L’ESSERE NON ESISTE

NON ESISTE

 

 

 

 

 

 

È una tesi che esprime una forma estrema di nichilismo, che quasi nessuno sostiene, quella attribuita al presocratico gorgia.

Si tratta di un’affermazione che cade in contraddizione performativa, perché la stessa tesi è qualcosa che esiste, il che mostra che non è vero che l’essere non esiste.

 

Piuttosto, il nichilismo che, invece, si è diffuso a partire dalla seconda metà del xix secolo è espresso da altre tesi (variamente presenti nelle sue non poche varianti), che non sono tutte fra loro compatibili, e che si trovano in gran parte nei testi di nietzsche, o perché lui le critica o perché lui le sostiene:

 

In effetti, “con nietzsche, si ha la principale teorizzazione del nichilismo nell’accezione oggi più conosciuta”

 

 “DIO NON ESISTE”

 

Sulla scorta di Feuerbach, di Marx e di Freud10, alcuni nichilisti atei ritengono di dimostrare l’inesistenza di Dioattraverso il metodo genealogico. Ad esempio, per Feuer­bach, l’idea di Dio nasce dall’insoddisfazione che l’uomo prova per la propria condizione, dal desiderio di abolire ogni limite della condizione umana.

 

A furia di immaginare se stesso senza limiti, l’uomo finisce per idealizzare l’entità che ha immaginato, le attribuisce un’esistenza reale e crede che essa esista davvero: così, non è Dio che crea l’uomo a sua immagine e somiglianza, bensì è l’uomo che crea Dio idealizzando la propria immagine ed a propria somiglianza. Marx aggiunge che l’idea di Dio nasce dalla lotta di classe come strumento politico, perché le classi dominanti tramite la credenza in Dio possono do­minare più facilmente le classi sottomesse: in tal modo, egli esprime un’obiezione molto diffusa all’esistenza di Dio, quella che afferma che la religione è instrumentum regni, stru­mento politico dei potenti per mantenere soggiogato il popolo.

 

Secondo Freud, ancora, l’idea di Dio nasce dall’insicurezza dell’uomo, che si raffigura un Essere Onnipotente in cui trovare conforto, sicurezza, guarigione dalla limitatezza e dalla malattia, pace, ecc.

 

 

Sennonché, la ricostruzione genealogica di un idea, anche qualora sia corretta, non è un’indagine sul valore veritativo dell’idea che si ritiene abbia avuto questa origine12; quand’anche fosse esatta, l’analisi sull’origine di un concetto è diversa dall’analisi sulla verità o falsità del concetto stesso (io posso sapere come una persona ha acquisito una nozione –ad esempio da un libro o dalla spiegazione di un insegnante– ma non so ancora se questa nozione sia vera).

 

Quindi l’analisi della genesi di un concetto lascia impregiudicata la questione della verità o falsità di quel concetto (a meno che quella genesi scaturisca da una fonte palesemente e sempre mendace): pertanto, quale che sia la genesi dell’idea di Dio, se Dio esista o no va stabilito in altro modo (bisognerebbe cioè discutere le prove filosofiche dell’esistenza di Dio13). Come dice proprio Nietzsche, “Chi ha compreso le condizioni nelle quali è nata una valutazione morale, non ne ha ancora sfiorato il valore: vi sono molte cose utili, e altrettante idee importanti, che sono state trovate in modo sbagliato e senza metodo; e ogni qualità è ancora ignota, anche se si è compreso in quali condizioni essa nasce”.

 

E, similmente, “Se si conoscono le condi­zioni del nascere, nonsi conosce ancora ciò che è nato! Questa proposizione vale nella chimica come nel regno organico”.

 

E, ancora più esplicitamente: “Origine e criticadelle valutazioni morali. Le due cose non coincidono, come superficialmente si crede (questo credere è già il risultato di una valutazione morale [cioè la seguente]: ‘qualcosa che sia sorto così e così ha poco valore, perché di origine immorale’)”.

image_pdfScaricare PDFimage_printStampare testo
(Visited 70 times, 1 visits today)