I-LEX

JURIDICAL 4

 

 

 

 

 

 

Nel cercare una via d’uscita da un luogo, reale o figurato, può essere utile, come prima cura, chiedersi di quale luogo si tratti e come in esso si sia giunti. 

Una simile disposizione dello spirito sembra particolarmente appropriata quando il luogo da cui si vuole uscire ha un nome dalla indubbia forza suggestiva, ma dal significato sfuggente, se non ambiguo. Così per il nichilismo: l’attraversamento dei suoi sentieri in cerca di una via d’uscita è pratica dotata di senso sul presupposto che si sappia cosa sia il nichilismo e come esso sia diventato l’orizzonte del tempo presente.

 

1. La questione del nichilismo è antica quanto il pensiero occidentale, come ben sa il lettore che ricorda i frammenti dell’eleatico Parmenide sull’impensabilità del non-essere. Solo nel secolo appena trascorso, d’altronde, da tema di meditazione filosofica la questione ha assunto un rilievo più generale, attirando l’interesse dei non addetti ai lavori, fino a diventare chiave di lettura, invero in senso un po’ generico, per epoche di crisi, vissute da singoli, gruppi, istituzioni.

Che il nichilismo si possa declinare in modi molto diversi lo si legge già nel dialogo a distanza Über die Linie intercorso tra Heidegger e Jünger, che pure concordavano nel ricondurre l’avvento del nichilismo al dilagare della tecnica moderna (con ciò dissodando il campo che verrà arato dalle filosofie della tecnica nella seconda metà del Novecento).

La consonanza tra i due, com’è noto, è solo iniziale: il nichilismo, per Jünger, va individuato nel processo planetario di svanimento dei valori, di progressione del non-senso, di crescente dissoluzione del sacro.

 

L’unica possibilità di sopravvivenza di fronte all’avanzare del deserto sarebbe quindi l’affidamento del soggetto alla propria forza interiore, la sua messa in parentesi del mondo per inoltrarsi nei misteriori sentieri del sé.

 

Ben diversa la lettura, non solo dello Zeitgeist contemporaneo, ma dell’intera storia della metafisica, suggerita da Heidegger. Per il filosofo di Messkirch, infatti, la via di salvezza non va ricercata nel soggetto (si pensi alla critica della riduzione epocale husserliana in nome dell’impensabilità di un soggetto isolato dal mondo), ma anzi è proprio la rivendicazione di centralità da parte del soggetto la radice profonda del nichilismo. Il subjectum che si pone come metro della storia in base al principium reddendae rationis sufficientis segna, dunque, l’inizio della metafisica occidentale e dell’oblìo dell’essere che la caratterizza.

 

La distanza tra i due autori diviene radicale estraneità se alla strenuaresistenza di Jünger contro lo svilimento dei valori si giustappone l’ammonimento di Heidegger (invero in funzione critica nei confronti del neokantismo) sull’inutilità di un richiamo ai valori come argine al dominio del Nulla.

 

2. Un modo per fare chiarezza sulla definizione e sull’intera vicenda del nichilismo può essere quello di ricorrere ai cultori del diritto, per tradizione ed ufficio maestri dell’ars definiendi et distinguendi. E ciò tanto più perché il transito del nichilismo per i sentieri della scienza giuridica, se in un primo momento ha suscitato inquietudine e sgomento tra i giuristi, alla resa dei conti sembra aver comportato una messa in questione, se non una sostanziale decostruzione, del nichilismo stesso.

 

In un lavoro uscito in versione definitiva nel 2006, Bruno Romano individua il nichilismo come connotato specifico della condizione contemporanea in cui “la questione del senso diviene senza senso” e l’individuo viene imprigionato “nel pathos disperante dell’invano”.

 

L’ideale moderno della libertà dell’uomo come razionale autodeterminazione verrebbe così rovesciato, nella prassi, dalla costrizione dell’individuo ad una supina accettazione dell’esistente e comunque dalla sua riduzione a luogo di transito di informazioni:

 

Privati della relazionalità comunicativa nella ricerca-creazione di senso, – scrive Romano – gli uomini tendono ad esaurirsi in un linguaggio numerico e si avviano a trasmutarsi in luoghi desoggettivati dello svolgersi di modalità dei fatti vincenti”.

 

La sentenza nicciana ‘Dio è morto’, dunque, a dispetto della promessa di liberazione dalla chimera platonica di un mondo vero, rispetto al quale  la condizione umana sarebbe sempre difettiva,sembra così inaugurare un’epoca di nuova e inattesa sudditanza: anziché vedersi restituito il ‘suo’ mondo, così da poterlo modellare secondo la sua ‘volontà di volontà’, di quel mondo l’uomo scopre di essere stato, forse irrimediabilmente, espropriato.

 

Dalla configurazione dell’esperienza in chiave dualistica e gerarchica si passa così all’articolazione funzionalistica ed autoreferenziale del sistemi sociali:

 

 “L’essenza del nichilismo – precisa Romano – si concretizza attualmente nel Sistema del fondamentalismo funzionale, che si afferma sostituendo, alle domande sul senso del futuro scelto, il calcolo monetizzante delle operazioni sistemiche, determinate l’una dopo l’altra dai fatti che hanno successo mercantile e producono una decisione che è del Nessuno e dunque funziona senza autori, né scopi né senso”.”

 

Questa nuova sudditanza di un individuo immerso nella società informazionale ed incapace di adeguato orientamento provoca, così, un inatteso, e in parte indesiderato, esonero da ogni responsabilità: un individuo che non decide in piena libertà, sulla base di ragioni che possano essere rappresentate e argomentate, è infatti condannato ad una beffarda condizione di innocenza.

 

Nel nichilismo perfetto discusso da Romano, dunque, la nicciana ‘morte di Dio’, portata a compimento, lascia l’uomo senza più un ‘io’: l’individuo annichilito dal tempo del fondamentalismo funzionale diviene coscienza spettatrice di accadimenti non scelti, perché generati dal caos della necessità.

 

Il nichilismo diviene così tratto specifico di un’epoca in cui l’individuo, vieppiù ridotto ad entità bio-tecno-informazionale, non decide più o comunque, se formalmente rimane centro d’imputazione di decisioni, di queste sembra incapace di rendere conto in termini di ragione.

image_pdfScaricare PDFimage_printStampare testo
(Visited 41 times, 1 visits today)