NIETZSCHE: POLÍTICAS DEL NOMBRE PROPIO

NIETZCHE 4

 

 

 

 

 

 

 

Que nos enseña Nietzsche

El nombre de Nietzsche designa, actualmente, en Occidente al único (posiblemente, aunque de otra manera, junto con Kierkegaard, y asimismo con Freud) que abordó la filosofía y la vida, la ciencia y la filosofía de la vida con su nombre, en su nombre. El único, posiblemente, que puso en juego su nombre sus nombres y sus biografías. Con casi todos los riesgos que esto conlleva: para “el”, para “ellos”, para sus vidas, sus nombres y su porvenir, especialmente el porvenir político de aquello cuya firma asumió.

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INTUITION NIETZSCHÉENNE DE LA RÉALITÉ POLITIQUE

LA GRANDE POLITIQUE

 

 

 

 

 

La pensée de Nietzsche se porte sur les nécessités premières et toujours les mêmes des relations humaines, particulièrement l’état, la guerre et la paix, ensuite les situations politiques actuelles, la démocratie européenne. Ce n’est pas la détermination concrète du contenu particulier qui est essentielle à cette pensée, mais la grande intuition en tant que telle, d’où résulte la direction que prend la « grande politique ».

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LA DUPLICE EQUAZIONE PER IL SIMBOLO DELL’ETERNO RITORNO: L’UNITÀ PROBLEMATICA NELLA SCISSIONE DELLA DUPLICE EQUAZIONE-II

ETERNO RITORNO I

 

 

 

 

COME IL « MONDO VERO » FINÌ PER DIVENTARE FAVOLA. Storia di un errore.

1. Il mondo vero, attingibile dal saggio, dal pio, dal virtuoso, — egli vive in esso, lui stesso è questo mondo.

(La forma più antica dell’idea […] Trascrizione della tesi « Io, Platone, sono la verità »).

2. Il mondo vero, per il momento inattingibile, ma promesso al saggio, al pio, al virtuoso (« al peccatore che fa penitenza »).

(Progresso dell’idea: essa diventa più sottile, più capziosa, più inafferrabile […] si cristianizza…)

 

3. Il mondo vero, inattingibile, indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un obbligo, un imperativo. (In fondo l’antico sole, ma attraverso nebbia e scetticismo; l’idea sublimata, pallida, nordica, konigsbergica).

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IL ROVESCIAMENTO DELLA VOLONTÀ DI NULLA NEL VOLERE L’ETERNO RITORNO

ETERNO R

 

 

 

 

 

Ora il mondo ride, l’orribile cortina si squarciò e vennero le nozze per luce e tenebra.

Nietzsche definisce la propria dottrina come la « forma estrema di nichilismo » e al contempo come l’« autosuperamento » di quest’ultimo, giacché vuole riconoscere proprio l’insensatezza di un’esistenza che ritorna senza scopo. « Pensiamo questo pensiero nella sua forma più terribile: l’esistenza, così com’è, senza scopo e senza senso, ma inevitabilmente ritornante, senza un finale nel nulla: ” l’eterno ritorno “. È questa la forma estrema del nichilismo: il nulla (la ” mancanza di senso “) eterno! ».

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STIRNER’S CONTEXT

SELF-OVERCOMING OF NIHILISM-

 

 

 

 

 

While Dostoevsky and Nietzsche must be acknowledged as the thinkers who plumbed the depths of nihilism most deeply, we can see the outlines of nihilism-though not fully developed as suchin an earlier work published by Max Stirner in 1844, The Ego and His Own ,Thanks to the revival of interest in Stirner’s work by J. H . Mackay (Max Stirner, Sein Leben und Sein Werk, 1897), attention has been drawn to various similarities between Stirner’s ideas and those of Nietzsche. It is almost certain that Nietzsche did not read Stirner’s work.

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