NEL CIMITERO DELLE DEFINIZIONI

NEL CIMITERO DELLE DEFINIZIONI I

 

 

 

 

 

 

 

SIAMO AUTORIZZATI A IMMAGINARE UNO SPIRITO CHE ESCLAMI : “ORA TUTTO È SENZA OGGETTO PER ME, GIACCHÈ HO DATO LA DEFINIZIONE DI OGNI COSA”?

 

E SE POTESSIMO IMMAGINARLO, COME SITUARLO NELLA DURATA?

 

NOI SOPPORTIAMO QUELLO CHE CI CIRCONDA SOLO IN QUANTO GLI DIAMO UN NOME – E PASSIAMO OLTRE. MA RACCHIUDERE UNA COSA IN UNA DEFINIZIONE, SIA PURE ARBITRARIA (E TANTO PIÙ GRAVE QUANTO PIÙ ARBITRARIA, POICHÈ IN TAL CASO L’ANIMA PRECORRE LA CONOSCENZA) SIGNIFICA RESPINGERLA, RENDERLA SCIALBA E SUPERFLUA, ANNIENTARLA.

 

LO SPIRITO OZIOSO E VANO – E CHE SI INTEGRA NEL MONDO SOLTANTO GRAZIE AL SONNO – A CHE ALTRO PUÒ ESERCITARSI SE NON A DILATARE IL NOME DELLE COSE, A SVUOTARLE E A SOSTITUIRLE CON DELLE FORMULE?

 

DOPODICHÈ SI MUOVE SULLE LORO MACERIE: NIENTE PIÙ SENSAZIONI, SOLTANTO RICORDI. SOTTO OGNI FORMULA GIACE UN CADAVERE: L’ESSERE L’OGGETTO MUOIONO SOTTO IL PRETESTO A CUI HANNO DATO LUOGO. È LA DISSOLUTEZZA FRIVOLA E FUNEBRE DELLO SPIRITO.

 

E LO SPIRITO SI È SPERPERATO IN CIÒ CHE HA NOMINATO E CIRCOSCRITTO.

 

INNAMORATO DEI VOCABOLI, ODIAVA IL MISTERO DEI SILENZI GREVI, E LI RENDEVA LIEVI E PURI: ED È DIVENUTO LIEVE E PURO PERCHÉ ALLEGGERITO E PURIFICATO DI TUTTO. IL VIZIO DI DEFINIRE HA FATTO DI LUI UN ASSASSINO GENTILE, E UNA VITTIMA DISCRETA.

SI È CANCELLATA COSÌ LA MACCHIA CHE L’ANIMA STENDEVA SULLO SPIRITO, ED ERA L’UNICA COSA A RICORDARGLI DI ESSERE VIVO.

 

 

 

 

 

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