L’IMPOSITIVO DELLA TECNICA

Per Heidegger, come abbiamo visto, sia la scienza che i macchinari tecnologici – e la tecnologia stessa – trovano la loro origine e le loro basi nella moderna metafisica. In questa costellazione metafisica, l’essere è inteso come qualcosa da rappresentare (vorgestellt) e, quindi, come qualcosa realizzabile per essere manovrato e dominato da una volontà soggettiva. Anche l’opera d’arte e le discipline umanistiche sono incluse nell’orbita di questa costellazione metafisica e tecnologica: l’arte diventa una semplice fonte di diletto estetico e le discipline umanistiche sono organizzate con lo stesso modello di produzione dei risultati delle scienze naturali. La tecnica moderna è attraversata dalla comprensione cartesiana (metafisica) della certezza, di ciò che è chiaro e di ciò che è diverso.

Di conseguenza, l’essere umano, conforme a questa certezza che ricerca, emerge come un soggetto che proietta il mondo davanti a sé come un semplice oggetto, rappresentato e disposto. Il mondo, quindi, appare come un’immagine, una proiezione di una visione rappresentativa e non come un ambiente in cui accade l’essere. A causa di questa costellazione e del desiderio di certezza e controllo che la sostengono, l’essere umano perde il contatto con ciò che è incalcolabile. Per questo motivo, il mondo (come un plesso di significati) appare come uno scenario sempre più insignificante e trascendente, non disposto a accettare questo. Questo mondo o costellazione genera un tipo di uomo indifferente all’essere.

Ora, di fronte a questa costellazione che ci impedisce di essere aperti al incalcolabile (che non possiamo ghermire e governare) siamo sollecitati dalla necessità di affrontare in modo riflessivo questo stato di cose. È necessario realizzare, attraverso un’attenta riflessione, la finitudine che è inerente a noi e l’illusione in cui cadiamo nel credere di poter avere il controllo di tutte le cose: l’oltrepassare stesso ci precede ed è insondabile. È necessario, dirà Heidegger, prendere le distanze da quella comprensione che comprende l’essere come ciò che si trova davanti a un soggetto come un oggetto (Gegenstand) in grado di calcolare. È necessario affrontare lo spirito del tempo, e il modus operandi che determina il pensiero nel limitarlo.

Nel testo “La questione della tecnica” possiamo osservare come Heidegger riunisce varie modalità di stellen (mettere, posizionare): Vorstellen (rappresentare), Herstellen (produrre), Bestellen (ordine), Ausstellen (esporre) e Verstellen (sostituire) in un singolo parola che li comprende: Gestell. Il termine Gestell indica l’essenza della tecnica moderna che abbiamo descritto fin dalle sue origini; essenza che abilita le scienze naturali e la tecnologia che ci governano oggi. È questa tendenza alle diverse modalità di stellen che in seguito diventa tecnica secondo il significato contemporaneo. L’uomo non solo domina e plasma la natura con la tecnica (e il modo di relazionarsi con l’essere che implica) ma anche l’uomo stesso rimane soggetto in questo orizzonte di dominazione e modificazione; comprendiamo da ciò a cui ci relazioniamo, e ancora di più, dalla nostra comprensione dell’essere. L’uomo stesso è comandato e ordinato, possibile per essere rappresentato e sostituito. Il Gestell permea (contamina) il suo sguardo (il modo di relazionarsi e comprendere il mondo): il modo di connettersi con se stesso, con la natura e con gli altri uomini. Di conseguenza, la natura e l’uomo diventano una semplice risorsa da utilizzare. Il paradigma prevalente è quello strumentale: tutte le cose sono viste come potenziali risorse da utilizzare a beneficio di una volontà calcolatrice. In questo senso, il termine Gestell ci aiuta a descrivere il modo in cui le cose sono presentate in se stesse e, ancora di più, ci aiuta a sottolineare come affermano di essere rappresentate; l’essere giunge dal plesso di significati che ereditiamo e conformiamo. Il Gestell descrive, quindi, un modo in cui l’agire umano si orienta verso le cose per dominarle e inghiottirle. Le cose richiedono l’uomo, purché siano presenti come esistenze utillizzabili: apparentemente oggettivabili. Il Gestell è proprio questo modo al dominio che caratterizza questa era moderna.

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