SANGUE E ODIO MISANTROPICO

Sono rimasto nella melma sulla cima della collina
Osservando i Cieli che crollavano
L’inferno è scaturito da lacerazioni intessute nelle profondità delle terre
Soffocando la luna e il sole in un velo cremisi
L’aria era acre come il sangue che consumava i mari agitati
Corpi disseminati dalla marea in declino che si insinuavano nelle profondità
Molto simile alla vita che un tempo lottava in questo mondo ormai in decadenza
Una teodicea bruciata
Quando gli dei senza volto si destreggiavano col fuoco
E ora tutto ciò che è rimasto di un tale abominio
È avvolto da una coltre di lacrime e cenere che non risorgerà mai.

image_pdfScaricare PDFimage_printStampare testo
(Visited 56 times, 1 visits today)