OLTRE L’ASSOLUTO-VERSO L’IM-POSSIBILE

 NON ESISTE

«Poiché dell’eterno ritorno aveva la visione che conosciamo, per l’intensità dei sentimenti Nietzsche rideva e tremava insieme. Pianse troppo: erano lacrime di esultanza. Percorrendo la foresta lungo il lago di Silvaplana, si era fermato vicino a una enorme roccia che si elevava a forma di piramide, non lontano da Surlej. Immagino di arrivare io stesso alla sponda del lago, e, immaginandolo, piango.

Continue reading

METAMORFOSI DELL’INFORME

MORTE E L'IO

 

 

 

 

 

 
«La maggior parte dei materialisti, benché abbiano voluto eliminare ogni entità spirituale, sono arrivati a descrivere un ordine di cose che rapporti gerarchici caratterizzano come specificamente idealista.

Continue reading

L’UOMO TOTALE

L'UOMO TOTALE

 

 

 

 

 

Quando si evoca la nudità, non lo si fa per riattingere una condizione adamitica, ma per esemplificare il modello raccomandabile di una vita acefala, priva di organizzazione, manchevole di precetti (sovrani o divini che siano). «La vita umana non ne può più di servire da testa e da ragione all’universo. Nella misura in cui diventa questa testa e questa ragione, nella misura in cui diventa necessaria all’universo, essa accetta un asservimento […]

Continue reading

L’ASPIRAZIONE AL CULMINE

ASPIRAZIONE AL CULMINE

 

 

 

 

 

 

La bontà creatrice altro non è che la volontà di potenza, una bontà che si affaccia al di là del bene (inteso come principio morale), in vista del recupero di una radicale immanenza, che si regge sulla comunicazione interindividuale, consentita dal lavorio del negativo.

  Continue reading

TENDENZA ALL’ESSERE

TENDENZA ALL'ESSERE

 

 

 

 

 

Di spessore speculativo superiore è l’opera di Bilharz . Al pari di Noiré l’impostazione di Bilharz è  rigorosamente monistica ed anzi nel monismo che risolve spirito e materia nell’unità superiore della volontà egli individua uno dei meriti principali di Schopenhauer .

Continue reading

ALETHEIA II

HEIDEGGER 23

 

 

 

 

 

Dopo Nietzsche, quindi, e con l’avvento dell’epoca della tecnica siamo in grado di ripensare la verità dell’essere, cioè la verità nel suo significato originario di aletheia.

La verità come aletheia – Come è stato già accennato, l’oblio dell’essere, che costituisce l’essenza stessa della metafisica, non è il frutto di determinate opinioni dei filosofi o lo sviluppo di certe opinioni comuni; esso è la storia stessa dell’essere al quale appartiene un “velarsi diradante”, per cui mentre si svela allo stesso tempo si cela.

Continue reading

AFIRMACIÓN IM-PRESENTE

esplosione A

 

 

 

 

 

Junto a una presencia y afirmatividad en las cosas con las que tratamos (entes) puede atisbarse, como tan impresionantemente desarrollara Heidegger, la nada. En su filosofía se expresa un desfondamiento básico por el que lo real reposa en la irrealidad, en el vacío y en la inexistencia.

Continue reading

ALETHEIA

ALETHEIA

 

 

 

 

 

La questione della verità è per Heidegger un questione essenziale; qui il termine essenziale va inteso, riprendendo il linguaggio heideggeriano, in senso verbale, ossia come ciò che nomina l’essere stesso.

La possibilità di sovrapporre la questione della verità a quella dell’essere si evince chiaramente dal fatto che la comprensione di ciò che si intende per verità è conseguente alla comprensione di ciò che si intende per essere. A tal proposito Heidegger mostra, praticamente in tutti i suoi scritti, come il pensiero occidentale nell’arco di tutta la sua storia abbia progressivamente obliato quella che lui chiama la “differenza ontologica”.

  Continue reading