INTERPRETAZIONE DEL MONDO

SELETTIVO

 

 

 

 

 

 

 

Per quanto l’aforisma in se risulti chiaro e persuasivo, anche grazie alla grande capacita stilistica di Nietzsche, esso pone pero dei problemi non irrilevanti nel momento in cui si cerca di ricomprenderlo all’interno della precedente critica nietzschiana alla metafisica e del prospettivismo che da essa scaturisce.

 

Occorre infatti domandarsi: Nietzsche sta proponendo qui una sua interpretazione del mondo – la sua personale Weltanschauung, il suo ≪specchio≫ del mondo – oppure sta enunciando uno ≪stato di cose≫ veritiero, la verita che finora l’uomo non sarebbe stato in grado di riconoscere?

In quest’ultimo caso, Nietzsche cadrebbe in contraddizione con se stesso, poiche, partito da una critica radicale della nozione di verita, finirebbe il suo percorso proprio nell’enunciazione della verita stessa. Se egli, cioe, ponesse la volonta di potenza come ≪un sistema del mondo che si contrappone come piu vero ad altri sistemi≫, ricadrebbe per forza di cose al di sotto della sua stessa critiche.

 

Se egli, invece, ponesse la volonta di potenza come una interpretazione del mondo fra le altre interpretazioni del mondo, resterebbe coerente con il suo prospettivismo, pur depotenziando la perentorieta di tale dottrina – la volonta di potenza sarebbe, infatti, solo un modo preferibile di interpretare il divenire delle cose.

 

Ora, analizzando i molteplici testi in cui viene discussa la dottrina della volonta di potenza, si puo notare come Nietzsche oscilli tra le due posizioni, poiche, da una parte, egli si dimostra ben consapevole del carattere meramente interpretativo di tale dottrina219, dall’altra parte, invece, egli avverte la necessita, anche a costo di ricadere al di sotto delle sue stesse critiche, di forzare la mano edi far assurgere la volonta di potenza a dottrina metafisica, al fine di operare quella violenza necessaria al completamento del nichilismo– ovvero il passaggio dal nichilismo incompleto, in cui Dio e si morto, ma non le dottrine teleologico-metafisiche che vorrebbero prenderne il posto, a quello completo, in cui anche ≪l’ombra di Dio≫ e stata vinta.

 

Dopotutto, il pensiero di un mondo senza Dio, retto pero da altri tipi di leggi – siano esse deterministiche, meccanicistiche, materialiste, oppure culturali, spirituali, etc. – e ancora un pensiero, se non liberatorio, quantomeno salvifico, poiche pone ancora per l’uomo un senso da perseguire, che non sara piu il regno dei cieli, bensi la discesa o la costruzione del regno dei cieli in terra.

 

Le motivazioni che avrebbero spinto Nietzsche a ≪sistematizzare ≫ la dottrina della volonta di potenza – che al fondo resta pur sempre soltanto un’interpretazione del mondo – sarebbero dunque storicamente determinate dall’incapacita dell’uomo di liberarsi dalle catene della metafisica: la volonta

di potenza fatta sistema sarebbe dunque quel martello brandito dall’oltreuomo ingrado di liberare, con violenza, l’uomo da tali catene; sarebbe, cioe, la visione che l’oltreuomo impone – vuole imporre – alla realta, per permettersi la liberta necessaria alla transvalutazione di tutti valori.

 

 

Giudicare fino a che punto le cose stiano davvero in questi termini e, soprattutto, fino a che punto Nietzsche stesso pensasse proprio in questa maniera e una questione complessa che forse converrebbe lasciare aperta.

 

Noi vogliamo pero, a conclusione di questo capitolo, azzardare con la dovuta cautela la nostra interpretazione: la volonta di potenza, lungi dall’essere una dottrina metafisica attestante una verita assoluta, e, al pari del pensiero dell’eterno ritorno, uno stratagemma filosofico – un esperimento etico-esistenziale – attraverso il quale Nietzsche vuole porre le condizioni per una metamorfosi dell’uomo verso l’oltreuomo, inteso come quell’uomo capace di far fronte al nichilismo senza sfuggirgli, senza negarlo.

 

Cosi come il pensiero dell’eterno ritorno mirava alla creazione di spiriti in grado di vivere in piena coincidenza di esistenza e senso, lontano da qualsiasi promessa divina o teleologica, allo stesso modo la dottrina della volonta di potenza mira alla creazione di spiriti forti in grado di sopportare il violento caos dell’esistenza – l’idea, cioe, che il mondo non sia, non sia mai stato e non sara mai in futuro conciliazione, armonia, ordine, bensi scontro, incessante sopraffazione, dinamismo, continua creazione, continua volontà di potenza.

 

 

(Visited 12 times, 1 visits today)