SVARTIDAUÐI: “IL NULLA PERPETUO”

Attraversa i confini degli incubi e avventurati nella sfera degli orrori e contempla il riflesso distorto dell’immenso nulla dell’universo.

Le Scritture sono così capovolte, sono la corona di mondi divorati e contaminati da angeli avversi di abominazioni abissali. Oh illuminante orrore trismegisto, vomita il sorriso di uccelli morti nella muffa intrisa di sangue.

Adornano l’altare con viscere di puttane, dall’inferno entro nella cappella bianca. Una testa viene chinata, inorridita davanti alla mutilazione trascendentale della mente all’interno della notte impenetrabile.

Il nulla perpetuo.

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