PRIMA DEL LEVAR DEL SOLE

suund

“O cielo sopra di me, cielo puro e Profondo! Abisso di luce! Guardandoti io rabbrividisco di divina brama. Slanciarmi nella tue altezze, ecco la mia profondità! Rifugiarmi nella tua purezza, questa è la mia innocenza!

Il dio è avvolto e nascosto dalla sua bellezza: così tu occulti le tue stelle. Non parli: così mi annunci la tua saggezza.

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CANTO DE ZARATUSTRA

INDIF

Hombre, ¿no escuchas con atento oído 
Lo que te dice la profunda noche? 
Yo dormía, dormía, mas de pronto 
Me desperté de mí profundo sueño …

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OS MIL OBJETOS E O ÚNICO OBJETO

ZARATHUSTRA E

“Muitos países e muitos povos viu Zaratustra; assim descobriu o bem e o mal de muitos povos. Zaratustra não encontrou maior poder na terra do que o bem e o mal.

Nenhum poderia viver sem avaliar; mas, para se conservar não deve avaliar como o seu vizinho.

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IL TRAMONTO DI ZARATHUSTRA IV

NIETZSCHE 3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caos— nota Heidegger a proposito di Nietzsche— significa qualcosa didiverso da un qualsivoglia disordine nel campo delle percezioni sensoriali e forse neppure disordine. Esso è il nome per indicare «il corpo che vive, lavita come vivente in grande». Ma questa vita vive, in quanto è pienamente e assolutamente corpo («das leibende Leben»), il movimento, cioè, di quell’incorporare-divorante in cui sta la creazione-distruzione immanente alla physis.

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IL TRAMONTO DI ZARATHUSTRA III

NIETZSCHE 3

 

 

 

 

 

«Perché una dottrina diventi albero — scrive Nietzsche in un aforisma della Gaia scienza dedicato all’inconfutabilità del “suono” (“La musica come mediatrice”) — deve essere ritenuta irrefutabile. All’albero sono necessari turbini, dubbi, vermìnai, malvagità per manifestare la qualità e la for za del suo germoglio: può rompersi, se non è forte abbastanza! Ma un germoglio è sempre soltanto annientato — non confutato!»

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IL TRAMONTO DI ZARATHUSTRA II

NIETZSCHE 3

 

 

 

 

 

Siamo così tornati al regno della danza.

Se è vero che i filosofi «come eredi dei bisogni del gregge e delle angosce del gregge» hanno tributato i più alti onori solo a un «mondo semplice, uguale a se stesso, prevedibile,  fisso», Zarathustra, come erede degli «spiriti liberi», altro non vede in essose non «il regno dell’incerto, del mutevole, di ciò che è capace di trasformarsi, che ha molti significati—un mondo pericoloso forse» , «un mondo così sovranamente ricco di cose belle, ignote, problematiche, terribili e divine»”.

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IL TRAMONTO DI ZARATHUSTRA

NIETZSCHE 3

 

 

 

 

 

«Also begann Zarathustras Untergang.» «Così cominciò il tramonto di Zarathustra.» Dopo queste parole, con cui si conclude la Vorrede,hanno inizio i «discorsi»: il tramonto è la discesa tra gli uomini, a cui Zarathustra recherà il proprio annunzio (Superuomo e Eterno Ritorno), ma è anche il principio di un viaggio tra i morti o tra i non-nati.

Quello di Zarathustra è altresì un ingresso nel labirinto, nelle pieghe e nei tortuosi avvolgimenti della sua stessa anima, per la quale vale la metafora assoluta del labirinto perfettamente adeguata— come afferma Nietzsche —ali’«architettura»dell’anima moderna,/’àme monstreuse.

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