VANSKÖPUN: “LA FAME DEL VUOTO SENZA FONDO”

Il regno si spezza nei cuori di tutti gli uomini
Anche dopo che i sogni sono iniziati
C’è qualcosa che c’è bisogno davvero di dimostrare?
Davanti alla bocca, la tua anima, nel vuoto senza fondo, è stata battezzata

La fame del vuoto
Cerchi un varco?
Qui non c’è niente che ti aspetta
tranne la morte …

Perché tutto finisce …
Tutto finisce …
Tutto finisce …
Perché eri cenere e cenere tornerai

Oh, il vuoto ha fame
Cerchi un varco?
Qui non c’è acqua, solo sete
In un pozzo senza fondo
Il recinto della morte oscura
Qui non c’è carne, solo la fame
In verità, in verità, ti dico
Qui non c’è vita, solo morte …

ABYSSAL: “UN PAESAGGIO CAUSALE”

Sono legato a tutto
È tutto per me
Con ogni movimento, una cascata di conseguenze
Propagazione sull’epicentro
Nel caos così amorfo

Guardo queste catene lanciate
Fai a pezzi l’innocente
Guida alla follia gli uomini sani
Strappa gli alberi dalla Terra ed erodi il suolo

Eppure siamo noi a dipingere i volti dei cattivi
Sulle sabbie mobili

Il demone di Laplace è un ostacolo
Per contorcersi nella futilità elicoidale
Ignorando ciò che è oltre

Siamo compiacenti
Nella nostra fine

DIRE OMEN: “PROFEZIA PRESAGITA”

Porta della carne, anima tesa, filosofica.

Oltre il mondo chiuso, affondato.
Futile dolore si fonde con questo spirito.

E mentre il vento si proietta attraverso le miglia della notte, passando attraverso le foglie.
Le montagne come: così, l’anima cade attraverso la carne e le ossa.

Sforzando ogni sinapsi: dolore spezzato dal torpore della rovina.

Battito cardiaco asfissiato, laringe inerte.
Cedendo all’eclissi finale della vita.

Profezia della carcassa …

Come promesso, i morti seppelliscono i morti.
I morti si esaminano.
Ossario, l’anima è guidata.
Negli indovinelli lasciati lì, scava.

La caverna riecheggia con elogi vuoti.
La verità ha gli spasmi, poiché viene annientata.

Non c’è redenzione, non c’è esenzione, non c’è più visione.
Anti rivelazione.

MITOCHONDRION: “TETRAVIRULENZA (PESTILENTIAM INTUS VOCAMUS, VOLUNTATEM ABSOLVIMUS PART III)”

Abbatti Saturno
Non mi consumerai mai
Abbatti Saturno
Tra poco sarò puramente l’undici !!!

Fai prosperare l’uomo, mutalo verso il sublime
Riconciliare i numeri perduti a lungo nella coesione spirituale
La bile più nera, PURIFICA
Splendente, ILLUMINARE
Insanguinato, UNIFICARE
Dio dentro, STRITOLA L’UNICO MELANCOLICO

Terrorizza il grande malvagio
L’ostacolo nero divorante

Abbatti Saturno
Non mi consumerai mai
Saggezza vetriolo
Maledice il crescente sotto la croce

Oscuro portatore che supererò
Quando l’isolamento regna sull’unificato
La paura ha disturbato le conoscenze da trasformare
Scendi i passi verso l’oscurità, e così lo spirito diventa

Ecco, bevi il sangue di pietra
Ecco, sete alla bile di cenere
Ecco, festa sulla carne di ferro
VENITE! Raccoglieremo e accenderemo l’impuro

La perfezione insormontabile è l’unità di tutto ciò che si oppone
Quando l’uno diventa il compito, e quando poi il compito è l’UNO
Scaccia i segni in discrasia, bilancia il quarto eone,
Le esaltazioni si riorganizzano in verità nihil extraneum

Quando tutti si sono immersi
Quando tutti si sono uniti
Quando tutti sono stati eseguiti
Sentirai
Quando tutti sono diventati TUTTI
Quando tutti sono diventati NIENTE
Quando tutti si sono rivolti a guidare
Sentirai!!
Avrai paura !!
Abbatti Saturno
Non mi consumerai mai
Saggezza vetriolo,
Maledice il crescente sotto la croce
Abbatti Saturno
Tu hai e non mi consumerai mai
Abbatti Saturno
E senti la PAROLA DI SATANA

Perché io sono degli undici
E ho fame come te
La mia purezza, scioglierà il tuo idolo che comanda
E sono io che TI consumerò!

Sento il battito delle ali (DELLA VITTORIA)
Sento lo stridere dei senza nome (DAL PROFONDO)
Porterò il tuo carro (DI MORTE)
Perché sputerò la TETRAVIRULENZA

(E festeggia con Satana il centotrentasette !!!)