INDIVIDUO NARCISISTA E INDIVIDUALITÀ EMPATICA (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

http://orode.altervista.org/nechayevshchina-guerra-occulta/

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Spronati da Uomo-Mostro, della Casa Editrice Nichilistica “Avyssos”, riproponiamo un testo che separa nettamente, non in maniera dualistica, L’Individuo Egocentrico che persegue esclusivamente il proprio “obiettivo egoico” e Unico, non divide ne condivide, e l’empatico, che crede di essere un singolo, ma poi con-divide, si divide ponendo, e facendo intendere, che ogni individuo può essere un Unicista, con le proprie peculiarità, con le proprie specificità, cose che ci sembra un enorme cazzata…in un periodo fecondo per la caccia al Misantropo Terrorista e Egoista* questo testo, ci sembra di fondamentale importanza, per distinguere e separarci, per continuare una guerra occulta, che faccia emergere- ad ogni testo, attentato, nota musicale, il Kaos Distruttivo e incontrollabile, che passa e distrugge tutto quello che gli viene incontro, mangiando e cagando nel fosso dell’umanità, i valori e le categorie morali!

Ghen

* In un chiacchiericcio costante, che passa dallo xenofemminismo a come fermare i “fascisti” dello Stato Islamico, sembra ci siano innumerevoli “dibattiti” in corso per decidere che cosa fare, con i Misantropi Terroristi e Anti-politici, che rovinano il buon nome degli idealismi. Attendiamo smaniosi, delle risposte, in tal senso…

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“Io non sono un io accanto ad altri io, bensì l’io esclusivo: io sono unico”

La coscienza, nella realtà veridica, ingloba l’esterno “reale”, e interiorizza il modo di pensare o percepire l’oggetto nella contesa in soggetto.

Contesa che confronta esternamente il motivo per cui si deduce il fattore della questione che interroga la disputa dell’oggetto e che valuta la circo-stanza attraverso il porre l’oggetto nell’eventuale soluzione e finale del problema.

La coscienza è un senso interno che sviluppa il suo valore, attraverso la visuale che disciplina il nostro modo di pensare “esterno”?

Oh è un imposizione attraverso secoli di dominio morale?

Per me- è una”abitudine”-come scritto su un testo- una forzatura insita dentro il “me stesso”- è che si sviluppa e rende fecondo il nesso del senso dato alle cose.
Il senso che io annetto attraverso la relazione tra quello che “vedo” e quello che percepisco nel vedere l’oggetto della questione, mi rivolge il suo morboso artigliare di “colpa”, se e nel caso, agissi contro un valore universale, che è dentro a una catena di consequenziale “verità”.

Il concernere quello che è conseguente districa e svolge la sua domanda, volta al distinguere la rivelazione e l’esplorazione del modo di porre il “senso” dato al produrre di emozioni e sensazioni, ordinate in uno schema all’interno del contesto concettuale.

Annetto e unisco il relazionarmi in una ridda di supposizioni, che comporta e permette al “senso dato alle cose”, di subordinarmi al valore datomi dalla manifestazione di definita e inconfutabile verità, datami.

Voglio con questo affrontare- in maniera insoluta- la battaglia a morte tra l’Individuo narcisista e l’individualità empatica, non evirando di affermare, che la mia visione egoistica, da anche all’empatia il suo tornaconto egoistico.

Come nell’Individuo narcisista, esistono -ancorati – pezzi di “coscienza”, che a volte fermano, la distruzione e l’attacco a quello-che Egoisticamente- è visto come nemico da annientare.

Evitare di dire questo,sarebbe come dare una definitiva “dottrina” codificata in quello che sto affermando. Oltremodo, non è neanche una giustificazione, per sentirsi meglio e apposto-appunto-con la “coscienza”.

Ritornando a sopra, come esistono i Nichilismi, che diversi tra loro, combattono una lotta egemonica, per affermarsi, esiste anche l’Egoismo in mille e mille sfaccettature, che altresì- come sopra- si combatte in una guerra di affermazioni e negazioni, vittorie e sconfitte, verità che si impongono e verità che vengono soffocate dalla stessa imposizione, che regola- attraverso un predominio relativo- chi è stato “sconfitto”.

È una guerra diseguale, dove non esiste l’accettazione come riconoscimento di e della “verità”, ma come sconfitta dove il nemico- in quel momento, per quel momento- ha vinto, e ha reso un’altra “verità, qualcosa che non è vero, perché fallimento del contesto oggettuale, fattivo, dinamico, che rende inerte e schiaccia il resto dei concorrenti, a loro modo partecipanti.

Questo testo -come altri testi-tocca temi sensibili all’umanità intera, come il Terrorismo Nichilista Indiscriminato, l’Estremismo, la negazione del mondo materiale, la distruzione dell’etica umana e giuridica,ecc.

Il testo in questione- passa attraverso questi importanti “temi”- e non esula, o ci finisce vicino..no.

INDIVIDUO NARCISISTA

Nel definire l’Individuo narcisista, voglio specificare, che quello che descrivo, è la “Mia” idea di quello che voglio definire, e non l’idea- come esempio- che finisce direttamente nel concetto psicanalitico dello stesso.

Se poi, io ne sia influenzato (dall’idea psicoanalitica) poco importa, vedo e ingurgito pezzi di materia, di frasi o parole, di significati, segnali e visioni, solipstizzandoli, per renderli Miei. Il partire da un’idea, e apprenderla, per me non ha alcunsignificato – nel momento in cui non esiste più il momento concettuale, di induzione al riprodurre quel significato con il concetto interno a esso.

Esso- il concetto che si propaga e propugna questa verità- o la tal verità, rimane attaccato al “me stesso”, come una ventosa che risucchia alcuni istanti e momenti, nel produrre la logica deduzione, che la “tal cosa”, sia dovuta a immagine della catena di giudizio e idea, principio nel significato in un’ armonica corrispondenza e attinenza.

Il sistema di relazione tra “esso” e il principio, si dipana e trasforma l’ipotesi in un messaggio ottundente, che conduce al corrispondere in concentrici similari, del porre la diversità e l’equità in un contenitore assiomatico.

Perché l’Individuo Narcisista anela a distruggere il sistema di relazioni tra le parti?

Il “Mio” Individuo Narcisista si muove e respira la realtà, in cui vive, e la relativa situazione, in quel momento e nella data situazione “relativa”, agendo, attraverso il mondo a se creato, centro e appartenenza, al primato verso il prossimo, non sdoppiando il proprio Io, avvicendandosi al fatto-re “umano” che si muove attorno a esso.

La situazione relativa, pone davanti alla ricerca di frammenti di Possessione, il suo incedere, l’apparire si fonde nel mutare dell’agire, annientandosi contro il muro del momento vissuto.

Il momento vissuto è il relativo apporsi di distruzione iconoclastica dell’istante presente precedente, che è annullata e inglobato dall’immanente.

Parlando esclusivamente di un contesto di Terrorismo Nichilista e Indiscriminato, relazionato al Narcisismo Egoico, approfondendo la sperimentazione mossa e portata come flusso nel sangue, che cresce,e smuove il muro della compensazione- su questo- innumerevoli esempi possono portare a connettere, quello che una visione superficiale, non sembra possa “pensare”.

Quante volte questi idioti chiamati “umani”, ti hanno additato di “Narcisista”? o “Egoista, che non pensa agli altri”?

A prima vista- prospettiva offuscata da categorie predeterminate e valori artificiali- sembra che il lemma in questione non debba essere contestualizzato e collegato al Terrorismo Nichilista Indiscriminato.

E invece c’entra-eccome- e fondendosi Nientifica la catena di comando della società eguale e moralmente subordinata alla società industriale.

Il valore che si da alle cose che si vedono e pensa-no,vengono inserite nel processo di assimilazione dentro un ambiente artificiale e addentellato alla società tecno-morale.

Non è facile sfuggire a un ambiente dove “comanda” la generalizzazione dell’ambiente fattuale e i principi guida con cui si “vede” una cosa, non da un lato visualmente Individuale, ma da quello metodologicamente annesso e connesso con il valore dei “valori”, che diviene “valore per tutto/i”.

Il valore che penetra dentro il simil/contesto, che è omogeneo in una precisa memorizzazione dell’evento che si è visto -e o vissuto, all’interno di una lente ottica conforme al ruolo relativo e assoluto (assolutamente vero), datosi, in similitudine all’apparire di una prospettiva analoga standardizzata.

In questo ambito, emerge la predisposizione al valutare una cosa, attraverso la lente ottica con-formata all’espressione dualistica delle connessioni artificiali e morali della società eguale.

L’espressione “termine di paragone”, per fare un esempio, contiene -in esso e a se stante- un altra delle artificialità presenti nell’idea “assolutamente vera” della vita e della visione delle cose, perché porta al generalizzare l’esperienza vissuta, in un’ottica di ottimizzazione e su un piano orizzontale.

Paragonare una cosa a un’altra, è convergere l’esperienza di un certo tipo in un sistema generale dell’essere che vive e respira su questo mondo morto.
Anche dire, “non è paragonabile”, afferma il paragone.

Attenzione, rispetto a chi pensa di fare del relativo un assoluto di una verità, la mia esperienza è vita e morte- della contraddizione.

L’ho già affermato altrove, la contraddizione,vive di vita propria, solo se gli si da la catena per essere promossa a valore, che insinua un esperienza vissuta da un Individuo.

Non solo per me non esiste una “verità” come si intende,ma in/esiste la contraddizione, che torna a essere un convergere un idea in uno sfondo di asserzione che assicura al fattore agente- la “parola”-un assoluta “tranquillità” e una predisposizione a rendere ottimale, un rapporto di in-contro – e eventuale scontro- tra due Individui.

L’Individuo narcisista ammazza e sprona nello spezzare la catena di comando, insita nella pro-posizione esclamativa “siamo simili!”.

Il Narcisista e Nichilista, e specificatamente Terrorista, non valuta nulla che sia il valore dettagliato da un esclamazione, più che un enunciazione di similitudine.
Il simile in un Attentato, rimane appeso a un gerundio temporale, che in/esiste, nel momento che le fibre della Volontà Nichilistica, spezzano definitivamente le catene della consequenzialità del-la società eguale, all’attimo dell’esplosione dell’ordigno.

Pensate, come ha scritto l’Affine di Sangue Mictlantepetli che gli ordigni delle Terroristiche ITS (Individualisti Tendenti al Selvaggio) esplodano solo in base a una reazione esotermica?

L’Attentato prodotto che esplode, l’ordigno che e-spande il suo alito di morte, il “tutto” che si e-spande e si disintegra in mille pezzi di Volontà Nichilistica, ha il suo Potere, nelle fibre e il sangue di chi Attenta, e non per una reazione stu-diata scientificamente.

Perché l’Individuo Narcisista, attanaglia e soffoca, il principio derivativo della coscienza, sprona se stesso, a oltrepassarlo, suda e freme, perde attimi e bagliori di lucidità compromessa dalla società in maniera materiale, e colpisce con Potenza Demoniaca il proprio Obiettivo Egoico, comprimendo e volendolo fare implodere, il prisma di valori inoculati nella crescita e con il tempo.

INDIVIDUALITÀ EMPATICA

L’individualità empatica, questo [E]ssere “altruista”, e tanto fottutamente egoista, sorridente in maniera languida. Naturalmente, come sopra, qua parliamo e affermo, l’idea empatica dell’attacco, o comunque dell’idea dell’attentato, o della relazione del tanto vituperato “indiscriminato”, rispetto a questi “gioielli” di semplicità, di solidarietà spicciola, di promiscuità canonica, che fanno le cose, senza voler godere degli effetti del loro attacco, senza dire “IO!”

Nel relazionarsi, in un contesto, di supposizione, di chi sia o possa essere “l’altro”, emerge, ne viene ricondotto, il modulare, il pensiero, che si muove attorno alle cose, come un qualcosa, da sottopor-re a esami, ricondurre il pensiero, a chi è accanto, anche se o forse senza, sentirne il valore, che la società da a un tipo di soggetti in particolare.

Non conoscendo, non avendolo mai visto, prima, o vedendolo all’improvviso per la prima volta, e dandogli l’impresso valore, conduce – porta l’individualità empatica, a rinchiudersi in un re-cinto, fatto di “certe” certezze, di immobilizzazione della visione primaria del proprio Ego, che ca-de nell’oblio del dimenticatoio, quando c’è da fa-re i “conti con la coscienza”. È qua che emerge l’individualità empatica, che non sente ragioni, anzi, ragiona e razionalizza a favore di un dato valorizzato, di una certezza costruita su un utopica legge della compensazione di se stessi, rispetto al “prossimo”.

E qua centrando il termine in questione, nell’attacco, questo empatico, cade nell’illusione, primaria di non volere colpire nessuno..

“Le persone che non c’entrano”, queste moltitudine che l’individualità empatica, farà fatica a riconoscere per strada, ma che secondo un valore promosso, a certezza, deve essere in Assoluto mo-do attuato, pena la caduta e l’esclusione dal proprio “milieu”.

Un attacco, la forza che si da a esso, un muoversi, non può essere -un pensare o avere un attitudine affettiva, verso qualcosa che non si conosce, che non si sa manco che faccia abbia, o che voglia e promuova nella sua misera esistenza.

L’attacco dell’individualità empatica, è un attacco che disistima l’affinità di sangue, che mette dietro di se, la Volontà Iconoclastica, e anche se distrugge, ricostruisce, il rapporto dell’Ente materiale della storia, e della vita, con il presupposto, che “l’altro”, possa avere le sue stesse sensazioni,o idee, o addirittura che si possa fare a meno di tutto questo, e abbracciarsi nell’idea che tutto sia l’uguale degli eguali.

L’individualità empatica, non valuta attraverso le innumerevoli percezioni e sensazioni, esperienze, ma su quello che è l’altro, il prossimo, anche se quest’ultimo, dovesse essere totalmente in disaccordo con un attentato.

Perciò un attentato, diventa lo svuotare di empatia, all’atto dell’agire, e si incarta pecora, attraverso i meandri dell’utopia, basata sulla sensazione che chi non “c’entra”, non c’entri vera-mente, secondo verità giusta e conformante alla regole di base che si sono date, ma: senza aver capito, che queste regole, sono solo la continuazione e la prevaricazione di chi, l’individuo empatico, combatte.

IO NICEVSCINA!

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