ABYSSAL: “UN PAESAGGIO CAUSALE”

Sono legato a tutto
È tutto per me
Con ogni movimento, una cascata di conseguenze
Propagazione sull’epicentro
Nel caos così amorfo

Guardo queste catene lanciate
Fai a pezzi l’innocente
Guida alla follia gli uomini sani
Strappa gli alberi dalla Terra ed erodi il suolo

Eppure siamo noi a dipingere i volti dei cattivi
Sulle sabbie mobili

Il demone di Laplace è un ostacolo
Per contorcersi nella futilità elicoidale
Ignorando ciò che è oltre

Siamo compiacenti
Nella nostra fine

DIRE OMEN: “PROFEZIA PRESAGITA”

Porta della carne, anima tesa, filosofica.

Oltre il mondo chiuso, affondato.
Futile dolore si fonde con questo spirito.

E mentre il vento si proietta attraverso le miglia della notte, passando attraverso le foglie.
Le montagne come: così, l’anima cade attraverso la carne e le ossa.

Sforzando ogni sinapsi: dolore spezzato dal torpore della rovina.

Battito cardiaco asfissiato, laringe inerte.
Cedendo all’eclissi finale della vita.

Profezia della carcassa …

Come promesso, i morti seppelliscono i morti.
I morti si esaminano.
Ossario, l’anima è guidata.
Negli indovinelli lasciati lì, scava.

La caverna riecheggia con elogi vuoti.
La verità ha gli spasmi, poiché viene annientata.

Non c’è redenzione, non c’è esenzione, non c’è più visione.
Anti rivelazione.

CONVULSING “UNDICI SIGILLI”

Respiro dell’eone
Echi attraverso le stanze
L’ombra si risveglia
Possedendo

Vieni fuori, Apollyon!
Nel rito antico ti convoco!
Alzati ora, caduto!
Undici sigilli incisi nella mia carne!

Passaggio aperto nell’ombra
L’odio perfetto che si manifesta

Respiro del caos
Mi sussurra parole perdute di dolore
Servo del dolore e alla morte

AION: “V”

abbandono – puro vuoto
superare la vita
dissolvenza nello spazio senza limiti
sulle rive del deserto – grigio ma radioso

oltre la disperazione
così eterno
la sostanza più arcana dell’assenza
la profondità del vuoto creata nella morte
la sfera eterna formata dal tuo decedere

il nostro sangue si è trasformato in vetro mentre mietiamo
il sole rosso
di morte
a mezzanotte

follia di questa consapevolezza
delirante orrore della conoscenza
il peggior martire imposto alla coscienza
bruciando in maniera inesorabilmente limpida

eppure questa chiarezza brucia tutto
consuma tutto
ti lascia denudato
persino spogliato del tuo essere

bellezza inenarrabile di questo destino crudele
tra estasi e grida di sgomento

mente sospinta all’incandescenza
tutto è consumato
nell’orrida calma dell’estasi

deliquio – discesa interminabile
svanire nell’ignoto
al crepuscolo della perdizione
l’inesorabile enigma
di morte

nessuna via di fuga, nessuna salvezza
l’unica illuminazione nell’accettazione dell’autunno
il sentiero luminoso dell’annientamento
tra il Tempo e l’Eternità

VESSEL OF INIQUITY: “VUOTO DEL TERRORE ESISTENZIALE”

Ancora una volta nell’abisso
Choronzon, ti invochiamo di nuovo
guardiano del tutto divoratore
Il Sé egoico individuale
La coscienza inizia a cannibalizzarsi
Morente prima di morire
Il confine di SE STESSO / NON SÉ
Consumato in acido Choronzonico
Ridiventiamo – Non più umani

ANTAGONISTE: “IL NICHILISTA”

Non c’è nessun Obiettivo
Nessuna Moralità
Nessun Oggetto
Significato o Scopo
La Realtà non Esiste
L’Esistenza non ha Significato
La Negazione dell’Unico
L’Insensatezza della Vita
Tutte le Idee Umane sono senza Valore
Un Atteggiamento Ascetico come Volontà verso il Nulla

Il Mondo è Condizionato dall’Idea del suo Stesso Annientamento
(Nego Tutta l’Esistenza)
Il Mondo è Condizionato dall’Idea del suo Stesso Annientamento
(Nego Tutta l’Esistenza)
La Quiete come la Morte
In cui Nulla può Penetrare
In cui Tutto Affonda
Impotente

Non c’è una Norma
Nessuna Conoscenza
Nessun Valore Intrinseco
Regola o Legge
Una Distruzione Deliberata
Imposizione di Una sola Interpretazione
L’Auto-Dissoluzione della Religione
Nessuna Forma di Bellezza da Cercare
Tutte le Idee Umane sono senza Valore
Un Atteggiamento Ascetico come Volontà verso il Nulla

Il Mondo è Condizionato dall’Idea del suo Stesso Annientamento
(Nego Tutta l’Esistenza)
Il Mondo è Condizionato dall’Idea del suo Stesso Annientamento
(Nego Tutta l’Esistenza)
La Quiete come la Morte
In cui Nulla può Penetrare
In cui Tutto Affonda
Impotente

L’Apocalisse è Finita
Oggi è la Precessione del Neutrale
Di Forme del Neutrale
E di Indifferenza
Tutto ciò che Rimane, è il Fascino
Per Forme Desertiche e Indifferenti
Per la Funzione stessa del Sistema che Ci Annienta
Ora, il Fascino è la Passione Nichilista per Eccellenza
È la Passione Esatta alla Procedura per la Scomparsa
Siamo Affascinati da tutte le Forme di Dissolvimento
Della Nostra Scomparsa
Malinconico e Affascinato
Tale è la Nostra Situazione Generale
In un’Era di Trasparenza Involontaria

Una Verità Restrittiva
La Possibilità di Altri Modi di Essere
La Forza dello Spirito Libero
La Forza dello Spirito Libero
La Forza dello Spirito Libero
La Forza dello Spirito Libero

LA LUCE PRECIPITA SILENZIOSA- INTERVISTA CON I DSKNT (BLACK METAL DAILY WEBZINE)

Light Fell Silent – An Interview with DSKNT

 

il tempo cambia e si distende in un conduttore di tensori

radiazione isotropica di residui e rumori bianchi

trasforma e scompone

~

In questa epoca di immediatezza,è un aspetto affascinante un artista che riesce ancora a rimanere ammantato da un’aura di mistero; e l’enigmatico atto DSKNT è rimasto completamente e agilmente avvolto in esso. Originariamente formatosi nel 2013 ma apparentemente inattivo da allora, negli ultimi sei mesi sono iniziate a muoversi striscianti e complicate tracce che suonavano come inesorabili, trituranti cospirazioni di una macchina né organica né priva di vita, ma funzionante febbrilmente per decostruire la realtà in un soffocante orrore; tuttavia le informazioni disponibili su queste creazioni sono state alcune asserzioni criptiche, una località in Svizzera e alcune voci personali. Anche un comunicato stampa dell’etichetta affermava che non erano “in grado di confermare alcun altro dettaglio riguardante la natura e l’identità del progetto”.

Cioè, fino ad ora.

Mi sono mosso per contattarli,dopo aver seguito il progetto con interesse e divorato ogni composizione che mi piegava la mente, scivolando come una lava nera senza nome è che giungeva tremolante e cristallina dal vuoto; per fortuna l’uomo dietro a tutto questo ha accettato di sollevare il velo anche se in maniera lieve.

Così con l’album di debutto ‘PhSPHR Entropy’ finalmente pubblicato su Sentient Ruin Laboratories, Clavis Secretorvm, Babylon Doom Cult Records,facilmente una delle uscite più intriganti e distruttive-sinaptiche dell’anno; sottomettiamoci alla sua irresistibile attrazione attraverso il flusso completo del video qua sotto per continuate a leggere mentre parliamo con il maestro ASKNT.

Saluti, e sinceri ringraziamenti per aver dedicato del tempo a rispondere a queste domande, per permetterci di dare una breve occhiata nel mondo dei DSKNT. Non si sa molto su di te, quindi tutto questo è da apprezzare. Primo: cos’è esattamente DSKNT e da dove proviene?

– DSKNT è la suddivisione auditiva di DSKNT Industry un progetto che collega la percezione e l’ispirazione che ho per creare musica / rumore. La terminologia DSKNT è stata estratta poco dopo aver creato DSKNT Industry, che è l’entità utilizzata come mezzo per trasformare le idee in musica. In effetti, e per essere concisi, DSKNT è il progetto e DSKNT Industry è la sua fonte, l’incubatore e il suo rivestimento globale.

La tua creazione/debutto, PhSPHR Entropy, sta per essere pubblicata. Qual è l’intento per questo album e il significato / concetto di PhospHR Entropy come titolo?

– Lo scopo principale della pubblicazione, come idea, è quello di creare e realizzare un ermetico incrocio concettuale tra l’implicazione fattuale e l’apice più visibile di certi aspetti specifici della fisica con l’ineluttabile, completo annullamento del tutto. Questo fatto è solo nascosto sotto le espressioni in termini di formula matematica. Il compito iniziale dei testi sono stati designati in questo modo.

Generare un luogo auditivo insicuro, un muro di distorsioni dei sensi, una specie di rumore inaccettabile. La copertina di PhSPHR Entropy ha lo scopo di estendere il significato dell’intero concetto della pubblicazione. Qualcosa di molto sobrio e statico in parallelo alla musica. Musicalmente, ci sono due epoche di composizione mescolate insieme, ma non distinguibili. In termini di testi: «Nulla è importante». Niente è. È solo un problema umano apprendere le scale.

PhSPHR Entropy come titolo e marchio dell’album ha un doppio significato. Facendo riferimento chiaramente ai concetti fisici e intrinseci naturali, in primo luogo, l’entropia può essere usata come una sorta di misura del disordine o della casualità di un sistema isolato. Principalmente, non conosciamo abbastanza parametri per comprendere il sistema a livello globale. D’altra parte, l’uniformità dell’entropia era il principio. Questa misura indicherà anche la fine.

Perché PhSPHR? Bene, PhSPHR risplende nel buio in determinate condizioni. Gli ioni del PhSPHR sono altamente reattivi e hanno un alto livello di possibile ossidazione, portando a un potenziale molto elevato di entropia oltre ad essere essenziale per l’essere umano come per il DNA. I due termini insieme specificano la metastabilità interna e l’instabilità esterna del Tutto. PhSPHR Entropy parla in termini di disordine e caos, direttamente opposti all’equilibrio. È il caos, non il “caos”. Caos sottostante.

Da dove hai tratto ispirazione per il caos sonoro e i temi raffigurati nell’album?

– L’ispirazione dei DSKNT viene da molte parti. Ma è principalmente guidato dalla mia apprensione del vuoto o più semplice del tempo. Poiché il disordine è l’unico principio guida e il fondo del tutto, il caos sonoro, come lo chiami tu, deriva da questa sensibilità ad esso o probabilmente dagli interessi interni dei DSKNT nel disordine, una sorta di vortice di distruzione. D’altra parte, arriverà il vero caos. Lascia che arrivi con il tempo e le sue distorsioni, curve. Tutto questo è solo una questione cosmologica per l’estinzione globale e il vuoto prevalente.

I DSKNT sembrano mirare a sfidare tutte le normali convenzioni musicali e sonore. Ci sono tecniche o strumenti insoliti coinvolti nell’assemblaggio di PhSPHR Entropy?

– Non so esattamente cosa intendi per tecniche inusuali dato che ciascuna fase di registrazione potrebbe essere molto diversa dalle altre e molto variabile tra i gruppi. Posso dire che l’obiettivo specifico e intrinseco dei DSKNT è esercitarsi per ottenere un suono così strano. Il processo di registrazione per una cosiddetta one-man band è relativamente diverso da una band formata da più persone, come alcuni possono intendere.

Il Vantaggio per i DSKNT, è che il processo di creazione musicale non implica l’inconveniente di scendere a compromessi sulle idee o la musica, il che potrebbe portare alla diluizione dell’obiettivo da raggiungere. Ma il processo è probabilmente più iterativo e incrementale, ci vuole tempo. Ogni traccia di PhSPHR Entropy ha molte sotto-versioni ed è sempre un vero dilemma quando si deve impostare una versione finale.

D’altra parte, sto attualmente sviluppando altre tecniche per i prossimi brani e le pubblicazioni, al fine di ampliare questo stile abrasivo, vertiginoso, distruttivo e disassemblato più globalmente. Con tecniche intendo, creare i propri effetti disto / fuzz dell’hardware DSKNT e riverberi e altre cose che potrebbero portare a un suono più unico, o solo agli esperimenti dei DSKNT.

Come descritto in PhSPHR Entropy, Kr. Vy. Rites, direi che qualsiasi mezzo potrebbe essere usato in futuro per creare questo luogo soffocante insicuro nella musica. Così come elementi di rumore puro. Dal mio punto di vista retrospettivo, il riffing della chitarra è responsabile della maggior parte di questa entropia, disordine e / o suono ipnotico non convenzionale. Ma per me, è un primo passo, mi aspetto di più.

Ti allinei con qualsiasi movimento, stile o genere, o i DSKNT sono qualcosa che è destinato a restare isolato?

– Questa è una domanda problematica poiché, come hai notato, il mezzo usato per esprimere questa Entropia è ciò che è principalmente caratterizzato come Black Metal. I temi dei DSKNT e il modo d’essere non hanno nulla a che fare con i temi tradizionali del Black Metal, specialmente con la nuova ondata di testi e gruppi occulti e l’immaginario malvagio abbinato. Essere sotto questa influenza, è abbastanza ovvio (le persone ingenue non lo ritengono probabile, ad essere onesti), “Stare da solo” può essere solo un’idea di fondo, ma rimane una visione della mente.

La parte di composizione non era e non è allineata su uno stile specifico e non lo sarà mai. Posso prendere “Resurgence of Primordial Void Aperture” contro “Kr. Vy. Riti “e il suo prossimo” Kr. Vy. Portali “come esempi. Non c’è una soluzione o una formula specifica nella musica dei DSKNT.

Tutto è soggetto a cambiamenti o evoluzioni, così come il mezzo musicale dei DSKNT. Ma devo dire che c’è una certa quantità di progetti che stanno creando uno stile, un’atmosfera molto particolari, un marchio molto specifico nella loro musica.

Parlo di atti come PORTAL o l’approccio dei CHAOS ECHOES  e i lavori di suoni grezzi dei HAUS ARAFNA . DSKNT non può essere categorizzato direttamente come Black Metal né Death Metal, è entrambi e nessuno. E forse puoi trovare molto probabilmente un assemblaggio di elementi di stili particolari.

Ho sentito sussurrare che questa follia è il prodotto di un uomo, asknt. È vero? Quanti anime hanno preso parte alla sua creazione e quali ruoli hanno interpretato?

– Hai ragione. La strumentazione completa e i testi sono parte del lavoro di asknt. Inoltre, il vocalist dei ANTIVERSUM  (su Invictus Productions ) ha eseguito tutte le parti vocali / rumorose su PhSPHR Entropy. Le sue abilità sono molto preziose per trasmettere gli intenti dei DSKNT dal momento che intuisce completamente il concetto e partecipa alla sua sublimazione. Per i prossimi lavori, i DSKNT utilizzeranno sicuramente la stessa “configurazione”.

Non riesco a concludere questa domanda senza parlare della partecipazione molto importante di Antïgraphics per la copertina e l’impaginazione, che ha dato l’interazione visiva con l’ubiquità di fondo della variazione dell’Entropia che questo disco intende trasmettere.

L’album è stato prodotto e registrato presso il DSKNT Industry, di cui i DSKNT sono indicati come una suddivisione in forma di rumore. Cos’è la DSKNT Industry ed è DSKNT la sua unica creazione?

– DSKNT Industry è allo stesso tempo uno studio di registrazione, un laboratorio sperimentale e una sala prove. DSKNT Industry ha registrato e progettato alcuni altri atti come AB OCCULTO l’EP dei NECROSEMEN e l’album dei AION “Verses of Perdition”e alcuni altri progetti, esperimenti interni o esterni. Le strumentazioni dei DSKNT vengono e sono state registrate in questo posto tranne le parti vocali che sono state registrate presso l’OSA Crypt di Zurigo. Colgo l’occasione per ringraziarli ancora.

PhSPHR Entropy si sta istigando in collaborazione con la Clavis Secretorvm, Sentient Ruin Industries negli Stati Uniti e Babylon Doom Cult Records per l’Europa. Sei soddisfatto dell’assistenza ricevuta da queste fonti?

– L’assistenza durante l’intero processo è stata perfetta. Le diverse proposte erano totalmente nell’approccio dei DSKNT. Tutte le persone coinvolte nel background per la pubblicazione sono state molto collaborative e pro-attive. D’altra parte, sono rimasto sorpreso da questo supporto delle etichette, dato che non è stato cosi per i lavori più vecchi che ho provato a pubblicare qualche anno fa.

L’impronta dei DSKNT e la copertina dell’album sono stati creati da Antï Graphic Art.Come hanno collaborato? Erano improntati dalla interpretazione del tuo lavoro o erano sotto la vostra direzione? 

– Ancora una volta, devo dire che i DSKNT non ha nulla a che fare con considerazioni umane come concetti occulti o esoterici, né altre apprensioni o interessi centrali sull’uomo. Direi che “impronta” non è la terminologia appropriata e adeguata. Per quanto riguarda la copertina, Antïgraphics ha immediatamente compreso l’intero concetto. Gli ho dato alcune linee guida globali e il testo completo e finito ma, in effetti e fino alla fine, era completamente libero. Per quanto mi ricordo, le sue creazioni sono molto ispirate e portano a opere d’arte di alta qualità con una firma molto personale.

Ci sono piani per i DSKNT di diventare un’entità dal vivo in futuro, o è per sua natura qualcosa che dovrebbe essere ascoltato ma non visto?

– Come hai già notato, c’erano solo poche informazioni sul progetto, su chi fa le cose nel progetto ecc, è completamente antitetico trattare temi astratti, principalmente temi umani non in scala e diventare un atto dal vivo. Inoltre,l’aspetto live degraderebbe totalmente l’intenzione dietro questo progetto. Secondo le mie convinzioni, la musica dei DSKNT non è adatta per le esibizioni dal vivo.

Ci sono altre emanazioni future apparenti da parte dei DSKNT ?

– i DSKNT stanno ora lavorando su una nuova base che comporterà il materiale del prossimo album e un prossimo EP split in qualche momento durante il prossimo anno. Un nuovo tentativo di aggiungere atmosfere opache e opprimenti.

All’inizio del prossimo anno, Sentient Ruin pubblicherà PhSPHR Entropy su vinile.

Un sincero ringraziamento per aver inspirato un po ‘di luce nel vuoto che sono i DSKNT. Hai qualche messaggio finale?

– Grazie per le domande.
La luce precipita silenziosa, pochi secondi prima dell’Eternità.

DSKNT – 04XII17

___________

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Supporta i DSKNT:

 

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DSKNT : “ESPIRANDO LA POLVERE”

Dispiegati nella dimensione primordiale dell’oscurità e del Tempo, respira.
Coloro porteranno le nostre morti sul Portale dell’eternità e del nulla.
Polvere e Vuoto che ricordano l’Universo iniziale nella loro mente.
Strisciando nelle origini della materia e del Tempo, muoiono.

Inalando questa Polvere! Ho abbandonato il presente percorso.
Attraverso il Nulla, dopo gli ultimi Echi del Tutto
Per il Nulla, Respingi
Nel nulla, Respingendo la mia anima
Espirando! Polvere Divorante. Materializzo il tempo

Dovrei tracciare un percorso opposto nell’ultima astrazione della Luce.
Irragionevole. Irrequieto. Cenere.
Oltre, ascendente cosciente addietro
La miseria del Tutto. Estinguere il tempo.
Mi alzo. Invocano attraverso il tempo.

Cado al suolo di nuovo,
Mangiando ceneri e polvere.
Abortendo le mie ombre residue.
Strisciano in giro per anni, vomitando.

Espirando! Tempo sospeso, Polvere Espiata
Attraverso tutti, prima degli Echi del Tutto
Il Niente, la polvere stessa si disintegra
Dentro Nulla, Estinguendo la Polvere.
L’inalazione! In attesa della fredda Fiamma del Vuoto

Io semino la mia anima con loro.
Glorificando verso il fondo. Dissenso dell’essenza.
Queste sfumature impure, sono le mie visioni non sicure.
Nefasti fumi mi penetrano nelle vene, irrequieti.
Stendono le loro mille ferite.

Dispiegati nella dimensione primordiale dell’oscurità e del Tempo, respira.
Coloro porteranno le nostre morti sul Portale dell’eternità e del nulla.
Polvere e Vuoto che ricordano l’Universo iniziale nella loro mente.
Strisciando nelle origini della materia e del Tempo, muoiono.

L’inalazione! Distingue la mia carne marcia.
Scava e consumami in Polvere
Attraverso l’ultima astrazione di Luce.
Per tutto, Confusione del Tempo
Nel nulla, vedono.
Espirando! Ingoiando l’ultima fiamma

LA METAFISICA È IN QUANTO METAFISICA IL NICHILISMO AUTENTICO

Sennonché l’essenza del nichilismo autentico riguarda ancora troppo poco il nostro pensiero: la metafisica non è capace di cogliere la propria essenza, le sue rappresentazioni rimangono arretrate rispetto ad essa. Ma qual è l’essenza della metafisica, intendendo per “essenza” ciò che è durevolmente presente, ciò che permane (das Wesende)? E come vi regna il riferimento all’essere?

La domanda della metafisica, che Aristotele ha enunciato come la perenne domanda del pensiero, chiede: che cosa è l’ente? In essa si domanda dell’essere: l’ente in quanto ente è tale, grazie all’essere. Il “che cosa” dell’ente, lo si chiama anche das Wesen, l’essenza. Ciò comporta che l’essere dell’ente sia pensato partendo dal “che cosa”: l’essenza è l’essenza dell’ente; l’essere dell’ente è ottenuto con il domandare,partendo dall’ente, come ciò che è pensato andando all’ente. Essendo inoltre esperito come ciò che in generale è, l’ente viene pensato, oltre che rispettoall’essentia, anche rispetto alla existentia. In tal modo esso viene determinato in “che cosa è”, e nel “fatto che è”.

Ne consegue che la metafisica non pensa l’essere in quanto essere: essa lo pensa,in virtù della sua stessa domanda, partendo dall’ente e arrivando all’ente. Certo,essa riconosce che l’ente non è senza l’essere, ma nello stesso tempo traspone l’essere in un ente, sia esso l’ente sommo nel senso della causa suprema, o invece l’ente nel senso del soggetto quale condizione dell’oggettività, o nel senso della soggettività incondizionata. L’essere viene dunque fondato su quello che tra gli enti è più ente.

In quanto la metafisica concepisce l’essere nel senso del fondamento che sommamente è, essa è in sé teologia. Ma è anche ontologia, poiché determina l’ente in quanto tale rispetto alla sua essentia. Essa è dunque onto-teologia: nella sua essenza vi è una coappartenenza di teologia e di ontologia, che si manifesta in
particolare nel concetto di trascendenza.

Tale parola, infatti, da un lato, rinvia al trascendimento dell’ente verso la sua essentia, e in tal caso è il trascendentale;dall’altro, al fondamento primo esistente, ed è il trascendente. L’ontologia rappresenta la trascendenza come il trascendentale; la teologia come il trascendente. Tale significato duplice ma unitario, è fondato nella distinzione di essentia ed existentia.

L’esperienza ora indicata dell’essenza nichilistica della metafisica non basta ancora per pensarne l’essenza autentica. Ciò richiede che noi partiamo dall’essere stesso. Ma occorre anzitutto sapere che la metafisica, pensando l’ente in quanto tale, sfiora l’essere, per poi subito passare oltre in favore dell’ente. Perciò in essa l’essere rimane impensato. Ma anche la svelatezza dell’ente rimane impensata, poiché la metafisica pensa, sì, l’ente in quanto tale, ma non l’ “in quanto tale” stesso. L'”in quanto tale” nomina la svelatezza dell’ente, ossia l’essenza della verità. Ora è tempo di domandare di questo “impensato” stesso, nominando il quale ci avviciniamo all’essenza del nichilismo autentico.

Ora, che l’essere rimanga impensato non dipende da una mancanza del pensiero,ma dall’essere stesso che rimane assente. L’essere è essenzialmente (west), in quanto è la svelatezza nella quale l’ente è presente (anwest). La svelatezza stessa,tuttavia, rimane celata. Si rimane alla velatezza dell’essere, in modo tale che essa si cela in se stessa. Dunque l’essere è essenzialmente nel rimanere assente, ed è tale sempre in riferimento all’ente. Ma nel sottrarsi, in quanto essere dell’ente, esso rimane contemporaneamente in vista.

La metafisica è appunto la storia del sottrarsi dell’essere e del conseguente abbandono dell’ente che giunge nello svelato; tale storia è l’essenza del nichilismo autentico e, benché il pensiero non sia la causa del rimanere assente dell’essere,non gli è neppure estraneo, poiché tale assenza avviene in riferimento ad un luogo rispetto al quale l’essere è essenzialmente presente: questo luogo è l’uomo, che,mediante il suo pensiero, da sempre sta in rapporto sia con l’essere sia con l’ente in quanto tale. L’uomo sta nella svelatezza dell’ente, nell’ aperto della località dell’essere: è l’esser-ci che appartiene all’essere stesso, in cui riposa l’essenza del pensiero, che sottraendosi, si mostra nell’ente in quanto ente.

Il pensiero che porta l’essere al linguaggio è il pensiero metafisico, il quale, però,non si attiene alla sottrazione dell’essere, ma dissimula il rimanere assente in modo che questa stessa dissimulazione non si conosca come tale. Quanto più la metafisica, infatti, si assicura dell’ente in quanto tale, tanto più si allontana e ne suggella il nulla, interpretando nietzscheanamente l’essere come valore.

Poiché, tuttavia, nella metafisica, tale rimanere assente non viene ammesso come carattere autentico del nichilismo, storicamente esso si compie in modo inautentico: la metafisica si sbarra da sé la via per esperire l’essenza del nichilismo. Ma questo momento inautentico non cade al di fuori dell’ essenza del nichilismo, proprio nella misura in cui porta a compimento il momento autentico.

Se pensiamo il nichilismo partendo dall’essere stesso, esso non mostra quei tratti negativi che lo connotano abitualmente e che pure non devono essere trascurati:
positivo e negativo condividono il medesimo ambito che riguarda l’essere stesso e la storia in cui di se medesimo non ne è niente.

In questo contesto, il superamento del nichilismo viene a cadere perché significherebbe, da parte dell’uomo, andare contro il rimanere assente dell’essere,pena lo scardinamento dell’essenza dell’uomo e la ricaduta nel momento inautentico del nichilismo. Senza contare che, poiché è l’essere che contribuisce a determinare che il suo essere lasciato fuori accada nel pensiero, anche un superamento di questo lasciare fuori avverrebbe solo indirettamente ad opera dell’uomo.

In luogo del superamento, occorre invece che il pensiero pensi prima andando incontro all’essere nel suo rimanere assente in quanto tale, impari a pensarlo,seguendolo nel suo sottrarsi, in modo tale da rimanere a sua volta indietro: a differenza del pensiero metafisico, compie un decisivo passo indietro,abbandonando “l’interpretazione metafisica della metafisica.”

Essendo l’essere la svelatezza dell’ente, esso si è già annunciato nell’essenza dell’uomo. L’essere che rivolge così la sua parola, ma che nel rimanere assente si tiene in serbo, è la promessa (Versprechen) di se stesso. Dunque, andare incontro all’essere stesso nel suo rimanere assente, significa accorgersi di questa promessa: ma di lui non ne è niente: è questa storia (Geschichte) l’essenza del nichilismo, il destino (Geschick) dell’essere stesso.

Allora, però, il momento inautentico dell’essenza del nichilismo non è nulla di negativo, in quanto il lasciare fuori il rimanere assente non è altro che la salvaguardia della promessa che rimane celata a se stessa.

La metafisica è la storia del mistero della promessa dell’essere. L’ essere è il mistero (Geheimnis) che nella sua essenza si cela salvaguardando e, nondimeno, in qualche modo appare.

Anche il nichilismo è la storia di quella promessa, nelle cui fattezze l’essere si risparmia nel suo mistero; ma in esso risuona la nota stridente del nichilismo reale che si insinua ovunque, diffondendo scompiglio e dissesto con la sua violenza. Esso,tuttavia, non è separato dal nichilismo pensato secondo la storia dell’essere, ma è essente soltanto in base a questo. N, nella sua metafisica, concependo il nichilismo come svalutazione dei valori supremi, ha presente l’essenza del nichilismo conforme alla storia dell’essere, interpreta l’essere come valore e pensa la volontà di potenza come principio di una nuova posizione di valori come superamento del nichilismo. Ma esprime piuttosto l’estremo impigliarsi della metafisica nel momento inautentico del nichilismo, che instaura il dominio dell’incondizionato lasciare fuori il rimanere assente dell’essere in favore dell’ente, con il carattere di volontà di potenza che pone valori. In tale estremo sembra che dell’essere stesso non ne sia niente.

In questa situazione, l’uomo, rappresentando l’essere nel senso dell’ente in quanto tale, decade sull’ente e, nell’esclusivo volersi della sua volontà, attua la sua essenza nella soggettività, instaurando sè e il suo mondo entro la relazione soggetto oggetto.

La metafisica della soggettività fa dell’essere l’oggetto del rappresentare (Vor-stellen) e del pre-porre (Vor-setzen). La preposizione dell’essere come valore posto dalla volontà di potenza è solo l’ultimo passo della metafisica moderna.

L’uomo diventa insicuro di fronte alla propria essenza, la quale rimane con l’essere stesso nella sottrazione. Per questo egli tende alla sicurezza di se stesso in mezzo all’ente, indagato al fine di stabilire quali sempre più affidabili possibilità di assicurazione offra. Ciò fa supporre che l’uomo, nel rapporto con la sua essenza, sia messo in gioco prima di ogni altra cosa: di qui la possibilità che l’ente in quanto tale sia una sorta di “gioco cosmico” (Weltspiel).

N., in una della Canzoni del principe Vogelfrei (An Goethe), aggiunte come appendice alla seconda edizione (1887) della Gaia scienza, scrive:

Welt-Spiel, das herrische,
Mischt Sein und Schein:-
Das Ewig-Naerrische
Mischt uns – hinein! …

L’uomo che viene mescolato “dentro”, nell’insieme dell’ente diveniente, dalla forza mescolante della ruota del cosmo, è una forma della volontà di potenza, che pone,insieme all’ “essere”, la “parvenza” (l’arte), come condizione del suo potenziamento. Il modo in cui la volontà di potenza è, è l’eterno ritorno dell’uguale, che nella poesia viene chiamato “l’eterna demenza”. E’ l’unità di entrambi a determinare, nella metafisica di N., il carattere ludico del gioco cosmico.

Il fatto che l’uomo esplori tutte le vie dell’assicurazione della sua sicurezza testimonia quanto l’essere, nella storia del suo rimanere assente, ritenga in sé la sua svelatezza, quanto l’essere stesso si sottragga nel suo più remoto riserbo (Vorenthalt) e l’ente in quanto tale, apparendo come volontà di potenza, insorga in tutto il suo domino. In ciò ha il suo compimento la metafisica della soggettività, che corrisponde all’estrema sottrazione della verità dell’essere, che quanto occulta tale sottrazione fino all’irriconoscibilità. Si inizia così l’epoca della completa oggettivazione di tutto ciò che è, nella quale l’uomo stesso e tutto l’umano diventano una mera risorsa, ordinata nel processo lavorativo della volontà di potenza. La storia, occultata nella sua storicità, viene interpretata storiograficamente: la storiografia sta infatti al servizio della volontà dell’umanità di insediarsi nell’ente secondo un ordine abbracciabile. Lo scatenamento dell’ente deriva dal respingere il rimanere assente dell’essere nella dimensione più lontana -come il destino della completa velatezza dell’essere nel mezzo della completa assicurazione dell’ente.

Il rimanere assente dell’essere si dirige in modo tale all’essenza dell’uomo che questi lo schiva, intendendo l’essere in base all’ente. Ma l’uomo può pensare il rimanere assente dell’essere, quando il pensiero metafisico si destina al passo indietro, che lascia ad-venire l’essere nello spazio essenziale dell’uomo, e lo porta dinanzi all’essenza del nichilismo. Tale spazio è l’asilo di cui l’essere si dota.

Anche nel rimanere assente della sua svelatezza, l’essere non lascia mai perdere il suo asilo: ne ha bisogno, avendone necessità. L’essere, così, è necessitante in questo senso doppiamente unitario: è ciò che non-lascia-perdere (das Un-ablaessige) e ciò che ha bisogno (das Brauchende).

Ma nella storia della metafisica, resta occultata, insieme alla verità dell’essere,anche la necessità: l’ente è e fa sembrare che l’essere sia senza necessità. In realtà, l’assenza di necessità che si instaura come dominio della metafisica porta l’essere stesso all’estremo della sua necessità. L’ assenza di necessità, come velata necessità estrema dell’essere, giunge al punto che l’asilo dell’essere, ossia l’uomo,sia minacciato con l’annientamento della sua essenza.

Per l’uomo si apre qui la prospettiva di lasciarsi coinvolgere nell’ estremo pericolo,nell’annientamento della sua essenza, pensando cose pericolose. Il motto di N.: “vivere pericolosamente” rientra nell’ambito della metafisica della volontà di potenza e richiede il nichilismo attivo, che ora va pensato come l’incondizionato dominio della mala essenza del nichilismo.

L’epoca della velatezza dell’essere, che ha il carattere della volontà di potenza, è l’età della compiuta indigenza dell’ente in quanto tale e della spaesatezza dell’uomo. Tanto più l’ente ha bisogno (bedarf) dell’ente, tanto meno v’è ancora fabbisogno (es darbt) dell’ente in quanto tale. Per quanto riguarda l’uomo, non soltanto egli continua a non avere familiarità con la verità dell’essere, ma ovunque emerga l’ “essere”, lo misconosce, lo respinge come il nullo niente. Ma al pensiero, prigioniero della metafisica, l’essere come tale deve rimanere familiare. Per il pensiero che va incontro all’estrema necessità dell’essere ciò vuol dire: pensare all’avvento del sottrarsi dell’essere, andandogli incontro. Tuttavia il dominio dell’assenza di necessità nella metafisica compiuta è che l’ente sia come se l’essere non “fosse” la necessità della verità stessa.

MORTE DI DIO O MORTE DELL’UOMO

L’uomo brutto per poter negare Dio doveva negare se stesso, ma la voglia di eternarsi lo costringe a surrogarsi con atto di devozione all’asino. L’uomo brutto è schiavo di se stesso, non sa sentirsi nemmeno come l’ultimo uomo, compiendo il deicidio si illude di completare un atto di liberazione, ma in realtà surroga involontariamente se stesso. Probabilmente, il suo dio era una riproduzione di una coscienza alienata e distorta.

Nietzsche non deve essere considerato né un ateo, né un cercatore di Dio, almeno nell’accezione della tradizione teologica. Il vero problema sta nel considerare il ruolo che lungo il corso della storia della filosofia hanno avuto le false rappresentazioni. Esisterebbe uno stretto legame tra dio e rappresentazione. Nietzsche ha cercato, per quanto attiene alla critica della teologia e della morale, di disantropomorfizzare il pensiero e la cultura, paradossalmente ogni tentativo di disantropomorfizzazione «è senza prospettiva di riuscita […] quindi alla fine una antropomorfizzazione elevata a potenza». Risulta evidente che antropomorfizzare è rappresentarsi il mondo e l’uomo stesso appunto come valori e interrogarsi sulla natura della rappresentazione implica chiedersi chi è che si rappresenta qualcosa? Heidegger è dell’avviso che «parlare di antropomorfizzazione senza aver deciso, cioè domandato, chi sia l’uomo è in effetti una chiacchiera, e tale rimane anche quando, per illustrarlo, si passano in rassegna l’intera storia universale e le civiltà più antiche dell’umanità. Per discutere dunque in modo non superficiale e non solo apparente la perplessità dell’antropomorfizzazione, la sua affermazione al pari del suo rifiuto, si deve per prima cosa farsi carico della domanda: chi è l’uomo?».

La filosofia avrebbe il compito di destrutturare e correggere l’errore del pensiero filosofico che non avrebbe insistito sulla distinzione di essere ed ente e sotto tale aspetto il divino convertito in ente avrebbe soppiantato il pensare Dio come essere. La correlazione tra il senso di Dio e il senso dell’essere potrebbe indicare una congettura antitetica alla costituzione positiva della teologia che avrebbe istituito il Dio-ente limitando e negando il senso dell’essere. La metafisica e il nichilismo non pensano l’essere in quanto essere, ma l’essere in quanto ente, partendo dall’ente e arrivando all’ente,traspongono l’essere in un ente, indipendentemente che si tratti di ente sommo nel senso della causa suprema o di ente come soggetto quale condizione dell’oggettività.

Un’altra domanda impellente recita: è la visione nichilistica del pensiero occidentale ad aver ucciso Dio o è la morte di Dio che ha prodotto il nichilismo?

Il nichilismo denota l’accettazione passiva, puramente formale di una potenza senza volontà, senza qualità ormai giunta ad essere semplicemente un niente. Il dio positivo indica un darsi come ente, sotto tale aspetto si assegna alla storicità quindi alla dispersione e alla nientità. Heidegger concepisce la morte di Dio come un momento fondamentale che testimonia solo in parte l’avvento del nichilismo. Dio muore con la tematizzazione e rappresentazione dell’Ente Sommo e una certa teologia ha attribuito all’Ignoto una presenza pre-costituita in base alle umane antroporfizzazioni. Quale filosofia si è insinuata all’interno della possibilità dell’ente-Dio? L’anti-platonismo. Non il platonismo, ma soprattutto l’antiplatonismo risulta essere più velenoso del platonismo. Il nulla di Dio annuncia la svalutazione del platonismo in tutti i suoi aspetti, l’antiplatonismo è un’altra forma di platonismo che rivive comunque con una trasposizione a vantaggio di valori umani o troppo umani ritenuti più tangibili. Tuttavia, platonismo e la sua trasposizione indicano un accadere fondamentale della storia occidentale, in questo senso essi rientrano nel piano generale della metafisica e al contempo indicano quanto il nichilismo sia essenziale e attivo nel pensiero filosofico. Platonismo come al di là e anti-platonismo come valore dell’al di qua indicano la stessa cosa e conservano la stessa logica – quel «Dio vuol dire qui in genere il soprasensibile che, in quanto mondo vero, al di là, eterno, rispetto a quello terreno di quaggiù si fa valere quale autentico e unico fine. Quando la fede cristiano-ecclesiastica si spossa e perde il suo dominio sul mondo, il dominio di questo Dio ancora non scompare. Piuttosto, la sua figura si traveste, la sua richiesta si sclerotizza fino a diventare irriconoscibile. All’autorità di Dio e della Chiesa subentrano l’autorità della coscienza, il dominio della ragione, il dio del progresso storico, l’istinto sociale». In effetti, se ripensiamo alle diverse tipologie nichilistiche ci rendiamo perfettamente conto che la morte di dio, in senso nietzscheano e heideggeriano, abbia a che fare con un atto di accusa non tanto al bisogno della trascendenza, quanto alla filosofia che ha tematizzato e giustificato, attraverso possibili varianti, certe religioni connesse a scuole di pensiero quali il platonismo, l’anti-platonismo, il nichilismo…, nelle diverse accezioni intrinsecamente legate.

Nietzsche è il pensatore che permette alla metafisica di compiersi totalmente, è l’ultima espressione del nichilismo e per questo impersonerebbe il pensiero ultra-metafisico; è il pensatore che permette alla metafisica di compiersi fino in fondo. Per comprendere tale aspetto, è necessario apporre a confronto e a giudizio la tesi secondo cui «l’uomo buono della morale, pensato in termini metafisici, è quell’uomo che nulla sa dell’origine dei valori ai quali egli si sottomette come a ideali incondizionati»alla tesi per la quale «La metafisica è antropomorfismo – il configurare e vedere il mondo a immagine dell’uomo». La prima citazione rimanda all’assolutezza dei valori ritenuti in sé e per se stessi evidenti e veri. L’uomo buono non si riferisce solo all’individuo cristiano-borghese, ma all’insieme di quelle teorie d’ordine pratico e teoretico che, lungo il corso del tempo, caratterizzano il pensiero occidentale. Gli ideali incondizionati sarebbero stati invalidati con la teoria fondata sul rimedio per una volontà che si costituisce in funzione dell’illusione, della menzogna per poter vivere senza esporsi all’impellenza del nulla o del caos. Tuttavia per Heidegger, Nietzsche non avrebbe avvertito l’esigenza di un semplice scambio di valori con altrettanti ritenuti più autentici e antimetafisici.

La trasvalutazione invece è rivolta a riesaminare le «determinazioni dell’ente in relazioni ai valori». Finché si rimane nella sfera dei valori, anche se rovesciati, si incorre nel rischio di chiudersi nell’ambito in cui prevale il dominio della metafisica come scienza dell’enticità e non più dell’essere. Nietzsche è impossibilitato a pensare in modo essenziale e differenziale la metafisica, perché egli stesso non può non pensare nichilisticamente. Il suo concetto di nichilismo sottende una valutazione nichilistica della vita. Nietzsche da parte sua si dichiara un nichilista alla massima potenza, ma nello stesso tempo nella sua persona,ilnichilismo sarebbe stato avversato e oltrepassato. L’immoralismo anche se in termini antitetici alla morale tradizionale, non avrebbe superato la soglia del valore, l’immoralismo sottenderebbe un pensare per valori anche se rivissuti alla rovescia.

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