LE RAGIONI DEL NICHILISMO:PIERLEONE M PORCU- ED.CERBERO

LE RAGIONI DEL NICHILISMO

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto quel che sorge è giusto che rovini” (J.W.Goethe, Faust)

Il segno più tangibile della nostra epoca è dato dall’emergere nel sociale di forme della violenza nichilista come fatto interno alla logica di sviluppo delle società post-industriali dominate dagli apparati tecnologici del controllo informatico. 

Ai profondi mutamenti economici, politici e socio-culturali,

 

apportati alla struttura societaria dalla rivoluzione tecnologica in atto, ha fatto riscontro una radicale messa in discussione dei “grandi racconti moderni” e, con essi, di tutte le ideologie.

L’idealismo, l’illuminismo e il marxismo -che dei primi due è una mirabile sintesi – si sono rivelati, nel loro realizzarsi storico, come “grandi falsi”, non solo perché si sono contraddetti rispetto agli originari fini emancipativi, ma perché sono risultati strumenti adeguati delle classi privilegiate raccolte attorno agli apparati di dominio.

 

Questo, da un punto di vista rivoluzionario anarchico, è un fatto positivo, mentre non è positivo il concetto determinista di crisi-dissoluzione irreversibile, puntualmente rispolverato e immesso nel mercato delle idee da coloro che passano per i filosofi più critici e meno fossilizzati, in quanto si presentano sotto le attraenti e creative vesti di filosofi antisistematici. Costoro hanno applicato quest’ultimo concetto ai “grandi racconti moderni” concludendo con l’affermazione che nella società dell’informazione non sarà più possibile alcun loro ricostituirsi sia pure sotto forma di “racconti post-moderni”, come pure non sarà possibile alcuna nuova grande ideologia chiamata a trasformare deterministicamente il mondo.

 

Come ha scritto M. Ferraris, “le legittimazioni non saranno più globali, ma locali: si esamineranno i criteri di cogenza e di opportunità di un determinato sapere in un campo determinato, senza speranze di fondatezza certa o di totalità assoluta”. Questo fatto segna l’avvenuto passaggio dalla vecchia epoca modernoindustriale a quella post-moderna tecnologica che, nel dissolvere tutti i vecchi racconti,frantuma anche la vecchia ragione classica e metafisica la quale conferiva al pensiero una sua organica totalità di senso.Sulla crisi della ragione e, con essa, di ogni razionalità istituita, si vanno destituendo così tutti i valori e i fondamenti stessi su cui si costituiva l’intera impalcatura teorica della filosofia occidentale, considerati fino ad ieri sacri ed inviolabili.

Dalle loro ceneri emerge una radicale filosofia delle rovine: il nichilismo. Così si rivalutano Nietzsche e la sua teoria nichilista di trasvalutazione di tutti i valori, come anche Heidegger e la sua teoria nichilista della fine dell’essere.

 

La teoria nichilista è il prodotto, a livello teorico-filosofico, di una folta schiera di filosofi(Deleuze, Lyotard, Derrida, Cacciari, Vattimo, ecc.), che nella società contemporanea postindustrale si sono assunti il compito istituzionale, per conto degli apparati di dominio, di costruire una nuova teoria del recupero e l’esposizione di una più adeguata ideologia dominante, e ciò in modo perfettamente funzionale ai loro interessi. La loro operazione teorico-filosofica parte dal disvelamento della ormai innocua verità che tutte le ideologie sono false e quindi sono superate dagli attuali scenari sociali postindustriali, e questo per celare dietro una accattivante maschera teorica non sistematica le nuove e più profonde falsità e menzogne su cui si basano le ragioni dell’attuale dominazione.

Se l’idealismo, l’illuminismo e il marxismo hanno prodotto ideologie di dominio, non c’è dubbio che sul nuovo “grande racconto” nichilista si impianterà l’ideologia dominante chiamata a rilevare il posto delle precedenti ideologie adatte al mondo industriale precedente. Tutto ciò ci spinge a considerare che nei laboratori del capitale e dello Stato è in atto una ricerca per collocare le ragioni del dominio ad un livello qualitativo superiore a quello del passato, con contraddizioni meno evidenti e meno grossolane, il tutto mascherato dietro apparenze che non richiamino aspetti totalitari.Chiarito il modo in cui si articola la teoria nichilista che va prendendo il posto delle vecchie teorie dominanti, vediamo quello che, sul terreno pratico, intende spiegare e recuperare per conto del potere, partendo proprio dall’avvenuta frammentazione dei significati che informano le azioni e i legami sociali degli individui in una società post-industriale.

 

 

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