RITORNO DELL’EGUALE ETERNO

NIETZSCHE V

 

 

 

 

 

 

 

“Rappresentazione”, “pensiero”, “idea”: abbiamo usato finora questi termini per riferirci all’eterno ritorno dell’uguale, proprio perche di questo – e non di una ≪teoria≫ scientifica – si tratta. Questa almeno e la nostra interpretazione, fondata su una certa lettura, che ci apprestiamo ad argomentare, di alcuni passi nei quali viene annunciato l’eterno ritorno.

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HYBRIS

HYBRIS

 

 

 

 

 

A questo punto si pone, pero, un problema fondamentale, riguardante lo statuto dell’oltreuomo, ovvero la risposta alla domanda: ≪chi e l’oltreuomo?≫. Tale problema ha trovato nella storia della ricezione nietzschiana diverse soluzioni, la maggior parte delle quali tendevano ad esaltare il carattere aristocratico e individualista dell’oltreuomo, inteso qui appunto come superuomo.

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A WORLD IN FLUX

 WORLD IN FLUX

 

 

 

 

 

 

The point of art in both Dewey and Heidegger is to restore the world to flux. By restoring flux to the world one can extract meaning from it. For both philosophers one can extract meaning through and by the tension of our experience. For Heidegger meaning is created by returning objects to thinging things which occurs through the tension and strife of the earth and world.

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L’UBERMENSCH

OLTREUOMO

 

 

 

 

 

Molto e stato detto, scritto e frainteso riguardo l’enigmatica figura dello Übermensch nietzschiano, pensata per un lungo periodo iniziale come superuomo– uomo di natura superiore per razza, origine, stato sociale, etc. – piuttosto che come oltreuomo. La differenza tra i due termini non e evidentemente soltanto linguistica e, da questo punto di vista, almeno per quanto riguarda la ricezione nietzschiana:

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VERSCHULDEN

VERSCHULDEN

 

 

 

 

 

Il punto di vista nietzschiano sulla responsabilita e un esempio perfetto di approccio genealogico e di quella che Ricoeur chiamo ≪filosofia del sospetto≫.

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SHEDDING LIGHT ON EXPERIENCE

FLAMES

 

 

 

 

 

In Ray Bradbury’s Fahrenheit 451, Guy Montag is opened to the world around him with the help of a little girl. With simple questions and observations, Clarisse McCellan opens Guy Montag’s mind to the surrounding possibilities. At first Montag is able to shake off Clarisse’s comments as comments from a mere foolish girl.

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IL TEMPO DEI NICHILISMI

TEMPO DEI NICHILISMI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il posto occupato in precedenza da Dio – la regione del sovrasensibile, del metafisico, dell’ideale – e rimasto vacante. Coloro i quali dopo la morte di Dio colmeranno subitamente questo vuoto con la posizione di nuovi valori, diversi nel contenuto ma non nella forma, non avranno affatto compreso la portata dell’evento annunciato dall’uomo folle e si faranno portatori di quello che Nietzsche chiama Nietzsche e il nichilismo nichilismo incompiuto.

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LA MORTE TEORETICA DI DIO

MUERTE

 

 

 

 

 

Altro fraintendimento possibile, del resto, al di la del mero aspetto quantitativo fattuale, sarebbe ricercare il significato proprio dell’annuncio nietzschiano nel manifesto cambiamento qualitativo della fede. Non c’e dubbio: la fede prima di Nietzsche e la fede dopo di lui non possono in alcun modo essere considerate le stesse.

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THE STILLNESS OF ENFRAMING II

THE STILLNESS OF ENFRAMING

 

 

 

 

 

 

 

As Holderlin recognizes, the coming of the world’s night also brings about that which  saves humanity from the world’s night. Art and the artist can lead society out of the world’s night but not without this destitute time first being experienced and endured. As Heidegger says, “in the age of the world’s night, the abyss of the world must be experienced and endured. But for this it is necessary that there be those who reach into the abyss.”

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NON ESISTE L’INDIVENIENTE-NON ESISTE LA SOSTANZA:ESISTE SOLO IL DIVENIRE

DIVENIRE

 

 

 

 

 

 

Tutto è divenire (perciò, anche da questo punto di vista, non esiste quell’immutabile ed indiveniente che la tradizione metafisica e teologica chiama Dio), che è incessante, e non esiste una sostanza degli enti, vale a dire non c’è un sub-strato non coinvolto nei loro mutamenti e che sia permanente dalla nascita di un ente fino alla sua scomparsa:

“si è postulata una totalità, una sistematizzazione e addirittura un’organizzazione in tutto l’accadere e alla sua base”, ma “sotto ogni divenire non si ritrova per nulla una grande unità”.

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