RESISTENZA SENZA LEADER E APPARTENENZA IDEOLOGICA: IL CASO DEL FRONTE DI LIBERAZIONE DELLA TERRA (ELF)

“Un uomo che medita la vendetta, mantiene le sue ferite sempre sanguinanti.”

Nota introduttiva: Come per “Un’introduzione alle strutture organizzative terroristiche” (https://abissonichilista.altervista.org/unintroduzione-alle-strutture-organizzative-terroristiche/), pubblichiamo egoisticamente, questo testo, che parla della resistenza senza leader (o capi), e le cellule eco-terroriste dell’ELF o Fronte di Liberazione della Terra. Come per l’altro testo, come per i testi che arriveranno, prendiamo parti, pezzi, e li facciamo nostri amoralmente per propagandare il Kaos e il Terrorismo Anti-politico, anche se in questo testo sono presenti “attori”, che si potrebbero definire in qualche caso politici, ideologici, idealisti. C’è ne fottiamo dunque della censura umanista e morale, che infesta questa epoca di “cazzi mosci”. Nel testo in questione, non c’è la storia rivisitata dell’ELF, ma l’esempio di cellule clandestine senza leader di questo gruppo eco-terrorista connesso a esempi organizzativi come quelli portati avanti dal nazionalista bianco, Louis Beam.
Il testo approfondisce, quello che è un metodo, che secondo l’autore, funziona molto di più, che una struttura tradizionale e gerarchica. Ma fino a che punto?
Vogliamo fare un appunto: la scelta dell’ELF non è la scelta di un gruppo in cui tutti componenti, si conoscono, in cui ci sono incontri organizzativi, dove poi ogni cellula agisce, secondo delle direttive, secondo delle “campagne”, ma a differenza di quello che afferma l’autore, non è attuato, solo perchè l’ELF ha scelto tal metodo di resistenza senza leader, ma perchè, ci sono – o ci sono state- delle impossibilità tattiche-strategiche, e perchè la scelta si basava su idea di indipendenza “anarchica”, più che su quella strutturale.
Detto questo, per Noi, quello della resistenza senza leader è un metodo valido, ma che finisce per perdere peso, quando, non c’è un idea specifica di Autorità, all’interno della singola cellula, o che si potrebbe anche estendere ad altre cellule.
Cos’è l’Autorità? C’è un Capo e un direttivo che decide e basta? Su questo, varie forme sono diverse per gruppo, c’è chi afferma che l’autorità può essere esperienza sul campo, o semplice abilità, c’è chi dice che un Capo trascina, validi individui, in una struttura o forma, che senza questo Capo, non potrebbero sviluppare ampiamente le proprie specificità, c’è chi dice che grazie all’Autorità, il gruppo porterà colpi più vincenti, più grossi, più brutali, garantendo la “sopravvivenza” del gruppo Terroristico. C’è chi dice, che un Capo, o chi ha autorità, porterà in un gruppo, “presa bene”, farà cadere inibizioni, o limiti morali, porterà novità in campo intuitivo, o di azione, e infonderà sicurezza e un senso attivo delle cose che si vivono, e infine chi semplicemente c’è chi dice che un Capo, è un freddo assertore che da ordini (su quest’ultimo sopratutto gli ideal-moralisti).
Parafrasando sia Arca che Uomo-Mostro: si deve strappare via la “pelle” che copre la parola Autorità. Ma siamo dell’idea che il singolo gruppo Terroristico, che sviluppa la propria Autorità particolare, vede anche nelle esperienze di altri gruppi un input per agire e sperimentare.
Può un gruppo/cellula che imprime autorità, attraverso un testo o un attentato, spronare altre cellule ad agire? Certo…è un male questo? Per nulla…
Qualcuno dirà, che quest’ultima parte, è sintomo di autorità indiretta, ma ripetiamo, dipende che significato ha per alcuni il termine in questione.
Per questo, abbiamo l’idea che il termine “Autorità”, sia solo usato, come: “un Capo che comanda, acriticamente”, senza che l’Autorità sia qualcosa di più profondo, insito addentro all’uomo/animale, un atto, un azione, un modo d’essere, una metafisica dell’agire rispetto agli altri uomini/animali. Un emergere di qualcosa di particolare ma allo stesso tempo insondabile.
La nostra critica amorale si basa anche sul fatto che non avere leader, o una struttura formale- secondo l’autore del testo- possa portare a sopravvivere “di più” rispetto all’azione repressiva del potere statale.
Vogliamo fare uno esempio storico di un gruppo strutturato in maniera autoritaria, ma che aveva al proprio interno, quelle che si potrebbero chiamare anche “cellule”: l’Organizzazione Terroristica delle Brigate Rosse, gruppo che nella sua storia, ha avuto più di un migliaio di componenti (che per un posto come l’Italia, e in Europa, non è poco, paragnato alle guerriglie dell’America Latina- Tupamaros in particolare), incominciarono a formare delle “colonne” in giro per i vari fronti di guerra, portando alla luce il metodo della “compartimentazione”, che anche se era usato da un gruppo strutturato in maniera autoritaria, era simile a quello delle cellule dell’ELF, e dell’esempio che fa l’autore del testo, rispetto alla sopravvivenza di una “resistenza senza leader”, che essendo così informalmente composta, porterebbe nel non far cadere altre cellule. La differenza, è che l’ELF non era un gruppo, una struttura, ma una specifica “sigla” usata per fare un certo tipo di azioni eco-terroriste. Mentre le Brigate Rosse, erano un organizzazione, in cui i componenti si conoscevano fisicamente nella “colonna” dello stesso luogo di guerra, e periodicamente si incontravano con altre colonne di altri luoghi. Ma allo stesso tempo, usavano un metodo simile all’ELF, che era quello della compartimentazione. Ogni “colonna”, aveva più gruppi, con basi clandestine separate (perchè le BR scelserò a un certo punto di entrare completamente in clandestinità rispetto ai “movimentisti “ di Prima Linea), e ogni gruppo conosceva solo ed esclusivamente, la propria base clandestina, cosa che permetteva di non far cadere in toto tutta l’organizzazione.
Quindi anche in una struttura autoritaria, ci possono essere metodi simili usati da cellule della “resistenza senza leader”.
Infine ricordiamo: com’è finita l’esistenza di una delle cellule dell’ELF (Operazione Backfire)? Grazie a un infame/pentito, che ha portato a vari arresti, e successive defezioni/pentimenti (il “fattore umano”, rispetto al contesto assoluto, in questo caso è stato decisivo). Come ha detto K, e come succede in Grecia, egoisticamente- gli infami/pentiti devono essere fatti fuori, uccisi, ma questo senza che ci sia un tempo sicuro, un metodo sicuro, un percorso preciso e sicuro…

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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Il 19 aprile 2005 è stato celebrato il decimo anniversario dell’attentato esplosivo del Murrah Federal Building a Oklahoma City, un atto che alcuni hanno descritto come un esempio di “resistenza senza leader”.

La resistenza senza leader, è una strategia di opposizione che consente e incoraggia gli individui o le piccole cellule a compiere atti di violenza politica, totalmente indipendenti da qualsiasi gerarchia di direttivo o rete di sostegno. Sebbene Louis Beam, un Klansman con forti legami con Aryan Nations, sia quello che ha sviluppato e reso popolare il concetto di resistenza senza leader, nella speranza di creare un numero consistente di azioni violente dell’estrema destra; in tal caso, questi atti sono stati relativamente rari. La nozione di resistenza senza leader, può aver ispirato gli attentati compiuti da Timothy McVeigh e Eric Rudolph, ma finora non è riuscita a prendere piede tra gli altri razzisti di estrema destra nel modo in cui Beam immaginava.

Un altro movimento “sociale”, tuttavia, ha utilizzato la strategia della resistenza senza leader, con un grado molto più alto di successo. Il movimento radicale ambientalista – Fronte di Liberazione della Terra (ELF) in particolare – offre un esempio contemporaneo di resistenza senza leader, in azione. Sebbene le azioni dell’ELF siano meno gravi di quelli di Timothy McVeigh o di Eric Rudolph, sono state molto più numerose. James Jarboe, il principale funzionario sul terrorismo interno dell’FBI, ha collegato l’ELF a 600 atti criminali commessi tra il 1996 e il 2002, per un totale di 43 milioni di dollari di danni.

Il più distruttivo di questi è stato l’incendio di una Vail, in Colorado, che ha prodotto danni per 12 milioni di dollari. Il comunicato dell’ELF che rivendicava la responsabilità dell’incendio di Vail è stato vergato “a nome della lince”, una specie minacciata dai piani di espansione di Vail Inc., e ha inoltre avvertito che “Saremo di ritorno se questa società avida continua a sconfinare in aree selvagge e non cementificate.”

Da allora, gli attacchi in molti luoghi degli Stati Uniti sono continuati, incluso quello dell’agosto 2003, dove è bruciato un complesso di appartamenti di 206 unità che era stato costruito a San Diego, causando circa 50 milioni di dollari di danni. Più recentemente, quattro attacchi si sono verificati nel novembre e nel dicembre del 2005, tre negli Stati Uniti e uno in Grecia, causando insieme danni per 567.600. millioni. Come conseguenza di questa frequente e intensa resistenza senza leader, John Lewis, vicecapo dell’FBI e alto funzionario responsabile del terrorismo interno, ha etichettato tutto questo, come “eco-terrorismo”, insieme a “terrorismo per la liberazione animale”, e “ prima minaccia terroristica interna “nel 2005.

Finora, la letteratura accademica relativa alla resistenza senza leader, si è concentrata sull’uso come strategia efficace per evitare il rilevamento, l’infiltrazione e il perseguimento da parte del potere dello stato. In questo articolo, sostengo che la strategia della resistenza senza leader, ha un altro beneficio: è facilmente apprezzato dai movimenti sociali che mostrano un alto grado di diversità ideologica. Il movimento ambientalista radicale, a sua volta un movimento sociale incredibilmente vario, fornisce quindi un caso di studio ideale, esaminando questo vantaggio finora inesplorato della resistenza senza leader. La mia tesi principale è che la resistenza senza leader consente all’ELF di evitare l’ideologia. Eliminando tutte le ideologie, estranee a una causa molto specifica, che è quella di fermare il degrado della natura.

In effetti, l’uso della resistenza senza leader, da parte dell’ELF crea un “consenso sovrapposto” tra coloro che hanno orientamenti ideologici molto diversi, mobilitando una massa di aderenti che non sarebbe mai stata in grado di trovare l’unanimità dell’obiettivo, in un’organizzazione caratterizzata dalla tradizionale gerarchia, o struttura autoritaria. In breve, usando la resistenza senza leader, consente all’ELF e ai suoi aderenti di “credere in quello che vogliono”, pur continuando a essere mobilitati per commettere “azioni dirette” per una causa specifica.

I tentativi di Louis Beam di diffondere la resistenza senza leader, era il motivo e la realizzazione, per cui la destra radicale americana stava raggiungendo un punto basso in termini di popolarità e forza. Scrisse “nella speranza che, in qualche modo, l’America possa ancora produrre i coraggiosi figli e figlie necessari per combattere sempre più la persecuzione e l’oppressione”.

Poiché il saggio di Beam, è ancora oggi fondamentale per comprendere la resistenza senza leader, riporto una parte significativa di seguito. Beam scrive: Il concetto di resistenza senza leader, non è altro che un punto di partenza fondamentale nelle teorie dell’organizzazione. Lo schema ortodosso di organizzazione è schematicamente rappresentato dalla piramide, con la massa in basso e il capo in alto. Questo schema di organizzazione, la piramide, tuttavia, non solo è inutile, ma estremamente pericoloso per i partecipanti quando viene utilizzato in un movimento di resistenza contro la tirannia di stato. Soprattutto è così nelle società tecnologicamente avanzate in cui la sorveglianza elettronica può spesso penetrare la struttura rivelando la catena di comando. Le organizzazioni politiche antistatali che utilizzano questo metodo di comando e controllo sono facili prede per infiltrazioni governative, arresto e distruzione degli individui coinvolti. Capito questo, sorge la domanda “Quale metodo è rimasto per questa tirannia dello stato dominante?”

Un sistema di organizzazione che si basa sull’organizzazione di cellule, ma non ha alcuna direzione o controllo centrale. Utilizzando il concetto di Resistenza senza leader, tutti gli individui e i gruppi operano indipendentemente l’uno dall’altro e non si riferiscono mai a un quartier generale o a un singolo capo per esseri diretti o per le istruzioni, così come coloro che appartengono a una tipica organizzazione piramidale. Quindi, secondo la concezione originale di Beam, la resistenza senza leader, è davvero veramente efficace quando c’è una completa assenza di strutture di autorità “dall’alto”.

Simson L.Garfinkel in seguito ha sottolineato questo requisito sostenendo che le organizzazioni “hub and spoke”, sono cellule parzialmente indipendenti che ricevono comandi dall’alto, ma non si qualificano come una vera resistenza senza leader. L’Odinista David Lane ha anche contribuito allo sviluppo del concetto di resistenza senza leader. Nel suo articolo ” Wotan sta arrivando ”, Lane descrive il bisogno del suo movimento di un braccio politico formale – la cui funzione è una propaganda disseminata – così come un braccio militante clandestino, che ha chiamato Wotan (per la volontà della nazione Ariana”). Lane ha suggerito che il Wotan dovrebbe “trarre ispirazione da chi è stato educato dal braccio politico”, assicurando così che gli aderenti siano in linea ideologica con il resto del movimento.

Ha anche sottolineato, tuttavia, che: Quando un Wotan ” diventa attivo ” mette a nudo tutti i legami apparenti o dimostrabili con il braccio politico. Se è stato così sciocco da ottenere un ” appartenenza ” a un’ organizzazione, tutti i registri di tale associazione devono essere distrutti o le dimissioni presentate. I benefici di questa separazione sarebbero ovvi per i membri del movimento di Lane, che conoscono bene i pericoli associati dalle indagini dell’FBI.

Sia Beam che Lane sono stati ideologhi con un grosso ruolo, che fluivano nella destra razzista più estrema, e questo significava che volevano approvare e sostenere strategie organizzative che garantissero la conservazione e l’adeguamento delle loro prospettive ideologie in toto. Beam, per esempio, non ha dubbi, che la purezza ideologica sia mantenibile in strutture organizzative non gerarchiche, affermando: “È certamente vero che in ogni movimento tutte le persone coinvolte hanno una visione generale, conoscono la stessa filosofia e generalmente reagiscono in situazioni analoghe in modi simili “.

Una tale generalizzazione darà fastidio a qualsiasi studente serio di movimenti sociali, dove qui il sofisticato e intellettuale Beam risulta insolitamente riduttivo. Allo stesso modo, la raccomandazione di Lane di astenersi nel Wotan ” da tutti i legami apparenti o dimostrabili con il braccio politico ” crea un sistema organizzativo che dà libero dominio alle forze propulsive, di deviazione ideologica, è che minacciano tutti i gruppi ideologici; un fatto che lui o non realizza o sceglie di non menzionare. Come mostrerò qui sotto, questa conduttività di resistenza senza leader, rispetto alla diversità ideologica, minaccia di sovvertire le intenzioni di ideologi come Beam e Lane; inoltre si è dimostrata vantaggiosa per movimenti radicali ambientalisti come l’ELF, il cui unico scopo è portare avanti innumerevoli azioni, nelle quali le giustificazioni possono essere molteplici.

Resistenza senza leader nell’ELF

L’ELF ha iniziato a operare nel Regno Unito nel 1992, nato da un gruppo di Earth First!ers, che erano frustrati dall’idea della loro organizzazione di abbandonare le tattiche illegali. Nel 1997, le azioni sono presenti negli Stati Uniti e gli autori degli attentati, iniziarono a mandare le rivendicazioni agli attivisti ambientali Leslie James Pickering e Craig Rosebraugh, prima attraverso la loro casella di posta e il telefono, e poi via e-mail. Rosebraugh e Pickering avrebbero quindi agito da pubblicisti per gli attentatori, conducendo interviste con i media per pubblicizzare i comunicati. I siti Web svolgono anche un ruolo importante nelle esortazioni di azioni dell’ELF, diffondendo le linee guida per l’azione, riportando le varie azioni dirette che gli ELFer commettono e fornendo istruzioni su come eseguire correttamente le azioni dirette

L’impiego deliberato dell’ELF della strategia di resistenza senza leader è evidente dalle affermazioni fatte sul proprio sito Web: poiché la struttura ELF non è gerarchica, non vi è alcuna organizzazione o leadership centralizzata. Inoltre, non vi è alcuna “iscrizione” nel Fronte di Liberazione della Terra. In passato svariati individui hanno commesso incendi dolosi e altri atti illegali sotto il nome ELF. Individui che scelgono di fare le azioni sotto la bandiera del E.L.F. , spinti solo dalla coscienza personale. Queste sono state scelte individuali e non sono approvate, incoraggiate o approvate dalla direzione e dai partecipanti di questo sito web. Non sembra esserci alcuna comunicazione intra-movimento tra le cellule ELF, e le dimostrazioni o gli eventi in cui gli aderenti ELF potrebbero aggregarsi; queste sono marcatamente assenti

Pertanto, l’ELF non recluta membri in un’organizzazione preesistente, ma incoraggia le persone a fondare le proprie micro-cellule per portare avanti il proprio ELF. In un video introduttivo all’ELF, l’addetto al proselitismo Craig Rosebraugh consiglia: “Non c’è alcuna possibilità realistica di diventare attivi in una cella già esistente. Si deve prendere l’iniziativa; Simile a Beam, Rosebraugh sostiene la strategia di resistenza senza leader perché, a differenza delle strutture organizzative piramidali o hub-and-spoke, “se una cellula viene infiltrata o catturata dalle autorità, i membri non forniscono alcuna informazione che potrebbe portare alla cattura di altre cellule. ”

Il leader di Earth First!, Judi Bari, che ha elogiato lo sviluppo dell’ELF nel Regno Unito, ricorda anche la raccomandazione di David Lane di una separazione tra i “bracci” pubblici e clandestini del suo movimento. Scrive Bari: Earth First! Inghilterra, ha intrapreso alcuni passi necessari per separare le attività sotterranee e clandestine. Earth First !, il gruppo pubblico, ha un codice non-violento e fa blocchi di disobbedienza civile. Il Monkey-wrenching viene eseguito da [il] Fronte di Liberazione della Terra (ELF). Anche se gli Earth First!ers possono simpatizzare con le attività dell’ELF, essi non si impegnano in questo. Se siamo seri sul nostro movimento negli Stati Uniti, faremo lo stesso. Nonostante le nozioni romantiche di alcuni oltre-immaginativi fans di Ed Abbey, Earth First! è in realtà un gruppo convenzionale. Abbiamo pubblicazioni convenzionali, eventi pubblici e un rendezvous annuale con partecipazione aperta. La disobbedienza civile e il sabotaggio sono entrambe tattiche potenti nel nostro movimento. Per la sopravvivenza di entrambi le strategie, è tempo di lasciare il lavoro notturno agli elfi nei boschi.

È interessante che Bari non sostenga l’abbandono in toto del sabotaggio in sé. Piuttosto, sostiene di lasciarlo agli “elfi” per ragioni strategiche. Pertanto, l’ELF sembra esemplificare la strategia di resistenza senza leader delineata da estremisti di estrema destra come Louis Beam e David Lane, ma sotto l’egida di un quadro ideologico completamente diverso. La Figura sotto illustra come la strategia di resistenza senza leader differisce dalle altre forme di organizzazione. Le categorie sono ideal-tipiche, e ogni esemplare sarebbe quindi solo approssimativo. Inoltre, alcuni gruppi cambiano chiaramente la loro indagine societaria espressa in modo acuto da William Isaac Thomas: “Se gli uomini definiscono le definizioni come reali, sono reali nelle loro conseguenze”.

Abbiamo visto come la resistenza senza leader sia vantaggiosa per l’ELF in particolare, ma esistono molte aree di dibattito che possono essere fastidiose per le organizzazioni ambientali in generale. Prima di chiudere questo articolo, considero solo una di queste aree, la politica ambientale, qua sotto. La saggezza convenzionale è incline a considerare le preoccupazioni ambientali come già esistenti nell’ambito degli interessi politici di centro-sinistra. La presenza di organizzazioni anti-ambientaliste conservatrici come il Centro per la difesa delle imprese libere (CDFE), il movimento ” saggio uso ”, insieme alla mancanza di preoccupazione per le questioni ambientali da parte di Reagan ed entrambe le amministrazioni Bush rafforzano questa percezione. John Gray riassumeva la caratterizzazione convenzionale della relazione tra conservatorismo e ambientalismo: è giusto dire che, nel complesso, il pensiero conservatore è stato ospite di preoccupazioni ambientali negli ultimi dieci anni circa in Gran Bretagna, Europa e Stati Uniti. Soprattutto in America, le preoccupazioni ambientali sono state rappresentate come propaganda anti-capitalista sotto un’altra bandiera. Oggi, l’idea che l’ambientalismo sia una causa esclusivamente liberale continua a essere popolare, nonostante alcuni recenti sviluppi che potrebbero sfidare tali punti di vista.

Quindi, per molti, i recenti tentativi da parte dell’amministrazione Bush di aprire l’Arctic National Wildlife Refuge dell’Alaska alla trivellazione petrolifera rappresentano semplicemente un’altra incidentalità con una lunga eredità di irresponsabilità ambientale da parte dei conservatori in America. Anche se è vero che coloro che ricoprono posizioni di potere all’interno dei movimenti conservatori sono stati in gran parte antipatici alle cause ambientali, un orientamento politico conservatore in sé non è necessariamente antagonista alle preoccupazioni ambientali. Coloro che non hanno il potere nell’ala destra (e quindi di maggiore interesse per lo studio della resistenza senza leader) hanno maggiori probabilità di avere interessi e credenze che sono divergenti dal flusso principale del loro movimento. Come ha mostrato Bruce Pilbeam, una coscienza ambientale può essere coerente con la filosofia politica generale a cui i conservatori si iscrivono. Inoltre, Pilbeam ha delineato come il pensiero conservatore abbia un’affinità anche con molte qualità di ecologia profonda – la filosofia che guida il pensiero di molti ambientalisti radicali.

Questa potenziale affinità tra conservatorismo e ecologia profonda rende meno sorprendente il fatto che il partito repubblicano di Dave Foreman sia affiliato al suo sostegno alla guerra del Vietnam, e il suo lavoro come direttore della campagna per Barry Goldwater. Anche se il liberale di Earth First! Er Judi Bari ha visto “un’innata contraddizione in David Foreman” infatti, il suo esempio mostra come il pensiero conservatore possa essere associato con le preoccupazioni ambientaliste radicali per formare una visione del mondo convincente. Quindi, l’orientamento di Foreman non è solo un’anomalia, un’eccentrica eccezione alle regole generali di dove le preoccupazioni ambientaliste dovrebbero rientrare nello spettro politico. Piuttosto, esemplifica come la politica dell’ambientalismo spesso sia incommensurabile con la tradizionale distinzione sinistra = destra che di solito forma il pensiero politico.

Il riconoscimento di questa incommensurabilità fornisce anche informazioni sulle motivazioni dell’ecoteur più importante del Canada, Wiebo Ludwig. Il 19 aprile 2000, Ludwig fu condannato per aver fatto esplodere un pozzo di gas e aver ricoperto di calcestruzzo una vera da pozzo, insieme ad altre tre accuse relative agli esplosivi nel nord-ovest dell’Alberta, reati per i quali ha trascorso ventuno mesi in prigione. Due di queste accuse erano, aver danneggiato e distrutto proprietà e possessione di materiale esplosivo. Interessante, che nel commettere queste azioni dirette, Ludwig ha usato le idee che ha raccolto dal libro di Dave Foreman, “Ecodefense: A Field Guide to Monkeywrenching”; esempio: come coprire le scarpe con le calze per evitare di lasciare tracce.

Un ex predicatore della Chiesa riformata cristiana, Ludwig era intensamente conservatore su questioni sociali. Mentre era parroco della Goderich Christian Reformed Church, le sue opinioni rigide sulla “funzione” maschile e il ruolo delle donne hanno causato molta dissenso nella sua congregazione. Secondo Nikiforuk, ” chiese alle donne che lavoravano, perché non erano a casa a prendersi cura dei bambini, e le donne con una o due prole, perché non avevano generato tanti figli. Per un certo periodo del 1999 circolavano voci secondo le quali Ludwig avrebbe potuto dirigere l’ultra-conservatore Social Credit Party in Alberta. Il vecchio attivista verde, Tooker Gomberg, che era un prominente liberista, passò un po ‘di tempo in campeggio con Ludwig e riassunse i suoi sentimenti nei confronti dell’uomo come segue: mi trovo a fissare il fuoco per il sollievo, cercando di risolvere il paradosso che, sebbene quest’uomo sia un patriarcale irriducibile, un fondamentalista, anti-gay e arrogante, abbiamo poche differenze sul fronte ecologico. Oserei dire che lo ammiro? Qualche anno fa rimasi nella sua casa di campagna, dove mi meravigliai dell’autosufficienza della famiglia. Ma rimane un eroe imperfetto. Quindi, se si dovesse radunare un gruppo di ambientalisti radicali, si può presumere che le loro discussioni sulla politica sarebbero vivaci, se non reciprocamente al vetriolo. Solo con una strategia di resistenza senza leader le persone con ideologie politiche divergenti come Ludwig e Gomberg potrebbero essere mobilitate per commettere atti simili.

Conclusione

I movimenti sociali diversi tra loro come l’ambientalismo radicale e l’ambientalismo radicale americano sono in grado di impiegare la strategia di una resistenza senza leader. L’uso della strategia da parte del movimento ambientalista radicale dimostra come sia anche possibile condurre alla diversità ideologica intra-movimento. Anche se ciò che i progenitori della resistenza senza leader in questi due movimenti sociali cercano di assicurare ai potenziali seguaci (e forse a se stessi) che ciò che unisce i loro rispettivi movimenti è una condivisione-ideologia, la struttura organizzativa (o la sua mancanza) di resistenza senza leader significa che non c’è, in effetti, nessun modo di determinare se esiste effettivamente un’ideologia condivisa. Una volta che un leader del movimento sociale attua una resistenza senza leader, il movimento diventa, in un certo senso, una “creatura a sé”, e coloro che commettono azioni fanno la loro stessa volontà ideologica, completamente separati dai desideri di coloro che sono a volte considerati come i leader de facto del movimento.

Non c’è dubbio che, inizialmente, l’impulso per l’adozione da parte dell’ELF della strategia di resistenza senza leader fu identico a quello della destra radicale americana: evitare di essere scoperti dello stato, la conseguente infiltrazione e il perseguimento da parte di potenti agenzie governative. Una volta attuata, tuttavia, è diventato chiaro che la resistenza senza leader consente anche all’ELF di evitare le divisioni ideologiche eliminando tutte le ideologie estranee alla causa, particolare e specifica nell’arrestare il degrado della natura, eliminando così le opportunità di un dibattito ideologico.

In effetti, l’uso della resistenza senza leader da parte dell’ELF crea un consenso travolgente tra coloro che hanno orientamenti ideologici molto diversi, mobilizzando una massa di aderenti che non sarebbero mai stati in grado di lavorare insieme in un’organizzazione come Earth First !, che è caratterizzata da una struttura organizzativa più tradizionale. In breve, usando la resistenza senza leader, l’ELF permette ai suoi aderenti di “credere in quello che faranno” pur continuando a mobilitarli per garantire diverse azioni dirette per una causa specifica. Dalla prima stesura di questo articolo, c’è stata un emissione di arresti e accuse contro presunti aderenti dell’ELF.

UN’INTRODUZIONE ALLE STRUTTURE ORGANIZZATIVE TERRORISTICHE

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Nota introduttiva: Allo stesso modo dell’intro alla Mafiosa Crew DeMeo, anche questo testo rappresenta un interessante approfondimento per quelli che come Noi, non negano l’autorità, aspetto che ha un significato dalle molteplici facce. Il termine molteplice qua usato per esemplificare, non ricade mai nell’idea di aspetto polimorfico. Dunque, è usato in maniera chiara e diretta per specificare che-chi-come Gruppo Terroristico Anti-politico, non nega l’autorità, ha una specifica connessione con essa, e ha scelto una struttura peculiare propria, che possiede e difenderà fino alla morte. Come già affermato dall’Affine Nicevscina, non c’è nessun male e nessun bene nell’uso dell’autorità, dato che come leggiamo sotto, le strutture utilizzate dai Gruppi Terroristici, ricalcano quello che abbiamo innumerevoli volte esposto: non ci sono limiti nell’agire, se un gruppo vuole attaccare a coltellate e con i machete- in maniera indiscriminata- delle persone per strada lo farà, se un gruppo vuole farsi esplodere con la propria autobomba contro l’obiettivo egoico lo farà, se i componenti di un gruppo- vogliono attaccare con armi e esplosivi il proprio obiettivo egoico e poi dopo, aspettare di essere ammazzati, lo faranno, ma nessuno può negare che se un gruppo vuole continuare ad attentare, debba per questo usare mille e una strategia, senza che questo diventi legge scritta nella pietra. Tutto è permesso e dunque non esiste nessuna verità scritta da chicchesia. Il Dibattito Amorale, innescato sull’uso dell’Autorità, ha portato in pochi anni, a ribaltare le patetiche prese di posizione degli “umanitaristi anti-autoritari”, con approfondimenti e specifiche di alto livello. Il termine molteplice, quindi è stato usato, non perchè neghiamo le specificità, ma per essere dei diretti interlocutori del testo presente. Senza parafrasi troppo complesse. Le strutture organizzative che sono poste nel testo che segue, sono molto interessanti, è anche per i“piccoli” Gruppi Terroristici Anti-politici, hanno dei buoni spunti, che possono essere usati, in contesti diversi tra di loro.

La considerazione generale è che ci siano quattro forme di strutture utilizzate dai Gruppi Terroristici: la gerarchia convenzionale, le cellule, la rete di gruppi e la resistenza senza capi. La decisione di utilizzare uno di questi modelli si basa sul compromesso sicurezza / efficienza di ciascuno di essi; la gerarchia convenzionale fornisce la sicurezza più efficiente e meno sicura, la resistenza senza capi il contrario: massima sicurezza, minima efficienza. Previamente vale la pena affermare che alcuni Gruppi Terroristici proibiscono di essere collocati in un’unica categoria; il termine “confini sfocati” è usato per descrivere quelle organizzazioni che trasgrediscono le demarcazioni dichiarate. Ad esempio, Hezbollah utilizza una gerarchia convenzionale in Libano, pur mantenendo delle reti di gruppi in Occidente.

Lo scopo di questo articolo è di spiegare brevemente queste strutture.
Per inoltre fornire alcuni esempi di come sono stati implementati da vari gruppi (il calcolo di sicurezza / efficienza presentati dopo ogni variante sono puramente indicativi).

Gerarchia convenzionale (Sicurezza: 1, Efficienza: 4)

Audrey Cronin ha sostenuto che tutti i gruppi terroristici vorrebbero, in un mondo ideale, utilizzare la struttura gerarchica convenzionale, tentando così di attraversare il confine in una piena insurrezione. Una simile struttura equivale all’imitazione della gerarchia impiegata dalle forze militari moderne: la forma piramidale è popolata in basso da soldati (semplici), gestiti dal loro ufficiale (caporale) e così via fino alla cima della piramide dove ci sono gli alti comandi (generali). L’utilizzo di una tale struttura fornisce un’organizzazione con la massima efficienza (questa forma favorisce la specializzazione delle unità dentro, ad esempio, l’intelligence, il reclutamento, nei fondi e nel supporto), facilità di trasferimento delle informazioni e consente di imporre una strategia coerente a lungo termine. Riguardo alle organizzazioni basate sull’ideologia, aiuta l’unità ideologica tra i suoi membri – una questione importante data la necessità di mantenere tale unità all’interno di questi gruppi. I punti deboli di questa struttura sono stati opportunamente discussi da Beam (un nazionalista bianco Americano), sebbene con riferimento alla sovversione dello Stato Americano.
Beam sostiene che un tale sistema è estremamente pericoloso quando è utilizzato contro uno stato, specialmente in questa era di sorveglianza elettronica: se lo stato si infiltra o comunque compromette l’organizzazione ai livelli più alti del comando, l’intera entità viene compromessa. Allo stesso modo, se l’alto comando viene ucciso o catturato, c’è una possibilità molto reale che il gruppo si disintegri. Quindi, un costrutto organizzativo più sovversivo è di maggiore utilità per un Gruppo Terroristico che cerca di rimanere in piedi di fronte alla “Guerra al terrore”: l’antico Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) e le Tigri di Liberazione del Tamil (LTTE) forniscono buoni esempi dell’uso di questa struttura.

Cellula (Sicurezza: 2, Efficienza: 3)

La struttura della cellula incorpora una rete all’interno di una gerarchia. Ogni cellula (generalmente composta da tre a dieci individui) possiede un membro (“X”) – di solito il Capo – che mantiene il contatto con l’alto comando dell’organizzazione. Spesso solo un elemento del comando avrà contatto con X, e X non avrà generalmente conoscenza di altre cellule o di altri membri dell’alto comando. Se X è compromesso, le informazioni che è in grado di fornire sono chiaramente limitate: mentre la sua cellula sarà probabilmente resa inoperante, non sarà in grado di fornire dettagli di altre cellule, né sarà in grado di fornire dettagli dell’alto comando, oltre al comandante con cui ha avuto a che fare. Allo stesso modo, se un membro della cellula di X viene compromesso, l’unica informazione che possono fornire è quella della loro cellula e X.

Mentre l’alto comando viene rimosso dal contatto con i suoi componenti, questa struttura soffre dello stesso problema con quello della gerarchia convenzionale: se l’alto comando viene compromesso, l’intera organizzazione potrebbe cadere. Beam scrive che “il funzionamento efficiente ed efficace di un sistema di cellule … dipende […] dalla direzione centrale, che significa organizzazione imponente, finanziamento dall’alto e supporto esterno”.

Il comando centrale deve mantenere la presa su ogni singola cellula al fine di mantenere l’unità strategica e quindi rimuovere la possibilità che le cellule agiscano da sole, danneggiando potenzialmente l’organizzazione nel suo complesso.

Il comando centrale deve mantenere la presa su ogni singola cellula al fine di mantenere l’unità strategica e quindi rimuovere la possibilità che le cellule agiscano da sole, danneggiando potenzialmente l’organizzazione nel suo complesso.

Ad esempio, dire che una cellula traditrice di Al Qaida era responsabile dell’11 Settembre. Gli Stati Uniti probabilmente avrebbero risposto di nuovo con un attacco contro l’intera infrastruttura di AQ, anche se l’attacco non era partito dall’alto comando.

Rete di gruppi (Sicurezza: 3, Efficienza: 2)

Una struttura di rete organizzative comprendono numerosi nodi / cellule connesse / interconnesse in modi diversi. Le variazioni di tali reti, ciascuna con diversi livelli di sicurezza ed efficienza, possono includere:

1) Un concatenamento

Un percorso lineare: A – B – C – D – E. Affinché un messaggio arrivi da A ad E, deve passare attraverso B, C e D.

2) Un fondamento cardine

Un nodo funge da fondamento/cardine per tutti gli altri nodi: A è collegato a B, C, D e E. Ma B fino a E: non hanno alcuna connessione tra loro. Se B desidera inviare un messaggio a E, deve passare attraverso A. Questo non equivale che A sia la cellula principale, ma semplicemente la cella fondamento/cardine.

3) Riferimento centrale

Lo stesso che per la rete fondamento/cardine, ma qua ogni cellula ha un contatto con le due cellule vicine oltre a A (il nodo centrale). Quindi, a parte A, B si dovrebbe collegare con E e C; C con B e D; D con C e E; E con D e B.

4) Tutti le reti

Ogni nodo è connesso con tutti gli altri: A è collegato a B, C, D e E; B a A, C, D, E; C a A, B, D, E; ecc.

Tali strutture determinano il decentramento del processo decisionale, consentendo l’iniziativa di ogni cellula e rendendo quindi impossibile far cadere l’organizzazione in un colpo solo. Come spiegano Arquilla, Ronfeldt e Zanini, una tale struttura organizzativa può sembrare allo stesso tempo acefala (senza testa) e poliforme (a più teste).

I punti della rete dei gruppi con maggiore connettività indicano la loro importanza (quindi, ad esempio, se una rete “punto nodale” è posizionata come nell’esempio sopra, il selezionatore degli obiettivi A, può fornire il massimo effetto sulla capacità operativa).

Le strutture della rete dei gruppi, pur beneficiando di una sicurezza molto maggiore rispetto alle strutture gerarchiche / cellule convenzionali, soffrono di una scarsa efficienza data la difficoltà di diffondere un messaggio a tutti i membri della rete, con chiare implicazioni per l’unità organizzativa e la coerenza strategica. Questo, tuttavia, non toglie la pericolosità che una tale struttura pone.

Resistenza senza capi (Sicurezza: 4, Efficienza: 1)

L’ultima struttura analizzata da questo testo è la più sicura e meno efficiente. Un video di reclutamento del Fronte di Liberazione della Terra (ELF) lo descrive perfettamente: “Ricorda, l’ELF e ogni cellula al suo interno sono anonime non solo l’una all’altra ma al pubblico in generale”. Nella più vera forma di resistenza senza leader non c’è contatto tra le cellule e / o il comando centrale. Tuttavia, data la diffusione di Internet e la facilità della comunicazione internazionale, un requisito così limitato risulta indebolito (vedi le classificazioni del lupo solitario di Pantucci).
Una tale struttura (o, più appropriatamente, una mancanza di essa) pone le maggiori difficoltà alle agenzie antiterrorismo data la minima connessione tra l’organizzazione (o il propagandista dell’ideologia) e il protagonista che commette l’atto terroristico (sottoscritto all’ideologia). Come per le reti di gruppi, questa forma di struttura è incalcolabilmente aiutata dagli sviluppi nella tecnologia dell’informazione (la trasformazione del terrorismo da “vecchio” a “nuovo”, si veda Neumann).

Una tale struttura è altamente sicura; è quasi impossibile sapere quali lettori di un sito web sono stati radicalizzati e se se sono mai arrivati a commettere un atto. Ma la mancanza di controllo su tali protagonisti, può essere incredibilmente dannosa.
Se un membro di una rete ideologica commette un atto in nome di un gruppo specifico, influenzando negativamente il sostegno pubblico di detto gruppo, il gruppo non può dissociarsi dall’atto, indipendentemente dalla sua mancanza di partecipazione o sostegno, dell’atto. Inoltre, dato che l’organizzazione che diffonde l’ideologia non ha alcun controllo sul suo movimento ideologico, un simile movimento potrebbe disintegrarsi a causa della mancanza di sviluppi: queste cellule dormienti potrebbero non svegliarsi mai dal loro sonno.

Un esempio di individuo della resistenza senza capi potrebbe essere Roshonara Choudhry.