(PROPAGANDA):”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” III

Ricevo e pubblico

KH-A-OSS III

INDICE:

– Ragnarøkkr (Frenitida)

– Baratro (Arca)

– Terrorismo Criminale: Incendio al parcheggio della stazione La Celsa (Roma): sei auto distrutte dalle fiamme

– Terrorismo Criminale: Aprilia, auto in fiamme nella notte

– Terrorismo Criminale: Incendio sotto il cavalcavia Ghisolfa, tra viale Monte Ceneri e viale Serra (Milano): tre auto devastate

– Dell’amore del prossimo (Friedrich Wilhelm Nietzsche)

– Theurgia: “Trasformazione (Discendi nella notte di Hiperboros)”

– L’illusione dell’Anarchismo (Dora Marsden)

– La Distinzione dell’unico di Stirner (tratto da La peste furtivA)

COLLEZIONE DI COMUNICATI DELLE ITS (E ANNESSO)

Ricevo e pubblico

Collezione di Comunicati delle ITS(e annesso)

Introduzione

Come “Uroboro Silvestre” abbiamo sentito un fremito quando traducevamo i testi di questa “collezione di comunicati ”degli Individualisti Tendenti al Selvaggio (con annesso all’interno dell’opuscolo). Ci siamo detti: chi, anche prossimi a questa Tendenza, si spingerebbe, rischiando, nel tradurre testi con dentro attentati con pacchi bomba, incendi, omicidi, tutto sotto la veste dell’eco-estremismo e del terrorismo?

L’eco-estremismo è una Tendenza che in maniera preponderante, è arrivata ora anche in Europa, con svariate “cellule”, che combattono una guerra a morte, contro il sistema tecnologico e la sua sfilza di valori morali.

Noi, come piccolo gruppo di traduzione, diamo il nostro contributo, per fare espandere l’eco-estremismo, anche qua in Italia, dove già c’è stato chi in passato a contribuito a tutto questo (parliamo del terrorismo nichilista).

Il nostro obiettivo, come sopra, è quello di fare espandere la Tendenza, per cercare di destabilizzare il sistema morale e umanista, insito in questa parte dell’occidente, sistema che è entrato anche in un ottica di “compagnerismo” anarchico. Con questo non significa che tutti gli anarchici in europa, sono contro l’eco-estremismo, anzi, ma che la morale cristiana oramai si sta infiltrando completamente, dentro l’idea anarchica, anche quella informale, individuale, riducendo il particolarismo che, per esempio, la Federazione Anarchica Informale, aveva fino a qualche anno fa.

La nostra idea progettuale, per concludere, è quello di compilare un numero di comunicati, adatti per produrre un opuscolo corposo, che si dispieghi nel tempo e nello spazio, come contributo a un dibattito, che è iniziato nel 2011, con la nascita di una Tendenza: l’eco-estremismo.

Avanti con la Guerra contro il Sistema Tecnologico e la Civilizzazione!

IL DISTRUTTORE DELL’UNIVERSO (EDIZIONI NICHILISTICHE “ÁVYSSOS”)

Ricevo e pubblico

http://avyssos.altervista.org/il-distruttore-delluniverso/

Niente esiste.
Anche se esiste qualcosa, non si può sapere nulla al riguardo.
Anche se si sapesse qualcosa su di esso, la conoscenza a riguardo non può essere comunicata agli altri.

Il Distruttore dell’Universo, è l’EgoArca che mangia e ingloba i punti di assioma entro dentro esso, questo “esso” che l’Individuo realmente non sa cos’è, se non una pura scarica di sensazione irreale, qualcosa che preme per spingere all’interno dell’entro/erro. Resiste l’Individuo a questo? O inglobando le parti dell’Universo, lo sospinge rovesciato? Respingere e attingere esistono? Appurando che qualcosa esiste all’esterno del tale e quale, esprimo un senso delle cose? Non c’è verità alcuna che si possa dire in quanto tale, la ragione e la coscienza non producono verità ma sono punti assiomatici attraverso il “sistema della conoscenza”; questo sistema del metodo umano inserito nelle società, è la Mia creazione/distruzione ma attraverso cosa e in quale modo? Esiste come latente input nel riflesso dello specchiarmi e mi preme perché venga compromesso il flusso- che non possa rifluire infinitamente. Non è un Io altrui- ma sono immensamente Io. È sempre un punto assiomatico dentro il Mio Ego specchiato. È impossibile appurazione ed è il possibile che “l’impossibile” siano medaglie dello stesso valore in fondo al baratro del Nichilismo EgoArca. Il respirare attraverso la conoscenza di questo “valore” si fa rarefatto nel momento in cui si ricerca la causa che l’ha prodotto,input latenti tornano a esistere nell’inesistenza della mia apparizione e o di qualcosa nel presumibile che sia cosi.

I dotti della ragione affermano che posso aver usato il “noi” se sono un Io? Ancora con questi schemi? Io, noi, essi, altri,l’altro, il resto, non servono a nulla, se non nel limite del linguaggio che esprimo, che qua affermo, ma non so se esiste nel momento in cui lo affermo. Sono scettico dunque? No, parlo attraverso il manifestare di infiniti specchi che specchiano Me stesso. Uno specchio ne rispecchia un altro, che si rispecchia in un altro ancora, e ancora e ancora, senza fine alcuna, nell’abisso del vuoto; vuoto abissale che ingurgita questi input latenti, e infine, nell’esprimermi ritornano niente: quello che esprimo è il niente del niente del niente…

Contraddizione? Non esiste, è solo un input, una sensazione, senza categoria, un riflesso entro il riflesso, che mangio e diventa niente, penso e diventa niente, respiro e niente, penso e niente, in un circolo continuo atemporale. L’attimo è attimo senza tempo che diviene niente, e infinitamente niente.

Sto parlando del niente concettualizzandolo? Il Niente è il nulla nientificato- un non-ente.

Se esiste una conoscenza di tal fatto, esiste anche quel fatto? Quindi esiste il mondo come lo conosciamo? Io Creo/Distruggo [Distruggo/Creo] e dispongo le pedine e voglio declamare- plasmare il mondo,l’irreale dispiegarsi del Caos. Non esiste nessun mondo, non esiste nulla, se non che decade tutto il presumere del pensare, che crolla nel niente del niente nientificato. Lo specchio che è specchio di infiniti specchi, è sempre e solo l’immagine che specchia Me stesso, che è l’inesistente nulla. Io sono Niente e sono Nulla, mangio me stesso mentre mangio l’universo che è nulla e niente:infinito specchiarsi di immensi riverberi.

L’essere, il soggetto, il predicato, il verbo, l’oggetto non affermo che “li conosco”; affermo che non so cosa siano, e se è il linguaggio è il mio specchiarmi, gli input indefiniti e contratti mi annientano in una spontanea semplificazione: Io sono il Niente che è lo Specchio del niente Mio nulla.

Declamo Essere l’Estremistico Distruttore dell’Universo, e affermo che l’EgoArca è sangue con la Misantropia, il Terrorismo, il Nichilismo, e il Solipsismo.

Concetti? No, specchi degli specchi dello specchio in un niente nientificato. Creo/Distruggo con la Misantropia, il Terrorismo, il Nichilismo, e il Solipsismo, specchiandomi in Me Stesso.

Lo specchio è la mia immagine che rispecchia l’universo, che distruggo mentre mi specchio ancora e ancora e ancora infinitamente nel niente nientificato.

Questo Estremo degli Estremi potrebbe essere anche definito dai benpensanti -schizofrenia agente verso l’infuori e verso l’entro, (dove fuori e dentro non esistono -secondo la supposizione che siano veri) e al di là degli studi degli “eminenti” filosofi, su questo, e sul pensiero della mente umana, tutta codesta idea, Io l’Anniento.

Questo frammento di Schizofrenia EgoArca è il perdersi di latenti input e il ritornare di essi nel nulla, una non condizione di affermazione, un distruzione delle ipotesi: è inutile ripetere che anche se uso questo input che si chiama “linguaggio”, che egoicamente pretendo sia “limite”, alla fine ritorno ad affermare che: se spiego una cosa, è perché la sto usando per il mio fine, perché passa sempre nell’inesistenza degli specchi creati a Me stesso. Mezzo e fine sono infinitamente allucinazione e sensazione schizofrenica: Io. Creo-Distruggo-Distruggo-Creo-Creo-Distruggo: illimitatamente.

Distruggo-Creo Me stesso, Creo-Distruggo Me stesso, Distruggo e Creo Me stesso-senza conoscere la verità di fondo. Affermo la verità di fondo, senza sapere la verità del perché è affermata.

Ma specchiandomi affermo Me stesso.

Creo distruzione in questo frammento per affermare il flusso e riflusso atemporale dentro l’infinità degli specchi a Me stesso.

Ritorniamo a questo limite a Me creato: il linguaggio: il “Rasoio di Occam”, per chi ne ha sentito parlare, è il metodo che sembra sia più usato Ora, questo metodo è entrato nell’anticamera, degli idealisti, dei moralisti, degli alternativi, degli anarchici moderni.

Bastava bussare e subito tutti questi umanisti, l’hanno fatto entrare con tante scuse: perché solo ora ti sei fatto sentire? Finalmente potremo anche noi dare una ragione e una condotta morale a tutti questi Estremisti Schizofrenici. Ora useremo anche noi il “Rasoio di Occam”.

È inutile cercare qualcosa che sia fatto di più spiegazioni, la più semplice è quella che ha più importanza. Oh quella che centra l’obiettivo del perché ci si fa una domanda o si cerca di arrivare a una risoluzione. Cioè quella che “esiste veramente”.

Questa semplice condizione e costrutto morale, dell’in-esistenza, preme entro dentro/erro– per essere qualcosa del niente del Mio specchiarmi; il Nichilismo EgoArca, è il tracimare ed espandersi di forza e vitalità, di potenza e forza, di costruzione e distruzione, per mangiare e ingoiare nel Niente tutto quello che è assioma nel Mio mondo, il mio flusso e riflusso senza fine ne tempo.

Il Nichilismo è EgoArca, Terrorista, Misantropo, Solipsista, perché queste sensazioni e flussi rifluenti si specchiano infinitamente volte nell’abisso che ingurgita il tutto che è niente diveniente niente.

Creazioni/Distruzioni che sono volontà accentratrice, perché sono Io l’accentratore EgoArca e lo specchio e prospettiva infinita che Creo e dove dispongo le pedine e le plasmo in quello che incontro come mondo vero nello specchiarmi. Io vedo infiniti specchi che riflettono sempre Me stesso.

Affrontiamo e Sperimentiamo questi frammenti del Mio Nichilismo:

Moralmente espresso il mondo è falso.

Ma in quanto la morale stessa è parte di questo mondo, essa è falsa.

Il Terrorismo Nichilista è il Mio Ego prolungato che diviene Arca, lo creo/distruggo, e agisco su questo mondo falsamente vero, che comprime il respiro che deve essere libero di ampliarsi e annientare quello che costringe, che stringe, che significa qualcosa di valido, che comporta limiti e distinguo nel mondo della realtà. È la realtà che diviene, che specchia qualcosa al di dentro di Me nel Me stesso, ed è non è in quanto cosa non è. La realtà è il mondo vero come punto di assioma entro dentro erro.

Processo di trasformazione e subiettività, di quello che da input latente diventa assioma nella Mia fortezza Egoistica, dove non esiste l’oggetto e il soggetto, ma dove questo punto di assioma, si riduce a una sensazione costringete, che vuole ridurre il mio respiro prolungato nell’in-esistenza e far ritornare l’immagine di un mondo vero, in un infinità di specchi, che io non so cosa possano pensare, è se sono la Mia immagine, sono anche la distorsione di queste impressioni, percezioni, fraintendimenti, dove il “cosa”, è sottoposto a una domanda infinita tra infiniti modi di vedere questa cosa, che non è cosa, non esiste nella determinazione della “cosalità”.

La “cosa” diviene specchio, percezione annullata del nucleo della risposta, si spezza e frammenta in un destabilizzare il passaggio tra l’entro e l’esterno, a Me rappresentato. Sono l’entro e l’esterno, l’infinito che si specchia, è l’erosione margine dopo margine del contorno di quello che viene definito “sistema della conoscenza”, con dentro delle cose, dei bordi cosali, delle supposizioni interne/esterne in Me.

La conquista dell’infinità degli specchi, che vedono un fatto, e l’assoggettano, non essendo soggetto vero e formato, sono la percezione e il flusso di una sensazione, senza senso, che è infinita impressione di latenti ritornare di questo sentire: senso è un non-senso, un non-ente, non esiste, se non nell’immagine derivata da altre immagini derivate che divengono derivate infinitamente e si estinguono nel nulla nientificato.

Interno/Esterno è il punto di unione che, irreale, diviene reale-dove non c’è un appiglio ove aggrapparsi realmente, reale è irreale che è esterno in un interno esteso all’interiorità di quello che interno, ritorna e si spoglia dell’involucro soggettivo e non-diviene oggetto speculativo. L’oggetto speculativo in-esiste se non nelle apparenze, che attorniano il prodursi di sensazioni cosi condotte attraverso un infondato nulla interno/esterno. L’esterno è l’intento ritornante che soggioga quello che è la sensazione nel flusso ottico del terreno che diviene a Me, in una distruzione, entro distruzione, che sradica il processo nel fissare un oggettività delle storia e del mondo, annullandosi dentro/entro l’infinità che Mi specchia.

Fondamentale annullarsi delle parti, parti assoggettate al particolare tra esse, induzione e deduzione di un tipo modello che si esprime in un senso – non senso, oggettivato, che viene eroso infinitamente nel nulla nientificante, oggetto non-oggetto, inesistente, spira nello specifico interesse egocentrico, annullato dall’inizio e dalla fine, senza fine iniziale e un iniziale che finisce dentro un contenitore ripieno di obiettività totale, falsa e vera, nel modello di appartenenza assoluta.

L’Interno/Esterno, non esiste, è un bagliore spettrale, allucinazioni e abbagli, colpisce l’infinità degli specchi, che si pongono come assiomi e come punti-pulviscolo latente che dissimula una verità data da un presupposto che sia reale- e si attaccano al bordo immaginato di Me stesso, speculando sulla rivalità tra una parte e l’altra, parti che sono mere illusioni, soggettività formale in un indicazione che l’immagine è vera e contiene le parti cosali, che Io immagino, e da cui mi specchio infrangendo il nucleo fondativo di una domanda data a un perché.

Il Perché? Non esiste:eventuale punto assiomatico nella Mia fortezza Egoistica, dove il “che” è aggrappato al finito “per”, che infinitamente: spezzandosi e riducendosi al nulla del niente, in una nientificazione in-esistente.

Il Terrorismo Nichilista, è il sangue del Mio sangue, ma non è un ideale, un ideologia, una religione, un verità fondante qualcosa di vero, un agire con uno scopo finalistico, è non riduce il tutto a precise parole di antagonismo verbale.

Il Terrorismo Nichilista è il sangue che fluisce irreale in un circolo infinito di costruzione e distruzione, nella Mia fortezza:attacca il bordo/sostanza che è margine in un entro/dentro, creato illusoriamente, e sprona il Mio Ego a specchiarmi, e rispecchiarmi, a determinare quello che l’istante distruttivo spronerà a spezzare e frammentare nella definizione circoscritta di input latenti.

Il Terrorismo Nichilista è l’attacco annientate alla verità, perché il Mio Ego vuole respirare a lungo e specchiarsi per Apparire in tutta la Propria Egoicità.

L’Attacco che Terrorizza Nichilisticamente, vuole mangiare altri ego, ridurli a niente, nel niente di un nulla, che è sospinto, in un vuoto egoisticamente a Me appartenente.

Io Voglio Distruggere e precipitarli-gli ego assoluti in un vuoto assoluto, gli ego morali in un vuoto morale.

L’Attacco distruttivo porta nutrimento falsificato di una realtà vera, al Mio Ego, ed è per questo che colpisco, quello che nell’infinità degli specchi, sono punti di assioma.

I punti di assioma dimorano nel Mio illusorio bordo, che è margine e limite, che arrivano e vengono posizionati, che sono per questo limite del respirare, ed è per questo, che il flusso continuo e infinito, viene ridotto, da questi punti assiomatici, non perché appartengono a qualcun altro, ma al mio dipendere illusoriamente da essi nell’in-esistenza.

Essi- non esistono, se non nel circolo infinito degli effetti illusori della Mia Fortezza, dove si stagliano non fermi e immobili, ma moventi attorno all’illimitatezza di un immane grandezza di spettri e ombre che vogliono cibarsi di quello che creo/distruggo, illudendomi in questo modo che Io possa averli creati. Li creo perché mi illudo che sono loro, ponendo un margine nel bordo dell’allucinazione.

Il Nichilismo colpisce Terroristicamente perché nella mia in-esistenza, avverto che il flusso ininterrotto di godimento, possa fermarsi, pur non sapendo perché questo avviene, definizione- punti di assioma:punti fermi, informi e formati da me stesso e dagli specchi in cui l’illusione si vede, guarda, percepisce, qualcosa che la frena, questo qualcosa è senza forma, senza bordo, ma crea un bordo apparente che sia cosi.

Io Attacco Terroristicamente come Nichilista, perché voglio distruggere questa apparenza, nella mia in-esistenza, e voglio distruggere i punti assiomatici, che pur essendo illusori, li creo in una schizofrenia folle.

Quindi se il nemico, lo creo Io, perché cercarne uno, fuori dalla mia in-esistenza?

Perché l’esistenza è l’entro/dentro la Mia in-esistenza, creo/distruggo infinitamente.

Il nemico è quello che creo, perché voglio dimorare e godere nella Mia fortezza, ed è per questo che non-creo un nemico, ma il nemico è a Me creato, non si basa su un “perché”, ma sul circolo continuo di input latenti, che tornano a voler dimorare in un ritorno continuo di falsità e verità, infinite come gli specchi -che vedono Me immensamente.

Falsità e verità in-esistono nel momento in cui creo/distruggo, perché sono riflessi degli specchi, che mi pongono davanti a un quesito senza nessuna risposta, sono riflessi di Me stesso, ed è per questo, che illudendomi, li creo, uccidendoli, li mangio, per inglobarli e falsificare -senza falsità- la storia che mi si presenta davanti:erro entro esso.

La morale è falsificare qualcosa che non esiste, ed è per questo che se colpisco con l’Attentato, qualcosa che è ritenuto vero, sto colpendo qualcosa che non esiste, sto colpendo la morale, che è l’immagine che mi si presenta entro, vedo questi segnali, impressi e sento che non esistono, che inglobo e voglio mangiare, e quindi colpisco Terroristicamente, ma non perché il Terrorismo è un metodo, ma perché è sangue e flusso infinito che mi specchia e mi fa godere. Il Terrorismo Nichilista non è la ricerca di un finalismo, ma è un agire-amorale, verso il punto assiomatico che nella mia illusione sento possa fermare questo godimento. Il godimento è lo specchiarmi infinitamente, non vedo l’oggetto come qualcosa che esiste, ma riducendolo a sensazione che diviene nulla, nel momento in cui esplode un ordigno e implode la verità- e la morale- tutto questo si nientifica. L’Amoralità è flusso nel sangue- follia entro schizzi di irrealtà.

L’Attacco Terrorista Nichilista, che colpisce con un ordigno davanti a una parrocchia – architettura della morale umana- fa esplodere magicamente i sentimenti del circostante, circostante che vive dentro la Mia Fortezza e che Io illusoriamente vedo come assioma, ed è per questo che intuisco qualcosa che ferma il flusso continuo di godimento nello specchiarmi; questo circostante- l’entro me- crea una falsificazione di un illusione che magicamente diviene Mia illusione, ed è per questo, che sento le Vette dell’EgoArca, che si stagliano nel Mondo a Me creato, arrivarmi addosso; lo sento, ma non vedo la cosa, lo percepisco, ma non lo concepisco, lo assoggetto ma non ne vedo un oggetto con dei soggetti attorno all’intorno. Non esiste un contorno che esiste al di fuori della Mia Fortezza.

L’Attacco Terroristico e Nichilista esprime la percezione come assioma, e l’ordigno è l’esplodere del Mio Ego dentro la Fortezza, ma è anche l’esplodere quello che la definizione-morale,falsifica: esiste un soggetto colpito moralmente/oggettivamente, ne subisce le conseguenze, diviene una persona che entra in un diritto umano- assoluto concatenante il ritorno effettivo del concreto immanente.

Io non ne vedo che un apparenza tra le apparenze falsamente vere degli specchi infiniti.

L’Attacco Terroristico colpisce, attacca gli specchi del Mio Ego, che illusoriamente è l’esterno che è il suo interno, ma li svalorizza, non definendoli, sentendoli come la stessa ragione, che ricade come punto assiomatico dentro la Mia fortezza, ed è per questo, che Devo Annientarlo, perché imprime, una falsificazione umana e morale della mia in-esistenza.

L’Illusione è apparenza allusiva che gli specchi in un circolo continuo creano e distruggono infinitamente.

La “ragione che dice no”, non esiste, come elemento morale, ma in-esiste come punto assiomatico dentro Me.

Colpendo Nichilisticamente e Terroristicamente con un pacco-bomba, in mezzo a una strada dal nome antico, distruggo l’idea falsa che la morale esista nella realtà che si considera vera. Voglio nientificare questa certa illusione che sia vera.

Il Terroristico pacco-bomba- non è deposto idealmente, è Caos che sta creando e distruggendo, che dentro di esso, sta crescendo e sta implodendo, sta sradicando millenni illusori di storia morale, sta falsificando quello che è falsamente vero, lo sta annientando, il terreno attorno al pacco-bomba, si nutre di questa falsificazione e illusione, della storia e delle verità, della morale, che crea un determinato caso, dove si pensa e oggettifica qualcosa, che è anche un modo per vivere, nell’illusione che sia tutto vero.

Il pacco-bomba che oltrepassa e affonda il limite dell’ordine umano, crea/distrugge, trascina la morale, e la falsa verità, sprofondando, verso il nulla nientificato, che entra dentro Me stesso, e si nutre delle condizioni della vitalità falsificata dell’uomo e della sua storia, dell’architettura di questo pensare e il decidere che sia per vero.

Il pacco-bomba che colpisce Terroristicamente e Nichilisticamente, colpisce il vero dentro il falso, il falso che è vero, che compone l’oggetto di una cosa, e gli da il suo marchio di falsificazione, e illude in un moto totalizzante, nel tempo determinato, di un luogo circoscritto.

Distruggere l’idea che un pacco-bomba sia messo per un motivo idealista? L’idealista che crea la sua illusione, la crea entro il termine morale, e definito, dove sospende il giudizio e oggettifica il tal atto, perché gli da -e lo riveste- un involucro di certezza, vero nel falso della storia raccontata e decisa dalla verità della morale.

L’idealista che colpisce è un moralista all’ennesima debolezza, cerca quello che è il sommo capo di un male, che nella realtà non esiste, e nella verità è un non-oggetto.

Questo attacco idealista, entro -dentro la Mia fortezza, vive tra i riflessi degli specchi, e cosi crea quell’input latente, che è il punto assiomatico che non mi fa respirare a lungo- godere infinitamente.

Colpire con il Terrorismo Nichilista, creando sgomento, perdita di certezza, ritorna a essere il non-essere, che si staglia dentro la Mia Fortezza, dove sensazioni e prevaricazione sono il centro che gravita e che si espande, attirando a se, nel Mio se, le forme provate dell’esistenza che in-esistono, e la distruzione del fuoco e l’esplosione di un ordigno esplosivo, abbattono l’attimo e l’istante della certezza che diviene incertezza e si espande, infinitamente volte, per poi estinguersi nel niente del niente nientficato.

Colpire Terroristicamente espande l’illusorio mondo reale che diviene dentro Me, e si spinge e respinge, compromettendo il desiderio dello specchiarmi, provando a forzare il senso date alle cose, che sono non-cose nella concretezza che qualcosa esista, e mentre affondo nella visione allucinante, ne vedo l’ombra deformata, che si aggira tra le ombre della Mia fortezza, che infinitamente volte nasce e muore, non rinasce, esiste e sussiste nell’in-esistenza.

Il Terrorismo Nichilista, non è forma provata o antagonismo verbale, non è azione conclusiva, ma è l’in-esistenza dell’EgoArca, che vuole scalare le vette senza fondo, e distruggere quello che preme per farmi esistere, per convogliare questo assioma, dentro il fondo abissale, e farlo eticamente rinascere; illusione è il credere che l’agire abbia un senso provato nella storia; voglio specchiarmi, voglio godere, infinitamente volte, sentendo nel sangue il fluire e defluire di quello che definisco “Terrorismo Nichilista”;Volontà della Mia Fortezza che si accresce:colpire con gli strumenti del limite che creo,distruggere-allucinazione di aver distrutto definitivamente, dove la distruzione è il pulviscolo infinitesimale che vuole corrodere quello che è il mio godimento;attacco la considerazione dell’umano-assioma.

L’Unico esclude ogni pluralità.

L’EgoArca è illimitatamente estensione della Mia potenza, distruzione dell’altrui vanità, per cibarmi nell’in-esistenza di quello che è flusso e riflusso, che entra/entro ed esterna il suo interno- profondo ed enorme abisso dell’oceano egoistico.

L’EgoArca è l’Estremo degli Estremi, vasta distruzione dell’assoluto nel nulla- intero integro assiomatico. Questo oceano sterminato, che non ha limite, indiscriminato e profondo, che consuma e logora, in un smisurato sterminare di ego.

È la guerra! Voglio la guerra Estremistica contro l’estremo dell’altrui vanità!

Ci sono due Estremi che vogliono distruggersi, il Mio e l’altrui. Non ci sono molteplicità, non ci sono definizioni, non sicurezze, ne Io con lui, ne lui con Me. La quantità degli enti che si definiscono, interpretano una raffigurazione modulare del mondo, lo rendono ottimale, didascalico, lo rendo per vero. Esiste questo mondo vero? No, in-esiste dentro l’entro/dentro nel Mondo a Me creato.

L’assorbire dei punti assiomatici dentro la Mia fortezza Egoica, si vogliono espandere, perché il limite che portano deturpano l’immagine dell’egocentrico errare della sperimentazione.

Questi non-enti sono il controllo del mondo che è interno/esterno nel circolo vizioso del ritornare dell’input latente:influiscono sul Mio Ego, lo vogliono delimitare, mentre ridiventa il moto ininterrotto che si sottrae al riflesso specchiato del desiderio di Guerra.

Chi sono-cos’è l’altrui vanità? Essenziale potenza del desiderio di mangiare e cibarmi dei punti assiomatici che si stagliano e vogliono collegare e intessere un alleanza perfetta tra e il Mio limite egoistico.

L’Abnorme desiderio e flusso di distruzione connette sensazioni nell’ottica degli specchi ritornati che esternano dentro Me; l’unificazione della comprensione di qualcosa che non esiste, che non ha appiglio, che dimora entro/erro e aspira e assorbe le comparazioni.

Il paragonare, il comprendere, l’unificare, il capire, il pareggiare, sono flussi incontenibili dentro i punti di assioma e vogliono mangiare e ridurre lo spazio oceanico del Mio Ego, riflettere gli specchi, e rendere mutevole il cibo di cui mi nutro.

Voglio la Guerra, perché voglio espandermi e eliminare, cibarmi di questi ego, che sono assioma e verità affermata attraverso la verità degli specchi e del nucleo profondo della realtà.

Immane flusso instabile e interminabile, nella piena Nichilistica che distrugge tutti gli argini che sono analoghi e si accomunano tra loro, identici, partecipando al fondersi dello spettro ritornante, che vuole eludere, sistemare, dirigere, in un assoluto della verità fondamentale. Tutto quello che è pari, irrita il Mio Ego, che si specchia e nota in un angolo remoto dell’in-esistenza, e vede l’opaco di questi spettri, angolari e mordaci, stimoli accumulanti e disgreganti, nella supposizione in uno sconfinato Mondo a Me dato, che si estende infinitamente in un oceano egocentrico e Unico.

L’unificare vuole rendere identici questi spettri che sono stimoli irreali in un realtà inesistente, che emergono, si espongono, pungolano, rendono vero quello che è assioma, sono punti incorporati in una relazione di unità.

L’Immenso Ego-Fortezza che si estende infinitamente in un estesa e incondizionata forza di annichilimento del flusso che mi blocca, che vuole rendermi intero e congruo alla realtà che è dentro il Mondo a Me creato. Creazione/Distruzione, ambiziosa follia Egocentristica, che si dispiega e non arretra al falso “sistema della conoscenza”; sistema-accomunare e inserire un riferimento vero nel mondo reale, assunzione dell’unificazione dove si aggiunge un pezzo di realtà dopo l’altra aggiunta,che è complementare al costrutto morale -innalzato al rispondere di una domanda che afferma il vero, che è vero solo se si pone il reale in uno schema di assunzione di verità.

Ambisco e anelo alla Guerra indiscriminata contro gli spettri dell’unità dei punti assiomatici!

La Mia Guerra schizofrenica/indiscriminata si estende e si muove ininterrotta nella Fortezza, dove infiniti abbagli di realtà presunta, mi attaccano e vogliono attaccare, vogliono la deposizione della potenza egocentrica che distrugge l’universo, questi punti di assiomatica verità, contengono l’embrione-la causa primaria, del fallace errare di spiriti del tutto e dell’unità dei valori umani.

La Guerra indiscriminata si accresce ogni attimo e nell’istante che si nutre del riflesso di questi spettri, che sono immagini onniscienti della Mia fortezza, e detengono una verità, che non riconosco ma che mi assilla: sei te, cosa vuoi da te, puoi essere te, se non sei te?

L’oceano immenso Egoistico vuole travolgere con la potenza indiscriminata tutto quello che è il tutto,è presente, è violenza annichilente, folle e allucinante paradosso dei paradossi irreali: attacca, distrugge, attenta ai punti assiomatici, che detengono il nucleo della verità dentro la Mia fortezza.

Attenta la verità, reale induzione a credere che sia vero, e assassina questi punti di assioma, che sono un indivisibile struttura con al centro l’uomo-unità.

L’esistenza e l’in-esistenza esiste dentro la Fortezza del Sublime Egocentrismo.

L’uomo e la società-Mie creazioni, contrasti che sono il limite e il punto assiomatico, come il linguaggio è il limite che ho creato nella fortezza dell’egoista sublime: Io.

Il nemico non è l’uomo ma la verità insita nel nucleo fondativo di quello che si definisce “uomo”.

Uomo come valore inesistente.

L’uomo e la società che attacco- è il paradosso dei paradossi irreali, che divengono dentro la Mia fortezza, punti e pulviscoli di attenzione ipotetica, sono la congruenza dell’armonia del mondo a Me creato; non controllo- niente-nulla; e gli specchi ritornano nel loro flusso interminabile, ipotesi nelle ipotesi che il presupposto sia per vero.

Avverto, rifluendo nel fluire nel mondo a Me creato, e sperimento l’assassino errare del potere egocentrico che vuole indiscriminatamente annientare: attacco l’uomo e i suoi segnali etico-giuridici, perché vogliono creare la copia dello specchiarmi, dove sono sempre Io- dentro Mille supposizioni di infinito errare. L’uomo e i segnali etico-giuridici che sono in Me, e che detengono il limite creato, sono la struttura fondamento dell’unità dei punti assiomatici.

I punti assiomatici sono il filtrare e scorrere della supposizione definita nel limite “uomo”: nell’attimo-attacco, distruggo infinitamente questa supposizione, ogni volta che torna e ridiventa il riflesso dello specchio e del punto assiomatico, ritorna a essere infinitamente un unità e il centro dell’essere-ente.

L’essere è una presunzione nel mondo a Me creato dove in-esistono non-enti.

Il non-ente è un ente e essere ritornante che si posiziona ipoteticamente dentro la fortezza a Me creata: il non-ente è un ente che è l’uomo e la società che sono limiti che creo, perché il mio attacco indiscriminato:che è indiscriminato perché non riconosce una realtà vera: attaccando li ricrea e li distrugge; il continuo fluire ininterrotto non ha una fine ne un inizio.

L’ente è un non-ente dove un elemento combacia caduco con un altro, è una copia che copia un altro ente, che è un non-ente, che ricopia un ente che diviene non-ente, e lo ricopia allo stesso modo e con lo stesso elemento, e dove il tutto è l’essere unità-struttura fondamento,figura retorica- presunto equilibrio che distrugge un infinito errare nella Mia fortezza dove si dispiega un immenso Caos erratico.

Il non-ente è l’ente sostanza che è l’unità dell’uomo-società in una formula che costituisce la figura e l’impalcatura del pulviscolo assiomatico in un alleanza di spettri, che divergono per poi convergere, e divengono non conversi. L’inesistenza e l’apparente incorporano l’ente che è un non-ente che risponde al flusso ininterrotto della fortezza a Me creata, e si staglia in un riflesso specchiale, che aggrega l’unità uomo-società, dove fonda e accoglie il valore del valore del dar per vero, riunendo più assiomi in un nucleo assiomatico, perché si presenta come la verità che raggruppa più dati e fatti dati per veri. Il vero della vera realtà si introietta nel riflettere degli specchi e tenta di ridurre lo schizofrenico errare del Mio egocentrismo.

La Guerra indiscriminata EgoArca attacca l’uomo-società, perché è l’assioma di realtà ipotizzata nel rifluire infinito della Fortezza a Me creata:crea/distrugge, sterminando il ritorno dell’effetto dell’ente nel non-ente,e mangia falsificando il falso, per divenire vero e fluire e defluire in un immenso oceano di Caos erratico.

Caos erratico che vuole inglobare il bello e il brutto, il vero e il falso, la forza e la debolezza, creando e distruggendo, in una forza sterminatrice dove i punti assiomatici contengono l’esistenza che si pensa possa essere provata, centro e periferia di qualcosa che non esiste, e anche se si afferma che è qualcosa, non esiste-niente, nulla, di nulla, niente.

La Guerra indiscriminata verso la realtà data per vera, e la realtà indotta dal reale, specchia il desiderio di potenziamento verso la distruzione della potenza che mi da la sua fragilità per estendere il Mio potere, che infinito vagabonda in un abissale e immenso EgoArca.

La Mia Guerra indiscriminata che attacca con l’esplosivo, non sta attaccando il vero di quello che si presuppone possa esserlo, ma si sta cibando del pulviscolo inesistente dentro la fortezza a Me creata. Il creare è distruzione per creare infinitamente distruzione.

Colpendo l’uomo e la società etico-giuridica colpisco la copia di questa sensazione, dove accordo e sentimento sono strutture consone all’imposto assioma di verità che si da per vero.

Un incendio Indiscriminato contro un oggetto, colpisce il valore e l’unità di quello che vuole definirsi dentro la fortezza a Me creata; l’oggetto è il non-ente che diviene falsamente ente, nella verità di un implicazione, dove la visione di una formazione struttura, in-esiste; il bruciare dell’unicità dell’oggetto in-oggettivo, si disintegra nel presupposto, e nella convergenza del limite che creo, dove l’oggetto che sta bruciando, fa esplodere e implodere la mia totalità e presupposizione del limite creato e distrutto.

Quello che incendio Indiscriminatamente è in-oggettivo, è un ritornare di sensazioni irreali che mi pongono come centro e periferia, dove il centro sono Io, e la periferia sono gli specchi che specchiano. Incendio indiscriminatamente il presupposto, che diviene oggetto in-oggettivo dentro la fortezza a Me creata. Sono sempre Io a creare/distruggere e irrealmente ad annientare creando il limite che devo incendiare per estendere infinitamente l’infinità del godimento ego-centristico.

Incendiare e distruggere Indiscriminatamente il reale- che è presupposizione e falsificazione del vero, che è unità e termine di indivisibilità; annichilire l’assioma che vuole copiare la Mia Unicità egocentrica; incendiare per espandere l’immensa distesa sterminata senza meta ne condizioni e limiti, in uno sterminio dei valori dati per veri; sensazioni e flusso rifluente, che vogliono spezzare lo smisurato potere di distruzione di quella che so essere definita tangibilità.

Aggirarsi nel Mondo del mondo a Me creato, fluire nel circolo delle ipotesi, dove l’uomo e la società sono il collegamento di una parte sull’altra parte, connessione e intrusione nelle infinità specchiali, dove l’unità converge e si accomuna al dato di fatto, alla cosa, al pensiero reale, e annette corrispondenze di assiomi, inesistenti, ma che vivono come relazioni di paragone; paragone e paradosso dei paradossi senza senso, incorporano il vero.

Nell’attimo distruttivo dell’EgoArca- mi aggiro nelle strade e le arterie di una metropoli, quando entro/erro nel regno a Me creato, in questo mondo di congetture allucinanti, divengo il tutto che crea/distrugge e che fluisce e torna a dominare; quando la superficie di quello che definisco suppostamente “metropoli”, mi aggira, entro nel limite, e riarma il pulviscolo dei punti assiomatici, che contengono il nucleo sconfinato del tutto nel niente nientificato, come interezza da armonia alla struttura che delimita il Mio mondo dal mangiare il mondo esteriormente interiore. Sono Io che creo l’esteriorità, la concrezione di questo esteso-esteriore/estrinseco.

Nell’attimo distruttivo e Annichilente aggiro l’allucinazione fintamente verbale e visiva della metropoli, ne vedo il regno del vero e del falso, ne sento e percepisco l’odore di elemento costitutivo del margine che ritorna a premermi, e questo pezzo di allucinazione, prova a sfondare la porta della Mia fortezza in-esistente.

Creazione e Distruzione fondono il multiforme abbaglio in una visione schizofrenica.

L’esistenza che Creo/Distruggo in un allucinazione della metropoli, crea quel fondersi di congettura e spettri che si diluiscono con il mio sguardo e la vista distorta: distorsione che erode questo margine e lo vuole mangiare, vuole inghiottire l’architettura di un mondo illusorio inerte in un mondo illusorio, inerte in un mondo illusorio nell’infinità degli specchi.

L’odio indiscriminato, la maledizione di essere un dio.

L’EgoArca è Misantropicamente indiscriminato: non riconosco il valore dato alla società e l’uomo- input etico/giuridici immanenti e illusori- illusione che trasforma e si radica come sensazione e circolo continuo di ipotesi.

L’Odio Misantropico è Antropofagia irreale-mangia e ingurgita gli spettri che si stagliano apparenti in un continuo fluire e rifluire degli specchi- che auto-distruggono ogni precetto di disillusione. Questo circoscritto input che definisco “uomo”, non esiste, se non impressione del senso che aggira la mia potenza distruttiva e Nichilistica, vuole mangiarne l’autorità di sradicamento dell’armonia e dell’architettura di quello che è entro me- il mondo reale. Il valore reale è mondo reale- entro me; il mondo è vero-entro me:reale e veridico- realtà e realizzazione di qualcosa che in-esiste;entro me.

L’Abisso del mondo a Me creato ingolla il reale in me- che implode e esplode in circolo continuo- diviene sterminato e si estende in un assoluto e profondo infinito di potere di distruzione che emerge e si amplifica- rende insensibile quello che il linguaggio falsifico dice essere per vero.

Il linguaggio è un artefatto dell’uomo, è una disillusione e simulazione dell’in-esistenza del mondo vero nel mondo falso, che si completa in un attimo irremovibile e assoluto, essendo niente e nulla, circoscrive quello che è immenso, e adora l’effetto implodente del suo significato simbolico.

L’erompere degli spettri che si vogliono specchiare nel mondo a Me creato- simboleggiano la finzione che percepisco come traduzione verbale di un oggetto in-oggettivo. Spettri –umanità, che recitano qualcosa che non è vero, ma è falso nella verità che è dissimulata. Mimetizzano il latente input che vogliono creare e inoltrarmi.

La Misantropia Attiva Estrema è la sensazione in-esistente di potenza distruttiva e vede nel linguaggio dell’uomo –il nemico apparente che apprendo ogni qual volta mi specchio. Specchiandomi-vedo l’esteriorità del configurare e rappresentare uno spettro maleodorante, che preme e spinge per insinuarsi nella fortezza ego-centristica.

Il nemico non è l’uomo ma la rappresentazione fatta di spettri che divengono circolo e flusso instabile e vogliono mangiare e cibarsi della potenza distruttiva della Misantropia che Attiva e Distruttiva, travolge come un fiume in piena gli argini delimitati e circoscritti che sono il valutabile e parziale comporre di armonia verbale.

L’armonia verbale è il presupposto del limite del mondo, che è limite della fortezza dove dimoro per avanzare e sterminare gli spettri immanenti che condizionano il fluire di godimento della Mia Potenza. Sono potenza della potenza che si accrescere e estingue il circoscritto entro/erro nella profonda e esclusiva-irreale fortezza. Sono Distruzione e costruzione che si distrugge e abbatte l’intenzione degli spettri che vogliono mangiare la sperimentazione Misantropica, che è nugolo di sensazioni e percezioni annichilenti.

Il linguaggio e la parte del discorso-che è parte e tutto- cerca e si insinua per fermare e comporre una costruzione meccanica della visione allucinata che permea e compenetra il Mio Ego, turbato dall’esprimere dei sensi e delle cose con il limite e la propensione a fermarmi. Il linguaggio e l’etica-giuridica: intrusione di spettri nel limite che ho creato, sono il nemico che attanaglia la scossa di adrenalinica sensazione di potere annichilente. Ingollo e distruggo, costruisco e anniento, venero il fuoco dell’odio della Misantropia Nichilistica.

La Misantropia Attiva e Estrema è la sensazione di odio nell’in-esistenza del mondo a Me creato.

L’odio è il Nichilistico avanzare per cibarmi di spettri e potenziare l’energia del potere distruttivo.

L’odio e l’amore non sono distinzione di valori reali, sono flussi in-esistenti fondati dentro il Mio ego.

Odio e amore sono Io.

Ingollo gli spettri-queste rappresentazioni figurate,perché il limite che creo, mi spinge a tracciare un percorso fondato su un immagine nitida e armoniosa di quello che in-esistente vedo.

Traccio senza definizione.

Vedo qualcosa che esiste nell’inesistenza, e vuole confondere e abbacinare: illusioni di allucinazione, inganno e promessa di felicità.

Felicità che è solo il presupposto della determinazione dell’esistenza in-esistente dell’uomo, che come spettro reale, vuole intingere il Me nella realtà vera.

Gli spettri erranti nel vagare del flusso annichilente, vogliono figurare e relazionare un aspetto delle cose con altre cose nello specchiare continuo e infinito. Il limite creato, che creo e distruggo, si insinua sotto le vesti del qualcosa che apparenza e benevolenza, parziale e limitato specchio di illusione.

Illusione è la rappresentazione che il limite che creo:il produrre suoni di armonia immergono il potere distruttivo egocentrico, in un limitato e angusto esprimere di valore, nella quantificazione e nel produrre di eco. Ogni suono verbale è mimica in-esistente, che produce un rumore di fondo, che percepisco, come valore reale. Il valore reale è il contorno e il bordo del ritornare dell’effetto controllabile della disarmonia. Armonia e disarmonia si assoggettano ed esprimono l’attrazione per il tutto, costituito e ricostruito dall’impressione degli spettri che detengono la verità. La verità concentra e aggrega la sua descrizione su una realtà che ritorna verità della veridicità del nulla nientificato.

Il linguaggio è un eco di illusione e apparenze allucinanti. Il linguaggio è un eco che inizia dove il circolo continuo di spettri avanza- e riemerge eco che rende allucinazione il produrre di suoni che chiamo “linguaggio”. Linguaggio e appartenenza in-esistono nella realtà irreale.

Esprimo illusione e allucinazione- nel mondo a Me creato.

Concentrazione e aggregazione insieme della descrizione che la realtà entro me esista veramente: gli specchi avvertono quello che vedo Io, ma Io vedo quello che lo spettro sta portando a verità, e lo stimolo di deduzione si fa per vero, in un in-esistenza falsificata. Io e lo spettro: Io.

In un immensità di illusioni e sperimentazione-Io Misantropo Attivo e Estremo, cerco il nemico antagonista che è cinismo dell’ego portato all’ennesima potenza. L’insensibilità, flusso ininterrotto di sensazione amorale, mi detiene e mi porta in giro per le metropoli, pregne di umani, che respirano l’aria della dissoluzione. Sono dissoluzione immanente, sono quantità di spettri che premono per distruggermi, sono gli specchi che vedono gli spettri, che vogliono armonizzare la disarmonia allucinante di una potenza distruttiva.

Il respirare tormentato, è afflitto da questi punti assiomatici, circoscritti nell’inesistenza: verità, realtà, sostanza, forma, luogo, oggetto, soggetto.

Percepisco e asserisco quello che in-esiste, ma sento e ho la sensazione infinita che questi spettri ritornino continuamente, privandomi di un lungo e Egoistico respiro per la Distruzione dell’universo.

La sperimentazione Misantropa diviene Attiva, quando il respiro allucinatorio, fortifica gli specchi della Mia illusione. La Mia illusione, percepisce il flusso inospitale di una figura nella dimora dell’implosione del mondo. La sperimentazione circola nel sangue della potenza distruttiva, ed Estrema, quando distrugge se stessa, e mangia infiniti punti assiomatici.

Il Misantropo- sensazione senza deduzione- che è in Me, cerca l’Estremo degli Estremi, è una ricerca di vanità utopica, che crea/distruggendo distorsione, disgregazione del margine interpretato come niente e nulla.

Niente e nulla, sono l’esplorare le dimore assonanti dell’uomo e della società, nella ricerca del nutrimento, per dissolvere lo spettro dell’armonia, che imprima segni di vanifica realtà vera.

Il Perentorio annientare è la ricerca del nutrimento per elevarmi nel mondo a Me creato, per distruggere che l’ipotesi sia per vera, il cibarmi delle sensazioni, diviene l’eradicare dell’armonia che non è più disarmonia, ma è un erratico specchiarmi infinitamente.

Nelle strade delle oscure e intangibili metropoli composta da umani/prospettiva e indotte da ipotetici segnali etico-giuridici, vago ricercando l’in-esistenza entro me nell’inesistenza frammentata.

L’umano e la società-prospettiva egocentrica: Odio perché amo Me e Mi odio perché amo quello che avverto. L’odio non è un sentimento umano, è flusso della vita/morte illusoria che scorre nelle vene del mondo a Me creato; distrugge la parzialità e la circoscrizione del limite che plasmo e che distruggo infinitamente in un movimento circolare: che non ha inizio ne fine: è pieno e pregno di distruzione, che errante si muove tra le strade della moltitudine nelle metropoli. Metropoli, che è lo sguardo prospettico e Nichilistico di un apparizione, senza angolatura e geometria alcuna, influssi oppressivi di un enorme labirinto di spettri, dove l’indeterminazione è verità profonda.

Questo labirinto di spettri-Mi porta ad attraversare questa moltitudine di sensazioni e presentimenti, calpesto i segnali etico-giuridici, in un moto inespressivo. L’insignificante intuizione odia, dove gli spettri vogliono rifuggire dalla Mia immensa potenza di distruzione.

Nella sperimentazione egoistica e irreale, calpesto i pezzi di materia vera e falsa, le metropoli sono il terreno di Guerra, dove la Misantropia e Attiva ed Estrema;istante e momento; ricerca del nemico, che non è un nemico nella verità che sia reale, ma è nemico in un flusso immane e falsificato dal reale.

Amore per Me stesso: per questo colpisco gli input e le sensazioni entro me- dove quello che vedo, è il riflesso dell’abisso che fluisce in un solco profondo e attorniato di spettri.

Amore e odio-odio amore, per distruggere il riflesso rifluente, che lega e depreca il godimento narcisistico del Distruttore dell’universo.

Colpendo Terroristicamente i segnali etico-giuridici, che sono riverberi,abomini dell’assoluto, acredine dell’unico egoistico. Colpendo indiscriminatamente per aprire un solco spregiativo nel fuoco della Fortezza Solipsistica.

Il Misantropico incidere Distruttivo-schizofrenia sublime.

Sono la mia stessa entità, il mio stesso enigma
Sono il creatore del mio stesso piano universale


Fanatico e convulso Distruttore dell’universo

Contorcimento accentratore spastico-rivolgersi al nulla del nulla nientificato

Inesistente dissipare di un irrefrenabile rigurgito di Potere egoistico:

Desiderio assurdo dove l’eco dei riverberi dell’ego mi annientano in discordanza.

Allucinazione ossessiva dell’esplodere di infiniti ego che riemergono come Io ego

Smodata compulsione ossessionata dal riverbero degli specchi che espandono la loro cacofonia mortale:

Metafora traslata di paradosso in paradosso nell’errore parallelo al convogliare di spettri.

Corrispondenza tra lo spasmo e convulsione di eradicazione del verbo uomo -fanatismo Estremistico che travolge e distrugge la struttura didascalica delle mie sensazioni:

Sensazioni dopo percezione contraddicente il movimento simmetrico e proporzionato alle Mie convulsioni latenti che occultano il potenziale di annichilimento.

Dissolvimento dissociativo- alterazione della figura retorica che lega e spinge per la disintegrazione

Niente e nulla uniscono e si scindono, isolando il dividente dello spettro che si unisce in un turbinio devastante di ipotesi:

Idea e possibilità-arcano peregrinare di risoluzioni illusorie- disfacimento del logico predisporsi di idea.

Possibile e proponibile si incontrano e si auto-cibano, sfamando l’armonia pacifica dell’esistenza in-esistenza

Erro entro erro me:entro erro me:entro erro divengo in-esistente…

La Mia fortezza Solipsistica perfeziona un limite che si esaurisce-assorbe e consuma l’errare che è l’entro della realtà creata e distrutta;articolare di sensazioni alterate dall’esplosione dell’universo.

Parallelo come parallelo, comparazione e addizione che implode e si isola in un moto perpetuo.

Individuo-Ego impetuoso vortice di distruzione, spirale che attinge dai presupposti della categoria:uomo…

Accentratore Ego che ingurgita la sistematica coerenza e la ragionevole verità.

Nell’immensa e purulente metropoli, aggirarsi di spettri in una convergenza di reale e irreale, dentro la mia realtà;Sono il sogno, che distrugge e scorpora include ed esclude, diverge e converge: riflesso deformato della tangibilità distorta.

Vado alla Guerra irreale contro la realtà e irresistibile sprono il vortice del potere che si amplia e si deterge nel sangue in disfacimento della società.

Disputa convulsa che muove il valore e le categorie, le stritola e le annienta, non vede il nulla e percepisce il niente, sfonda il muro della storia e delle cose, per divenire Io.

Sono il Maestro del Caos distruttivo, sono Io e sono il tutto, dissocio la completa analogia del presupposto reale. Tensione bellica, che è conflitto e altera l’equilibrio costante che:segue costante che:ripete infinitamente l’annichilimento della sensibilità.

Ripetizione replica della realtà: Il mondo a Me creato, sente, percepisce, avverte utopicamente, il lemma della storia dell’uomo e dei segnali etico-giuridici.

La vita terrena, sensazione non deduzione, è il fallimento dell’aporia del rilevarsi il parafrasare e reiterare l’assioma entro Me entro/erro.

Gli specchi rilucenti sono ripetizione e reiterazione di un sogno che espone e attraversa-racconta in un circolo perpetuo il celebrare ipotetico, che sbatte e si incurva nell’aneddoto della storia dell’uomo.

Non celebro la caduta dell’uomo, evoco la distruzione delle ipotesi che esista l’uomo…

La storia dell’uomo, il racconto utopico e irreale della società etico-giuridica, morbosamente attrae e deturpa un contesto di apparizioni, logora per consumare, sfibra per distruggere, languisce in un desiderio di distruzione e deviazione, è la conflagrazione e l’esplosione del conflitto.

Sogno utopico che attrae il fanatico interporsi di sensazioni irreali, che si estinguono entro/erro Me, trascinano il vortice di deduzioni e abbacinano-illudono che qualcosa sia veramente vero.

Invoco l’allucinazione senza corpo esperente, anomalo e fallacia sono la stessa circostanza, circuito e desolazione del confine, paragone curvo che divaga in un esasperante apparizione di spettri. Esigo questo apparire, senza chiedermi un perché, inoculo il sostrato della creazione di qualcosa che non è essere o ente.

Scinde si disperde-annichilisce isola e divide- lega e unifica:corrompe argina e si discosta-diverge profondo e sovrano del tutto. Supremo principio del non-ente, fittizio con il concreto e l’autentico pulsare di verità. Concrezione di un corpo immaginifico, esistente dove l’in-esistere sussiste, profluvio di input latenti, che emergono e si trascinano in un vortice di implosione e intenso moto perpetuo.

Respinge e dissemina punti assiomatici, conduce il discostarsi di allocuzioni. Rimanda e ritorna, acuisce e disperde, differisce e procrastina l’effetto attraente e eccitante del profluvio di ombre.

Fluttua in un oceano imponente di compensazioni:mastodontico acuirsi di vanità, irreale superbia, che scorpora il concreto dall’incorporeo, utopico e crudo particolare di induzioni falsificate dalla prigione di specchi; abbaglio, conduzione illusoria, dissociazione,diluizione senza ricordo alcuno.

Invasato e alterato Distruttore dell’universo:

Indemoniato spirito di schizofrenia Nichilistica.

Frenesia non vedente-cupo disperdersi della Battaglia egocentrica

Deformazione vorticosa del bruciare annichilente nel convertirsi al niente e nulla nientificato

Guerra, conflitto alla composizione e all’ancorare di verità del fenomeno concreto:

Labile visibile apparenza- irrealismo Terrorizzante impeto e deflagrazione di ombre.

Guerra e conflitto annichilente, Sovrano terrorizzare il valore-uomo…

Crudele e brutale distorsione di specchi, visionario e allucinato Egotista

Il Distruttore dell’universo è un violento sisma e sconvolgimento che schianta e allarga l’unità costitutiva dell’ipotetico ordine etico-giuridico. Accresce e si espande, si amplia in un margine immaginario, che estirpa e fa declinare il ritorno dello spettro nello specchio rifulgente.

Mutamento della dottrina presupposta del valore verità, esilio e trasmigrazione del riferimento valutativo in un anelare di successioni temporali, trascinando e travolgendo gli argini che contengono l’autentico valore veridico.

Distruzione Nichilistica che dilata e allarga la circostanza, il nulla entra ed erra nel niente, che è spirale e si diffonde espandendo l’irreale dentro il reale, che non è realtà, ne fatto vero; specchi infiniti furiosi e impenitenti vanno alla ricerca in-esistente della realtà vera, per cibarsi della categoria uomo, e per ingurgitare pezzi e frammenti di supposizione, deturpando l’armonia determinante una successione che succede a un altra successione, comparazione e similitudine, premono, e spingono; spettri vogliono accadere al fatto, creare un armonia, creare locuzioni di concretezza, diventare cosa e fenomeno.

Distruzione Solipsistica che ingloba, l’artefatto del fondamento-l’accadere, questa utopica illusione di appartenenza.

Accadere-presupposizione di vera verità…

Succedere-congettura di certezza fondata.

Avverarsi-utopica rappresentazione di un fondamento effettivo…

Prodursi-successione che consegue a un altra successione in-esistente:

Concepire-elaborazione speciosa e appariscente in un vago desiderio di autenticità.

Inizio e fine- irreale compimento della realtà nel circoscrivere un vincolo…

L’Attacco Terroristico Nichilista nell’in-esistenza del mondo a Me creato, emerge e trascina il nucleo fondamentale, della successione, distrugge le pareti di compensazione, che lo creano, illusioni nel Mio mondo egoistico: gli specchi riflettono distruggendo una parte entro la parte, l’unità di costituzione della successione a un fatto: l’uomo…

IO NECHAYEVSHCHINA!

(PROPAGANDA):”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” II

KH-A-OSS II

Indice

-Desolazione (Schizo-degli Amokläufe)

-Terrorismo Criminale: Incendio a Montesacro (Roma): officina meccanica in fiamme via Valsolda

-Terrorismo Criminale: Colosseo, falso allarme bomba vicino alla metro per una valigia sospetta

-Nientismi (tratto dal testo “NIHILITY”)

-Intervista ai Devouring Star (“Bardo Methodology” Zine)

-Cospirazione delle Cellule di Fuoco-Comunizzazione: il decadimento senile dell’anarchia (tratto dal sito anti-conformista anarchico “The Anarchist Library”)

ASPRO

Scorreva il tempo, che era “caduto”, nel vuoto, sotto la pioggia.

Pioveva, pioveva a dirotto, senza alcun sentore di ombra tra le parti.

Eravamo di ritorno, dal nostro viaggio attraverso una foresta impervia, fatta di spettri, e aspre battaglie per lo spirito sanguineo che ci accomuna.

Avevamo disceso la nostra coscienza, in maniera scomoda, sconnessa alla realtà che ci contiene, e che noi sappiamo, poter in un istante distruggere.

I nostri Ego lottavano contro altri e innumerevoli ego, che volevano assimilarsi, mangiare, cibarsi degli altri, di chi assomigliava al loro desiderio di distruggere la decadente realtà. La realtà assoluta, contro il nostro spirito sanguineo relativo, espresso come molecole, frammenti minuscoli di specificità. Ego specifico contro l’ego della massa.

Questa lugubre pioggia, il cielo denso di nuvole artefatte, ci spingeva, nel dirigerci, verso il nostro obiettivo, mai finalistico, mai prono al resto che ci circonda.

Ci chiedevamo, pensavamo..questa realtà decadente ha bisogno del rovesciamento del sole di Platone?

Domande che scorrevano, nella profondità, della nostra coscienza ferita, che sanguinava, a ogni piè sospinto.

Noi siamo la specificità di noi stessi, la nostra amoralità specifica, rispecchia, solo quello che noi vogliamo, è che scegliamo che sia, che debba essere “cosi”, per il nostro Io.

Il sole di Platone, che si staglia sopra la foresta di spettri: volevamo dargli distruzione e annientamento, per un attimo, come il nostro respiro, soffio veloce come il lampo che scende e si abbatte su un palazzo abbandonato alle sue macerie.

Un supremo desiderio, dalle viscere del nostro corpo. Attorno alla maleodorante materialità, verità del mondo reale e della sua esistenza.

La Grigia e triste realtà, fatta di sonnambuli attorno a Noi. Di esistenza noiosa, odio per se stessi, marginale, ritornando sempre e solo, a percorrere un percorso fondato sulla quiete.

Ecco, che la distruzione spaccava e spezzava il cielo vitreo sopra di noi, tutto ne era sconvolto, si aprivano squarci tra le nuvole, e bagliori rosso fuoco, creavano un vortice tra il tutto e il nulla.

Ecco, cosa è la Nostra distruzione, un fulmine che annienta gli argini della società, creando caos dentro l’armonia, ritornando a sprofondare, molecola dopo molecola, dentro il nostro sentiero occulto.

ALCUNI FRAMMENTI NICHILISTI

I seguenti testi sono pezzi di scrittura che per qualsiasi motivo vogliono non vedere la luce del giorno nella loro forma originaria prevista. Ho deciso di pubblicare questi frammenti, tuttavia, come contributo al dibattito amorale in corso e la guerra misantropica condotta da terroristi nichilisti, eco-estremisti e altri indomabili Ego di potere, dovunque in questo mondo possano scegliere di occultare i loro luoghi …

A

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Mi aggiro tra le ombre delle città come un animale braccato, rabbioso e con sete di sangue.

Guardo intorno a me e ovunque vedo la massa brulicante, trascinandosi avanti e indietro lungo la loro marcia predeterminata attraverso il circuito della necropoli urbana. Percorrendo ordinatamente il mondo sotto i piedi come ratti lobotomizzati bloccati in una ruota. Tutti stringono il loro “smartphone”, crogiolandosi nel malato splendore degli schermi con fili sporgenti dai loro teschi e dalle espressioni vacue, ubriacandosi attraverso le loro facce da idioti. Balbettano mondani nei microfoni tutto il giorno, merda senza senso,si uniscono a vicenda in coda per prendere un “selfie” accanto a questo o quel monumento o edificio sporco. Lo stordimento del loro profumo mi da la nausea. Guardo le loro forme deformate e gonfie, i loro corpi disfatti da tutti gli anni di sottomissione volenterosa, questi spettacoli grotteschi e macabri di un’entità biologica assurda e fallita, dalle cui menti deboli e addomesticate si fa lo spirito divino del “Uomo” manifesto. Questo è l’altare antropogenico su cui deve essere sacrificato tutto l’Ego, su cui poggia ogni idolo nato dalla Morale Cristiana ripugnante, oggi più che mai prominente, le putrescenti ideologie dell’umanesimo e del progressismo e della loro civilizzazione bastarda.

Sputo su tutti questi sporchi parassiti che con ogni singola azione compongono l’interezza della loro spregevole esistenza condannata solo a una nuova desolazione a tutto ciò che è selvaggio su questa Terra, che in un coro patetico alzano le loro voci gracchianti in difesa di questo misero regno decadente della degenerazione. Sputo su tutti i loro altari e idoli, le loro morali e i loro valori. La mia risata sarcastica sarà eco eternamente in tutte le sale cadenti delle loro utopie. Le pire del mio odio iconoclastico bruceranno tutto in maniera luminosa quando la luna è nascosta e regna l’oscurità.

La ripugnanza e il disprezzo riempiono il mio cuore al punto da scoppiare. Urlo dentro e tutto il mio essere mi grida in una ferocia selvaggia. La selvatichezza mi chiama da dentro, grida per me, chiede la vendetta e prendo con fervore il richiamo. La maledizione misantropica del terrorismo nichilista è la mia arma scelta nei templi dell’Uomo e del suo Progresso, è il cancro che diffonde la paura tra le ombre dei territori urbani, l’erba velenosa che diffonde le sue radici fuori cercando nutrimento nella fredda e umida terra.

L’ultimo di ognuno di questi schiavi iper-civilizzati non merita nient’altro che una morte agonizzante, questi cadaveri che camminano per il quale il mondo deve essere trasformato in uno sterile sterrato di modernità e di artificialità. Dico, dunque, che ognuno delle loro case deve bruciare e lasciare che si congelino e muoiano al freddo dell’inverno a loro volta. Lasciate che i loro corpi soffrono di dolore come un veleno. Lasciate che il loro sangue fluisca fuori per nutrire il terreno sterile, facendo sì che la loro paura sia la nostra sola intossicazione mentre cacciamo per sopravvivere nella città. Ridiamo amici miei! Rallegriamoci, balliamo con il sangue e ridiamo!

Qualcuno mi guarda, sorridono gentilmente, ma per guardarli negli occhi dovrei tradire ora il mio desiderio di porre fine alla loro vita senza valore. Mi giro e vado via. Il mio sguardo odioso, le mie passioni criminali e selvagge mi fanno avanzare, sempre in caccia, preparandomi per il prossimo attacco, alla ricerca del segno successivo, la prossima vittima, guardingo per ogni aspirante-eroe. Mentre clandestinamente prendo ciò che mi serve dal supermercato, sento Il peso della lama in tasca, le mie dita giocano attraverso i suoi viziosi bordi. Penso di conficcare la lunghezza dell’acciaio annerito nel collo della guardia di sicurezza o di qualche cassiere, desideroso del flash di paura, nei loro occhi e per ascoltare le loro patetiche grida di misericordia. Sorrido invece educatamente e proseguo sulla mia strada. “Buona giornata”.

_______
Qui nelle prigioni aperte del deserto della modernità, i cimiteri urbani popolati dai morti vivi, sono venuto per conoscere solo l’odio e la disperazione. Sta bene dentro di me, schiumando nella mia bocca si trasforma in una bile velenosa da sputare di fronte a tutta l’umanità.

Qui nella città, automobili, autobus e treni vanno a tutta velocità, riempiendo l’aria con smog e rumore. Brandisco questi ambienti dolorosi. Attraverso l’orizzonte, le torri e i piloni del cellulare che si ergono al cielo grigio, spezzano continuamente il miasma e la tossicità che non può essere vista e i miei occhi si stabiliscono nella loro forma volgare. Il rumore assordante del mondo delle macchine sbiadisce momentaneamente e rimango lì in un silenzio abissale. Contemplo i percorsi di fuga, la quantità minima dei materiali necessari per l’attacco, etc. etc. E continuo la mia strada.

Stanotte, il peso dell’ordigno esplosivo-incendiario nel mio zainetto mi ricorda quello che sono venuto a fare qua, il mio cuore batte più veloce per ogni passo rapido, prendo un respiro profondo e guardo da sotto il mio cappuccio, i denti di leone e plantago che eruttano dalle lastre rotte del concreto. Penso alla serenità delle foreste, alla solitudine delle montagne, calmandomi di nuovo mentre continuo verso il mio obiettivo.

Come desidero sentire l’erba e il suolo sotto le dita dei piedi, per la sensazione della freddezza del vento nei miei capelli e il profumo profumato dei ruscelli di montagna che riempiono i miei polmoni. Voglio ascoltare le canzoni degli uccelli e l’apertura delle foglie in primavera, basarsi sulle lune che guariscono, con i miei compagni al mio fianco, per ascoltare le loro voci, le loro risate e ballare attorno agli incendi dei nostri sogni più selvaggi … Ma no, questa volta, come molte volte prima, devo andare da solo. Ti aspetto dall’altro lato.

Silenziosamente salgo sui tetti. All’interno di questo complesso di appartamenti il sonno è iper-civilizzato. Cosa sognano? Non lo so. Ma stasera si sveglieranno con gli incubi. Blocco l’ordigno tra un fascio di cavi e dopo un ultimo sguardo al cielo soffocato, dico alcune parole a nessuno in particolare, accendo la miccia e scompaio ancora una volta nella notte cacofonica.

_______

La risata eretica riverbera per le strade.

Guardo negli occhi, lontano dall’energia ferale.

Vandalizzando tutto ciò che davanti a noi, diffondendo la criminalità.

Nessuno osa guardarci.

La vista del coltello che scintilla nella tua mano.

Il suono di vetro distrutto che cade sul pavimento.

L’odore dell’incenso si mescola con l’aria sporca.

Un torrente di adrenalina scorre attraverso i nostri corpi,e la nostra perversa e selvaggia gioia annienta le sponde di ogni razionalità come un inondazione, determinata a spazzare via tutto ciò che attraversa il suo cammino.

Mentre le strade si oscurano per annunciare la nostra presenza

Non conoscendo né paura né rimpianto,

Ridiamo e ride.

Individualisti in guerra, ululando nella notte.

Ridere quando le sirene iniziano a suonare in lontananza.

Ridendo, ci dirigiamo nell’ignoto,

Ognuno di noi vagabondi nel proprio percorso

In luoghi dove nessuno può seguirci.

(PROPAGANDA):”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica”

KH-A-OSS

Indice

– Caos

– Terrorismo Criminale: Esplosione nel centro di Vasto, bomba carta distrugge l’ingresso di un negozio

-Terrorismo Criminale: Allarme bomba al centro commerciale Porta di Roma

– Il Nichilismo come svalorizzazione dei valori supremi

– Estratto intervista Altar Of Perversion ( “Bardo Methodology” Zine)

-Guerra di strada: Combattimento con lo Stiletto siciliano ( tratto da: “The Sicilian Blade- The Art of Sicilian Stiletto Fighting)

 

“LA NOSTRA È UNA GUERRA SENZA RICORSO”: INTERVISTA A NECHAYEVSHCHINA (EDIZIONI NICHILISTICHE “ÁVYSSOS”)

Ricevo e pubblico:

http://avyssos.altervista.org/la-nostra-e-una-guerra-senza-ricorso-intervista-a-nechayevshchina/

Intervista all’affine Nechayevshchina in una serie di approfondimenti e domande con contundenti risposte.

Uomo-Mostro/Edizioni Nichilistiche “Ávyssos”

[Centro di Firenze-Ultimo ideale terreno nichilistico]

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UM: Che significato ha il tuo pseudonimo?

N: Bella Capo, prima di tutto!

Lo pseudonimo “Nechayevshchina” o più semplicemente “Nicevscina”, è un termine russo,che significa “i metodi usati da Nechayev”…

Per quelli che conoscono Nechayev e quello che ha fatto, e come ha agito:Io personalmente l’ho sempre considerato un “genio”, un Individuo, oltre la normalità, inserito in un periodo fecondo, per far emergere individui di tale portata…

Dobbiamo contare il fatto, che per esempio una persona come Dostoevskij, era completamente terrorizzato dai Nichilisti in russia…infatti alcuni dei romanzi scritti sono basati sull’agire dei Nichilisti, dato che l’avevano scioccato, e uno come lui, voleva fargli la morale, ma ne era cosi immerso, che era diventato esso stesso un nichilista: naturalmente faceva le prediche, ma poi si perdeva dietro al gioco,al bere,ecc..come sempre chi “predica bene, razzola male”.

La scelta di usare tal pseudonimo, è basata dunque non solo sul metodo o i metodi usati, in senso materiale, ma nella sperimentazione di Nechayev e nel suo oltrepassare quello che è chiamato “morale,etica,umanesimo..”

Oltrepassare sperimentando con la mente il corpo, e l’Oscuro Sentire dentro di essi…

In se non mi è mai interessato il c.d. “socialismo nichilista”, ma capisco, era un epoca particolare e di un certo tipo, e in primis, relativa, quindi la critica al fatto che fossero per la distruzione dello Stato, non ha nessuna implicazione, con la scelta di questo pseudonimo..

Nechayev e i suoi affini, usavano, dunque, dei metodi amorali come mezzo per arrivare al loro fine,non guardavano in faccia a nessuno, e se dovevano colpire in mezzo agli “altri” lo facevano, se dovevano ammazzare per il loro fine, in maniera strategica, furba, fine, amorale, lo facevano,non erano dei “cazzi mosci”, agivano e oltrepassavano, quello che Noi chiamiamo “umanesimo”, erano direttamente “anti-umanisti”, e sapevano che se avessero fallito, avrebbero fatto una pessima fine,imprigionati,ammazzati, torturati e impiccati…

Nechayev arrestato, condannato a un tempo infinito nella “Fortezza Pietro e Paolo”,incomincia a “scavare” nell’ego altrui, intuendo la debolezza della persona/e che lo controllava/no, incominciò a penetrare lentamente nella “coscienza” delle guardie, convincendole ad aiutarlo a fuggire…ma questo è un resoconto minimo, di sicuro non si percepirà la sua forza demoniaca e i suoi metodi amorali..

Ci sarebbero altri esempi, da fare, ma per concludere, rispetto alla tua domanda, si ho scelto questo pseudonimo, per i metodi [amorali] usati da Necayev, per la sua genialità, ma ho fatto del suo “uso”, non una replica, o per seguire la sua idea/concetto di abbattimento dello Stato,ma un estrapolazione, una frammentazione Singola e Unica, di tali metodi..

UM: Perché usi in maniera preponderante nel titolo di un testo (completamente) o tra le righe di uno scritto, la maiuscola?

N: Buona domanda Capo, be qua il solito matematico-razionalista, concluderebbe subito dicendo che per l’uso della maiuscola ci sono “regole ortografiche”,o affermerebbe che la uso perché sono andato a scuola e allora scrivo come gli altri,quindi che c’è da dire ancora? Aahhh!

Mi diverto, quando le persone si comportano in questo modo, perché non capiscono, che nonostante l’influenza forzata della società, Uno può distruggere certi modi di scrivere, anche sapendo che si è nel limite del linguaggio: limite appunto, significa che si può oltrepassare, è come per l’ultimo testo, quando scrivo di questi “misantropi”, che non sanno se essere anti- o umanisti,il significato di una parola deve essere ben definito in maniera Singolare e Unica…

Ammettere che si è nel limite nel linguaggio, non significa che si è fermi-bloccati, ma dato che “ancora”, dobbiamo comunicare, per portare avanti un Progetto Terrorista, allora che lo si faccia, o non lo si faccia….d’altronde sono Ego-Arca, è per cui utilizzo il linguaggio come mezzo per il mio fine…basta questo?

Potrei continuare dicendo allora-come esempio tra i mille-che il significato di “semaforo verde”, non ha per me nessun senso, non vuol dire che io con la mia macchina posso Ora passare e continuare per la mia strada…

È verde quello che vediamo? È che significato ha “passare con il semaforo verde”? Il verde è verde, o noi diciamo che quel tipo particolare di colore è verde? È un colore quello che vediamo?

Continuando cosi, si andrebbe contro la Fortezza Egoistica del Solipsismo, e non conviene a voi materialisti, vi perdereste in un labirinto..

Perché allora uso “è” come essere, e “ha” come avere? Perché usarlo?

Perché nonostante si possa rimanere nel limite del linguaggio, lo faccio per il mio fine, che comporta innumerevoli varianti, che devono arrivare all’obiettivo che mi propongo di ottenere..

Come sopra, oh si comunica sapendo di poter arrivare cosi al proprio obiettivo o non lo si fa….

Quando uso la maiuscola per un preciso significato della parola, non lo faccio per “ortografia”, ma per dare un attuazione Nichilistica e Ego-Arca, per quello che voglio ottenere, per sublimare l’affermare, così spezzando in quel momento la “regola” della grammatica, aprendo la lettera maiuscola per sprofondare nel suo significato occulto e oscuro; la lettera maiuscola aperta non si divide in due in senso dualistico, ma dischiude la voragine, dove Io mi immergo e dove il Potere Oscuro mi avvolge; è una sperimentazione subliminale, che solo chi sprofonda abissalmente percepirà…

E come sopra, l’uso che faccio della parola e del linguaggio, è anche per il fine che voglio raggiungere, ed è per questo che scrivo, pur sapendo che sono in un limite che non è invalicabile, ma che in questo momento devo Usare, per espandere il Mio Ego e portare avanti un Progetto Terrorista.

Questo l’ha percepito anche l’Affine Ghen a cui ho passato il lascito di “Abisso Nichilista”, e che ha voluto proseguire-approvando e percependo che significato ha la lettera o il testo in maiuscolo.

Ergo, sono gli “altri”, che sono in un limite che li limita nel pensare che non si possa sperimentare, Tentando di andare oltre, per distruggere lo status quo delle regole della società…

UM: Perché usare il metodo del Terrorismo e non un altro metodo per colpire la società massificata?

N: Naturalmente So, che la tua domanda, non ha un significato di retorica metodica, ma forse vuole andare ad ampliare il Terrorismo, per capire e o percepire alcune differenze che a volte sono difficili superficialmente da intendere.

Per rendere chiaro a te e chi legge, il Terrorismo Nichilista, non usa il “metodo del Terrorismo”, ma questo metodo, si fonde,e non è più un “metodo separato”, non è più sistema ma sangue e carne.

Per cui, non è un metodo da usare, nel momento che un gruppo ritiene sia il modo migliore con cui poter colpire in maniera più incisiva, ma fa parte del tessuto occulto della nostra Razza, del Nostro Clan di Sangue..

Non ristagna in attesa di essere usato, ma tramite, la sperimentazione nell’Abisso dei Nichilismi, è entrato nel circolo profondo del Terrorismo Nichilista, dove emerge e si immerge, dove appare e scompare,occultamente, tramite l’Attentato, Attentato,che non ha una sola forma “provata”, anzi non ha nessuna forma misurata attraverso una serie di azioni didascaliche.

Mortalmente lo possiamo definire, una forza occulta che è presente dentro il nostro Clan di Sangue, che fa parte -ma non è “parte”- di una serie di elementi dentro un intreccio di Ego-Archia, e che fondendosi, non ha un esistenza e o una forma provata, ma essendo occulto e inesplorabile, si frammenta nel momento dell’Attentato, non colpendo blandamente la materia, ma attuando un solco che percorre il corpo mortale dell’umano, e lo scorpora, lo separa, lo smembra addentro le normali facoltà umane.

Alcune volte mi sono limitato(scelta mia), nei testi che scrivo, e questo,come sopra, è il limite nel linguaggio umano, perché alcune cose dovevano rimanere inesplorabili all’occhio regolare, primo, perché segrete e esoteriche, e secondo, per mera strategia di sopravvivenza,dato che oramai anche gli anarchici moderni cercano di fotterti tracciando linee ipotetiche, su chi sia quell’Individuo, o presumendo che questo Individuo sia solo o altro, chiarendo ai loro nemici, chi andare a cercare, nel caso dovesse avvenire un Attentato Terroristico e Indiscriminato…complimenti!

Ma questa è la decadenza della società che viviamo e stiamo vivendo, ed è per questo che si deve “parlare chiaro”, affrontare le cose in maniera diretta,senza avere paura di niente e nessuno..

Dunque la tua domanda,viene affrontata affermando che nella Grotta Occulta e Esoterica del Terrorismo Nichilista, il Terrorismo è uno dei frammenti, che non “viene usato” perché serve, ma è lo stesso Sangue del Clan, insieme ad altri Egoici Elementi.

UM: Nell’ultimo testo, da noi pubblicato, hai affermato di avere fondato la “Misantropia Attiva Estrema”…che significato ha per te la parola e termine “fondare”, è questa sezione del Terrorismo Nichilista, è aperta ad altri, e se si, a chi?

N: Bella, si, come nell’altra domanda mi sono limitato volontariamente sull’uso che ho fatto del termine “fondare” o sulla stessa specificazione che comporta “definirsi” misantropo, ma è un testo, che ha portato alla luce quella separazione Unica, che fino ad ora in ambito di dibattito amorale, non era ancora emerso…

Il termine “fondare”, usato nel testo “Misantropia Attiva Estrema”, non ha un semplice e semplificato significato di costituzione di qualcosa di ufficiale, con cui dopo si esegua un Attentato, si scrivano delle parole, si sperimentino le società morali,e incominci a girare come coagulo di questi elementi, e diventi qualcosa da seguire come prassi -quasi come abitudine..

Questo perché sono sprofondato con l’Io dentro questo significato, l’ho aperto, l’ho dissezionato, ho preso il cuore nobile che era all’interno del termine “misantropia”, e l’ho ricoperto di fango, di sporcizia, di amoralità e brutalità, di sperimentazione estrema ai limiti della conoscenza umana..

La Misantropia Attiva Estrema è un colpo alla coscienza, per farla vacillare, per attaccare il decorso della vita umana che respira, e non fa prigionieri, non vuole dare, per forza, qualcosa a qualcuno, non mette nessuno su una via precisa (seppur Estrema), per istradarlo…

Il perché è già insito nella fondazione della Misantropia Attiva Estrema, dell’anelare all’Unica Battaglia contro l’umanità da parte del Terrorista Nichilista.

Penso che l’Individuo Unico,che ricerca attraverso l’estrema sperimentazione la propria Vetta, debba fondare qualcosa che ha un Origine, che non copia, che non permette a nessun essere comune di appropriarsene, ma che non è cosi a favore di un apertura verso chi vorrebbe, seppur in modo serio, farne parte, sempre specificando che ogni progetto di tal tipo, sarebbe un distinto e indistinguibile proponimento- origine contro la vita stessa e l’umanità.

Forse ho già risposto alla seconda parte della tua domanda, ma andiamo a specificare meglio: come poter condividere (uso questo termine blando per arrivare al punto..), il Proprio Caos Abissale con qualcun altro?

Non è possibile, se no si scadrebbe in un apertura troppo diretta e poco complessa verso altri, questo in termini mortali, ma principalmente andrebbe o potrebbe toccare o scindere, regolare o valorizzare, l’Unicità di un proponimento che deve rimanere incondizionatamente Unico.

Questo significa che approcciare con la Misantropia Attiva Estrema non è una scelta facoltativa?

È relativamente una scelta libera, non “libertaria” naturalmente, ma che come sopra- dovrebbe fondare lei stessa qualcosa di Unico e Origine, non determinando cosi una costituzione ufficiale di un sentire che Occulto, non potrebbe mai aprirsi alla luce del visibile, è che sprofonda nelle viscere del mondo, nella Distruzione Solipsistica dell’universo, nell’Attacco Annientante della Misantropia Attiva ed Estrema.

Perché affidarsi a qualcosa che è già stato fondato? L’elemento decisivo dell’approccio con questo Estremo degli Estremi, come sopra, è cercare di sperimentare e oltrepassare il binomio uomo-società e originare qualcosa di Unico, non ripetibile in maniera uguale da altri.

Con questo posso naturalmente affermare, che chi approccia con questa “Origine”, deve aver attraversato il ponte del “bene e del male”, per rovesciarlo e farlo affondare dentro l’Abisso oscuro e intangibile. Per gli altri, per i normodotati, queste parole e questo testo, saranno solo “pippe mentali”…ahahh che ridere!

Naturalmente sarei in godimento se un- Misantropo diviene Attivo ed Estremo e Attenta la realtà e la razionalità!

Vorrei concludere immettendo, una domanda finale:quanto e come è criticabile la “Misantropia Attiva Estrema”?

Ora la mia fase e sperimentazione la definisco specificatamente :”Fortezza Egoistica del Solipsismo”.

Se voi aprite alcune parole di quello che ho affermato Ora, e le smembrate, potreste aver percepito e interpretato una soluzione molto vicino alla Mia, di come la “Misantropia Attiva Estrema” affonda dentro l’inesplicabile:

nel momento in cui le parole, gli atti, la risoluzione di un fatto, l’interpretare una cosa in un certo modo, il respiro, il pensare e altro, non appartengono più a un mondo docile e mansueto e lineare, in quel momento, il tutto si frammenta e si separa in pezzi Unici, non esiste la “causa ed effetto”, il regolare movimento dei corpi, l’oggetto non “è”, il tempo inesiste, e esplode la materia, diventa qualcosa di inguardabile, l’occhio e la vista sballano, il corpo [è] incorporeo, e non segue il ritmo del cuore, quello che viene determinato dal mangiare, pisciare, intuire e apprendere, viene eroso e logorato, imputridisce, senza i fattori umani della morte, perché la morte non è più uno spirare attraverso la formula “causa ed effetto”, è cosi dimoro nella Mia “ Fortezza Egoistica del Solipsismo”…

Pertanto se si vedono le cose sotto una prospettiva metodica, che è il “sistema della conoscenza”, allora non si può in nessun modo approcciare con la Misantropia Attiva Estrema, la critica può essere fatta ma su basi morali, sulla conoscenza etico-giuridica dell’uomo:perché non si è percepito il significato Occulto e Esoterico in essa, non si è sperimentato in maniera Estrema.

La Sperimentazione Solipsistica Nichilista, trascende la normalità, la causa regolare della determinazione dell’Essere, il risultato di uno o più fattori concatenanti, il ristabilire il nesso di un agire simile a un altro: questo perché fino a ora, per quello che è dato sapere, il Solipsismo in generale è stato solo studiato didatticamente da chi ha proposto la sua versione,e criticato in maniera blanda da chi lo voleva confutare…l’Affine Ghen ne è testimone con le decine di testi posti su “Abisso Nichilista”; come dire, materiale per leggere c’è ne quanto si vuole, ma tutto questo è sempre e solo stato posto su un piano di studio e non su una sperimentazione Attiva della Distruzione della realtà e dell’universo con le sue leggi scientifiche e tangibili, “vere”, mortali.

Percepisco però che in giro per questo mondo marcio, ci sono infiniti Individui Solipsisti e che stanno sperimentando, Unici tra Unici, Gelosi di Se Stessi, che a volte si uniscono, ma nella maggior parte dei casi, vogliono da Solitari Comandare su tutto quello che viene chiamato realtà!

Il Solipsista Nichilista vive irrealmente su questa società, e la dimora Egoica è all’interno della sua Fortezza.

La Sperimentazione Nichilista non è un atto che si può normalmente spiegare e personalmente,non la vedo come un modo d’essere che è la perfezione di Me come Individuo, perché avendo una perfezione, limiterei totalmente lo sperimentare, lo ridurrei a un blando “pensare”.

Nel momento in cui Sperimento, ho dall’altra- la forma consueta del vivere, che è da me definito “sistema della conoscenza”, che combatte, a volte mi preme a volte sta alla larga dalla Mia Fortezza Egoica.

È così?

Il “sistema della conoscenza”, è quella serie di regole e valori che determinano il singolo nella società, che fanno da giudice e giuria, che regolamentano il sapere delle persone, e spronano gli uni a unirsi- nella determinazione dell’Essere- agli altri, che promuovono la realtà come una seria finita di valori che le persone nella società devono seguire, senza per questo,non lasciare la presunta libertà di scegliere se una cosa può essere fatta o no, ma sempre dentro un sistema etico-giuridico. Il “sistema della conoscenza” è l’archetipo dell’esistenza stessa, è immutabile, e il singolo ne deve fare parte, e se qualcosa non funziona deve rifarsi a chi giudica in nome dei valori dell’uomo; per questo in maniera semplificata si parla di giuridismo e antigiuridismo: perché chi va contro la legge costituita, secondo il “sistema della conoscenza”, diventa un fuorilegge o appunto “antigiuridista”.

Quindi se questa costituzione di valori chiamato “sistema della conoscenza”, preme e vuole penetrare dentro la Mia Fortezza Solipsista, significa che “esiste”? È come può allora non essere confutabile il Solipsismo stesso?

Direttamente affermando che lo faccio esistere Io, perché in-esistendo nella realtà, la realtà esiste come la voglio e nel modo in cui per me deve esistere…

Per cui, nel sostrato della mia in-esistenza, quello o quel qualcosa che mi vuole colpire, ridurre al nulla, sono Io stesso -e o posso-ad averla creata.

Oh che questa materia finita esiste/in esiste in uno stato “lato” dell’uomo e l’Anniento colpendo quella parte del mio lato a “lato”, che è in termini umani, è: oh è il labirinto del nulla..? Per questo-non esiste una perfezione geometrica o un atto finalistico.

“Scrivere”-non significa esistere nel momento in cui si muove la mente e le dita, il corpo e l’intelletto. Potrebbe essere un infinito ritornare di latenti e oscuri input inesistenti, dentro la Mia Fortezza dove l’Universo implode esplode, latente e o presente, si distrugge e si ricostruisce, senza una legge comune che possa fermarlo.

Perché dico “posso”? Perché la Fortezza non è un quadrato di gioco, non ha forma, Io stesso non so perfettamente da cosa è composta, o se non esiste nessuna composizione, e tutto questo diventa un infinito errare in un mondo senza “causa ed effetto”…

Il Solipsismo Nichilista è la mia Fortezza subliminale e oscura, imperfetta, perché non c’è angolo logico dove posizionarsi, ma è anche Occulta, perché è al fondo di un Abisso inesplorabile, ed è per questo, che non c’è nessuna certezza, neanche della mia inesistenza, e ogni volta che vuole arrampicarsi finisce in un baratro, dove al “fondo senza fondo”, in-esiste una porta ermetica, che apre al Mio regno, senza per questo che sia logicamente una cosa che esiste. Esistere e in-esistere non esistono in un esplosione se-nza soglia conoscitiva.

Per questo la “Misantropia Estrema Attiva” non può essere criticabile moralmente, potete dire quello che volete, voi non esistete, potete esprimere quello che vi aggrada, le vostre parole sono decomposte da Me, potete attaccare il singolo termine che si attacca a una contraddizione, vi dirò che non esiste nessuna contraddizione, nessuna sponda del fiume dove aggrapparsi, nessun modo di affermare una cosa con lo stesso significato da dare a un altra cosa che sembra contraddittoria..

UM: Cosa pensi- argomento diciamo attuale- del problema insolubile dell’autorità da parte dei critici malsani “anti-autoritari”, rispetto all’accettazione invece specifica delle Tendenze terroriste non politiche?

N: Hai totalmente “ragione”, su questa domanda, è un problema insolubile, nel senso che loro (gli anti-autoritari), angeli caduti dal cielo, non possono in nessun modo accettare questa “forma” di vedere, l’organizzarsi di un gruppo, il posizionarsi contro il mondo caduco, di Clan,Sette, Estremisti…

Per questa domanda parlerò esclusivamente per Me, non mettendo in mezzo l’approfondimento che hanno fatto per esempio gli Amokläufe sulla Gerarchia e altro…

Come sempre, il problema è il valore Egoistico che si da a un termine, certo, si è come prima, in un limite del linguaggio, siamo quasi costretti ogni volta a esprimerci, in maniera limitativa, ma non per la formula “1+1-2”, ma in quanto- inesistenti, in un a-spazio di distruzioni e costruzioni che si distruggono, c’è il simbolo archetipico dell’esistenza stessa, che creato -ritorna effettivo e preme per rendere tangibile quello che è Increazione Schizofrenica, del Singolo Unicista.

Partendo dal presupposto che utilizzo il linguaggio come mezzo per il mio fine, passando attraverso un infinità di mutazioni Solipsistiche[*] il termine “Autorità”, non ha nulla che possa contenere un “bene o un male”, ma è un modo di vedere e agire da parte dell’Individuo, o è il modo di Organizzazione di un gruppo Terroristico.

Quello che voglio fare percepire, è che a me non me ne fotte nulla, di costituire una società ufficiale su questo mondo decadente, la Mia “forma organizzativa” è a uso e consumo dell’Individuo Egoico se forma parte di un gruppo Terroristico:il modus operandi con cui usare un mezzo per il fine, per l’obiettivo di Distruzione e Annichilimento del “sistema della conoscenza” e delle placidi leggi.

L’Autorità è in Me, perché quando agisco- subordino qualcun altro, lo porto parzialmente o totalmente dalla mia parte -all’Unico Autoritario, quando premo questo qualcuno in giro per le strade dell’umanità, per ottenere qualcosa, lo forzo, lo porto, per arrivare al mio fine, e lui è in quel momento il mezzo, che mi serve, e cosi quando esplode un ordigno davanti a una parrocchia della periferia romana, si sdoppia il “bene e il male” e la pacifica convivenza, in questo modo il fastidio o il Terrore, sono Autorità verso gli altri…

L’Autorità non è un “bene o un male”, ma un modus operandi che serve per agire, tramite la scissione non dualistica della visione del mondo, per avanzare e portare avanti un Progetto Terroristico, senza cadere dentro il contenitore del mondo veridico.

L’Autorità è -in primis la “Fortezza Egoistica del Solipsismo”, sperimentazione Ego-Arca, che preme per distruggere l’Universo, e su questo non c’è nessuna obiezione da fare, è inutile, anche quelli che volessero trasformarlo in qualcosa di blando, franerebbero in un vuoto assoluto, anche se so che questi romantici, vogliono che qualcosa di Sublime diventi cibo buono per il tutto.

Dunque l’Autorità è un complesso e infinito modus operandi, sperimentativo- a me creato, errante, nell’inesistenza – che si staglia come “Fortezza Egoistica del Solipsismo” e che avanza per mangiare e cibarsi di parti dell’Universo e delle leggi fisiche, non riconoscendole come forme veridiche, ma come punti di assioma che si stagliano attorno al Mio Mondo.

L’Autorità è dentro la Mia Grotta Egoistica (traslato di Fortezza), e vuole conquistare il circostante creato-e mangiarlo, ingollarlo, per espandersi, per prevalere, e non per costruire o costituire qualcosa di vero, duraturo, semplificato, formato e o finalistico, ma per Nientificare.

In termini mortali, attraverso la Solipsistica sperimentazione di un gruppo Terroristico, l’Autorità è sia Ego-Arca che “forma effimera” in cui un Individuo esercita il Proprio Potere, per avanzare nel Progetto Terroristico e non cadere inesorabilmente nelle mani dei normodotati, che come massa potrebbero sopprimere l’Istinto Nichilistico del Terrorista.

Esemplificando, se nella Mia Sperimentazione nell’inesistenza, Io ho la “chiave” avanzata per portare avanti un gruppo Terroristico, lo farò prevalere, e perché questo?

Perché se il Mio Istinto Egoico- percepisce la Forza Immensa del Potere Unico, ci si deve tirare indietro? Perché subordinarsi al valore umano, facendosi inglobare dentro altri ego? Perché cosi- dato che Unicamente percepisco l’Autorità come qualcosa di spontaneo che sorge tra gli Individui- il Progetto potrebbe fallire inesorabilmente, e cadrei nel vuoto del nulla morale e la Fortezza Solipsistica franerebbe e si sgretolerebbe fino a implodere e estinguersi.

L’Autorità non è solo la naturale predisposizione – secondo le circostanze della soggettività umana- di un Individuo a comandare sugli altri, ma è la Fortezza del Solipsista Nichilista, che avanzando ingloba e ingolla altri ego, se ne ciba, per espandere il Proprio Potere.

Ma se Io ho questa Naturale predisposizione a usare l’Autorità significa, che debbo agire, sempre e solo come spontanea volontà?

Si-ma volendo ingollare altri ego,avanzando alla Distruzione dell’Universo e delle leggi labili, attraverso un Progetto Terroristico, se “costituisco” un gruppo, dovrò o potrò dover- confrontarmi con altri Individui che vogliono anche loro usare l’Autorità.

Cosa conclude questo che dico? Che – anche unirsi con altri Individui è sempre un mezzo, e per cui, o lo attuo o non lo attuo, o Creo/Distruggo e Distruggo/Creo da Solitario, o Unendomi, saprò che potrei avere un limite effimero che “contiene” l’avanzamento del Mio Ego, ma questa Unione serve per il mio fine.

L’Affine di Sangue Nichilista sa questo e lo “accetta” come parte di un Progetto Terroristico.

L’Autorità, dunque, è la Fortezza Egoistica del Solipsismo, ma è anche un mezzo per un fine, facente parte dell’avanzamento di un Progetto Terrorista.

[*]Esempio formale ma utile: pensate al cambio di Ip continuo per il circuito Tor, e “capirete”…

UM: Qual’è il tuo rapporto con la rivendicazione di un attentato, rispetto gli innumerevoli atti criminali e terroristi che avvengono quotidianamente, e che non sono rivendicati (a parte la particolare rivendicazione del crimine organizzato in Messico)?

N: Domanda complessa ma molto interessante!

Se vogliamo proseguire dalla parte finale della tua domanda, si -è singolare di come i “cartelli della droga”/crimine organizzato, rivendichino i propri atti attraverso video, narcomantas, e altro, facendo percepire il loro Potenziale e il modus vivendi nei luoghi dove dimorano.

Se vogliamo fare una retrospettiva degli anni che furono, in Sicilia il “Clan dei Corleonesi”, o in Campania la “Nuova Camorra Organizzata” [*] erano al livello criminale degli attuali “cartelli della droga” in Messico, ma la differenza sostanziale era-è, che la Mafia in italia, non rivendica nulla, cioè: non c’è un video, un testo ufficiale,o altro, dove si dice noi siamo questo gruppo organizzato e vogliamo questo, e faremo questo, non c’è nessun video che rivendichi l’uccisione di un individuo di un clan nemico o altro, non si lasciano cartelli o striscioni o altro..

Per esempio in Sicilia con la scoperta degli acidi usati per la raffinazione della materia base per l’eroina, attraverso le raffinerie dislocate a Palermo, e provincia, e oltre, si incomincia a usare il metodo di dissolvere i cadaveri dei nemici per farli sparire, mentre prima si buttavano in fondo ai dirupi, si arrostivano sulle graticole, fino a estinguerli, venivano messi nei pilastri degli edifici in costruzione e fatti scomparire con il calcestruzzo,ecc; tutto questo con quello che viene chiamato il metodo della “lupara bianca”, sempre se non si lasciavano dove venivano ammazzati ma senza nessuna singolare rivendicazione..

Bene, allora tornando alla prima parte della domanda, cosa rappresenta per me la rivendicazione?

La Rivendicazione – come per il linguaggio- è usata come mezzo per il mio fine. Detto in questo modo, sembra, che tutto si appaia, ma non è cosi, “il fine con il mezzo”, ha un significato profondo e di sperimentazione.

La Rivendicazione, è alla fine, il comunicare un Attentato, o altro, e quindi ritorna a essere un mezzo per affermare il proprio obiettivo, che è quello di voler fare intendere, o far emergere una Sigla rivendicativa, che si posiziona in un specifico modo, o declama una serie di riferimenti utili per fare espandere- come esempio- una Tendenza, ma è anche il substrato dell’Individuo Egoico, che primariamente vuole godere degli effetti, di quello che legge e o viene letto,di quello che con il proprio corpo/mente ha Attentato, e questo confuta di parecchio chi vorrebbe mettere sullo stesso piano, la rivendicazione idealistica/politica con quella specificatamente Egoica.

La rivendicazione idealistica/politica in pochissimi casi ha declamato che lo fa per l’ego, anzi, molte volte ha tentato di stabilire le regole di come si deve colpire; sappiamo tutti, in tema di dibattito amorale, cosa è emerso per chi ha scelto in maniera Estremistica di colpire selettivamente e indiscriminatamente.

Per questo si deve attuare una netta separazione e distinzione tra Rivendicazione Egoica e specifica con una Sigla,e rivendicazione idealistica/politica con una sigla o no: il riduzionismo che attuano, gli idealisti, quando fanno una rivendicazione verbale, rende quello che affermano omogeneo e incolore, senza una netta differenza del loro “sentire” dal resto dei loro compagni.

Ma non è questo il nucleo fondamentale della risposta che volevo dare, dato che, perché deprimersi, con tutta sta robba idealista?

Vogliamo vivere sperimentando, dando “carne al fuoco”, ed è molto più eccitante approfondire il tema del Crimine Amorale!

Dunque, potrei rigirare la domanda a Te: la non rivendicazione del crimine organizzato/amorale può o potrebbe essere una Rivendicazione Egoica?

Naturalmente, perché la Rivendicazione Egoica, parte sempre da se stessi, e se il “mezzo con il fine” espande il Proprio Ego, allora la si può vedere sotto un ottica di attribuzione di un Crimine; potrei anche specificare che anche se formalmente non viene scritto nessun testo, esiste o esistono, anche gruppi non grossi o strutturati, che magari non fanno parte – come esempio- della Mafia[**], che agiscono in maniera rivendicativa non verbale, con particolari segni lasciati sul “campo di guerra”.

In giro per questo mondo decadente, gli Attentati del Crimine Amorale sono innumerevoli, e sono quotidiani, esaltano lo spirito della guerra e della morte, conducono all’apprendimento delle tecniche per Agire Egoicamente, danno il giusto enfasi sulla brutalità della vita, riducono al nulla la “favola del mondo vero”, sono, per dirlo in termini blandi, il 90% degli Attentati attuati e portati a compimento, per soddisfare gli Ego Assassini contro altri ego; è una Battaglia che non ha bisogno di un conflitto ufficiale, e l’esaltazione dell’Inumano che è in Noi.

Per essere chiari, rispetto alle mortali e materiali azioni idealistiche, è l’Inumano senza forma che è in Noi, che sprona ad Attentare: Estremistico, Solipsistico, Occulto, Nichilistico.

Il mio approfondimento sulla tua domanda verte, però specificatamente sulle Tendenza di cui faccio parte e della rivendicazione Egoica con la Sigla o senza.

Specificando che alcune cose devono rimanere Occulte e Clandestine, posso in maniera indiretta affermare, che ci sono Individui che formano dei gruppi Terroristi Nichilisti-che hanno scelto di non rivendicarsi tramite una Sigla, ma che tuttavia, in maniera strategica e anonima, attuano uno scambio con Me, di approfondimento dei loro Attentati, attraverso strumenti moderni come le email criptate/anonime e il programma di crittografia “PGP”, dando la possibilità di approfondire la sperimentazione della Distruzione della società decadente.

La scelta di rivendicare o no, non è, come direbbero alcuni idealisti, un metodo simile o uguale a un altro, ma una scelta specifica, rispetto anche al momento relativo, a un tipo di esperienza, a una scelta di sperimentazione, al luogo dove si vive e si prospera.

I motivi sono innumerevoli ma sono sempre Unicamente Specifici, di Godimento Egoistico, scritto o non scritto, rivendicato con una Sigla o senza.

Se nella “struttura” del Gruppo Terroristico si sceglie di restare “in sonno”, per un certo periodo, non significa che si sia deciso di non Attentare per la pace sociale, o non colpire più le strutture del “sistema della conoscenza”, come se si Agisce a discapito di tutte le formali regole di sicurezza- insite sempre in un luogo specifico e diversificato per altri luoghi- non significa che si sia “depressi,pazzi, suicidi”, sempre secondo i termini di condotta etici della società decadente; se d’altra si sceglie di guardare cosa può essere utile per avanzare Attentando le strutture etico-giuridiche della società, allora non significa che si sta “mettendo la testa sotto la sabbia”, e si agisce secondo e solo con i propri limiti, e quindi questo diventa esclusivamente un blando modo di agire riduttivo; i motivi possono essere molto più profondi di quello che sembrano, al di là della strategia e dello studio tecnico di quello che è il luogo dove si vive.

La Sigla è eminente nel momento in cui gli Individui facente parte del Gruppo Terroristico, la ritengono il nucleo profondo e più elevato del loro Agire, perché è sempre l’Ego Individuale che sceglie cosa gli aggrada di più e cosa no, siamo sempre su una scelta con una “scala” Gerarchica, e non è solo un metodo di “esistere” tra gli altri.

Tutti i Metodi Amorali Nichilisti vanno bene, per il Gruppo Terroristico, per colpire il sacro altare del bene e del male, per sperimentare la schizofrenica Fortezza Egoistica del Solipsismo, ma questi Metodi sono scelti-selettivamente e relativamente comprimendo il “luogo-stato fisico” del mondo conoscente, occultando il “tutto” e spezzandolo, frammentandolo, annientandolo.

[*]Quest’ultima venne addirittura “studiata” come organizzazione con prospettive di un certo tipo sul sottoproletariato- dalle feroci “Brigate Rosse-Partito Della Guerriglia”.

[**]Esempio: la “Stidda” in Sicilia

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BARATRO DELL’ANTICRISTO

DAL BARATRO ANTICRISTIANO NIETZSCHIANO, UNO PROFONDO POEMA DI “ANTICO SPIRITO DIONISIACO”- AFFINE NICHILISTA TERRORISTA!

La Visione concessa dall’oscurità assoluta  attraverso le catacombe della vita, dissolvenza.

Baratro dell’Anticristo, profezie oscurate;
La veduta del Signore è la morte dei suoi fedeli servitori, soffocati da mille serpenti dei più sanguinosi.

Le preghiere inaridite ora soffocano sotto il Signore. Sotto il suo nome del loro Dio.
Baratro dell’Anticristo, profezie oscurate;

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