AUTORITÀ COME UNICO INTERPRETE DEL MONDO (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

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“…l’Unico è coerente con se stesso, cioè cosciente della sua unicità, considera l’altro come non-io, cioè come sua proprietà…”

Questa è la mia “epoca”, so che Vincere o Morire, contiene più di questo editto, è un approfondimento dentro il vuoto del nichilismo, nichilismo che si è trasformato, nella piattezza più assoluta, ed è per questo, che sperimentando, lasciando per terra sangue, e carne, sudore e odio, mi sono spinto verso la Misantropia Estremistica, ma non quella buona per i politicanti di ogni sorta, ma quella che promuove l’Autorità, in maniera Attiva ed Estrema.

Autorità che parte dal presupposto della totalità del mio Ego, o Io-centro.

La Misantropia Estremistica, perciò, è la prominenza altezzosa, e unica, del mio Egoismo, dove carne e mente, si fondono, per esplodere nella distruzione del concetto di “molteplice”.

Dire per me Misantropia, è dire Autorità o Egocentrismo in una profondità estrema.

Se Io sono Unico l’altro non può essere me, ma se Io sono Unico, l’altro non può essere, non può esistere, non può essere perdurante in nessun modo.
Se Io mi sento Unico, il resto, esiste, solo attraverso le apparenze che contengono sempre me stesso. Io sono Io, e quindi il resto non è divisibile, da quello che predispongo per il resto dell’umanità.

Qua non sono alle altezzosità della schizofrenia nichilistica e misantropica di Nechayevshchina (gli sto dando a questo punto un autorità sopra di me? Lo considero la divisione di me stesso, e per cui, un altro Io? Buone domande per un dibattito amorale…), che vedo praticamente irraggiungibile…

Ma cerco di arrivare al punto di non divisione di me stesso, nel senso, che non vedo davanti a me nessuno, che possa essere un altro proprietario, e questa ritorna a essere una lotta a morte, contro gli altri, che vogliono o potrebbero essere Unici. Un Unico non vede altri unici, quindi possono esserlo, se, come sopra, do adito e gli do questa unicità, o l’illusione che cosi sia.

Io vedo davanti a me altri individui, li vedo e li sento, li percepisco come soggetti, che si muovono, e dicono e affermano, cercano di portarsi sopra di me, sempre e in ogni caso, anche se per il “resto” dell’umanità, quello che vedo, è solo roba semplice, è quello che si afferma: “cosa vuoi che sia, sta scherzando..”

Mentre questa persona, come esprimono gli altri-“scherza”, sta cercando in maniera Autoritaria, di farmi suo. Questa autorità va contro la mia Autorità, quindi parte una lotta, che deve portare per forza a uno scontro finale, e a vincere o a soccombere.

Io non posso essere lui, perché sono Io, ma se Io cerco di dare autorità a un altro Io, allora l’altro diventa il molteplice di quello che rappresenta me stesso.

Dare all’altro- ogni incontro cercato o fortuito può essere tale- autorità, significa che il mio Ego, si sta dividendo in più parti, perdendo potenza e potere, sacrificando una parte, inserendone la parte dell’altro, dentro il mio Io.
A questo punto, se Io do- questa parte che diventa parte dell’altro- l’altro è penetrato dentro me stesso, e Io vengo scavalcato, perdo autorità, pur rimanendo qualcosa di indiscutibilmente Unico.

L’ho scritto, sopra, è un punto interessante di dibattito amorale, e dato che mi esprimo in questo modo, significa che sono ancora dentro un contenitore, di accentramento della molteplicità. A me interessa il dibattito amorale (ricordiamo che il dibattito in questione, non è un confronto, ma uno scontro, molte volte feroce, che “spacca il capello in quattro”..), è fortificazione del mio egocentrismo, ma se mi do un limite considerandolo un valore, questo, e quindi la fortuita divisione, può diventare il bene e male, che Io e altri Estremisti egocentrici, abbiamo oramai davanti alle palle ogni volta che “foglia si muove…”.

Quindi per conquistare il mondo circostante, ho bisogno costantemente del flusso e del riflusso, di quello che mi sta attorno, che sia una foglia per terra, o una faccia di cazzo che mi guarda storto, di una persona uguale tra le altre uguali, o di una fighetta che sorride, perché cerca di fare la sinistrorsa di merda che è…perciò, ho bisogno di questo, e anche altro, perché devo dibattere amoralmente, cioè, devo andare allo scontro, per conquistare tutto quello che vuole essere in mio possesso.

Possedere significa conquistare, prendere parte a un progetto di accentramento del resto verso me, che in quel momento, non è più una molteplicità, resa tale dai valori morali e etici della società, ma deve diventare mio.

Il Mio tutto totalizza il restante tutto degli altri. Quello che entra in Mio possesso, è possessione di un altro tutto, che anniento e inglobo, è che ora è nulla, il niente.

Se Io vado alla conquista, di quello che deambula attorno a me, (“attorno” perché Io sono il centro di tutto), è perché devo potenziarmi, devo ridefinire ogni volta, la fortificazione del mio Ego, sperimentando la vita, per mangiare e cibarmi.

Voglio annullare ogni differenza, che farebbe dell’altro, un altro, un io, un ego, perché quest’altro, può diventare molteplicità della mia potenza, l’ho posto e composto, l’ho ampliato e portato a essere un altro unico, o comunque un altro io, che limita il potenziamento a cui anelo, perché questo è quello che mi fa innalzare a Unico.

Per questo che devo continuamente cibarmi di quello che mi sta attorno, lo devo spersonalizzare (che sia foglia o individuo), e porlo come un pezzo di quello che ho ridefinito. Ridefinito, nel senso, di cibarmene per poi esprimerne- su di esso- la mia Egoicità. Dato che, se lui è oramai mio, non è più una persona o una cosa, cosi definita, ma è mia possessione. Io lo possiedo e ne dispongo della sua volontà o del suo essere in una posizione tale, da essere in qualche modo “definito”.

Questo che è quello della mia conquista posseduta, è la generalizzazione della specificità molteplice, il ritornare ed estendersi del nulla vuoto nel vortice del niente. Questo e quello, sono i multipli e plurimi del valore veritiero in un mondo che illude e determina la circostanza effettiva.

Il mio Ego anela all’estremistica distruzione della cosiddetta “definizione”: se quello che ho attorno è definizione, allora anche Io posso essere posto in un contenitore determinato dalla molteplicità.

Qua sto tentando di attaccare la giugulare della molteplicità, e della definizione “fissa” di quello che è un essere, o una pianta, o sta cazzo di croce che ho davanti a me…Io voglio distruggere tutto, ed è per questo, che devo continuamente cibarmi, di quello che è il resto, senza permettere che “questo”, divenga qualcosa, per me, di definito. È la definizione fissa, il nemico del mio Ego, e devo distruggerlo, per non essere distrutto e divenire “definizione”.

Perché allora con una parte dei miei compagni, abbiamo superato il nichilismo, e sperimentiamo la Misantropia Estremista? È che c’entra con quello che sembra un approfondimento “stirneriano”? (diranno gli studiosi annoiati di Stirner)

Perché la Misantropia- come sopra- è, per me, dire Ego, e quindi affermare l’Autorità, Unica e profonda.

La Misantropia Attiva ed Estrema, oltrepassa il nichilismo oramai appiattito, distruggendo la “politica”, e quelli che ci scassano continuamente il cazzo con la loro empatia sociale, è entra direttamente in un approfondimento sull’Unico contro la molteplicità.

Perciò Io Misantropo Estremistico sono l’Unico contro la molteplicità.

La mia Misantropia Attiva Estrema, manda a fare fottere tutto, perché invece di considerare l’altro come qualcosa che appartiene, a un ente, alla fenomenologia dell’essere, spinge per la distruzione di tutte le categorie viventi, ed è per questo che ritorna a essere, la volta delle volte che distruggo, un Ego contro il molteplice.

La distruzione del molteplice, è quello che mi serve per iniettare odio dentro le vene, di me Misantropo Estremista, e pregustare ogni volta l’inizio e la fine della mia “non-esistenza”.

Io ho “bisogno”, dell’altro, della cosa o dell’oggetto, senz’altro riconoscerli, dato che pervengono al mio circostante, e sono attorno a me.

L’inumana ed estremista non-esistenza, che attanaglia le mie viscere, spinge a mangiare quello che mi si pone davanti, che snaturo, perché se lo conquisto, non c’è più bisogno di differenziare, rendendo qualcosa di unico, qualcuno di molteplice.

Il molteplice, una volta inghiottito dalla mia potenza Egocentrica, non è più nulla, è annientato, non è una figura di qualcosa o qualcun’altro, ma il nulla che è dentro me, è che serve a iper-potenziarmi.

La Mia Potenza si esprime in maniera continua iper-potenziandomi, perché spingo verso la volontà di questo potere; è il mio allagarmi, che spinge a continuare, non è un moto logico- devo mangiare per sopravvivere- ma è l’espansione del mio Ego, che non conoscendo confini dualistici, si appropria del tutto del circostante, attorno a me. Per espandermi, devo cibarmi, per estendermi devo mangiare il resto, il tutto, il molteplice, la pianta o la persona, il valore o la categoria.

Ho bisogno dell’altro, non perché questo, è un soggetto vero, a cui do l’adito di esistere, ma perché questo “altro”, che vuole mangiare me, devo sconfiggerlo, nel senso, di porlo come una conquista, che non ha più nulla di definito, ma è diventato dissolvente.

Per questo l’Autorità è l’Unico interprete del mondo, perché dissolvendo gli altri, il resto, il mondo diventa mio, lo sento come la mia unica predisposizione, il vivente si estingue nel momento in cui non do agli altri il mio “definirmi”, ma li attacco alla giugulare della loro esistenza vitale, e li uccido, per dissolverli dentro me. Loro non sono più essi, non sono sostanza, organismo, pensiero o altro, non sono più nulla, perché li ho dissolti dentro me stesso.

Questa è la mia “epoca”, sorpassate e morte le ideologie, la voglia di attacco egoistico e Misantropico, sta per far crollare a picco, quello che rimane dei pochi idealismi presenti. Idealismi, che sono oramai ridotti all’osso, o all’induzione a rientrare nei moderni circoli dello spettacolo progressista.
Ed è per questo che si deve spingere per il Caos Misantropico, spingere per l’Estremismo Autoritario/Egoistico, creare Terrore, spingere per il Terrorismo Indiscriminato, e andare a fondo all’abisso della non-esistenza, e distruggere, fare crollare i miti e le fissazioni, portare alla luce, quello che è l’essenza primitiva dell’uomo, come diretto assertore della brutale lotta dell’Ego contro altri egoismi.

Il fondo dell’abisso della non-esistenza è il Terrorismo Indiscriminato. Il Terrorismo Indiscriminato è la distruzione della molteplicità, e la vittoria sublime dell’Ego contro altri egoismi, dato che non riconosce il limite dell’esistenza delle dottrine etico-morali. Il Terrorismo Indiscriminato non riconosce l’esistere, perché è l’inumano che sposta gli equilibri della società-massa, che tumula il fondamento dell’uomo: i valori umani e le verità dati a essi.

E se ripeto, che esistono altri egoismi, è perché, voglio buttare giù, il molteplice dell’esistenza, uccidendoli, mangiandoli, cagandoli dal buco del culo, per annientarli, e riproporli, per quello che Io decido siano, senza che essi, esistano.
Il molteplice, è solo l’idea fissa, dove esistono altri ego, l’Unico, mangiandoli, non significa che li riconosce come “differenti ego e egoisti nel vivente”, ma che sono rappresentazioni, che attorniano Me, che ostacolano me, che possono o vogliono prendere lo spazio mio, che possono o vogliono possedere quello che sono Io, senza che per questo siano enti che attorniano Me. Io sono Io, quello che è davanti a me, è la rappresentazione che sto dando dell’altro, ma non del vero valore di esso, che voglio sconfiggere e mangiare, per dissolverlo come Unicamente l’Unico.

Arca

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