HYBRIS

HYBRIS

 

 

 

 

 

A questo punto si pone, pero, un problema fondamentale, riguardante lo statuto dell’oltreuomo, ovvero la risposta alla domanda: ≪chi e l’oltreuomo?≫. Tale problema ha trovato nella storia della ricezione nietzschiana diverse soluzioni, la maggior parte delle quali tendevano ad esaltare il carattere aristocratico e individualista dell’oltreuomo, inteso qui appunto come superuomo.

 

Ma questa prospettiva altro non fu che una forzatura del pensiero nietzschiano da parte di alcuni suoi lettori, in particolare gli ideologi del nazionalsocialismo, che prescindeva da precisi criteri filologici – cosa che la Nietzsche-Renaissance ha ampiamente dimostrato. In effetti, e proprio a partire dagli studi di questo movimento, sorto negli anni 60′, che si comincio a pensare diversamente l’oltreuomo, anche grazie alla lettura di alcuni frammenti postumi inediti nei quali tale figura veniva descritta al di fuori dei toni evangelici di Così parlò Zarathustra.

 

Quello che infatti emerge da tali frammenti non e affatto l’idea di un oltreuomo in piena hybris, ma piuttosto, e sorprendentemente, un oltreuomo molto piu ≪moderato≫ e molto meno ≪eroico≫. Esemplare a tal riguardo e il penultimo paragrafo del famoso frammento di Lenzer Heide, nel quale Nietzsche si domanda, riguardo all’avvento del nichilismo:

 

Chi sono quelli che in cio si riveleranno più forti? I piu moderati, coloro che non hanno bisogno di alcun dogma estremo, quelli che non solo ammettono, ma amano una buona parte di caso, di non senso, quelli che possono pensare all’uomo riducendone notevolmente ilvalore, senza per cio divenire piccoli e deboli: i piu ricchi di salute, pari ai maggiori malheurs (die den meisten Malheurs gewachsen sind) e quindi senza paura davanti ai malheurs, uomini sicuri della loro potenza e che rappresentano con cosciente fierezza la raggiunta forza dell’uomo.

 

 

Per comprendere nel dettaglio l’oltreuomo e possibile distinguere la sua figura da quella – antecedente nell’opera nietzschiana – del Freigeist. Quest’ultimo e definito da Nietzsche come un individuo eccezionale in grado di emanciparsi dal suo ambiente di origine – eccezione tanto piu grande, quanto piu basso e meschino e il milieu di provenienza:

 

Si chiama spirito libero colui che pensa diversamente da come, in base alla sua origine, al suo ambiente, al suo stato e ufficio o in base alle opinioni dominanti del tempo, ci si aspetterebbe che egli pensasse. Egli e l’eccezione, gli spiriti vincolati sono la regola […]

 

Diversamente dal Freigeist, ma comunque in una certa continuita con esso, l’oltreuomo non si pone come mera eccezione in un contesto sociale – l’individuo emancipato, il filosofo, il libero pensatore, etc. Piuttosto Nietzsche definisce l’oltreumanita come quella condizione nuova e collettiva nella quale si verrebbero a trovare gli uomini piu forti in seguito all’avvento del nichilismo, in particolare in seguito alla sua rappresentazione piu estrema, che, come vedremo a breve, e il pensiero dell’eterno ritorno dell’uguale.

Se ci riferisce al famoso passo dello Zarathustra Delle tre metamorfosi, nel quale appunto Nietzsche annuncia la necessitache l’uomo, dapprima cammello, si trasformi in leone e infine in fanciullo, occorrera porre la figura dell’oltreuomo proprio nel terzo stadio, poiche egli, al pari del fanciullo, e riuscito a superare lo spirito meramente distruttivo del leone verso una condizione di innocenza e di potenza nella quale egli potra essere finalmente creatore dei propri valori – e non piu cammello alla ricerca di presunti dover-essere oggettivamente dati.

 

Cosa permettera, pero, tale metamorfosi? Di certo non si tratta di una trasformazione che seguira necessariamente all’avvento del nichilismo – per quanto in alcuni frammenti postumi possa sembrare cosi. L’ultimo uomo, ovvero l’uomo moderno, e inesorabilmente troppo debole per tale trasformazione. Occorrera allora – e questo il progetto nietzschiano – portare alle estreme conseguenze il nichilismo, esacerbarlo nel profondo, al fine di porre le condizioni per una selezione tra gli stessi uomini.

 

In che modo? Non attraverso la creazione di campi di sterminio, creati in nome di chissa quale progetto di eugenetica o di purificazione delle razza; ne tanto meno attraverso delle ingenue azioni terroristiche, volte all’annientamento dei centri di potere tradizionali; bensi attraverso la rappresentazione piu estrema del nichilismo stesso, la quale irride e annichilisce simili fondamentalismi e fanatismi. Tale rappresentazione e proprio il pensiero dell’eterno ritorno dell’uguale.

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