IL NIENTE PRIMA DEL NULLA

VIANDANTEOMBRA

 

 

 

 

 

 

1.ERACLITO

Nella tradizione presocratica il concetto di nulla è una contraddizione non pensabile e non dicibile. Soltanto l’essere è, al di fuori nulla esiste, nulla si può pensare.

Nella filosofia eraclitea ad esempio il “problema” del non essere viene ovviato con l’insegnamento che tutto è essere ma in eterno divenire; fuoco sempre vivo, in continuo movimento, in ogni momento diverso dal momento precedente, ma allo stesso tempo sempre uguale a sé stesso. “questo cosmo non lo fece nessuno degli dèi né degli uomini, ma sempre era, ed è, e sarà, Fuoco sempre vivente, che con misura divampa e con misura si spegne”.

 

Non è pensabile nel mondo greco dell’epoca che l’universo sia creato, fatto essere, dal nulla da un dio o demiurgo. Il mondo è un eterno intreccio (armonia) di rapporti che di volta in volta, secondo “misura” assume aspetti sempre diversi.

Ed infatti:

 

“entrano negli stessi fiumi, ma acque sempre diverse scorrono verso di loro” 

“nello stesso fiume non è possibile entrare due volte”

“negli stessi fiumi entriamo e non entriamo, siamo e non siamo” 

 

Questo è l’eterno fluire e divenire dell’unica realtà, dell’Uno, del lógos. E poiché tutte le cose sono espressione del medesimo Principio che è al contempo noumeno e fenomeno, origine e fine delle cose che divengono, natura naturans e natura naturata, ecco che “Tutte le cose sono uno”:

 

“per chi ascolta non me, ma il lógos, sapienza è intuire che tutte la cose sono Uno, e l’Uno  tutte le cose”

La filosofia di Eraclito è decisamente aristocratica ed oligarchica, conosciuto come il dispregiatore delle masse, dei più, perché soltanto pochi sono in grado di porgere orecchio al lógos e forse neanche dopo averlo ascoltato lo comprenderanno.

 

“i molti non colgono la vera natura delle cose in cui si imbattono, né le conoscono dopo averle apprese, ma se ne costruiscono un’opinione”

Enigmatico agli occhi dei molti amava esprimersi in aforismi oscuri in cui condensava tutta la sua filosofia iniziatica, la sua saggezza intorno alla natura e agli uomini. Come porsi allora dinanzi ai suoi frammenti sulla physis, da cui dipendeva tutta la filosofia dei presocratici?

 “l’Origine (physis) ama nascondersi” 

“l’eternità (aión) è un fanciullo che gioca, muovendo i pezzi sulla scacchiera: di un fanciullo è il regno” 

Come interpretare dunque “Eraclito l’oscuro”? Aión gioca e il suo eterno gioco è lo stesso accadere del mondo. Non è però realtà esterna, non si può porre alterità, altrimenti cadremmo in ciò che Eraclito voleva evitare, ovvero un soggetto esterno al mondo (dio o demiurgo) o qualsiasi causa esterna che ne pre-determini i fenomeni.

Dunque le cose che sono e che scorrono sono lo stesso fanciullo che senza predeterminazione muove i pezzi sulla scacchiera, ma non per questo si può identificare l’Aión con uno dei particolari giochi giocati poiché esso, solo essendo pura com-possibilità di ogni gioco garantisce il manifestarsi di giochi sempre diversi. Aión, come aperta possibilità del tutto, nel manifestarsi in ognuno dei differenti giochi, si sottrae a sé, resta non-visibile, proprio come la physis che “ama nascondersi”.

Nella sua filosofia dunque, il nulla compare nella sua assenza, non è possibile pensarlo perché l’Uno è tutte le cose e niente è al di fuori del tutto. Nascondimento del nulla.

 

 

image_pdfScaricare PDFimage_printStampare testo
(Visited 214 times, 1 visits today)