IL PIACERE CONTRO IL SACRIFICIO

STIRNER 1

Altro aspetto non alienabile dell´opera di Stirner consiste nella dichiarata ricerca del piacere e delle gioie dell´ unico in lotta contro il concetto e la pratica del sacrificio. Egli osserva infatti che “la consuetudine della rinuncia ha raffredato le vampe del desiderio”.

Lampi che daranno l´impronta all´agire dei Dada di formazione anarchica come Man Ray “vivere per la libertà ed il piacere” ed in seguito dei surrealisti sinceramente rivoluzionari, pochi peraltro, come Benjamin Peret “Tutti gli uomini cercano la felicità” e la felicità “è il motivo di tutte le azioni degli uomini, anche di quelli che si impiccano” (da Pascal). Come gli è naturale, fin dagli scritti minori Stirner lotta con ferocia contro ogni forma di edulcorazione e recupero del piacere “Realmente l´amore è l´ultima e più bella oppressione di noi stessi, la forma più gloriosa dell´annientamento di noi stessi e del sacrificio, la più gioiosa vittoria sull´egoismo” (da “Lo stato fondato sull´amore, considerazioni pregiudiziali” 1845).

Nell´unico invece è più propositivo “O Leide, o Ninon, quanto bene avete fatto a disprezzare quella pallida Virtù! Una libera “grisette” vale mille vergini incanutite nella virtù”. Stirner predice la filosofia del protagonista dello Straniero di Camus che, condannato a morte, celebra i capelli della sua amata e umilia Dio. In Italia è soprattutto Renzo Novatore che sviluppa nelle sue prose, ma anche nel vissuto, il concetto di libertà coniugata al piacere. Poi bisognerà attendere gli anni 80 per veder ripreso il filo di questo discorso interrotto in ambiente anarchico. Un esempio dell´importanza di cui si investe il piacere “qui e adesso” è la pratica diffusasi negli squat italiani della gratuità come azzeramento del valore del denaro ma soprattutto dei ruoli gestore-consumatore, ovvero la “bella vita”.

 

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