(PROPAGANDA): ”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” V

Ricevo e pubblico

KH-A-OSS V

INDICE:

– “Lupus est homo homini…” (Arca)

– Terrorismo Criminale-Ricordando: Automobili e motorini bruciali in via Machiavelli all’Esquilino (Roma)

– “Fare una bomba nella cucina di tua madre” (da Pyrodex)

– Il carattere complessivo del mondo

– Liber Azerate: Il libro del Caos Iracondo (Ordine Misantropico Luciferiano)

– Intervista agli Aion

(CILE) MESSAGGIO POSTUMO AL GUERRIERO KEVIN GARRIDO, DA PARTE DI UN INDIVIDUALISTA TENDENTE AL SELVAGGIO

http://maldicionecoextremista.altervista.org/chile-mensaje-postumo-al-guerrero-kevin-garrido-de-parte-un-individualista-tendiendo-a-lo-salvaje/

“(…) E con ciò hanno creduto o pensato di intimidirmi; uno sputo di catarro di fronte al potere e una guerra alle ultime conseguenze era ed è la mia risposta furiosa. (…) “

“(…) Ho sentito la solitudine di così tanti mesi che il mio cuore ermetico si è già abituato alla costante minaccia di un bisturi dietro di esso, niente e nessuno sarà in grado di cancellare le cicatrici che rimarranno per tutta la vita e con cui abbraccerò la morte vendicando tutto ciò che io e quelli che sono con me siamo riusciti a fare. (…) “

“(…) Non cancellerò mai dalla mia memoria i colpi diretti di calci e pugni alla polizia e le loro brutte facce vigliacche, i giorni e le notti che corrono con il fuoco nelle mani verso l’autorità, gli allarmi che urlano all’unisono di locali in fiamme. I cittadini corrono e urlano terrorizzati mentre un piccolo incendio illumina la notte. Le notti in cui la città mormora per un’esplosione e il suo splendore ha causato terrore. Non dimenticherò mai la polizia che corre al riparo, prima di una pioggia di colpi o delle belle curve di un proiettile da quaranta millimetri … (…) “

“(…) Nei momenti difficili non abbiamo mai abbandonato il combattimento, i cani possono abbaiare intorno a noi, ma il loro respiro non ci ha mai toccati, ci siamo guardati, abbiamo preso le nostre decisioni, abbiamo controllato le nostre armi, abbiamo parlato al nostro odio e abbiamo detto “andiamo di nuovo … questa volta fino alla fine …” (…) “

“(…) Spero che sulla cittadinanza esplodano infinite bombe, perché” la sporca vita di città non si trova solo nelle caserme “. Sono contrario alla civilizzazione e alla cittadinanza / umanità che considero l’obiettivo più civilizzato (incluso me stesso), sono coloro che sono attaccati al progresso e insistono nel continuare a distruggere tutto l’indomito, tutto il selvaggio per la sporca e abietta plastica chiamata denaro. (…) “

Quanto è difficile scrivere poche parole per dire addio a un guerriero indomabile. Non ti ho mai incontrato Kevin, ma non è stato un impedimento per sentirti nel cuore cento volte. Semplicemente dalle tue azioni e dai tuoi testi ho potuto riconoscere la nostra terribile affinità.

I nostri occhi non si sono mai guardati e non ci siamo mai parlati, ma ho sempre sentito dentro me, quella magnifica connessione spirituale. L’attimo in cui sputi fieramente di fronte alle telecamere, nel momento in cui le mie orecchie ascoltavano in estasi: “Abbattiamo le gabbie della società civilizzata”. Da quel momento il mio cuore sapeva.

Sono profondamente rattristato dalla tua dipartita fratello, non lo nego. Era mattina presto e siccome non avevo avuto modo di controllare Internet, non potevo crederci, mentre leggevo ho supplicato che fosse solo una serie di nomi, ma no, eri te compa. Ho subito stretto il petto e il cuore mi faceva male, gli occhi si sono riempiti di lacrime …

Sono triste, è vero, ma la morte deve essere amata proprio come amiamo la vita, e così come la vita anela e vive, allo stesso modo in cui la morte deve essere vissuta e desiderata. E la tua morte, la morte dei guerrieri è la più bella. Sono triste, è vero, ma c’è qualcosa nella tua dipartita che mi riempie di gioia. Sei morto combattendo in carceri ripugnanti, sei rimasto in guerra fino all’ultimo e sono sicuro che tu anelavi alla morte fratello, il mio spirito lo sente, tu volevi lasciarci combattendo come gli araucani selvaggi …

Una sensazione di felicità ancestrale mi riempie della consapevolezza che non ci sei più e che sei partito per l’abisso. La, ora compa, gli abissi sono la tua nuova casa. Quegli abissi che abitano l’anima di altri guerrieri. Quegli abissi che visito solo quando esco con il mio ordigno esplosivo, quegli abissi che vivo anch’io in un dato momento. Non vedo l’ora che arrivi quel giorno, per ora stringimi fratello, dopo rideremo insieme come demoni!

Salutami gli antichi, Caupolican e Lautaro, salutami Lola Kiepja e gli spiriti del kloketen, salutami punki Mauri e digli che onoriamo ancora il suo nome, digli che è vero, “la morte dice che ci ama”. Salutatemi tanti altri guerrieri e digli di attendere prima di morire per abbracciare il Caos …

Perché ci vedremo l’un l’altro fratello, ma non ancora. Ancora respiro, e vivo, e ho il sangue che mi brucia nelle vene, affinché attenterò, con tutte le mie forze contro la civilizzazione. In compagnia dei miei complici e in solitudine prometto nel tuo nome alla tua memoria di continuare a dare guerra.

Compa, non ti prometto vendetta, no. Ti prometto di continuare nel mio percorso di attentati contro l’umanità e il progresso, ti prometto fuoco e polvere nera, sangue, ferite e morti.

Ho voglia di uscire stamane per onorare il tuo nome, il mio corpo lo vuole, ma mi fermo e mi calmo, ho e abbiamo ordigni pronti, ma non è ancora il momento. Nel frattempo una candela e un incenso come atto simbolico in lontananza per dire addio, con la canzone “La Danze delle Anime” dei Sangre de Muerdago, e un ululato al cielo oscuro, conclude il rituale.

Vorrei andare al tuo funerale e dirti addio, e versare una lacrima sulla tua bara. Mi limito solo a ricordarti da lontano e ti scrivo queste parole, che i tuoi intimi ti dicano addio come un guerriero.

Questa è la vita e la morte dei guerrieri, ricorda che i guerrieri non muoiono, no. La morte di un individualista in guerra libera l’energia del Caos e la sua anima rimane sempre con noi, ci accompagna e ci guida.

Un guerriero è morto, è morto abbracciando il Caos e questo non si dimentica, non lo dimenticherò, non lo dimenticheremo.

Fratello, dalla stessa terra in cui abitiamo, ti dico addio con gli occhi pieni di lacrime e orgogliosa sorrido. Continua a danzare nell’abisso!

Mauri, Seba, Mark, Kevin, siete morti come gli antichi!

Per la vita nel Caos, per la morte nel Caos!

Sempre nella mia memoria e nelle avventure delle ITS!

Quello che verrà è per te Kevin, è per voi!

“Ti apro le braccia, noi siamo quelli che rimarranno e combatteranno al tuo fianco, abbracceranno la vita, abbracceranno la morte.”

– Un Individualista Tendente al Selvaggio dal Cile

PDF: “IL DISTRUTTORE DELL’UNIVERSO”

Ricevo e pubblico:

http://avyssos.altervista.org/pdf-il-distruttore-delluniverso/

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Abbiamo deciso di pubblicare su PDF lo scritto di Nichilismo indiscriminato/schizofrenico dell’affine Nechayevshchina. Uno scritto di difficile lettura, di verbosità eclettica, che sperimenta quella che esso stesso definisce il “sistema della conoscenza”, dove il sangue, viene lasciato sulle strade lastricate delle città, enormi necropoli, infestate da non-morti. È uno scontro solipsista, contro la realtà della società morale. Definire in maniera logica questo scritto, non è possibile, se non sperimentando. Anche se dobbiamo specificare che l’affine, parla di in-esistenza, di mondo creato da lui stesso, di questi punti di assioma, che non distinguono l’oggetto o il soggetto, ma sono da esso stesso creati. Questo è un punto critico e di difficile lettura e di “comprensione”, ma che pone per chi lo leggerà, un dibattito amorale, su cosa è la realtà, e di quanto l’individuo unicista combatta contro di essa, qualunque cosa possa essere in senso veritiero.

Uomo-Mostro/Edizioni Nichilistiche “Ávyssos”

[Centro di Firenze-Ultimo ideale terreno nichilistico]

PDF: “MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA”

Ricevo e pubblico:

http://avyssos.altervista.org/pdf-misantropia-attiva-estrema/

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(PROPAGANDA): ”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” IV

Ricevo e pubblico

KH-A-OSS IV

INDICE

– Senza mediazioni etiche (Schizo)

– Terrorismo Criminale: Notte di fuoco a Torpignattara (Roma): incendio distrugge 9 auto e uno scooter

-Terrorismo Criminale: Bruciate nella notte quattro auto a Settimo Torinese

– Caos e divenire-Nietzsche interprete di Anassagora (da Abisso Nichilista)

– Intervista con Jon Nödtveidt dalla prigione (Reinkaos.net)

– Viscerale (su Renzo Novatore)

PDF: “FRANGERE III- SUL TERRORISMO INDISCRIMINATO E IL MISANTROPISMO-ARCA”

Ricevo e pubblico

https://avyssos.altervista.org/pdf-frangere-iii-sul-terrorismo-indiscriminato-e-il-misantropismo-arca/

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PDF: “LA NOSTRA È UNA GUERRA SENZA RICORSO”- INTERVISTA A NICEVSCINA

Ricevo e pubblico:

https://avyssos.altervista.org/pdf-la-nostra-e-una-guerra-senza-ricorso-intervista-a-nechayevshchina/

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IO PURO, INTENZIONALITÀ, EPOCHÉ

Ammessa l’influenza husserliana che abbiamo rintracciato in pensatori diversi, a fare difficoltà nella prima citazione è quel nucleo dell’unità io, autocosciente e interna, che è l’io puro. Qui, infatti, sopravviene quella nozione dell’Ego trascendentale che costituisce il cardine della fenomenologia husserliana e che è stata messa da parte, perché sospettata di idealismo, perfino da alcuni dei suoi stessi discepoli come Martin Heidegger, Edith Stein, Max Scheler. Ritengo, invece, che il contributo che potrebbe venire alla filosofia del secolo ventunesimo dalla ripresa di questa teoria, segnerebbe la vera differenza rispetto al ventesimo secolo. Come giustificare questa possibilità, in tempi di «filosofia della mente» e di riduzionismo ai dati della neurobiologia?

È possibile proporre l’adozione da parte della filosofia della mente dell’intenzionalismo proprio del metodo fenomenologico. Secondo il quale il riferimento a qualsiasi oggetto di conoscenza o di azione è interamente determinato dalla struttura di un atto intenzionalmente rivolto a quell’oggetto, e tale struttura è la più varia, dando così luogo a tipi differenti di intenzioni e, conseguentemente, di oggetti intesi (2003).

La dottrina dell’intenzionalità si accompagna alla distinzione prioritaria tra atti rivolti a stati o cose qualitative e atti rivolti a cose fisiche quantitativamente considerate, e quindi tra immagini fenomeniche e immagini scientifiche: la fenomenologia non privilegia le une sulle altre ma fa risalire il senso della realtà al tipo di intenzione e alla concatenazione delle motivazioni che ne discende.

Quindi l’argomento dell’io, nella chiave fenomenologica, esige una duplice considerazione: come io psicofisico o empirico e come io trascendentale. Nel primo caso è intenzionato in senso oggettivo e perciò sottoposto alle teorie scientifiche come essere vivente nel mondo, nel secondo caso è intenzionato in senso soggettivo.

Ma con quale strumento si può operare la distinzione tra le diverse intenzionalità? In che modo la coscienza, che ha uno status così indefinito da svanire e ridursi, in sede psicologica, a semplice capacità riflessiva, può invece acquistare spessore di fenomeno e collocarsi come tale nelle esperienze della vita? E che cosa fa dell’individuo un qualcuno diverso da tutti gli altri: la sua corporeità, il suo aspetto esterno, oppure qualità interne più sfuggenti, o almeno non sempre afferrabili a prima vista?

Per rispondere a questi quesiti si dovrà fare un altro passo verso l’accoglimento della dottrina fenomenologica, e precisamente introdurre nella filosofia della mente la nozione di «purezza»: è pura la conoscenza teorica non ancora portata all’evidenza da una esperienza intuitiva o erlebnis. Ma per raggiungerla occorre prima sospendere non solo la visione scientifica ma la stessa visione naturale della realtà delle cose, e porci nella condizione della visione originalmente offerente, quella che è propria dell’Io puro, nucleo dell’io conoscente o intuente.

Ogni visione originalmente offerente è una sorgente legittima di conoscenza, che tutto ciò che si dà originalmente nell’intuizione (per così dire, in carne e ossa), è da assumere come esso si dà, ma anche soltanto nei limiti in cui esso si dà. (1981, v. I, cap. II, § 24)

Questa sospensione consiste nella riduzione, cui Husserl si è riferito usando anche il termine greco di epoché, e che è un principio irrinunciabile della fenomenologia (anch’esso però trascurato nelle filosofie che ne sono derivate): il principio dice che il filosofo conquista la conoscenza soltanto se astrae dall’intera conoscenza empirica e scientifica del mondo, mettendo fuori gioco le sue certezze legate alla credenza nell’esistenza delle cose, credenza che come tutti egli ha nell’atteggiamento naturale.

Dall’epoché sorge allora un altro atteggiamento: quello trascendentale attraverso il quale l’io puro intuisce l’essenza delle cose, ossia comprende che il loro senso viene costituito negli atti soggettivi e intersoggettivi. Rimane neutralizzato l’io empirico con la sua vita naturale, quindi anche l’autoconoscenza del soggetto, ed emerge l’io puro come esperienza in prima persona dei modi di trascendenza diversi di cui è costituita la realtà. Tra questi modi di trascendenza vi è il soggetto empirico con tutti suoi vissuti, e per ogni vissuto una regione diversa dove si manifestano le potenzialità infinite di cui dobbiamo capire il senso, in modo essenziale anche se sempre insufficiente, poiché è da riprendere ogni volta da capo.

(PROPAGANDA):”KH-A-OSS-Misantropia Nichilistica” III

Ricevo e pubblico

KH-A-OSS III

INDICE:

– Ragnarøkkr (Frenitida)

– Baratro (Arca)

– Terrorismo Criminale: Incendio al parcheggio della stazione La Celsa (Roma): sei auto distrutte dalle fiamme

– Terrorismo Criminale: Aprilia, auto in fiamme nella notte

– Terrorismo Criminale: Incendio sotto il cavalcavia Ghisolfa, tra viale Monte Ceneri e viale Serra (Milano): tre auto devastate

– Dell’amore del prossimo (Friedrich Wilhelm Nietzsche)

– Theurgia: “Trasformazione (Discendi nella notte di Hiperboros)”

– L’illusione dell’Anarchismo (Dora Marsden)

– La Distinzione dell’unico di Stirner (tratto da La peste furtivA)

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