MGŁA: “ESERCIZI IN FUTILITÀ VI”

Come se non sapessi come ci si sente a perdere.
Come se non sapessi come ci si sente a perdere ai dadi con il destino.

Si deve avere almeno un po ‘di dignità.

Come se la vita non fosse passata a collegare i punti,
dove non c’era uno schema.
Come se l’ironia fosse più di un meccanismo di difesa
e potremmo davvero ridere per un cambiamento.
Come se i ganci d’acciaio sulle nostre spalle fossero più che un fastidio
e potremmo davvero sentire qualcosa.

Auto crocifisso: mancava l’albero giusto.
Mi ha strappato l’occhio sbagliato.
Il sibilo dell’inferno.
Auto crocifisso: mancava l’albero giusto.
Per questo ho ottenuto una vittoria.
Brucio come dovrei.

Come se un giorno tutto dovesse essere corretto,
i sogni non diventano realtà per persone come noi.
Come se gli dei fossero annoiati dalla pace nei nostri cuori
e le loro dita fossero pruriginose.
Come se non avessimo mai pestato le persone per pura noia
dormendo poi tranquillamente con indifferenza.

Vedendo dopo luminosamente e in maniera chiara.

Come se fossimo qualcun altro,
mentre vagava senza meta tra le montagne.
Come se fossimo qualcuno di meglio,
scrivendo purgatorio con l’alfabeto latino.

Auto crocifisso: mancava l’albero giusto.
Mi ha strappato l’occhio sbagliato.
Il sibilo dell’inferno.
Auto crocifisso: mancava l’albero giusto.
Per questo ho ottenuto una vittoria.
Brucio come dovrei.

Come se tutto ciò fosse qualcosa di più
di un’altra nota a piè di pagina su una cartolina dal nulla,
un altro capitolo di un manuale per esercizi di futilità …

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As if you didn’t know how it feels to lose.
As if you didn’t know how it feels to lose at dice with fate.

At least have some dignity.

As if it wasn’t a lifetime spent on connecting the dots,
there was no pattern.
As if the irony was more than a defense mechanism
and we could actually laugh for a change.
As if steel hooks in our backs were more than a nuisance
and we could actually feel something.

Self crucified – missed the right tree.
Tore the wrong eye out.
The hissing of hellfire.
Self crucified – missed the right tree.
For this I’ve gained a victory.
I burn as I ought to.

As if everything was to be made right one day,
dreams don’t come true for people like us.
As if the gods were bored with peace in our hearts
and their fingers are itchy.
As if we never broke people out of sheer boredom
and slept calmly among the wastes.

And then, we see bright and clear.

As if we would be someone else,
while mindlessly wandering through the mountains.
As if we would be someone better,
spelling purgatory in Latin alphabet.

Self crucified – missed the right tree.
Tore the wrong eye out.
The hissing of hellfire.
Self crucified – missed the right tree.
For this I’ve gained a victory.
I burn as I ought to.

As if all this was something more
than another footnote on a postcard from nowhere,
another chapter in the handbook for exercises in futility…

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