IL TERRIBILE AUTORITARIO E LA FEROCE UNIONE DEGLI EGOISTI (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

“Tutto è insignificante, fluttuante, illusorio e fallace, come un miraggio. Puoi essere orgoglioso, saggio, e bello, ma la morte ti strapperà via dalla faccia della terra esattamente come se tu fossi stato un topo nascosto sotto il pavimento, e i tuoi posteri, la tua storia, i tuoi geni immortali bruceranno o geleranno insieme con il globo terrestre…”

Mi è stato sempre sul cazzo il pensiero di Ayn Rand, la tipica individualista con la figa nel cervello..(si diceva “cazzo per cervello”, per i poveri maschi).

Chi è Ayn Rand? Una che è ha mischiato merda e oro, oro e merda, non si capisce che cazzo volesse dalla vita…

leggete un attimo:

“Ogni grande orrore nella storia è stato commesso in nome di motivi altruistici.”

Ogni grande orrore, come la tipa in questione la definisce, è stato commesso per predominio, per godere del proprio potere, per imporre una verità, che definisse, qualcosa che non esiste…una verità assoluta.

“I grandi uomini non possono essere comandati.”

I grandi uomini, non possono essere comandati, perché vogliono comandare, e vogliono sottoporre gli altri, al loro comandamento..

E ancora:

“La diffusione del male è il sintomo di un vuoto. Ovunque vinca il male, è solo per incapacità, per il fallimento morale di coloro che evadono il fatto che non possono esistere compromessi sui principi fondamentali.”

Brava, finalmente l’hai capito, e siccome la frase di prima, sembra essere l’incontrario di quest’ultima, allora che cazzo sta a dire? I principi, i compromessi…

“Non si tratta di scegliere tra il sacrificio di sé e il dominio sugli altri, ma tra indipendenza e dipendenza [… ] L’egoista è colui che ha rinunciato a servirsi in qualsiasi forma degli uomini, che non vive in funzione loro, che degli altri non fa il primo motore delle proprie azioni, dei propri pensieri e desideri, che non ripone in essi la fonte della propria energia…”

Si, certo, invece l’egoista, quello che lotta per la vita e la morte, per conquistare e dominare l’altro, gli altri, per fare prevalere il proprio progetto Unico, sugli altri, ha rinunciato “solo” a esistere come essere umano, come costrutto idealista, fantasma-idea fissa, e invece si serve, eccome, degli altri, li ha posizionati, li ha resi sue proprietà, e ne vuole succhiare l’energia..li svuota e li usa, e poi li butta, quando e come vuole..

Qual’è la materia del contendere?

Ho preso spunto dalla tipa sopra, e approfitto degli affini, che hanno posto un testo, sulla confusione in ambito idealista rispetto a Stirner. Come “giustamente” hanno espresso, dire che Stirner è anarchico, è fare una forzatura ideologica. Ma anche su questo, posso dire, che in effetti, l’Unico di Stirner, è facilmente prendibile, perché è un libro specifico, pregno di particolarità non identificabili e di difficile ripetizione…manco l’autore in questione avrebbe potuto farne una replica, per cui, personalmente, non lo considero anarchico, ma poi me ne fotto di chi dice che lo è….

Da questo, vado avanti, e prendo occasione per polemizzare con una pagina facebook, chiamata “Anarchia senza aggettivi”.

Già in passato, se non ricordo male, ci furono, alcuni di questi idealisti, che scrissero che essi, si definivano “senza aggettivi”.

Ma l’oggetto del contendere non ha che fare esclusivamente con l’espressione generica “senza aggettivi”, ma sul fatto che la pagina in questione, suggerisce, parlando di Egoismo Unico, insistendo sul fatto che se un Individuo si definisce distintamente, diviene particolarmente specifico, e dunque, Unico; ma secondo tal esseri, essere specifici, sembra abbia a che fare con l’espressione “senza aggettivi”.

Metto subito le mani avanti, e affermo, che per me, ogni individuo nella società è un egoista, ma non è potenzialmente Unico. Quello che voglio dire, è che, il mischiare una cosa, la parola, l’aspetto di un termine rispetto a un altro, non è una cosa strana, perché come dice il miglior detto che ho mai conosciuto: “ognuno porta acqua al proprio mulino”.

Dire, che questi idealisti senza aggettivi, sono confusi, e promuovono la loro genericità con l’Egoismo Unico, non è per forza, il risultato coerente e razionale della definizione delle cose e del loro significato posto nella società.

Cioè, non mi sto buttando sulla definizione precisa e etimologica del termine “senza aggettivi”, annessa e/o contraddittoria all’Egoismo Unico.

Ma non per questo anelo, al rispetto delle parti, perché ripeto, se no cadrei in una sorta di identificazione con l’eguaglianza.

So, sappiamo, l’abbiamo affermato innumerevoli volte, che il linguaggio, è espressamente usato, per sopravvivere nella società, ma anche per prevalere egotisticamente.

Quindi, buttarsi su un dibattito amorale, per criticare aspramente il mischiare le cose, non è, e non ha, una definizione precisa, che ricade con il prodursi di linguaggio, ma è solo, e soltanto, per prevalere su l’altro o il resto dell’umanità.

Allora- sicuro- con questo, le persone, come leggeranno, questo mio esprimere il dibattito amorale? Vuoi prevalere, per cui, l’altro sta dicendo una verità, vuoi vincere sull’altro, per cui riconosci che l’espressione “senza aggettivi” è contraddittoria rispetto a “Egoismo” o “Unico”.

Non è così, riconosco che le parole, come mia crescita personale, hanno un determinato e preciso significato, ora, come lo avevano in maniera diversa, in altri contesti storici. Nel riconoscere il significato e l’espressione delle parole che determinano una frase che completa un testo, appuro esclusivamente che mi servono per arrivare a un punto focale, a un obiettivo, e non che queste determinano, che allora, se hanno un significato, hanno anche una verità oggettiva.

Se a me servono, per arrivare a un obiettivo, che è quello di prevalere, per questo, sarò in contraddizione, rispetto al fatto che affermo, che non esiste una verità oggettiva?

Per nulla, le uso, perché so che cosa significano, ma non le riconosco come verità che appura, che quello che sto dicendo, è indubbiamente qualcosa che esiste veramente.

Mi servono, le parole, il linguaggio serve, e lo uso egoisticamente, per arrivare a prevalere su un altro, o su altri, sul resto dell’umanità. Pensare o credere, che non sia così, è allora come dire che esiste una linea retta dove si pensa di poter discutere e argomentare, dove se io uso un espressione ci sia per forza di cose, il suo contrario, il famoso dualismo di base.

Come poter distruggere tutto questo? Anche qua, posso dire, che cerco di oltrepassare tale aspetto, affermando, che posso distruggere il significato di un concetto, ma se voglio distruggere il prossimo, non entro in contraddizione con la distruzione, perché porto a compimento, con le parole, e il linguaggio, la distruzione dell’altro.

A me le parole, il discorrere, il fare uscire dalla bocca un suono che in maniera articolata viene chiamato linguaggio, serve esclusivamente per vincere su, non solo chi mi si oppone, ma anche su chi voglio conquistare. Potrei andare dritto come un treno, e incominciare a produrre suoni verbali che altri non capiscono, lo farei con godimento, ma Ora, uso l’opportunità di espressioni verbali, che non riconosco come vere, ma lo faccio esclusivamente, per dominare sul resto dell’umanità.

Chi tra i vari Egoisti, Egocentrici, Egoarca, Egolatra, non ha mai pensato di dominare sul resto dell’umanità?

Io vivo in questa società, so che strategicamente usare un espressione, rispetto a un altra, mi può fare avanzare, ed è per questo che la uso, ma dire “grazie e buongiorno”, per me non significano un bel cazzo. Quante volte abbiamo sentito la locuzione “non so perché l’ho detto!” ? Questo dimostra che non esiste né verità né realtà, come sappiamo essere, ma per questo, per conquistare e godere, si deve usare il linguaggio.

Il linguaggio è solo esclusivamente un produrre di suoni, che so essere posti e posizionati in un certo modo, so che hanno un significato che porta a un risultato, che è quello che a me serve, ma dire “ho detto la verità”, riporta a come prima, dove Io sto solo affermando una verità/non verità. Per questo se sto affermando una non verità, allora esiste l’opposto che si chiama “verità”? Per nulla, perché affermare “io sto dicendo la verità”, significa che Io sto affermano qualcosa che per me è vero, ma per qualcun altro potrebbe essere totalmente falso. Non è però un sistema di appurazione della contraddizione.

Per cui la contraddizione non esiste, ma esiste il dire, che possa esistere, che ci sia un lato A e un lato B, un dritto e rovescio, un si e no, un bene e male, solo perché a Me serve, e serve perché la Mia verità prevalga su un altro.

Voglio fare una critica breve, su qualche affine, (che so accetterà), e sull’idea del relativo. Come prima esprimo la mia critica non portandola su un bene e male dualistico, ma sapendo che posso arrivare a un obiettivo egocentrico. Dire che le cose che si vedono, odono, sentono sono relative, a volte è un espressione che non fa emergere l’Unicità, non perché non si possa usare, per arrivare a centrare una vittoria, ma perché l’Unico riconosce solo se stesso, e affermare che esiste un relativo, che sia anche il Mio relativo, fa depotenziare l’Unico. L’Unico per Me non può ammettere il relativo, perché ammetterebbe che esiste qualcosa che è differente da un altro, dividendo l’unico in più parti. So che gli affini, lo usano esclusivamente come espressione diretta per prevalere, ma volevo fare questo breve assunto.

Ritorniamo a come io riconosca l’uso del linguaggio, ma non ne approvi il nucleo totale dell’espressione argomentata, che è sostanzialmente la verità enunciata in espressioni verbali. Io uso, come sopra, la parola, che forma una frase, è che finisce per totalizzare un testo, ma la prendo come un pezzo di carta che dopo posso essenzialmente bruciare. Bruciando la totalità delle espressioni che uso, mi muovo, e origino un continuo cambiamento di prospettiva. Uso un espressione verbale, solo perché so che mi serve in un contesto di un certo tipo, ma nego che sia la totalità della mia Unicità. La Mia Unicità è composta da una serie di unioni e disunioni, che per essere totalmente Mie, devono essere possedute, triturate nel profondo del mio Io.

Misantropia, Nichilismo, Terrorismo, Pessimismo, Distruzione, Egoismo, fanno parte del Mio “DNA”, sono parte integrante della mia in/esistenza, ma come li considero rispetto a sopra? Servono solo per comunicare? Oh sono qualcosa di più?

Di nuovo, si deve arrivare a questo assunto: se Io voglio dominare il resto dell’umanità, se Io voglio che la mia specificità prevalga sull’esistenza di un altro, degli altri, se questo viene “inteso”, si capisce che “giusto e sbagliato”, non valgono nulla, in confronto al mio agire.

Io esprimo il tutto e all’incontrario il tutto.

Tutto esiste e niente esiste, il contenuto di una parola è vuota ma riempito da Me, dall’agire rispetto alla società.

Misantropia, Nichilismo, Terrorismo, Pessimismo, Distruzione, Egoismo, sono parte di me stesso, perché il riconoscere la loro esistenza come definizioni, me li fa approvare, come massime espressioni, dell’agire, del vivere, del distruggere.

So che significato hanno, perché l’ho appreso nella mia crescita personale, e dato che quello che producono/distruggono, mi fa godere ampiamente, allora appartengono, a quelle che tra le definizioni, preferisco.

Sono definizioni, e hanno un significato, che io da Unico, approvo, e sopratutto, sono si, espressioni verbali, ma dato che considero l’ignoto, l’oscuro come parte integrante, di me stesso, potrei dire che ne disconosco la loro esistenza verbale, e disconoscendole, sono qualcosa che si disintegrano dentro la corazza di Me, dell’Io appartenente. Sono parte Oscura, che non è tangibile, ma che sento crescere ogni volta che i significati di queste espressioni, mi colpiscono profondamente. Disconoscere come il rifiuto di riconoscerle e rappresentarle nella realtà.

Le riconosco disconoscendole, come espressioni verbali, ma sono occultamente sperimentate dentro di me, che significa, che ho avuto sempre uno strano sentore di averle profondamente dentro la mia in/esistenza.

Qui non si tratta di razionalizzare, ma di un anagramma che percorre il profondo del mio Io, questo anagramma si unisce e disunisce dell’esistere dell’essenza distruttiva della Misantropia come il Nichilismo, il Terrorismo come il Pessimismo.

Sono dentro Me, e se nel mio percorso, sento che sono e vengono usate come espressioni essenzialmente verbali, inserite come tramite per un linguaggio convenzionale, ritorno a dire, che sono come gusci vuoti, che posso usare, come sempre, come sopra, senza passare attraverso la cosiddetta contraddizione.

Ma arriviamo al contendere del Mio dibattito amorale (uno scontro feroce senza nessuna regola):

Leggete cosa diceva Don Errico Malatesta sull’anarchismo/idealismo senza aggettivi:

«Per conto mio non vi è differenza sostanziale, differenza di principi tra “individualisti” e “comunisti anarchici”, tra “organizzatori” e “antiorganizzatori”; e si tratta più che altro di questioni di parole e di malintesi, inaspriti ed ingigantiti da questioni personali. (…) Ed in quanto all’organizzazione o alle organizzazioni nel senso del partito, vi è forse chi vorrebbe che gli anarchici restassero isolati gli uni dagli altri? Certamente che no. (…) Io dissi che “nei loro moventi morali e nei loro fini ultimi anarchismo individualista e anarchismo comunista sono la stessa cosa o quasi”. La questione, secondo me, non è dunque tra “comunisti” e “individualisti”, ma tra anarchici e non anarchici.»

È bravo il prete anarchico Malatesta…cosa direbbe il Terrorista Anarchico Émile Henry, che finì per avere un intenso dibattito con il succitato?

E gli Anarco-Terroristi Mariani, Boldrini, Aguggini, che con la strage del Diana, involontariamente lo salvarono da uno sciopero della fame, che sarebbe finito con la sua dipartita?

Dite che sono cose dimenticate, che appartengono al passato? E invece no, stiamo vedendo che sono tornate d’attualità, solo che hanno elementi in parte diversi.

Ma il mio testo, non vuole dibattere amoralmente, delle tendenze attuali nel giro anarchico, ma prendere spunto, dagli affini, per agire e declamare: fino a quando si tratta del prete-politico Malatesta, in un periodo, affermiamolo, in cui gli anarchici erano qualche milione in più di quello attuale, allora va bene, l’ha detto un personaggio, che si è salvato il culo, grazie a dei Terroristi -e ricordiamolo- Individualisti Anarchici.

Ma ora si legge, che l’anarchia senza aggettivi, viene inserita in un contesto di Egoismo Unico, ed è qua che arriva l’inghippo: perché, per come?

Non ripetendomi rispetto a sopra, mi viene il dubbio che qualcuno di questi Egoisti che si definiscono anche Unici, abbiano preso una strada sicura, portandosi dietro semplicemente il libro di Stirner.

In essi si ravvede la sicurezza dell’espressione: “Unico”.

Quindi facciamo un rapido calcolo, un Unico, per tal persone, è uno che non ha aggettivi, perché aggettivo, viene considerato l’Individuo Proprietario..se uso troppi aggettivi, esalto troppo me stesso, riconduco tutto a me stesso, posso inoltre definirmi l’Unico che davanti a se, non ha pari, ne regole, ne leggi, ne un cazzo di nulla che lo possa fermare…

Siete per caso diventati totalmente Egoisti, o state confondendo l’anarchia e l’eguaglianza con l’Egoismo Unico?

Quando ho letto, su questa pagina facebook, l’accostamento improprio di Unico e senza aggettivi, mi è sembrato di leggere il prete-politico di sopra, mi è sembrato di leggere l’aspetto politico dell’esprimersi, perché si, esiste anche il linguaggio politico, che questi “anarchia senza aggettivi”, usano a tal proposito.

Dunque, se l’Egoismo Unico, non ha aggettivi, sembra debba avere un esistenza non propria, che annulla l’Individuo Proprietario e le proprie conquiste. Debbono sapere gli affini di altri luoghi che non sia l“Italia”, che qua, ci sono innumerevoli fautori della teoria: Unicità-libertà.

Si pensa che Unicismo sia un espressione direttamente proporzionale a quello di libertà. Io non ho leggi, o stato, ne dio, ne altro..dunque questa Unicità si trasforma in una totale libertà.

Per questi transfughi dell’anarchia, la libertà personale (termine talmente impersonale, da essere usato da “cani e porci”), sembra possa essere appaiata, accostata a quella dell’Egoista Unico, o tutt’al più a Stirner.

Per cui questo Unico senza aggettivi, non anela alla conquista di nulla, se non quello di rispettare gli altri, come quello che ti arriva davanti in strada, e nel mentre che questo sconosciuto va a cena, il senza aggettivi, lo saluta, e pensa, che questa si che è libertà, non ha calpestato, non i suoi diritti come cittadino, ma come umano, con la sua esistenza di leggi e valori. Il senza aggettivo produce la sua unicità, semplicemente non facendosi incasellare- così dice di affermare- in sterili categorie, perché essendo unico e libero, che senso avrebbe definirsi specificatamente?

L’Unicità, che presuppone la conquista di qualcos’altro, si divide in più parti e in più pezzi, perché la libertà offerta all’altro, diviene una propria divisione, che diventa la divisione dell’altro, con l’altro che si divide per un altro e cosi via…

L’Unicità deve essere per forza di cose senza aggettivi, perché se no come potremo esprime una sostanziale libertà? Libertà significa essere libero o lasciare gli altri liberi di esserlo?

La libertà del presunto unico senza aggettivi, è il fatto che tutti siamo- o potremo essere-unici, non ci devono essere troppe differenze, perché la libertà ha un unico fine…qual’è? Quello di essere libero. Per essere libero, gli altri devono essere lasciati liberi di esserlo, devono poterlo scegliere, nelle condizioni adatte per farlo, e se non lo fanno, è perché forse hanno qualche idea temibile e terribile di Autorità?

L’Unicità in questo caso, diventa la libertà anti-autoritaria, di potersi esprimere, e anche se l’altro ha un idea divergente, non deve intaccare, quella che Io definisco “comunità”.

Non l’Affinità e l’Unione degli Egoisti, ma una comunità libera, con mille e più che mille clausole di chiusura nella totale predisposizione alla libertà.

Io sono Unicista, te sei unicista, noi siamo unicisti, perché usare degli aggettivi, troppo specifici, troppo personalistici?

Qua si scade, o si scadrebbe, in quella temibile e terribile Autorità, che nessuno di questi senza aggettivi vuole…

L’individuo senza aggettivi, non personalizza il proprio agire, ma rende l’Egoismo Unicista, qualcosa di così comune, da poter essere usato, da qualunque persona, si affacci all’uscio della più vicina biblioteca anarchica.

Hanno o no questi senza aggettivi, la libertà di definirsi Egoisti Unici?

Secondo la loro predisposizione a lasciare libera la libertà, certo, chi si libera può saltare sul carro dei vincitori….esiste o no in questo caso, una comunità di individui liberi, che si contrappone alla feroce e terribile Unione degli Egoisti?

Il senza aggettivo, semplifica: sei vuoi diventare libero, devi unirti con altri esseri liberi, e se non lasci libero l’altro, divieni, per forza di cose Autoritario.

Libertà e Autoritario, non possono essere posti, in nulla e in comune (da qua “comunità”), per cui chi vuole o crede che le relazioni personali e interpersonali, in giro, per strada, a casa, o da altra parte, siano autoritarie: che Io possa unirmi solo per quanto voglio, che possa sfruttare gli agi degli altri, che possa essere amico e poi ammazzare questo mio amico perché a me conviene, è da combattere.

Quindi la lotta è tra la comunità libera dei liberi unici e i feroci Autoritari che si uniscono in un amorale Unione degli Egoisti.

E tra l’Archista che persegue esclusivamente il proprio appagamento personale, e non guarda in faccia a nessuno, se non per mera strategia, e l’unico per la libertà personale, che vuole essere libero, ma lasciando la libertà agli altri di scegliere di esserlo. Certo, quando si vede cos’è l’attuale società odierna, viene qualche dubbio, che questi senza aggettivi, non siano gli ennesimi intrallazzatori politico-ideologici, che promulgano una speciale idea di morale.

Perché dunque, senza aggettivi? Proprio perché questo idealista che si unisce a una sorta di egoismo, è alla fine un semplice anti-autoritario, travestito sotto la veste di un estremista Unico. Vuole far intendere che essere liberi, significa essere Unici, ed essendo unici e liberi, si finisce per essere anti-autoritari.

Anti-autoritario significa specificatamente, non perseguo un idea, che oltrepassi il rapporto-binomio, bene/male, riconosco l’esistenza di altri unici, non come Individui da conquistare o assoggettare, o usare, o (anche) facendosi usare, ma come soggetti liberi di scegliere cosa poter fare della propria vita…anche se qua, il senza aggettivi, cade nella sua stessa trappola, perché quando c’è da fare i conti, con la censura, la morale, l’etica, e svariati e innumerevoli regole, che cadono sempre a rappresentare, quello che alla fine fa la stessa società cosi fortemente odiata, mette dei paletti degli steccati, non scelte egocentriche e specificatamente uniche, ma prese di posizioni che partono fortemente influenzate alla fine, da quelle portate avanti dalla società stessa.

In questo modo, Stirner diventa anarchico, e come qualche affine ha già espresso, il fascista o il non-anarchista, non può definirsi in nessun modo Stirneriano, o non può prendere parte a un progetto- che ne so- che si chiami “i Stirneriani fascisti”, o “Autorità Stirneriana”.

Specifichiamo che l’Egoismo Unico/Ego-arca non è per forza Stirneriano, ma è particolarmente autoritario.

Autoritario non piace? Pazienza, Stirner, non sembra comunque fosse tipicamente anti-autoritario.

Questa “libertà”, parola tanto semplice come vuota, è l’aspetto che piace così tanto a questi senza aggettivi, li sprona a far si, che anch’essi, usino una buona dose di Autoritarismo, o Archismo, facendo diventare Stirner e l’Unico, per forza anarchico.

Anti-autoritario, perché l’Unicità, presenta, per i senza aggettivi, la più grande forma di libertà, e se libertà significa, essere liberi di vivere, ci chiediamo allora dare la morte, che significa per essi? Dare la morte, significa essere autoritari, almeno che non ci sia un idealistico contenzioso, fatto di prove certe, che il morto sia, un aggressore, un soggetto che con le proprie azioni, si muove su un terreno di autoritario contro anti-autoritario.

Che succederrebbe se Io dessi la morte a qualcuno di questi senza aggettivi?! Sarei un Autoritario non più Unico, ma asservito al dominio di Uno sull’altro.

Dominio, come termine, non può avere a che fare con l’immensa trasposizione dell’Unico che diviene libero totalmente. Libertà per essere tutti liberi.

L’Autoritario è quel terribile individuo, che essendo preminente, non sorride, non è felice, non ha serenità d’animo…è un bruto senza anima, una bestia inumana.

La contrapposizione, dunque va a cadere nella semplice ma partecipe proposta di guerra all’Autorità, perché se la più grande forma di Unicità, è la libertà, la non-libertà è l’Autorità, e per essere più specifici- l’Autoritario.

L’Autoritario, l’individuo che crede nell’Autorità, quello che non ha problemi a dire “Io sono il Capo”, è allora, il soggetto che si spinge oltre, ma non perché crede a un sistema di valori che debba essere autoritaristicamente generalista, come un azienda con il proprio organico a forma piramidale, ma perché afferma, che l’autorità fa parte naturalmente dell’Individuo Egocentrico, che l’Egoismo Unico è autoritario, perché nel peregrinare, nell’incontrare altri individui, e sapendo che tutti gli individui sono egoisti, incapperà per forza di cose, in un incontro/scontro. Non c’è bisogno esclusivamente di odiare il nemico, il Misantropo Egocentrico, odia tutti, e ama se stesso, per cui, come non può incontrare o incappare in un altro individuo, e non volerlo “fare”, sopraffare, subordinare, ferire, ammazzare, renderlo schiavo o docile?

Può un Misantropo Egoarca “amare” l’altro, se ama altezzosamente se stesso?

Non si tratta del buono e del malvagio, si tratta di un Odio che è specificatamente autoritario, che è primariamente altezzoso, il Misantropo Egocentrico si considera il centro del mondo, come non può approcciare in maniera autoritaria verso l’altro, e/o non volerlo conquistare?

Non è la guerra dei poveri contro i ricchi, dei comunisti contro i fascisti, degli anti-autoritari contro gli autoritari, ma è una guerra totale- tutti contro tutti!

È dato che il Misantropo, il Nichilista, il Pessimista, il Terrorista, fanno parte del mio “DNA”, dunque riconosco l’Autorità come presupposto per vivere, ma la Mia Autorità è qualcosa di particolare, specifico, delle “giacche e le cravatte” e dei manager, posso farne solo carne morta, e non per un’idea classista, o di antagonismo politico, sia chiaro.

A che punto siamo del contendere?

Abbiamo, siamo arrivati, ad approfondire, che esistono due parti e dunque una contrapposizione: Egoista Unico temibile e terribile per una feroce Unione degli Egoisti contro egoisti anti-autoritari che pretendono che tutti si possa essere liberi.

Con questo, siamo a un buon punto, ci vuole una sana contrapposizione, perché non se ne può più di vedere, leggere, questi filippiche di gente che mischia l’Egoismo Unico, e la libertà con l’anti-autoritarismo.

Il senza aggettivi, dunque, è un anti-autoritario travestito da Egoista Unico, a volte da Stirneriano, che ha letto Stirner quando poteva, ma ne ha fatto una specie di bibbia/sermone: l’Unico ha inventato la più grande forma di Egoismo: la libertà totale.

Quando c’è da tirare fuori, la consueta omelia, questi personaggi, approfittando del vuoto, che si è creato nel loro giro, approcciano superficialmente con Stirner e con l’Unico, a volte si fanno avanti e declamano il loro amore per l’Egoismo Unico, o l’Egotismo, poche volte dicono siamo “egocentrici”…perché questo? Perché al primo approccio, seguendo le linee di condotta della morale della società che odiano, non è bello dire, “Io sono egocentrico”…egoista si, ma egocentrico risulta brutto.

Ritorniamo alle prime righe di questo dibattito amorale: quindi se affermo che il senza aggettivi è travestito da Egoista Unico, sto riconoscendo che esiste una certa categoria, che comunque sto confutando che degli individui possano definirsi Stirneriani o Egoisti Unici, quindi mi pongo su un piano simil morale?

No, invece rifiuto di posizionarmi dalla parte di chi è per la libertà, termine che comunque riconduce anche a chi dibatte con un altro o altri individui sulle influenze che l’Unico può aver dato a innumerevoli soggetti. Ma questo, questo dibattere rimane su un piano di libertà, orizzontale, o come lo si voglia definire.

Invece, pur riconoscendo che esiste un pensiero che viene definito Stirneriano, mi pongo non da un lato ne dibatto come se ci si posizionasse da una parte all’altra di un palco, ma essendo Unico, mi è impossibile dividere, e per cui impongo il mio agire.

La differenza tra chi ha scelto una presunta libertà stirneriana e che si unisce egoisticamente solo per i propri fini, è che il primo crede che esista una verità che porta a pensare di poter comunicare in maniera opposta ma orizzontale, e invece Io agisco per portare a me tutto quello che serve per prevalere. Per questo dire “Io riconosco”, non significa posizionarsi in un lato A-bene, contro il lato B-male, ma usare un frasario e una grammatica, un certo tipo di termini, la parola o una frase, esclusivamente per prevalere.

Dunque posso affermare che c’è una contrapposizione, ma come?

Perché uso tutto quello che voglio per raggiungere un obiettivo, che è quello di conquistare l’altro, la persona, che rendo oggetto, pur non riconoscendo veridicamente l’oggettività.

Se affermo una cosa, la posso s-posizionare a mio piacimento, se mi posiziono a lato, lo sto facendo esclusivamente per un interesse primario: vincere sull’altro/altri, ma non credo per nulla, di essere nel Lato A contro il Lato B.

La difformità tra queste definite così “parti” è: l’Ego-arca/Egoista Unico, non crede a nulla, se non nell’usare tutto quello che vuole, e usa il Tutto è permesso per avere la meglio su qualunque cosa voglia possedere. Mentre il senza aggettivi egoista, che cita Stirner, che legge e scrive, che si dice unico, crede nella libertà per se e per gli altri, cioè comunistizza il pensiero che partendo dall’unico, diviene un unico per tutti. Quello che è comune è il pensiero, che viene definito libero, quindi essendo libero, non può essere incasellato, ma perché questo? Perché se no darebbe un aggettivo troppo specifico, ridurrebbe tutto, non a una vera libertà, ma alla totale conquista dell’Egoista Unico, senza che ci sia un limite approvato.

E mentre questo anti-autoritario travestito da unico, si dice libero, e pensa che gli altri debbano esserlo, pone, chi invece vuole sfondare le barriere compensative dell’oggettificazione della vita, e se ne frega dei limiti, come qualcosa di Autoritario.

Io sono libero, te sei libero, tutti possiamo esserlo, ma se l’Egocentrico Unico, è Autoritario, come può dispiegarsi questa libertà? In che modo Stirner può essere “applicato” in maniera libera, se l’Autoritario non crede alla libertà?

Non crede alla libertà, perché sa, che è una realtà descritta, che nella realtà non esiste, ma che viene promossa a giudizio definitivo, perché se uno è libero, significa che anche gli altri possono esserlo. L’Egoista Unico Autoritario, pensa che tutti gli individui siano soggetti all’autorità, è che siano basicamente egoisti, ed è per questo, che previene quello che gli altri potrebbero fare a lui o che lui nella sua distruttiva volontà di potenza vuole attuare: deve conquistarli, deve prenderne l’esistenza, che sia con un sorriso, o con un coltello; quello di cui si discute è molto più sottile di quello che la superficie delle convenzioni sociali promuove. Un sorriso può essere una conquista molto più sottomessa che un coltello puntato alla gola.

Andiamo al dunque: l’Autoritario, sa che gli altri vogliono esserlo, apprende che l’altro, è un egoista, ed è per questo che quando Io dichiaro, che i senza aggettivi, alla fine sono anti-autoritari, sto affermando, che alla fine vogliono sempre imporre qualcosa a Me, ed è una sfida, una battaglia, che impone o vuole imporre una verità definitiva: i senza aggettivi, sono implicitamente autoritari nel definire la loro anti-autorità, anelano alla libertà quella vera, quella piena, di quella che loro definiscono con delle qualità maggiori, rispetto a un terribile Autoritario e la sua feroce Unione degli Egoisti.

Volendola specificare e affermarla, significa che la vogliono imporre a quello che per essi, è il nemico, ed è per questo che dicono che Stirner alla fine promuove la totale libertà.

Dicendo che l’Unico afferma la totale libertà, promuovono non una specificità per l’individuo che attacca un altro individuo, che sia alla sua altezza o no, ma che essendo liberi, per forza di cose, non ci possono essere aggettivi troppo personalistici, troppo specifici, troppo Unici. Usare troppi aggettivi, significa essere Autoritari, perché essere troppo particolari, significa voler portare a compimento una conquista, ma la totale libertà, lascia gli altri liberi di decidere, che cosa possono o vogliono avere dalla vita; possono in questo modo essere individui, che se non seguono pedissequamente lo Stato, sono particolaristici, è che ognuno di essi in potenza lo può essere.

Sono in pratica, una democrazia egualitaria di molteplici io, che dividono se stessi, per dare la giusta libertà, a quelli che loro credono, avere in sé, una specificità, una particolarità, ed è per questo, che se esiste, questa libertà come possono essere Autoritari? Si definiscono unici ma sono moltitudine, questo grazie alla parola “libertà”.

Arca

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