LA PACE COME MEZZO PER ALTRE GUERRE

Il primo elemento che emerge confrontando il testo italiano con quello tedesco è un cambiamento nel titolo. In tedesco sta scritto: “Vom Krieg und Kriegsvolke”. “Kriegsvolke” vuol dire letteralmente “popoli di guerra”.

Secondo Jung questo capitolo segue al precedente in quanto sono legati dal tema della distruzione. La guerra porta distruzione e i predicatori di morte predicano la distruzione.

All’inizio del testo Zarathustra si rivolge ai “Brüder im Kriege”, ossia ai fratelli in guerra (Kameraden). Zarathustra afferma di essere stato come loro, uno di loro, pur essendo ora un nemico. Zarathustra li conosce, conosce il loro odio e la loro invidia. Egli dichiara che questi uomini, se non sono capaci di diventare santi della conoscenza, dovrebbero diventarne guerrieri. Il santo della conoscenza è l’ideale per Nietzsche. Strauss ricorda che in Al di là del bene e del male il superuomo è definito come il filosofo del futuro. Dunque i guerrieri stanno a metà tra i predicatori di morte e i santi nella conoscenza. Ma di che conoscenza si tratta? Jung sostiene che si tratta della conoscenza stessa del superuomo, ossia del messaggio di Zarathustra.

Con il riferimento all’invidia, nota Lampert, sembra esserci un rimando al tema del capitolo Dell’albero sul monte, dove il giovane manifestava la sua invidia provata per il maestro Zarathustra. In quel capitolo prima si parla dell’invidia del ragazzo per Zarathustra, poi si allude all’invidia degli altri per il ragazzo. L’invidia è distruttiva ed è ciò che impedisce al guerriero di essere santo nella conoscenza, ma, secondo Lampert, Zarathustra invita i guerrieri ad usare il loro odio e la loro invidia per essere guerrieri della conoscenza. Meglio essere invidiati, che essere amati. Questo è il messaggio di Zarathustra secondo Lampert in questo capoverso. Essere invidiati perché si è superiori e perché si è nobili. Il giovane appoggiato all’albero, tuttavia, cercava la libertà. I guerrieri, invece, seguono ancora la regola dell’obbedienza ferrea, come si vedrà nel testo.

Da questo capoverso incomincia il confronto tra la figura del guerriero e quella del soldato. Qui appare la famosa frase:

«Io vedo molti soldati: vedessi molti guerrieri! “Uniforme” si chiama ciò che essi indossano: possa non essere uni-forme ciò che essi in tal modo nascondono!»

(Nietzsche, Friedrich, Così parlò Zarathustra)

“Ein-form”, uniforme. La parola suggerisce sia la piattezza, l’omologazione, ma anche “was nur eine Form hat”, ossia ciò che ha una sola forma. I soldati sono disciplinati per essere tutti uguali, per camminare allo stesso modo, marciare con passo cadenzato, mirare all’unisono, puntare e fare fuoco. Il soldato è solo una rotella della macchina statale che chiamiamo “esercito”. Dentro di sé il soldato è vuoto, è uniforme. Non è lo stesso per il guerriero. Il guerriero è indipendente e pienamente se stesso. Non esistono due guerrieri uguali. I guerrieri, suggerisce Zarathustra, devono cercare il loro nemico, non hanno un nemico comune. Secondo Jung molte delle affermazioni in questo capitolo, affermazioni come “trova il tuo nemico”, vanno lette in senso individuale. Qui il singolo deve trovare il suo nemico interno. Il nemico interno di ognuno è ciò che ci impedisce di progredire nella vita ed essere ciò che vorremmo essere.

«Dovete amare la pace come mezzo per nuove guerre. E la pace breve più della lunga. A voi io non consiglio il lavoro, bensì la battaglia. A voi non consiglio la pace, bensì la vittoria. Sia il vostro lavoro una battaglia, sia la vostra pace una vittoria! Solo chi ha la freccia e l’arco è capace di assiderarsi silenzioso: tutti gli altri sono chiacchieroni litigiosi. Sia la vostra pace una vittoria. Voi dite che la buona causa santifica persino la guerra? Io vi dico: è la buona guerra che santifica ogni causa.»

(Nietzsche, Friedrich, Così parlò Zarathustra)

In questo passaggio vanno notati alcuni particolari. La pace viene intesa solo come mezzo per altre guerre. In filosofia si distingue la “pace perpetua”, come la definisce Kant, in quanto pace permanente, dal semplice trattato di pace fatto per spartirsi i territori al termine della guerra. Il guerriero vive della guerra e fa della guerra un fine nella vita. Il guerriero fa della guerra il suo mestiere e non lavora. Questa immagine del guerriero che fa il guerriero come mestiere rimanda chiaramente ai greci, in particolare agli spartiati. Un guerriero spartano aveva abbastanza terre e iloti che le coltivavano, per poter mantenere se stesso e fare il guerriero a tempo pieno. Si noti anche il riferimento alle frecce e all’arco. Zarathustra, non in questo capitolo, ad un certo punto nel testo dirà che i valori dei persiani sono due: “dire la verità e praticare il tiro con l’arco”. È nota la figura di Serse come imperatore persiano dall’esercito sconfinato, composto anche di molti arcieri, le cui frecce avrebbero coperto il sole.

Meglio la guerra e il coraggio, che l’amore del prossimo, sostiene Zarathustra.

Bene è l’essere valorosi, non la compassione o la capacità di commuoversi. Anche se vengono definiti senza cuore, perché freddi, secondo Zarathustra i guerrieri hanno un cuore autentico. Ma il guerriero nasconde malvagità e odio. Mentre è nobile per lo schiavo ribellarsi, per il guerriero lo è obbedire. Questo significa che il guerriero non si è liberato dal “tu devi”, continua a seguire quella regola, senza ancora aver ucciso il drago (vedi le tre metamorfosi). Anche a questi uomini Zarathustra comanda la stessa cosa: l’uomo deve essere superato. Nessun guerriero vero vuole vivere a lungo, tutti cercano la gloria nella morte in guerra. Il guerriero non vuole essere risparmiato e così non lo è da Zarathustra.

Lampert nota qui ancora un parallelo tra questo capitolo e quello sull’albero sul monte. In quel capitolo si legge:

«Un tempo pensarono di diventare eroi: oggi sono dei dissoluti. Davanti all’eroe provano rimorso e orrore. Ma, in nome del mio amore e della mia speranza, ti scongiuro: non buttar via l’eroe che è nulla tua anima! Mantieni sacra la tua speranza più elevata!»

(Nietzsche, Friedrich, Così parlò Zarathustra)

Adesso leggiamo:

«Il vostro amore per la vita sia amore per la vostra speranza più alta: e la vostra speranza più alta sia il pensiero più alto della vita!»

(Nietzsche, Friedrich, Così parlò Zarathustra)

Nel primo passaggio si parla di “speranza più elevata”, nel secondo di “speranza più alta”. In tutto lo scritto dello Zarathustra troviamo molti movimenti opposti: l’andare verso il basso, il tramontare; l’andare verso l’alto, l’elevazione. Questi movimenti opposti in realtà avvengono allo stesso tempo: tramontare, superare l’uomo, vuol dire innalzarsi al superuomo. Amare la vita vuol dire mantenere la speranza più alta. Chi non ha speranza o chi ne ha poca, non ama la vita ed è preso in un processo di rassegnazione. È vero che non c’è un senso nell’esistenza, ma in questo libro si legge che questo accade semplicemente perché siamo noi a dover creare il senso. Noi dobbiamo mantenere la speranza più alta per amare la vita. Nel capitolo dell’albero sul monte la speranza più alta è collegata alla figura dell’eroe. Strano che questa figura non ritorni in questo capitolo. Il guerriero per gli antichi è un eroe, è il vecchio Achille che combatte nella guerra di Troia. Non è da escludere che Nietzsche avesse in mente anche questo. La classe guerriera nei popoli più antichi costituiva la classe nobile e aristocratica, soprattutto per quanto riguarda la classe dei cavalieri. Oggi la cultura del guerriero è completamente scomparsa. È probabile che questo processo si sia avviato con l’età moderna. L’età moderna che vede la comparsa del soldato, in quanto membro di un esercito statale o in quanto mercenario.

Anche Jung si sofferma sul passaggio della speranza e ne vede la spiegazione di una nuova morale. Prima si diceva che il bene è ciò che piace agli dei, ma è stato detto anche che il bene è ciò che Dio comanda. Ora il bene è ciò che è utile alla vita. Molta della morale ha solamente impoverito la vita, proprio quando pensava di comandare il bene.

CASA EDITRICE FEROX- “INUMANO”

Casa Editrice Ferox-INUMANO

“Inumano” è il secondo opuscolo dell’occultista e Terrorista Nichilista “Orkelesh”, che noi fieramente presentiamo come opus Unico e Egoistico, che si staglia per dare e promuovere la violenza amorale e l’attentato ai valori della società marcescente.
Nostro fratello di sangue, abbandona il terreno del sacro e del profano, per promuovere il proprio attacco e attentato alla vita dualistica, avendo attorno a se, il proprio demone, che non promette nulla, ma sprona a scendere in un fondo oscuro senza luce, per annientare “lo specchio riflesso”, quello che pero crede a due soluzioni per una scelta: bene o male..
Un azione un attentato, non ha un sinonimo dualistico, non contiene un valore accettato, o accertato, da qualunque Ente umano, ma è l’agire scelto dall’Individuo, che colpisce sfondando il muro compensativo della ragione e della logica.
Per gli Attentati amorali e anti-politici contro la struttura della società morale!

Gli editori.

CASA EDITRICE FEROX- “GUERRA OCCULTA”

Casa-Editrice-Ferox-GUERRA-OCCULTA

Introduzione

Introduciamo brevemente e fieramente (materiale da leggere c’è né) il nuovo “lavoro“ editoriale dell’affine Nichilista “Nechayevshchina”, che risponde, attraverso, i sui feroci testi amorali, a vari quesiti, e “indice di messa al bando”, da parte degli umanisti in tutte le varie forme.
“Guerra Occulta” si dipana attraverso l’abissale sperimentazione, spronando a scendere tra la moltitudine, annusarne l’odore putrido, e sperimentare, questo, anche con svariati riferimenti a tecniche di guerra a morte, che servono per la sopravvivenza nelle metropoli costellate da segnali di comando etico e giuridico, segnali da abbattere, e non solo ed esclusivamente con un attacco materiale, ma con la distruzione della realtà, ingurgitando i pezzi, i frammenti, che dentro il nostro oscuro “sentore”, riceviamo ogni momento del nostro respirare e della nostra vita nichilistica.
“Guerra Occulta” annette varie esperienze criminali, clandestine, di “idea”, e ricorda che il Terrorismo Nichilista è questo (e non altro): Illegalismo e Attacco Indiscriminato, Anti egualitarismo e Anti -Umanismo, Misantropia e Solipsismo, Anti -Cristianesimo nel senso nietzschiano del termine.. “fino a che una fine Nichilistica, non spazzi tutto via, com’è nata.”

Gli editori.

CASA EDITRICE FEROX- “INCUBO”

Casa Editrice Ferox- “INCUBO”

Introduzione

Pubblichiamo, come Casa Editrice “Ferox”, il primo opuscolo di “pezzi” feroci dell’Affine Nichilista Orkelesh (che ricordiamo essersi rivendicato l’appartenenza al gruppo “Clan Terrorista Nichilista “Cenaze”) intitolato “Incubo”, demone di fattezze maschili che entrava nelle dimore abitate dai mortali umani, per genere cattivi sogni, o unirsi per copulare con donne.

Titolo scelto e promosso come valore amorale, e occulto contro la pace rasserenante della società.

La lettura di questi capitoli di criminale intenzione e sperimentazione solipsistica delle cose che si percepiscono, ci lascia un’esperienza viva, da parte un individuo che ha voluto sperimentare l’abisso dei nichilismi, proiettandosi nelle polverose metropoli,e o nei suoi deliri nichilisti, senza che l’uomo comune l’abbia potuto fermare e dargli la sua brava lezione di morale moderna.

Sono degli scritti, dei frammenti, che potranno essere di “aiuto” a chi si vuole buttare- in un vuoto nichilista, senza nessuna sicurezza- in un progetto amorale, che sfida la vita promossa a normale circuitazione di quello che è il limite dell’uomo e delle società umane.

Ma saranno, anche fremente eccitazione e disgusto, per chi ricerca l’ideale a tutti i costi, chi vede in un’azione, un motivo ben fondato e certo, sicuro che possa dargli quel sorriso cui i buoni anelano.
Per gli idealisti affermiamo: non potete capire e non percepirete mai il lancio nell’abisso dei nichilismi che serve come sperimentazione a un Individuo, che oltrepassa le leggi etiche della società.

Per chi, criminale amorale, lo leggerà, è uno sprono- senza limiti e senza nessun modo “certo”- per arrivare a possedere con l’Ego, e distruggere, uno o più valori caduchi dell’umano animale, e i suoi limiti.

L’affine Nichilista ha voluto inserire anche svariati attentati amorali perpetrati in alcuni luoghi,per dare enfasi e retorica terrorista al proprio progetto, e la traduzione in spagnolo del testo “Schizzo di sangue sulle strade della “verità assoluta”, da parte degli affini di sangue del sito/progetto “Maldición Eco-extremista”.

Per un incubo di terrore contro il limite morale della società umana mortale!

Gli editori.

ΜΑΎΡΑ ΤΡΙΑΝΤΆΦΥΛΛΑ

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Ήμουν ξαπλωμένος στο μωβ μου κρεβάτι – δεν ξέρω για πόσο – , αλλά δεν μπορούσα να χαλαρώσω. Οι κρόταφοί μου άρχισαν να πάλλονται, το κούτελό μου έκαιγε σαν να είχα πυρετό, στο μυαλό μου στριφογύριζε ένα συνοθύλευμα ζοφερών σκέψεων και καταριώντας, μάταια εκλιπαρούσα τον Μορφέα να με πάρει στην αγκαλιά του.

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REVISTA REGRESIÓN N° 6

REGREZ

RI-PUBBLICO IN MANIERA EGOISTICAMENTE AFFINE!

Revista Regresión N° 6

Contenido:

-Editorial, por el Grupo Editorial

-La Mujer-Luna en la sociedad Selk’nam, tomado de Karukinka: cuaderno Fueguino de 1973

-Suspiros, por Lunas de abril

-Tatuaje primitivo: Rescatándolo de la amnesia, por Xale

-Cronología Maldita, por el Grupo Archivíscico Öme

-Anarquistas Indiscriminados: Sacando del olvido a los anarquistas terroristas del siglo XIX, por Seminatore

-Trizas: Sobre Terrorismo Indiscriminado, por Nechayevshchina Ed., y traducido pr Místico y Maldito

-Trizas II: Sobre Terrorismo Indiscriminado, por Nechayevshchina Ed., y traducido por Místico y Maldito

-Las lecciones dejadas por el Estado Islámico antes de su colapso, por Ghoul

-Individualista, ¡Ármate!, por delincuenciales eco-extremistas

-Poemas: Cuchillos en la sombra, Sin temor y A los montes, por Lunas de abril

 

 

NITRUM FLAMMANS

SECTTZ

RIPUBBLICO NICHILISTICAMENTE  AFFINE:

FACENDO UNA DANZA DI MORTE NICHILISTA, E UNA INVOCAZIONE A CERBERO, “PYRODEX” SI TRASFERISCE QUA SOPRA…NITRUM FLAMMANS

 

 

 

 

ATLTLACHINOLLI: CONVERSACIONES ECO-EXTREMISTAS

ATLTL

PRENDO DAL CRIMINALISTICO “NECHAYEVSHCHINAED”

ATLTLACHINOLLI: CONVERSACIONES ECO-EXTREMISTAS

 

 

 

 

 

L’ABISSO CHIAMA UN ABISSO

NECHAYEVSHCHINA-EDX

NECHAYEVSHCHINAED

AFFINE NICHILISTICAMENTE -DA OGGI IL SITO CRIMINALE TERRORISTA NICHILISTA “NECHAEYVSHCHINAED” TORNA A PUBBLICARE MATERIALE– ESCLUSIVAMENTE SELETTIVO -ATTRAVERSO I SUOI “MODI E TEMPI” -SENZA SEGUIRE L’ONDA “COLLETTIVISTA” DI “CHICCHESIA”.

“POI CHE DURO È SOLTANTO CIÒ CH’È NOBILE”

E CHE CERBERO SIA CON I MIEI AFFINI!

 

 

MICTLANXOCHITL:LA FLOR DEL INFRAMUNDO QUE CRECIÓ EN ESTA ERA (COMUNICADOS DE ITS)

INFRAMUNDO

MICTLANXOCHITL: LA FLOR DEL INFRAMUNDO QUE CRECIÓ EN ESTA ERA (COMUNICADOS DE ITS)

 

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