SONO IL DEMONE E L’INCARNAZIONE

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“Se qualcuno afferma la tua verità uccidilo, se qualcuno dice che possiede la tua verità uccidilo, se qualcuno dice che esiste una verità unica, uccidilo, la verità è solo la tua, la verità sono io, devi uccidere le altre verità…”

Ero davanti alla bocca dell’Orco, dio degli Inferi, in quel del Parco dei Mostri, in provincia di Viterbo, è nell’assoluto silenzio, spezzato dal rumore sinistro di qualche animale, stavo contemplando tale statua..in quel momento ricevo una visione, e sento le parole del Mio Demone, che mi richiamano alla battaglia, continua, contro chi vuole ammaestrarmi. Quella sera dovevo scendere nella maledetta e eterna metropoli di Roma, per dare battaglia, per attentare, ma avevo voluto passare, prima a contemplare, queste statue che anche se inanimate, emanavano un occulto sentore….

Il Mio Demone, mi indicava, ancora una volta, che non esiste nessun percorso, di pacificazione, per me Estremista e Terrorista, che si deve sempre scavalcare il corpo ancora caldo del tuo nemico morto, e avanzare, non girarsi a guardarlo, per non provare sentimento, non finire mai di sperimentare, e praticare, quel superamento che esso definisce la “battaglia di sangue infinita”.

Le visioni, ogni qual volta succedevano, mi inducevano a uno stordimento forte, e non avevo dopo, più una netta visione d’insieme…io quella bocca dell’Orco, l’avevo vista muoversi, e parlarmi, indicarmi, che io e solo io, sono la verità, che non devo credere a chi dice che esiste qualcosa di vero, ma che devo agire per tacitare il resto dell’umanità…

Il Mio Demone senza forma, si fondeva sempre, in questi miei percorsi e sperimentazioni ritualistiche, nelle figure che contemplavo, e mi parlava, mi parla
continuamente….spronandomi a ferire i sentimenti umani, e a uccidere quello che si considera umanità.

La bocca dell’Orco, ora era ferma, sembrava essere ridiventata nuda roccia, fredda, ed è per questo, che dovevo proseguire, ancora camminare ed esplorare, tutto quello attorno a me, dove figure si stagliavano, demoniache e soavi, affascinanti, ma allo stesso modo sporcate dal lezzo dell’uomo…

Sono Il Demone e l’Incarnazione: sono la rappresentazione del Demone, che mi accompagna, sono caduto e mi sono rialzato, sono stato ferito e curato, dalle sue fauci, che mi tenevano come a volermi mangiare, ma no, lui voleva che continuassi a battagliare, a vivere e morire, per rivivere quello che avevo consumato prima.

Attorno a me la gente muore, attorno a me la gente va in rovina, ogni volta, che mi spingo in avanti, e spezzo la temporalità, il Demone torna, e qualcosa di irreparabile succede..quanti ne ho visti cadere in questi ultimi anni?

Nel momento, che le mie fibre esistenziali si muovevano per sperimentare e agire, qualcosa cadeva, qualche persona cedeva e franava negli abissi del nichilismo…

Nel momento, nell’attimo, di forte eccitazione, qualcosa di irreparabile succedeva…
Per questo sono l’Incarnazione del Demone, per questo devo prendere l’esistenza dell’altro, per questo quello attorno a me cede, si spezza, entra nell’antro dell’inferno..

Mentre camminavo per uscire dal parco, avevo approfondito, questo aspetto, della mia esistenza, e rabbrividivo, per tutto quello che mi era successo, in questi anni, di come se io conquistavo, qualcuno falliva, come se fossimo in una simbiosi mortale, io conquistavo, esso/a cedeva e moriva, finendo seppellito in fondo a un baratro.

In passato ho affermato di non seguire nessun andazzo che a che fare con l’ateismo moderno darwiniano, e non riconoscendo una verità assoluta, sono sempre stato attratto dalle mie visioni demoniache, informali e improvvise, che si contrapponevano, sempre alla luce del bene divino, o del male dualistico.

Per questo nel mio percorso di sperimentazione, ho sempre tratto l’energia vitale dagli altri, e quando lo facevo, quando nei miei incubi, arrivava il Mio Demone, qualcosa di inaspettato succedeva, qualcosa che mi dava l’energia, il potere di distruggere e attentare, e quel qualcosa si disintegrava.

Io sono l’Incarnazione del Demone, esso si fonde con Me, esso si imprime in un immagine di un quadro, visto in giro, come quello di una statua delle sporche metropoli, che si muove, come nell’ombra in una sera, dove la luce artificiale è troppo tenue per fermare il fuoco che ho dentro…

Scendo a Termini, pullula ancora di migliaia di persone, che si muovono alla ricerca di qualcosa da mangiare, o di qualcuno in cerca di compagnia femminile o maschile, o semplicemente di chi vuole prendere della droga. So che questa parte della metropoli, è promiscua, puoi trovare l’ambasciatore e la sua macchina con la scorta, come quello che ruba il portafoglio, unirsi. Per questo si, è una zona che devo lasciare presto, per evitare eventuali fermi, ma anche che rappresenta quello che è il luogo dove vivo: le cose fatte bene vengono sempre fatte a metà.

Per questo non mi preoccupo delle telecamere, o della presenza dell’orrorifica statua di papa Giovanni Paolo II, proprio a ridosso delle fermate dell’autobus…

Sento il volgersi della sera, e con essa, la discesa della luce del sole, domani mattina dobbiamo agire, per questo, mi muovo nel mio occulto luogo, dove riposare.

“Fai attenzione a cosa cerchi, perché sarà quel qualcosa a cercare te…”

Queste è la frase che mi rimane in mente, nel mio dormiveglia, ed è qualcosa che mi rimane impresso, perché per me, ha un significato profondo, una metafora che appartiene al segreto che il Terrorista deve sempre mantenere con se stesso..mai aprirsi alla luce dualistica del bene e del male, mai confondere la propria verità con quella degli altri, mai apparire per quello che si è, per accontentare, mai disperare da solo, anche in mezzo a una strada, tenere a mente, che cercare qualcosa che non ti appartiene, può risultare fatale, farti cadere definitivamente, e per cadere,
intendo essere arrestato, se non sparato.

La ricerca del particolare e della specificità, che vuole oltrepassare le vicissitudini del normale vivere, mi hanno sempre portato a spezzare il nesso fatale. Tra lo svegliarsi e l’andare a dormire, senza che questa successione, possa portare a rivoltare il proprio percorso. Per questo ho sempre ricercato il particolare unico, per questo ho affrontato delle sfide, per questo, stamane, sto depositando un pacco bomba in mezzo a una strada, ed è per questo che a un certo punto il Mio Demone è apparso, esso, senza forma, ma prendendo le forme che gli umani conoscono, e spronandomi, ha affermato la non concezione giuridica del mondo, come la negazione dei parametri del pensiero, dove la distruzione della bontà d’animo e dell’amore per l’altro, mi hanno elevato.

Se dunque, la bocca dell’Orco, mi ha parlato, mi ha indicato che devo distruggere, per non essere distrutto, e se quello che parlava è stato il Mio Demone, allora, per questo, devo, e dovrò, affrontare altre prove e peripezie, e prendere l’energia di un altro…

Orkelesh

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