MORTUI MUNDI: INTERVISTA CON GLI ASCENSION (GER)

https://vdhordes.org/2015/02/23/mortui-mundi-interview-with-ascension-ger/

Saluti! Gli Ascension giungono con alcune proposte empie, che includono la nuova versione integrale di “The Dead of the World” (dopo Deathless Light EP) e “Under Four Wings of Death”. Quindi, ci si può aspettare che il gruppo sia al lavoro su queste nuove uscite.

Ascension: Ave! La realizzazione di “The Dead of the World” è stata un’esperienza davvero coinvolgente per tutti noi. In questo momento ci stiamo preparando per il prossimo tour, per incanalare quello che sono gli Ascension nei concerti da club. Non abbiamo mai pensato che fosse sufficiente, suonare le canzoni senza eseguirle dal vivo; vogliamo creare un’esperienza esaltante per noi e il pubblico.

La nuova uscita è anch’essa, un lavoro concettuale come l’album di debutto? Puoi darci brevi info sul tema lirico generale dell’album? Presumo che il tema lirico abbia probabilmente uno stretto legame con la morte o la fine della vita umana.

—Il nuovo album non è concettuale. Si occupa della morte, sì, ma non solo della morte fisica. Esistono molti livelli e significati diversi. Il disco è un’invocazione degli dei della morte, degli dei uccisi da uomini e degli dei che hanno lasciato il mondo per morire. Una canzone per coloro che vivono negli angoli bui e che sono letteralmente morti in questo mondo e una ninna nanna per i morti.

La canzone di apertura dell’album si chiama “The Silence of Abel”. È legato all’episodio della morte di Abele? Quindi, considerate Abele come il primo essere umano a esplorare l’imperturbabilità della morte e Caino come il primo assassino?

—Non lo considero in tal senso, perché ciò implicherebbe che credo che la storia di Caino e Abele sia vera nel senso letterale. “The Silence of Abel” tratta questo argomento, sebbene sia più concentrato sull’omicidio che sull’omicida, nonché sul suo impatto spirituale universale. È anche a riguardo da dove veniamo e cosa siamo. Riguarda la nostra predisposizione a commettere il peccato e la sua necessità. Il calice è rotto e non riusciremo a completarlo rimettendo insieme i pezzi.

Raccontaci delle opere d’arte dell’album che sono state progettate da David Glomba (Teitan Arts). Cosa trasmette rispetto alla musica?

—L’arte di David in questo album è incredibile. Gli abbiamo fornito anche troppi suggerimenti, dato che in realtà, l’interpretazione della nostra musica è stata la sua. I suoi dipinti ci parlano sicuramente e al suo interno troviamo l’essenza della nostra musica. Ha aggiunto ai nostri occhi, un’altra dimensione, rispetto a ciò che è “The Dead of the World”.

Gli Ascension stanno usando un nuovo logo. Chi è l’artista del logo? C’è qualche motivo specifico per cambiare il logo? Il sigillo che è stato inserito nel logo ha ovviamente un significato definito.

—Il sigillo è fatto da una delle poche persone che è affine agli Ascension. Non intende sostituire il nostro logo attuale. Il suo scopo è quello di amplificare l’aspetto spirituale del gruppo. Consideriamo gli Ascension come un’entità che ha un enorme impatto sulla nostra vita personale. In cambio, il percorso di ogni membro del gruppo influenza gli Ascension stessi. Questo sigillo è qualcosa che abbiamo nei nostri cuori. Pertanto sarebbe inappropriato rivelarne il significato.

Sei un accolito di Lucifero! Alcuni considerano Lucifero come il Diavolo, altri come l’Anticristo, altri come il Portatore di Luce o semplicemente come altri tipi di simboli. La parola Lucifero è coniata diversamente in diverse fonti. Quindi cosa percepisci con “Lucifero”?

—Il black metal è la musica del diavolo. Quindi solo percorrendo questa strada possiamo portarlo nei nostri cuori. Ci sono molte forme e volti che la gente dipinge di Lucifero. E nessuno di loro è vero, semplicemente perché il principio del diavolo non riguarda la verità, o più precisamente, una verità, riguarda qualcosa di molto al di là di tutto questo.

Consideri la tua musica come “Black Metal Ortodosso”? Come valuteresti il termine in questione, e in che modo è diverso da altri rami del black metal?

—A dire il vero non mi interessa troppo questo termine, la parola “ortodosso” implica per me qualcosa che è “semplice” o “retto”, e spero che gli Ascension possano incarnare praticamente il contrario. Ma va bene; la scena black metal ha bisogno di categorie, definizioni e sottogeneri. Se si suppone che il black metal ortodosso si riferisca a gruppi musicali, che sono seriamente interessati a portare un impatto spirituale o religioso nella loro musica, allora si adatta alle intenzioni degli Ascension.

Tutti i membri della confraternita degli Ascension credono e percorrono lo stesso percorso quando si parla di ideologia spirituale? È essenziale che tutti i membri di un gruppo si impegnino corpo e anima nello stesso percorso di spiritualità che viene trasmesso attraverso la musica?

—Non è importante che ogni membro del gruppo percorra lo stesso percorso spirituale, ma è importante che tutti i membri della band seguano un percorso spirituale. Come ho detto sopra, è una sorta di interazione. Il percorso di ogni membro del gruppo influenza ciò che sono gli Ascension e gli Ascension influenzano contemporaneamente il nostro percorso.

Per quanto riguarda i membri del gruppo, sappiamo che sono tutti anonimi. C’è stato un periodo in cui gli Ascension non usavano suonare dal vivo e anche se lo facevano era su base occasionale. Ma ora il gruppo ha annunciato un tour e anche quello di prendere parte ad altri concerti tra cui alcuni festival di spicco. Pensi che partecipare a molti concerti dal vivo possa rivelare l’identità dei membri? E se lo pensi, lo consideri negativo o pericoloso?

—Non so se affermare se potrebbe essere negativo, ma sicuramente non è pericoloso. Oggigiorno non è troppo difficile scoprire le nostre identità. Credo che il motivo per cui non è successo finora è che la gente brama qualcosa di oscuro in questo mondo completamente demistificato. Puoi facilmente cercare tutti i gruppi online; puoi conoscerli in pochi clic meglio di quanto conosci il tuo vicino di casa. Quindi penso che qualcosa di misterioso sia un bene prezioso in questi giorni. Uno dei motivi principali per cui abbiamo deciso di restare anonimi negli Ascension è che tutti i membri del gruppo, devono rappresentare l’entità stessa. Vogliamo umilmente fare un passo indietro rispetto al disegno e lasciarlo parlare attraverso di noi.

Per quanto riguarda il tour “Under Four Wings of Death” con tra gli altri, Bölzer, Dysangelium e Vassafor, la vostra formazione sembra davvero letale. Quindi cosa ti ha portato a prendere una decisione per andare finalmente a fare un tour? Ti piace veramente la musica di questi gruppi, o è solo perché hanno un affinità ideologica con voi?

—Non abbiamo mai escluso la possibilità di andare in tour. Abbiamo solo aspettato il momento giusto per questo. Proprio come non abbiamo mai escluso di suonare dal vivo fin dall’inizio, ma solo fino a quando non è stato rilasciato “Consolamentum”. Quando abbiamo ricevuto l’offerta del tour in questione, era il chiaro e giusto momento. Considero soprattutto la musica dei Bölzer, estremamente unica.

Magus (Necromantia, Thou Art Lord, Principality of Hell) e Mors Dalos Ra (Necros Christos) sono entrambi ospiti come cantanti/voci in questo album. C’è qualche probabilità che siano presenti nel tour “Under Four Wings of Death” o in uno dei prossimi concerti / tour?

—Ci sono piani vaghi e desideri chiari.

“Garden of Stone”, è senza dubbio una canzone meravigliosa inclusa nell’EP “Deathless Light”. Puoi chiarirci il concetto di questa traccia? Ha qualche relazione con il concetto di “The Dead of the World”?

—Per molti motivi è una traccia alquanto speciale per me ed è fortemente legata al resto dell’album. Si occupa di rovina e isolamento, abbandono e rabbia. In più di un modo, attraverso gli occhi di una patrona spirituale che dimora in noi.

Il monumentale debutto full length, “Consolamentum”, trasmette cinque parti in una trasformazione dell’anima umana: imparare a respirare, imparare a mentire, imparare a vivere, imparare a uccidere e imparare a morire. Quindi, ogni essere umano attraversa la quarta parte: il processo di apprendimento dell’uccisione? Potresti per favore approfondire queste fasi di trasformazione?

—Ogni essere umano ha il potenziale per uccidere. E la maggior parte userà prima o poi questo potenziale, in un modo o nell’altro. C’è un motivo per cui i ragazzini iniziano a un certo punto a uccidere insetti o piccoli animali. C’è un’estasi in sé. Man mano che invecchiamo, la maggior parte di noi esprime la gioia di uccidere in modi sottili, socialmente più appropriati. È tutto un rituale nel ricordo dell’intossicazione primordiale. L’unica cosa che ci impedisce di assassinarci a vicenda sono le linee guida sociali, che ci costringono a uccidere in modi oramai non più fisici. Se leggi il testo della canzone “Amok” saprai esattamente di cosa sto parlando.

Non voglio elaborare troppo il concetto. Toglierebbe la possibilità ai lettori di riflettere i testi e nel lasciarli parlare. Il concetto non riguarda una cosa particolare, è la cosa reale.

Siamo arrivati alla fine della nostra conversazione. Grazie per aver risposto alle domande. Che tipo di messaggio conclusivo vorresti dare al pubblico che ascolta gli Ascension?

– Grazie per il tuo tempo. I morti camminano in mezzo a noi con odio. Ave Lucifero!

Intervista condotta da ———Zoheb Mahmud——–

https://www.facebook.com/Ascension.Germany

https://vdhordes.org/2014/12/21/ascension-the-dead-of-the-world/

https://wtcproductions.bandcamp.com/album/the-dead-of-the-world?from=embed

MOSS: “SUB TEMPLUM”

1. Ritus
2. Subterraen
3. Dragged to the Roots
4. Gate III: Devils from the Outer Dark

ABSCONDITUS: “HYBRIS SUL BORDO DEL PRECIPIZIO”

Un luogo di perdizione, prodotto dalla geenna mentale
Ripidi rilievi di visioni spettrali e paure abissali

Si innalza una cattedrale di fango, vittoriosa
Le frecce ornate con polverose e familiari chimere

O tu, Titano dell’odio, ascolta il mio grido di sgomento
La tua esistenza è il crudele stigma della mio fallimento

Il vigliacco assurdo riemerge dal nulla
Per vedere erodere la certezza del passato
I vermi brulicano e minacciano il mio sacerdozio
Schiacciato sotto il peso del malvagio colosso

La sete di Mercurio eccita l’arroganza di Zolfo
La spada di fuoco si muove a metà
Tagliando la carne dal mistero delle ceneri
Che rivela le mie abiette ossa rosicchiate dall’attrito

Condivido il destino del figlio di Prometeo
Senza avere il potere dell’affronto
Il seminatore sta aspettando il mio ritorno
Nutrendo le speranze dei parassiti affamati

Congiungendo queste pietre erose
Pensando di costruire un monumento di gloria
Ma è una tomba sempre più profonda
Che ho scavato nella sofferenza delle notti in esilio

Rotto dalla resilienza della chimera e dal regno dell’afflizione negli inferi
Sulla bocca spalancata, grotta di disprezzo, riecheggia un grido sinistro:

”Sic transit gloria mundi…”

________

Un lieu d’égarement, produit de la géhenne mentale
Reliefs escarpés de visions spectrales et de peurs abyssales

Une cathédrale de fange s’érige, victorieuse
Les flèches ornées de poussiéreuses et familières chimères

Ô toi, Titan de haine, entends mon cri d’effroi
Ton existence est le stigmate cruel de ma faillite

Les absconses lâchetés resurgissent dans le néant
Pour venir éroder la certitude d’antan
Les vers grouillent et menacent mon sacerdoce
Écrasé sous le poids du regard malfaisant du colosse

Ta soif de Mercure excite l’arrogance du Soufre
Ton glaive de feu opère la moitié d’un tour
Tranchant la chair par le mystère des cendres
Et révèle mes tristes os rongés par l’attrition

Je partage le destin du fils de Prométhée
Sans assumer la puissance de l’affront
La semeuse d’étoiles attend mon retour
Nourrissant les espoirs de la vermine affamée

En assemblant ces pierres érodées
J’ai cru édifier un monument de gloire
Mais c’est une tombe toujours plus profonde
Que j’ai creusée dans la détresse des soirs d’exil

Brisé par la résilience de la chimère, et le règne de l’affliction aux Enfers
Sa gueule béante, caverne de mépris, fait résonner un sinistre cri:

”Sic transit gloria mundi…”

SAI CHI SONO…?

Ricevo e pubblico da SatanikhoNikilista:

https://www.facebook.com/Gnosis-Luciferiana-y-Qayinitica-768893656626275/?ref=py_c

Hai paura di me, perché ti HANNO INSEGNATO A RIFIUTARMI. Mi marginalizzi e mi allontani da ciò che gli altri hanno detto di me. Ti è stato detto che sono pazzo, che sono un assassino, che ho stregato gli uomini per costringerli a commettere atti terribili, che i miei affini sono persone senza cuore, dominate dalla violenza e dall’odio, che sono falso, bugiardo, impostore, malvagio, demoniaco, disgiunto da tutto ciò che è buono e umano.

Eppure, sei curioso di me. Perché non sai chi sono.

Perché ti hanno addestrato a scappare, anche se non sai con certezza da dove stai scappando. Perché non vieni a scrutarmi? Perché non osi guardarmi come sono? Parla con quelli che mi conoscono, con quelli che hanno familiarità con la mia essenza.

Dopo potrai decidere da solo se mi odi davvero. Puoi ragionare sulla causa del tuo rifiuto, della tua discrepanza, della tua rabbia. Se sono davvero un nemico, il tuo dovere è conoscermi. Tuttavia, non lo fai.

Hai paura di scoprire che sono peggio di quanto pensi? No. Hai paura di scoprire che abbiamo più cose in comune di quanto pensi. Beh, non temere. Pensa per te stesso e scegli il tuo percorso. Se hai intenzione di combattermi, fallo con coerenza. Ma se l’unica cosa che ti impedisce di essere al mio fianco è che temi di camminare con me e di essere solo, non dovresti esitare. Quelli che mi accompagnano non sono molti, ma sono liberi e leali. Piacere di conoscerti.

Atte: il portatore di luce; la luce che ti mostra ciò che è nascosto nella tua oscurità, la luce che ti mostra la strada.

Lucifero

L’INVOCAZIONE DEL CANCELLO DI NERGAL

Ricevo e pubblico da SatanikhoNikilista:

Spirito del Pianeta Rosso, Ricorda!

NERGAL, Dio della Guerra, Ricorda! NERGAL, Dominatore dei Nemici, Comandante della Moltitudine, Ricorda!

NERGAL, Uccisore di Leoni e di Uomini, Ricorda!

Nel Nome del Patto autentico tra Te e la Razza degli Uomini, Ti invoco! Ascolta e ricorda!

Dal Gran Cancello del Signore SHAMMASH, la Sfera del Sole, Ti invoco!

NERGAL, Dio del Sacrificio di Sangue, Ricorda!

NERGAL, Signore del Sacrificio in Battaglia, Saccheggiatore delle Città dei Nemici, Divoratore della carne degli Uomini, Ricorda!

NERGAL, Dominatore della Possente Spada, Ricorda!

NERGAL, Signore delle Armi e degli Eserciti, Ricorda!

Spirito del Fervore nel Campo di Battaglia, Apri il tuo grande Cancello!

Spirito che Accede alla Morte, Apri il tuo Cancello! Spirito della Lancia a Vela, la Spada, la Roccia Volante. Apri il Cancello della tua Sfera a Colui che non ha paura!

Cancello del Pianeta Rosso, Aperto!

Cancello del Dio della Guerra!

NO EMPATHY: “VERSO L’INFINITO”

Una corrente di oscurità
Gli Spiriti infuriati
Perseguendo i sentieri
Nelle profondità più oscure
Brucia! Fiamme sinistre
Rivelaci l’Infinito
Assoluzione mentale

Occultandoci con la Maledizione
Forte come la Notte
Aprendo l’incendio del Grembo
Per liberare la Verità
Mentre la Luce diventa nera
E infetta la Ferita

Inalando le Ceneri
Il respiro della Forza iniettata
Una Forma distante che non raggiunge nessuno
Per un Mondo sconosciuto
Dove Omega è uguale a Alpha
Dove niente è tutto

____

A Current of gloom
The Spirtis unleashed
Following their Paths
Into the darkest Dephts
Burn! sinister Flames
Reveal us Infinity
Mental Absolution

Cover us with the Curse
Strong as the Night
Open the Sears of the Womb
And liberate the Truth
As the Light turns to black
And infect the Wound

We inhale the Ashes
The breathing Force injected
A distant Shape no one reaches
For a World unknown
Whre Omega equals Alpha
Whre nothing is all

ROTTING CHRIST: “P’UNCHAW KACHUN – TUTA KACHUN”

Portando la spada – l’ammirazione – della legge dell’altare
Lascia che il sangue scorra – nella valle – di dolore infernale
Dai spettacoli di dolore – la tua forza – del mio mondo degli inferi
Lascia che la lama apra – il loro percorso – verso il mondo dell’oltretomba

Ombre dell’infiero- ombre del fuoco- ombre del morto
Ombre di nero- di fuoco- di un morto

Affilo la mia spada – il simbolo – del mio mondo oscuro
Lodatemi come un dio – come il sovrano – del vostro mondo terrorizzato
Guarda la corona – e dichiara – la tua parola desiderata
Lascia scorrere il sangue, lascia che fluisca- fallo espirare
Ombre dell’infiero- ombre di fuoco – ombre dei morti
Ombre di nero – di fuoco – di morto

Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai

Ombre dell’infiero- ombre dell’infiero
Dell’infiero- del morto- di fuoco
Di morto- di fuoco- dell’infiero
Di fuoco- dell’infiero- del morto
Di morto- del morto- di un morto

Supai maestro- Supai padre – Era nera- Supai maestro

Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai

Ombre dell’infiero- ombre del fuoco- ombre di un morto
Ombre di nero- di fuoco- del morto

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Bring me my sword – the awe – of the altar’s law
Let the blood flow – in the valley – of infernal woe
Leave pain shows – thy might – of my underworld
Let blade dawn – their path – to the netherworld

Sombras del infiero – sombras de fuego – sombras de muerto
Sombras de negro – de fuego – de muerto

I sharpen my sword – the symbol – of my obscure world
Praise me as a god – as the ruler – of your scared world
Look at the crown – and declare – your desired word
Let the blood flow – let it flow – let it blow
Sombras del infiero – sombras de fuego – sombras de muerto
Sombras de negro – del fuego – de muerto

Chorus
Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai

Sombras de infiero – sombras de infiero
Del infiero – de muerto – de fuego
De muerto – de fuego – del infiero
De fuego – del infiero – de muerto
De muerto – de muerto – de muerto

Supai master – Supai father – negra era – Supai master
Chorus
Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai – Supai

Sombras del infiero – sombras de fuego – sombras de muerto
Sombras de negro – de fuego – de muerto

LE BESTIE DI SATANA, LA SETTA DEGLI ORRORI

Ricevo e pubblico:

Le Bestie di Satana, furono “ufficialmente” un gruppo che agì, tra la fine degli anni 90 e l’inizio del magnifico nuovo secolo, così pregno di robotizzazione. Come innumerevoli volte specificato, quello che è il racconto/storia, o quello che è stato scritto su questo gruppo- anche a livello internazionale- è sempre basato su tante e troppe certezze. Le Bestie di Satana erano un gruppo clandestino Terroristico Satanista, appartenente alla Tendenza Estremistica del Satanismo Acido. Svariati omicidi con rituali furono perpetrati, in una zona come quella di Varese, pregna di boschi e montagne oscure, dove poter agire indisturbati. Su questa Tendenza, ne abbiamo letto di ogni, molti a dire che non è mai esistita, che era costituita solo da tossici, che non era o è il vero Satanismo…da parte di chi, naturalmente? Dalle chiese ufficiali sataniste (in Italia in questo caso, dato che da una della chiese arriva il testo di riferimento), che proteggendosi dietro la morale fottuta, devono sempre dirigere tutto verso la capibilità di atti, che non possono essere facilmente inquadrati. Approfittiamo di questo, per dire, che c’è chi ha inviato delle email “minacciose” ad Abisso Nichilista, dato che sta risentendo degli innumerevoli testi e attentati amoralistici e anti-politici da noi posti sul sito affine;  e per questi moralisti-idealisti, Noi rispondiamo quanto segue: non fermerete mai la nostra Passione Terroristica e Misantropica, il Nostro Godimento Egocentrico, non riuscirete mai a fermare con la vostra fottuta censura quello che vogliamo declamare a chiare lettere, e “senza peli sulla lingua”, questo deve essere ben chiaro… Per fermarci, dovete farci fuori, o dovete sperare che ci estinguiamo totalmente. Per finalizzare, postiamo questo testo, che parla di questo gruppo Terroristico Satanista, chiamato giornalisticamente “Bestia di Satana”, non per dovere di cronaca, ma perché da Egoisti Unici, vogliamo, che con questi atti passati, si sprigioni il Kaos Terroristico e Amorale! Per la caduta della società e l’ergersi di una gloriosa era distopica!

Ex Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

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La storia di questo gruppo viene alla luce la notte fra il 23 e il 24 gennaio 2004 quando a Golasecca, piccolo paesino del Varesotto, alle porte di Somma Lombardo, i Carabinieri scoprono, all’interno di una serra costruita accanto ad un simpatico chalet circondato dal bosco, il corpo con il viso sfigurato di Mariangela Pezzotta, 27 anni, figlia di un esponente di spicco di Forza Italia.

Mariangela è stata tramortita con una fucilata che, come dirà in seguito uno degli investigatori, “le ha cancellato il volto” ed è stata poi selvaggiamente uccisa a badilate e a bastonate in testa, che le hanno fracassato il cranio.

I Carabinieri, nella camera da letto dello chalet antistante la serra del ritrovamento, trovano anche un enorme cero che brucia ancora dopo più di dodici ore e, vicino al letto disfatto, una strana statuetta evocante strani culti esoterici che i ragazzi chiamano “il militante”.

Tutto comincia, quando il custode della stamperia STS chiama il 112 perché in strada c’è un giovane con i jeans sporchi di terra e fango, chiamato Andrea Volpe, che urla come in preda al delirio e si dimena prendendo a calci le autovetture parcheggiate.

I Carabinieri lo fermano e gli chiedono spiegazioni.

Il ragazzo comincia a farfugliare di essere stato aggredito, insieme alla sua ragazza, da un branco di malviventi.

Nel frattempo arrivano sul posto anche i genitori del ragazzo che, preoccupati, chiedono al figlio cosa sia successo.

Andrea ricomincia a raccontare. Stavolta, però, fornisce una versione dei fatti un po’ diversa dalla precedente: parla di una ragazza in pericolo che è rimasta sola sul luogo dell’aggressione.

I Carabinieri, arrivati sul posto indicato loro dal Volpe, trovano una Fiat Uno color argento incastrata in un muretto circostante, senza nessuno al posto di guida e, poco più avanti, una Honda Accord con al posto di guida, china sul volante, Elisabetta Ballarin viva ma sotto l’effetto evidente di droga e psicofarmaci.

I Carabinieri scoprono che la Fiat Uno appartiene ad Annamaria Pe, moglie di un noto esponente di Forza Italia e madre di Mariangela Pezzotta.

Dopo le prime cure prestate ad Andrea Volpe ed Elisabetta Ballarin presso il vicino ospedale di Varese, Elisabetta parla alla madre di Andrea, insieme a loro in ospedale, dell’omicidio della Pezzotta e dell’occultamento del suo cadavere che è nascosto nella serra dello chalet della sua famiglia nel bosco di Golasecca.

Questi i fatti, secondo la ricostruzione di Volpe:

La sera del 23 gennaio 2004, sera di luna nuova, Mariangela Pezzotta viene raggiunta al cellulare da Andrea volpe, suo ex fidanzato, che le dice di raggiungerlo subito nello chalet dei Ballarin a Golasecca per restituirgli una videocassetta.

Raggiunto lo chalet, Mariangela nota subito, scorgendo gli sguardi di Andrea ed Elisabetta, che i due ragazzi hanno fatto uso di droga e che non l’hanno chiamata solo per la videocassetta.

Andrea, infatti, fa un cenno con la testa ad Elisabetta che immediatamente si reca in un’altra stanza tornando con in braccio un fucile.

Posizionandosi davanti al portoncino d’ingresso, Elisabetta sbarra l’unica via d’uscita a Mariangela, tenendola sotto tiro.

Andrea, invece, tira fuori dalla tasca dei suoi jeans una Smith & Wesson calibro 38 e la punta al viso di Mariangela.

I due cominciano a litigare e Andrea spara un colpo diritto in faccia alla ragazza.

Mariangela cade con la testa sul tavolo.

Il sangue le esce dalla bocca.

“Senza pietà continua l’eliminazione per la pulizia totale, donando la cenere del nemico a colui che siede al trono”, recita Volpe mentre Mariangela è agonizzante.

Ma c’è di più.

C’è molto di più.

Dopo aver sparato a Mariangela, Volpe ne beve il sangue senza battere ciglio, con una tranquillità, freddezza e lucidità paragonabili soltanto al glaciale distacco emotivo dallo stesso mostrato durante il suo racconto.

Non sapendo cos’altro fare, Andrea Volpe chiama Nicola Sapone il quale, giunto sul posto si arrabbia con i due amici perché Mariangela non è ancora morta e grida loro “Non sapete neanche uccidere una ragazza!”

Poi, Andrea, Nicola ed Elisabetta trascinano il corpo sanguinante di Mariangela nella serra antistante lo chalet e lì la uccidono sotterrandone frettolosamente il corpo nel fango.

L’omicidio di Mariangela è stato consumato in quello che, considerati i fatti, è ormai tristemente soprannominato “lo chalet degli orrori”.

Due giovani, Andrea Volpe, 30 anni ex fidanzato della vittima, e la sua nuova compagna, Elisabetta Ballarin, 19 anni, vengono arrestati.

Successivamente, finisce in manette anche Andrea Sapone, amico di Volpe.

Dopo essere stato arrestato, Volpe inizia a collaborare con gli inquirenti ed inchioda, inspiegabilmente, tutti gli altri membri della setta: perché è di una setta che sta parlando Volpe. Più tecnicamente, di un gruppo satanico denominato “Bestie di Satana”.

Motivando il suo gesto, Volpe racconta che, non essendo entrato da molto nel gruppo, al pari degli altri adepti che lo hanno preceduto, si deve sottoporre ad un rito d’iniziazione: deve uccidere per poi bere il sangue di una vittima sacrificale.

E lui lo fa.

Uccide Mariangela Pezzotta e ne beve il sangue, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

I fatti conducono gli inquirenti verso la pista del disagio e di una devianza giovanile caratterizzata da abituale utilizzo di droghe e alcool.

Tuttavia, alludendo alle frequentazioni e agli interessi dei personaggi coinvolti, s’inizia a pensare al cosiddetto “satanismo acido” ovvero a quella particolare tipologia di culto satanico, tipicamente giovanile, in virtù del quale, secondo la classificazione di M. Introvigne, già presidente e fondatore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) il culto del diavolo è semplicemente una scusa per operare eccessi e deprivazioni.

I riti di questa tipologia di culto, infatti, si basano sull’uso di sostanze stupefacenti ed alcool, associato ad orge e pratiche sessuali blasfeme caratterizzate da abusi psicologici e sessuali operati a danno degli adepti e non.

L’arresto contribuisce a dare nuovo slancio alle indagini riguardanti il caso della scomparsa di due giovanissimi frequentatori del gruppo di Volpe: Fabio Tollis di 16 anni e Chiara Marino di 19.

Questi, la sera della scomparsa, si trovano con alcuni amici in un noto pub metal di Milano, il Midnigth, situato in Porta Romana e conosciuto come luogo di ritrovo per giovani satanisti.

È la sera del 17 gennaio 1998.

Intorno alle 23.30 i due escono insieme dal locale dicendo di andare a fare una telefonata. Fabio telefona al padre Michele e gli dice che quella sera non sarebbe tornato a casa.

Il padre, però, nota uno strano tono di voce nel figlio e cerca di carpirgli più notizie nel tentativo di scoprire la ragione del mancato rientro ma Fabio riattacca il telefono ed interrompe la comunicazione.

Michele Tollis allora, preoccupato per il figlio, prende la macchina e si precipita al Midnigth, dove più volte aveva accompagnato il figlio dai suoi amici ed era venuto a riprenderlo.

Ma del figlio e dei suoi amici non c’era già più traccia.

Pare che, subito dopo la telefonata al padre, Fabio sia salito in macchina con Andrea Volpe e Nicola Sapone seguito da un’altra macchina, con a bordo Chiara Marino e Mario Maccione.

Da quel momento non si hanno più notizie né di Fabio né di Chiara: sono come spariti nel nulla e i loro assassini diffondono la voce di una probabile loro fuga d’amore.

Il 28 maggio 2004, i loro corpi senza vita verranno ritrovati nei pressi di un cimitero, a sei anni di distanza, in una buca, profonda circa due metri, scavata nei boschi di Somma Lombardo, a Golasecca, nei pressi di Varese.

Chiara, prima di essere uccisa, subisce abusi sessuali da parte di tutti i membri della setta, compreso Fabio Tollis il quale dopo gli abusi su Chiara intuisce che il rito messo in atto è un omicidio rituale ed è, quindi, prevista la morte della ragazza.

Ma nel tentativo di difendere Chiara e di strapparla alla morte, debolezza non tollerata dal gruppo, perde la vita anche lui massacrato a martellate in testa e a coltellate.

Fra Giugno e Luglio 2004, gli inquirenti danno seguito ad una notevole ondata di arresti: dei tre omicidi sono accusati Volpe (già in carcere per l’omicidio di Mariangela Pezzotta) e Nicola Sapone, accorso sul luogo dell’omicidio di Mariangela su richiesta dell’amico Volpe.

Per la morte di Tollis e della Marino sono arrestati anche Pietro Guerrieri (detto Wedra), Mario Maccione, Eros Monterosso, Paolo Leoni (detto Ozzy) e Marco Zampollo, mentre Elisabetta Ballarin è accusata per il solo omicidio della Pezzotta.

Viene arrestato anche Pietro Guerrieri, un tossicomane di vecchia data con il cervello già cotto dalla cocaina nonostante la giovane età. Si scopre infatti che proprio a lui, il 15 gennaio 1998, Andrea Volpe aveva dato l’ordine di andare nei boschi di Somma Lombardo per scavare una fossa profonda due metri: “non fare domande, vai e scava” gli disse Volpe “la fossa servirà per raccogliere il sangue durante il sacrificio rituale che faremo la notte di plenilunio”.

In manette finisce anche Massimino Magni, magazziniere ventiquattrenne che ai tempi dei delitti era minorenne, come lo era, d’altronde, anche Mario Maccione.

Le cronache mettono tragicamente in luce l’appartenenza degli arrestati e delle vittime ad un gruppo nato informalmente intorno al 1995 ed auto denominatosi “Bestie di Satana”, costituito da giovani tra i 16 ed i 29 anni coinvolti in questioni di alcol e droga ed interpreti, con una band musicale, di una frangia estrema del filone heavy metal e death rock.

Dai diari di alcuni dei protagonisti di questa triste e sconcertante vicenda emerge l’interesse di questi ragazzi per il mondo del mistero, dell’occulto e delle ritualità cerimoniali sataniche.

I genitori di Chiara Marino raccontano che la stessa Chiara aveva allestito, nella sua stanza, un piccolo altare adornato da candele nere ricoperto da un telo con disegnati una stella a cinque punte, un grosso piede di caprone ed un teschio.

L’uccisone di Chiara Marino e di Fabio Tollis sembrerebbero, dunque, realmente trovare collocamento in un contesto satanico sebbene, la sera dell’omicidio i due ragazzi siano stati colpiti con armi da taglio e corpi contundenti e gettati uno sopra l’altro nella buca del ritrovamento, scavata alcuni giorni prima da Pietro Guerrieri.

Pare che la decisione sia stata collettiva: Chiara doveva essere sacrificata perché voleva uscire dal gruppo e perché “somigliava troppo alla Madonna”, per questo è stata scelta come vittima sacrificale da offrire alla Bestia durante un rito satanico da compiere nei boschi di Somma Lombardo la notte di luna piena del 17 gennaio 1998.

Fabio, invece, è stato ucciso perché non sarebbe stato in grado di reggere all’omicidio della sua ragazza e perché colpevole di voler scalare i vertici della setta sostituendosi a Volpe e a Sapone.

La ferocia del duplice omicidio è sconcertante quanto mostruosa.

A Chiara vuole dedicarsi personalmente Nicola Sapone che la uccide a pugnalate.

Mentre Fabio, alto un metro e novanta, viene bloccato alle spalle dagli altri due amici e ucciso a coltellate e a colpi di mazza.

Ma i due ragazzi, pur se agonizzanti, non sono ancora morti.

Allora Sapone, per non udire più i loro rantoli, gli mette in bocca dei grossi ricci di castagno e li sgozza; poi, intinge una sigaretta nel sangue e se la fuma.

Ma non è tutto.

Dopo averli precipitati nella fossa, urinando sui corpi agonizzanti di Fabio e Chiara gli assassini beffeggiano “E ora, zombi, camminate se potete!” e Nicola Sapone, che ancheggia soddisfatto sulla fossa dove ha appena sepolto i suoi amici, urla: “Zombie, adesso siete soltanto degli zombie”.

Quella notte sul luogo del delitto erano dunque presenti Nicola Sapone, Andrea Volpe e Mario Maccione.

Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti gli omicidi vengono compiuti “con due coltelli, uno dei quali, per la foga si è spezzato nel corpo delle vittime” racconta Pietro Guerrieri (soprannominato Wedra) che aiutò a preparare il delitto e che nei mesi successivi fu ricoverato per disturbi mentali: “Una martellata?… Una? Mario Maccione gliene avrà date ottanta”.

Poi ha avuto luogo la “dissacrazione dei poveri resti in un’orgia di sangue, l’oltraggio finale costituito dall’urinare sui cadaveri”.

Prima di uccidere Fabio e Chiara nel bosco di Somma Lombardo, però, le Bestie di Satana avevano già cercato di eliminare i due ragazzi.

Il primo tentativo fu effettuato nel Parco Sempione, nel centro di Milano, dove il gruppo si ritrovava. “Chiara doveva essere eliminata perché l’avevano indicata gli spiriti”, racconta Massimino Magni, uno dei pentiti che da anni è uscito dalla setta e che adesso ha deciso di raccontare tutto.

“Una sera hanno riempito una bottiglia di barbiturici per darli da bere a Chiara, stordirla e portarla in una zona di Milano frequentata da tossicodipendenti… qui, disse Volpe, le avrebbero fatto un’iniezione di eroina per causarne il decesso da overdose e quindi fare apparire la morte un incidente…” Però il piano andò a monte, un attimo prima dell’iniezione letale, probabilmente a seguito del passaggio di una pattuglia dei carabinieri.

Ma le Bestie di Satana ci riprovarono.

Una volta dissero a Fabio e Chiara che Satana voleva che avessero un rapporto sessuale. Li fecero salire sulla Renault 4 di Guerrieri nel cui serbatoio erano stati posizionati alcuni petardi. L’auto finì carbonizzata, ma non esplose e i due ragazzi si salvarono.

Tre omicidi, tre giovani vittime ed una setta che, senza concrete motivazioni, non dà vie di scampo.

Purtroppo, però, le Bestie di Satana non si macchiano solo di questi tre delitti.

A questa setta vengono attribuiti anche altri omicidi, tutti avvenuti nel Varesotto, nella zona fra Somma Lombardo, Golasecca e Malpensa. Ad esempio, quello di Andrea Ballarin operaio di ventidue anni che, il 6 maggio 1999, viene trovato impiccato sulle scale del cortile della sua vecchia scuola media.

E ancora quello di Angelo Lombardo, 28 anni, trovato bruciato nel cimitero di Legnano nel dicembre dello stesso anno.

A Legnano il 5 maggio 2004 trova la morte, impiccato, Luca Colombo, amico di Nicola Sapone.

Morte alquanto misteriosa, è anche quella di uno degli “anziani” della setta, Andrea Bontade di 20 anni, il “traditore” che, pur avendo scavato insieme agli altri la fossa nella quale sarebbero stati sepolti Chiara Marino e Fabio Tollis, la notte del massacro non si presentò all’appuntamento e che morì misteriosamente in un incidente d’auto avvenuto tra Somma Lombardo e Gallarate poche ore dopo un incontro con Sapone, accusato di averlo indotto al suicidio.

Bontade, umiliato e drogato per mesi dai compagni, si uccide la notte del 21 settembre 1999, schiantandosi ad altissima velocità con la sua auto.

La sua auto finì schiantata contro un muro alla velocità di 180 Km/h e, quello che venne inizialmente considerato un incidente dovuto all’uso di alcol e droghe, venne poi considerato un suicidio data la mancanza di alcun segno di frenata sull’asfalto.

Pare che il più desideroso della morte di Bontade fosse Marco Zampollo, il quale aveva deciso anche il giorno in cui Andrea avrebbe dovuto morire: la notte della festa della Luna, prevista per Luglio. Ma, poi, quella data saltò e la sera del 21 Settembre Sapone, salendo in macchina con Bontade, gli disse senza mezzi termini “O lo fai tu, o lo facciamo noi”.

Più tardi, quella stessa notte, lo schianto fatale.

È Volpe a svelare i retroscena di alcuni di questi strani suicidi.

Per ciò che riguarda Andrea Ballarin, che nonostante il nome non ha alcun legame di parentela con Elisabetta Ballarin. , per esempio, dice che durante i primi mesi del 1999 Nicola Sapone decretò la sua morte a seguito di un litigio avuto con lui in un Bar di Somma Lombardo.

L’onta subita, a parere di Sapone, “doveva essere lavata col sangue” ed essendo Ballarin un soggetto depresso, simulare il suo suicidio sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Per questo “io, Leoni e Sapone aspettammo Ballarin nel cortile della nostra ex scuola all’una di notte” racconta Volpe “Sapone lo minacciò con un machete, gli mise in faccia uno straccio imbevuto di etere per addormentarlo, poi lo portammo davanti alla scuola e lo impiccammo”.

Omicidi/suicidi dunque, perpetrati con strategie di manipolazione mentale talmente efficaci e sofisticate da far pensare che dietro le azioni di queste giovani menti si nascondesse l’abilità di professionisti tanto intelligenti e preparati quanto crudeli e spregiudicati.

L’inquietante denominatore comune è che i morti sono tutti giovani che conoscevano e frequentavano Andrea Volpe.

Questi delitti dunque, e forse anche molti altri su cui ancora si sta indagando, portano un’unica, inquietante firma: quella delle Bestie di Satana.

Secondo le testimonianze acquisite durante il processo, è nell’estate del 1996 che il gruppo prende una brutta piega iniziando a comportarsi come una vera e propria setta.

Poi viene l’epoca del sangue e dei delitti.

Fabio Tollis e Chiara Marino, membri di un gruppo affascinato dal satanismo, vengono condannati a morte ed assassinati dai loro amici la notte del 18 Gennaio 1998.

A massacrarli a coltellate e martellate Nicola Sapone, Mario Maccione e Andrea Volpe, che hanno confessato durante il processo ed ottenuto, per questo, degli sconti di pena.

Secondo l’accusa, anche Paolo Leoni, Eros Monterosso, Pietro Guerrieri e Marco Zampollo sapevano: sarebbero anzi i mandanti occulti del delitto, i “sacerdoti del rito”, anche se di ciò non vi è prova al di fuori delle dichiarazioni dei testimoni.

“La figura carismatica della setta era Ozzy…” dice Massimino Magni, ex membro del gruppo “posso dire che sicuramente Ozzy, Eros Monterosso e Marco Zampollo hanno contribuito all’eliminazione di Fabio e Chiara” anche se la notte dell’omicidio Ozzy nel bosco non c’era.

“La morte di Chiara Marino era stata decisa da tempo perché si era allontanata dal gruppo e poteva essere pericolosa… e poi Maccione, che durante le sedute cadeva in trance e diceva di comunicare con Satana, sosteneva che Chiara incarnava la Madonna”.

È proprio Leoni, ex fidanzato di Chiara, che si occupa di “farla rientrare nel gruppo per attuare il proposito criminoso”.

E Fabio?

Secondo i magistrati Maccione l’avrebbe voluto uccidere perché appariva titubante nella progettazione dell’omicidio e perché lo emulava nella visione dei demoni.

Insomma, era un rivale da eliminare.

Sarà la tenace determinazione di Michele Tollis, padre di Fabio, unita alle fondamentali confessioni di Volpe, ad aprire gli occhi agli inquirenti e a far ritrovare i poveri resti di Fabio e Chiara, dopo sei lunghissimi e dolorosissimi anni.

Michele Tollis si presenta spontaneamente dai Carabinieri dopo aver letto sul giornale dell’omicidio di Mariangela Pezzotta e, soprattutto, dopo aver letto i nomi di Andrea volpe e Nicola Sapone.

Ha con sé un voluminoso fascicolo in cui sono raccolti i frutti delle sue minuziose indagini sulla scomparsa, risalente a sei anni prima, di suo figlio Fabio e della sua amica Chiara Marino.

Nel suo fascicolo i nomi ci sono tutti. Oltre a quelli di Andrea Volpe e Nicola Sapone ci sono anche quelli di Paolo leoni, Eros Monterosso, Mario Maccione, Marco Zampollo e Pietro Guerrieri.

Vengono rintracciati ed interrogati tutti i ragazzi menzionati.

“Le Bestie di Satana”, che Michele Tollis aveva nominato ed accusato della scomparsa del figlio, esistevano davvero e la setta satanica era attivamente operante già da tempo nella zona.

Dalle indagini ne è emersa la probabile struttura organizzativa composta presumibilmente da tre livelli:

il Nucleo, composto proprio da questi ragazzi, con pochi soldi in tasca ma disposti anche ad uccidere;

la Protezione formata da un gruppo di persone selezionate che proteggeva il Nucleo ed era a conoscenza delle azioni criminose compiute dai suoi membri;

e poi i Fiancheggiatori, professionisti affermati, forse, in grado di manipolare sapientemente le menti e le azioni dei giovani componenti del Nucleo.

Andrea Volpe è il primo a svelare l’esistenza di un gruppo superiore che lui chiama Setta degli X.

Dopo mesi d’indagini, confessioni, ritrattazioni e ricostruzioni parte, finalmente, il processo “ai ragazzi di Satana” e al loro gruppo satanista.

Contro le Bestie di Satana si sono finora svolti numerosi processi.

Nel primo, con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, svoltosi presso il Tribunale di Busto Arsizio vicino Varese, il 22 febbraio 2005 sono stati condannati Andrea Volpe a 30 anni e Pietro Guerrieri a 16 anni di prigione ed è stato assolto Mario Maccione, minorenne all’epoca dei fatti, che, però, davanti ai giudici dei minori di Milano, l’11 aprile 2005, si è visto affibbiare 19 anni di galera per l’omicidio di Fabio Tollis e di Chiara Marino.

È stato assolto in secondo grado Massimiliano Magni, anch’egli minorenne all’epoca dei fatti e, il 23 Febbraio 2006, la Corte d’Appello del Tribunale dei Minori ha ridotto a sedici anni la pena detentiva per Maccione (il quale ha annunciato in aula di essersi pentito dei delitti compiuti), mentre condanna Magni a nove anni di carcere.

Il 21 Giugno 2005 si apre invece il processo in Corte d’Assise per tutti gli altri imputati, compreso Andrea Basciu, estraneo ai delitti, ma accusato di essere complice nell’avere coperto la vicenda dell’incendio di un auto di proprietà di una persona che aveva avuto una lite con Volpe, ad opera dello stesso Volpe e di Elisabetta Ballarin.

Il processo si conclude il 31 Gennaio 2006 con la condanna a due ergastoli con tre anni di isolamento diurno per Nicola Sapone, ventisei anni per Paolo Leoni e Marco Zampollo, ventiquattro anni per Eros Monterosso e ventiquattro anni e tre mesi per Elisabetta Ballarin, l’ex fidanzata di Andrea Volpe.

Il processo d’appello svoltosi dall’8 al 15 Maggio 2007 presso la Corte d’Assise d’Appello di Milano si conclude invece con la condanna all’ergastolo per Nicola Sapone e Paolo Leoni e pene pari a ventinove anni e tre mesi per Marco Zampollo, ventisette anni e tre mesi per Eros Monterosso e ventitre anni per la Ballarin.

La sentenza conferma dunque le condanne di primo grado per Sapone, mentre inasprisce la pena per Leoni, Zampollo e Monterosso.

Unico sconto per Elisabetta Ballarin, che si vede ridurre la pena detentiva di un anno.

Il 25 Ottobre 2007 le Sezioni penali unite della Corte di Cassazione confermano il giudizio emesso dalla Corte d’Appello di Milano il 16 Giugno 2007 nei confronti di Andrea Volpe, che prevede la riduzione della pena da trenta a vent’anni di reclusione rispetto al processo celebratosi con rito abbreviato.

La Cassazione ha inoltre confermato la riduzione di pena da sedici anni a dodici anni e otto mesi per il coimputato di Volpe, Pietro Guerrieri.

Volpe, il “pentito” numero uno, è sbalorditivamente il “grande assente” del processo, nonostante la sua vomitevole brama di protagonismo.

Additato dalle difese come unico mandante responsabile degli omicidi, sembra voglioso solamente di ottenere sconti di pena.

Bestie di satana, atto finale.

Si chiude così una pagina giudiziaria inquietante, una vicenda che ha sconvolto non solo Busto Arsizio, il Varesotto, Golasecca e Varese, ma l’Italia intera.

I delitti delle Bestie di satana hanno costituito un unicum, un caso da manuale, e per questo hanno richiamato l’attenzione di psicologi, esorcisti, sociologi e criminologi di tutto il mondo.

Trattasi di tre omicidi anomali, inquietanti, assurdi e brutali, associati a due induzioni accertate al suicidio e ad altre morti sospette che gli inquirenti non sono ancora riusciti a ricollegare con certezza al gruppo. Nonostante la mole d’indizi, documentazione e testimonianze…

GOATCHRIST: “IL VOLO DEL TRIUMVIRATO A NIPPUR”

Sotto una luna antica,
Un trio consultò il cielo;
“Il Signore del vento chiama dal suo ziggurat,
In questa notte tormentata “.
Magister Quiblis, saggio e previdente,
Scorgendo i suoi fratelli in una luce così sbiadita,
E così sono fuggiti.

Una stella brillante è morta al di sopra di questi tre consacrati.
I fratelli magici ha iniziato la loro odissea.

“Verso Nippur cavalchiamo”, ascolta J’amaek, meno esperto del gruppo,
All’istante, tutti montano, correndo su uno zoccolo incrinato,
Benché fosse una grande distanza dalle pianure desolate di Eshnunna,
La loro paura crebbe mentre i loro cuori si allontanavano dall’incantesimo di Tišpak.

Enlil!

“Alla possente fortezza di Fi-Irn-Bar-Sag,
Questo luogo è dove abita la nostra essenza.
Beelzebub (BAEL)
Guidaci verso la tua verità.
E benedici la nostra riverenza con gioia immacolata

Signore del Vento e dell’Aria – liberaci alla tua presenza,
Padre di Nanna e Nergal – guidaci!
Al tuo palazzo di pietra, torniamo.
Per adorarti attraverso riti più oscuri – il maestro di Ur.
Enlil-Ninlil
Zi Dingir Anna Kanpa!
Enlil-Ninlil
Agita le acque sottostanti.
Absu – TIAMAT.
Dolce e salato si fondono!
Concedici il tuo potere visivo
Beelzebub:

Di soppiatto nella notte in cui siamo vissuti,
Quiblis, J’amaek e Vvorth.
Cinque vampiri avevano attraversato i piani,
cercavano il sangue di questi maghi.
Mentre strisciavano sul caravan nel cuore della notte invernale.
Quiblis lanciò su di loro un incantesimo e li bandì dalla luce.

Una brillante stella ora brillava sopra questi tre consacrati.
I fratelli maghi avevano iniziato la loro odissea,
Proseguirono verso la città di Nippur,
Per adorare BEELZE- [BUB]; il Gran Maestro di Ur,
Harkened.

“Alla possente fortezza di Fi-Irn-Bar-Sag,
Questo luogo è dove abita la nostra essenza.
Beelzebub (BAEL)
Guidaci verso la tua verità.
E benedici la nostra riverenza con gioia immacolata

NIHILIFER: “SUBTERFACTO.DECLIVE”

1. Deconstrucción de la trascendencia

2. El templo de la confusión

3. Emanación Qliphothica

4. Exacerbación ego-distónica

5. Reformación raigámbrica

6. Síntesis de fuego y carne

7. La quimera de los deseos

8. Voluntad crepuscular

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