IL NICHILISMO DELLA RAGIONE

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“Quando Adamo fu cacciato dal paradiso,anzichè vituperare il suo persecutore si affrettò a battezzare le cose:era l’unico modo di adattarvisi e dimenticarle – le basi dell’idealismo erano state poste.”
E.M.Cioran (Volti della Decadenza)

Qualcosa di incatalogabile,preme dalle viscere della società costituita,con ammirevole velocità.Catalogare è un lavoro faticoso,e lo è ancora di più quando il soggetto da catalogare è sconosciuto.

Si può catalogare qualcosa partendo da un punto di riferimento che darà poi un suffisso temporale per determinare il suo avvenuto catalogarsi,in antecedente o posteriore,appunto,relazionato al referente.
Si può catalogare per altezza,colore,forma,lavoro,religione ecc. catalogare quindi per chi ha da difendere l’istituzione ,nel senso più ampio del termine, ha come scopo la preventiva cura-rimedio del male che questo individuo-oggetto catalogato può compiere rivoltandosi,o per trovare un termine più idoneo,creare disordine dove l’ordine è un valore.Si perde nel tempo il continuo sputtanamento,o per meglio dire, snaturamento strumentale da parte del potere di ciò che l’individuo tende a creare e distruggere con naturalezza (ma con ciò non voglio dire senza fatica) in quell’eterno combattimento tra queste due tendenze.
Il tempo in cui viviamo è un presente complottare contro le ideologie.
Su! Slegate i cani-intellettuali del Papa-Re!Convocate l’innoqua vedova al cospetto della verità indiscutibile!Tutta la servitù si stà adoperando dopo la caduta degli dèi a raccimulare nuove forze ,un nuovo credo più materiale,per far ritrovare quella fede che l’individuo-popolo ha perso.Un dominio più umano.Quello che non strozza ingrassa.E allora ecco qui le tesi che rivoltarsi in modo estremo da estremisti è controproducente.Immagini di eterni nemici che si stringono la mano,perchè il peggio è il passato.Il potere con la sua stuola di trafficanti di falsità ha coltivato la pianta del nichilismo-cristiano dispensando la ricetta per i mali precedentemente catalogati.”Siamo dimenticati…lo Stato non è presente!” “vogliamo più controllo nel territorio da parte delle forze dell’ordine”, sono queste alcune farneticazioni deliranti che i civili annichiliti richiedono a pieni polmoni.Che schifo,”Padre perchè mi hai abbandonato?”.
L’abbandono,il senso di vuoto,in questo tipo di individuo non hanno fatto altro che piegarlo invece di rigenerarlo.Come chi in punto di morte rinnega la sua vita dedicata alla ragione baciando il cristo crocifisso nella sua estrema unzione.Questo però può succedere e succede a chi non ha saputo guardare nel senso tutto individuale del suo punto di rottura(superamento dell’istinto di conservazione).
Chi ha raggiunto ciò,il punto di rottura, diventa imprevedibile.Imprevedibile vuol dire, non riuscire a far analizzare in tempo la propria mossa all’avversario.La sua mossa insomma non può essere catalogata in tempo per prevenire la cura(e ciò non toglie che avvenuta l’azione sia appunto facile da decifrare).Ecco qui che il potere seppur dall’aspetto inespugnabile è come tutto un essere-entità destinato a perire per mano dell’individuo imprevedibile.
L’ingerenza ecclesiastica nell’affare sociale è spudorata.Prevedibile invece la sua opera moralizzatrice che si colloca nel senso di colpa ,che indotto nel momento di crisi,crea nell’individuo quel riconoscersi peccatore o criminale rispetto al Tutto-idealizzato(infinitamente perfetto,Dio e Umanità) che blocca la unicità volontaria dell’immediato godimento.La libertà è idealizzata come ricompensa,tutti la rimandano a tempi migliori,delegando al Futuro.Ci accorgiamo di questo piano autoritario quando le parole d’ordine sapientemente elaborate da Partiti(di Governo e di Opposizione) richiamano alla minaccia incombente di instabilità delle proprietà etiche-materiali della società(Pubblico) e individuali(Privati) rispetto al Futuro che tutti aspettano sacrificando il Presente.
Guardate continuamente chi sta peggio vi diranno! e chi sta peggio guarderà ancora chi stà ancora peggio di lui e così via fino a diffidare di chi da questa catena del dolore ne vuole uscire.Ma se nella scala delle sofferenze si stà nel gradino appena sopra di chi è già morto, come risollevare il morale di questo moribondo?
Ecco sorgere dal nulla la fredda paura di morire.Pensiero insostenibile che và allontanato distraendo l’io.
Non sentite l’assordante rumore dello sfregarsi delle mani dei vari messia?Tutto concorre per addormentare l’io,se stessi,la propria unicità.Una umanità devota al suicidio(che non è un suicidio di affermazione dell’arbitrio libero che sconfigge ogni logica autoritaria).
Il principio dell’autorità parte da una considerazione di inadeguatezza a vivere la propriam vita.L’individuo alienato proietta fuori dal corpo materiale i mezzi propri adatti per soddisfare se stesso;il motivo è che solo noi stessi conosciamo le nostre inclinazioni e le nostre esigenze.Qui bisogna fare una riflessione importante e fondamentale.
L’essere religioso dona volontariamente la suà volontà a chi è superiore,attribuendo a lui le prerogative che ritiene eticamente superiori appunto per la sua natura.La propria volontà ,dell’individuo sintende,viene quindi meno.Se esiste un Dio automaticamente sono un suo suddito,nella maniera in cui una madre ha potere sul suo figlio appena nato.L’incapacità dovuto dall’inferiorità che si è accettata riconoscendo l’esistenza di un Dio è al principio di ogni autorità.In Kirillov,il nichilista suicida,“Dèmone”,si focalizza questo teorema:”Dio non esiste,sono dunque io un Dio!”. Se io non dono più la mia volontà a un altro essere affermo la mia volontà sopra ogni altra cosa,affermo la proprietà di me stesso.
Prendere coscienza di questa oggettività è vivere pienamente(Volontà) o immobilizzarsi e morire.E allora con ciò posso affermare che tutto ciò che mi allontana da me stesso è mio nemico.

Cerbero

 

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