COME IL SOLE DEVE TRAMONTARE

Zarathustra, rivolgendosi al Sole, dichiara di voler tornare tra gli uomini. Egli, secondo il ciclo del sole, afferma di voler tramontare come gli uomini che discendono. Zarathustra sta su una montagna, lontano dagli uomini, ma vuole tornare tra di loro, da loro che sono quelle persone ai quali il sole risplende.

Zarathustra a trent’anni lascia il paese per andare a vivere sul monte e lì rimane per dieci anni. Nietzsche parla di una trasformazione avvenuta in Zarathustra in quei dieci anni. È come se Zarathustra avesse trovato una verità e adesso vuole portarla agli uomini sotto forma di dono. Gli uomini sono quelle persone a cui il sole risplende ed è per essi che il sole è felice. Nietzsche costruisce un’analogia tra il sole e Zarathustra, allorché afferma che Zarathustra come il sole deve discendere e tramontare. Zarathustra dunque è il sole che discende tra gli uomini, quel sole che, con i suoi raggi, porta la sua dolcezza. Zarathustra si rivolge alle persone a cui il sole risplende, ossia all’uomo, per donare la sua saggezza. La sua saggezza è l’esito di una trasformazione avvenuta nel suo cuore.

Perché Zarathustra? Sulla scelta del personaggio esistono molte congetture. È molto strano, se ci si pensa, che Nietzsche abbia scelto proprio quella persona che credeva nel bene e nel male, il padre di una delle prime religioni non politeiste, ma dualiste, per farne il profeta del superuomo. Zarathustra rappresenta, in un certo senso, l’inizio della morale. Infatti la morale non esiste presso i pagani, i quali credono che le vicende umane sono nelle mani degli dei e questi ultimi ne disegnano i destini. Tuttavia lo Zarathustra di Nietzsche non è più quello Zarathustra dell’Avesta, esso è completamente trasformato. Egli sa che Dio è morto e con la sua morte non vi può essere più bene o male. Lo Zarathustra di Nietzsche non è più il vecchio profeta, egli si è fatto filosofo.

In Ecce homo Nietzsche racconta di ciò che lo ha spinto a scrivere lo Zarathustra. Nietzsche sostiene che il concetto essenziale della sua opera sia l’eterno ritorno. Sostiene di avere avuto questa intuizione nell’agosto del 1881 sul lago di Silvapiana. Nietzsche, inoltre, indica quali sono i luoghi nei quali ha avuto le sue ispirazioni per i suoi tre Zarathustra. Egli riferisce che il primo Zarathustra è stata un’intuizione raggiunta quando passeggiava verso Portofino lungo la baia di santa Margherita in sud Italia. Il secondo Zarathustra pare che sia frutto di un’intuizione che Nietzsche ha avuto un’estate, tornando negli stessi luoghi della sua prima intuizione, mentre il terzo andrebbe attribuito ad un suo soggiorno a Nizza in Francia. Egli si definisce come un uomo che ha avuto una grande ispirazione e ha scritto un’opera nella quale l’ebbrezza del dionisiaco è diventata azione suprema.

In Ecce homo Nietzsche non ci dice nulla sul personaggio dello Zarathustra, tranne che si tratta di un danzatore. Leggendo le lezioni di Jung, invece, possiamo apprendere qualcosa di più su questo personaggio. Per esempio Jung riferisce che Nietzsche avrebbe confidato alla sorella di aver sognato Zarathustra quando era un ragazzo. Altre fonti raccontano che Nietzsche sarebbe entrato in contatto con dei membri di una setta zoroastrista di Lipsia chiamata “Mazdaznan”, il cui profeta è un certo El Ha-nisch. Jung non crede che questa versione sia vera, ma ci riferisce che, secondo lui, Nietzsche deve avere necessariamente letto l’Avesta. Questo lo sostiene dopo aver constatato che la simbologia dello zoroastrismo gioca un importante ruolo nel testo di Nietzsche. Inoltre il nome Zarathustra viene dal persiano e Ushtra è una parola che in persiano, guarda caso, significa “cammello”. Il cammello, infatti, è un’immagine che ricorre nel testo di Nietzsche.

Nell’interpretare questo primo passaggio del prologo Jung nota alcuni particolari. Il riferimento ai trent’anni è necessariamente un riferimento all’età di Cristo. A quell’età Cristo aveva incominciato a insegnare. Zarathustra, si tenga conto, spesso si confronta con Cristo lungo tutta l’opera, ma si considera migliore di Cristo. Cristo ha incominciato a insegnare a trent’anni e non aveva ancora capito: se solo avesse vissuto più a lungo! Zarathustra incomincia dieci anni dopo i trenta. Inoltre Jung nota un’analogia tra Nietzsche stesso e Zarathustra. Nel primo passaggio, infatti, si menziona un lago e una montagna come luoghi che Zarathustra ha frequentato e nei quali ha subito la sua importante trasformazione. Lo stesso vale per Nietzsche quando sul lago di Silvapiana a 6000 piedi dal livello del mare ha avuto la sua grande intuizione sull’eterno ritorno. Jung identifica il lago con l’inconscio e il sole con la coscienza. Dunque lo Zarathustra che va dagli uomini è il sole che discende, ma è anche coscienza. Un altro interprete dello Zarathustra di Nietzsche, Lampert, sottolinea il modo in cui Zarathustra si rivolge al Sole. Lo Zarathustra di Nietzsche non vede nel sole un dio, come magari avrebbe fatto lo Zarathustra dell’Avesta, ma si appella a lui in qualità di stella o astro celeste. Questo sole viene rappresentato da uno degli animali di Zarathustra, ossia l’aquila. L’altro animale, il serpente, rappresenta l’elemento terrestre. L’aquila come lo spirito e il serpente come gli istinti, suggerisce Jung, ma, notate, questi termini non sono contrapposti, ma vanno assieme come i due animali con Zarathustra. Zarathustra nomina i suoi animali rivolgendosi proprio al sole nella primissima parte del prologo.

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