AMORE E DOLORE IN SCHOPENHAUER

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Per Schopenhauer la vita è un continuo alternarsi di dolore e noia: il dolore è provocato dal bisogno, dal desiderio non appagato. Quando però questo desiderio trova il suo appagamento, subentra la noia, e questa situazione si ripete all’infinito, come in un circolo vizioso.

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NUOVO PROGETTO NICHILISTA: “ABYSSUS ABYSSUM INVOCAT”

Nuovo progetto Nichilista Individuale da parte dell’Affine Orkelesh.

“Abyssus abyssum invocat” prende ispirazione dai fautori del blog Terrorista Nichilista e criminale “Pyrodex” ma in primis dai fondatori della casa editrice Nechayevschinaed. -Nechayevshchina e Via Negationis- che ha dato al Nichilismo -spacciato per roba per studenti- un connotato Terrorista e criminale, sorto attraverso l’egoismo individuale, per pisciare e sputare sulle ceneri di questa società infame.

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FIAMME ALTE CHE SBRICIOLANO CREPUSCOLI

NICHI121

DAL NUOVO SITO NICHILISTA PUBBLICO EGOISTICAMENTE ABYSSUS ABYSSUM INVOCAT

Fiamme alte che sbriciolano crepuscoli.

L’eclisse del tempo “chiama” me, per rendergli onore.

Il velo della mia idea è nascosto da un arcano quesito:

L’ordine delle cose esiste?

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NUOVO PROGETTO NICHILISTA: “IL CERCHIO SELETTIVO”

SELETTIVO

RICEVO E PUBBLICO IN MANIERA COMPLICE E AFFINE:

IL CERCHIO SELETTIVO

“Il cerchio selettivo” prende ispirazione affine dal defunto “Abisso Nichilista”, non per proseguire in maniera “metastorica” il proprio proposito (senza -in sintesi -continuare immutabile nel tempo qualcosa che è morto e non può rinascere), ma per appropriarsi dell’unico progetto nichilista, che ha espresso la radicalizzazione dell’idea nichilistica, l’approfondimento dell’oscuro e insondabile io interno, nella caverna del pensiero, la visione estrema e amorale a confronto della “pace sociale” della società-massa, negando nel frattempo la visione esclusivamente permeata dai libri di storia, da una certa lettura didattica, dalla noiosa riproposizione delle solite introduzioni su come e perché è nato il c.d.“nichilismo”…


Il progetto Nichilista egoarchico “Il Cerchio Selettivo”, nasce esclusivamente, per attaccare la modulazione letterale della parola, e distruggerla, apportando testi propri e presi da altri autori.
Parola che rientra nell’idea della metafisica dell’uomo, secondo una serie di regole morali e una visione dei valori che ripercorrono l’immutabile pensiero universale.
Il nostro progetto vuole distruggere la piena espressione di un vuoto significato della “parola”, appoggiando nel frattempo indirettamente (cioè senza pubblicare comunicati o altro) l’estremismo nichilista -settario, con un brivido nella schiena, e l’affinità nel cuore per questi feroci e sfrontati individui che sfidando le leggi della società-massa.

Gli editori del progetto Nichilista egoarchico “Il cerchio selettivo”.

 

 

 

THE RELATIONSHIP BETWEEN PESSIMISM AND INDIVIDUALISM

PALANTO

The century that just passed is without a doubt that in which pessimism found its most numerous, its most varied, its most vigorous and its most systematic interpreters. In addition, individualism was expressed in that century with exceptional intensity by representatives of high quality.

It could be interesting to bring together these two forms of thought, dominant in our era; to ask what is the logical or sentimental connection that exists between them, and to what degree pessimism engenders individualism and individualism engenders pessimism.

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MISANTHROPIC PESSIMISM

PESSIMISMOMISANTROP

The pessimism we want to study now is that which we have called misanthropic pessimism. This pessimism doesn’t proceed from an exasperated and suffering sensibility, but from a lucid intelligence exercising its critical clear-sightedness on the evil side of our species. Misanthropic pessimism appears in its grand lines as a theory of universal fraud and universal imbecility; of universal nanality and universal turpitude. As the pitiless painting of a world peopled with cretins and swindlers, of ninnies and fools.

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THE NEGATIVE ONTOLOGY OF HAPPINESS:EUDAIMONIA

EUDAIMONIA

 

 

 

 

 

 

One might wonder why the above matters—after all, one might simply concede the argument and leave it at that. However, it does matter in a lot of discussions of value, in which happiness and suffering are of import, especially if either of these is valued as categorically “bad” or “good”. But let us examine some examples to make this more clear:

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THE NEGATIVE ONTOLOGY OF HAPPINESS:POSODYNIK-EUKOLOS-DYSKOLOS

POSODYNIK-EUKOLOS-DYSKOLOS

 

 

 

 

 

 

1. The definitions of “happiness” and “suffering” are either not broad enough or too broad, too vague, or only of subjective worth.

As for the first of these objections that the concepts here are too broad, I do not think this to be the case (but see the next objection).

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LA NOCIÓN DE RAZA A TRAVÉS DE LA HISTORIA

FRONTERAS 2

 

 

 

 

 

 

 

La raza humana ha tomado origen muy verosímilmente sólo en tres lugares. No poseemos, en efecto, sino tres tipos claramente diferenciados que indiquen razas originales: los tipos caucásico, mongólico y etíope. Y ese origen no ha podido efectuarse sino en el mundo antiguo.

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THE NEGATIVE ONTOLOGY OF HAPPINESS:SOLITUDE EMPTINESS NOTHINGNESS

SOLITUDE EMPTINESS  NOTHINGNESS

 

 

 

 

 

 

 

1. Phenomenological knowledge must necessarily be knowledge of something, it cannot come from nothing at all.

This seems to be the most intuitively valid criticism — after all, emotions are usually said to have an object to which they react, such as an object of love. The wide variety of happiness therefore cannot merely be “relief” from forms of suffering, but must also be able to be oriented towards an object in the world, of which it represents a kind of reaction to, or knowledge of.

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