KH-A-OSS VIII-Misantropia Attiva Estrema

Ricevo e pubblico:

KH-A-OSS VIII

Indice:

– “Sono Il Demone e l’Incarnazione “ Misantropia Attiva Estrema (Orkelesh)

– “Solo Io Esisto” Solipsismo Estremista/Misantropia Attiva Estrema (Nechayevshchina)

– Terrorismo Criminale: “Incendio, auto vanno a fuoco nella notte a Novate Milanese” (Area metropolitana Milano)

-Terrorismo Criminale: “Incendio in un deposito di materiale edile, un uomo intossicato. Ipotesi dolosa” (Roma)

– “Come fabbricare una granata a mano” (Provisional IRA)

– “Tempio della Luce Nera/TDLN” (Current 218)

– “La gang di strada Werewolf Legion” (Vari)

– “Elenco degli attacchi criminali con granate in Svezia” (Crimine Organizzato/Anti-politico)+Annesso: “Sparatoria Indiscriminata al Pub Vår Krog & Bar a Göteborg”

– “Nientismi III” (da Abisso Nichilista)

– “Giovani Psicotici e il Delirio Terroristico” (Vari)

– “Specifico, Particolare, Unico” (Castanea Dentata)

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Intro

Presentiamo fieramente un nuovo numero della Rivista di Misantropia Attiva Estrema, KH-A-OSS, che numero dopo numero, si sta istradando nell’approfondire sempre di più, l’attacco Terroristico Misantropico, con esempi dal tutto il mondo creato, ed è per questo, che passo dopo passo, ci stiamo allontanando dal Nichilismo, ma non perché in un testo o un Attentato di Misantropia Estrema, il Nichilismo, non ne possa fare parte, anzi, ma perché abbiamo visto come negli ultimi anni, gli studiosi di internet di tale “ismo”, si siano appropriati di cose che non gli competono, è dato, che per Noi, lottare, significa buttarsi in un feroce dibattito amorale, è dato che è difficile (anche se non impossibile), fermare questi pezzenti da studio universitario, sul web, allora abbiamo voluto abbandonare tale “ismo”…cioè, specifichiamo meglio, il Nichilismo come è stato portato avanti dai progetti editoriali e dalle Sette Egoarche, è confluito, nella Misantropia Attiva Estrema, per distinguersi. Nessuno di Noi, ha abbandonato il Nichilismo, perché c’è l’ha imposto qualcuno..sti cazzi! Ne abbiamo i coglioni pieni, di questi idioti studenti, che sanno a memoria le dialettiche egoiste di Stirner, o la volontà di potenza in relazione alla volontà del dovere (il loro) di Nietzsche. Per Noi il Nichilismo era un rituale che sprigionava forza e distruzione, annichilimento, attraverso la parola e l’atto. Questa parte dell’intro, che verte, sul Nichilismo, lo dobbiamo sempre specificare, è il Nostro esclusivo “oltrepassare”, ci sono affini che sono e rimangono ancorati al Nichilismo Egoarca e li rispettiamo per questo.

Presentiamo un numero più corposo, rispetto ai precedenti, ma il tema principale rimane lo stesso, ed è quello della distruzione della fottuta verità, la distruzione dell’umanitarismo, che fa parte dei valori di questa verità, vogliamo annientarlo, vogliamo pisciarci sopra…la verità per il Misantropo Attivo Estremo, è quella che viene chiamata l’amore per il prossimo, e dell’umanità, e noi vogliamo annientarla!

Il Terrorismo Criminale e Misantropico che si sprigiona nelle pagine seguenti, fa parte di esperienze che trascendono il piano della realtà, per spingersi al limite della pazzia e spezzare la tavola dei valori umani…pazzia come elevazione dell’individuo, ne sono esempi il testo ritualistico di Orkelesh o quello di schizofrenia estremistica di Nicevscina, entrambi sperimentati, e goduti, elevati, sprigionati….

Tra gli altri articoli:
nel proseguimento del nostro lavoro editoriale, abbiamo voluto approfondire luoghi, che sembrano essere espressione vuota di ogni atto criminale, e ci siamo catapultati in Svezia (grazie a testi passati da affini di quelle parti…), dove abbiamo scoperto, che invece ci sono stati centinaia di Attentati criminali, con granate a mano.

Dove ci sono e si formano Bande di strada, come la Werewolf Legion, che Attentano la verità degli altri, del gregge, dell’umano normaloide, promuovendo una visione estremistica e gerarchica, una visione originale…inserito come testo di presentazione c’è anche la presenza del “Tempio della Luce Nera”, con membri dell’Ordine Misantropico Luciferiano.

Granate a mano, di cui, si è fatta una traduzione specifica, di un manuale, sulla loro costruzione, da parte del feroce gruppo Terroristico PIRA (Provisional IRA), di cui ricordiamo con godimento il terroristico attentato al Grand Hotel di Brighton con morti e feriti…

L’uomo del sottosuolo, figura che da simbolica (sopratutto nei romanzi del moralista Dostoevsky), per Noi, diventa ritualistica e Terroristica, perché rappresenta quell’individuo, che negando la verità, nega che esso debba perseguire quello che fanno gli altri, è che se patisce, lo fa, perché sente che è disgustato da quello che vede, e vuole colpire, non per liberare alcunché, ma per vivere oltre le apparenze, vuole vivere per vedere cosa significa sperimentare, cosa si sente quando si uccide un essere umano….è un progetto lento e di approfondimento, non è uno scatto di rabbia improvvisa…nell’uomo del sottosuolo, vediamo, tutti quei Estremisti, che attaccano, perché rifiutano il mondo e le società, da un punto di vista personalistico, egocentrico, specifico, e non per arrivare a vedere una nuova società del cazzo idealistica…

E allora sperimentiamo e Attentiamo con le nostre specificità, vogliamo che il Kaos Terroristico, uccida e ferisca ancora, che la normalità, sia trasformata in un incubo di morte, pisciamo sopra la verità offertaci da chicchessia, è che “Tutto sia permesso”!

Ghen

AMOR FATI AGAPICO

L’Amor Fati è ora presentato in prima persona e non come ideale ma come è stato realizzato (“la mia natura più intima”, “il fondo della mia natura”). Nietzsche non offre alcuna ragione per cercare di convincerci della desiderabilità di amare il fato, ma come una descrizione riflessiva di come le cose appaiono a qualcuno che si trova in tale stato.

Questo può essere visto come un implicito riconoscimento del divario motivazionale identificato sopra; riflette anche la convinzione che la filosofia è uno stile di vita, piuttosto che una teoria della vita: deve essere vissuta per essere genuinamente compresa. Molto significativamente, il passaggio che collega esplicitamente l’amor fati all’eterno ritorno è introdotto come segue: “ la filosofia, come ho finora capito e vissuto … (…). Tale filosofia che vivo (…) vuole passare a un’affermazione Dionisiaca del mondo (ecc.) ‘.

Ne consegue che il significato di amor fati non è riducibile ad un puro contenuto concettuale: è inseparabile dalle esperienze di prima persona che sono entrambe espressive e governate da esso. Correlativamente, quelli che possono sembrare argomenti o requisiti per l’amore erotico del destino sono in realtà osservazioni sul tipo di esperienze che lo stato di esse comporta una volta raggiunto la forma agapica. In particolare, le citazioni precedentemente fornite a sostegno del requisito apparente che ogni parte della nostra vita dovrebbe essere valutata positivamente, come fine a se stessa, sono precedute da “è parte di questo stato percepire non solo la necessità di quei lati dell’esistenza finora negati ma la loro desiderabilità (…) per il loro interesse “.

Che l’amante agapico non sperimenti più il negativo in quanto tale dovrebbe essere inteso come una descrizione delle conseguenze dell’amare in uno stato specifico, non come una nostra ragione per entrare in quello stato (che comunque non possiamo attuare tuttavia). Inoltre, e soprattutto, qualsiasi tentativo di interpretare queste osservazioni come ragioni sarebbe controproducente perché il valore esperienziale di tali stati poteva essere pienamente compreso solo retrospettivamente, dalla prospettiva di conferimento del valore dell’amor fati stesso.

L’aspirante ad essere un amante erotico, che ha bisogno di motivazione, non potrebbe capire le “ragioni” che renderebbero il destino adorabile; al contrario, l’amante agapico, che sarebbe in grado di capirli, non ha bisogno di esse.

Ciò, tuttavia, rende più acuta la questione della genesi. Se l’amor fati non può essere motivato razionalmente o voluto nell’esistenza, come verrà alla luce? Si noti che in virtù della sua irriducibilità a un contenuto concettuale e della mancanza di giustificazione razionale per esso, non ci può essere alcuna risposta de iure a queste domande, ma solo resoconti empirici come le osservazioni autobiografiche fatte da Nietzsche sulla propria esperienza di amor fati. Ora esplorerò due possibili modi che emergono dai suoi scritti.

Il primo è l’eterno ritorno, interpretato questa volta non come un esperimento mentale, ma come uno scenario immaginativo ed emotivamente motivato destinato a generare amor fati in modo performativo. Il secondo, paradossalmente, consiste nell’esperienza della sofferenza stessa, intesa sotto certe condizioni.

Questa lettura agapica apre un secondo e più fruttuoso modo di comprendere la funzione dell’eterno ritorno: non come un esperimento mentale pensato per darci un punto di vista dal quale possiamo valutare razionalmente il valore della nostra vita e prendere una decisione, ma come uno scenario poetico in cui siamo in una tale interpretazione, l’eterno ritorno ha una “forza divulgativa”: l’interiorizzazione dello scenario è di per sé, quello di operare un cambiamento esistenziale. A tale riguardo, si noti che la possibilità di una risposta positiva è introdotta da un riferimento all ‘”esperienza di un irrequieto momento”.

In Ecce Homo, Nietzsche descrive il potere rivelatore di tali momenti come segue: “con indescrivibile certezza e sottigliezza, qualcosa diventa visibile, udibile, qualcosa che scuote fino in fondo e ti getta a terra”. Si noti inoltre che il demone non inizia ponendo una domanda senza volto come “vorresti vivere di nuovo la tua vita?” (come la domanda di Clark: “vorresti sposarmi di nuovo?”). Al contrario, ci presenta una descrizione metaforica e potente di quello che potrebbe sembrare per noi avere questo momento particolare, “anche questo ragno e questa luce lunare tra gli alberi”, si ripetono. E significativamente, le possibili “risposte” delineate non sono né “sì” né “no”, ma atteggiamenti specifici (“digrignando i denti”, “schiacciati” o al contrario “ben disposti per se stessi e per la propria vita”), recitati in modo fantasioso, in un modo che ci rivela come ci sentiamo nella nostra vita in un singolo momento potenzialmente mutevole.

Questa dimensione performativa dell’eterno ritorno è esplicitamente riferita da Nietzsche: “se questo pensiero si impossessasse di te, ti cambierebbe come sei e forse ti schiaccerebbe”. Mentre questi possono essere visti come espressivi di un contenuto proposizionale, essi non lo affermano e sarebbe difficile interpretarli come conclusioni raggiunte attraverso il ragionamento ipotetico-deduttivo.
Correlativamente, il sì affermativo di cui si parla non dovrebbe essere interpretato come un atto linguistico costitutivo. In questo caso un’affermazione, ma in un modo performativo: proprio come il “sì” del voto matrimoniale, entrambi esprimono il nostro amore e attualizzano il nostro impegno, in allo stesso modo, dire “sì” all’eterno ritorno non giudica la nostra vita degna di essere vissuta ancora e ancora e assentire a ciò che comporta questo giudizio, ma impegnandoci a vivere alla luce di quell’esperienza. Eppure c’è un’importante asimmetria tra il “sì” del voto matrimoniale e il “sì” all’eterno ritorno. Mentre il primo è pienamente a nostra disposizione, il secondo arriva a noi (o no) al culmine della nostra interiorizzazione immaginativa dell’eterno ritorno. Nietzsche lo chiarisce nella sua descrizione della propria esperienza: “si avverte, non si cerca; si accetta, non si chiede a chi dà; come un lampo, un pensiero balenò, con necessità ‘. Ancora una volta, la modalità medio-passiva tipica dell’amore agapico è in vigore: possiamo decidere di’ giocare ‘e prendere sul serio lo scenario (piuttosto che informarci sulle sue condizioni di validità),ma anche se è importante quanto intensamente interiorizziamo, non controlliamo questo processo e il suo risultato non dipende da noi.

Eppure, anche se l’impegno per l’amor fati è generato, ci sembra di una intrinseca fragilità. Potrebbe essere del tutto sincero nel momento in cui è stato creato, e tuttavia svanire una volta scomparse le condizioni piuttosto drammatiche della sua genesi. Il pensiero può’ prendere possesso di noi’ nell’istante paradossale del nostro impegno performativo, ma può mantenere la presa su di noi in maniera durevole?

Forse, ma forse no. Tuttavia esiste un altro modo, forse più duraturo: la sofferenza stessa. Nietzsche offre una fenomenologia della sofferenza molto ricca, in prima persona, e le sue narrazioni sono l’espressione dell’illustrazione della trasfigurazione del negativo che è la caratteristica dell’amore agapico. Considerate in questo modo il seguente passaggio:

Accadde che, in un modo che non posso ammirare a sufficienza, dove, proprio durante il periodo trionfale, l’eredità malvagia di mio padre venne in mio aiuto ⎯ in fondo, la predestinazione fino alla morte prematura. La malattia mi distaccò lentamente: (…) Mi concesse la necessità di mentire, di divertirsi, di aspettare e di essere paziente…ma ciò significava pensare.

Da un punto di vista erotico, “la predestinazione fino alla morte prematura” sarebbe probabilmente una delle obiezioni più forti possibili per amare il destino, e così avremmo il tipo di malattia che potrebbe causare la nostra morte. Eppure nella narrativa di Nietzsche entrambe sono percepite come benedizioni (“in un modo che non posso ammirare abbastanza” … mi ha concesso … “) Come è possibile questo rovesciamento agapico? Tre le cose che vale la pena notare sin dall’inizio: in primo luogo, nessuna sofferenza agirà. Solo una sofferenza protratta e intensa, una “formazione di ghiaccio” nel bel mezzo della giovinezza, che “il lungo dolore lento in cui siamo bruciati come il legno verde può avere un effetto trasfigurante. La ragione è presumibile, a meno che non sia abbastanza intensa o abbastanza duratura, e la sofferenza sarà scontata come un fastidioso ma insignificante ostacolo. E se può essere attenuata, è molto più probabile che cercheremo ogni possibile linea di condotta (medicine tradizionali o alternative, chirurgia, ecc.), che possa determinare la sua attenuazione piuttosto che il subire un cambiamento esistenziale. La nostra attenzione sarà rivolta all’esterno, non verso l’interno.

Al contrario, la necessità di “resistere pazientemente a una terribile, lunga pressione ⎯ (…) pazientemente, senza sottomettersi, ma anche senza speranza, può aprire la possibilità di amare il destino per chi soffre. In secondo luogo, se l’amor fati venisse da noi, ciò non significherebbe la fine del nostro dolore: il tipo di superamento della sofferenza e del sé descritto da Nietzsche non implica il passaggio a uno stato indolore, un punto importante sul quale tornerò. Infine, e soprattutto, si noti che proprio come l’amore agapico, la modalità del nostro rapporto con la sofferenza è medio-passiva: che soffriamo, è al di fuori del nostro controllo, e ci sono dei limiti su ciò che possiamo fare al riguardo; ma in modo cruciale, possiamo in qualche misura influenzare il modo in cui esiste il nostro dolore.

È questa la capacità di esporre il nostro dolore in modi particolari che aprono la possibilità di favorire l’amor fati. Può sembrare paradossale, poiché è per definizione impossibile conoscere in anticipo la sua forma o gli effetti, e il suo avvento non è sotto il nostro controllo: come possiamo prepararci? Le riflessioni autobiografiche di Nietzsche suggeriscono che in risposta alla sofferenza possiamo sviluppare tre caratteristiche che sono propizie all’amor fati perché ostacolano le possibilità esistenziali alternative che minacciano costantemente il sofferente, cioè l’autocommiserazione, la rassegnazione e l’autoinganno. Le prime due di queste caratteristiche sono il coraggio e la forza morale. Amor fati non è il risultato di un atteggiamento taciturno nei confronti della sofferenza: al contrario, Nietzsche sottolinea la “lunga guerra come quella che ho intrapreso con me stesso contro il pessimismo della stanchezza con la vita”. Un altro brano rimanda all ‘”ultimo, più gioioso” ( …) sì alla vita dell’amor fati al’ coraggio, e come condizione di ciò, un eccesso di forza ‘.

Sulla stessa falsariga, un brano inedito sull’amor fati menziona il ‘coraggio, la severità nei confronti di se stessi, la pulizia verso se stessi’. Queste qualità sono necessarie per contrastare l’ascesa dell’autocommiserazione o della rassegnazione nichilista. Per quanto ne so, Nietzsche non dice molto sul primo (anche se ha molto da dire sulla compassione per gli altri, e non è niente di positivo), forse perché non sembra aver provato questa tentazione da solo. Eppure l’autocommiserazione renderebbe impossibile l’amor fati per tre ragioni: in primo luogo, implica che ci si sente “faticosamente” trattati in modo ingiusto e immeritato. Questo, a sua volta, implica supposizioni sulla provvidenza (in particolare l’idea che si debba essere trattati in proporzione ai propri meriti) che Nietzsche trova sia ingiustificati che indesiderabili.

In secondo luogo, l’autocommiserazione tende a distogliere la nostra attenzione verso scenari alternativi favorevoli e quindi a favorire il risentimento verso la situazione esistente. Infine, rivela profondi limiti esistenziali da parte del sofferente, in particolare il desiderio di proteggersi dal dolore ad ogni costo senza rendersi conto che le cose più preziose nella vita umana possono venire solo verso noi, se ci apriamo alla possibilità di essere feriti: “se ti rifiuti di lasciare che la tua sofferenza ti si stenda addosso anche per un’ora e se cerchi costantemente di prevenire e cautelarsi da ogni possibile via d’uscita prima del tempo; se sperimentate la sofferenza e il dispiacere come malvagio, odioso, degno di annientamento e come difetto dell’esistenza, allora è chiaro che oltre alla vostra religione di pietà, voi […] nutrite la religione della comodità. Quanto poco sai della felicità umana ‘.

Come l’Ultimo Uomo in Zarathustra, l’auto-commiserazione cerca di “muoversi verso sud” piuttosto che rischiare le difficoltà coltivando terre più dure. Eppure è solo da tali rischi che possono nascere possibilità umane superiori, incluso il “nuovo tipo di felicità” portato dall’amor fati.

UN’INTRODUZIONE ALLE STRUTTURE ORGANIZZATIVE TERRORISTICHE

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Nota introduttiva: Allo stesso modo dell’intro alla Mafiosa Crew DeMeo, anche questo testo rappresenta un interessante approfondimento per quelli che come Noi, non negano l’autorità, aspetto che ha un significato dalle molteplici facce. Il termine molteplice qua usato per esemplificare, non ricade mai nell’idea di aspetto polimorfico. Dunque, è usato in maniera chiara e diretta per specificare che-chi-come Gruppo Terroristico Anti-politico, non nega l’autorità, ha una specifica connessione con essa, e ha scelto una struttura peculiare propria, che possiede e difenderà fino alla morte. Come già affermato dall’Affine Nicevscina, non c’è nessun male e nessun bene nell’uso dell’autorità, dato che come leggiamo sotto, le strutture utilizzate dai Gruppi Terroristici, ricalcano quello che abbiamo innumerevoli volte esposto: non ci sono limiti nell’agire, se un gruppo vuole attaccare a coltellate e con i machete- in maniera indiscriminata- delle persone per strada lo farà, se un gruppo vuole farsi esplodere con la propria autobomba contro l’obiettivo egoico lo farà, se i componenti di un gruppo- vogliono attaccare con armi e esplosivi il proprio obiettivo egoico e poi dopo, aspettare di essere ammazzati, lo faranno, ma nessuno può negare che se un gruppo vuole continuare ad attentare, debba per questo usare mille e una strategia, senza che questo diventi legge scritta nella pietra. Tutto è permesso e dunque non esiste nessuna verità scritta da chicchesia. Il Dibattito Amorale, innescato sull’uso dell’Autorità, ha portato in pochi anni, a ribaltare le patetiche prese di posizione degli “umanitaristi anti-autoritari”, con approfondimenti e specifiche di alto livello. Il termine molteplice, quindi è stato usato, non perchè neghiamo le specificità, ma per essere dei diretti interlocutori del testo presente. Senza parafrasi troppo complesse. Le strutture organizzative che sono poste nel testo che segue, sono molto interessanti, è anche per i“piccoli” Gruppi Terroristici Anti-politici, hanno dei buoni spunti, che possono essere usati, in contesti diversi tra di loro.

La considerazione generale è che ci siano quattro forme di strutture utilizzate dai Gruppi Terroristici: la gerarchia convenzionale, le cellule, la rete di gruppi e la resistenza senza capi. La decisione di utilizzare uno di questi modelli si basa sul compromesso sicurezza / efficienza di ciascuno di essi; la gerarchia convenzionale fornisce la sicurezza più efficiente e meno sicura, la resistenza senza capi il contrario: massima sicurezza, minima efficienza. Previamente vale la pena affermare che alcuni Gruppi Terroristici proibiscono di essere collocati in un’unica categoria; il termine “confini sfocati” è usato per descrivere quelle organizzazioni che trasgrediscono le demarcazioni dichiarate. Ad esempio, Hezbollah utilizza una gerarchia convenzionale in Libano, pur mantenendo delle reti di gruppi in Occidente.

Lo scopo di questo articolo è di spiegare brevemente queste strutture.
Per inoltre fornire alcuni esempi di come sono stati implementati da vari gruppi (il calcolo di sicurezza / efficienza presentati dopo ogni variante sono puramente indicativi).

Gerarchia convenzionale (Sicurezza: 1, Efficienza: 4)

Audrey Cronin ha sostenuto che tutti i gruppi terroristici vorrebbero, in un mondo ideale, utilizzare la struttura gerarchica convenzionale, tentando così di attraversare il confine in una piena insurrezione. Una simile struttura equivale all’imitazione della gerarchia impiegata dalle forze militari moderne: la forma piramidale è popolata in basso da soldati (semplici), gestiti dal loro ufficiale (caporale) e così via fino alla cima della piramide dove ci sono gli alti comandi (generali). L’utilizzo di una tale struttura fornisce un’organizzazione con la massima efficienza (questa forma favorisce la specializzazione delle unità dentro, ad esempio, l’intelligence, il reclutamento, nei fondi e nel supporto), facilità di trasferimento delle informazioni e consente di imporre una strategia coerente a lungo termine. Riguardo alle organizzazioni basate sull’ideologia, aiuta l’unità ideologica tra i suoi membri – una questione importante data la necessità di mantenere tale unità all’interno di questi gruppi. I punti deboli di questa struttura sono stati opportunamente discussi da Beam (un nazionalista bianco Americano), sebbene con riferimento alla sovversione dello Stato Americano.
Beam sostiene che un tale sistema è estremamente pericoloso quando è utilizzato contro uno stato, specialmente in questa era di sorveglianza elettronica: se lo stato si infiltra o comunque compromette l’organizzazione ai livelli più alti del comando, l’intera entità viene compromessa. Allo stesso modo, se l’alto comando viene ucciso o catturato, c’è una possibilità molto reale che il gruppo si disintegri. Quindi, un costrutto organizzativo più sovversivo è di maggiore utilità per un Gruppo Terroristico che cerca di rimanere in piedi di fronte alla “Guerra al terrore”: l’antico Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) e le Tigri di Liberazione del Tamil (LTTE) forniscono buoni esempi dell’uso di questa struttura.

Cellula (Sicurezza: 2, Efficienza: 3)

La struttura della cellula incorpora una rete all’interno di una gerarchia. Ogni cellula (generalmente composta da tre a dieci individui) possiede un membro (“X”) – di solito il Capo – che mantiene il contatto con l’alto comando dell’organizzazione. Spesso solo un elemento del comando avrà contatto con X, e X non avrà generalmente conoscenza di altre cellule o di altri membri dell’alto comando. Se X è compromesso, le informazioni che è in grado di fornire sono chiaramente limitate: mentre la sua cellula sarà probabilmente resa inoperante, non sarà in grado di fornire dettagli di altre cellule, né sarà in grado di fornire dettagli dell’alto comando, oltre al comandante con cui ha avuto a che fare. Allo stesso modo, se un membro della cellula di X viene compromesso, l’unica informazione che possono fornire è quella della loro cellula e X.

Mentre l’alto comando viene rimosso dal contatto con i suoi componenti, questa struttura soffre dello stesso problema con quello della gerarchia convenzionale: se l’alto comando viene compromesso, l’intera organizzazione potrebbe cadere. Beam scrive che “il funzionamento efficiente ed efficace di un sistema di cellule … dipende […] dalla direzione centrale, che significa organizzazione imponente, finanziamento dall’alto e supporto esterno”.

Il comando centrale deve mantenere la presa su ogni singola cellula al fine di mantenere l’unità strategica e quindi rimuovere la possibilità che le cellule agiscano da sole, danneggiando potenzialmente l’organizzazione nel suo complesso.

Il comando centrale deve mantenere la presa su ogni singola cellula al fine di mantenere l’unità strategica e quindi rimuovere la possibilità che le cellule agiscano da sole, danneggiando potenzialmente l’organizzazione nel suo complesso.

Ad esempio, dire che una cellula traditrice di Al Qaida era responsabile dell’11 Settembre. Gli Stati Uniti probabilmente avrebbero risposto di nuovo con un attacco contro l’intera infrastruttura di AQ, anche se l’attacco non era partito dall’alto comando.

Rete di gruppi (Sicurezza: 3, Efficienza: 2)

Una struttura di rete organizzative comprendono numerosi nodi / cellule connesse / interconnesse in modi diversi. Le variazioni di tali reti, ciascuna con diversi livelli di sicurezza ed efficienza, possono includere:

1) Un concatenamento

Un percorso lineare: A – B – C – D – E. Affinché un messaggio arrivi da A ad E, deve passare attraverso B, C e D.

2) Un fondamento cardine

Un nodo funge da fondamento/cardine per tutti gli altri nodi: A è collegato a B, C, D e E. Ma B fino a E: non hanno alcuna connessione tra loro. Se B desidera inviare un messaggio a E, deve passare attraverso A. Questo non equivale che A sia la cellula principale, ma semplicemente la cella fondamento/cardine.

3) Riferimento centrale

Lo stesso che per la rete fondamento/cardine, ma qua ogni cellula ha un contatto con le due cellule vicine oltre a A (il nodo centrale). Quindi, a parte A, B si dovrebbe collegare con E e C; C con B e D; D con C e E; E con D e B.

4) Tutti le reti

Ogni nodo è connesso con tutti gli altri: A è collegato a B, C, D e E; B a A, C, D, E; C a A, B, D, E; ecc.

Tali strutture determinano il decentramento del processo decisionale, consentendo l’iniziativa di ogni cellula e rendendo quindi impossibile far cadere l’organizzazione in un colpo solo. Come spiegano Arquilla, Ronfeldt e Zanini, una tale struttura organizzativa può sembrare allo stesso tempo acefala (senza testa) e poliforme (a più teste).

I punti della rete dei gruppi con maggiore connettività indicano la loro importanza (quindi, ad esempio, se una rete “punto nodale” è posizionata come nell’esempio sopra, il selezionatore degli obiettivi A, può fornire il massimo effetto sulla capacità operativa).

Le strutture della rete dei gruppi, pur beneficiando di una sicurezza molto maggiore rispetto alle strutture gerarchiche / cellule convenzionali, soffrono di una scarsa efficienza data la difficoltà di diffondere un messaggio a tutti i membri della rete, con chiare implicazioni per l’unità organizzativa e la coerenza strategica. Questo, tuttavia, non toglie la pericolosità che una tale struttura pone.

Resistenza senza capi (Sicurezza: 4, Efficienza: 1)

L’ultima struttura analizzata da questo testo è la più sicura e meno efficiente. Un video di reclutamento del Fronte di Liberazione della Terra (ELF) lo descrive perfettamente: “Ricorda, l’ELF e ogni cellula al suo interno sono anonime non solo l’una all’altra ma al pubblico in generale”. Nella più vera forma di resistenza senza leader non c’è contatto tra le cellule e / o il comando centrale. Tuttavia, data la diffusione di Internet e la facilità della comunicazione internazionale, un requisito così limitato risulta indebolito (vedi le classificazioni del lupo solitario di Pantucci).
Una tale struttura (o, più appropriatamente, una mancanza di essa) pone le maggiori difficoltà alle agenzie antiterrorismo data la minima connessione tra l’organizzazione (o il propagandista dell’ideologia) e il protagonista che commette l’atto terroristico (sottoscritto all’ideologia). Come per le reti di gruppi, questa forma di struttura è incalcolabilmente aiutata dagli sviluppi nella tecnologia dell’informazione (la trasformazione del terrorismo da “vecchio” a “nuovo”, si veda Neumann).

Una tale struttura è altamente sicura; è quasi impossibile sapere quali lettori di un sito web sono stati radicalizzati e se se sono mai arrivati a commettere un atto. Ma la mancanza di controllo su tali protagonisti, può essere incredibilmente dannosa.
Se un membro di una rete ideologica commette un atto in nome di un gruppo specifico, influenzando negativamente il sostegno pubblico di detto gruppo, il gruppo non può dissociarsi dall’atto, indipendentemente dalla sua mancanza di partecipazione o sostegno, dell’atto. Inoltre, dato che l’organizzazione che diffonde l’ideologia non ha alcun controllo sul suo movimento ideologico, un simile movimento potrebbe disintegrarsi a causa della mancanza di sviluppi: queste cellule dormienti potrebbero non svegliarsi mai dal loro sonno.

Un esempio di individuo della resistenza senza capi potrebbe essere Roshonara Choudhry.

LA NICHILISTICA O9A

http://www.o9a.org/2019/01/the-nihilist-o9a/

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Qualche accenno a parte, c’è – almeno a nostro avviso – in un’analisi abbastanza acuta dell’Ordine dei Nove Angoli pubblicata nel 2017 in un articolo dal titolo “L’Ordine dei Nove Angoli e la Supremazia degli Estremisti”.

Questo elemento suggerisce cosa sia realmente l’ONA e come si differenzia dal noioso “satanismo” di Levey e altri. Qui sotto ci sono solo alcuni dei punti interessanti fatti in quell’analisi.

{inizio di citazione}

§ La nozione popolare di satanismo raramente pone l’accento sul suo aspetto politico. Apparentemente, il radicale individualismo sottopone le ambizioni ideologiche ai bisogni di auto-espressione individuale – o auto-indulgenza – rendendola in gran parte a-politica, almeno a prima vista. Quando si perviene a trattare con la dialettica sinistra dell’O9A, siamo velocemente costretti a renderci conto che in profondità il logorio reale è proprio nella politica; la politica interpretata nel senso più radicale, nell’incitamento della fine del mondo attuale (Eone) e la creazione del nuovo uomo e del nuovo mondo.

§ L’idea di influenzare la società in una più ampia sovversione, dall’indurre della depravazione morale agli atti terroristici: questo è il nucleo della metafisica dell’O9A.

§ Ciò che distingue veramente l’O9A è a quanto si possa arrivare a un limite: ogni altra forma immaginabile di politica radicale può potenzialmente essere assimilata, a condizione che sia realmente diretta contro il sistema, verso la creazione del nuovo mondo e dell’uomo nuovo. Attraverso tutto ciò è sorprendentemente veritiero che i principi della modernità – soggettività radicale e sua dissoluzione nell’ulteriore radicalizzazione della libertà, sono il principio evolutivo guidato all’approccio estremo e tecnico alla vita interiore dell’uomo.

§ Lo scopo del gioco del ruolo [dell’] opportunista [infiltrato] è creare conflitto, caos, confusione e – come Satana dispone – in ordine, lo spargimento di sangue, non solo per aprire al caos dell’acausale, ma anche per creare questa stessa disposizione nei gruppi sociali e la società in generale.

{fine della citazione}

Infine, forse la cosa più interessante di tutti:

{inizio della citazione}

§ In senso strettamente filosofico, questa è la forma vera di satanismo. Ciò che la rende inquietante è che, quando si riflette un po ‘su di essa, in realtà non ci si distacca dai presupposti delle idee generali, e apparentemente anti-metafisiche, sull’uomo e sulla storia. L’O9A ha un’ontologia e una metafisica del satanismo, ma è abbastanza in accordo con entrambi gli empiristi estremi e con la presunta opposizione heideggeriana di superare la metafisica (überwindung der Metaphysik): respingere l’errore della trascendenza verso l’alto.

L’unico passo necessario per sviluppare ciò che verrebbe chiamato “sotto-fisica” è quello di trarre le conseguenze finali di questa decisione.

{fine della citazione}

Quello che corrisponde veramente nell’ONA- a nostro avviso – è il caos (χάος). Portare il caos dell’acausale nel nostro mondo temporale (causale). Con ogni mezzo possibile, e senza alcun controllo o equilibrio, come ‘Dio’ o anche ‘Satana’, come descritto da entrambi i Nazareni e da gli egoisti materiali come Howard Levey.

In questo senso, l’Ordine dei Nove Angoli è realmente nichilista, anarchico e ridefinisce ciò che il “modernismo” – metafisicamente e in realtà (esotericamente ed exotericamente) – significa, o forse dovrebbe significare ora.

GLI OMICIDI PERPETRATI DALLA DEMEO CREW -“FAMIGLIA MAFIOSA DEI GAMBINO”

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Nota introduttiva: Anche se per alcuni potrebbe esulare da un contesto dei “piccoli” gruppi Terroristici Anti-politici, è con profondo interesse egoistico, che pubblichiamo su questo nuovo numero di KH-A-OSS, gli omicidi nella storia criminale della Crew di DeMeo, Mafioso affiliato alla Famiglia Gambino. La “storia” qua raccontata, porta ad esempio, note che in passato altri Affini Misantropi Estremi Attivi, avevano già approfondito. L’organizzarsi in ruoli ben definiti, per arrivare al proprio obiettivo; l’usare per i proprio fini, persone che “non c’entrano”, per finalizzare un omicidio. Il puro disinteresse per i valori umanistici e morali, e il dispiegamento dell’Anti-umanesimo e del Terrorismo, per conquistare piazze e vie, per appropriarsi del Potere. Come sopra l’uso di un certo tipo di Autorità, che alla fine vince, perché la definizione dei “ruoli”, porta ad avanzare, ad uccidere, senza essere uccisi, a colpire in maniera sempre più complessa e precisa. Il Terrore che un certo tipo di azioni porta a compimento, il godimento che esalta l’Individuo contro il valore delle pecore-massa, la definizione amoralistica del termine “criminale”, il rifiuto- rifiuto in quanto azione spontaneistica- delle differenze puerili di genere. In un mondo- come oramai abbiamo presente, sempre più incline alle stronzate umanistiche, ai tediosi dibattiti, su cosa “è giusto o sbagliato”*, alle scomuniche da democrazia partecipativa, portate avanti, come se tutti fossimo sullo stesso piatto della bilancia**, porta alla presente compilazione di assassini selettivi/indiscriminati e amorali, una “boccata di aria fresca”, che esalta lo spirito della guerra e della morte!

* Dovete capire- voi umanisti, che a Noi Estremisti Misantropi Attivi e Terroristi Anti-politici, non frega un emerito cazzo dei vostri dibattiti noiosi. Il mondo è degli Archisti, come scriveva qualcuna…ridiamo bellamente delle vostre prediche, mentre godiamo ogni volta che un atto o un attentato spezza la fragile pace e la morale della società. Gli Archisti, gli Egotisti, gli Amorali, i Misantropi che promuovono il Caos e il Terrore, sputando sulle prediche della vostra Chiesa cristiana, ridono ogni volta che agiscono, e mangiano e ingurgitano l’anima della società-massa.

* Non comprendendo che non seguiamo nessuna linea retta, e non siamo manco sbilanciati, rispetto ai valori umanistici, ma ci stagliamo in Alto, negando che esista un contenitore dove poter confrontarsi con all’interno una dialettica di etica-politica.

Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

Tradotto e assemblato da Corleonese Nihilista, occultato dalle parti della Kalsa/Palermo.

1. Paul Rothenberg (42 anni) (Luglio 29, 1973)
Motivo: Sospetto collaboratore. (ndt, pentito/informatore della polizia)
Metodo: Due spari dietro la testa con una pistola.
Ubicazione: 1025 Corso Northern (Flower Hill, Long Island)
Partecipanti: Roy DeMeo (Esecutore; 32 anni). Ordinato da Anthony Gaggi (47anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

2. Andrei Katz (22 anni) (Giugno 13, 1975)
Motivo: Informatore.
Metodo: Pugnalato più volte al petto e alla schiena. Corpo smembrato.
Ubicazione: Pantry Pride-Via Beach 90esima strada (Rockaway, Queens)
Partecipanti: Harvey/Chris Rosenberg (24 anni), Roy DeMeo (34 anni), Henry Borelli (27 anni), Anthony Senter (20 anni), Joseph Testa (20 anni). Judith Questal usato come esca.
Nota: Secondo quanto riferito, il parente della vittima, possibilmente cognato, si suicidò nel New Jersey anni dopo in circostanze sospette. In seguito, la Crew di DiNome dichiarò che la morte era un suicidio vero senza un loro coinvolgimento.

3. Joseph ‘Joe Bikini’ Brocchini (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 43 anni) (Maggio 19, 1976)
Motivo: DeMeo preso a pugni.
Metodo: Cinque spari in testa.
Ubicazione: Rivenditore di auto Parliament al 69-11 di Corso Roosevelt (Woodside, Queens)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), Henry Borelli (27 anni), Chris Rosenberg (25 anni), Anthony Senter (21 anni), Joseph Testa (21 anni). Autorizzato da Anthony Gaggi (50 anni).
Nota: omicidio non autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino e messa in scena per apparire come una rapina a mano armata fallita. Brocchini viene colpito mortalmente da DeMeo e Borelli. Dipendenti sequestrati da Rosenberg, Senter e Testa.

4. Vincent ‘Vinny Mook’ Governara (34 anni) (Giugno 12, 1976)
Motivo: Aveva rotto il naso a Gaggi, durante un alterco anni prima.
Metodo: Spari multipli di pistola.                                                                                    Ubicazione: Corso 20 della 85esima Strada (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Gaggi (50 anni), Roy DeMeo (35 anni), Dominick Montiglio (28anni).
Nota: Gli Esecutori sono DeMeo/Gaggi.

5. George Byrum (42 anni) (Luglio 13, 1976)
Motivo: Indicazione fornita ad altri che conduce al furto della residenza in Florida di Gaggi.
Metodo: Colpo in faccia con una .380, pugnalato alla schiena undici volte. Parzialmente decapitato.
Ubicazione: Ocean Shore Motel (Dade County, Florida)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), Anthony Gaggi (50 anni), Anthony Plate (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 63 anni).
Note: Colpo mortale/pugnalato da DeMeo. Plate funge da vedetta.

6. Vittima non identificata #1 (1976)
Metodo: Adatta per essere uccisa.
Ubicazione: Sepolta alla futura Stazione di rifornimento (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), e altri.
Nota: Fatto presente alla Crew di Montiglio da DeMeo. Sito dissotterrato, senza aver trovato i resti.

7. Vittima non identificata #2 (1976)
Metodo: Adatta per essere uccisa.
Ubicazione: Sepolta alla futura Stazione di rifornimento (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), e altri.
Nota: Fatto presente alla Crew di Montiglio da DeMeo. Sito dissotterrato, senza aver trovato i resti.

8. Charles ‘Ruby’ Stein (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Genovese; 61 anni) (Maggio 5, 1977)                                                                                                            Motivo: Ucciso per la cancellazione di debiti e per impossessarsi della sua attività di usura.
Metodo: Colpito a morte con una pistola automatica. Corpo smembrato.
Ubicazione: 596 Club tra il Corso 20 e la 43esima Strada (Hell’s Kitchen, Manhattan)
Partecipanti: Edward ‘Danny’ Grillo (43 anni), James Coonan (30 anni), William Beattie (30 anni), Thomas Hess (39 anni), Richard Ryan, Nicholas Kagabines (46 anni).
Nota: Grillo agisce da esecutore. Dopo la morte, ogni affiliato spara al suo corpo. Il corpo viene smembrato da Coonan e Ryan. I resti vengono trasportati da Kagabines all’isola di Wards, dove vengono buttati nell’East River. Dieci giorni dopo il torso emerge a riva a Jamaica, nel Queens. DeMeo non viene informato dell’omicidio fino a dopo il fatto.

9. Michael ‘Mickey’ Spillane (43 anni) (Maggio 13, 1977)
Motivo: Ucciso come favore a James Coonan.
Metodo: Colpito cinque volte, alle braccia, allo stomaco, il petto e il viso con delle pistole.
Ubicazione: Fuori dell’appartamento di Spillane al 47-50 della 59esima Strada (Woodside, Queens).
Partecipanti: Roy DeMeo (36 anni), Danny Grillo (43 anni), Henry Borelli (28 anni), Chris Rosenberg (26 anni), Joseph Testa (22 anni), Anthony Senter (22 anni).
Nota: DeMeo e Grillo agiscono come esecutori. Gli altri sono posizionati come rinforzo/supporto.

10. Jerome Hofaker (23 anni) (Giugno 1977)
Motivo: Coinvolto in un alterco con Dennis Testa.
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn                                                                                        Partecipanti: Anthony Senter (22 anni), Joseph Testa (22 anni).

11. Johnathan Quinn (34 anni) (Luglio 20, 1977)
Motivo: Testimonianza davanti al gran giurì.
Metodo: Un colpo nella parte posteriore della testa con una pistola calibro 32.                                                                                                                                     Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (36 anni), Henry Borelli (29 anni), Peter LaFroscia (28 anni), Chris Rosenberg (26 anni), Joseph Testa (22 anni), Anthony Senter (22 anni).
Nota: Corpo abbandonato a Dongan Hills, Staten Island.

12. Cherie Golden (19 anni) (Luglio 20, 1977)
Motivo: Conosceva l’operazione di Quinn.
Metodo: Sparato tre volte in testa con una pistola calibro.38
Ubicazione: Fuori dal Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Senter (22 anni), Joseph Testa (22 anni), Roy DeMeo (36 anni), Peter LaFroscia (28 anni), Henry Borelli (29 anni), Chris Rosenberg (26 anni).
Nota: Vittima, colpita da Senter, e lasciata nell’automobile di Quinn, poi abbandonata a Gerritsen Beach, Brooklyn.

13. Daniel Conti (28 anni) (Trovato il 29 Ottobre, 1977)
Motivo: Visto come un anello debole e un potenziale informatore, per un sequestro di persona organizzato male.
Metodo: Colpito nel collo e in un occhio.
Ubicazione: Trovato nel bagagliaio dell’automobile tra Corso Rochester e Via President a Lincoln Terrace Park, Brooklyn.
Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), Peter LaFroscia (28 anni), e altri.
Nota: Corpo scoperto da ladri di automobili durante un furto.

14. John Costello (20 anni) (Trovato il 14 Novembre, 1977)
Motivo: Visto come un anello debole e un potenziale informatore, per un sequestro di persona organizzato male.
Metodo: Multipli spari nella testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile al 1045 di Corso Atlantic in Bedford-Stuyvesant, Brooklyn.                                                                                                       Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), Peter LaFroscia (28 anni), e altri.

15. Michael Mandelino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 37 anni) (Marzo 19, 1978)
Motivo: Sospettato di aver incastrato Peter LaFroscia per una rapina.
Metodo: Multipli spari alla testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile tra Corso Hinsdale e Corso DeWitt (East New York, Brooklyn).
Nota: Vittime, descritte da LE, come affiliati di basso livello dalla Vario Crew della famiglia Mafiosa dei Lucchese. I cadaveri vengono avvolti in un sacco di plastica e/o delle tapparelle veneziane.

16. Nino Martini/Martino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 38 anni) (Marzo 19, 1978)
Motivo: Presente con Mandelino.
Metodo: Multipli spari alla testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile tra Corso Hinsdale e Corso DeWitt (East New York, Brooklyn).
Nota: Vittime, descritte da LE, come affiliati di basso livello dalla Vario Crew della famiglia Mafiosa dei Lucchese. I cadaveri vengono avvolti in un sacco di plastica e/o delle tapparelle veneziane.

17. Patrick Prisinzano (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 31 anni) (Marzo 23, 1978)
Motivo: Ruba dei gioielli di un amico di DeMeo, e si rifiuta di restituirli.
Metodo: Pestato e sparato a morte. Gola tagliata.
Ubicazione: Trovato nel sedile posteriore di un automobile tra Boynton Place e Corso X (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), e altri.
Nota: Omicidio non autorizzato. La vittima era figlio del Capodecina di Bonanno, Angelo ‘Moe’ Prisinzano.

18. Michael DiCarlo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese) (Maggio 16, 1978)
Motivo: Nipote molestata dall’affiliato dei Lucchese.
Metodo: Colpo di pistola diretto con forza sulla testa dopo essere stato colpito, pugnalato, picchiato e sodomizzato. Corpo smembrato.
Ubicazione: Club After-hours (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Senter (23 anni), Roy DeMeo (37 anni), Henry Borelli (29 anni), Edward Grillo (44 anni), Joseph Guglielmo (51 anni), Chris Rosenberg (27 anni), Joseph Testa (23 anni).

19. Kevin Gueli (20 anni) (Giugno 9, 1978)
Motivo: Tentativo di truffare Chris Rosenberg per un affare di cocaina.
Metodo: Colpi multipli di pistola in testa.
Ubicazione: Trovato all’interno della sua automobile dietro Kings Plaza Diner (Mill Basin, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (27 anni), e altri possibili.

20. Joseph Scorney (28 anni) (Settembre 28, 1978)
Motivo: Molti, incluso il rifiuto di aderire all’operazione di auto-furto di DeMeo.
Metodo: Sparato e probabilmente bastonato a morte.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Vito Arena (36 anni), Richard DiNome (24 anni), Ronald Turekian (29 anni), Frederick DiNome (37 anni).
Nota: Vittima sparata da Arena e probabilmente bastonata da Richard DiNome. Turekian presente fuori dal negozio come palo. Frederick DiNome assiste, a disposizione. Arena in seguito affermò che anche Joseph Lee era presente come palo senza conoscenza degli altri partecipanti.

21. Edward ‘Danny’ Grillo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 44 anni) (Novembre 14, 1978)
Motivo: In rovina per un pesante debito; visto come debole e potenziale informatore.                                                                                                                         Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Chris Rosenberg (28 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (23 anni).

22. Gary Gardine (25 anni) (Novembre 30, 1978)
Motivo: Tentativo di truffa a Chris Rosenberg per un affare di marijuana.
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Corpo trovato nel portabagagli di un automobile bruciata (Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Rosenberg (27 anni), e altri.

23. Vittima non identificata #3 (Inizio 1979)
Motivo: Secondo quanto riferito da Arena come un favore per “qualcuno a Manhattan”.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), e altri.
Nota: Secondo quanto si dice, doveva essere testimone in un processo contro la Crew di Arena.

24. Vittima non identificata #4 (Inizio 1979)
Motivo: Secondo quanto riferito da Arena come un favore per “qualcuno a Manhattan”.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), e altri.
Nota: Secondo quanto si dice, doveva essere testimone in un processo contro la Crew di Arena.

25. Vittima non identificata #5 (Febbraio 2, 1979)
Motivo: Insulti a DeMeo
Metodo: Sparato a morte.                                                                                                 Ubicazione: Fuori dal Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni).
Nota: Appoggiato dalla Crew di Montiglio.

26. Peter Waring (30 anni) (Febbraio 7, 1979)
Motivo: Sospetto informatore.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Paul Dordal (34 anni), probabilmente con altri.
Nota: Vittima arrestata un mese prima con Dordal per cocaina e possesso di armi.

27. Scott Carfaro (Inizio 1979)
Motivo: Assolto per stupro. I membri della famiglia fanno un contratto per il lavoro/omicidio con la DeMeo crew.
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (38 anni), e altri.

28. Ferdinand ‘Fred’ Todaro (60 anni) (Febbraio 19, 1979)
Motivo: Omicidio a contratto. Ucciso cosicché il nipote potesse subentrare alla sua proprietà commerciale.
Metodo: Sparato e accoltellato fino alla morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Chris Rosenberg (28 anni), Frederick DiNome (38 anni), Paul Dordal (34 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (23 anni). Sollecitato da Douglas Rega (29 anni).
Nota: Vittima presa e portata all’appartamento da DiNome. Sparata da DeMeo e accoltellata da Rosenberg.

29. Charles Padnick (50 anni) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.
Nota: Rosenberg riceve una ferita da arma da fuoco superficiale alla testa durante il lavoro.

30. William Serrano (32 anni) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

31. Maschio non identificato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Serrano) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

32. Femmina non identificata (Affiliata della Famiglia Mafiosa dei Serrano) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinata per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparata a morte. Corpo smembrato.                                                                                                                     Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

33. Jamie Padnick (Marzo 18/19, 1979)
Motivo: Era andato a New York per indagare sulla scomparsa del padre. Era a conoscenza del commercio di cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), altri possibili.

34. Dominick Ragucci (18 anni) (Aprile 19, 1979)
Motivo: Scambiato come sicario nei confronti di DeMeo.
Metodo: Esecutato sette volte nella parte superiore del corpo a distanza ravvicinata con una pistola.
Ubicazione: Statale 101 (Suffolk County, Long Island)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Frederick DiNome (38 anni), Joseph Guglielmo (51 anni).
Nota: Vittima uccisa dopo un inseguimento in auto al di fuori della residenza di DeMeo a Massapequa Park, Long Island. DeMeo agisce da esecutore.

35. Harvey ‘Chris’ Rosenberg (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 28 anni) (Maggio 11, 1979)
Motivo: Ucciso per evitare la guerra nel marzo 1979, rispetto agli omicidi dei truffatori di cocaina.
Metodo: Sparato quattro volte a distanza ravvicinata.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Anthony Senter (24 anni), Henry Borelli (30 anni), Frederick DiNome (38 anni), Joseph Testa (24 anni).                                                                                                                                 Nota: Gli esecutori sono DeMeo e Senter. Il corpo viene messo nell’automobile di Rosenberg parcheggiata al Floyd Bennett Field a Marine Park, Brooklyn. Borelli, armato di un calibro 45 automatico dotato di silenziatore, spara oltre due dozzine di proiettili nel veicolo. Il silenziatore viene rimosso e l’arma buttata oltre il ponte del Marine Parkway.

36. James Eppolito (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 62 anni) (Ottobre 1, 1979)
Motivo: Denuncia Gaggi e DeMeo come coinvolgimento nello spaccio di droga.
Metodo: Spari multipli in testa con una pistola.
Ubicazione: Tra Brighton 6sta Strada e Shore Parkway (Coney Island, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (54 anni). Peter Piacenti (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 58 anni) presente come complice inconsapevole. Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Gli esecutori sono DeMeo (di Eppolito) e Gaggi (di Eppolito Jr). Gaggi e Piacenti vengono arrestati quando lasciano la scena del delitto.

37. James Eppolito, Jr. (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 33 anni) (Ottobre 1, 1979)
Motivo: Denuncia Gaggi e DeMeo come coinvolgimento nello spaccio di droga.
Metodo: Spari multipli in testa con una pistola.
Ubicazione: Tra Brighton 6sta Strada e Shore Parkway (Coney Island, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (54 anni). Peter Piacenti (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 58 anni) presente come complice inconsapevole. Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Gli esecutori sono DeMeo (di Eppolito) e Gaggi (di Eppolito Jr). Gaggi e Piacenti vengono arrestati quando lasciano la scena del delitto.

38. Khaled Daoud (Ottobre 12, 1979)
Motivo: Contatta le forze dell’ordine per l’operazione di auto-furto di DeMeo.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)

39. Ronald Falcaro (29 anni) (Ottobre 12, 1979)
Motivo: Presente con Daoud.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Vito Arena (37 anni), Frederick DiNome (38 anni), Anthony Senter (24 anni), Joseph Testa (24 anni), Ronald Ustica (35 anni).
Nota: Gli esecutori sono Borelli e DeMeo. Automobile della vittima portata allo sfasciacarrozze Pace dove viene demolita.

40. Joseph Coppolino (39 anni) (Marzo 7, 1980)
Motivo: Sospetto informatore.
Metodo: Accoltellato a morte. Decapitato.
Ubicazione: Brooklyn
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), e altri.

41. Patrick Penny (21 anni) (Maggio 12, 1980)
Motivo: Testimone nel processo per l’omicidio Eppolito.
Metodo: Sparato nove volte in testa con una pistola.
Ubicazione: Fuori dal Ryan Bar al 1607 di Strada Sheepshead Bay (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

42. Charles Mongitore (30 anni) (Giugno 5, 1980)
Motivo: Rifiuto nel fermarsi per una futura accusa contro il figlio di un membro della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Metodo: Colpito quattordici volte a distanza ravvicinata con una .380, gola tagliata.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)                                                                                              Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Salvatore Mangialino (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 43 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni), Edward Rendini (31 anni), Anthony Senter (25 anni), Joseph Testa (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Omicidio sollecitato da Salvatore Mangialino dopo che la vittima perseverava con le accuse contro il figlio Andrew. Gli esecutori sono DeMeo e Borelli. La gola della vittima è tagliata da DeMeo. I corpi vengono messi nel bagagliaio di un’automobile rubata e lasciati nel vicino cimitero di Holy Cross.

43. Daniel Scutaro (25 anni) (Giugno 5, 1980)
Motivo: Ucciso per eliminare potenziali testimoni nell’omicidio di Mongitore.
Metodo: Sparato a morte con una .380
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Salvatore Mangialino (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 43 anni), Vito Arena (38 anni) Richard DiNome (25 anni), Edward Rendini (31 anni), Anthony Senter (25 anni), Joseph Testa (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: I corpi vengono messi nel bagagliaio di un’automobile rubata e lasciati nel vicino cimitero di Holy Cross.

44. Frank Amato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni) (Settembre 20, 1980)
Motivo: La figlia di Paul Castellano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino) trattata male.
Metodo: Sparato a morte con un pistola automatica. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (55 anni), Henry Borelli (31 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni), Joseph Guglielmo (52 anni), Joseph Testa (25 anni), Anthony Senter (25 anni), Maschio non specificato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Il “maschio non specificato sopra indicato”, viene proposto dalla Famiglia Mafiosa dei Gambino, come esecutore per il lavoro. La Crew di DiNome afferma che DeMeo riferisce che all’individuo “proposto”, saltano i nervi e non riesce a ultimare l’omicidio. A questo punto interviene lo stesso DeMeo che uccide la vittima, è che dopo viene buttata in mare.

45. Vito Borelli (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino) (Autunno 1980)
Motivo: Commenti offensivi nei confronti di Paul Castellano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino).
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: 308 Est 53sima Strada (Midtown, Manhattan)
Partecipanti: John Gotti (Rappresentante Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 40 anni), Joseph Watts (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni), Roy DeMeo (40 anni), Joseph Massino (Capo della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 37 anni), Dominick Napolitano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 50 anni), Frank DeCicco (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 45 anni), James Episcopia (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno ; 52 anni), Anthony Rabito (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 46 anni), Angelo Ruggiero (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 40 anni), John Cerasani (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 42 anni), Salvatore Vitale (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 33 anni), Duane Leisenheimer (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 24 anni), e altri. Autorizzato dai capi delle Famiglie Mafiose dei Gambino e Bonanno.
Nota: Gli esecutori sono Gotti and Watts. Per ulteriori dettagli vedere l’omicidio di Borelli.

46. Concessionario di auto non identificato (Ottobre 21/28, 1980)
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), Frank DeCicco (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 44 anni), presumibilmente anche altri.
Nota: La Crew di DiNome ordina a DeMeo di riparare il danno per il proiettile rimasto incastrato nel pavimento. Di volta in volta DiNome viene portato a credere che DeMeo / DeCicco abbiano già realizzato altri colpi insieme in precedenza.

47. James Bennett (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 65 anni) (Aprile 29, 1981)
Motivo: Disposto a testimoniare contro Richard Mastrangelo.
Metodo: Colpito due volte in testa.
Ubicazione: Fuori dalla residenza della suocera tra Corso N e E 59esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)                                                                                                Nota: Vittima sparata da due uomini armati mascherati. Gli assalitori dopo lo scontro a fuoco, con un ufficiale di correzione fuori servizio, sequestrano una persona e fuggono.

48. Joseph Viggiano (Dicembre 4, 1981)
Motivo: Debito con il socio di DeMeo, Gus Kalevas.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Ufficio all’11 ° piano del Show World, 8avo Corso 42esima Strada (Times Square, Manhattan)
Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), Gus Kalevas (28 anni).
Nota: Show World gestito da Kalevas in collaborazione con DeMeo. Unico omicidio della Crew, dove Kalevas partecipa. La vittima era coinvolta anche in commercio di film porno.

49. Al Viggiano (Dicembre 21, 1981)
Motivo: Indagava sulla scomparsa del figlio Joseph.
Metodo: Colpito a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (41 anni), e altri.

50. Paul Viggiano (Dicembre 21, 1981)
Motivo: Indagava sulla scomparsa del fratello Joseph.
Metodo: Colpito a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (41 anni), e altri.

51. Anthony Romano (64 anni) (Luglio 4, 1982)
Motivo: Sospetto coinvolgimento nella rapina del 1978 a Peter LaFroscia.
Metodo: Multipli spari in testa con una calibro.38
Ubicazione: Trovato in un lotto vuoto tra Corso Blake e Corso Van Sinderan (East New York, Brooklyn)                                                                                                              Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), e altri. Si pensa che sia stata autorizzata dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Vittime legate con delle corde e avvolte in sacchi di plastica.

52. John Romano (36 anni) (Luglio 4, 1982)
Motivo: Sospetto coinvolgimento nella rapina del 1978 a Peter LaFroscia.
Metodo: Multipli spari in testa con una calibro.38
Ubicazione: Trovato in un lotto vuoto tra Corso Blake e Corso Van Sinderan (East New York, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), e altri. Si pensa che sia stata autorizzata dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Vittime legate con delle corde e avvolte in sacchi di plastica.
[Possibile]52esima. Albert ‘Albie’ Somma (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni) (Trovato il 18 Ottobre, 1982)
Metodo: Multipli spari nella schiena e nella testa.
Ubicazione: Trovato fuori dalla mediana dell’autostrada (Lake George, New York)
Nota: Rilasciato dal Adirondack Correctional Facility il 24 settembre 1982. Scomparso lo stesso giorno. Auto a noleggio trovata incendiata nel Queens. Poco prima che la vittima portasse delle accuse contro DeMeo e la Crew per lo spaccio di droga. Come risultato, DeMeo viene redarguito dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

53. Roy DeMeo (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 42 anni) (Gennaio 10, 1983)
Motivo: Visto come potenziale informatore. (Ndt, l’omicidio del Capo della Crew DeMeo, è discordante, l’assassino seriale Richard Kuklinski, se ne attribuisce la totale paternità, per motivi personali-egoistici)
Metodo: Sparato più volte sul petto e la testa.
Ubicazione: Trovato in un parcheggio al Varuna Boat Club di Corso Emmons e la E 28esima (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: I sospetti includono Anthony Gaggi (57 anni), Frank DeCicco (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 47 anni), Anthony Senter (27 anni), Joseph Testa (27 anni), Carlo Profeta (40 anni). Ordinato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.                                                                                                                           Nota: Corpo scoperto il 20 Gennaio.

54. Louis Petrizzo (23 anni) (Marzo 1, 1983)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.
Metodo: Sei colpi di pistola al petto.
Ubicazione: Fuori dalla sua residenza su E 54esima Strada (Mill Basin, Brooklyn)

55. Ronald Saka (23 anni) (Aprile 11, 1983)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.

56. Richard DiNome (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 29 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.
Metodo: Sparato dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

57. John Baida (19 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Presente nell’appartamento di DiNome.
Metodo: Sparato dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

58. Frederick Seiden (23 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Presente nell’appartamento di DiNome.
Metodo: Sparato due volte dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)                                                                                                                                  Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

Omicidi post-DeMeo Crew

59. Vladimir Reznikov (44 anni) (Giugno 13, 1986)
Motivo: Minaccia di svelare la sua conoscenza di Anthony Casso, come membro della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.
Metodo: Sparato sette volte con una pistola automatica.380
Ubicazione: Corso Brighton Beach (Brighton Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Joseph Testa (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 31 anni), Anthony Senter (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 31 anni), Anthony Casso (46 anni).Nota: Si crede che Testa e Senter siano stati rispettivamente esecutore e autista.

60. Nicholas Guido (Civile; 26 anni) (Dicembre 25, 1986)
Motivo: Erroneamente identificato come partecipante nel tentativo di attentare a Anthony Casso.
Metodo: Multipli spari nel petto con una pistola.
Ubicazione: Fuori dalla abitazione di Guido (Windsor Terrace, Brooklyn)
Partecipanti: Joseph Testa (31anni), Frank Lastorino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 47 anni), George Zappola ( Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 27 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.

61. Carmine Varriale (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 30 anni) (Settembre 3, 1987)
Metodo: Sparato a una spalla, al petto e dietro la testa, a distanza ravvicinata con una pistola calibro.38
Ubicazione: 1508 Corso Bath (Bath Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Frank Smith (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese), Anthony Senter (32 anni), Joseph Testa (32 anni), George Zappola (28 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.
Nota: Smith agisce come esecutore. Senter e Testa vengono posizionati come rinforzo.

62. Frank Santora (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino/Bonanno; 50 anni) (Settembre 3, 1987)                                                                                                              Motivo: Assassinato con Varriale.
Metodo: Sparato due volte nel corpo e una volta in testa a distanza ravvicinata con una pistola calibro.38
Ubicazione: 1508 Corso Bath (Bath Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Frank Smith (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese), Anthony Senter (32 anni), Joseph Testa (32 anni), George Zappola (28 anni).
Nota: Smith agisce come esecutore. Senter e Testa vengono posizionati come rinforzo.

Possibili vittime

1. FNU Himilli (primi del 1970)
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Corso D (Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (30 anni).
Nota: La Crew di DiNome afferma che l’omicidio è avvenuto circa dieci anni prima della morte di DeMeo. La vittima, era proprietaria di un attività di decorazione nell’East Flatbush. Secondo quanto riferito, viene uccisa per una disputa sui soldi.

2. Maschio non identificato (tra il 1976/1977)
Motivo: Secondo quanto riferito, ruba dei farmaci dalla casa “coperta” di Canarsie di proprietà di DeMeo.
Partecipanti: Edward/Danny Grillo (43 anni), Roy DeMeo (37 anni), altri possibili.
Nota: Dopo la scomparsa della vittima, la Crew di Peter Corso viene informata del fatto da Grillo.

3. John Burton (1979)
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Frederick DiNome (38 anni), altri possibili.
Nota: La Crew di Arena rivendica “Burton”, impiegato al negozio di auto, ucciso da DiNome per ragioni non specificate. Nessuna prova trovata.

4. Maschio non identificato (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Vito Arena (38 anni).
Nota: La Crew di DiNome riferisce che Arena probabilmente ha ucciso “un ragazzo ebreo che faceva estorsioni”. Nessun ulteriore dettaglio sull’identità della vittima.

5/6. Maschi non identificati (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), e altri.
Ubicazione: Brooklyn
Nota: In due occasioni separate, DeMeo, accompagnato da un Crew non specificata, ha supervisionato il trasporto di automobili da recuperare in un deposito situato in prossimità di Corso Morgan a Brooklyn. Tutti rimangono sul posto per vedere come le macchine vengono demolite. La Crew non vede personalmente i cadaveri, ma dopo il primo incontro DeMeo afferma: “Beh, questo è un ratto in meno” e indica la necessità di supervisionarne l’eliminazione.

7. Maschio non identificato (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), e altri.
Ubicazione: Brooklyn
Nota: Crew non specificata, presente quando il corpo viene trasferito dal bagagliaio dell’auto alla barca guidata da DeMeo. I membri della Crew ricordano questo incidente avvenuto durante i mesi estivi.

8. Ronald Fischetti (29 anni) (Giugno 10, 1981)
Metodo: Spari multipli alla schiena e alla testa.
Ubicazione: Dentro un abitazione al 163-48 89esima Strada (Howard Beach, Queens)
Nota: Vittima impiegata nel commercio di automobili con Patrick Testa. La data dell’omicidio coincide con l’incontro tra i soci DeMeo e Lucchese riguardo a dei potenziali informatori.

9. Joseph ‘Dracula’ Guglielmo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 56 anni) (circa Novembre 1983)
Note: Guglielmo presente durante la perquisizione dei Federali eseguita in un appartamento dietro il Gemini Lounge. Scompare il giorno seguente. Viene ritenuto assassinato, sebbene fino alla metà degli anni ’90 continuasse a essere ufficialmente un fuggiasco.

VALIGETTA-BOMBA (ITS/TENDENZE TERRORISTICHE ANTIPOLITICHE)

https://archive.org/details/MaletnBomba

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

* Questa valigetta-bomba, può contenere solo un tubo galvanizzato, per l’esplosione, ma in questo caso ne useremo due; è un po’ più complicato a causa della quantità di cavi usati, ma approfondendo bene il meccanismo, si può creare una valigetta con 3 o 4 tubi galvanizzati, in modo che l’esplosione sia mortale.

-2 Tubi galvanizzati

-Filo ricotto

-Cartone solido

-Una valigetta (può essere auto-costruita, rubata, comprata o qualsiasi altra cosa; noi raccomandiamo di realizzarla in maniera semplice con il cartone solido)

-Due piccole lampadine per auto o quelle che si usano per gli alberi di natale (queste devono essere riempite con polvere di fiammiferi)

-Silicone

-2 pile da 9 v

-Nastro isolante

-Cavi elettrici

Procedimento:

La prima cosa da fare è una scatola rettangolare con cartone solido, simile a una valigetta.

Per questo, i lati della valigetta devono essere tagliati con misure uniformi in modo che siano il più dritti possibili.

Si consiglia di iniziare a montare l’ordigno esplosivo quando si ha la base della valigetta pronta.

Come negli altri esempi precedentemente descritti (pacco-bomba e busta-incendiaria), la valigetta-bomba è composta da un semplice circuito elettrico, costituito da tre cavi, il primo collegato dalla lampadina con polvere di fiammiferi (che va dentro il tubo) alla pila, il secondo che va dalla pila verso null’altro, e il terzo che va dalla lampadina con la polvere di fiammifero (dentro il tubo) come prima, verso null’altro.

Quando questo “nulla” cessa di esistere, i poli si uniscono generando la detonazione dell’esplosivo. Come viene mostrato nell’immagine qui sotto:

Per illustrare meglio il meccanismo utilizzato nella valigetta-bomba, lo illustriamo in questo modo:

In questo caso, abbiamo esclusivamente posto un circuito elettrico per illustrarlo meglio, e perché al terrorista si dia un’idea basica, prima di proseguire, e spiegare come la valigetta-bomba possa essere composta da due tubi o anche più, questo per una maggiore capacità distruttiva, anche se per provare il dispositivo si consiglia di realizzarlo in modo semplice, come è apprezzato nell’immagine.

Come si vede nel disegno non professionale di Paint, la valigetta deve avere un’apertura in cui si inserisce il manico falso (questo deve essere composto da cartone solido, ma se si può ottenerne uno di plastica per dare più “realismo”, è molto meglio), che deve essere “libero” e non fisso, in modo che quando lo sventurato/a, lo solleva, subirà ferite, al collegare involontariamente i fili che attivano la lampadina all’interno del tubo, generando l’esplosione.

* Ricordati di coprire le mani con i guanti per manipolare qualsiasi materiale che inserisci nell’esplosivo.

* Raschia via con un trapano le matricole dei tubi in modo che non sia così facile rintracciarti.

* Utilizza silicone liquido, colla o nastro isolante per fissare i cavi alla valigetta, in modo che non si muovano per evitare incidenti.

* Questo meccanismo è molto sicuro, se lo fissi e lo assicuri molto bene non darà alcun problema.

* Ti consigliamo, quando sei pronto a posizionare qualsiasi dispositivo elettrico per il tuo obiettivo, di NON passare vicino a generatori di energia o aree con torri ad alta tensione o trasformatori, in quanto le onde elettromagnetiche generate possono far esplodere accidentalmente l’ordigno.

Ora passiamo al diagramma che mostra una valigetta-bomba con due tubi:

Come mostrato nell’immagine, utilizziamo due tubi galvanizzati collegati a due batterie.

I tubi sono legati con filo ricotto in modo che non cadano, uno è più grande dell’altro in modo che rimangano fissi, i tubi e la pila sono attaccati alla base della valigetta, con silicone liquido, ma è possibile mettere anche la colla.

I tappi dei tubi devono essere forati con un trapano per estrarre i cavi.

Anche se vedi un sacco di cavi, non è troppo difficile montare questo esplosivo con due cariche, devi solo stare attento a NON posizionare i poli opposti nella stesso carica, perché se viene fatto questo si corre il rischio che esploda quando lo si sta manipolando. Ricorda che i poli similari, anche se si toccano, non trasmettono carica elettrica.

Tutto questo può essere visto in questa immagine, che indica la posizione corretta del circuito:

In breve, se si posiziona (per esempio) il filo rosso della prima batteria sul lato positivo e il verde sul lato negativo, c’è il rischio che se i fili si toccano con quelli della seconda batteria, l’esplosione possa essere generata su di te, quindi raccomandiamo al terrorista di prestare tutta l’attenzione nell’assemblaggio dell’esplosivo per evitare incidenti.

Quando l’ordigno esplosivo è completato, deve essere coperto con l’altro lato della valigetta, incollandolo adeguatamente in modo che i tubi non si stacchino e che i cavi non oscillino.

Terrore e morte per gli iper-civilizzati!

ITS

UMANI

http://antisocialevolution.altervista.org/humans/

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Odio tutti gli umani

Li vedo come animali comuni

Quello che mangiano e quelli che servono

Muovendo la mano come il vecchio che si è impiccato nel pregiudizio dell’hoi polloi della cultura delle prigioni

Non sono mai in grado di vivere il mondo al di fuori della morale cristiana

Questo è l’animale che le società degli abitanti conservatori hanno creato e addomesticato

Odio tutti gli umani

Il prototipo progressista si impiglia nell’eterno Panchreston per una libertà che emana dalla mente

Non è mai esistito, e non lo sarà mai

I perpetuatori dell’etica religiosa

Figli dell’umano

Detesto i materialisti scuri, quei pretenziosi sacchi di merda, zombi vuoti con due faccie della società dei consumi

Detesto gli idealisti, gli imbecilli mormoni della coscienza che non possono captare il mondo come quello che è

Ho infilzato un coltello nel cuore collettivo, pensando e agendo!

Odio tutti i bastardi!

Possono sentirmi fottuti cadaveri?

Tutti i sogni sono morti, perché è quello che meritano. Tutto deve perire!

La mia alienazione è totale! Niente resisterà, se io posso distruggerlo!

Sto solo cercando il modo per farti del male e distruggere la tua esistenza!

Respiro un atroce disprezzo e un odio non diluito

Per tutta la vita sono stato circondato da questi dementi che aspirano a strapparmi la carne, se non mi nascondo oltre le mie vere intenzioni e pensieri

Umani.

L’evoluzione biologica con le zampe delle pecore!

Una nuova razza per il massacro, la definizione di schiavitù e contaminazione

Tutto questo spinge in alto per entrare nella porta del metafisico

Ciò che mi trasforma in un organismo storpio posseduto dalla ricerca dell’essenza

Odio tutti gli umani

Animali sopravvalutati, un errore della natura.

Archegonos

LUPO MISANTROPICO TERRORISTA (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

“Nessuna bara rimane aperta
Nessun corpo rimane insepolto
Un funerale per le masse
I cancelli della morte sono aperti”

Mi aggiro, sono l’ossessione e l’incubo per la massa.

Eludo e circondo l’obiettivo, non sa da dove sono arrivato, non sa cosa farò, non sa…
Inganno e prevalenza, sono prepotente, secondo la-massa-merda -, che conosce solo una serie di dittonghi: tregua, pausa, quiete, superiorità.

No, io sono un Lupo Solitario, un Terrorista Misantropico!

L’inferno è il presentimento, che passa e copula con la morte, è il risentimento che sente il benpensante, è quello che ode l’idealista, sempre appoggiato al suo piedistallo fatto di roccia granitica (di certezze).

Un brivido corre attraverso una linea retta, e si spezza all’improvviso: cosa è stato?
Uno scatto e una detonazione, si muove e confonde, la massa-merda, che non sa altro che pensare, a come stare bene, facendo finta di sapere qualcosa di più di quello che ingurgita..

Conflagrazione, che sradica e spezza le coscienze…è terrificante sapere di poter morire…un ombra si è appena intravista, giunge ed esplode improvvisa!

Oh Demone dell’Inferno, fammi uccidere! Impulso, impulso, impulso, oh!

Sono attimi e un mutamento improvviso, un Lupo Misantropico Terrorista, volge lo sguardo, verso le vette dell’Inferno, e grida ad alta voce, il suo unico desiderio…

Oh Demone dell’Inferno, fammi uccidere! Impulso, impulso, impulso, oh!

Per il Terrorismo Misantropico Estremo!

Culto Terrorista Profundo-degli Amokläufe

 

MAX STIRNER E GLI ANARCHICI (INDIVIDUALISTI)

Max Stirner ve (Bireyci) Anarşistler

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Tutti coloro che hanno un inclinazione, nella libertà, l’uguaglianza, la democrazia e molti altri concetti, e vivono su questa linea di confine, sono religiosi, o addirittura di mentalità ottusa. Chiunque abbia accettato una figura al di fuori della propria identità, non è l’Unico.

L’anarchico, che vive nel confine dell’anarchia, non è né libero né Unico. Per quanto tempo una persona può essere affrancata nel vivere i propri desideri in maniera libera e unici in una società basilare? Non deve vivere secondo i criteri sociali dell’anarchismo? E se l’uomo libero- per l’uguaglianza, la libertà, il “socialismo”- ignora i criteri anarchici come i diritti e la giustizia? C’è solo un principio per questo: non è umano, è l’Unico. L’Unico che vive secondo il proprio Io, gli esseri umani, secondo i criteri dell’essere umano, e l’anarchico, secondo i principi dell’essere anarchico “. La frase di Stirner, che dice: “Io sono il mio potere, non sono norma, legge o ideale”, non contraddice l’anarchismo? L’anarchismo non ha programmi, leggi, obiettivi generali, norme? Certo!

“Ogni verità è mia; quello che sta sopra di me, non so se è la verità per cui dovrei vivere. Penso che non ci sia verità, perché nulla è superiore a me! Un anarchico può affermare e portare avanti un idea allo stesso modo o modalità di Stirner, in cui esso esprime la propria verità.

Temo che portando avanti questo percorso non ci vorrà molto ad arrivare a un punto focale. Se si inizia con la questione dei diritti e della legge, allora non sarà nemmeno necessario ampliare questo testo, perché la posizione in entrambi i fronti è evidente. In questo modo: l’anarchismo in genere favorisce solo la giustizia, che è un’idea parziale, e adotta anche un contratto che viene considerato una condizione “sine qua non” per il diritto nel trovare il proprio “luogo”. Stirner non è né a favore di un contratto né è interessato alla legge. Non riconosce nemmeno le aspirazioni ai diritti o ad affermare l’ingiustizia.

“Qualcosa che non ho portato avanti con la mia audacia è oltre il mio diritto, quindi non è in mio diritto portarlo avanti. Decido io cosa è giusto. Non c’è alcun diritto al di là di me. Credo che abbia ragione. (…) Questo è un diritto egoista “. Il diritto di Stirner è il suo e nessun altro lo possiede: anche qua ha ragione ” gli altri non hanno nessuna giustificazione; è un loro problema, non il mio: io sono in grado di andare avanti da solo.” Secondo Stirner, ogni azione si basa su una volontà puramente egoistica. A Stirner non interessa per nulla dell’armonia delle forze che alcuni anarchici enfatizzano fortemente.

Stirner non pensa molto diversamente dalla società. Ignorando i contratti, suggerisce invece “gli interessi egoistici”. Questo tipo di rapporto è quello di eliminare i desideri e gli obiettivi degli individui, non ha un valore etico che deve essere adatto allo scopo generale ed impedire le attività relative.

Le società- non importa quali-non attraggono Stirner, la società è spenta e deteriorata prima che dalla luce sia nata. Essa non è attraente per Stirner, dato che mantiene idoli come il reciproco aiuto e la solidarietà. Queste società sono felici e utili quando aiutano, ma l’attimo dei principi benevoli, lascia il posto agli intrighi. Il principio di “pari libertà per tutti” è il mondo degli intrighi degli anarchici individualisti che l’ho adottano incondizionatamente. Perché:

Ogni generalizzazione, ogni unione sistematica, ogni contratto, teorico e pratico, ogni istituzione e ogni principio nasce da un pensiero inquieto. Pertanto, l’anarchismo non fa parte del desiderio di Stirner. “L’Unione degli egoisti” non richiede convenzioni, regole. Se non fosse per questo, Stirner avrebbe espresso un rapporto diverso. Per Stirner, l’Unione degli Egoisti è come una festa di divertimento; nel momento in cui l’uomo porta avanti questo divertimento, vive e lascia il momento che vive. Non ha regole.

John Henry Mackay dichiara con orgoglio che Stirner è il suo “riscopritore” – che vede abbastanza patetico il parlare di Stirner come il grande genio, se non si è liberi dai principi di cui sopra. Il desiderio di vedere Stirner dalla propria parte o come rappresentante dell’anarchismo individualista tedesco che porta avanti, è forse una situazione giustificabile. Tuttavia, questo è un punto da comprovare per richiedere che sia accettato e persino per dichiararlo come tale. Mackay (1864-1933) è una sognatore che ha confuso la verità con il desiderio – ed è solo un sognatore. Il principio di Mackay “pari libertà per tutti” è senza dubbio lontano dal concetto dell’Unico di Stirner. Vedere un filosofo con un tagliente acume come Stirner come “Maestro” è un vincolo forzato, ogni persona che si sente vicino a Stirner può addentrarsi in questa sensazione. Tuttavia, Mackay sapeva molto bene che i suoi pensieri erano molto diversi dal “Maestro”, anche se mostrava se e proclamava Stirner come un individualista anarchico, proprio come esso, il fondatore e rappresentante di questo.

Il poeta Mackay non era ad un livello filosofico possibilmente e particolarmente di interesse per la filosofia di Stirner. E non c’è lavoro su di esso che lo rappresenti. In breve, Mackay non era all’altezza di Stirner, a causa della sua indisciplina filosofica. Per questo motivo, il suo amico Benjamin R. Tucker (1854-1939) coinvolto nell’insegnamento dell’anarchismo individualista, ha posizionato Stirner in quest’ultima dottrina. E da allora, Mackay ha avuto la possibilità di essere conosciuto come il vero Stirneriano. Il fatto che abbia scritto la biografia di Stirner, pubblicamente ha portato a pensare Stirner come un individualista anarchico.

Il mistico socialista-anarchico Gustav Landauer (1870-1919), infuriato con quello che sta succedendo, dice a Mackay: ” Stirner è un filosofo di spicco, ma un pensatore marginale come Mackay, esala sempre un dolore al cuore ogni volta che ne parla. Con la visione offuscata dell’economia di Mackay, Stirner non ha nulla a che fare, dato che Mackay l’ha presa direttamente da Proudhon “.

Concludo che: Mackay ha deformato di conseguenza il pensiero di Stirner perché era utile alle sue azioni, cercando di classificare e vincolare la sua filosofia, e quindi limitarla a qualcosa di certo, così come quello di cercare di immettere una proposta scientifica chiamata: individualismo anarchico. Stirner ha una varietà di caratteristiche uniche: ribelle, senza Dio, individuale, unico, irritabile, timido, amabile, sgradevole, freddo, anarchico e molte altre cose. Tuttavia, questo non è un motivo sufficiente per classificare Stirner: Esso reagirebbe aspramente per queste valutazioni e questi appellativi! E alla fine conclude affermando: “ho fondato la mia causa sul nulla.” Da qua in poi, tutto diventa una circostanza. Se avesse voluto dare un appellativo a tutto ciò, l’avrebbe fatto esso stesso.

Il fatto che Mackay avesse sistematizzato la verità assoluta in parole che avevano un contenuto di dominio, era per cercare di mostrare una “società libera” basata sui principi della libertà, volendo catturare la verità credendo in questo pensiero nel luogo dove viveva. Mackay era troppo pio per vedere i pericoli del linguaggio.

Stirner non ha fatto altro che spostare il passato pensiero alla sua fase finale, così, dopo aver pensato alla fine del pensiero, lo ha gettato via. “Le persone che pensano diversamente” si tollerano a vicenda. Ma perché dovrei pensare a un oggetto in modo diverso, perché non pensarci fino alla fase finale del pensiero in modo diverso; voglio dire, fino a che non dare un senso a ciò che devo considerare: fino a quando l’oggetto è distrutto e annichilito?

Non intendo che Stirner ha adottato la spensieratezza, ma che Stirner è “pieno di pensieri” e ha anche un “mondo di pensieri”. Come molti anarchici, l’errore primario di tutte le persone nel mondo, è che si vedono come padroni dell’esistenza del pensiero dell’altro.

Il termine “Penso, allora io sono” contiene due fantasmi. Secondo Stirner Pensare e Esistenza, sono le cose che sono state spinte al lignaggio e il sacrilegio; Secondo Stirner, per esempio, Ludwig Feuerbach, idolatrando gli esseri umani, rimase bloccato nell’astratto e non riuscì a superarlo. Gli anarchici sono in grado di superare la santità di idee come la società libera, il diritto alla proprietà e la coscienza della comunanza? È un comportamento da coglioni, secondo Stirner, persino credere in una società libera e sfrenata.

“Ho superato la condizione di quello che posso pensare. Uno è la mia presenza, l’altro è la mia opinione. Ho bisogno di entrambi per esistere, come ho bisogno di migliaia di altre cose, dice Stirner, che completa la sua frase come segue: “… Prima di tutto, ho bisogno di Me, ho bisogno di essere l’Unico”.

Ciò che Stirner vuole sottolineare è che io non sono un santo e un dio (idolo), ma un Io che consuma continuamente il senso dell’esistenza senza legarsi a qualsiasi ideale o altro Io. Brevemente,i desideri, gli impulsi, le pretese, l’induzione a mangiare; Sono io quello che consuma i risparmi senza il consumo di altri Io. (Anche se la parola consumare può dare una connotazione economica, dobbiamo sottolineare che: si pensa di consumare il pensiero, consumarlo, e ciò impedisce la santificazione del pensiero; il pensiero deve essere vissuto secondo Stirner, non per essere idolatrato).

In altre parole: l’esistenza è sempre espressa da un particolare essere; questo è possibile dalla scelta delle possibilità esistenti dell’esistente. Quando si effettua questa scelta, questo esistente si esprimerà e si consumerà, o sarà consumato da altri. Viene definito uno stato autentico. Non sarà in grado di ottenere nessuno stato autentico esistente se lascia la scelta a qualcun altro. L’autenticazione è l’espressione dell’esistenza unica.

In altre parole: Stirner non ha bisogno di avere identità assolute per consumare la sua unicità; Stirner serve primariamente se stesso. Questa è la relazione di Stirner con il mondo. Per creare uno stato autentico, libererà il suo Io creativo dal nulla e lo porterà alla luce del giorno; tornerà al nulla di nuovo consumandosi senza essere attinto dalla presenza degli altri. Tutto è transitorio e mortale. Stirner viene dal nulla, va verso il nulla. Il suo mondo è senza nome. Le categorie viventi che Stirner vuole consumare sono tutte le cose esistenti secondo i suoi desideri e le sue possibilità.

Come si può capire da questa affermazione, è quello dell’esprimere la difesa di Stirner come il fondatore di ogni individualismo, per ridurre Stirner a un punto. Questo significa senza dubbio percepire Stirner. Perché: nell’Io di Stirner, è tutto incluso, senza l’idea fissa.

AUTORITÀ COME UNICO INTERPRETE DEL MONDO (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

“…l’Unico è coerente con se stesso, cioè cosciente della sua unicità, considera l’altro come non-io, cioè come sua proprietà…”

Questa è la mia “epoca”, so che Vincere o Morire, contiene più di questo editto, è un approfondimento dentro il vuoto del nichilismo, nichilismo che si è trasformato, nella piattezza più assoluta, ed è per questo, che sperimentando, lasciando per terra sangue, e carne, sudore e odio, mi sono spinto verso la Misantropia Estremistica, ma non quella buona per i politicanti di ogni sorta, ma quella che promuove l’Autorità, in maniera Attiva ed Estrema.

Autorità che parte dal presupposto della totalità del mio Ego, o Io-centro.

La Misantropia Estremistica, perciò, è la prominenza altezzosa, e unica, del mio Egoismo, dove carne e mente, si fondono, per esplodere nella distruzione del concetto di “molteplice”.

Dire per me Misantropia, è dire Autorità o Egocentrismo in una profondità estrema.

Se Io sono Unico l’altro non può essere me, ma se Io sono Unico, l’altro non può essere, non può esistere, non può essere perdurante in nessun modo.
Se Io mi sento Unico, il resto, esiste, solo attraverso le apparenze che contengono sempre me stesso. Io sono Io, e quindi il resto non è divisibile, da quello che predispongo per il resto dell’umanità.

Qua non sono alle altezzosità della schizofrenia nichilistica e misantropica di Nechayevshchina (gli sto dando a questo punto un autorità sopra di me? Lo considero la divisione di me stesso, e per cui, un altro Io? Buone domande per un dibattito amorale…), che vedo praticamente irraggiungibile…

Ma cerco di arrivare al punto di non divisione di me stesso, nel senso, che non vedo davanti a me nessuno, che possa essere un altro proprietario, e questa ritorna a essere una lotta a morte, contro gli altri, che vogliono o potrebbero essere Unici. Un Unico non vede altri unici, quindi possono esserlo, se, come sopra, do adito e gli do questa unicità, o l’illusione che cosi sia.

Io vedo davanti a me altri individui, li vedo e li sento, li percepisco come soggetti, che si muovono, e dicono e affermano, cercano di portarsi sopra di me, sempre e in ogni caso, anche se per il “resto” dell’umanità, quello che vedo, è solo roba semplice, è quello che si afferma: “cosa vuoi che sia, sta scherzando..”

Mentre questa persona, come esprimono gli altri-“scherza”, sta cercando in maniera Autoritaria, di farmi suo. Questa autorità va contro la mia Autorità, quindi parte una lotta, che deve portare per forza a uno scontro finale, e a vincere o a soccombere.

Io non posso essere lui, perché sono Io, ma se Io cerco di dare autorità a un altro Io, allora l’altro diventa il molteplice di quello che rappresenta me stesso.

Dare all’altro- ogni incontro cercato o fortuito può essere tale- autorità, significa che il mio Ego, si sta dividendo in più parti, perdendo potenza e potere, sacrificando una parte, inserendone la parte dell’altro, dentro il mio Io.
A questo punto, se Io do- questa parte che diventa parte dell’altro- l’altro è penetrato dentro me stesso, e Io vengo scavalcato, perdo autorità, pur rimanendo qualcosa di indiscutibilmente Unico.

L’ho scritto, sopra, è un punto interessante di dibattito amorale, e dato che mi esprimo in questo modo, significa che sono ancora dentro un contenitore, di accentramento della molteplicità. A me interessa il dibattito amorale (ricordiamo che il dibattito in questione, non è un confronto, ma uno scontro, molte volte feroce, che “spacca il capello in quattro”..), è fortificazione del mio egocentrismo, ma se mi do un limite considerandolo un valore, questo, e quindi la fortuita divisione, può diventare il bene e male, che Io e altri Estremisti egocentrici, abbiamo oramai davanti alle palle ogni volta che “foglia si muove…”.

Quindi per conquistare il mondo circostante, ho bisogno costantemente del flusso e del riflusso, di quello che mi sta attorno, che sia una foglia per terra, o una faccia di cazzo che mi guarda storto, di una persona uguale tra le altre uguali, o di una fighetta che sorride, perché cerca di fare la sinistrorsa di merda che è…perciò, ho bisogno di questo, e anche altro, perché devo dibattere amoralmente, cioè, devo andare allo scontro, per conquistare tutto quello che vuole essere in mio possesso.

Possedere significa conquistare, prendere parte a un progetto di accentramento del resto verso me, che in quel momento, non è più una molteplicità, resa tale dai valori morali e etici della società, ma deve diventare mio.

Il Mio tutto totalizza il restante tutto degli altri. Quello che entra in Mio possesso, è possessione di un altro tutto, che anniento e inglobo, è che ora è nulla, il niente.

Se Io vado alla conquista, di quello che deambula attorno a me, (“attorno” perché Io sono il centro di tutto), è perché devo potenziarmi, devo ridefinire ogni volta, la fortificazione del mio Ego, sperimentando la vita, per mangiare e cibarmi.

Voglio annullare ogni differenza, che farebbe dell’altro, un altro, un io, un ego, perché quest’altro, può diventare molteplicità della mia potenza, l’ho posto e composto, l’ho ampliato e portato a essere un altro unico, o comunque un altro io, che limita il potenziamento a cui anelo, perché questo è quello che mi fa innalzare a Unico.

Per questo che devo continuamente cibarmi di quello che mi sta attorno, lo devo spersonalizzare (che sia foglia o individuo), e porlo come un pezzo di quello che ho ridefinito. Ridefinito, nel senso, di cibarmene per poi esprimerne- su di esso- la mia Egoicità. Dato che, se lui è oramai mio, non è più una persona o una cosa, cosi definita, ma è mia possessione. Io lo possiedo e ne dispongo della sua volontà o del suo essere in una posizione tale, da essere in qualche modo “definito”.

Questo che è quello della mia conquista posseduta, è la generalizzazione della specificità molteplice, il ritornare ed estendersi del nulla vuoto nel vortice del niente. Questo e quello, sono i multipli e plurimi del valore veritiero in un mondo che illude e determina la circostanza effettiva.

Il mio Ego anela all’estremistica distruzione della cosiddetta “definizione”: se quello che ho attorno è definizione, allora anche Io posso essere posto in un contenitore determinato dalla molteplicità.

Qua sto tentando di attaccare la giugulare della molteplicità, e della definizione “fissa” di quello che è un essere, o una pianta, o sta cazzo di croce che ho davanti a me…Io voglio distruggere tutto, ed è per questo, che devo continuamente cibarmi, di quello che è il resto, senza permettere che “questo”, divenga qualcosa, per me, di definito. È la definizione fissa, il nemico del mio Ego, e devo distruggerlo, per non essere distrutto e divenire “definizione”.

Perché allora con una parte dei miei compagni, abbiamo superato il nichilismo, e sperimentiamo la Misantropia Estremista? È che c’entra con quello che sembra un approfondimento “stirneriano”? (diranno gli studiosi annoiati di Stirner)

Perché la Misantropia- come sopra- è, per me, dire Ego, e quindi affermare l’Autorità, Unica e profonda.

La Misantropia Attiva ed Estrema, oltrepassa il nichilismo oramai appiattito, distruggendo la “politica”, e quelli che ci scassano continuamente il cazzo con la loro empatia sociale, è entra direttamente in un approfondimento sull’Unico contro la molteplicità.

Perciò Io Misantropo Estremistico sono l’Unico contro la molteplicità.

La mia Misantropia Attiva Estrema, manda a fare fottere tutto, perché invece di considerare l’altro come qualcosa che appartiene, a un ente, alla fenomenologia dell’essere, spinge per la distruzione di tutte le categorie viventi, ed è per questo che ritorna a essere, la volta delle volte che distruggo, un Ego contro il molteplice.

La distruzione del molteplice, è quello che mi serve per iniettare odio dentro le vene, di me Misantropo Estremista, e pregustare ogni volta l’inizio e la fine della mia “non-esistenza”.

Io ho “bisogno”, dell’altro, della cosa o dell’oggetto, senz’altro riconoscerli, dato che pervengono al mio circostante, e sono attorno a me.

L’inumana ed estremista non-esistenza, che attanaglia le mie viscere, spinge a mangiare quello che mi si pone davanti, che snaturo, perché se lo conquisto, non c’è più bisogno di differenziare, rendendo qualcosa di unico, qualcuno di molteplice.

Il molteplice, una volta inghiottito dalla mia potenza Egocentrica, non è più nulla, è annientato, non è una figura di qualcosa o qualcun’altro, ma il nulla che è dentro me, è che serve a iper-potenziarmi.

La Mia Potenza si esprime in maniera continua iper-potenziandomi, perché spingo verso la volontà di questo potere; è il mio allagarmi, che spinge a continuare, non è un moto logico- devo mangiare per sopravvivere- ma è l’espansione del mio Ego, che non conoscendo confini dualistici, si appropria del tutto del circostante, attorno a me. Per espandermi, devo cibarmi, per estendermi devo mangiare il resto, il tutto, il molteplice, la pianta o la persona, il valore o la categoria.

Ho bisogno dell’altro, non perché questo, è un soggetto vero, a cui do l’adito di esistere, ma perché questo “altro”, che vuole mangiare me, devo sconfiggerlo, nel senso, di porlo come una conquista, che non ha più nulla di definito, ma è diventato dissolvente.

Per questo l’Autorità è l’Unico interprete del mondo, perché dissolvendo gli altri, il resto, il mondo diventa mio, lo sento come la mia unica predisposizione, il vivente si estingue nel momento in cui non do agli altri il mio “definirmi”, ma li attacco alla giugulare della loro esistenza vitale, e li uccido, per dissolverli dentro me. Loro non sono più essi, non sono sostanza, organismo, pensiero o altro, non sono più nulla, perché li ho dissolti dentro me stesso.

Questa è la mia “epoca”, sorpassate e morte le ideologie, la voglia di attacco egoistico e Misantropico, sta per far crollare a picco, quello che rimane dei pochi idealismi presenti. Idealismi, che sono oramai ridotti all’osso, o all’induzione a rientrare nei moderni circoli dello spettacolo progressista.
Ed è per questo che si deve spingere per il Caos Misantropico, spingere per l’Estremismo Autoritario/Egoistico, creare Terrore, spingere per il Terrorismo Indiscriminato, e andare a fondo all’abisso della non-esistenza, e distruggere, fare crollare i miti e le fissazioni, portare alla luce, quello che è l’essenza primitiva dell’uomo, come diretto assertore della brutale lotta dell’Ego contro altri egoismi.

Il fondo dell’abisso della non-esistenza è il Terrorismo Indiscriminato. Il Terrorismo Indiscriminato è la distruzione della molteplicità, e la vittoria sublime dell’Ego contro altri egoismi, dato che non riconosce il limite dell’esistenza delle dottrine etico-morali. Il Terrorismo Indiscriminato non riconosce l’esistere, perché è l’inumano che sposta gli equilibri della società-massa, che tumula il fondamento dell’uomo: i valori umani e le verità dati a essi.

E se ripeto, che esistono altri egoismi, è perché, voglio buttare giù, il molteplice dell’esistenza, uccidendoli, mangiandoli, cagandoli dal buco del culo, per annientarli, e riproporli, per quello che Io decido siano, senza che essi, esistano.
Il molteplice, è solo l’idea fissa, dove esistono altri ego, l’Unico, mangiandoli, non significa che li riconosce come “differenti ego e egoisti nel vivente”, ma che sono rappresentazioni, che attorniano Me, che ostacolano me, che possono o vogliono prendere lo spazio mio, che possono o vogliono possedere quello che sono Io, senza che per questo siano enti che attorniano Me. Io sono Io, quello che è davanti a me, è la rappresentazione che sto dando dell’altro, ma non del vero valore di esso, che voglio sconfiggere e mangiare, per dissolverlo come Unicamente l’Unico.

Arca

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