L’ANTIPROFETA

ANTI PROFETA

 

 

 

 

 

 

In ogni uomo sonnecchia un profeta, e quando si risveglia c’è un po’ più di male nel mondo…

La mania di predicare è così radicata in noi che emerge da profondità ignote all’istinto di conservazione. Ognuno attende il suo momento per proporre qualcosa: qualsiasi cosa. Ha una voce e tanto basta. Paghiamo caro il fatto di non essere né sordi né muti…

 

 

Dagli spazzini agli snob, tutti prodigano la loro generosità criminale, tutti dispensano ricette di felicità, tutti vogliono dirigere i passi di tutti: la vita in comune diviene perciò intollerabile, e la vita con se stessi più intollerabile ancora: quando non si interviene negli affari altrui, si è così preoccupati dei propri che si converte in religione il proprio io, oppure, apostoli alla rovescia, lo si nega: siamo vittime del gioco universale…

 

L’abbondanza delle soluzioni agli aspetti dell’esistenza è pari solo alla loro futilità. La Storia: fabbrica di ideali, mitologia lunatica, frenesia delle orde e dei solitari, rifiuto di considerare la realtà quale è, setemortale di finzioni…

L’origine dei nostri atti sta nella propensione inconscia a ritenerci ilL’uomo idealmente lucido, e quindi idealmente normale, non dovrebbe avere altra risorsa all’infuori del nulla che è in lui…Mi pare di sentirlo:

 

“Sottratto allo scopo, a qualsiasi scopo, dei miei desideri e delle mie amarezze conservo soltanto le formule.Avendo resistito alla tentazione di concludere, ho vinto lo spirito, così come ho vinto la vita mediante l’orrore di cercarvi una soluzione. Lo spettacolo dell’uomo – quale emetico! L’amore – un incontro di due salive… Tutti i sentimenti attingono il loro assoluto dalla miseria delle ghiandole. Non vi è nobiltà se non nella negazione dell’esistenza, in un sorriso che sovrasta paesaggi annientati”.

 

 

(Un tempo avevo un “io”; ormai sono soltanto un oggetto…Mi imbottisco di tutte le droghe della solitudine; quelle del mondo erano troppo leggere per farmelo dimenticare. Dopo aver ucciso in me il profeta, come potrei avere ancora un posto tra gli uomini?) centro, la ragione e l’esito del tempo. I nostri riflessi e il nostro orgoglio trasformano in pianeta la briciola di carne e di coscienza che noi siamo.

Se avessimo il giusto senso della nostra posizione nel mondo, se confrontare fosse inseparabile dal vivere, la rivelazione della nostra infima presenza ci schiaccerebbe. Ma vivere significa ingannarsi sulle proprie dimensioni…

 

 

Giacchè se tutti i nostri atti – dal respiro sino alla fondazione degli imperi o dei sistemi metafisici – derivano dalle illusioni che ci facciamo sulla nostra importanza, a maggior ragione l’istinto profetico. Chi mai, avendo l’esatta visione della propria nullità, tenterebbe di agire sulla realtà e di erigersi a salvatore?

 

Nostalgia di un mondo senza “ideale”, di un’agonia senza dottrina, di un’eternità senza vita… Il Paradiso… Ma noi non potremmo esistere neanche per un attimo senza illuderci: il profeta insito in ciascuno di noi è appunto il grano di follia che ci fa prosperare nel nostro vuoto.

 

 

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