GROZA: “UROBORO”

Mente e dorme attraverso i secoli
non ferito dalle lance di Helios
flusso costante attraverso le vene delle montagne
il potenziale di distruzione dorme placidamente nel ferro
perciò fortifica le mani con armi contraffatte
i pugnali hanno squarciato gli eoni
per potere e ricchezza al miglior offerente

Indossa una corona di serenità celeste
chi siamo noi per decidere sulla vita o sulla morte
Il tradimento raggiunge molto meno di 30 monete d’argento
e le bare affonderanno per sempre

Torrente di voci che tormentano la mia mente
i pianeti bruciano, collassando sotto i miei occhi
devi brandire un martello sull’incudine della ruggine
il vaso di Pandora si spalanca
scatena gli orrori destinati alla rovina
un errore chiamato umano

Per chi ha mentito e dormito attraverso i secoli
ora finalmente scatenato dalle lance di Helios
i martelli colpiscono in maniera più incisiva
la punta va sempre più in profondità
e il serpente non smetterà di cercare
fino a quando finalmente si morderà la coda

ANTIVERSUM: “COSMOS COMEDENTI”

1. Antinova
2. Creatio e Chao Orta Est
3. Cosmos Comedenti
4. Nihil ad Probandum

AVSKY: “FANCULO I TUOI VALORI FANCULO LE TUE CREDENZE”

Fanculo i tuoi valori
Fanculo le tue credenze
Sei solo il riflesso in uno specchio,
Ombre sul muro
Nient’altro che armento
Ma mi rifiuto di camminare tra le pecore
Mi rifiuto di servire tra gli schiavi

DEATH WORSHIP: “CAOS TRANCE”

Spingendo violentemente dentro la trance

Istinto primordiale per uccidere

Demone e carne sono unite
Sotto il comando di satana

Distacco dalla paura – ridotta in schiavitù
Il caos trance dell’odio oscurato
Schiavizzato

ADVERSARIAL: “CAOS VORTICOSO CHE INGOIA ORIZZONTI “

Freddo
Spirali si distendono nel profondo
Esteso
Denti che digrignano in irriverenza agli dei

E cade attratto dal fulmine
Serpente cometa attraverso un affresco di oscurità
Incubo di divinazione tortuoso in agguato
Caos vorticoso che ingoia orizzonti
E possiede l’obiettivo contro la mano della creazione
Per divorare attraverso la natura inestinguibile
Insediato-raccoglie l’occhio della dannazione
Salva la morte come ultima rivelazione

Libagioni di stelle decadute
Per un mondo di onice, che puzza di antico
E cavernoso questo luogo saturo
Bevendo da un calice di osso con sangue di serafino

Slegato, spirali e intemperie che affogano dio nell’aria

Il serpente affascinato nella sua riverenza ciclica
All’inevitabile epurazione verso l’abisso
Non vacillare di fronte alla comunione
Corrompendo il divino dentro un buco nero…

TOD HUETET UEBEL: “DECADENZA”

La mia anima nel tuo viso
Non è altro che uno spettro vagabondo
Caotica oscurità in me
Nient’altro in questo mondo che voglio alla fine

Alla Fine questa utopia struggente
La notte sarà il nuovo giorno

Le religioni sono annientate
I miei sentimenti di auto-esilio
Sarò la morte della Falsità
Dichiaro Guerra all’Umanità

Odio, Eresia, Distruzione
Nell’oscurità sanguineranno delle vite
Dolore, Blasfemia, Morte
Le ombre falciano per la Decadenza

Le Catastrofi saranno vomitate
Chiese e santità bruciate
Un dio morto distrutto
Sacri escrementi banditi

Il pianeta guidato dai germi
Solo i forti sopravvivono nel peccato
Emano dalle macerie alla crudeltà
Per invadere il vuoto cristiano
Dal tuo sangue incidi il mio stemma
La più pura verità rinnegata

Odio, Eresia, Distruzione
Nell’oscurità sanguineranno delle vite
Dolore, Blasfemia, Morte
Le ombre falciano per la Decadenza

Niente e nessuno soccomberà
La Decadenza scorre senza pietà
L’oscurità e il cielo si scioglieranno
La Fine del Mondo è la mia volontà

Annientamento Universale
Disprezzo Animale

La vita inerte sarà degradata
Spargerò il caos nel tuo nulla
Tempesta di fuoco infernale per l’eternità
Tutto sarà un manto di tenebre

ABYSSAL: “UN PAESAGGIO CAUSALE”

Sono legato a tutto
È tutto per me
Con ogni movimento, una cascata di conseguenze
Propagazione sull’epicentro
Nel caos così amorfo

Guardo queste catene lanciate
Fai a pezzi l’innocente
Guida alla follia gli uomini sani
Strappa gli alberi dalla Terra ed erodi il suolo

Eppure siamo noi a dipingere i volti dei cattivi
Sulle sabbie mobili

Il demone di Laplace è un ostacolo
Per contorcersi nella futilità elicoidale
Ignorando ciò che è oltre

Siamo compiacenti
Nella nostra fine

DIRE OMEN: “PROFEZIA PRESAGITA”

Porta della carne, anima tesa, filosofica.

Oltre il mondo chiuso, affondato.
Futile dolore si fonde con questo spirito.

E mentre il vento si proietta attraverso le miglia della notte, passando attraverso le foglie.
Le montagne come: così, l’anima cade attraverso la carne e le ossa.

Sforzando ogni sinapsi: dolore spezzato dal torpore della rovina.

Battito cardiaco asfissiato, laringe inerte.
Cedendo all’eclissi finale della vita.

Profezia della carcassa …

Come promesso, i morti seppelliscono i morti.
I morti si esaminano.
Ossario, l’anima è guidata.
Negli indovinelli lasciati lì, scava.

La caverna riecheggia con elogi vuoti.
La verità ha gli spasmi, poiché viene annientata.

Non c’è redenzione, non c’è esenzione, non c’è più visione.
Anti rivelazione.

CONVULSING “UNDICI SIGILLI”

Respiro dell’eone
Echi attraverso le stanze
L’ombra si risveglia
Possedendo

Vieni fuori, Apollyon!
Nel rito antico ti convoco!
Alzati ora, caduto!
Undici sigilli incisi nella mia carne!

Passaggio aperto nell’ombra
L’odio perfetto che si manifesta

Respiro del caos
Mi sussurra parole perdute di dolore
Servo del dolore e alla morte

AION: “V”

abbandono – puro vuoto
superare la vita
dissolvenza nello spazio senza limiti
sulle rive del deserto – grigio ma radioso

oltre la disperazione
così eterno
la sostanza più arcana dell’assenza
la profondità del vuoto creata nella morte
la sfera eterna formata dal tuo decedere

il nostro sangue si è trasformato in vetro mentre mietiamo
il sole rosso
di morte
a mezzanotte

follia di questa consapevolezza
delirante orrore della conoscenza
il peggior martire imposto alla coscienza
bruciando in maniera inesorabilmente limpida

eppure questa chiarezza brucia tutto
consuma tutto
ti lascia denudato
persino spogliato del tuo essere

bellezza inenarrabile di questo destino crudele
tra estasi e grida di sgomento

mente sospinta all’incandescenza
tutto è consumato
nell’orrida calma dell’estasi

deliquio – discesa interminabile
svanire nell’ignoto
al crepuscolo della perdizione
l’inesorabile enigma
di morte

nessuna via di fuga, nessuna salvezza
l’unica illuminazione nell’accettazione dell’autunno
il sentiero luminoso dell’annientamento
tra il Tempo e l’Eternità

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