PACCO BOMBA (IN SPAGNOLO)

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/21/pacco-bomba-in-spagnolo/

Prossima traduzione in italiano

https://archive.org/details/@maldi_o_ancestral

https://archive.org/details/PaqueteBomba

http://nicevscina.torpress2sarn7xw.onion/wp-content/uploads/sites/846/2018/05/Paquete-Bomba.pdf

NUOVO PROGETTO/BLOG SULLA DIFFUSIONE DI MANUALI/VIDEO DI TERRORISMO ANTI-POLITICO

Ricevo e pubblico:

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/

http://terrorismoegoarca.torpress2sarn7xw.onion/2019/05/21/introduzione/

Introduzione

Presentiamo un nuovo progetto che si rifà al terrorismo, di un certo tipo, specifico, è che non ha che fare con la politica. Questo “concetto” è già stato espresso varie volte su blog o riviste affini, per quello che pensiamo del terrorismo. Parliamo in questo caso della corrente Terroristica Misantropica Attiva, di quella Eco-estremistica, del Nichilismo Terrorista, degli Individualisti amorali e asociali, di tutta quella “specie”, che è odiata e temuta, perchè toglie fiato alla pace, non solo quella “sociale”, ma anche quella della morale di oggi giorno. Pubblicheremo su questo blog, solo ed esclusivamente, manuali/video sugli ordigni esplosivi, quelli incendiari, le formule chimiche per produrre sostanze detonanti, ma anche manuali sulla sopravvivenza urbana e non, sulle tecniche clandestine per procurarsi documenti falsi o altro ancora… Sotto mettiamo il nostro contatto elettronico a disposizione, per eventuali interesse in materiale affine al contesto, più alcune tecniche elettroniche per riuscire ad usare meglio Tor o Tails, dato che il nostro blog usa determinate tecniche di sicurezza (naturalmente non tutto è perfetto e c’è sempre da migliorarsi)

cultoabaddon@secmail.pro

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https://darkwhite666.blogspot.com/2016/11/tor-e-tracciabile-come-eliminare-lo.html

TOR E’ Tracciabile? Come Eliminare Lo State File (Entry Guard Relays)

Quello che TOR fa è semplicemente nascondere la tua posizione, la comunicazione invece non è crittografata.
Invece di intraprendere un percorso diretto (dalla sorgente alla destinazione cercata), le comunicazioni che utilizzano la rete TOR prendono un percorso casuale attraverso molti relays che ne coprono le tracce.
Quindi, nessun attaccante situato in un dato punto del “percorso”, può dire da dove vengono i dati e dove arrivano.
Una connessione TOR di solito passa attraverso 3 Relays con l’ultimo che stabilisce la connessione effettiva alla destinazione finale cercata.
Dunque l’ultimo Exit Relays è quello che stabilisce la connessione effettiva al server di destinazione.
Quello che invece TOR non fa e non può fare è crittografare il traffico tra un Exit Relays e il server di destinazione, qualsiasi Exit Relays è in grado di intercettare il traffico che lo attraversa.
Ad esempio, nel 2007, un ricercatore di sicurezza intercettò migliaia di messaggi di posta elettronica privati ​​inviati da ambasciate straniere e gruppi per i diritti umani in tutto il mondo per spiare le connessioni in uscita di un Exit Relay.
Per proteggersi da tali attacchi si dovrebbe utilizzare la crittografia “end-to-end”.
Una buona soluzione è ovviamente la distribuzione Linux chiamata Whonix (sistema operativo) che include molti strumenti che consentono di utilizzare sistemi di crittografia durante la navigazione, l’invio di e-mail, chat, etc
Whonix che comprende due macchine virtuali (Workstation e un TOR Gateway) però non maschera l’utilizzo di TOR.
TOR cerca di nascondere i siti visitati anonimizzando l’IP ma chi di dovere (tipo un provider) sa che lo state utilizzando (non che di per sè sia illegale ma viene meno la privacy).

Infatti se non si utilizza una configurazione apposita, il vostro provider o amministratore di rete può dimostrare facilmente che vi state collegando ad un server TOR e non ad un normale sito web.
In altre parole, a meno di utilizzare un tunnel proxy / SSH / VPN configurati con TOR, il server di destinazione a cui ci si sta collegando attraverso TOR può sapere da dove proviene la vostra connessione, consultando le liste pubbliche di Exit Relays (ad esempio, utilizzando il TOR Bulk Exit List Tool di TOR Project).
Quindi, a meno che non si stia utilizzando configurazioni opzionali per impedire ciò, la soluzione ideale è Whonix che rende “uguali” tutti gli utenti quindi non è possibile identificare chi transita da un dato Exit Relay.

MAN IN THE MIDDLE E CERTIFICATI SSL
Pericolosi attacchi sono quelli detti “man in the middle“.
Con questi attacchi, il malintenzionato fa credere a due utenti/due client/due server che stanno dialogando tramite una connessione privata, quando invece l’intera conversazione è controllato da lui stesso.
Con TOR, l’Exit Relays può agire come man in the middle.
Anche in questo caso, per proteggersi da tali attacchi si dovrebbe utilizzare la crittografia “end-to-end” verificando anche l’autenticità del server.
Di solito, questo viene avviene automaticamente attraverso i certificati SSL.
Se si riceve un messaggio di eccezione di protezione come questo di sotto, si potrebbe essere vittima di un attacco man in the middle.
Messaggio che non andrebbe ignorato, a meno che non si disponga di un altro modo affidabile di verifica dei certificati del sito web.

Ad esempio, nel 2011, Comodo, una delle principali società di certificati SSL, ha riferito che un account utente con autorità di registrazione (della filiale) era stato compromesso.
E’ stato poi utilizzato per creare un nuovo account utente che ha emesso le richieste di firma per 9 certificati (7 domini): mail.google.com, login.live.com, www.google.com, login.yahoo.com (3 certificati), skype.com, addons.mozilla.org.
Poi, nel 2011, anche DigiNotar, una società olandese di certificati SSL, si vide alcuni certificati compromessi mesi prima (se non 2 anni prima).
Questo lascia ancora aperta la possibilità di un attacco man in the middle, anche quando il browser utilizza una connessione HTTPS.
Strumenti che forniscono una certa sicurezza di connessione sono Monkeysphere, Convergence e gli hidden services di TOR.
Da un lato, prevedendo l’anonimato, TOR rende più difficile eseguire un attacco di tipo man in the middle destinato ad una persona specifica.
Ma paradossalmente questo tipo di attacchi sono resi possibili utilizzando i già citati exit relays, tramite attacchi mirati ad un server specifico.
Proprio per questi motivi crittografare i messaggi è molto importante (GPG, Kgpg e Mozilla Thunderbird con TorBirdy ed Enigmail con un GPG add-on).

PERSISTENT TOR ENTRY GUARD RELAYS
TOR non può proteggerci contro la correlazione end-to-end (riferita al traffico), in cui un aggressore cerca di monitorare il vostro traffico (in altre parole i Persistent TOR Entry Guard Relays possono rendervi tracciabili).
Persistent TOR Entry Guard è usato per motivi di sicurezza da TOR, Whonix, TOR Browser (TBB) ma in alcune situazioni è più sicuro non usare il Guard Relay.
Infatti il Guard Relay raccolto dal vostro client TOR può rendere il vostro TOR attaccabile per via del fingerprint (impronte) in diversi punti di accesso, deanonimizzando la vostra connessione.
Se utilizzo TOR da casa lascio appunto un’impronta (state file), lo stesso succede utilizzandolo da un altro luogo.
Il client utilizzando la stessa Entry Guard (anche se da un’altra posizione “fisica”, cioè da un altro luogo) dà la sicurezza che i messaggi provengono dalla stessa persona che era collegata a quello specifico Guard Relay da casa (e poi in un dato luogo al di fuori di essa).
Questa tecnica è simile al tracciamento degli utenti tramite gli indirizzi MAC.

Detto in parole povere il problema è il file “state” dove sono inseriti in sequenza una serie di “Guard” usati per inviare e ricevere dati da TOR. Il primo è quello da cui ci si collega normalmente, poi ce ne sono altri predisposti per altre funzioni. Ogni “state” file ha una sequenza univoca e quindi è automaticamente tracciabile, anche utilizzando una VPN, modificando l’IP o utilizzando Whonix. Cioè ci si collega a TOR utilizzando gli stessi percorsi. Pur usando distinte identità, esse sarebbero comunque collegate al medesimo soggetto grazie allo state file.

CANCELLARE LO STATE FILE Questo problema viene risolto cancellando di tanto in tanto lo state file o utilizzando Tails (che per ogni riavvio genera uno state file diverso, rendendo impossibile il tracciamento). Per cancellare lo state file, andare nella cartella TOR Browser (con TOR non avviato), poi schiacciare su Data, TOR e poi eliminate il file “State”. Fatto ciò, potete avviare TOR e navigare.

(WEB) ATTACCO A ME (MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA)

Ricevo e pubblico (Traduzione a cura di Mortui Mundi):

http://maldicionecoextremista.altervista.org/web-ataque-a-me/

Pubblichiamo questa nota/testo dei compas affini di Maldición Eco-extremista, che ci fanno sapere di un attacco spam contro i loro contatti email. Siamo a conoscenza che questo progetto e gli Individualisti che fieramente lo dirigono, portano avanti un guerra estremista contro il progresso umano, aspetto che contiene al suo interno, anche la morale dominante, che vorrebbe fermare l’attacco e l’attentato amorale portato avanti indiscriminatamente. Non siamo dunque stupiti che succeda questo, dato che anche alla email di Abisso Nichilista, sono arrivate varie minacce, condite dai soliti giri di parole, che sembrano vogliano offendere, ma che contengono solo il germe della sterilità mentale. Diamo dunque, la nostra totale affinità al Progetto Eco-estremista Maldición Eco-extremista, rispetto a questo tentativo ridicolo di fermarli!

Ghen/Abisso Nichilista

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ALCUNI IDIOTI HANNO ATTACCATO CON CENTINAIA DI ACCOUNT FANTASMA (SPAMS) I CONTATTI EMAIL DI MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA. SAPPIAMO CHE LE AUTORITÀ SONO DIETRO A TUTTO QUESTO. CHE CONTINUINO A FARLO, NOI SIAMO PREPARATI.

TUTTO QUESTO NON E’ UNA NOVITÀ, POICHÉ AGISCONO ALLO STESSO MODO DA ALCUNI ANNI , HANNO PROVATO CON ATTACCHI TIPO DDoS, HANNO CANCELLATO BLOG IN SERVER DIVERSI, ECC., MA NOI SIAMO ANCORA QUI. TUTTO QUESTO NON CI FERMA, SIAMO COSTANTEMENTE ATTENTI AI LORO STRATAGEMMI, PERCHÉ LA PROPAGANDA CONTRO IL PROGRESSO UMANO
CONTINUERÀ IN UN MODO O NELL’ALTRO. SAPPIAMO CHE SONO PARTICOLARMENTE FRUSTRATI, PERCHÉ NON SONO STATI IN GRADO DI ARRESTARE NESSUNO CHE ABBIA RELAZIONE CON LE ITS IN MESSICO DAL 2011, E ORA NON RIESCONO A FERMARE L’ ESPANSIONE DELLE ITS IN SUD AMERICA ED EUROPA. I LORO DISPERATI TENTATIVI FANNO SOLO VEDERE CHE NON HANNO NULLA IN MANO E CONTINUANO A ESSERE UNA FOTTUTA BURLA.

AVANTI MAFIA DELLE ITS IN MESSICO, CILE, ARGENTINA, BRASILE, REGNO UNITO, GRECIA E SPAGNA!

AVANTI TERRORISTI NICHILISTI IN ITALIA E IN TURCHIA!

MALDICIÓN ECO-EXTREMISTA BLOG

RESISTENZA SENZA LEADER E APPARTENENZA IDEOLOGICA: IL CASO DEL FRONTE DI LIBERAZIONE DELLA TERRA (ELF)

“Un uomo che medita la vendetta, mantiene le sue ferite sempre sanguinanti.”

Nota introduttiva: Come per “Un’introduzione alle strutture organizzative terroristiche” (https://abissonichilista.altervista.org/unintroduzione-alle-strutture-organizzative-terroristiche/), pubblichiamo egoisticamente, questo testo, che parla della resistenza senza leader (o capi), e le cellule eco-terroriste dell’ELF o Fronte di Liberazione della Terra. Come per l’altro testo, come per i testi che arriveranno, prendiamo parti, pezzi, e li facciamo nostri amoralmente per propagandare il Kaos e il Terrorismo Anti-politico, anche se in questo testo sono presenti “attori”, che si potrebbero definire in qualche caso politici, ideologici, idealisti. C’è ne fottiamo dunque della censura umanista e morale, che infesta questa epoca di “cazzi mosci”. Nel testo in questione, non c’è la storia rivisitata dell’ELF, ma l’esempio di cellule clandestine senza leader di questo gruppo eco-terrorista connesso a esempi organizzativi come quelli portati avanti dal nazionalista bianco, Louis Beam.
Il testo approfondisce, quello che è un metodo, che secondo l’autore, funziona molto di più, che una struttura tradizionale e gerarchica. Ma fino a che punto?
Vogliamo fare un appunto: la scelta dell’ELF non è la scelta di un gruppo in cui tutti componenti, si conoscono, in cui ci sono incontri organizzativi, dove poi ogni cellula agisce, secondo delle direttive, secondo delle “campagne”, ma a differenza di quello che afferma l’autore, non è attuato, solo perchè l’ELF ha scelto tal metodo di resistenza senza leader, ma perchè, ci sono – o ci sono state- delle impossibilità tattiche-strategiche, e perchè la scelta si basava su idea di indipendenza “anarchica”, più che su quella strutturale.
Detto questo, per Noi, quello della resistenza senza leader è un metodo valido, ma che finisce per perdere peso, quando, non c’è un idea specifica di Autorità, all’interno della singola cellula, o che si potrebbe anche estendere ad altre cellule.
Cos’è l’Autorità? C’è un Capo e un direttivo che decide e basta? Su questo, varie forme sono diverse per gruppo, c’è chi afferma che l’autorità può essere esperienza sul campo, o semplice abilità, c’è chi dice che un Capo trascina, validi individui, in una struttura o forma, che senza questo Capo, non potrebbero sviluppare ampiamente le proprie specificità, c’è chi dice che grazie all’Autorità, il gruppo porterà colpi più vincenti, più grossi, più brutali, garantendo la “sopravvivenza” del gruppo Terroristico. C’è chi dice, che un Capo, o chi ha autorità, porterà in un gruppo, “presa bene”, farà cadere inibizioni, o limiti morali, porterà novità in campo intuitivo, o di azione, e infonderà sicurezza e un senso attivo delle cose che si vivono, e infine chi semplicemente c’è chi dice che un Capo, è un freddo assertore che da ordini (su quest’ultimo sopratutto gli ideal-moralisti).
Parafrasando sia Arca che Uomo-Mostro: si deve strappare via la “pelle” che copre la parola Autorità. Ma siamo dell’idea che il singolo gruppo Terroristico, che sviluppa la propria Autorità particolare, vede anche nelle esperienze di altri gruppi un input per agire e sperimentare.
Può un gruppo/cellula che imprime autorità, attraverso un testo o un attentato, spronare altre cellule ad agire? Certo…è un male questo? Per nulla…
Qualcuno dirà, che quest’ultima parte, è sintomo di autorità indiretta, ma ripetiamo, dipende che significato ha per alcuni il termine in questione.
Per questo, abbiamo l’idea che il termine “Autorità”, sia solo usato, come: “un Capo che comanda, acriticamente”, senza che l’Autorità sia qualcosa di più profondo, insito addentro all’uomo/animale, un atto, un azione, un modo d’essere, una metafisica dell’agire rispetto agli altri uomini/animali. Un emergere di qualcosa di particolare ma allo stesso tempo insondabile.
La nostra critica amorale si basa anche sul fatto che non avere leader, o una struttura formale- secondo l’autore del testo- possa portare a sopravvivere “di più” rispetto all’azione repressiva del potere statale.
Vogliamo fare uno esempio storico di un gruppo strutturato in maniera autoritaria, ma che aveva al proprio interno, quelle che si potrebbero chiamare anche “cellule”: l’Organizzazione Terroristica delle Brigate Rosse, gruppo che nella sua storia, ha avuto più di un migliaio di componenti (che per un posto come l’Italia, e in Europa, non è poco, paragnato alle guerriglie dell’America Latina- Tupamaros in particolare), incominciarono a formare delle “colonne” in giro per i vari fronti di guerra, portando alla luce il metodo della “compartimentazione”, che anche se era usato da un gruppo strutturato in maniera autoritaria, era simile a quello delle cellule dell’ELF, e dell’esempio che fa l’autore del testo, rispetto alla sopravvivenza di una “resistenza senza leader”, che essendo così informalmente composta, porterebbe nel non far cadere altre cellule. La differenza, è che l’ELF non era un gruppo, una struttura, ma una specifica “sigla” usata per fare un certo tipo di azioni eco-terroriste. Mentre le Brigate Rosse, erano un organizzazione, in cui i componenti si conoscevano fisicamente nella “colonna” dello stesso luogo di guerra, e periodicamente si incontravano con altre colonne di altri luoghi. Ma allo stesso tempo, usavano un metodo simile all’ELF, che era quello della compartimentazione. Ogni “colonna”, aveva più gruppi, con basi clandestine separate (perchè le BR scelserò a un certo punto di entrare completamente in clandestinità rispetto ai “movimentisti “ di Prima Linea), e ogni gruppo conosceva solo ed esclusivamente, la propria base clandestina, cosa che permetteva di non far cadere in toto tutta l’organizzazione.
Quindi anche in una struttura autoritaria, ci possono essere metodi simili usati da cellule della “resistenza senza leader”.
Infine ricordiamo: com’è finita l’esistenza di una delle cellule dell’ELF (Operazione Backfire)? Grazie a un infame/pentito, che ha portato a vari arresti, e successive defezioni/pentimenti (il “fattore umano”, rispetto al contesto assoluto, in questo caso è stato decisivo). Come ha detto K, e come succede in Grecia, egoisticamente- gli infami/pentiti devono essere fatti fuori, uccisi, ma questo senza che ci sia un tempo sicuro, un metodo sicuro, un percorso preciso e sicuro…

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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Il 19 aprile 2005 è stato celebrato il decimo anniversario dell’attentato esplosivo del Murrah Federal Building a Oklahoma City, un atto che alcuni hanno descritto come un esempio di “resistenza senza leader”.

La resistenza senza leader, è una strategia di opposizione che consente e incoraggia gli individui o le piccole cellule a compiere atti di violenza politica, totalmente indipendenti da qualsiasi gerarchia di direttivo o rete di sostegno. Sebbene Louis Beam, un Klansman con forti legami con Aryan Nations, sia quello che ha sviluppato e reso popolare il concetto di resistenza senza leader, nella speranza di creare un numero consistente di azioni violente dell’estrema destra; in tal caso, questi atti sono stati relativamente rari. La nozione di resistenza senza leader, può aver ispirato gli attentati compiuti da Timothy McVeigh e Eric Rudolph, ma finora non è riuscita a prendere piede tra gli altri razzisti di estrema destra nel modo in cui Beam immaginava.

Un altro movimento “sociale”, tuttavia, ha utilizzato la strategia della resistenza senza leader, con un grado molto più alto di successo. Il movimento radicale ambientalista – Fronte di Liberazione della Terra (ELF) in particolare – offre un esempio contemporaneo di resistenza senza leader, in azione. Sebbene le azioni dell’ELF siano meno gravi di quelli di Timothy McVeigh o di Eric Rudolph, sono state molto più numerose. James Jarboe, il principale funzionario sul terrorismo interno dell’FBI, ha collegato l’ELF a 600 atti criminali commessi tra il 1996 e il 2002, per un totale di 43 milioni di dollari di danni.

Il più distruttivo di questi è stato l’incendio di una Vail, in Colorado, che ha prodotto danni per 12 milioni di dollari. Il comunicato dell’ELF che rivendicava la responsabilità dell’incendio di Vail è stato vergato “a nome della lince”, una specie minacciata dai piani di espansione di Vail Inc., e ha inoltre avvertito che “Saremo di ritorno se questa società avida continua a sconfinare in aree selvagge e non cementificate.”

Da allora, gli attacchi in molti luoghi degli Stati Uniti sono continuati, incluso quello dell’agosto 2003, dove è bruciato un complesso di appartamenti di 206 unità che era stato costruito a San Diego, causando circa 50 milioni di dollari di danni. Più recentemente, quattro attacchi si sono verificati nel novembre e nel dicembre del 2005, tre negli Stati Uniti e uno in Grecia, causando insieme danni per 567.600. millioni. Come conseguenza di questa frequente e intensa resistenza senza leader, John Lewis, vicecapo dell’FBI e alto funzionario responsabile del terrorismo interno, ha etichettato tutto questo, come “eco-terrorismo”, insieme a “terrorismo per la liberazione animale”, e “ prima minaccia terroristica interna “nel 2005.

Finora, la letteratura accademica relativa alla resistenza senza leader, si è concentrata sull’uso come strategia efficace per evitare il rilevamento, l’infiltrazione e il perseguimento da parte del potere dello stato. In questo articolo, sostengo che la strategia della resistenza senza leader, ha un altro beneficio: è facilmente apprezzato dai movimenti sociali che mostrano un alto grado di diversità ideologica. Il movimento ambientalista radicale, a sua volta un movimento sociale incredibilmente vario, fornisce quindi un caso di studio ideale, esaminando questo vantaggio finora inesplorato della resistenza senza leader. La mia tesi principale è che la resistenza senza leader consente all’ELF di evitare l’ideologia. Eliminando tutte le ideologie, estranee a una causa molto specifica, che è quella di fermare il degrado della natura.

In effetti, l’uso della resistenza senza leader, da parte dell’ELF crea un “consenso sovrapposto” tra coloro che hanno orientamenti ideologici molto diversi, mobilitando una massa di aderenti che non sarebbe mai stata in grado di trovare l’unanimità dell’obiettivo, in un’organizzazione caratterizzata dalla tradizionale gerarchia, o struttura autoritaria. In breve, usando la resistenza senza leader, consente all’ELF e ai suoi aderenti di “credere in quello che vogliono”, pur continuando a essere mobilitati per commettere “azioni dirette” per una causa specifica.

I tentativi di Louis Beam di diffondere la resistenza senza leader, era il motivo e la realizzazione, per cui la destra radicale americana stava raggiungendo un punto basso in termini di popolarità e forza. Scrisse “nella speranza che, in qualche modo, l’America possa ancora produrre i coraggiosi figli e figlie necessari per combattere sempre più la persecuzione e l’oppressione”.

Poiché il saggio di Beam, è ancora oggi fondamentale per comprendere la resistenza senza leader, riporto una parte significativa di seguito. Beam scrive: Il concetto di resistenza senza leader, non è altro che un punto di partenza fondamentale nelle teorie dell’organizzazione. Lo schema ortodosso di organizzazione è schematicamente rappresentato dalla piramide, con la massa in basso e il capo in alto. Questo schema di organizzazione, la piramide, tuttavia, non solo è inutile, ma estremamente pericoloso per i partecipanti quando viene utilizzato in un movimento di resistenza contro la tirannia di stato. Soprattutto è così nelle società tecnologicamente avanzate in cui la sorveglianza elettronica può spesso penetrare la struttura rivelando la catena di comando. Le organizzazioni politiche antistatali che utilizzano questo metodo di comando e controllo sono facili prede per infiltrazioni governative, arresto e distruzione degli individui coinvolti. Capito questo, sorge la domanda “Quale metodo è rimasto per questa tirannia dello stato dominante?”

Un sistema di organizzazione che si basa sull’organizzazione di cellule, ma non ha alcuna direzione o controllo centrale. Utilizzando il concetto di Resistenza senza leader, tutti gli individui e i gruppi operano indipendentemente l’uno dall’altro e non si riferiscono mai a un quartier generale o a un singolo capo per esseri diretti o per le istruzioni, così come coloro che appartengono a una tipica organizzazione piramidale. Quindi, secondo la concezione originale di Beam, la resistenza senza leader, è davvero veramente efficace quando c’è una completa assenza di strutture di autorità “dall’alto”.

Simson L.Garfinkel in seguito ha sottolineato questo requisito sostenendo che le organizzazioni “hub and spoke”, sono cellule parzialmente indipendenti che ricevono comandi dall’alto, ma non si qualificano come una vera resistenza senza leader. L’Odinista David Lane ha anche contribuito allo sviluppo del concetto di resistenza senza leader. Nel suo articolo ” Wotan sta arrivando ”, Lane descrive il bisogno del suo movimento di un braccio politico formale – la cui funzione è una propaganda disseminata – così come un braccio militante clandestino, che ha chiamato Wotan (per la volontà della nazione Ariana”). Lane ha suggerito che il Wotan dovrebbe “trarre ispirazione da chi è stato educato dal braccio politico”, assicurando così che gli aderenti siano in linea ideologica con il resto del movimento.

Ha anche sottolineato, tuttavia, che: Quando un Wotan ” diventa attivo ” mette a nudo tutti i legami apparenti o dimostrabili con il braccio politico. Se è stato così sciocco da ottenere un ” appartenenza ” a un’ organizzazione, tutti i registri di tale associazione devono essere distrutti o le dimissioni presentate. I benefici di questa separazione sarebbero ovvi per i membri del movimento di Lane, che conoscono bene i pericoli associati dalle indagini dell’FBI.

Sia Beam che Lane sono stati ideologhi con un grosso ruolo, che fluivano nella destra razzista più estrema, e questo significava che volevano approvare e sostenere strategie organizzative che garantissero la conservazione e l’adeguamento delle loro prospettive ideologie in toto. Beam, per esempio, non ha dubbi, che la purezza ideologica sia mantenibile in strutture organizzative non gerarchiche, affermando: “È certamente vero che in ogni movimento tutte le persone coinvolte hanno una visione generale, conoscono la stessa filosofia e generalmente reagiscono in situazioni analoghe in modi simili “.

Una tale generalizzazione darà fastidio a qualsiasi studente serio di movimenti sociali, dove qui il sofisticato e intellettuale Beam risulta insolitamente riduttivo. Allo stesso modo, la raccomandazione di Lane di astenersi nel Wotan ” da tutti i legami apparenti o dimostrabili con il braccio politico ” crea un sistema organizzativo che dà libero dominio alle forze propulsive, di deviazione ideologica, è che minacciano tutti i gruppi ideologici; un fatto che lui o non realizza o sceglie di non menzionare. Come mostrerò qui sotto, questa conduttività di resistenza senza leader, rispetto alla diversità ideologica, minaccia di sovvertire le intenzioni di ideologi come Beam e Lane; inoltre si è dimostrata vantaggiosa per movimenti radicali ambientalisti come l’ELF, il cui unico scopo è portare avanti innumerevoli azioni, nelle quali le giustificazioni possono essere molteplici.

Resistenza senza leader nell’ELF

L’ELF ha iniziato a operare nel Regno Unito nel 1992, nato da un gruppo di Earth First!ers, che erano frustrati dall’idea della loro organizzazione di abbandonare le tattiche illegali. Nel 1997, le azioni sono presenti negli Stati Uniti e gli autori degli attentati, iniziarono a mandare le rivendicazioni agli attivisti ambientali Leslie James Pickering e Craig Rosebraugh, prima attraverso la loro casella di posta e il telefono, e poi via e-mail. Rosebraugh e Pickering avrebbero quindi agito da pubblicisti per gli attentatori, conducendo interviste con i media per pubblicizzare i comunicati. I siti Web svolgono anche un ruolo importante nelle esortazioni di azioni dell’ELF, diffondendo le linee guida per l’azione, riportando le varie azioni dirette che gli ELFer commettono e fornendo istruzioni su come eseguire correttamente le azioni dirette

L’impiego deliberato dell’ELF della strategia di resistenza senza leader è evidente dalle affermazioni fatte sul proprio sito Web: poiché la struttura ELF non è gerarchica, non vi è alcuna organizzazione o leadership centralizzata. Inoltre, non vi è alcuna “iscrizione” nel Fronte di Liberazione della Terra. In passato svariati individui hanno commesso incendi dolosi e altri atti illegali sotto il nome ELF. Individui che scelgono di fare le azioni sotto la bandiera del E.L.F. , spinti solo dalla coscienza personale. Queste sono state scelte individuali e non sono approvate, incoraggiate o approvate dalla direzione e dai partecipanti di questo sito web. Non sembra esserci alcuna comunicazione intra-movimento tra le cellule ELF, e le dimostrazioni o gli eventi in cui gli aderenti ELF potrebbero aggregarsi; queste sono marcatamente assenti

Pertanto, l’ELF non recluta membri in un’organizzazione preesistente, ma incoraggia le persone a fondare le proprie micro-cellule per portare avanti il proprio ELF. In un video introduttivo all’ELF, l’addetto al proselitismo Craig Rosebraugh consiglia: “Non c’è alcuna possibilità realistica di diventare attivi in una cella già esistente. Si deve prendere l’iniziativa; Simile a Beam, Rosebraugh sostiene la strategia di resistenza senza leader perché, a differenza delle strutture organizzative piramidali o hub-and-spoke, “se una cellula viene infiltrata o catturata dalle autorità, i membri non forniscono alcuna informazione che potrebbe portare alla cattura di altre cellule. ”

Il leader di Earth First!, Judi Bari, che ha elogiato lo sviluppo dell’ELF nel Regno Unito, ricorda anche la raccomandazione di David Lane di una separazione tra i “bracci” pubblici e clandestini del suo movimento. Scrive Bari: Earth First! Inghilterra, ha intrapreso alcuni passi necessari per separare le attività sotterranee e clandestine. Earth First !, il gruppo pubblico, ha un codice non-violento e fa blocchi di disobbedienza civile. Il Monkey-wrenching viene eseguito da [il] Fronte di Liberazione della Terra (ELF). Anche se gli Earth First!ers possono simpatizzare con le attività dell’ELF, essi non si impegnano in questo. Se siamo seri sul nostro movimento negli Stati Uniti, faremo lo stesso. Nonostante le nozioni romantiche di alcuni oltre-immaginativi fans di Ed Abbey, Earth First! è in realtà un gruppo convenzionale. Abbiamo pubblicazioni convenzionali, eventi pubblici e un rendezvous annuale con partecipazione aperta. La disobbedienza civile e il sabotaggio sono entrambe tattiche potenti nel nostro movimento. Per la sopravvivenza di entrambi le strategie, è tempo di lasciare il lavoro notturno agli elfi nei boschi.

È interessante che Bari non sostenga l’abbandono in toto del sabotaggio in sé. Piuttosto, sostiene di lasciarlo agli “elfi” per ragioni strategiche. Pertanto, l’ELF sembra esemplificare la strategia di resistenza senza leader delineata da estremisti di estrema destra come Louis Beam e David Lane, ma sotto l’egida di un quadro ideologico completamente diverso. La Figura sotto illustra come la strategia di resistenza senza leader differisce dalle altre forme di organizzazione. Le categorie sono ideal-tipiche, e ogni esemplare sarebbe quindi solo approssimativo. Inoltre, alcuni gruppi cambiano chiaramente la loro indagine societaria espressa in modo acuto da William Isaac Thomas: “Se gli uomini definiscono le definizioni come reali, sono reali nelle loro conseguenze”.

Abbiamo visto come la resistenza senza leader sia vantaggiosa per l’ELF in particolare, ma esistono molte aree di dibattito che possono essere fastidiose per le organizzazioni ambientali in generale. Prima di chiudere questo articolo, considero solo una di queste aree, la politica ambientale, qua sotto. La saggezza convenzionale è incline a considerare le preoccupazioni ambientali come già esistenti nell’ambito degli interessi politici di centro-sinistra. La presenza di organizzazioni anti-ambientaliste conservatrici come il Centro per la difesa delle imprese libere (CDFE), il movimento ” saggio uso ”, insieme alla mancanza di preoccupazione per le questioni ambientali da parte di Reagan ed entrambe le amministrazioni Bush rafforzano questa percezione. John Gray riassumeva la caratterizzazione convenzionale della relazione tra conservatorismo e ambientalismo: è giusto dire che, nel complesso, il pensiero conservatore è stato ospite di preoccupazioni ambientali negli ultimi dieci anni circa in Gran Bretagna, Europa e Stati Uniti. Soprattutto in America, le preoccupazioni ambientali sono state rappresentate come propaganda anti-capitalista sotto un’altra bandiera. Oggi, l’idea che l’ambientalismo sia una causa esclusivamente liberale continua a essere popolare, nonostante alcuni recenti sviluppi che potrebbero sfidare tali punti di vista.

Quindi, per molti, i recenti tentativi da parte dell’amministrazione Bush di aprire l’Arctic National Wildlife Refuge dell’Alaska alla trivellazione petrolifera rappresentano semplicemente un’altra incidentalità con una lunga eredità di irresponsabilità ambientale da parte dei conservatori in America. Anche se è vero che coloro che ricoprono posizioni di potere all’interno dei movimenti conservatori sono stati in gran parte antipatici alle cause ambientali, un orientamento politico conservatore in sé non è necessariamente antagonista alle preoccupazioni ambientali. Coloro che non hanno il potere nell’ala destra (e quindi di maggiore interesse per lo studio della resistenza senza leader) hanno maggiori probabilità di avere interessi e credenze che sono divergenti dal flusso principale del loro movimento. Come ha mostrato Bruce Pilbeam, una coscienza ambientale può essere coerente con la filosofia politica generale a cui i conservatori si iscrivono. Inoltre, Pilbeam ha delineato come il pensiero conservatore abbia un’affinità anche con molte qualità di ecologia profonda – la filosofia che guida il pensiero di molti ambientalisti radicali.

Questa potenziale affinità tra conservatorismo e ecologia profonda rende meno sorprendente il fatto che il partito repubblicano di Dave Foreman sia affiliato al suo sostegno alla guerra del Vietnam, e il suo lavoro come direttore della campagna per Barry Goldwater. Anche se il liberale di Earth First! Er Judi Bari ha visto “un’innata contraddizione in David Foreman” infatti, il suo esempio mostra come il pensiero conservatore possa essere associato con le preoccupazioni ambientaliste radicali per formare una visione del mondo convincente. Quindi, l’orientamento di Foreman non è solo un’anomalia, un’eccentrica eccezione alle regole generali di dove le preoccupazioni ambientaliste dovrebbero rientrare nello spettro politico. Piuttosto, esemplifica come la politica dell’ambientalismo spesso sia incommensurabile con la tradizionale distinzione sinistra = destra che di solito forma il pensiero politico.

Il riconoscimento di questa incommensurabilità fornisce anche informazioni sulle motivazioni dell’ecoteur più importante del Canada, Wiebo Ludwig. Il 19 aprile 2000, Ludwig fu condannato per aver fatto esplodere un pozzo di gas e aver ricoperto di calcestruzzo una vera da pozzo, insieme ad altre tre accuse relative agli esplosivi nel nord-ovest dell’Alberta, reati per i quali ha trascorso ventuno mesi in prigione. Due di queste accuse erano, aver danneggiato e distrutto proprietà e possessione di materiale esplosivo. Interessante, che nel commettere queste azioni dirette, Ludwig ha usato le idee che ha raccolto dal libro di Dave Foreman, “Ecodefense: A Field Guide to Monkeywrenching”; esempio: come coprire le scarpe con le calze per evitare di lasciare tracce.

Un ex predicatore della Chiesa riformata cristiana, Ludwig era intensamente conservatore su questioni sociali. Mentre era parroco della Goderich Christian Reformed Church, le sue opinioni rigide sulla “funzione” maschile e il ruolo delle donne hanno causato molta dissenso nella sua congregazione. Secondo Nikiforuk, ” chiese alle donne che lavoravano, perché non erano a casa a prendersi cura dei bambini, e le donne con una o due prole, perché non avevano generato tanti figli. Per un certo periodo del 1999 circolavano voci secondo le quali Ludwig avrebbe potuto dirigere l’ultra-conservatore Social Credit Party in Alberta. Il vecchio attivista verde, Tooker Gomberg, che era un prominente liberista, passò un po ‘di tempo in campeggio con Ludwig e riassunse i suoi sentimenti nei confronti dell’uomo come segue: mi trovo a fissare il fuoco per il sollievo, cercando di risolvere il paradosso che, sebbene quest’uomo sia un patriarcale irriducibile, un fondamentalista, anti-gay e arrogante, abbiamo poche differenze sul fronte ecologico. Oserei dire che lo ammiro? Qualche anno fa rimasi nella sua casa di campagna, dove mi meravigliai dell’autosufficienza della famiglia. Ma rimane un eroe imperfetto. Quindi, se si dovesse radunare un gruppo di ambientalisti radicali, si può presumere che le loro discussioni sulla politica sarebbero vivaci, se non reciprocamente al vetriolo. Solo con una strategia di resistenza senza leader le persone con ideologie politiche divergenti come Ludwig e Gomberg potrebbero essere mobilitate per commettere atti simili.

Conclusione

I movimenti sociali diversi tra loro come l’ambientalismo radicale e l’ambientalismo radicale americano sono in grado di impiegare la strategia di una resistenza senza leader. L’uso della strategia da parte del movimento ambientalista radicale dimostra come sia anche possibile condurre alla diversità ideologica intra-movimento. Anche se ciò che i progenitori della resistenza senza leader in questi due movimenti sociali cercano di assicurare ai potenziali seguaci (e forse a se stessi) che ciò che unisce i loro rispettivi movimenti è una condivisione-ideologia, la struttura organizzativa (o la sua mancanza) di resistenza senza leader significa che non c’è, in effetti, nessun modo di determinare se esiste effettivamente un’ideologia condivisa. Una volta che un leader del movimento sociale attua una resistenza senza leader, il movimento diventa, in un certo senso, una “creatura a sé”, e coloro che commettono azioni fanno la loro stessa volontà ideologica, completamente separati dai desideri di coloro che sono a volte considerati come i leader de facto del movimento.

Non c’è dubbio che, inizialmente, l’impulso per l’adozione da parte dell’ELF della strategia di resistenza senza leader fu identico a quello della destra radicale americana: evitare di essere scoperti dello stato, la conseguente infiltrazione e il perseguimento da parte di potenti agenzie governative. Una volta attuata, tuttavia, è diventato chiaro che la resistenza senza leader consente anche all’ELF di evitare le divisioni ideologiche eliminando tutte le ideologie estranee alla causa, particolare e specifica nell’arrestare il degrado della natura, eliminando così le opportunità di un dibattito ideologico.

In effetti, l’uso della resistenza senza leader da parte dell’ELF crea un consenso travolgente tra coloro che hanno orientamenti ideologici molto diversi, mobilizzando una massa di aderenti che non sarebbero mai stati in grado di lavorare insieme in un’organizzazione come Earth First !, che è caratterizzata da una struttura organizzativa più tradizionale. In breve, usando la resistenza senza leader, l’ELF permette ai suoi aderenti di “credere in quello che faranno” pur continuando a mobilitarli per garantire diverse azioni dirette per una causa specifica. Dalla prima stesura di questo articolo, c’è stata un emissione di arresti e accuse contro presunti aderenti dell’ELF.

AL DIO IGNOTO

http://abyssusabyssumminvocat.torpress2sarn7xw.onion/2017/07/01/al-dio-ignoto/

Ancora, prima di partire
E volgere lo sguardo innanzi
Solingo le mie mani levo
Verso di Te, o mio rifugio,
A cui nell’intimo del cuore
Altari fiero consacrai
Chè in ogni tempo
La voce tua mi chiami ancora.

Segnato sopra questi altari
Risplende il motto “Al Dio ignoto”.
Suo sono, anche se finora
Nella schiera degli empi son restato:
Suo sono e i lacci sento,
Che nella lotta ancor mi atterrano
E, se fuggire
Volessi, a servirlo mi piegano.
Conoscerti voglio, o Ignoto,
Tu, che mi penetri nell’anima
E mi percorri come un nembo,
Inafferrabile congiunto!
Conoscerti voglio e servirti!

COME FARE UN PACCO-BOMBA (ITS/TENDENZE TERRORISTICHE ANTI-POLITICHE)

http://maldicionecoextremista.altervista.org/manual-de-guerra/

http://nicevscina.torpress2sarn7xw.onion/manuali-video-per-luso-terroristico-e-criminale-nella-tendenza-antipoliticain-varie-lingue

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Di nuovo, e come avevamo detto anteriormente, il manuale video su come realizzare un pacco-bomba è tornato in onda.

Raccomandiamo agli individualisti interessati di scaricarlo prima che lo censurino di nuovo.

Guerra alla civilizzazione!

Avanti individualisti!

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Nota introduttiva: Postiamo e pubblichiamo fieramente questo manuale per fare, produrre, realizzare un pacco-bomba. I sinonimi non sono mai sprecati in questo caso. Le ITS (ora-Individualisti Tendenti al Selvaggio) Tendenza Terroristica Eco-estremista, fin dall’inizio del loro progetto e percorso, hanno lasciato stupefatti, molti di quelli che chiacchieravano solo, su come colpire ferire o uccidere, il tiranno di turno, questo sempre in modo idealistico. Dal loro progetto iniziale, fatto di cellule clandestine in Messico, e ora Estremistica Unione degli Egoisti Internazionale, hanno lasciato, solchi, segni profondi, di distruzione e morte, paura e incertezza; ci ha sempre affascinato il loro lato occulto e segreto, il loro avanzare e ferire i sentimenti degli umanisti che in Europa, oramai sono storia provata. Un Europa, molle, di sentimenti lacrimevoli, che mette le “x” per confutare, quello che chi Individuo con le palle, porta come distinzione, e dove non distingue un genere, ma se stesso dalla massa di merda.
Rispettando totalmente i gruppi che sono nati nella seconda parte delle ITS (è che stanno spaccando il culo a tutti; gli idealisti in Europa tremano di paura, lo affermiamo con convinzione), vogliamo comunque rendere rispetto alle prime ITS (Individualità Tendenti al Selvaggio), perché hanno istradato altri menti caotiche, con i loro Attentati estremisti, hanno creato qualcosa che prima non c’era, è che ha portato a conoscenza, quella che è un realtà singolare che è il Messico criminale, rispetto a quello che si poteva conoscere prima. Noi andiamo totalmente al di là del bene e del male, rispetto ai soliti mugugni umanisti, ma ripetiamo anche, che non vogliamo fare delle “vacanze rivoluzionarie”, tanto per fare i fighi in giro, e dire: “anche Noi abbiamo vissuto l’Inferno dei luoghi del Messico”. Sappiamo che qua, nella stragrande maggioranza dell’Europa, c’è veramente poco (tengono testa solo le “stelle decadenti” di Italia e Grecia), ma apprendiamo e comunque godiamo ampiamente di quello che ci arriva, di quello che leggiamo, di quello che abbiamo scambiato in maniera epistolare, e così di conseguenza agiamo, attentiamo.
Il Messico è una realtà singolare, specifica, con un “carattere” un attitudine, che vede la morte, lo scontro, la battaglia, il crimine, l’agire, come qualcosa di totalmente antagonista all’occidente, è come se il fatto di sapere di morire da un giorno all’altro, non avesse quella importanza cristiana che c’è qua in Europa, dove tutti pensano solo a invecchiare bene e in salute. L’invecchiare, il pensare di arrivare fino a un certa età, è tipico della mollezza umanista, che rende tutto soporifero. È come se in Messico, ci fosse un linea di sangue particolare (anche l’ISIS “fascista”, avrebbe grossi problemi a fronteggiare il crimine in questo luogo) dove si ricerca lo scontro, e la morte piuttosto che una vita futile e pacifica. Naturalmente parliamo del Messico criminale e terroristico, la massa di merda, è ovunque merda. È l’unico “concetto” universale che sappiamo esser “vero”.
Le prime ITS, hanno lasciato profondamente il segno, un solco estremistico, è anche se ora c’è la moda, nel negare, che qua in Europa, questo sia avvenuto, sappiamo invece che quei lunghi e profondi comunicati, hanno reso molte persone consapevoli, che c’era una realtà che combattendo a morte una guerra anti-umanista, contro la società tecno-industriale (e poi ampliandosi a dismisura terroristicamente) stava facendo proseliti e facendo crescere e ampliare una Tendenza: quella Eco-estremista.

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

LE DIVERGENTI PROSPETTIVE DEI NEMICI «INTRINSECI»: LA STORIA MARXIANA E L’EGOISMO STIRNERIANO

La critica di Marx a Stirner in “L’Ideologia Tedesca” era un modo per distinguersi da quello che era, ai suoi occhi, l’impotente movimento hegeliano di sinistra. Per Marx, l’alienazione non era più un fenomeno spirituale, ma le forme oggettive dei prodotti economici dell’uomo, la separazione dell’uomo dalla sua produzione. Tuttavia, la posizione di Marx può essere interpretata come una ricaduta nell’Hegelianismo di sinistra:

Sollecitava un cambio di coscienza per osservare la correttezza di un nuovo punto di vista; il comunista Betrachtungsweise (punto di vista). Invece del punto di vista da cui la coscienza è brandita come l’individuo vivente, Marx voleva evidenziare la superiorità razionale della sua nuova posizione adottata nel 1844, cioè che la coscienza era un «prodotto sociale».

Più in generale, Marx voleva stabilire che il lavoro è la relazione umana fondamentale con il mondo e deve essere considerato come la «celebrata unità dell’essere umano e della natura». In linea con il suo tentativo di abbandonare la «filosofia» come la vedeva, Marx ha rifiutato di trattare questo come una domanda metafisica a cui rispondere con la creazione di una premessa metafisica.

Stirner, al contrario di Marx e molti altri, non vedeva alcun elemento prescrittivo o essenziale nella natura umana. Aveva accettato che «Sono un uomo come la terra è una stella». Né Stirner poteva cadere nella trappola di immaginare un futuro per l’uomo, dal momento che comporterebbe la costruzione di un altro ideale estrinseco:

«Le persone hanno sempre supposto che dovessero darmi un destino che giace fuori di me stesso, così che alla fine mi hanno chiesto di rivendicare l’umano perché io sono uomo. Questo è il cerchio magico cristiano. »

La più grande paura di Stirner erano le «alternative trascendenti» che i filosofi più vicini a lui stavano creando: lo stato, l’umanità, la politica e il «fantasma» più recente offerto dai socialisti: la società. Come tutti gli hegeliani di sinistra, Stirner sapeva che stava vivendo le fasi iniziali dell’apocalisse che avrebbe sostituito il vecchio mondo cristiano con l’umanesimo filosofico. Questa paura si riflette nel «titanismo dinamico» del proprio ego che diviene la sua sorta di assoluto. Indispensato dalle circostanze accademiche e politiche di ogni potere reale nel plasmare l’umanità e le sue istituzioni, gli hegeliani di sinistra, in particolare Stirner, dovevano accontentarsi del ruolo di critici soggettivi.

L’azione sociale o politica, confermata dalle giovani generazioni di hegeliani (specialmente Marx ed Engels), fu disprezzata. L’atomismo sociale intrinseco di Stirner era evidentemente incompatibile con l’idea che Marx condivideva con i socialisti francesi utopici: il desiderio di una società veramente «umana».

Se consideriamo Hegel l’ultimo dei filosofi contemplativi che possedevano il «segreto della contemplazione», la filosofia post-hegeliana diventa ciò che un commentatore ha definito un «paradiso perduto».

Stirner ritornò all’atteggiamento assillante di un mortale che schiva e che deve trovare il suo completo compimento nella propria vita. Marx, per contrastare ciò che percepiva come il quietismo di Stirner e di Hegel, sviluppò una teoria universale dell’azione in cui la contemplazione era sostituita dall’intolleranza di coloro che cercavano uno stato migliore delle cose. La risposta di Marx era una forma di fatalismo materialista che operava attraverso leggi economiche.

Stirner forza non tanto una “rottura epistemologica” althusseriana nel pensiero del giovane Marx, ma lo costringe a ritirarsi da una concezione normativa della natura umana. L’ontologia storica di Marx significava uguagliare il bene con ciò che accade o negando che ci sia qualcosa di buono: l’esito era in entrambi i casi una forma di nichilismo. Pur apparentemente ripudiando l’egoismo nichilista di Stirner, Marx ha incorporato questo nichilismo nella sua teoria della storia.

Perché se l’uomo si crea nella storia, allora non c’è nessuna essenza umana da cui possa essere alienato. Quindi Marx non può legittimamente affermare la preminenza della società comunista. L’incoerenza dell’antropologia filosofica di Marx era dovuta al suo intenso incontro con Stirner e ai concetti filosofici non tedeschi che erano entrati nel suo lavoro. A metà degli anni ’40, Marx ed Engels assorbono le idee francesi nella metafisica hegeliana. L’esperienza francese e quella del più ampio mondo industriale – come l’industrializzazione avanzata dell’Inghilterra vittoriana – impose che la questione sociale del cambiamento industriale e del lavoro fosse emersa come la più significativa della loro epoca.

Occupando un altro mondo, isolato e completamente borghese, i «buddisti di Berlino» rimasero indifferenti a questi cambiamenti apparentemente epocali. Solo in Germania, dove gli intellettuali abitavano un mondo eccentrico di una fantasia spensierata, la lettura di Marx della «questione sociale» non sarebbe spiegabile. Per Marx, l’impegno teorico tedesco con le forme politiche aveva di conseguenza assunto una forma più astratta di quella prevalente altrove.

Nondimeno, questo contesto offre a Stirner la posizione unica di un dissenziente disincantato, un punto di disinteresse tra il proletariato e la borghesia. Stirner ha occupato un momento storico disorientato, un volta che l’esperienza del capitalismo e dell’industria fosse stata filtrata attraverso i paradigmatici idiomi marxiani.

Inoltre, Stirner tentò di affrontare il fenomeno sociale del «pauperismo» (il progressivo impoverimento degli strati sociali inferiori) che è stato identificato come la questione sociale «dominante» del periodo «pre-marzo».

A differenza dei problemi sociali che Marx ha identificato, il pauperismo non era un risultato diretto del capitalismo o anche della rapida industrializzazione, ma un problema di crescita demografica ed era un fenomeno rurale singolare (ignorando Berlino). Il pauperismo differiva molto dalla povertà tradizionale. Era collettivo e strutturale piuttosto che determinato dalle contingenze individuali. Stirner ha riconosciuto questo fenomeno sociale e ne ha discusso a lungo nell’Unico. Non ha mancato di cogliere la vera «questione sociale» come Marx distingue; invece ha analizzato la sua realtà: la fase parrocchiale, ma unica, preindustriale della storia tedesca – quella che Eric Hobsbawn chiamava «l’ultimo, e forse il peggiore, crollo economico dell’ancien régime».

Stirner, insieme agli altri hegeliani di sinistra, si considerava esclusivamente interessato alla transizione storica dalla religione alla filosofia, la caduta del pensiero hegeliano. Marx, d’altra parte, aveva già proposto di districarsi da ciò che chiamava «filosofia» attraverso la sua teoria della storia. Non sorprende quindi che questi due pensatori si siano scontrati teoricamente e che gli specifici dibattiti ontologici siano stati dimenticati. In una frase attraversata dall’ideologia tedesca Marx confessò «Sappiamo solo una singola scienza, la scienza della storia».

La concezione della storia di Marx implicava che ogni profondo problema filosofico si risolvesse come fatto empirico, e così Marx si sentì libero di abbandonare la concezione metafisica dell’essenza che era stata centrale nel suo pensiero fino al 1845. Con la divisione del lavoro, il proprio orientamento verso il mondo era una preoccupazione meno importante. Rifiutando questa componente significativa della sua concezione della natura umana, Marx lottò per evitare i suoi obblighi filosofici. L’Ideologia Tedesca era un tentativo di evitare di dover difendere filosoficamente il proprio punto di vista, di sottrarsi al prerequisito hegeliano di occupare una posizione apparentemente epistemologicamente privilegiata.

Per tutta la progressione che i marxisti amano attribuire ad essa, l’Ideologia Tedesca fu anche un esercizio riduttivo. Marx ed Engels hanno spazzato via alcune questioni (etica, individualità, coscienza) che avevano desiderato più a lungo nellaloro «vecchia coscienza filosofica». L’Ego condiziona la risposta ontologica di Marx all’umanesimo hegeliano di sinistra. Come abbiamo già visto, l’Io non è solo un catalizzatore nell’adozione da parte di Marx del metodo filosofico del materialismo storico, ma si erge anche come una critica anticipatoria della sua forma emergente. Stirner costringe Marx a rompere con i modi di pensiero hegeliani di sinistra, fratturando l’epistemologia e il materialismo che Marx aveva sviluppato in tesi su Feuerbach e sui manoscritti economici e filosofici del 1844. In tal modo, costringe Marx a rivedere fondamentalmente la sua posizione sul ruolo di natura umana in relazione alla critica sociale.

Come conclusione teorica alla critica della religione, la “concezione materialista della storia” era una spiegazione ambigua. Piuttosto che sedimentare la coscienza di Marx, l’ideologia tedesca lo enfatizzò enfaticamente come una cattiva coscienza. Per molti, la rabbia di Marx sembra sproporzionata rispetto alla minaccia rappresentata da Stirner, tuttavia un’analisi più approfondita ha rivelato quanto fosse in gioco il loro incontro. Marx scelse di trasformare Stirner in un capro espiatorio, un opportuno oggetto esterno sul quale proiettare il conflitto interiore irrisolto del suo pensiero iniziale. Il chiacchierone «Sankt Max» era il lavoro di un intelletto sotto una minaccia. Derrida lo ha riconosciuto:

«Il mio sentimento … è che Marx si spaventi, lui stesso insegue inesorabilmente qualcuno che gli somiglia quasi al punto che potremmo scambiarci uno per l’altro: un fratello, un doppio, un’immagine così diabolica. Una specie di fantasma di se stesso. »

I paralleli tra i due pensatori sono spesso trascurati. Tuttavia, come abbiamo visto, Marx e Stirner hanno condiviso molto in termini di linguaggio filosofico e obiettivi teorici. A prescindere dalle affermazioni sull’umanesimo marxiano, l’egoismo stirneriano era altrettanto il «vero» erede della filosofia idealista tedesca. Stirner aveva realizzato l’elemento nichilista fondamentale presente nell’hegelianesimo secolarizzato e – attraverso la dialettica – attirava senza paura la conseguenza che «Tutto è permesso».

O come Giles Deleuze ha affermato con più audacia: «Stirner è il dialettico che rivela il nichilismo come la verità della dialettica».

L’egoismo nichilistico Stirneriano, non l’umanesimo marxista, sembra certamente più coerente con un rovesciamento di valori sovra-storici. La sovranità dell’ego e l’esercizio dell’auto-affermazione sono le conseguenze più spontanee della «morte di Dio» e delle norme trascendenti, in contrapposizione a una filosofia di comunità.

I marxisti che vedono il socialismo di Marx ed Engels sfuggire naturalmente all’umanesimo di sinistra hegeliano rimangono accecati dall’alternativa, molto inaccurata, del loro pensiero iniziale che entrambi gli uomini hanno sviluppato in seguito. L’Unico rimane un attacco esclusivo e potente al marxismo e a tutte le forme di socialismo; Stirner ha evidenziato le contraddizioni e i problemi inerenti qualsiasi forma di società socialista o comunista. Eppure, ironicamente, per Max Stirner, la forza dell’Unico spinse Marx ad abbracciare la prospettiva totalizzante di un comunismo essenziale, nascente nell’Ideologia Tedesca, piuttosto che svalutare il futuro del pensiero socialista che in parte aveva contribuito a creare.

Con l’avvento del marxismo, il lavoro di Stirner fu rimosso nella storia intellettuale. Se Stirner deve sottoporsi a riabilitazione come pensatore, è importante che questo non si risolva esclusivamente attorno al “ruolo guida” di Marx, o nell’assegnare il debito a Stirner dove è dovuto. Il futuro sapere deve tentare di sfuggire al suo status di «troppo nemico intimo» di Marx.

In conclusione, la risposta di Stirner ai problemi della dialettica hegeliana era di riscrivere in termini esistenziali la narrativa storico-culturale dell’auto-attualizzazione dello spirito. Il suo libro descriveva l’individuo liberato, auto-espressivo, contingente, esistente come “l’erede che ride” di uno sviluppo dialettico dall’immediatezza attraverso l’auto-divisione, alla libertà e alla trasparenza autocosciente. Nell’Ego, la descrizione hegeliana della redenzione ha trovato una forma esistenziale nel «vivere fuori».

Stirner ha posto le sue prospettive esistenziali contro l’essenzialismo di Marx e di altri. L’ideologia Tedesca di Marx era un tentativo di strappare il socialismo dai suoi desideri utopistici e trasformarlo filosoficamente in una scienza empirica. In tal modo, Marx sfuggì alla concezione hegeliana di «coscienza» trasformando la coscienza in un sottoprodotto, socialmente determinato. Questi due punti di vista terminali e antitetici occupati da Stirner e Marx nel 1845 hanno permesso a frammenti del progetto hegeliano di continuare a plasmare e inquadrare il dibattito marxista / esistenzialista del secolo scorso e quello attuale.

CREPA (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

Distacco

Spiraglio senza luce

Antro desideroso e tenebroso

Abiura, abbandono, ripudio delle tenebre

Il mistero attanaglia gli abissi irrilevanti

Trascegliere – cavità senza speranza o alveolo di una prigione senza fine

Trasognante, demoni che rapiscono, strappano il sonno confortante

Una breccia rompe l’isolamento

Riposo e respiro, affanno e distanza

In fondo, andando a fondo, denso e intricato, pulviscolo di ossa non-umane

Tornando al primigenio, l’origine del vuoto, lacerazione e strazio

Una promessa, un progetto, scavare fino in fondo, in fondo a un buco

Abissi infondati dell’esistenza, fenditura che cola sangue, vano, vanitoso, inutile, utile, inefficace, senza speranza alcuna

Aegri Somnia, trasposizione, allucinazioni, perdita di delirio, delìquio

Cammino, avanti e indietro, alveolo di una prigione intima, chiusa all’esterno

Arcano e incomprensibile, non lo vedi, non si vede, incavo profondo, sbarrato da occhi infuocati

Distacco

Freddezza e impassibilità, no-vita, no-stalgia, presenza sacrificale, immolazione del riflesso, di ossa non-umane.

Vetta oscura, intrisa di arcani segreti, suoni oscuri, non sensibili alla presenza umana

Sommità, caduta nel tempo, disumanizzazione, assioma decomposto

Il momento declina, la distanza si avvicina a uno spettro, crepa, crepa e si apre, gorgoglio, declino, fondamento della negazione

Homo homini lupus

I volti della decadenza, spirale avvolta, intrecciata e legata da un indissolubile sogno mortale

Crepa, si apre, emerge, lacuna riempita dalla forza, frenetica, strage di desideri

Inno solitario estirpato alla guerra del caos, l’essenza di ciò che è

Nulla, nessuna cosa, antitesi tra essere e non-essere

Nihil negativum -oggetto vuoto, svanire della manifestazione del mondo

Orrore nel nulla, annientamento

Oscurità primordiale, risalendo gli abissi irrilevanti, per discendere nel pieno dell’orrore

Freddezza, il distacco inumano dall’umano

Crepa, breccia, scissa tra la vita e la morte

Schizo

PDF: “IL TERRIBILE AUTORITARIO E LA FEROCE UNIONE DEGLI EGOISTI” (MISANTROPIA ATTIVA ESTREMA)

Ricevo e pubblico:

https://avyssos.altervista.org/pdf-il-terribile-autoritario-e-la-feroce-unione-degli-egoisti/

f6b8d2vqzcv3njsdnxb

“Il Terribile Autoritario e la Feroce Unione degli Egoisti”: mai titolo è stato più azzeccato. Il motivo che ci ha fatto pubblicare questo nuovo opuscolo, è stato l’intrinseco e profondo erigersi di un tagliente testo, che va all’attacco di quella che i stirneriani anti-autoritari dicono essere la “libertà”.

Naturalmente essendo un testo Unico noi non potremo fare di meglio. L’Affine Arca centra il punto di debolezza fondamentale degli stirneriani anti-autoritari: il pensare che esiste una libertà per tutti, che tutti lo possiamo essere, ma non vedono che nei rapporti, anche quelli quotidiani, anche nel superarsi, mentre
uno va più lento, emerge prima latente e poi preponderante l’autorità in tutte le forme e i metodi.

Le normali forme di scontro, come la gelosia, o quello di pestarsi in strada per un semaforo perso, non sono Autorità?

Perché non affrontare il tema in questione, in maniera molto più profonda…

Per questo Noi delle Edizioni Nichilistiche “Avyssos”, non riteniamo che nell’Autorità ci sia alcunché di cattivo, che piangersi addosso non serve, perché piangendo si esprime quello che alla fine si vorrebbe: prevalere sull’altro, sul tutto.

Abbiamo un profondo ed estremistico rispetto per gli Affini, quelli dispiegati in varie cellule clandestine, in giro per “l’Italia”, ma questo non ci fa minimamente cambiare idea su quello che Arca, con il suo tagliente testo ha affermato: esiste nell’Individuo singolo, l’Autorità, e questo singolo, la vuole produrre, sfogare,
portare avanti, goderne. In un modo sottile o diretto, o in altro modo, abbiamo anche Noi vissuto questa autorità, nel nostro gruppo e ne abbiamo apprezzato una sola direzione: a Noi serve per sopravvivere, senza, si scadrebbe nel “non dire”, che può anche portare alla fine di un progetto estremistico. Ma siamo totalmente Affini, in quello che Arca dice, quando sente che c’è una contrapposizione, uno scontro in atto, tra Misantropi Attivi Estremi Autoritari e stirneriani anti-autoritari, cosa che distrugge le menti e le persone, che fa ribaltare il cemento e le arterie del vivente.

Togliendo il rivestimento morale al termine “Autorità”, si toglie quel senso di malessere e fastidio che alcuni anti-autoritari sentono dentro di se. Anche se questo, non ha importanza per essi, impegnati a cercare fintamente di non calpestarsi i piedi, per Noi ha un enorme peso: provare a spezzare quel
rivestimento, quella corazza morale, che nei rapporti, esiste, come “posa”, per sentirsi apposto con la coscienza.

Il testo in fine, comunque ribadisce che non si parla esclusivamente di Unicismo Stirneriano, ma in primis dell’Egoismo Unico/Egoarca, promosso dai vari progetti Nichilistici Terroristi e Misantropici Estremi.

Uomo-Mostro

IL SUICIDIO DI DIO E LA COSTATAZIONE DELLA SUA MORTE

In questo articolo rifletteremo sull’analogia esistente tra due cosmovisioni che spiegano e verificano in modo diverso la morte di Dio. Alla luce della volontà di morire e della volontà di potenza, in grado di chiarire rispettivamente Mainländer e Nietzsche, nel legame che ci consente di spiegare la morte di Dio.

Una volta raggiunto questo obiettivo, saranno rivelati sia il significato della volontà di morire che la volontà di potenza, in grado di affrontare questo fatto.

Nella Teleologia dello sterminio, Mainländer dichiara con assoluta convinzione di aver trovato la redenzione al problema dell’esistenza umana al punto di suicidarsi convinto del proprio argomento ontologico. La sua filosofia postula che Dio, saturo del proprio “super-essere”, decida in modo suicida e arbitrario la catastrofe assoluta. Secondo questo, l’universo non nasce dal desiderio di una creazione divina, ma è il risultato di un esaurimento della volontà divina.

La volontà di morte (Wille zum Tod) è la coscienza della vita come mezzo per raggiungere la liberazione attraverso la morte. Da questa prospettiva, il mondo si muove “come se” avesse una fine, ma ciò che è realmente voluto non è la vita, poiché questa è solo un’apparizione della volontà di morire.

Inizialmente ci sarebbe stato un improvviso e inconcepibile ritorno della perfezione, senza tempo o spazio, che fino ad ora tende al nulla.

Incredibilmente tutto questo è nella scarica energetica, di ciò che la scienza oggi chiamerebbe il Big Bang. Il corso irreversibile di questa grande esplosione si estende, attraverso l’onnipotente forza creatrice, allo sterminio di tutto quello che ha preceduto, la quale unicamente è solo ancora presente, è che sfocia nello sfinimento.

Per Mainländer la coscienza intuisce, attraverso le trappole della vita, che la non esistenza è migliore dell’esistenza. Questa conoscenza apre all’uomo la possibilità di negare la perpetuazione e tende ad auto-annichilire, per infine consumare il grande ciclo della redenzione (Erlösung) dell’essere: siamo tutti frammenti di un Dio, che come nel Big Bang del “principio-finale “di tutti i tempi, è stato distrutto, desideroso di non-essere.

Nietzsche, pochi anni dopo, riassume la legittimità storica del nichilismo con la frase “Dio è morto”. Per Nietzsche Dio e il dio cristiano designa il mondo soprasensibile in generale, cioè la portata delle idee e degli ideali. Questo regno soprasensibile diventa Platone, l’unico vero mondo effettivamente reale, che svaluta questo mondo, che da allora diventa, secondo Nietzsche, un mondo apparente, mutevole e irreale, come l’illusione del mondo reale.

Questo nichilismo – legato al modo di valutare la vita – è contrastato dalla volontà di potenza che afferma il valore della vita e dell’esistenza, rimanendo “fedeli alla terra” contro ogni dottrina nichilista della negazione o auto-annientamento della volontà. Nietzsche crede che ci siano molti altri modi di essere Dio e di affrontare la volontà, non per annientarla come in Mainländer, ma per affermarla fino al suo superamento. La concezione della volontà di potenza sarebbe il risultato di questo pessimismo-fortezza. Possiamo considerare, che solo una filosofia dell’ottimismo supporrebbe che la vita umana abbia un significato o uno scopo degno di uno sforzo, al di là della semplice conservazione.

Tuttavia, un senso ultimo o uno scopo pienamente raggiunto implicherebbe la completa soddisfazione della volontà, che è un’assurdità in tutte quelle cosmovisioni che concepiscono il micro e il macrocosmo in termini sfuggenti; come accade con Schopenhauer (volontà di vivere), Mainländer (volontà di morire) e Nietzsche (volontà di potenza).

È un’affermazione pessimistica, che la vita non abbia letteralmente fine. Tuttavia, è ragionevole sbarazzarsi della considerazione del pessimismo come un atteggiamento che accetta o rifiuta il mondo, la vita o il divenire, secondo un certo tipo di temperamento, il risultato della circostanzialità. La sofferenza nelle cosmologie filosofiche della volontà non è l’indiziaria o l’accidentale, ma l’essenziale, ciò che spiega cos’è il micro e il macrocosmo.

Schopenhauer chiarisce che usa solo un’espressione autenticamente metaforica per sostenere che lo scopo della vita è la conoscenza della volontà. Nel farlo, non si lamenta principalmente di una semplice mancanza di conoscenza della volontà, ma pensa e sta problematizzando la vera natura della cognizione. Nel “riassunto dei principali insegnamenti sul principio della ragione sufficiente data finora”, il filosofo fornisce un resoconto del modo in cui varie metafisiche tradizionali sono state sostenute in detto principio.

Di tutte le domande che possono essere poste in base al principio, la più radicale è, senza dubbio, quella proposta da Leibniz:

“Perché l’essere piuttosto che il nulla?” (Pourquoy il ya plustôt quelque ha scelto que rien?) Rispondendo al filosofo dei principi: “Perché Dio è” (Et cette derniere raison des choses est appellée Dieu).

Con ciò, Dio diventa la ragione suprema dell’Essere, il fondamento supremo e quindi rimane la pienezza dell’Essere che poggia su un fondamento. In modo simile, il pessimismo di Schopenhauer può essere in parte considerato come un’esclamazione di dolore e profonda rassegnazione di fronte all’inesistenza di Dio e, quindi, di fronte a un dolore finale.

In effetti, la più acuta critica di Nietzsche a Schopenhauer consiste precisamente nella generalizzazione di questo aspetto, che pur essendo centrale nella filosofia di Nietzsche, è solo una parte di una delle molte altre caratteristiche del pessimismo schopenhaueriano. Nietzsche sostiene che più il giudizio e l’affetto di colui che è stato il suo educatore risulta essere, più partecipa a quell’ideale che alla fine è legittimato.

Secondo Nietzsche, Schopenhauer soffre terribilmente della perdita di quell’ideale, sperimentando l’assenza di Dio come sfondo di tutta la vita, che alla fine lo conduce attraverso una profonda riflessione morale a considerare la volontà cosmologica come un’ansia di determinazione oscura che cerca di diminuire il proprio caos metafisico attraverso tutte le proprie oggettivazioni.

Nietzsche conosce la frase di Pascal e crede, al contrario, che ci siano molti altri modi di essere Dio e di affrontare la volontà di vivere, non di negarla, ma di affermarla fino al superamento. La volontà di potenza lo associa esattamente a questo pessimismo-fortezza. Ciò che Nietzsche condanna non è il fatto che la metafisica della volontà di vivere sia ingenua o illusoria, ma soprattutto il fatto che la sofferenza dell’assurdo appartiene a una riflessione profonda e pessimista dell’ordine morale. Messa in pratica, l’unico modo per sbarazzarsi del dolore e della volontà di vivere è la rinuncia concepita da Schopenhauer attraverso l’ascetismo. Da questo fatto risulterebbe che alla fine il volere cerca solo di riposare, cioè cerca il nulla.

Per Mainländer, discepolo di Schopenhauer, la redenzione (Erlösung) può iniziare nella vita rendendosi conto che ciò che è essenziale non è più quella volontà che ha come scopo la vita, ma ciò che serve come mezzo per la morte. Nella Teleologia dello sterminio, egli indica la via della redenzione relativa al problema dell’esistenza umana.

Mainländer sostiene che la consapevolezza della disintegrazione dell’unità semplice (einfache Einheit) nella molteplicità, unita ai dolori della vita, non indica nulla di diverso che la non esistenza sia meglio dell’esistenza. Questa conoscenza può permettere all’essere umano di negare di perpetuarsi e di auto-annichilirsi, per infine consumare il grande ciclo della redenzione dell’essere, poiché siamo tutti frammenti di un Dio, che come nel Big Bang, è stato distrutto con il “principio- finale” “di tutti i tempi. Questa visione la sostiene formulando varie teorie sulla disintegrazione dell’unità nella molteplicità, la transizione dal campo trascendente all’immanente, la morte di Dio e l’origine del mondo.

Da quanto visto sopra, giunge una visione del mondo che concepisce la storia universale come l’agonia oscura dei frammenti che corrispondevano a un Dio e che, a causa di essa, attrae la distruzione del mondo e del sé per accelerare questo processo, che si traduce in una sofferenza irreversibile. Questo pessimismo autodistruttivo trasmuta il concetto di negazione schopenhaueriana in quello della distruzione.

In relazione all’origine dell’universo, Mainländer si riferisce alla creazione di quest’ultimo come “l’unico miracolo”. Riguardo alle dinamiche dell’evoluzione dell’Universo, egli menziona come legge universale “l’indebolimento della forza”, affermando che l’Universo si muove “come se” avesse una ragione finale.

I concetti menzionati da Mainländer appaiono collegati, dal punto di vista della moderna fisica-chimica a quelli dell’entropia. Questa è solitamente associata al linguaggio non tecnico, al grado di disordine di un sistema, che gioca un ruolo fondamentale nelle dinamiche dei sistemi complessi, come esplicitamente menzionato nella seconda legge della termodinamica, e al caos e l’irreversibilità dei processi elementari. Da quanto sopra, viene concepita una visione del mondo che concepisce la storia universale come l’agonia oscura dei frammenti che corrispondevano a un Dio che, quindi, a causa della distruzione del mondo e dell’Io,viene attratto, come obiettivo, nell’accelerare questo processo di distruzione.

“Nella legge di indebolimento, in linea con esso, solo una teleologia dello sterminio potrebbe alleviare quel dolore il cui processo è irreversibile.”

Per Mainländer non ci sarebbe sublimità spirituale nell’ordine degli ingranaggi, a cui esso dovrebbe solo contribuire con la totale disintegrazione: e come ottenere ciò? Attraverso l’autodistruzione o l’auto-disintegrazione. Altrimenti Mainländer postula la castità, la verginità come mezzo più lento di redenzione. Nietzsche deride Mainländer riferendosi a lui nella Gaia scienza, come il “dolce apostolo della verginità”.

La morte di Dio in Nietzsche è verificata in un altro modo.

Nietzsche riconosce attraverso la valutazione del mondo soprasensibile in generale, lo spirito di decadenza, l’odio per la vita e il mondo, la paura dell’istinto, poiché da allora il supremo errore della metafisica, è avere ammesso il “in sì “di un mondo reale di fronte a un mondo apparente, quando solo il secondo per esso è quello reale. Per questo motivo la frase “Dio è morto” non è uno slogan che è stato proposto, ma è la verifica di un fatto. Osserva che Dio è un prodotto della razionalizzazione delle nostre speranze e che il cristianesimo ragiona secondo un desiderio e non sulla realtà. Che Dio sia morto non è da lui compreso solo da una prospettiva teologica, cioè come l’apprezzamento di un ateo che nega categoricamente l’esistenza di Dio.

Ciò che questa frase indica, è ciò che è accaduto alla verità assiologica del mondo soprasensibile in generale e alla relazione con l’essere umano. Quindi un’interpretazione puramente teologica potrebbe portare alla perdita nel mascherare la figura di Dio sostituendola con delle varianti del mondo soprasensibile. Per Nietzsche, Dio rappresenta la concentrazione di tutta la cultura decadente, motivo per cui la concepisce come l’antinomia della vita e la negazione dell’innocenza dell’essere umano. Nietzsche afferma il valore della vita e dell’esistenza contro ogni dottrina pessimista di dissoluzione, da qui le sue critiche feroci a Schopenhauer e Mainländer.

In “Genealogia della morale” analizza filologicamente questa conversione nella volontà del nulla. Il tentativo di evitare il nichilismo senza trasmettere i valori acuisce il problema. Metodologia e processo facile da capire quando si contrappone sia alla teoria della negazione della volontà di vivere di Schopenhauer sia quella della sua distruzione in Mainländer.

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