ALTERITÀ

SOLIP

 

 

 

 

 

Le questioni relative all’esperienza che il soggetto ha di altri soggetti sono molteplici e insieme interrelate. Un conto è infatti descrivere in che modo ogni individuo esperisca altri individui, un altro è dar conto di come ogni soggetto si colga come inserito in un contesto intersoggettivo.

 

Già messa in questi termini, evidentemente, la problematica presenta quindi almeno due aspetti: li si può distinguere in modo classico dicendo che, da una parte, il problema concerne la relazione con l’alterità, mentre dall’altra la questione riguarda piuttosto la comunità.

 

Vi è però anche un terzo aspetto in questo complesso gioco di relazioni e rimandi: ossia quello relativo a come il rapporto con l’alterità, e per altro verso con la comunità, influisce retroattivamente nei confronti dello stesso individuo, cambiandolo o comunque trasformandone lo statuto iniziale.

 

Questo articolato nesso di tematiche emerge all’interno della riflessione fenomenologica in modo particolarmente chiaro e insieme differenziato.

 

A partire dalle ricerche di E. Husserl  sull’esperienza dell’alterità e quella dell’intersoggettività (che sono in effetti perlopiù distinte da questo autore, anche se non mancano osservazioni sulla loro reciproca connessione), molti pensatori successivi, ognuno a suo modo ispiratosi all’opera del fondatore della fenomenologia, hanno dato risposte diverse a ognuno di questi problemi. Non sono del resto mancate neppure reciproche contaminazioni.

Ad esempio si può vedere facilmente come le analisi di Heidegger costituiscano una ripresa e una trasformazione di considerazioni svolte da Scheler  e da Jaspers  (e come quest’ultimo abbia a sua volta risposto alle tesi sostenute da Heidegger).

 

Così come successivamente, in area francofona, Sartre e Merleau-Ponty abbiano delineato posizioni tra loro quasi opposte pur nel continuo dialogo reciproco. Dialogo poi arricchito dalla innovativa, e originale, riflessione condotta da Levinas (che ha fatto del tema dell’alterità la cifra della propria filosofia), che a sua volta ha suscitato importanti reazioni tra cui va in particolare ricordata qui quella di Derrida

 

Nell’ombra sta in modo pressoché costante il confronto tra fenomenologia e psicoanalisi, dapprima nella sua formulazione canonica freudiana, e poi ulteriormente articolata dalle analisi di J. Lacan.

È dunque opportuno iniziare la discussione di questo ampio e diversificato continente teorico partendo da un’analisi delle questioni sollevate da Husserl nell’arco della propria ricerca. Il filosofo tedesco ha infatti ben presto compreso come qualsiasi indagine sulle strutture con cui un soggetto esperisce se stesso e il mondo non possa prescindere dalle modalità con cui tale soggetto si rapporta, conoscitivamente ma non soltanto, ad altri soggetti, sia nel loro statuto di altri, sia in quello di gruppo intersoggettivo.