsche presenta il nichilismo come un processo storico, processo che egli interpreta come la perdita di valore di quelli che erano fino allora i valori supremi.

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DIO È MORTO

 GOTT IS TOT

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa indagine si propone di chiarire il luogo a par¬tire dal quale potrà forse un giorno esser posto il pro-blema dell’essenza del nichilismo. L’indagine trae origine da un pensiero che incomincia finalmente a gettare luci sulla posizione fondamentale di Nietzsche nel corso della storia della metafisica occidentale.

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¿QUIÉN ES EL ZARATUSTRA DE NIETZSCHE? IV

ZARATHUSTRA E

 

 

 

 

 

Nietzsche dice: venganza es «contravoluntad de la voluntad contra el tiempo … ». No se dice: contra algo temporal. Tampoco se dice contra un carácter especial del tiempo.

Se dice sin más : «contravoluntad contra el tiempo … ».

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LA PRIMERA COMUNICACIÓN DE LA DOCTRINA DEL ETERNO RETORNO:«INCIPIT TRAGOEDIA»

«INCIPIT TRAGOEDIA»

 

 

 

 

 

 

El pensamiento del eterno retorno de lo mismo, en cuanto es el mayor de los pesos, es el pensamiento más grave. ¿Qué acontece si se piensa efectivamente este pensamiento? Nietzsche da la respuesta con el título del fragmento que sigue inmediatamente a la primera comunicación del pensamiento más grave y constituye la verdadera conclusión de La gaya ciencia (342; la. ed. 1882): «Incipit tragoedia».

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