IL TEMPO DEI NICHILISMI

TEMPO DEI NICHILISMI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il posto occupato in precedenza da Dio – la regione del sovrasensibile, del metafisico, dell’ideale – e rimasto vacante. Coloro i quali dopo la morte di Dio colmeranno subitamente questo vuoto con la posizione di nuovi valori, diversi nel contenuto ma non nella forma, non avranno affatto compreso la portata dell’evento annunciato dall’uomo folle e si faranno portatori di quello che Nietzsche chiama Nietzsche e il nichilismo nichilismo incompiuto.

Essi, avendo lo sguardo nostalgicamente puntato verso il passato, resteranno nella convinzione che il ≪ciclo assiologico≫ nel quale si passa da un valore ad un altro non si sia arrestato – che, insomma, la dialettica del reale abbia ancora forza propulsiva per avanzare, che la storia non si sia ancora interrotta.

 

Compito del nichilista incompiuto non sara allora, nella sua ottica, di pensare diversamente, ma di pensare ancora, proprio nel momento in cui, morto Dio, le energie intellettuali vengono a mancare e il pessimismo si fa dilagante. Ma ad una siffatta volonta – lo ripetiamo – sfugge il senso ultimo dell’epocale morte di Dio. Il nichilista incompiuto vive gli effetti dell’avvento del nichilismo senza comprenderli o, addirittura, come nel caso del vegliardo di Zarathustra, senza neanche esserne venuto a conoscenza156. La sua ostinazione anti-nichilista – egli si sforza infatti di negare l’evidenza stessa dell’imporsi del nichilismo – e pero, che egli ne sia consapevole o meno, lo stesso catalizzatore e propulsore del fenomeno: come dira Heidegger, coloro i quali ≪se ne ritengono esenti, ne determinano lo sviluppo forse in maniera piu radicale≫.

 

L’anti-nichilista e dunque egli stesso nichilista. Ecco qui di seguito la definizione di nichilismo incompiuto data da Nietzsche stesso in un frammento postumo del 1887:

 

il nichilismo imperfetto (≪unvollstandige≫ puo tradursi anche come incompleto, incompiuto, n.d.A.), sue forme: ci stiamo in mezzo. I tentativi di sfuggire al nichilismo senza trasvalutarne i valorisortiscono l’effetto opposto, acutizzano il problema

Al contrario della prospettiva di decadente ostinazione del nichilista incompleto, l’avvento del nichilismo puo invece essere riconosciuto in tutta la sua concretezza e, quindi, puo essere assunto come un dato di fatto insuperabile: ecco dischiudersi la possibilita di quello che Nietzsche chiama nichilismo compiuto.

 

Quest’ultimo non e direttamente, come ci si potrebbe illudere pensando al nome, il superamento della condizione nichilista, bensi il semplice riconoscimento, senza piu sotterfugi o dissimulazioni, di tale condizione. Con questa espressione Nietzsche vuole semplicemente affermare che la logica intrinseca del nichilismo e stata esacerbata, e stata cioe spinta alle sue estreme conseguenze. Ma cio non vuoldire che si sia pronti per sopportare questa condizione – ed infatti le prime reazioni all’avvento del nichilismo, al di la dei vari ≪sguardi nostalgici≫ al passato e dei vari ≪ritorni alle origini≫ (nichilismo incompiuto), furono reazioni passive e di estrema remissivita che Nietzsche fa rientrare nella categoria di nichilismo passivo.

 

Il nichilismo passivo e appunto una forma di nichilismo compiuto nella quale, nonostante si sia accettata la morte di Dio come un fatto, non si ha pero la forza spirituale per superarla, per trarne una positivita160. Li dove il nichilista incompleto persisteva ingenuamente nel porre un valore supremo a capo di tutte le cose, ignorando completamente ≪il piu grande avvenimento recente≫, il nichilista passivo invece si ritrova sprovvisto sia di quella ingenuita necessaria per persistere nella prospettiva assiologica del passato, sia della potenza richiesta per creare nuovi valori, diversi da quelli antichi. Il posto occupato in precedenza da Dio e vuoto – e il nichilista passivo non ha la forza per riempirlo. Il suo e, dunque, il ≪declino e il ritrarsi della potenza dello spirito≫:

 Il nichilismo stanco che non attacca piu: la sua forma piu celebre e il buddismo: come nichilismo passivizzante, cosi che gli scopi e i valori finora ammessi sono inadeguati e non trovano piu fede – e la sintesi dei valori e degli scopi sulla quale riposa ogni cultura forte si dissolve e i singoli valori si fanno guerra: disgregazione – e tutto cio che ricrea, guarisce, calma, stordisce, viene in prima linea sotto i diversi travestimenti: religioso, o morale, o politico, o estetico, etc.

 

All’estremo opposto, il nichilismo compiuto puo essere anche attivo, laddove ci sia ancora forza per opporsi ai suoi effetti catastrofici attraverso la formulazione di nuovi valori. Ma il problema e che questa forza e una forza di risentimento, ovvero una mera reazione di diffidenza verso i vecchi valori. Questi ultimi vengono ora sostituiti da nuovi valori che pero, a ben guardare, non sono altro che la riproduzione in negativo dei valori del passato.

 

Le posizioni estreme non vengono scalzate da posizioni moderate, bensi da altre, inverse, che siano a loro volta estreme. E cosi la credenza dell’assoluta immoralita della natura, della mancanza di senso e di scopo e l’affetto psicologicamente necessario, quando non si puo piu sostenere la fede in Dio e in un ordine essenzialmente morale.

Il nichilismo appare ora non perche il dolore dell’esistenza sia maggiore di prima, ma perche si trova diffidenza a vedere un ≪senso≫ nel male e nella stessa esistenza. Un’interpretazione e tramontata; ma poiche vigeva come l’interpretazione, sembra che l’esistenza non abbiapiu nessun senso, che tutto sia invano.

 Il nichilismo attivo-reattivo, cosi come lo abbiamo definito, e dunque ≪un segno di forza che non basta a porsi adesso nuovamente in modo produttivo uno scopo, un perche, una fede≫.

Esso interviene nel processo di disgregazione dei valori per puro gusto nichilistico – per il mero piacere di veder crollare i templi del passato. Non ha assunto in se il nichilismo come destino, proprio perche non ha la forza necessaria per farlo. La spiegazione di Katja Galimberti chiarifica al meglio il nostro discorso:

 

Alla base della differenza tra le forme di nichilismo descritte da Nietzsche sta una diversa consistenza della volonta per grado di forza.

Nel nichilismo passivo la volonta si manifesta cosi indebolita che risulta incapace di agire. Essa lascia degenerare cio che, invece, con un suo eventuale intervento, potrebbe evitare la rovina. Questo accade perche il nichilismo e gia presente nella volonta, che quindi risultera assopita.

Nel nichilismo attivo la volonta vuole ancora avere potere sul mondo e si afferma negandolo nella forma del risentimento. E una forma del nichilismo reattivo, la cui attivita si risolve in reattivita, non per la totale mancanza di forza di volonta come nel nichilismo passivo ma per incapacita di intervenire nel processo di disgregazione in vista di nuove prospettive. Il nichilismo passivo e quello attivo-reattivo si differenziano per grado di forza nella volonta, ma il loro esito e ilmedesimo: l’accettazione passiva o reattiva del nichilismo

 

Nietzsche vuole evidentemente oltrepassare sia il nichilismo passivo, sia quello attivo-reattivo. Come? Attraverso la creazione di una prospettiva forte, lucida e propositiva che egli chiama nichilismo attivo estremo o nichilismo estatico. Questa e, come vedremo nel prossimo capitolo, la sua risposta alla morte di Dio – questa e la sua responsabilita, il suo atto etico di fronte al nichilismo.

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