SKIA

VIANDANTEOMBRA

 

 

 

 

 

 

Nella fase di Umano, troppo umano, l’idea dell’individuo come punto vivente in cui confluisce tutta la storia è un tema caro a Nietzsche. L’ombra è la figura che rappresenta il carico di passato che confluisce, si condensa nell’individuo.

La meridiana è lo strumento-simbolo dello stretto rapporto tra il tempo e l’ombra: l’ombra segna il tempo e ne determina la scansione. L’ombra rappresenta sia il passato sia il futuro. In quanto fantasma l’ombra rappresenta il passato, in quanto proiezione del corpo è simbolo del futuro. La luce e il corpo, indispensabili condizioni dell’esistenza dell’ombra, rappresentano il presente, o meglio, uniscono in sé passato presente e futuro e ne sono la condizione. Luce e corpo sono da porre all’origine delle partizioni temporali.

L’attimo, il presente assoluto è rappresentato da Nietzsche come meriggio, tempo in cui l’ombra è più corta. Il meriggio, luce del presente, è il momento in cui dileguano le partizioni temporali. In questo tempo-non-tempo, l’ombra è espressione del riposo del viandante, riparo da passato e futuro.

L’ombra del dialogo è una e allo stesso tempo molte. Nel dialogo si parla di ombra, ma sono usate anche le espressioni ‘noi ombre’ e ‘voi ombre’: forse Nietzsche sceglie di ricorrere alla figura dell’ombra proprio perché essa è in grado di condensare, di raccogliere in se stessa un grande numero di significati molto diversi tra loro: storia, linguaggio, tempo, anima, coscienza, proiezione del corpo, eternità, fugacità.

Il viandante e la sua ombra segna il momento della resa dei conti, della lotta tra ombre platoniche e il loro opposto nietzscheano, le ombre antiplatoniche.

In quanto proiezione del corpo, cioè di qualcosa che per Platone ha già di per sé uno scarso valore, l’ombra (skia) è immagine di immagine, copia di copia. È quel simbolo dell’apparenza e della sensibilità rifiutata da . Qui l’ombra rappresenta la realtà sensibile in tutta la sua negatività: opinione, transitorietà, vanità, illusione. In definitiva: conoscenza instabile contrapposta a verità.

C’è poi l’ombra spirituale (eidolon), l’ombra fantasma, ombra-anima di cui abbiamo già parlato, a cui il platonismo è ancorato saldamente e che ha un valore del tutto opposto alla prima.

Nietzsche muove un attacco contro le ombre platoniche allo scopo di nobilitare le ombre della caverna, e sdivinizzare, materializzare le ombre dell’Ade.

Da una parte, obiettivo del filosofo è liberare l’ombra fisica dalla condanna platonica attraverso un’affermazione della sua corporeità. Dall’altra, propone una dissoluzione dell’ombra-fantasma presente nella tradizione antica, e della vecchia concezione di anima-ombra come separata dal corpo, immortale e divinizzata. L’idea di Nietzsche è: l’anima è corpo. Oppure: qualunque cosa sia l’anima, deriva dal corpo e trova le sue ragioni in esso.

La contrapposizione al platonismo in termini simbolici e letterari incomincia con questo dialogo e approda allo Zarathustra. Qui, la caverna dei prigionieri del mito di Platone, in evidente, radicale contrapposizione simbolica al platonismo, non a caso è scelta da Zarathustra stesso come propria dimora.

 

 

 

 

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