L’AGIRE ANTIGIURIDICO:LETTERA DI GERASIMOS TSAKALOS SULLA NUOVA ACCUSA PER LA CCF

COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO

 

 

 

 

 

TRADOTTO EGOICAMENTE DA SARA ZAPPAVIGNA

La Parola spezza.

L’Agire Antigiuridico spezza e riduce al nulla il componimento sequenziale del sistema penale e delle sue prefiche etiche.

Un limite inibisce la parola che Agisce spezzando il compromesso in un ordine di grado limitante.

Ogni grado impone e implica una riduzione e l’annullamento dell’Agire che sistemizza il porre mentre pone il livello del grado di espressione etica.

L’Etica giuridica è implicata e connettiva all’etica della società valorizzata.

Il membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco- Gerasimos Tsakalos- Afferma la Negazione del compromesso risolutivo della legge e la dottrina giuridica.

 

La rivendicazione non passa e si posiziona in un ordine con un codice e un grado.

La Rivendicazione dell’Individuo stritola e seppellisce ogni regola dirittizzata- sputando in faccia a ogni giudice della società il Suo Egoico Volere!

Potendo e Volendo in ogni momento e al “Presente”Agito.

Oltrepassando in Attacco l’armonia di base in un’ondulazione codificata.

L’Agire Antigiuridico Affermato dai Nichilisti Egotisti della Verein Von Egoisten Ed e Abismo-  è la negazione dell’etica e del limite che inibisce l’Attimo dell’Individuo.

Anti Etico ha- per chi scrive- un Significato di Negazione del diritto- ogni diritto che compone il sistema di bilanciamento equalizzato dalla società del valore eguale.

Per questo- e in faccia al pavido linguaggio  giuridico monocolore – Affermiamo il porre il testo presente in maniera di Affinità Egoica.

ABISSO NICHILISTA

 

 

Dopo la fuga del guerrillero urbano Ch. Ksiros,  la forza anti-terrorismo,  che si promuove  l’elite della polizia del Potere, ha iniziato una caccia alle streghe per vendicare e ristabilire  il proprio prestigio danneggiato.

Contemporaneamente , i media, come gli unici detentori e costruttori di verità, hanno consolidato le loro menzogne attraverso una guerra di comunicazione contro la nostra organizzazione.

 

La propaganda giornalistica questa volta ha scelto di presentarci come “ mafiosi”, “ i boss della prigione”, “secondini” sfruttando un episodio, in cui ci siamo fatti giustizia con le nostre mani (il pestaggio del leccapiedi G. Naxakis)e alcuni testi dei suoi compagni, che espongono situazioni ed eventi, rendendoli fruibili ad ogni possibile nemico ( sbirri, giudici, giornalisti).

Non parleremo più di questo e , se necessario, lo faremo con l’Azione Diretta.

Questo era il clima, quando, il 16 gennaio, abbiamo ricevuto la notizia che K. Sakkas era stato nuovamente arrestato, perseguito per il caso Halandri, a causa di alcune sue impronte che sono state trovate su alcuni sacchi della spazzatura.

Fin dal primo momento, in ogni modo e con ogni tono, abbiamo chiarito che nessuna delle persone che sono state arrestate per aver partecipato alla CCF e che non lo  hanno rivendicato , non hanno NIENTE a che fare con la nostra organizzazione e le nostre pratiche.

 

Abbiamo affermato ciò nei tribunali, scritto questo in comunicati e soprattutto, ciò può essere visto dai diversi percorsi, valori e percezioni, che abbiamo scelto differentemente dalla maggior parte di loro.

 

Per cui, siamo di nuovo qui, in un periodo di una campagna antiterroristica contro la CCF.

Gli sbirri hanno scoperto“ per pura fortuna”, dopo 4/5 anni, un’impronta digitale di K. Sakkas su un sacchetto che conteneva tracce di un dispositivo incendiario, legato ad un caso della CCF.

Gli sbirri sanno la verità, ma essa, semplicemente,  non serve per i loro piani.

La verità è che K. Sakkas non aveva né potrebbe  avere nulla a che fare con CCF.

L’unico collegamento con l’intera faccenda è un vecchio rapporto di amicizia che aveva con me ( che comunque è noto alla polizia e alle autorità giuridiche).

La ragione per cui le impronte di questo individuo sono state trovate ( se trovate) sui sacchetti , sta nel fatto che li avevo usati, prendendoli dalla casa, dove io e K. Sakkas vivevamo insieme.

Per cui è molto probabile che li abbia toccati, perché erano in una zona della casa che entrambi usavamo.

Ma sono stato Io, che li ho portati nella casa di Halandri, dove due compagni della CCF , Haris e Giorgos vivevano, e che li ho usati, senza sapere che la casa fosse sotto sorveglianza dell’anti-terrorismo, per buttare via della spazzatura, incluse alcune parti delle tracce del dispositivo incendiario.

 

So che ogni parola ha le proprie conseguenze e il proprio prezzo. So che  per questa rivendicazione di responsabilità la “giustizia” mi “offrirà” altri 60/70 anni di prigione.

Soprattutto perché non avevano nessuna prova contro di me in questo caso ed è perciò che non sono stato perseguito, in precedenza.

 

Ma c’è qualcosa di più importante di una legittima, storpiata e compromessa  ”libertà”.

E questa è la dignità anarchica, che non si preoccupa  delle conseguenze giuridiche.

 Se un individuo irrilevante, come K. Sakkas, non fosse stato perseguito per questo caso, naturalmente non avrei avuto motivo per esporre le prove della mia “colpa”.

 

Non siamo martiri, in modo da “ sacrificare” noi stessi. Questo atto non è fatto né per un qualche forma di “ gentilezza”, né nel nome della mia vecchia amicizia con questo individuo.

Inoltre, abbiamo fatto una dichiarazione pubblica su K. Sakkas e non lo consideriamo né un compagno, né un anarchico.

Questo, tuttavia, non significa che staremo seduti a guardare mentre sbirri e giudici usano la nostra organizzazione come un ombrello,  al fine di catturare altri compagni  (come l’anarchico S. Mandilas, che è in detenzione preventiva, perseguito per il progetto “Phoenix”, solo perché è stato uno dei pochi che ha ci ha mostrato solidarietà) o per aggiornare penalmente il caso di altri individui irrilevanti e dare loro carcerazioni in attesa di giudizio, senza fare niente.

Perché ora ci sono bugie che si vergognano di sé  stesse, siccome le bocche che le hanno pronunciate non lo fanno.

Questa lettera esprime l’opinione di tutti i membri della CCF e allo stesso tempo è semplicemente la mia dichiarazione politica in relazione con il mio nuovo procedimento penale per il caso Halandri.  

Gerasimos Tsakalos, membro della CCF

 

P.S.1 Poichè il circo non finisce, rendiamo chiaro e pubblico che CHIEDIAMO che i testi scritti dai membri imprigionati  della CCF, non siano pubblicati sul sito alternativo /sinistrorso di indymedia athens, che  è diventato un caffè online per il gossip e per commenti anonimi e diffamatori. Questa è la fine.

P.S.2  Le parole ci possono separare, ma le azioni ci uniscono. Saluti al guerrigliero urbano Christoforos Ksiros.

Membri imprigionati della cellula CCF – FAI/IRF

 

 

 

 

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