IL DELIRIO DI NEGAZIONE

eterno ritorno

 

 

 

 

 

“Guardando fuori della finestra, fissò le stelle e volle che cessassero d‘esistere. Le stelle sparirono. Volle poi che tutta l‘altra gente cessasse d‘esistere, e l‘ospedale si fece stra-namente silenzioso, ancor più silenzioso del solito. Passò poi al mondo, e si ritrovò sospeso nel vuoto. Con la stessa facilità si liberò del proprio corpo, e poi giunse finalmente ad annullare se stesso.
―Il Solipsista Fredric Brown

Nel profondo degli Abissi Nichilisti- l‟Individuo ricer-ca la sperimentazione dell‟Io- e del Sé Annientativo- e nel fondo del rimanente esplorativo- prevede e annette la sua illusione- il suo mondo rappresenta-tivo-in un erogeno pulsare atto a provocare-stati di non determinazione-in una distruzione maniacale-del suo non oggetto-in un compulso irritare uno “sfregamento” discorde che diverge ed è difforme-in un “mondo interiore”.

Il brivido illude-ma dove “palpa” la percezione fat-tiva del reale in un incubo orgasmico?
Il “reale”-il fenomeno oggetto-diviene la proiezione della causa e dell‟effetto in una a-causa -senza nes-sun effetto.
L‟effetto è casuale e nel modo pertinente al motivo per il quale- la causa produce l‟effetto-agendo e stimolando la forma oggetto-a cui si è dato il “motivo” per agire.
Il pensiero-senza attrito-determina la logica produ-cente nel fenomeno che corrisponde alla cronologi-ca anestesia che sintetizza in un condensare il movi-mento del corpo nel concepire l‟atto.
La metodo-logia-l‟ordinamento determinato di o-gni fondamento teorico-circoscrive e definisce-la definizione dell‟atto-come supposto limite definito e stabilito in un calcolo nel computare-e nel determi-narne la causa.
L‟oggetto include e fissa il calcolo dell‟oggetto e il suo fenomeno-come una numerazione permanente in un consequenziale continuativo e identico-preciso e continuato-in un procedere nella scansione deter-mino-logica dell‟atto-che rimane omogeneo.

Ogni senso è un solo senso-riconosciuto e assimilato dalla forma oggetto-e il fenomeno produce un per-corso uniforme-che segue e insegue-non segue ma segue-e si adatta al qualcosa che precisa la linea che è conseguente al comprendere-il “qualcosa” che si sta inseguendo.
Il “riconoscere” comprende la sequenza di adattabi-lità-in cui si verifica il punto determinato-attendibile-stabilito-in cui il corpo esprime-e coa-gula dentro al fondo del proprio Sé esistentivo-l‟ordinario esprimentesi della causa e il suo effetto.
Il nesso avanza un ipotesi-l‟ipotesi deflette in un ponderare la teoria ipotizzata-per cui-lo stabile ef-fetto della procedura scansiona il prodotto-che se-gue ma non segue-e si adatta a quel “qualcosa” che rimane ristretto e limitato nel nesso tra la causa e l‟effetto .
Il convenuto limite- stabilisce che il “fondo” esistenti-vo-non può prevedere l‟”attorno”-da cui si esige u-na scansione procedurale-in un seguito che segue ma non insegue e si adatta e riduce ogni ipotesi che spezza l‟ipotesi del metodo e della tecnica-in cui-il metodolo-logico spazio si riduce e diventa un angu-sto posizionarsi nella semplificazione in un effetto per la causa.
La forma riconosciuta dal fondo del Sé esistentivo-ha il suo “luogo” nel pensare e nel portare a compi- mento il passo che succede nel muoversi dalla “forma” semplificata dell‟oggetto e del fenomeno-nel fenomeno stesso-in cui-esiste un “corpo” che procede continuo e costante-nel regolare un simile al simile che è il “pari” di tutto-in tutto e per tutto.
Incessante si muove dentro il fondo Abissale-il “rimanente”-e si mescola e combina-senza nessuna separazione di ogni bene e di ogni male.

 

―..non ho lo stomaco ―non ho la testa, o nella loro trasformazione ―il mio cuore è di-ventato di pietra; dello spirito ―sono senza anima; dei beni materiali ―non ho abiti, ―non ho casa, ―non ho cibo e relazionali ―non ho famiglia; dell‘intera persona ―non ho nome, ―non ho passato, ―non ho età.
“La sindrome di Cotard :la convinzione di essere morti*

Il limite fissa l‟immobile “riflettere” come la sensa-zione di un atomismo con-producente il delimito prodotto in un abituale e definito permanente ed effettivamente stabile:”pensare”.
L‟illusione prospettiva-“è”-si muove in profondità-dando immagini e raffigurazioni della “cosa”-di un atto-e del momento in un viverlo-va a fondo e risa- le-sprofonda e riemerge – nitido e opaco-massimo e minimo – incontra angoli e resistenze – il nulla e il tutto – e lentamente ritorna nel “fondo” del Sé.
La prospettiva-la visuale che sfondo ha davanti a sé e nel “mondo vero”?
L‟immoto perdurare della visuale della forma og-getto-restringe-deve conservare il “bene” della so-cietà valorizzata-in cui persevera lo stabile effetto invariabile nel preservare il “grado” di unità che prosegue – e consiste in un eterogeneo immodificato-in un criterio logico nella forma “forma”-che confi-gura l‟immagine e il modello ristretto in un ambito causale ed effettivo.
Il tratto somatico della forma oggettuale-è il princi-pio codificato della struttura figurativa ed espressi-va di una logica conseguente in un consequenziale tramutarsi della figura-attraverso il divenire del contesto in cui l‟oggetto si modifica-in disposizione dello schema-tra cui-e per cui-il “qualcosa” è l‟immagine e il principio costituito.
Il parametro-ricerca e ottiene dal mezzo “fine”-l‟immagine contestualizzata-attraverso il metro di giudizio-che considera-il ri-considerativo-ogni qual volta emerge il Delirio di Negazione.
Il normo-uomo elegge lo scopo della misura con-tundente nella formula per il bene e nel bene-in un amalgamare la ragione con lo scopo in cui il bene si muove e ordina il “comprendere” come grado nor-mativo in cui si muove l‟effetto dell‟oggetto “forma” concatenato al ri-considerativo effettuale.

L‟effetto comprende una serie di scale di valori nor-mativi che regolano l‟oggetto che è formato dalla “forma” nel contesto e nel criterio normo-moralizzato.
Il concetto non distingue la relazione dell‟oggetto “forma” che produce il comprendere:il motivo dello schema di assunzione dell‟assoluto:
In assoluto tutto il “quanto” deve essere e dire il ve-ro del “qualcosa” esprimente il quanto qualunque in qualunque modo non modificato in un modello-ordine.
Il normo-uomo semplifica fino a reclamare la “forma” contestualizzata nell‟oggetto in un intreccio di sequenze logico espressivo e determino-logiche.
Lo spazio che occupa la forma è il contesto del muoversi in una dinamica di disciplina normativa dal “quanto” al “qualcosa” in un flusso che è mono tematizzato dalla presenza del rapporto “scopo og-getto”-causa effettuale-ed effetto in una causa.
Il tempo del movente dinamico-si tramuta conti-nuo in un immobile pensare al “quanto” sia “qualcosa”-in quanto la misura deve essere e rima-nere in un parametro tra la causa e l‟effetto conte-stualizzato nella forma oggetto.
La dinamica ordina l‟espressione di un ipotesi-costantemente con un concetto del “normo-dotato”– attraverso una metodolo-gia che applica l‟utile stabile in un effetto stabilizzante:
Stabile e retro –attivo nel pensare che il proprio og-getto sia la forma applicata dalla norma che confi gura la non facoltà esistentiva.

“Perseveriamo nella vita proprio perché essa non si regge sul nulla,perché non ha neanche l‘ombra di un argomento. La morte è troppo esatta:ha tutte le ragioni dalla sua. Miste-riosa per i nostri istinti,dinnanzi alla nostra riflessione si dimostra limpida,priva di sedu-zioni,e senza le false attrattive dell‘ignoto.
―Variazioni sulla morte
―Sommario di decomposizione E.Cioran

Il reale e l‟autentico effettivo-in un conforme pro-durre un sogno e l‟immagine autentica di una scan-sione procedurale atomistica-in un intrinseco mate-rializzarsi della forma concreta e dinamica nel por-re l‟oggetto casuale in un effetto per la sua causa.
Visibile e fenomenico-il principio obiettivato concre-tizza l‟immagine e il sogno in un sfondo conoscitivo-dove l‟intrinseco principio del “pensiero” in un pen-sare-determina la tangibilità-in un percorso in cui il contraddittivo “è”-deve divenire ed essere espresso come:
Il Delirio di Negazione.
Al centro del fenomeno che immagina il realizzarsi di un evento-ogni evento-come un eventuale ma-nifestarsi di un architettura di questo sogno nel mo-strarsi in un “momento” in cui l‟immagine percepi– sce l‟eventuale intro-missione del Delirio di Nega-zione.
L‟evento in una considerazione effettiva e stabile non immagina-ma immagazzina il prospetto dell‟involuzione-il retrostante corrispettivo della scansione del normo-uomo-che anela al desiderio artefatto del concetto del “vero”:
Il concretizzarsi del sogno in un concatenamento re-golamentare-in parametri che tramutano l‟effetto sognato con il tangibile realizzarsi del “momento” in cui la ri-considerazione trasborda ed elimina ogni “Delirio”-come un segno di Negazione:
Ora emerge l‟Oltre-Uomo e la sua Negazione.
L‟eterno-il segno di momentificazione-riduce la vi-sione-il libido Desiderio di Negazione-in un fonda-mento del diminuente ed elementare determino-logico-indietro-all‟indietro-oltrepassando l‟immagine-nel tornare in un corrisposto e corrispet-tivo-ritorno di un autentico margine visuale:
La concreta immagine del desiderio-deve dimostra-re nel suo diventare “desiderio”-di essere-“è”-ed a-vere il suo “muoversi”-in un assuntivo di compensa-zione-limito logicizzante e proiettare l‟assenza di dolore.
Assenza compensata in un modificarsi continuo ma non modificante del nucleo del frenetico piacere e dolore-come piacere è dolore.
Non modificazione del tempo e del movimento cro-no affettivo-in una verità effettivamente stabilita:
L‟apparire dei segni del Delirio-non stimolano- inducono al mero e immediato posizionarsi in una morsa che stritola l‟esplosione del Sé.

“Come la natura potrebbe cambiare nel fu-turo, come in essa il disordine potrebbe pren-dere il sopravvento sull‘ordine perché il di-sordine ha, come l‘ordine, l‘unità dell‘essere e le forze della sostanza, della causa, dello spazio e del tempo;così la società potrebbe frantumarsi negl‘individui sciolti da ogni le-game e agenti secondo il caso o il bisogno.
―La bandiera dell‘AnticristoE.Martucci

La parrocchia dell‟anarchia redentrice a che punto è nella sua immobile forma “concreta”?**
L‟accentrare il centro universo-logico di un principio di conservazione-verso la polarizzazione del concet-to eletto a norma in un normo-uomo determina l‟acquisizione della conoscenza del Sé.
La conoscenza concentra e raccoglie il consensuale determinare dell‟evento che consuma e raccoglie ogni segno di esplicazione del “mondo personale”:
Il Sé Singolativo ricerca l‟esclusività dell‟Inferno Per-sonale e brama il Delirio di Negazione!
La morsa del moderato e dell’assoluto stritola e spinge il Sé conoscitivo in un “esistere” regolato e o- mologato nel bilanciamento del principio di un os-servante causa ed effetto.
L‟equilibrio definisce la qualificazione di ogni im-magine e della facoltà Io-Centrica:
Il “quanto” “è”-quantifica il qualora sia qualcosa in un disposto equilibrio.
Il bilanciamento-attraversa parametri posti in posi-zione nel porre l‟atto individuale-come la misura programmatica nel mantenimento e nella condotta equilibrata.
Regolare-“l‟equilibrio” del disporre quantifica il “quanto” in qualunque modo sia-nell‟essere “qualunque”.
L‟andamento bilanciato colloca la “ragione” come una determinazione in un logico postulato di con-ten-inzione dell‟effetto prodotto dalla direzione e del processo continuativo del “muoversi”.
Il “metodo”-l‟orientamento meccanico della “ragione- logifica-ogni affermazione del Sé-in un limite bilanciato posto e situato nel parametro: “agire”.
La realtà-il valore “oggetto”-è unica o è Unico l‟Individuo che la “pensa”?
L‟uguaglianza:il dato di fatto-postulati dell‟affermazione del concetto e del criterio del con-creto realizzarsi in anestesia per la designazione del normo-uomo-che comprende la compensazione dell‟uguale-in una eguale forma-che forma la pe-requazione e il presupposto nel postulare l‟atto “agire”. L‟armonico interporsi in un realizzare che la forma “oggetto” sia il reale valore-nel quantificare l‟immagine intercorsa in un “passaggio”nel profon-do del Sé esistentivo
Esiste l‟antinomia che converge in un desiderio di Negazione-se esiste “l‟atto” come pulsione dissonan-te rispetto alla “realtà” che crea unità e armonia?
Può convergere una discrepanza rispetto al conver-so-se è mutante?
La mutazione non raggruma le parti dell‟eguale-in una connessione tra il desiderio dell‟oggetto “realizzato” attraverso l‟immagine facoltativa-se non esiste l‟unità armonica che rapporta la conse-quenzialità di un processo di norme costitutive e normo-corrispondenti al ruolo del criterio della “realtà” e del metro di giudizio.
La legge-ordine-della comunità-ordine esprime il suo non prevalicare-in nessun modo il” momento” in cui emerge il Delirio di Negazione:
Momento in un metodo comune-nel diritto di un uguale forma-che dirige e si “forma”-in un precetto a parametro di “veridicità”.

―C’è una falsa percezione delle relazioni so-ciali che intralcia la loro sovversione. Le re-lazioni sono attività, processi, interazioni, non esseri o cose che agiscono o che hanno vo-lontà. Quando agisco o mi relaziono, ho vo-lontà una volta che ho reso propriamente mia l’attività o la relazione. Visto che la classe, la razza, il genere, ecc, sono relazioni sociali, esse non possono avere né volontà né consapevolezza. Quando ritengo che esse ce l’abbiano, la mia percezione del mondo di-venta perseguitata dai fantasmi; io vengo posseduto dalla mia falsa percezione di queste relazioni.
“Io e la Mia Pro-prietà: Interazione Egoista My Own N.2

L‟Alter-Ego del sogno e dell‟immagine non alterata- è stabilita e conforme nel senso adotto in un nor-mo-uomo-che accentra e attenua il suo “essere” in un organico posizionarsi tra la causa effettuale e la norma prodotta dal confluire e collocarsi nel dispo-sto e distensivo ordine di causa.
L‟armonia “adotta” la riduzione del Desiderio di Negazione-nel ridimensionare e limitare in un limi-te che rappresenta l‟organicità dell‟”essere” e della sua causa effettuale:
L‟accrescere in una diminuzione del sogno e del Li-bido Distruttivo-placa ogni istinto Egotista-e spinge e respinge-allo stesso modo e con lo stesso tempo-l‟annichilimento del proprio Desiderio-che moltipli-ca e potenzia l‟Individuo che vuole essere “annientato”.
Il “tempo” e il “modo” organico alla disposizione ef-fettuale ricerca il vano susseguirsi in un automati-smo concatenato al “vero” e piega e domina “l‟agire” in una conduzione con una formula di ob-bedienza alla “realtà vera”:
La “vera realtà” è vera in quanto il moto del codice-ordine- posiziona l‟accrescere diminutivo-nell‟oggetto-forma- componendo il contesto coar-tato nella trama filo-consequenziale.
La composizione della forma oggetto-“immagina” l‟immagine se è diretta in un formula espressiva di contenimento?
Il “contenuto” della forma oggetto-la vivificazione del sogno immaginato-diviene un blando ed equo “pensare” al come in quanto qualcosa sia “qualcuno”.
L‟”equo” non attribuisce nessuna divario tra l‟immagine immaginata e l‟organico presentificare dell‟immagine concretizzata-in cui- il normo-uomo-materializza la distanza come l‟eguale in similitudi-ne contigua alla “attribuzione”:
Se esiste un equidistanza-emerge che l‟eguale desi-derio immaginato non può divenire il “Desiderio” Singolativo-in quanto e per il quale-l‟attribuzione è simile in un organico di causa effettuale.
La differenza-il differire tra l‟eguale e il sogno-è presentificato-in un omogeneo e armonioso-deflettivo mono-cromatico e monotono “reale”-realizzarsi del concreto “momento”.
L‟atono interpretativo in una monotonia crono-affettiva-porta e pone al “deperimento” di ogni ir-regolare e multiforme Desiderio di Negazione.
Il Desiderio in un affezione edotta nella “malattia sociale” deduce che l‟interpretazione non può e non deve essere “affermata” in un Individuo che brama il suo Inferno Personale!

“Ogni uomo è proprietario della propria po-tenza, e lo è quando si sente unico.In tal mo-do ogni individuo, ponendo la propria causa in sé, questa riposa sul suo creatore effimero e caduco, che si divora da sé stesso — ossia ri-posa sul nulla.
―L‘Unico e la sua proprietàM.Stirner

La “ragione” tende ma non desidera-in un andare “oltre”-verso l‟Oltre-Uomo-che può esistere “esistendo”?
L‟Oltre-Uomo penetra dentro la “sostanza” celata nello spazio e nel tempo-tra la causa e l‟effetto-in una morsa nel dominio logico e centrico della “ragione”-vivendo il “vissuto“ di un esistenza nel “necessario” evento attinente al corpo-oggetto e alla coscienza dell‟insieme e dell‟unità nel soggetto che interpreta l‟atono riverso dentro la “sostanza”.
Il concetto di materia attribuito dall‟atono riverarsi dentro la “sostanza” transla e transfigura il “celarsi” come un qualcosa di insostenibile-non producibile:
La figura conoscitiva-diviene l‟aspetto intrinseco nel complesso caleidoscopo di sogni e desideri di Nega-zione-in una Negazione che non valuta-nega-il le- cito supporre delle categorie coscientivate.
Il Desiderio di Negazione non conosce-inconosce-lo spazio e il tempo-il tramutarsi dell‟evento determi-no-logico attraverso il “valutare” l‟immagine come tempo spaziale:
La categoria del “reale” è l’immagine che la valu-tazione dell‟unità dà configurando il necessario logi-co come la semplificazione del “contenuto”.
La chiave e il suo codice-ordine sono la gamma nel grado di giudizio dell‟immagine reale e del “reale” configurato in ogni grado valorizzato dalla società.
Il valore della “verità”-categoria del conoscitivo in-terporsi dell‟immagine contestualizzata con la sua figura nel “conoscere”-riceve la prospettiva di me-todo determinato dall‟unità.
Quale “verità” esprime il vero-esiste un’unica veri-tà?
Il pensiero è l‟eguale disposizione che misura ogni grado giudicato dal valore societario?
Il criterio di proporzione valuta l‟immagine del so-gno desiderato in una Negazione-come l‟effetto nel provare dolore dell‟individuo che lo valuta come il suo piacere.
Per l‟Oltre-Uomo-Il dolore non è più “dolore” e il “piacere” non è più “piacere”:
Un multiplo orgasmo di sensazioni non “concretizzano”-annettendo un piacere al dolore e il piacere nel dolore e nientificano la morte come dolore-dando piacere e dolore in un caos molteplice e complesso di “sfregamenti”.
Il sorgere di un desiderio di Nientificazione-il Delirio di Negazione-pone l‟Individuo al di sopra delle leg-gi morali dell‟uomo che ricerca la morte nel deside-rio del “bene comune”.
L’esperire del Desiderio Libido Distruttivo-nega la codificazione armonica e vacua dell‟utile danno e della modificazione Istintuale dell‟Uno-che-ripetiamo-Attenta alle strutture della società-la “tutta” società-come e dove e quando “sceglie di affermarsi”!
La modificazione-il meccanico incedere dell‟uguale per tutti nel “tutto” armonico-contempla l‟assimilazione in una serie-logico assuntiva-nel logi-co sequenziale che tramuta il “vero” nel certo veri-tiero.
Il valore societario pone-riporta-l‟utile al danno ra-zionale della causa di ragione-come l‟interpretazione di ogni sogno immaginato e del Desiderio di Negazione.
Uguale in un intendere che il giudizio valutativo sia la trama filo consequenziale della vera “verità” e l‟effettivamente stabile-in un definire il concetto di uguaglianza:
Uguale per uguale-“uguale” nel giudizio definito nella determinazione normativa.
Il “pratico”-l‟imposizione della ragione-il criterio della determinazione dell‟eguale in entrambi-l‟uno e l‟altro-sono unità in entrambi gli eguali.

“Compulsivo il sintomo ricerca e accentua l‘incubo orgasmico in un a-forma in cui Il do-minio sul corpo è frantumato espellendo le pulsioni vitali in un azzeramento che pre-tende l‘annientamento e il nulla riflette il vuoto nel nulla-nullificante: desiderio e con-flitto emergono in un disperato alito di mor-te.
―L‘Abisso Nichilista‖ Vertice Abisso n6

Segmenti di interposta schizofrenia mutano ogni desiderio in un alterazione in un Desiderio di Nega-zione:
Il Delirio è il Desiderio di decomposizione e annien-tamento di ogni spirito con-scientivo e di stabile ef-fetto-è tramuta l‟agire in un frammentazione com-pulsiva atta a “conoscere” lo stimolo auto-distruttivo nella sua A-forma.
La trasformazione del Delirio e del Desiderio trasfi-gurano e selezionano gli eventi-in una morte della morte nel reale “realificato”.
La stimolazione in un impulso schizza e si deforma-non distingue e non realizza-compone e decompo-ne annientando ogni margine a margine del limite distinguibile:
L‟Oltre-Uomo-oltrepassa-“l‟oltre” e il margine fat-tuale?
La” materia”del concreto concetto eletto è in un confine di un induttivo “margine”e comprime e non estende – vanifica e verifica l‟assottigliarsi dell‟evento che denota l‟atto del movimento in un margine dirittuale e termina nel “possibile” spazio e tempo in una causa effettuale.
L‟Oltre – uomo spinge verso “l‟oltre”-ma l‟oltre dove è “confinato”?
Il Delirio distruttivo afferma se stesso-si diffonde ed estende il suo Potere dentro il corpo che vertiginoso vomita la sua essenza-fuori e dentro-fino allo spasi-mo finale!
L‟Unico si staglia e rimane Unico:L‟Individuo Egoista – il Nichilista Distruttore!

(*)La sindrome di Cotard-il Delirio Nichilistico-tema affron-tato e approfondito nei testi “L‘Abisso Nichilista” e il “Desiderio Abissale”-che prosegue con il testo ultimo “Il Delirio di Negazione”-esplica e rende necessario l‟addentrarsi nelle non-forme di elevazione dell‟Individuo:tema che l‟anarchico della “concretezza” evita per non dover “dibattere”di Egotismo e della distruzione di ogni parametro di identificazione con la normalità e la so-cietà valorizzata.
(**)Dal testo-Barcellona:comunicato d‘azioni anar-chiche e risposta ai Nihilisti-si evince che i parrocchiani della chieda redentrice dell‟anarchia non “intendono” cosa e che significato abbiano le parole che A-determinate signifi-cano:”Agire” e “Attentare”-“Individuo” ed “Ego”- “Distruzione”.
Al gruppo di guerriglia “Anarquistas Nihilista” esprimo la mia Affinità e a proseguire con Attentati che spezzino e annientino la morale di questi quattro cristiani sociali!

 

 

 

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