LA DIMENSIONE ANTI-SOCIALE DEL SUPERUOMO

VERSO

Nietzsche non riesce, e probabilmente non era nemmeno il suo intento, a chiarire il rapporto tra momento individuale e  momento sociale. A questo proposito risulta interessante la riflessione di Georg Simmel, il quale afferma che in Nietzsche è sempre presente ciò che egli definisce un’ “esigenza psicologica della distinzione”, la quale spiegherebbe l’opposizione di fondo che vi è, in lui, tra valori sociali e valori umani.

Infatti per Nietzsche l’elevazione spirituale del tipo umano non dipende da una conquista da parte della massa ma dal raggiungimento di vette solitarie da parte del singolo.

Tale concezione non si trova neppure in una società di natura aristocratica, nella quale la media dei valori è data dalle classi superiori. Per Nietzsche ogni elevazione delle qualità umane è solo fine a se stessa e non già mezzo per il progresso della società. In poche parole l’interesse sociale è sacrificato all’interesse umano e l’ elevazione dell’individuo dipende solo dalla distanza, in forza della quale ciascuno riesce a separarsi dall’altro. Quindi la grandezza dell’uomo non si misura dalle azioni ma dall’essere altro, cioè dal potersi distanziare dagli altri.

Tale problematica della distinzione mostra chiaramente il carattere anti-sociale del Superuomo: la disuguaglianza e il distanziamento diventano condizioni necessarie e imprescindibili per l’elevazione dell’ essere umano. Ne deriva una sorta di anarchismo dal quale risulta impossibile ricavare una dottrina dello Stato. Non a caso Nietzsche vede un’ opposizione antitetica tra individuo e Stato: non viene mai chiarito dove cessa il diritto del singolo di procedere all’affermazione di sé stesso e dove invece cominciano le pretese della società organizzata.

Zarathustra non parla mai di una misura ma solo dell’amore per ciò che è “lontano”. Il “suo” Superuomo è espressione di Dioniso, che è il Dio dell’ indeterminatezza: esso ama la danza, ama staccarsi dal suolo perché tutto proteso verso ciò che è “oltre”. In questo senso lo Stato rappresenta la sua morte, poiché esso è l’imposizione di norme e vincoli, in lui vi è il compito di strutturare e determinare il rapporto tra il singolo e la comunità.

 

 

 

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