UN’INTRODUZIONE ALLE STRUTTURE ORGANIZZATIVE TERRORISTICHE

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Nota introduttiva: Allo stesso modo dell’intro alla Mafiosa Crew DeMeo, anche questo testo rappresenta un interessante approfondimento per quelli che come Noi, non negano l’autorità, aspetto che ha un significato dalle molteplici facce. Il termine molteplice qua usato per esemplificare, non ricade mai nell’idea di aspetto polimorfico. Dunque, è usato in maniera chiara e diretta per specificare che-chi-come Gruppo Terroristico Anti-politico, non nega l’autorità, ha una specifica connessione con essa, e ha scelto una struttura peculiare propria, che possiede e difenderà fino alla morte. Come già affermato dall’Affine Nicevscina, non c’è nessun male e nessun bene nell’uso dell’autorità, dato che come leggiamo sotto, le strutture utilizzate dai Gruppi Terroristici, ricalcano quello che abbiamo innumerevoli volte esposto: non ci sono limiti nell’agire, se un gruppo vuole attaccare a coltellate e con i machete- in maniera indiscriminata- delle persone per strada lo farà, se un gruppo vuole farsi esplodere con la propria autobomba contro l’obiettivo egoico lo farà, se i componenti di un gruppo- vogliono attaccare con armi e esplosivi il proprio obiettivo egoico e poi dopo, aspettare di essere ammazzati, lo faranno, ma nessuno può negare che se un gruppo vuole continuare ad attentare, debba per questo usare mille e una strategia, senza che questo diventi legge scritta nella pietra. Tutto è permesso e dunque non esiste nessuna verità scritta da chicchesia. Il Dibattito Amorale, innescato sull’uso dell’Autorità, ha portato in pochi anni, a ribaltare le patetiche prese di posizione degli “umanitaristi anti-autoritari”, con approfondimenti e specifiche di alto livello. Il termine molteplice, quindi è stato usato, non perchè neghiamo le specificità, ma per essere dei diretti interlocutori del testo presente. Senza parafrasi troppo complesse. Le strutture organizzative che sono poste nel testo che segue, sono molto interessanti, è anche per i“piccoli” Gruppi Terroristici Anti-politici, hanno dei buoni spunti, che possono essere usati, in contesti diversi tra di loro.

La considerazione generale è che ci siano quattro forme di strutture utilizzate dai Gruppi Terroristici: la gerarchia convenzionale, le cellule, la rete di gruppi e la resistenza senza capi. La decisione di utilizzare uno di questi modelli si basa sul compromesso sicurezza / efficienza di ciascuno di essi; la gerarchia convenzionale fornisce la sicurezza più efficiente e meno sicura, la resistenza senza capi il contrario: massima sicurezza, minima efficienza. Previamente vale la pena affermare che alcuni Gruppi Terroristici proibiscono di essere collocati in un’unica categoria; il termine “confini sfocati” è usato per descrivere quelle organizzazioni che trasgrediscono le demarcazioni dichiarate. Ad esempio, Hezbollah utilizza una gerarchia convenzionale in Libano, pur mantenendo delle reti di gruppi in Occidente.

Lo scopo di questo articolo è di spiegare brevemente queste strutture.
Per inoltre fornire alcuni esempi di come sono stati implementati da vari gruppi (il calcolo di sicurezza / efficienza presentati dopo ogni variante sono puramente indicativi).

Gerarchia convenzionale (Sicurezza: 1, Efficienza: 4)

Audrey Cronin ha sostenuto che tutti i gruppi terroristici vorrebbero, in un mondo ideale, utilizzare la struttura gerarchica convenzionale, tentando così di attraversare il confine in una piena insurrezione. Una simile struttura equivale all’imitazione della gerarchia impiegata dalle forze militari moderne: la forma piramidale è popolata in basso da soldati (semplici), gestiti dal loro ufficiale (caporale) e così via fino alla cima della piramide dove ci sono gli alti comandi (generali). L’utilizzo di una tale struttura fornisce un’organizzazione con la massima efficienza (questa forma favorisce la specializzazione delle unità dentro, ad esempio, l’intelligence, il reclutamento, nei fondi e nel supporto), facilità di trasferimento delle informazioni e consente di imporre una strategia coerente a lungo termine. Riguardo alle organizzazioni basate sull’ideologia, aiuta l’unità ideologica tra i suoi membri – una questione importante data la necessità di mantenere tale unità all’interno di questi gruppi. I punti deboli di questa struttura sono stati opportunamente discussi da Beam (un nazionalista bianco Americano), sebbene con riferimento alla sovversione dello Stato Americano.
Beam sostiene che un tale sistema è estremamente pericoloso quando è utilizzato contro uno stato, specialmente in questa era di sorveglianza elettronica: se lo stato si infiltra o comunque compromette l’organizzazione ai livelli più alti del comando, l’intera entità viene compromessa. Allo stesso modo, se l’alto comando viene ucciso o catturato, c’è una possibilità molto reale che il gruppo si disintegri. Quindi, un costrutto organizzativo più sovversivo è di maggiore utilità per un Gruppo Terroristico che cerca di rimanere in piedi di fronte alla “Guerra al terrore”: l’antico Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) e le Tigri di Liberazione del Tamil (LTTE) forniscono buoni esempi dell’uso di questa struttura.

Cellula (Sicurezza: 2, Efficienza: 3)

La struttura della cellula incorpora una rete all’interno di una gerarchia. Ogni cellula (generalmente composta da tre a dieci individui) possiede un membro (“X”) – di solito il Capo – che mantiene il contatto con l’alto comando dell’organizzazione. Spesso solo un elemento del comando avrà contatto con X, e X non avrà generalmente conoscenza di altre cellule o di altri membri dell’alto comando. Se X è compromesso, le informazioni che è in grado di fornire sono chiaramente limitate: mentre la sua cellula sarà probabilmente resa inoperante, non sarà in grado di fornire dettagli di altre cellule, né sarà in grado di fornire dettagli dell’alto comando, oltre al comandante con cui ha avuto a che fare. Allo stesso modo, se un membro della cellula di X viene compromesso, l’unica informazione che possono fornire è quella della loro cellula e X.

Mentre l’alto comando viene rimosso dal contatto con i suoi componenti, questa struttura soffre dello stesso problema con quello della gerarchia convenzionale: se l’alto comando viene compromesso, l’intera organizzazione potrebbe cadere. Beam scrive che “il funzionamento efficiente ed efficace di un sistema di cellule … dipende […] dalla direzione centrale, che significa organizzazione imponente, finanziamento dall’alto e supporto esterno”.

Il comando centrale deve mantenere la presa su ogni singola cellula al fine di mantenere l’unità strategica e quindi rimuovere la possibilità che le cellule agiscano da sole, danneggiando potenzialmente l’organizzazione nel suo complesso.

Il comando centrale deve mantenere la presa su ogni singola cellula al fine di mantenere l’unità strategica e quindi rimuovere la possibilità che le cellule agiscano da sole, danneggiando potenzialmente l’organizzazione nel suo complesso.

Ad esempio, dire che una cellula traditrice di Al Qaida era responsabile dell’11 Settembre. Gli Stati Uniti probabilmente avrebbero risposto di nuovo con un attacco contro l’intera infrastruttura di AQ, anche se l’attacco non era partito dall’alto comando.

Rete di gruppi (Sicurezza: 3, Efficienza: 2)

Una struttura di rete organizzative comprendono numerosi nodi / cellule connesse / interconnesse in modi diversi. Le variazioni di tali reti, ciascuna con diversi livelli di sicurezza ed efficienza, possono includere:

1) Un concatenamento

Un percorso lineare: A – B – C – D – E. Affinché un messaggio arrivi da A ad E, deve passare attraverso B, C e D.

2) Un fondamento cardine

Un nodo funge da fondamento/cardine per tutti gli altri nodi: A è collegato a B, C, D e E. Ma B fino a E: non hanno alcuna connessione tra loro. Se B desidera inviare un messaggio a E, deve passare attraverso A. Questo non equivale che A sia la cellula principale, ma semplicemente la cella fondamento/cardine.

3) Riferimento centrale

Lo stesso che per la rete fondamento/cardine, ma qua ogni cellula ha un contatto con le due cellule vicine oltre a A (il nodo centrale). Quindi, a parte A, B si dovrebbe collegare con E e C; C con B e D; D con C e E; E con D e B.

4) Tutti le reti

Ogni nodo è connesso con tutti gli altri: A è collegato a B, C, D e E; B a A, C, D, E; C a A, B, D, E; ecc.

Tali strutture determinano il decentramento del processo decisionale, consentendo l’iniziativa di ogni cellula e rendendo quindi impossibile far cadere l’organizzazione in un colpo solo. Come spiegano Arquilla, Ronfeldt e Zanini, una tale struttura organizzativa può sembrare allo stesso tempo acefala (senza testa) e poliforme (a più teste).

I punti della rete dei gruppi con maggiore connettività indicano la loro importanza (quindi, ad esempio, se una rete “punto nodale” è posizionata come nell’esempio sopra, il selezionatore degli obiettivi A, può fornire il massimo effetto sulla capacità operativa).

Le strutture della rete dei gruppi, pur beneficiando di una sicurezza molto maggiore rispetto alle strutture gerarchiche / cellule convenzionali, soffrono di una scarsa efficienza data la difficoltà di diffondere un messaggio a tutti i membri della rete, con chiare implicazioni per l’unità organizzativa e la coerenza strategica. Questo, tuttavia, non toglie la pericolosità che una tale struttura pone.

Resistenza senza capi (Sicurezza: 4, Efficienza: 1)

L’ultima struttura analizzata da questo testo è la più sicura e meno efficiente. Un video di reclutamento del Fronte di Liberazione della Terra (ELF) lo descrive perfettamente: “Ricorda, l’ELF e ogni cellula al suo interno sono anonime non solo l’una all’altra ma al pubblico in generale”. Nella più vera forma di resistenza senza leader non c’è contatto tra le cellule e / o il comando centrale. Tuttavia, data la diffusione di Internet e la facilità della comunicazione internazionale, un requisito così limitato risulta indebolito (vedi le classificazioni del lupo solitario di Pantucci).
Una tale struttura (o, più appropriatamente, una mancanza di essa) pone le maggiori difficoltà alle agenzie antiterrorismo data la minima connessione tra l’organizzazione (o il propagandista dell’ideologia) e il protagonista che commette l’atto terroristico (sottoscritto all’ideologia). Come per le reti di gruppi, questa forma di struttura è incalcolabilmente aiutata dagli sviluppi nella tecnologia dell’informazione (la trasformazione del terrorismo da “vecchio” a “nuovo”, si veda Neumann).

Una tale struttura è altamente sicura; è quasi impossibile sapere quali lettori di un sito web sono stati radicalizzati e se se sono mai arrivati a commettere un atto. Ma la mancanza di controllo su tali protagonisti, può essere incredibilmente dannosa.
Se un membro di una rete ideologica commette un atto in nome di un gruppo specifico, influenzando negativamente il sostegno pubblico di detto gruppo, il gruppo non può dissociarsi dall’atto, indipendentemente dalla sua mancanza di partecipazione o sostegno, dell’atto. Inoltre, dato che l’organizzazione che diffonde l’ideologia non ha alcun controllo sul suo movimento ideologico, un simile movimento potrebbe disintegrarsi a causa della mancanza di sviluppi: queste cellule dormienti potrebbero non svegliarsi mai dal loro sonno.

Un esempio di individuo della resistenza senza capi potrebbe essere Roshonara Choudhry.

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AVSKY: “FANCULO I TUOI VALORI FANCULO LE TUE CREDENZE”

Fanculo i tuoi valori
Fanculo le tue credenze
Sei solo il riflesso in uno specchio,
Ombre sul muro
Nient’altro che armento
Ma mi rifiuto di camminare tra le pecore
Mi rifiuto di servire tra gli schiavi

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LA NICHILISTICA O9A

http://www.o9a.org/2019/01/the-nihilist-o9a/

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Qualche accenno a parte, c’è – almeno a nostro avviso – in un’analisi abbastanza acuta dell’Ordine dei Nove Angoli pubblicata nel 2017 in un articolo dal titolo “L’Ordine dei Nove Angoli e la Supremazia degli Estremisti”.

Questo elemento suggerisce cosa sia realmente l’ONA e come si differenzia dal noioso “satanismo” di Levey e altri. Qui sotto ci sono solo alcuni dei punti interessanti fatti in quell’analisi.

{inizio di citazione}

§ La nozione popolare di satanismo raramente pone l’accento sul suo aspetto politico. Apparentemente, il radicale individualismo sottopone le ambizioni ideologiche ai bisogni di auto-espressione individuale – o auto-indulgenza – rendendola in gran parte a-politica, almeno a prima vista. Quando si perviene a trattare con la dialettica sinistra dell’O9A, siamo velocemente costretti a renderci conto che in profondità il logorio reale è proprio nella politica; la politica interpretata nel senso più radicale, nell’incitamento della fine del mondo attuale (Eone) e la creazione del nuovo uomo e del nuovo mondo.

§ L’idea di influenzare la società in una più ampia sovversione, dall’indurre della depravazione morale agli atti terroristici: questo è il nucleo della metafisica dell’O9A.

§ Ciò che distingue veramente l’O9A è a quanto si possa arrivare a un limite: ogni altra forma immaginabile di politica radicale può potenzialmente essere assimilata, a condizione che sia realmente diretta contro il sistema, verso la creazione del nuovo mondo e dell’uomo nuovo. Attraverso tutto ciò è sorprendentemente veritiero che i principi della modernità – soggettività radicale e sua dissoluzione nell’ulteriore radicalizzazione della libertà, sono il principio evolutivo guidato all’approccio estremo e tecnico alla vita interiore dell’uomo.

§ Lo scopo del gioco del ruolo [dell’] opportunista [infiltrato] è creare conflitto, caos, confusione e – come Satana dispone – in ordine, lo spargimento di sangue, non solo per aprire al caos dell’acausale, ma anche per creare questa stessa disposizione nei gruppi sociali e la società in generale.

{fine della citazione}

Infine, forse la cosa più interessante di tutti:

{inizio della citazione}

§ In senso strettamente filosofico, questa è la forma vera di satanismo. Ciò che la rende inquietante è che, quando si riflette un po ‘su di essa, in realtà non ci si distacca dai presupposti delle idee generali, e apparentemente anti-metafisiche, sull’uomo e sulla storia. L’O9A ha un’ontologia e una metafisica del satanismo, ma è abbastanza in accordo con entrambi gli empiristi estremi e con la presunta opposizione heideggeriana di superare la metafisica (überwindung der Metaphysik): respingere l’errore della trascendenza verso l’alto.

L’unico passo necessario per sviluppare ciò che verrebbe chiamato “sotto-fisica” è quello di trarre le conseguenze finali di questa decisione.

{fine della citazione}

Quello che corrisponde veramente nell’ONA- a nostro avviso – è il caos (χάος). Portare il caos dell’acausale nel nostro mondo temporale (causale). Con ogni mezzo possibile, e senza alcun controllo o equilibrio, come ‘Dio’ o anche ‘Satana’, come descritto da entrambi i Nazareni e da gli egoisti materiali come Howard Levey.

In questo senso, l’Ordine dei Nove Angoli è realmente nichilista, anarchico e ridefinisce ciò che il “modernismo” – metafisicamente e in realtà (esotericamente ed exotericamente) – significa, o forse dovrebbe significare ora.

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ARCHI-FATTICITÀ E IDEALISMO TRASCENDENTALE FENOMENOLOGICO

Sia il riferimento al tempo che il riferimento alla carnalità incontrano il problema di ospitare un chiasmo nel loro cuore. Un chiasmo – non esitiamo nell’uso forzato (da fecondo) di questa espressione di Merleau-Ponty – che è solo quello che si apre tra l’apparenza del costituente e l’aspetto del costituito o, anche, quello che divide il costituente come costituente, del costituente – o quello stesso costituente! Come, inoltre, è apparso.

Alla scomodità di questo mistero non può seguire più di un accumulo di domande: com’è possibile che questa eccentricità – profondamente anti-kantiana – di pensare appaia dal trascendentale che è trascendentale? In breve, cosa legittima l’uso di quella misteriosa liberazione relazionale del problema che Husserl accenna al termine del termine oscuro di “auto-costituzione della carnalità” e “auto-costituzione del tempo”, o, in breve, della sfera dell’io trascendentale? È possibile pensare a un movimento di auto-costituzione senza riferimento all’alterità? Pensare, quindi, a un movimento di auto-costituzione del trascendentale per lo stesso trascendente che non è attraversato dalla differenza trascendentale?

Una costituzione che rende “costitutivamente” inspiegabilmente esenti dal mondo (destino di ogni costituzione); “Costituzioni” sorprendentemente incagliate nel Vorsein (Fink), conservate nel luogo della sua nascita, costituzioni che interrompono la semantica di “essere nati” non solo in senso transitivo, ma anche in modo riflessivo (sono nati)? La carnalità e il tempo attraversano l’opera essenzialmente sintetica della coscienza trascendentale.

La carnalità, come abbiamo visto, è il mezzo originale di dazione della cosa stessa. È, inoltre, un luogo per l’iniziazione della cinestesia, come polo di unità e identità della molteplicità degli scorci. Il tempo è il flusso originale che coordina tutte le esperienze e il cui carattere fondamentale è rivelato proprio non appena operiamo una riduzione delle esperienze.

Lasciando che una delle tante altre declinazioni emerga dal problema fondamentale che ci riguarda: resta da vedere e si deve pensare se il termine “auto-costituzione” non si riferisce a un “etero della costituzione” all’interno del nucleo trascendentale in generale, cioè, dalla carnalità e il tempo in particolare. Nel caso del tempo, ci sono esperienze che costituiscono lo stesso tempo immanente e, d’altra parte, ci sono esperienze situate in quel tempo immanente. La costituzione della cosa ci riporta alla questione trascendentalmente più fondamentale dell’autostima della carnalità. La domanda che chiede come la carnalità sia auto-costituita incontra la stessa difficoltà nel caso del tempo.

Se Husserl ci dice che la carnalità è costituita in tattilità, allora la carnalità suppone il corpo, o quella stessa carnalità “vista dall’esterno”, e suppone, in breve, l’identificazione acritica perché fenomenologicamente non è evidente tra l’aspetto del corpo interno e l’apparire dal corpo stesso visto dall’esterno. Per il resto, se la costituzione della carnalità si riferisce al corpo come sistema cinestetico, si scopre che questa remissione presuppone già la mia stessa carnalità come organo di percezione e luogo di affetto. Luogo di affetto che, senza conservare in profondità genetica, non trova rimorsi nel percorrere l’originarietà del tempo interno. In effetti, il temporale, il tono o la sensazione che dura, presuppone la sensazione stessa, cioè presuppone un affettivo che ha bisogno del corpo interiore o di Leib per avvenire.

Il tempo è fondato, in definitiva, su un’archi-mpressione che scatena i ritorni successivi, “a valle” nella cascata della costituzione. Proprio per questo motivo, Husserl parla di un incarnato, ora incarnato, che cambia costantemente nel passato, lasciando che avvenga un nuovo incarnato. Uno dei risultati più strani della fenomenologia del tempo immanente risiede in questa legge della sintesi passiva che mostra l’adesso in costante cambiamento dal passato e in apertura verso un nuovo adesso; manifestazione che la fenomenologia descrive come una rete di protenzioni e ritenzioni.

Infatti, anche se è esattamente lo stesso contenuto impressionistico o hiletico, il cambiamento dell’ora e della modifica intenzionale che lo presenta come passato accade nel tempo. Sembra, in breve, che il passare del tempo sia indipendente dal contenuto che ospita. Le esperienze in cui tutto il senso della trascendenza è costituito sono l’oggetto della consapevolezza intima del tempo. Sono, a rigor di termini, oggetti immanenti in cui è costituito il senso della trascendenza. La questione della trascendenza si riferisce quindi all’autostima dell’io come temporale e incarnato. Il rigore trascendentale ha determinato che questo, per quanto scomodo possa sembrare, è il campo dell’analisi costitutiva. Quindi, una certa interpretazione della fenomenologia converte tutta l’ontologia in una sorta di fenomenologia egologica.

Questa fenomenologia egologica è data dalla legge a priori della correlazione intenzionale, secondo la quale tutta la realtà è percepita, tutta la realtà è la realtà per un io. Ogni aspetto deve essere stato costituito, deve essere il risultato di un affare con l’ego, un’abilitazione attraverso l’ego trascendentale. Tutta la fenomenalizzazione è o compromette a lato, in un atto o in una pulsazione dell’io trascendentale stesso, dato che non è necessario guardare oltre le parentesi fenomenologiche.

Ma questo non significa che le costituzioni interne alle parentesi fenomenologiche, che aderiscono rigorosamente alla correlazione intenzionale a priori non eclissano il trascendentale in quanto tale. In effetti, ci sono alcune costituzioni che, al fine di costituirsi in tale e quale senso, hanno bisogno della non-auto-trasparenza del sé in relazione a se stesso.

In questo senso, Fink dice bene nella sesta meditazione cartesiana che esiste un concetto di anonimato che ha anche un carattere trascendentale. In effetti, l’anonimato del sé trascendentale in relazione a se stesso è trascendentale, è una condizione della costituzione. In altre parole, è giusto pensare che se la riduzione fenomenologica fosse stata effettuata fin dall’inizio della vita costituente del soggetto, il mondo costituito sarebbe stato diverso.

La coscienza trascendentale può solo risvegliarsi quando la funzione di costituzione ha raggiunto una certa complessità. Proprio quella complessità che consente alle composizioni concettuali con una massa critica sufficiente, perché le contraddizioni diventino sensibili, come logici cortocircuiti dell’atteggiamento naturale. Abbiamo già notato in che modo la riduzione fenomenologica era un modo per sfuggire alla versione dell’atteggiamento naturale sviluppato in “Ricerche Logiche”.

Tuttavia, con la carnalità, il tempo e la sfera egologica in generale, si potrebbe tornare ad essere scettici. Qui si afferma che lo scetticismo, giace in una sorta di ri-antropologizzazione della teoria della conoscenza. Se l’evidenza è l’apparenza della fenomenologia della ragione stessa, la dipendenza mostra già che il Leib non violerebbe le affermazioni di Husserl (nel senso del carattere scientifico rigoroso della fenomenologia).

La carnalità, come condizione fenomenologica della possibilità di evidenza, deve essere vista come contattata da ciò che riceve, e deve quindi diventare una specie di carnalità proto-fattica che ospita ciò che Husserl chiamerebbe il nucleo noematico. Il nucleo noematico è l’invariante di una dazione che viene mantenuta attraverso tutte le sue modalità. In tutto ciò che è dato, in tutte il mentire, in tutte le garanzie di base che fanno riferimento alla cosa stessa, e specialmente – qui alla ridondanza – alla stessa cosa stessa. Percezione, memoria e immaginazione possono essere differenti modalità di dazione riferite alla stessa cosa. Condividono quindi uno stesso nucleo noematico che garantisce il riferimento alla cosa stessa. Per il resto, ogni nucleo noematico chiede quella modalità di dazione in cui la cosa stessa viene data a sé stessa.

Una noesis genera una modalità di dazione consistente in una modalità dossica. Quindi, il termine generale di “realtà”, è la stretta correlazione di tale modalità dossica che è certezza. Il nucleo noematico (visto a parte dai suoi modi di dazione) è mostrato come un polo di unità (estratto dal come delle sue determinazioni). Ma queste modalità di solito sono ordinate secondo una certa teleologia. Quindi, costituire, il più delle volte, finisce per cedere qualcosa nella prova della dazione incarnata. Se la coscienza evidente è il fondamento della ragione ma la sua teleologia risiede nell’incarnazione del nucleo noematico, allora la struttura stessa della ragione, la condizione della verità del solo meditato, il vero divenire del reale è soggetta alla prova che mi è data, e da me a qualcosa che è lì, che non è quello che pensa, che semplicemente mi accompagna: il mio Leib.

Questo breve estratto sul concetto di “nucleo noematico” ci conduce, in definitiva, alla seguente domanda: l’analisi fenomenologica non trova, nel cuore del regno trascendentale, ciò che la liberazione di quell’area vuole sfuggire a: una sorta di, per così dire, archi-fatticità.

Se la realtà è un correlato della modalità dossica delle esperienze, come non dissolvere il senso della realtà in una esibizione intenzionale del solus ipse? All’interno della sfera del sé, si apre il segno dell’indipendenza della cosa trascendente. È annunciato nel fatto che posso sempre restituirlo in modo evidente, che sono aperto, a priori, un numero infinito di possibilità nel ripetere l’evidenza.

In questo, l’indipendenza della cosa trascendente in relazione alla sua fenomenalità meramente immanente è segnata, come dall’interno. Tuttavia, il metodo fenomenologico stesso include, se non addirittura, almeno virtualmente, tutta questa analisi all’interno della sfera delle operazioni del sé trascendente. Lo spettro dello scetticismo che rinasce nell’empirismo trascendentale liberato dalla riduzione è ancora una volta una minaccia alla fenomenologia.

Come in altre occasioni, il fenomenologo vorrebbe la pratica della riduzione eidetica per portarla fuori dallo stallo. Da quella riduzione eidetica dovrebbe derivare un sé, con la sua struttura trascendentale, come una pura possibilità. Sappiamo che la riduzione alla pura possibilità avviene attraverso una variazione delle esperienze. Non essere in grado di applicare questo metodo di variazione al sé trascendentale, soggetto e allo stesso tempo oggetto di riduzione dell’Io, prepone e anticipa i problemi della riduzione impossibile di questa pericolosa archi-fatticità.

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GLI OMICIDI PERPETRATI DALLA DEMEO CREW -“FAMIGLIA MAFIOSA DEI GAMBINO”

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Nota introduttiva: Anche se per alcuni potrebbe esulare da un contesto dei “piccoli” gruppi Terroristici Anti-politici, è con profondo interesse egoistico, che pubblichiamo su questo nuovo numero di KH-A-OSS, gli omicidi nella storia criminale della Crew di DeMeo, Mafioso affiliato alla Famiglia Gambino. La “storia” qua raccontata, porta ad esempio, note che in passato altri Affini Misantropi Estremi Attivi, avevano già approfondito. L’organizzarsi in ruoli ben definiti, per arrivare al proprio obiettivo; l’usare per i proprio fini, persone che “non c’entrano”, per finalizzare un omicidio. Il puro disinteresse per i valori umanistici e morali, e il dispiegamento dell’Anti-umanesimo e del Terrorismo, per conquistare piazze e vie, per appropriarsi del Potere. Come sopra l’uso di un certo tipo di Autorità, che alla fine vince, perché la definizione dei “ruoli”, porta ad avanzare, ad uccidere, senza essere uccisi, a colpire in maniera sempre più complessa e precisa. Il Terrore che un certo tipo di azioni porta a compimento, il godimento che esalta l’Individuo contro il valore delle pecore-massa, la definizione amoralistica del termine “criminale”, il rifiuto- rifiuto in quanto azione spontaneistica- delle differenze puerili di genere. In un mondo- come oramai abbiamo presente, sempre più incline alle stronzate umanistiche, ai tediosi dibattiti, su cosa “è giusto o sbagliato”*, alle scomuniche da democrazia partecipativa, portate avanti, come se tutti fossimo sullo stesso piatto della bilancia**, porta alla presente compilazione di assassini selettivi/indiscriminati e amorali, una “boccata di aria fresca”, che esalta lo spirito della guerra e della morte!

* Dovete capire- voi umanisti, che a Noi Estremisti Misantropi Attivi e Terroristi Anti-politici, non frega un emerito cazzo dei vostri dibattiti noiosi. Il mondo è degli Archisti, come scriveva qualcuna…ridiamo bellamente delle vostre prediche, mentre godiamo ogni volta che un atto o un attentato spezza la fragile pace e la morale della società. Gli Archisti, gli Egotisti, gli Amorali, i Misantropi che promuovono il Caos e il Terrore, sputando sulle prediche della vostra Chiesa cristiana, ridono ogni volta che agiscono, e mangiano e ingurgitano l’anima della società-massa.

* Non comprendendo che non seguiamo nessuna linea retta, e non siamo manco sbilanciati, rispetto ai valori umanistici, ma ci stagliamo in Alto, negando che esista un contenitore dove poter confrontarsi con all’interno una dialettica di etica-politica.

Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

Tradotto e assemblato da Corleonese Nihilista, occultato dalle parti della Kalsa/Palermo.

1. Paul Rothenberg (42 anni) (Luglio 29, 1973)
Motivo: Sospetto collaboratore. (ndt, pentito/informatore della polizia)
Metodo: Due spari dietro la testa con una pistola.
Ubicazione: 1025 Corso Northern (Flower Hill, Long Island)
Partecipanti: Roy DeMeo (Esecutore; 32 anni). Ordinato da Anthony Gaggi (47anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

2. Andrei Katz (22 anni) (Giugno 13, 1975)
Motivo: Informatore.
Metodo: Pugnalato più volte al petto e alla schiena. Corpo smembrato.
Ubicazione: Pantry Pride-Via Beach 90esima strada (Rockaway, Queens)
Partecipanti: Harvey/Chris Rosenberg (24 anni), Roy DeMeo (34 anni), Henry Borelli (27 anni), Anthony Senter (20 anni), Joseph Testa (20 anni). Judith Questal usato come esca.
Nota: Secondo quanto riferito, il parente della vittima, possibilmente cognato, si suicidò nel New Jersey anni dopo in circostanze sospette. In seguito, la Crew di DiNome dichiarò che la morte era un suicidio vero senza un loro coinvolgimento.

3. Joseph ‘Joe Bikini’ Brocchini (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 43 anni) (Maggio 19, 1976)
Motivo: DeMeo preso a pugni.
Metodo: Cinque spari in testa.
Ubicazione: Rivenditore di auto Parliament al 69-11 di Corso Roosevelt (Woodside, Queens)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), Henry Borelli (27 anni), Chris Rosenberg (25 anni), Anthony Senter (21 anni), Joseph Testa (21 anni). Autorizzato da Anthony Gaggi (50 anni).
Nota: omicidio non autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino e messa in scena per apparire come una rapina a mano armata fallita. Brocchini viene colpito mortalmente da DeMeo e Borelli. Dipendenti sequestrati da Rosenberg, Senter e Testa.

4. Vincent ‘Vinny Mook’ Governara (34 anni) (Giugno 12, 1976)
Motivo: Aveva rotto il naso a Gaggi, durante un alterco anni prima.
Metodo: Spari multipli di pistola.                                                                                    Ubicazione: Corso 20 della 85esima Strada (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Gaggi (50 anni), Roy DeMeo (35 anni), Dominick Montiglio (28anni).
Nota: Gli Esecutori sono DeMeo/Gaggi.

5. George Byrum (42 anni) (Luglio 13, 1976)
Motivo: Indicazione fornita ad altri che conduce al furto della residenza in Florida di Gaggi.
Metodo: Colpo in faccia con una .380, pugnalato alla schiena undici volte. Parzialmente decapitato.
Ubicazione: Ocean Shore Motel (Dade County, Florida)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), Anthony Gaggi (50 anni), Anthony Plate (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 63 anni).
Note: Colpo mortale/pugnalato da DeMeo. Plate funge da vedetta.

6. Vittima non identificata #1 (1976)
Metodo: Adatta per essere uccisa.
Ubicazione: Sepolta alla futura Stazione di rifornimento (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), e altri.
Nota: Fatto presente alla Crew di Montiglio da DeMeo. Sito dissotterrato, senza aver trovato i resti.

7. Vittima non identificata #2 (1976)
Metodo: Adatta per essere uccisa.
Ubicazione: Sepolta alla futura Stazione di rifornimento (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), e altri.
Nota: Fatto presente alla Crew di Montiglio da DeMeo. Sito dissotterrato, senza aver trovato i resti.

8. Charles ‘Ruby’ Stein (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Genovese; 61 anni) (Maggio 5, 1977)                                                                                                            Motivo: Ucciso per la cancellazione di debiti e per impossessarsi della sua attività di usura.
Metodo: Colpito a morte con una pistola automatica. Corpo smembrato.
Ubicazione: 596 Club tra il Corso 20 e la 43esima Strada (Hell’s Kitchen, Manhattan)
Partecipanti: Edward ‘Danny’ Grillo (43 anni), James Coonan (30 anni), William Beattie (30 anni), Thomas Hess (39 anni), Richard Ryan, Nicholas Kagabines (46 anni).
Nota: Grillo agisce da esecutore. Dopo la morte, ogni affiliato spara al suo corpo. Il corpo viene smembrato da Coonan e Ryan. I resti vengono trasportati da Kagabines all’isola di Wards, dove vengono buttati nell’East River. Dieci giorni dopo il torso emerge a riva a Jamaica, nel Queens. DeMeo non viene informato dell’omicidio fino a dopo il fatto.

9. Michael ‘Mickey’ Spillane (43 anni) (Maggio 13, 1977)
Motivo: Ucciso come favore a James Coonan.
Metodo: Colpito cinque volte, alle braccia, allo stomaco, il petto e il viso con delle pistole.
Ubicazione: Fuori dell’appartamento di Spillane al 47-50 della 59esima Strada (Woodside, Queens).
Partecipanti: Roy DeMeo (36 anni), Danny Grillo (43 anni), Henry Borelli (28 anni), Chris Rosenberg (26 anni), Joseph Testa (22 anni), Anthony Senter (22 anni).
Nota: DeMeo e Grillo agiscono come esecutori. Gli altri sono posizionati come rinforzo/supporto.

10. Jerome Hofaker (23 anni) (Giugno 1977)
Motivo: Coinvolto in un alterco con Dennis Testa.
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn                                                                                        Partecipanti: Anthony Senter (22 anni), Joseph Testa (22 anni).

11. Johnathan Quinn (34 anni) (Luglio 20, 1977)
Motivo: Testimonianza davanti al gran giurì.
Metodo: Un colpo nella parte posteriore della testa con una pistola calibro 32.                                                                                                                                     Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (36 anni), Henry Borelli (29 anni), Peter LaFroscia (28 anni), Chris Rosenberg (26 anni), Joseph Testa (22 anni), Anthony Senter (22 anni).
Nota: Corpo abbandonato a Dongan Hills, Staten Island.

12. Cherie Golden (19 anni) (Luglio 20, 1977)
Motivo: Conosceva l’operazione di Quinn.
Metodo: Sparato tre volte in testa con una pistola calibro.38
Ubicazione: Fuori dal Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Senter (22 anni), Joseph Testa (22 anni), Roy DeMeo (36 anni), Peter LaFroscia (28 anni), Henry Borelli (29 anni), Chris Rosenberg (26 anni).
Nota: Vittima, colpita da Senter, e lasciata nell’automobile di Quinn, poi abbandonata a Gerritsen Beach, Brooklyn.

13. Daniel Conti (28 anni) (Trovato il 29 Ottobre, 1977)
Motivo: Visto come un anello debole e un potenziale informatore, per un sequestro di persona organizzato male.
Metodo: Colpito nel collo e in un occhio.
Ubicazione: Trovato nel bagagliaio dell’automobile tra Corso Rochester e Via President a Lincoln Terrace Park, Brooklyn.
Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), Peter LaFroscia (28 anni), e altri.
Nota: Corpo scoperto da ladri di automobili durante un furto.

14. John Costello (20 anni) (Trovato il 14 Novembre, 1977)
Motivo: Visto come un anello debole e un potenziale informatore, per un sequestro di persona organizzato male.
Metodo: Multipli spari nella testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile al 1045 di Corso Atlantic in Bedford-Stuyvesant, Brooklyn.                                                                                                       Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), Peter LaFroscia (28 anni), e altri.

15. Michael Mandelino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 37 anni) (Marzo 19, 1978)
Motivo: Sospettato di aver incastrato Peter LaFroscia per una rapina.
Metodo: Multipli spari alla testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile tra Corso Hinsdale e Corso DeWitt (East New York, Brooklyn).
Nota: Vittime, descritte da LE, come affiliati di basso livello dalla Vario Crew della famiglia Mafiosa dei Lucchese. I cadaveri vengono avvolti in un sacco di plastica e/o delle tapparelle veneziane.

16. Nino Martini/Martino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 38 anni) (Marzo 19, 1978)
Motivo: Presente con Mandelino.
Metodo: Multipli spari alla testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile tra Corso Hinsdale e Corso DeWitt (East New York, Brooklyn).
Nota: Vittime, descritte da LE, come affiliati di basso livello dalla Vario Crew della famiglia Mafiosa dei Lucchese. I cadaveri vengono avvolti in un sacco di plastica e/o delle tapparelle veneziane.

17. Patrick Prisinzano (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 31 anni) (Marzo 23, 1978)
Motivo: Ruba dei gioielli di un amico di DeMeo, e si rifiuta di restituirli.
Metodo: Pestato e sparato a morte. Gola tagliata.
Ubicazione: Trovato nel sedile posteriore di un automobile tra Boynton Place e Corso X (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), e altri.
Nota: Omicidio non autorizzato. La vittima era figlio del Capodecina di Bonanno, Angelo ‘Moe’ Prisinzano.

18. Michael DiCarlo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese) (Maggio 16, 1978)
Motivo: Nipote molestata dall’affiliato dei Lucchese.
Metodo: Colpo di pistola diretto con forza sulla testa dopo essere stato colpito, pugnalato, picchiato e sodomizzato. Corpo smembrato.
Ubicazione: Club After-hours (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Senter (23 anni), Roy DeMeo (37 anni), Henry Borelli (29 anni), Edward Grillo (44 anni), Joseph Guglielmo (51 anni), Chris Rosenberg (27 anni), Joseph Testa (23 anni).

19. Kevin Gueli (20 anni) (Giugno 9, 1978)
Motivo: Tentativo di truffare Chris Rosenberg per un affare di cocaina.
Metodo: Colpi multipli di pistola in testa.
Ubicazione: Trovato all’interno della sua automobile dietro Kings Plaza Diner (Mill Basin, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (27 anni), e altri possibili.

20. Joseph Scorney (28 anni) (Settembre 28, 1978)
Motivo: Molti, incluso il rifiuto di aderire all’operazione di auto-furto di DeMeo.
Metodo: Sparato e probabilmente bastonato a morte.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Vito Arena (36 anni), Richard DiNome (24 anni), Ronald Turekian (29 anni), Frederick DiNome (37 anni).
Nota: Vittima sparata da Arena e probabilmente bastonata da Richard DiNome. Turekian presente fuori dal negozio come palo. Frederick DiNome assiste, a disposizione. Arena in seguito affermò che anche Joseph Lee era presente come palo senza conoscenza degli altri partecipanti.

21. Edward ‘Danny’ Grillo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 44 anni) (Novembre 14, 1978)
Motivo: In rovina per un pesante debito; visto come debole e potenziale informatore.                                                                                                                         Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Chris Rosenberg (28 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (23 anni).

22. Gary Gardine (25 anni) (Novembre 30, 1978)
Motivo: Tentativo di truffa a Chris Rosenberg per un affare di marijuana.
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Corpo trovato nel portabagagli di un automobile bruciata (Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Rosenberg (27 anni), e altri.

23. Vittima non identificata #3 (Inizio 1979)
Motivo: Secondo quanto riferito da Arena come un favore per “qualcuno a Manhattan”.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), e altri.
Nota: Secondo quanto si dice, doveva essere testimone in un processo contro la Crew di Arena.

24. Vittima non identificata #4 (Inizio 1979)
Motivo: Secondo quanto riferito da Arena come un favore per “qualcuno a Manhattan”.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), e altri.
Nota: Secondo quanto si dice, doveva essere testimone in un processo contro la Crew di Arena.

25. Vittima non identificata #5 (Febbraio 2, 1979)
Motivo: Insulti a DeMeo
Metodo: Sparato a morte.                                                                                                 Ubicazione: Fuori dal Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni).
Nota: Appoggiato dalla Crew di Montiglio.

26. Peter Waring (30 anni) (Febbraio 7, 1979)
Motivo: Sospetto informatore.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Paul Dordal (34 anni), probabilmente con altri.
Nota: Vittima arrestata un mese prima con Dordal per cocaina e possesso di armi.

27. Scott Carfaro (Inizio 1979)
Motivo: Assolto per stupro. I membri della famiglia fanno un contratto per il lavoro/omicidio con la DeMeo crew.
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (38 anni), e altri.

28. Ferdinand ‘Fred’ Todaro (60 anni) (Febbraio 19, 1979)
Motivo: Omicidio a contratto. Ucciso cosicché il nipote potesse subentrare alla sua proprietà commerciale.
Metodo: Sparato e accoltellato fino alla morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Chris Rosenberg (28 anni), Frederick DiNome (38 anni), Paul Dordal (34 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (23 anni). Sollecitato da Douglas Rega (29 anni).
Nota: Vittima presa e portata all’appartamento da DiNome. Sparata da DeMeo e accoltellata da Rosenberg.

29. Charles Padnick (50 anni) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.
Nota: Rosenberg riceve una ferita da arma da fuoco superficiale alla testa durante il lavoro.

30. William Serrano (32 anni) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

31. Maschio non identificato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Serrano) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

32. Femmina non identificata (Affiliata della Famiglia Mafiosa dei Serrano) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinata per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparata a morte. Corpo smembrato.                                                                                                                     Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

33. Jamie Padnick (Marzo 18/19, 1979)
Motivo: Era andato a New York per indagare sulla scomparsa del padre. Era a conoscenza del commercio di cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), altri possibili.

34. Dominick Ragucci (18 anni) (Aprile 19, 1979)
Motivo: Scambiato come sicario nei confronti di DeMeo.
Metodo: Esecutato sette volte nella parte superiore del corpo a distanza ravvicinata con una pistola.
Ubicazione: Statale 101 (Suffolk County, Long Island)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Frederick DiNome (38 anni), Joseph Guglielmo (51 anni).
Nota: Vittima uccisa dopo un inseguimento in auto al di fuori della residenza di DeMeo a Massapequa Park, Long Island. DeMeo agisce da esecutore.

35. Harvey ‘Chris’ Rosenberg (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 28 anni) (Maggio 11, 1979)
Motivo: Ucciso per evitare la guerra nel marzo 1979, rispetto agli omicidi dei truffatori di cocaina.
Metodo: Sparato quattro volte a distanza ravvicinata.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Anthony Senter (24 anni), Henry Borelli (30 anni), Frederick DiNome (38 anni), Joseph Testa (24 anni).                                                                                                                                 Nota: Gli esecutori sono DeMeo e Senter. Il corpo viene messo nell’automobile di Rosenberg parcheggiata al Floyd Bennett Field a Marine Park, Brooklyn. Borelli, armato di un calibro 45 automatico dotato di silenziatore, spara oltre due dozzine di proiettili nel veicolo. Il silenziatore viene rimosso e l’arma buttata oltre il ponte del Marine Parkway.

36. James Eppolito (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 62 anni) (Ottobre 1, 1979)
Motivo: Denuncia Gaggi e DeMeo come coinvolgimento nello spaccio di droga.
Metodo: Spari multipli in testa con una pistola.
Ubicazione: Tra Brighton 6sta Strada e Shore Parkway (Coney Island, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (54 anni). Peter Piacenti (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 58 anni) presente come complice inconsapevole. Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Gli esecutori sono DeMeo (di Eppolito) e Gaggi (di Eppolito Jr). Gaggi e Piacenti vengono arrestati quando lasciano la scena del delitto.

37. James Eppolito, Jr. (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 33 anni) (Ottobre 1, 1979)
Motivo: Denuncia Gaggi e DeMeo come coinvolgimento nello spaccio di droga.
Metodo: Spari multipli in testa con una pistola.
Ubicazione: Tra Brighton 6sta Strada e Shore Parkway (Coney Island, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (54 anni). Peter Piacenti (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 58 anni) presente come complice inconsapevole. Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Gli esecutori sono DeMeo (di Eppolito) e Gaggi (di Eppolito Jr). Gaggi e Piacenti vengono arrestati quando lasciano la scena del delitto.

38. Khaled Daoud (Ottobre 12, 1979)
Motivo: Contatta le forze dell’ordine per l’operazione di auto-furto di DeMeo.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)

39. Ronald Falcaro (29 anni) (Ottobre 12, 1979)
Motivo: Presente con Daoud.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Vito Arena (37 anni), Frederick DiNome (38 anni), Anthony Senter (24 anni), Joseph Testa (24 anni), Ronald Ustica (35 anni).
Nota: Gli esecutori sono Borelli e DeMeo. Automobile della vittima portata allo sfasciacarrozze Pace dove viene demolita.

40. Joseph Coppolino (39 anni) (Marzo 7, 1980)
Motivo: Sospetto informatore.
Metodo: Accoltellato a morte. Decapitato.
Ubicazione: Brooklyn
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), e altri.

41. Patrick Penny (21 anni) (Maggio 12, 1980)
Motivo: Testimone nel processo per l’omicidio Eppolito.
Metodo: Sparato nove volte in testa con una pistola.
Ubicazione: Fuori dal Ryan Bar al 1607 di Strada Sheepshead Bay (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

42. Charles Mongitore (30 anni) (Giugno 5, 1980)
Motivo: Rifiuto nel fermarsi per una futura accusa contro il figlio di un membro della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Metodo: Colpito quattordici volte a distanza ravvicinata con una .380, gola tagliata.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)                                                                                              Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Salvatore Mangialino (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 43 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni), Edward Rendini (31 anni), Anthony Senter (25 anni), Joseph Testa (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Omicidio sollecitato da Salvatore Mangialino dopo che la vittima perseverava con le accuse contro il figlio Andrew. Gli esecutori sono DeMeo e Borelli. La gola della vittima è tagliata da DeMeo. I corpi vengono messi nel bagagliaio di un’automobile rubata e lasciati nel vicino cimitero di Holy Cross.

43. Daniel Scutaro (25 anni) (Giugno 5, 1980)
Motivo: Ucciso per eliminare potenziali testimoni nell’omicidio di Mongitore.
Metodo: Sparato a morte con una .380
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Salvatore Mangialino (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 43 anni), Vito Arena (38 anni) Richard DiNome (25 anni), Edward Rendini (31 anni), Anthony Senter (25 anni), Joseph Testa (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: I corpi vengono messi nel bagagliaio di un’automobile rubata e lasciati nel vicino cimitero di Holy Cross.

44. Frank Amato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni) (Settembre 20, 1980)
Motivo: La figlia di Paul Castellano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino) trattata male.
Metodo: Sparato a morte con un pistola automatica. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (55 anni), Henry Borelli (31 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni), Joseph Guglielmo (52 anni), Joseph Testa (25 anni), Anthony Senter (25 anni), Maschio non specificato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Il “maschio non specificato sopra indicato”, viene proposto dalla Famiglia Mafiosa dei Gambino, come esecutore per il lavoro. La Crew di DiNome afferma che DeMeo riferisce che all’individuo “proposto”, saltano i nervi e non riesce a ultimare l’omicidio. A questo punto interviene lo stesso DeMeo che uccide la vittima, è che dopo viene buttata in mare.

45. Vito Borelli (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino) (Autunno 1980)
Motivo: Commenti offensivi nei confronti di Paul Castellano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino).
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: 308 Est 53sima Strada (Midtown, Manhattan)
Partecipanti: John Gotti (Rappresentante Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 40 anni), Joseph Watts (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni), Roy DeMeo (40 anni), Joseph Massino (Capo della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 37 anni), Dominick Napolitano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 50 anni), Frank DeCicco (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 45 anni), James Episcopia (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno ; 52 anni), Anthony Rabito (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 46 anni), Angelo Ruggiero (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 40 anni), John Cerasani (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 42 anni), Salvatore Vitale (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 33 anni), Duane Leisenheimer (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 24 anni), e altri. Autorizzato dai capi delle Famiglie Mafiose dei Gambino e Bonanno.
Nota: Gli esecutori sono Gotti and Watts. Per ulteriori dettagli vedere l’omicidio di Borelli.

46. Concessionario di auto non identificato (Ottobre 21/28, 1980)
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), Frank DeCicco (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 44 anni), presumibilmente anche altri.
Nota: La Crew di DiNome ordina a DeMeo di riparare il danno per il proiettile rimasto incastrato nel pavimento. Di volta in volta DiNome viene portato a credere che DeMeo / DeCicco abbiano già realizzato altri colpi insieme in precedenza.

47. James Bennett (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 65 anni) (Aprile 29, 1981)
Motivo: Disposto a testimoniare contro Richard Mastrangelo.
Metodo: Colpito due volte in testa.
Ubicazione: Fuori dalla residenza della suocera tra Corso N e E 59esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)                                                                                                Nota: Vittima sparata da due uomini armati mascherati. Gli assalitori dopo lo scontro a fuoco, con un ufficiale di correzione fuori servizio, sequestrano una persona e fuggono.

48. Joseph Viggiano (Dicembre 4, 1981)
Motivo: Debito con il socio di DeMeo, Gus Kalevas.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Ufficio all’11 ° piano del Show World, 8avo Corso 42esima Strada (Times Square, Manhattan)
Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), Gus Kalevas (28 anni).
Nota: Show World gestito da Kalevas in collaborazione con DeMeo. Unico omicidio della Crew, dove Kalevas partecipa. La vittima era coinvolta anche in commercio di film porno.

49. Al Viggiano (Dicembre 21, 1981)
Motivo: Indagava sulla scomparsa del figlio Joseph.
Metodo: Colpito a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (41 anni), e altri.

50. Paul Viggiano (Dicembre 21, 1981)
Motivo: Indagava sulla scomparsa del fratello Joseph.
Metodo: Colpito a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (41 anni), e altri.

51. Anthony Romano (64 anni) (Luglio 4, 1982)
Motivo: Sospetto coinvolgimento nella rapina del 1978 a Peter LaFroscia.
Metodo: Multipli spari in testa con una calibro.38
Ubicazione: Trovato in un lotto vuoto tra Corso Blake e Corso Van Sinderan (East New York, Brooklyn)                                                                                                              Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), e altri. Si pensa che sia stata autorizzata dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Vittime legate con delle corde e avvolte in sacchi di plastica.

52. John Romano (36 anni) (Luglio 4, 1982)
Motivo: Sospetto coinvolgimento nella rapina del 1978 a Peter LaFroscia.
Metodo: Multipli spari in testa con una calibro.38
Ubicazione: Trovato in un lotto vuoto tra Corso Blake e Corso Van Sinderan (East New York, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), e altri. Si pensa che sia stata autorizzata dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Vittime legate con delle corde e avvolte in sacchi di plastica.
[Possibile]52esima. Albert ‘Albie’ Somma (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni) (Trovato il 18 Ottobre, 1982)
Metodo: Multipli spari nella schiena e nella testa.
Ubicazione: Trovato fuori dalla mediana dell’autostrada (Lake George, New York)
Nota: Rilasciato dal Adirondack Correctional Facility il 24 settembre 1982. Scomparso lo stesso giorno. Auto a noleggio trovata incendiata nel Queens. Poco prima che la vittima portasse delle accuse contro DeMeo e la Crew per lo spaccio di droga. Come risultato, DeMeo viene redarguito dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

53. Roy DeMeo (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 42 anni) (Gennaio 10, 1983)
Motivo: Visto come potenziale informatore. (Ndt, l’omicidio del Capo della Crew DeMeo, è discordante, l’assassino seriale Richard Kuklinski, se ne attribuisce la totale paternità, per motivi personali-egoistici)
Metodo: Sparato più volte sul petto e la testa.
Ubicazione: Trovato in un parcheggio al Varuna Boat Club di Corso Emmons e la E 28esima (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: I sospetti includono Anthony Gaggi (57 anni), Frank DeCicco (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 47 anni), Anthony Senter (27 anni), Joseph Testa (27 anni), Carlo Profeta (40 anni). Ordinato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.                                                                                                                           Nota: Corpo scoperto il 20 Gennaio.

54. Louis Petrizzo (23 anni) (Marzo 1, 1983)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.
Metodo: Sei colpi di pistola al petto.
Ubicazione: Fuori dalla sua residenza su E 54esima Strada (Mill Basin, Brooklyn)

55. Ronald Saka (23 anni) (Aprile 11, 1983)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.

56. Richard DiNome (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 29 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.
Metodo: Sparato dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

57. John Baida (19 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Presente nell’appartamento di DiNome.
Metodo: Sparato dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

58. Frederick Seiden (23 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Presente nell’appartamento di DiNome.
Metodo: Sparato due volte dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)                                                                                                                                  Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

Omicidi post-DeMeo Crew

59. Vladimir Reznikov (44 anni) (Giugno 13, 1986)
Motivo: Minaccia di svelare la sua conoscenza di Anthony Casso, come membro della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.
Metodo: Sparato sette volte con una pistola automatica.380
Ubicazione: Corso Brighton Beach (Brighton Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Joseph Testa (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 31 anni), Anthony Senter (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 31 anni), Anthony Casso (46 anni).Nota: Si crede che Testa e Senter siano stati rispettivamente esecutore e autista.

60. Nicholas Guido (Civile; 26 anni) (Dicembre 25, 1986)
Motivo: Erroneamente identificato come partecipante nel tentativo di attentare a Anthony Casso.
Metodo: Multipli spari nel petto con una pistola.
Ubicazione: Fuori dalla abitazione di Guido (Windsor Terrace, Brooklyn)
Partecipanti: Joseph Testa (31anni), Frank Lastorino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 47 anni), George Zappola ( Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 27 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.

61. Carmine Varriale (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 30 anni) (Settembre 3, 1987)
Metodo: Sparato a una spalla, al petto e dietro la testa, a distanza ravvicinata con una pistola calibro.38
Ubicazione: 1508 Corso Bath (Bath Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Frank Smith (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese), Anthony Senter (32 anni), Joseph Testa (32 anni), George Zappola (28 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.
Nota: Smith agisce come esecutore. Senter e Testa vengono posizionati come rinforzo.

62. Frank Santora (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino/Bonanno; 50 anni) (Settembre 3, 1987)                                                                                                              Motivo: Assassinato con Varriale.
Metodo: Sparato due volte nel corpo e una volta in testa a distanza ravvicinata con una pistola calibro.38
Ubicazione: 1508 Corso Bath (Bath Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Frank Smith (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese), Anthony Senter (32 anni), Joseph Testa (32 anni), George Zappola (28 anni).
Nota: Smith agisce come esecutore. Senter e Testa vengono posizionati come rinforzo.

Possibili vittime

1. FNU Himilli (primi del 1970)
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Corso D (Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (30 anni).
Nota: La Crew di DiNome afferma che l’omicidio è avvenuto circa dieci anni prima della morte di DeMeo. La vittima, era proprietaria di un attività di decorazione nell’East Flatbush. Secondo quanto riferito, viene uccisa per una disputa sui soldi.

2. Maschio non identificato (tra il 1976/1977)
Motivo: Secondo quanto riferito, ruba dei farmaci dalla casa “coperta” di Canarsie di proprietà di DeMeo.
Partecipanti: Edward/Danny Grillo (43 anni), Roy DeMeo (37 anni), altri possibili.
Nota: Dopo la scomparsa della vittima, la Crew di Peter Corso viene informata del fatto da Grillo.

3. John Burton (1979)
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Frederick DiNome (38 anni), altri possibili.
Nota: La Crew di Arena rivendica “Burton”, impiegato al negozio di auto, ucciso da DiNome per ragioni non specificate. Nessuna prova trovata.

4. Maschio non identificato (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Vito Arena (38 anni).
Nota: La Crew di DiNome riferisce che Arena probabilmente ha ucciso “un ragazzo ebreo che faceva estorsioni”. Nessun ulteriore dettaglio sull’identità della vittima.

5/6. Maschi non identificati (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), e altri.
Ubicazione: Brooklyn
Nota: In due occasioni separate, DeMeo, accompagnato da un Crew non specificata, ha supervisionato il trasporto di automobili da recuperare in un deposito situato in prossimità di Corso Morgan a Brooklyn. Tutti rimangono sul posto per vedere come le macchine vengono demolite. La Crew non vede personalmente i cadaveri, ma dopo il primo incontro DeMeo afferma: “Beh, questo è un ratto in meno” e indica la necessità di supervisionarne l’eliminazione.

7. Maschio non identificato (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), e altri.
Ubicazione: Brooklyn
Nota: Crew non specificata, presente quando il corpo viene trasferito dal bagagliaio dell’auto alla barca guidata da DeMeo. I membri della Crew ricordano questo incidente avvenuto durante i mesi estivi.

8. Ronald Fischetti (29 anni) (Giugno 10, 1981)
Metodo: Spari multipli alla schiena e alla testa.
Ubicazione: Dentro un abitazione al 163-48 89esima Strada (Howard Beach, Queens)
Nota: Vittima impiegata nel commercio di automobili con Patrick Testa. La data dell’omicidio coincide con l’incontro tra i soci DeMeo e Lucchese riguardo a dei potenziali informatori.

9. Joseph ‘Dracula’ Guglielmo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 56 anni) (circa Novembre 1983)
Note: Guglielmo presente durante la perquisizione dei Federali eseguita in un appartamento dietro il Gemini Lounge. Scompare il giorno seguente. Viene ritenuto assassinato, sebbene fino alla metà degli anni ’90 continuasse a essere ufficialmente un fuggiasco.

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WAVELENGTH:SATAN: “JIHAD DEL CAOS”

Brandisci il giuramento, crediamo nel caos onnipotente

Madre della materia e dell’etere, il sigillo è bruciato nella carne rabbiosa della mente

Un eone senza nome sta invocando, la forma è emozione, il sacrificio è il trionfo

Serpente dell’immutato

Jihad del caos

Bevi il solfuro liquefatto e immergiti nell’esperienza ermetica della spirale dissociativa

In quale vaga estetica i tuoi occhi si muovono?

Qui, in assenza del tutto

Serpente dell’immutabile, Jihad del caos, sacrificio è il trionfo, prestando giuramento

Madre della materia e dell’etere,

Il sigillo è bruciato nella carne rabbiosa della mente

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VALIGETTA-BOMBA (ITS/TENDENZE TERRORISTICHE ANTIPOLITICHE)

https://archive.org/details/MaletnBomba

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

* Questa valigetta-bomba, può contenere solo un tubo galvanizzato, per l’esplosione, ma in questo caso ne useremo due; è un po’ più complicato a causa della quantità di cavi usati, ma approfondendo bene il meccanismo, si può creare una valigetta con 3 o 4 tubi galvanizzati, in modo che l’esplosione sia mortale.

-2 Tubi galvanizzati

-Filo ricotto

-Cartone solido

-Una valigetta (può essere auto-costruita, rubata, comprata o qualsiasi altra cosa; noi raccomandiamo di realizzarla in maniera semplice con il cartone solido)

-Due piccole lampadine per auto o quelle che si usano per gli alberi di natale (queste devono essere riempite con polvere di fiammiferi)

-Silicone

-2 pile da 9 v

-Nastro isolante

-Cavi elettrici

Procedimento:

La prima cosa da fare è una scatola rettangolare con cartone solido, simile a una valigetta.

Per questo, i lati della valigetta devono essere tagliati con misure uniformi in modo che siano il più dritti possibili.

Si consiglia di iniziare a montare l’ordigno esplosivo quando si ha la base della valigetta pronta.

Come negli altri esempi precedentemente descritti (pacco-bomba e busta-incendiaria), la valigetta-bomba è composta da un semplice circuito elettrico, costituito da tre cavi, il primo collegato dalla lampadina con polvere di fiammiferi (che va dentro il tubo) alla pila, il secondo che va dalla pila verso null’altro, e il terzo che va dalla lampadina con la polvere di fiammifero (dentro il tubo) come prima, verso null’altro.

Quando questo “nulla” cessa di esistere, i poli si uniscono generando la detonazione dell’esplosivo. Come viene mostrato nell’immagine qui sotto:

Per illustrare meglio il meccanismo utilizzato nella valigetta-bomba, lo illustriamo in questo modo:

In questo caso, abbiamo esclusivamente posto un circuito elettrico per illustrarlo meglio, e perché al terrorista si dia un’idea basica, prima di proseguire, e spiegare come la valigetta-bomba possa essere composta da due tubi o anche più, questo per una maggiore capacità distruttiva, anche se per provare il dispositivo si consiglia di realizzarlo in modo semplice, come è apprezzato nell’immagine.

Come si vede nel disegno non professionale di Paint, la valigetta deve avere un’apertura in cui si inserisce il manico falso (questo deve essere composto da cartone solido, ma se si può ottenerne uno di plastica per dare più “realismo”, è molto meglio), che deve essere “libero” e non fisso, in modo che quando lo sventurato/a, lo solleva, subirà ferite, al collegare involontariamente i fili che attivano la lampadina all’interno del tubo, generando l’esplosione.

* Ricordati di coprire le mani con i guanti per manipolare qualsiasi materiale che inserisci nell’esplosivo.

* Raschia via con un trapano le matricole dei tubi in modo che non sia così facile rintracciarti.

* Utilizza silicone liquido, colla o nastro isolante per fissare i cavi alla valigetta, in modo che non si muovano per evitare incidenti.

* Questo meccanismo è molto sicuro, se lo fissi e lo assicuri molto bene non darà alcun problema.

* Ti consigliamo, quando sei pronto a posizionare qualsiasi dispositivo elettrico per il tuo obiettivo, di NON passare vicino a generatori di energia o aree con torri ad alta tensione o trasformatori, in quanto le onde elettromagnetiche generate possono far esplodere accidentalmente l’ordigno.

Ora passiamo al diagramma che mostra una valigetta-bomba con due tubi:

Come mostrato nell’immagine, utilizziamo due tubi galvanizzati collegati a due batterie.

I tubi sono legati con filo ricotto in modo che non cadano, uno è più grande dell’altro in modo che rimangano fissi, i tubi e la pila sono attaccati alla base della valigetta, con silicone liquido, ma è possibile mettere anche la colla.

I tappi dei tubi devono essere forati con un trapano per estrarre i cavi.

Anche se vedi un sacco di cavi, non è troppo difficile montare questo esplosivo con due cariche, devi solo stare attento a NON posizionare i poli opposti nella stesso carica, perché se viene fatto questo si corre il rischio che esploda quando lo si sta manipolando. Ricorda che i poli similari, anche se si toccano, non trasmettono carica elettrica.

Tutto questo può essere visto in questa immagine, che indica la posizione corretta del circuito:

In breve, se si posiziona (per esempio) il filo rosso della prima batteria sul lato positivo e il verde sul lato negativo, c’è il rischio che se i fili si toccano con quelli della seconda batteria, l’esplosione possa essere generata su di te, quindi raccomandiamo al terrorista di prestare tutta l’attenzione nell’assemblaggio dell’esplosivo per evitare incidenti.

Quando l’ordigno esplosivo è completato, deve essere coperto con l’altro lato della valigetta, incollandolo adeguatamente in modo che i tubi non si stacchino e che i cavi non oscillino.

Terrore e morte per gli iper-civilizzati!

ITS

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EGOISMO-ARCHISMO E LA CRITICA DELL’ANARCHISMO

Nonostante lo sforzo di Marsden nella critica della cultura e dei movimenti sociali, la teoria politica non è mai stata lontana dalla sua mente. I suoi tre diari sono pieni di articoli e commenti che sottopongono il pensiero politico a una prospettiva egoista. Assedi vari alla democrazia, al socialismo, al marxismo, all’utopismo, all’autocrazia, al militarismo e al libertarismo.

Il suo commento sull’anarchismo appariva generalmente negli scambi che aveva avuto con Tucker e Byington. Quando Marsden scrisse una lunga e sistematica affermazione sull’anarchismo, il suo confronto mediatico con gli anarchici individualisti era finito.

Dopo il marzo del 1914, Tucker e Byington smisero di contribuire a “The Egoist”, perché credevano, abbastanza correttamente, che Marsden avesse poca simpatia per il tipo di anarchismo che immaginavano. Riconoscendo in questo, che Marsden aveva un concetto completamente diverso di egoismo. Tucker livellando quello che pensava fosse l’ultimo insulto di Marsden, accusandola di essere sia un “egoista che un archista”.

La critica di Tucker alla Marsden di essere un “egoista” era piuttosta ironica, visto il suo sforzo di pubblicare “L’Unico e la sua Proprietà”, e la sua supposta approvazione della filosofia di Stirner. Da parte sua, la Marsden non era preoccupata per l’accusa di “egoista e archista” che Tucker gli aveva rivolto, dato che adottò queste caratteristiche come descrittive della sua filosofia politica. All’inizio dei suoi scambi con Tucker e Byington, Marsden aveva fatto presente, che era a favore dell’anarchismo se ciò avesse significato l’abolizione dello stato, ma non se volesse rappresentare che lo stato sarebbe stato sostituito con “l’agenzia della coscienza astuta e molto più repressiva” per governare i comportamenti degli individui.

La questione ovviamente si focalizza sul punto se nell’anarchismo, che è un termine negativo, l’attenzione si fissa sull’assenza di uno stato, cioè sull’assenza di una particolare visione dell’ordine supportato da una forza armata con acquiescenza riguardo alla supremazia continuata, che viene mantenuta, consentendo una favorevole posizione di difesa, nella comunità in cui viene stabilita; o l’assenza di ogni tipo di ordine supportato da una forza armata, fornito e mantenuto con il consenso della comunità, dove la presenza di quel tipo di ordine, si ottiene quando ogni membro di una comunità accetta di volere solo il tipo di ordine che non interferirà con il tipo di ordine che potrebbe essere ricercato dagli individui che compongono il resto della comunità.

Essa credeva che il primo approccio fosse compatibile con la meta dell’anarchismo egoistico che sosteneva ed esponeva nei suoi editoriali. Ma il secondo approccio, che proponeva un nuovo ordine sociale basato sulla conformità nel pensiero, era completamente antitetico alla traiettoria della sua filosofia.

Essa era preoccupata soprattutto dal fatto che le filosofie di Proudhon, Tucker e dei “clerico-libertari” stavano tentando di creare un nuovo regime sociale in cui i valori culturali e la moralità sarebbero diventati i nuovi agenti del controllo sociale. Sosteneva che “l’archismo” degli eserciti, dei tribunali, dei giuristi, dei carcerieri e dei carnefici era “leggero e superficiale” rispetto alle nuove forme di controllo di Proudhon, Tucker, e che i loro amici, avevano pianificato di imporre a gli altri.

Alla fine del 1913 era contenta della caratterizzazione della sua filosofia come “egoista” e “archista”. Era convinta di dover articolare le differenze tra l’anarchismo e una coerente filosofia egoista della politica e il ruolo del potere nella vita sociale .

Marsden ha delineato la sua filosofia politica egoista e archista, in diversi numeri di “The Egoist” nel 1914 e il 1915. Gran parte della discussione era chiaramente un attacco a ciò che considerava gli elementi contraddittori, repressivi e idealistici nell’anarchismo individualista di Tucker e Byington. Attaccò anche le filosofie “clerico-libertario” di Godwin, Proudhon e Kropotkin, ognuna delle quali postulava gli assoluti filosofici come fondamento per il loro anarchismo, allo stesso modo in cui gli assoluti costituiscono il fondamento dei sistemi religiosi.

Marsden ha chiaramente tratto ispirazione dalle idee da Stirner nel suo assalto allo stato e all’anarchismo poiché ci sono molti riferimenti alle fondamenta moralistiche e clericali dell’anarchismo, una critica che Stirner ha sviluppato contro Proudhon. Ci sono differenze tra Marsden e Stirner nella loro critica egoista alla politica. A prescindere dall’allusione di Stirner alla reciprocità nella sua descrizione dell’unione degli egoisti, Marsden manifesta scarso interesse per la reciprocità o per la stessa libertà, in particolare se implica una demarcazione di ciò che le persone possono e non possono pensare e fare, mentre perseguono i loro interessi nella vita quotidiana. Inoltre, mentre lei non usa la “propria identità” come categoria centrale, si riferisce continuamente al “proprio” dell’individuo e alla propensione ad acquisire e imporre la sua volontà sul mondo degli eventi.

In diversi saggi e nei suoi “Views and Comments” apparsi in “The Egoist” nel 1914, Marsden attacca l’anarchismo e il “credo libertario” che converte la “libertà” in un’idea fissa e interpreta moralisticamente l’esistenza del potere e della dominazione nel mondo come un affronto alla natura e ai diritti naturali degli esseri umani.

All’inizio, la Marsden attacca l’idea che la “libertà” debba essere il concetto di base di una filosofia politica poiché non ha “mordente” per essa, non ha affatto nessuna importanza nel mondo reale, e non è altro che un “angelo bello e inefficace, “ripetendo la critica di Matthew Arnold del poeta anarchico Percy Bysshe Shelley. Nella retorica politica quotidiana, la “libertà” è il simbolo che riceve insincera riverenza da parte di attori politici, inclusi anarchici e libertari, che “sfuggono” alla loro prima opportunità. Il fatto spiacevole della politica è che le vite individuali e le relazioni sociali sono modellate dall’imposizione del potere attraverso la legge, che è l’indice più chiaro della volontà politica. Vite e relazioni sono anche modellate dalle stesse vere e proprie dinamiche che sfidano, resistono e sfuggono alla legge per attenuare le conseguenze più dannose.

La “libertà” è la retorica usata dagli antagonisti nel dramma politico per giustificare l’affermazione sul diritto, o per sfidare, resistere ed evadere. Per l’egoista, la “libertà” è un velo politico che maschera una sotto-struttura di interessi individuali in competizione.

A differenza della libertà, la legge è materiale e permanente. La materialità e la permanenza della legge rivelano che le discussioni e le filosofie sulla libertà sono “diversivi frivoli” perché hanno poca o nessuna relazione con il modo in cui gli esseri umani vivono ogni giorno. L’egoismo e il perseguimento di interessi individuali e di gruppo permeano ogni tipo di regime politico e ogni tipo di relazione sociale. Tucker, Byington, Marsden e tutti gli altri individualisti Anglo-Americani, naturalmente, hanno scritto, vivendo sotto governi democratici. I regimi democratici, in particolare, chiariscono che la legge è un’espressione esteriore e oggettiva degli interessi degli individui e dei gruppi.

Dal lato negativo, la legge è anche la repressione di altri interessi che contraddicono, deviano e ostacolano gli interessi prevalenti o che sono troppo deboli per ottenere il sostegno dello stato. Sotto la democrazia, la legge garantisce che il potere e le risorse dello stato siano applicate per conto di un “interesse” che ovviamente ha il potere sufficiente per comandare. Ignorando il suo gergo allitterativo e retorico, la democrazia è fondamentalmente un regime che “accelera il ritmo” in cui le alleanze tra gli individui all’interno dello stato sono in grado di imporre i propri interessi sugli altri e sconfiggere gli interessi degli avversari.

Anche in un regime democratico, la rappresentazione delle persone è un’ammissibilità e la pretesa del contrario è semplicemente uno strumento ideologico per mantenere il controllo sociale. Ma la rappresentazione efficace di un interesse è una cosa molto reale che può essere valutata da coloro che la possiedono o che si oppongono. In politica, gli interessi devono essere soddisfatti o realizzati da attori politici, altrimenti gli interessi vengono modificati o scartati, o gli attori vengono sanzionati o scartati.

Spesso gli interessi si scontrano e gli attori che li promuovono devono combattere con i loro avversari sia all’interno che all’esterno dello stato. La Marsden sostiene che è negli interstizi in cui interessi e attori si scontrano, che i “retorici e i moralisti” come gli anarchici cercano di lavorare nel loro spettro di un “credo libertario”. L’elevazione della libertà in un’idea fissa diventa presto un appello ai diritti e alla moralità . La retorica della politica diventa stratificata con concetti moralistici, come “dovrebbe”, “non dovrebbe” e “rispetto”, che hanno poco significato nella vita politica. Prendendo spunto da Tucker e dagli anarchici individualisti, afferma che gli elementi di base del “credo libertario” sono

1. Le persone hanno il diritto alla protezione dalla conquista dei loro interessi;

2. Le persone dovrebbero rispettare gli interessi degli altri;

3. La libertà di ciascuno e di tutti deve essere rispettata; e

4. Gli individui dovrebbero reprimere i loro interessi quando questi possono interferire con quelli altrui.

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UMANI

http://antisocialevolution.altervista.org/humans/

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Odio tutti gli umani

Li vedo come animali comuni

Quello che mangiano e quelli che servono

Muovendo la mano come il vecchio che si è impiccato nel pregiudizio dell’hoi polloi della cultura delle prigioni

Non sono mai in grado di vivere il mondo al di fuori della morale cristiana

Questo è l’animale che le società degli abitanti conservatori hanno creato e addomesticato

Odio tutti gli umani

Il prototipo progressista si impiglia nell’eterno Panchreston per una libertà che emana dalla mente

Non è mai esistito, e non lo sarà mai

I perpetuatori dell’etica religiosa

Figli dell’umano

Detesto i materialisti scuri, quei pretenziosi sacchi di merda, zombi vuoti con due faccie della società dei consumi

Detesto gli idealisti, gli imbecilli mormoni della coscienza che non possono captare il mondo come quello che è

Ho infilzato un coltello nel cuore collettivo, pensando e agendo!

Odio tutti i bastardi!

Possono sentirmi fottuti cadaveri?

Tutti i sogni sono morti, perché è quello che meritano. Tutto deve perire!

La mia alienazione è totale! Niente resisterà, se io posso distruggerlo!

Sto solo cercando il modo per farti del male e distruggere la tua esistenza!

Respiro un atroce disprezzo e un odio non diluito

Per tutta la vita sono stato circondato da questi dementi che aspirano a strapparmi la carne, se non mi nascondo oltre le mie vere intenzioni e pensieri

Umani.

L’evoluzione biologica con le zampe delle pecore!

Una nuova razza per il massacro, la definizione di schiavitù e contaminazione

Tutto questo spinge in alto per entrare nella porta del metafisico

Ciò che mi trasforma in un organismo storpio posseduto dalla ricerca dell’essenza

Odio tutti gli umani

Animali sopravvalutati, un errore della natura.

Archegonos

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CINESTESIA DEL TRASCENDENTALE COME TRASCENDENTALE FENOMENOLOGICO

Presto la fenomenologia sarà costretta a scontrarsi con i problemi del proprio radicalismo. Tutto questo riguarda i problemi che richiedono il pensiero di qualsiasi tipo di fenomenalità come l’opera di una costituzione trascendentale. Ma poiché, a differenza del kantismo, il trascendentale appare, ed è, in qualche modo, un fenomeno, l’area dello stesso trascendente deve avere una propria costituzione. Husserl incontrerà quindi i pressanti problemi della costituzione della carnalità e del tempo interno. In effetti, la carnalità e il tempo interiore sono due pietre di paragone fondamentali della coscienza trascendentale. La stessa coscienza trascendentale è una specie di pseudo-entità o proto-entità (Fink parlava di Vorsein del trascendentale). Non possiamo dire, tuttavia, che si tratta di un’area.

Husserl la chiama archi-zona. Ma se per sfuggire al trascendentalismo acritico di Kant, il trascendentale deve apparire, ma mentre appare, deve anche essere stato (se siamo coerenti con il trascendentalismo della fenomenologia) il risultato di un’opera di costituzione. L’intera difficoltà è nello spiegare come il costituente può essere, allo stesso tempo, costituito e come certe costituzioni, dopo essere state costituite, possono svolgere il ruolo di trascendentali in relazione ad altri.

Come suggerito in precedenza, sebbene in modo del tutto formale, se vogliamo tornare al radicalismo fenomenologico, la sua stessa essenza ci dice che la costituzione dell’ego è la chiave che contiene tutti gli altri in generale, perché in ogni altro tipo di costituzione deve essere contenuto. Se l’ego è quello che costituisce, la sua auto-costituzione dovrà essere coinvolta, in qualche modo, in qualsiasi altro tipo di prestazione costituente intenzionale, anche in quella che si riferisce alle cose più strane, in linea di principio, all’ego. Nell’ego due sembrano essere – abbiamo già indicato – le forme o i luoghi in cui si svolgono le costituzioni, luoghi che, pur trascendentali ma allo stesso tempo intuitivi, devono essere stati, a loro volta, costituiti o si sono auto-costituiti

Una prima sintesi di identificazione, forse la più profonda, si trova nella forma del tempo. Ma quella costituzione scolpita sulla scala del tempo interno della coscienza che segna il ritmo delle esperienze è in qualche modo trafitta dentro e fuori dall’assoluto qui della carnalità, sullo sfondo, dall’organo ricevente della materia sensibile (hylè) che la propria forma di tempo sintetizza nell’unità e, soprattutto, nella somiglianza.

Per il resto, abbiamo già visto come la parola Leib definisca misteriosamente l’atto di percezione. Nella percezione le cose sono date nella carnalità, alla mia carnalità e nella mia carnalità. La modalità di chiamata e il destinatario sono, in caso di percezione, assolutamente uniti. È nella dizione della carnalità, certamente, l’oggetto stesso che mi tocca. In altre parole: mi sta toccando allo stesso tempo dove sto mentendo. Non così, però, nel caso dell’immaginazione, dove il mentire la cosa stessa, ciò che mi colpisce non è la cosa in sé ma ciò che appare correttamente nel mio campo fenomenologico: l’immagine della cosa stessa come l’immagine del cosa in sé.

D’altra parte, la carnalità può adempiere alla sua funzione trascendentale perché, di per sé, non si presenta come uno scorcio. Quindi, non sappiamo esattamente a cosa attribuire l’unità della cosa trascendente: se è uno e lo stesso dal tempo lo è nella proto-unità della carnalità. Questa proto-unità ha unificato tutti gli scorci nel momento in cui mostra l’insufficienza di ciascuno di essi. Il gioco di apparire e scomparire che compone i diversi scorci tra di loro riceve, in fenomenologia, il nome di cinestetico.

Il movimento cinestetico si basa sulla correlazione tra un senso del movimento carnale e la sua correlazione, nella sua essenza indipendente, dall’apparizione dei fenomeni. Quindi, una fenomenologia della cosa richiede una fenomenologia della cinestesia. Ma una fenomenologia della cinestesia comporta allo stesso tempo un doppio riferimento estremamente complesso: quello del corpo interno e quello del corpo esterno, quello della carnalità e quello del corpo stesso come oggettivazione della carne. All’epoca, come è apparso chiaro nella penultima nota, la cinestesia e le sue prestazioni sono fortemente correlate con / dal tempo interno. Infatti, nella configurazione della cosa, la costituzione cinestetica rimane costante e punto per punto viene attraversata dalla coscienza del tempo immanente.

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