COME FABBRICARE UNA GRANATA A MANO (PROVISIONAL IRA)

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/03/KH-A-OSS-VIII.pdf

https://archive.org/details/IRA_Hand_Grenades

BOMBA CON CHIODI

Una tipica bomba con chiodi – composta da circa mezzo chilo di esplosivo (di solito di tipo commerciale) attorno al quale è avvolta la carta ondulata. I chiodi vengono inseriti nella carta e l’accensione avviene mediante un semplice detonatore e una miccia di sicurezza a cui vengono attaccati i fiammiferi.

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 7

1. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 7

2. Identificazione

a. Lunghezza complessiva – 10 centimetri e mezzo- senza miccia

b. Diametro esterno – 5 centimetri

c. Sistema di accensione – micce di sicurezza con semplice detonatore

d. Riempimento principale – Esplosivo commerciale (100 g)

e. Peso riempito – 450 grammi

3. Azione

a. La miccia è accesa e la granata è lanciata.

b. La miccia brucia per circa 10 secondi prima che si verifichi la detonazione.

4. Informazioni generali

a. L’effetto di frammentazione è buono.

b. Miccia e materiale esplosivi sono suscettibili all’umidità.

c. L’impermeabilizzazione del materiale esplosivo è influenzato dal nastro di plastica avvolto intorno alla miccia nel rete di supporto della stessa.

d. La lunghezza della miccia è di circa 10 centimetri e mezzo.

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 8

1. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 8

2. Identificazione

a. Lunghezza complessiva-11 centimetri e mezzo

b. Diametro esterno-6 centimetro e mezzo

c. Sistema di accensione-Percussore caricato a molla, miccia sicura e detonatore semplice

d. Riempimento principale-Esplosivo commerciale (113,40 grammi).

e. Peso riempito 0.91kg massimo (il peso può variare)

3. Azione

a. La spoletta viene tirata via e la granata viene lanciata.

b. Il percussore è spinto in avanti sotto la tensione della molla e colpisce la cartuccia RE 0,22

c. La cartuccia .22 si accende, accende la miccia di sicurezza che brucia per circa 5 secondi prima di accendere il detonatore semplice e il materiale esplosivo principale.

4. Informazioni generali

a. L’effetto delle schegge è valido.

b. Tutti i componenti provengono da impianti di tubi idraulici.

c. Le falle possono verificarsi se il tubo principale corrode il percussore, per l’umidità della miccia, la cartuccia che non funziona.

d. Le dimensioni della granata possono variare leggermente a seconda di ciò che è disponibile in quel momento al terrorista.

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 10

1. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 10

2. Identificazione

a. Lunghezza complessiva— 12 centimetri e 70 (appros.).

b. Diametro esterno – 7 centimetri e 62 (appros.)

c. Sistema di accensione- la leva schizza fuori, in maniera simile alla granata 36m Britannica.

d. Riempimento principale- Esplosivo commerciale o nitrato di ammonio / alluminio (120 g).

e. Peso riempito — Attorno ai 0,45kg

3. Azione

a. La leva della spoletta è tenuta saldamente contro il “corpo” della granata e il perno di sicurezza è rimosso.

b. La granata viene lanciata e la leva della spoletta, schizza via sotto la tensione della molla del percussore.

c. Il percussore avanza sotto la tensione della molla, colpendo e sparando
una cartuccia 0,22 RF.

d. La cartuccia accende la miccia di sicurezza che brucia per circa 5 secondi prima di accendere il detonatore semplice, la base del cordtex e il materiale esplosivo.

4. Informazioni generali

a. L’effetto di frammentazione è buono.

b. Tre estensioni di cordtex sono attaccate al detonatore e al corpo del percussore
agendo come richiamo.

c. Giunti diversi dal tipo a vite, sono attaccati da un nastro adesivo di tipo “Araldite”.

d. Tutti i componenti del materiale esplosivo sono ottenuti commercialmente.

e. Questa granata può essere trovata con una base piatta.

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 11

1. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 11

2. Identificazione

a. Lunghezza complessiva

(1) 16 centimetri e mezzo

(2) 20 centimetri e 32

b. Diametro esterno

(1) 48mm

(2) 60mm

vedere l’articolo 4b di seguito

c. Sistema di accensione- La spoletta è simile alla Granata a Mano No 36M.

d. Riempimento principale – Esplosivo fatto in casa (250 g).

e. Peso riempito — 0,91kg approssimativamente (può variare).

3. Azione

a. La spoletta è tenuta saldamente contro il corpo della granata e il perno di sicurezza è rimosso.

b. La granata viene lanciata e la spoletta viene espulsa sotto la tensione della
molla del percussore

c. Il percussore avanza sotto la tensione della molla, colpendo e sparando
una cartuccia 0,22 cartuccia RF.

d. La cartuccia accende la miccia di sicurezza che brucia per circa 5 secondi prima di accendere il detonatore semplice, la base del cordtex e il materiale esplosivo.

4. Informazioni generali

a. Si pensa che le granate originali fossero abbattute a colpi di mortai Mk 3.

b. In seguito i “corpi” delle granate sono state composte da tubi di diametro 48 mm rispetto a 60 mm.

c. Il tipo di scanalatura della granata varia così come il numero di scanalature.

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 12

I. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 12

2. Identificazione

a. Lunghezza complessiva — 25 cm

b. Diametro esterno— 7 cm

c. Sistema di accensione-La spoletta è simile alla Granata a Mano No 36M

d. Riempimento principale- Esplosivo fatto in casa (100 g)

e. Peso riempito- 2.5 kg

3. Azione

a. La spoletta è tenuta saldamente contro il corpo della granata e il perno di sicurezza viene rimosso.

b. La granata viene lanciata e la spoletta viene espulsa sotto la tensione della
molla del percussore

c. Il percussore avanza sotto la tensione della molla, colpendo e sparando
una cartuccia 0,22 cartuccia RF.

d. La cartuccia accende la miccia di sicurezza che brucia per circa 5 secondi prima di accendere il detonatore semplice, la base del cordtex e il materiale esplosivo.

4. Informazioni generali

a. Fino ad ora sono state trovate solo di questo tipo due granate.

PERNO DI SICUREZZA E ANELLO

SPOLETTA

VITE DI SICUREZZA

PERCUSSORE

TAPPO

MICCIA DI SICUREZZA

DETONATORE SEMPLICE

MANICO IN PLASTICA

APERTURA INTERRUTTORE

APERTURA INTERRUTTORE

GUARNIZIONE EPOSSIDICA

SFERE D’ACCIAIO

RIEMPIMENTO PRINCIPALE

CORDA DETONATORE

CONTENITORE INTERNO

CONTENITORE ESTERNO

STRATO SIGILLANTE ISOPON

FORO DI RIEMPIMENTO

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 13

1. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 13

2. Identificazione

a. Lunghezza complessiva— 13 cm

b. Diametro esterno— 5.5 cm

c. Sistema di accensione- Elettrico con microinterruttore, batterie e leva di armamento

d. Riempimento principale — Esplosivo fatto in casa (ANAL-Nitrato di ammonio/Polvere di alluminio –60 g)

e. Peso riempito

3. Azione

a. La leva di armamento è trattenuta contro il corpo della granata e il perno di sicurezza è rimosso.

b. La granata viene lanciata e la leva di armamento viene liberata, cosicché ruota sotto la pressione della molla, dove preme la leva del microinterruttore.

c. Il circuito è ora completo e l’alimentazione dalle batterie riscalda il flash della lampadina o l’innesco dell’accendigas che accende il fusibile di sicurezza e, dopo un breve ritardo, il detonatore.

4. Informazioni generali

a. Viene utilizzato un “corpo” della granata a frammentazione americana Mk 2.

b. La sezione della scatola di metallo è tenuta nella parte superiore del “corpo” della granata con un tubo di metallo e quindi sigillato con Isopon.

c. Le granate trovate erano con una o due batterie.

d. Se viene utilizzato un innesco accendigas, può essere riempito sia con zucchero clorato o capocchie di fiammiferi rossi.

ISOPON O TAPPO DI GOMMA

MICROINTERRUTTORE

PERNO DI SICUREZZA E ANELLO

½ V BATTERIA

COMPONENTE ACCENDIGAS

MICCIA DI SICUREZZA

MOLLA

DETONATORE SEMPLICE

ANAL-NITRATO DI AMMONIO/POLVERE DI ALLUMINIO

PRESA ISOPON

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 13B

1. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 13B

2. Identificazione

a. Lunghezza complessiva- 18 cm

b. Diametro esterno — 4.8 cm

c. Sistema di accensione – elettrico

d. Riempimento principale – Esplosivo fatto in casa (ANAL-Nitrato di ammonio/ Polvere di alluminio- 60 g)

e. Peso riempito

3. Azione

Vedere la Mk 13 Grenade

4. Informazioni generali

a. Questa è una granata Mk 13 con un “corpo” improvvisato

b. Ci sono state diverse varianti nel espediente interno come segue:

(1) Una o due batterie utilizzate.

(2) Il flash della lampadina o l’accendigas può essere posto nella scatola o nel tubo centrale. Quando è nella scatola, con una lunghezza di PIC può essere usata per trasportare il flash al fusibile di sicurezza.

(3) I cuscinetti a sfera sono stati trovati in alcuni “corpi”.

(4) Quando viene utilizzato un accendigas, esso può essere riempito con clorato
o capocchie di fiammiferi rossi.

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 13C

1. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 13C

2. Identificazione

a. Lunghezza complessiva— 1.8 cm

b. Diametro esterno- 4.8 cm

c. Sistema di accensione- elettrico

d. Riempimento principale- Esplosivo fatto in casa (ANAL-Nitrato di ammonio/Polvere di alluminio -60 g)

e. Peso riempito

3. Azione

Vedere la Mk 13 Grenade

4. Informazioni generali

Il Mk 13C differisce dal Mk 13B nei seguenti modi:

a. Viene utilizzata una batteria di un calcolatore da 9 volt, attaccata all’esterno del meccanismo della miccia.

b. Il “corpo” è in lamiera d’acciaio a due sezioni; un rivestimento interno contenente l’esplosivo e un corpo esterno pieno di grandi chiodi.

c. Il “corpo” è sigillato in alto e in basso con il riempitivo di Isopon.

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 14

I. Tipo

PIRA GRANATA CARATTERISTICA 14

2. Identificazione

a. Diametro esterno— 14.3cm

b. Diametro esterno — 5.0cm

c. Sistema di accensione— Spoletta simile alla Granata a mano No 36M

d. Riempimento principale— SEMTEX(l20g)

e. Peso riempito— 765g

3. Azione

a. La spoletta è tenuta saldamente contro il “corpo” della granata e il
perno di sicurezza è rimosso.

b. La granata viene lanciata e la spoletta viene espulsa sotto la tensione della
molla del percussore

c. Il percussore si sposta in avanti sotto la tensione della molla e colpisce
la parte superiore dell’accensione.

d. Il perno accende la miccia di sicurezza che brucia per circa 3 secondi prima di accendere il detonatore semplice e il materiale esplosivo principale.

4. Informazioni generali

a. L’effetto della frammentazione è buono.

b. All’interno del “corpo” in acciaio liscio ci sono 19 anelli in acciaio zincato modificati (vedi tavola 10). Questi sono stati modificati tagliando le scanalature a intervalli nelle loro superfici interne per fornire una frammentazione più efficiente.

PROVISIONAL IRA GRANATA CARATTERISTICA 15

‘BOMBA CONTENITORE DI CAFFÈ’

Un idea semplice ed estremamente efficace, l’MK-15 utilizza un barattolo di vetro per ospitare il circuito di accensione elettrica, 500 g di esplosivo Semtex (contenuto in una sezione di tubo) e schegge, solitamente sotto forma di monete o chiodi.

Il dispositivo di solito contiene un interruttore montato sul coperchio.

Al suo interno è installato un microinterruttore in modo che la leva operativa sia tenuta in posizione chiusa dalla parete interna del vaso. Quando viene lanciato, il barattolo di vetro si frantuma permettendo la liberazione della leva che completa il flusso elettrico verso il detonatore.

L’MK-15 e dispositivi simili sono stati usati, una cosa come settantatré volte in attacchi dal 1991 e continuano a rimanere una delle granate a mano improvvisate più comuni sequestrate.

GLI ASSASSINI PAZZI DEL BRABANTE (PRIMA PARTE)

Ricevo e pubblico

Nota introduttiva: Pubblichiamo la traduzione della prima parte (delle cinque), di quella che fu definito uno dei gruppi più estremisti e terroristici, mai esistiti in Belgio: “Gli Assassini Pazzi del Brabante”. C’è da dire che il vero occidente europeo, quello dei valori e dei diritti e doveri, esiste in particolare al Nord Europa, di qui il Belgio fa parte. E ricordiamo anche che, se in Svezia i fighetti/fighette, si fanno inoculare il microchip che li porterà in nuova dimensione onirica, il resto dell’opulento e occidentale Nord Europa, contiene quella malattia dell’umano moderno chiamato: umanesimo. Gli umanisti appestano oramai, le strade, c’è un odore veramente disgustoso, che per Noi Misantropi Attivi e Estremi, fa il paio con le loro facce di cazzo..come non poter scatenare il Kaos e il Terrore in questi luoghi? Come scritto e portato avanti attraverso atti occulti e terroristici, nel testo sulle tribù sinistre e criminali dei Drecc, Noi Misantropi Estremi aneliamo che il Kaos Terroristico colpisca la massa, attraverso tutto quello che ci pare utile, e amorale, provocatore e fastidioso. Come non voler fare fuori- silenziosamente- questa feccia? Come non voler spargere un abbondante Odio Misantropico, contro questi idioti e facce di merda? Storpiamoli, ammazziamoli, terrorizziamoli…c’è ne dobbiamo fregare delle prediche e delle minacce sterili degli umanisti….che se ne andassero a fanculo loro e le loro “x”, e i loro aneliti, su chi si deve rispettare e chi no, sulla loro mania congenita per gli sfigati, che non li separa in nessun modo, dal mondo della normalità. Fanculo voi e la vostra uguaglianza! Ci sarà il giorno in cui questa Europa assopita dalla nuova eroina (vedesi-robotizzazione completa dell’umano oramai non più animale), cadrà nella fiamme e nelle esplosioni, e vedremo voi “senza genere” che farete..

I pazzi e assassini della Banda del Brabante, nonostante siano stati definiti in vario modo, per etichettarli, non sono stati mai arrestati e manco si sa chi possano essere gli elementi che hanno agito, chi siano nella realtà, o se ci sia un motivo ben definito. Quando c’è un gruppo- anche di soli tre individui- che terrorizza l’opulento occidente, si scatenano le frasi di circostanza, sempre uguali: “sono di estrema destra, sono paramilitari, sono fascisti, sono sto cazzo…” come sempre si cerca di normalizzare un anomalia estremistica, per riportarla sul piano della politica e dell’ideologia, dove potranno essere inglobati. D’altronde la violenza è fascista, no?

I Terroristi della Banda del Brabante, negli anni in cui furono attivi secondo la verità dei media- portarono morte e terrore, senza discrimine, senza guardare in faccia a nessuno, e Noi pubblichiamo questa prima parte, come Propaganda Amorale contro l’umanità!

Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

Più video:

https://www.thepsychopath.org/the-brabant-killers/

Prima parte: 1982

Attraverso tutto il 1980, un’ombra incombeva sulla contea del Belgio. In nessun luogo questa paura maligna si è sentita più che nella zona intorno alla capitale del paese, Bruxelles. Questa ombra è passata attraverso una varietà di nomi. Inizialmente viene conosciuta come “La banda di Brabante”, chiamata “De Bende Van Nijvel” dalla gente del posto; entrambi i nomi riflettevano l’area dove essa portava terrore. Questa banda, composta da tre soggetti sconosciuti, ha un inizio in piccolo: ruba merci da negozi di alimentari e ristoranti, ma successivamente l’intensità dei colpi aumenta.

Nel giro di pochi anni, la loro reputazione cresce. Come d’altronde la loro brutalità. Diventano temuti in Belgio così come figure tipo Zodiac o Jack lo Squartatore, ma i loro obiettivi non esistevano in “tasche isolate”. Le loro vittime non erano persone all’interno di uno spazio ristretto, o in un vicolo sonnolento di un amante nei boschi. Non erano di una fascia d’età o di una fascia sociale particolare. I loro obiettivi erano tutti: persone come te e Io, diretti al negozio per comprare una confezione da sei di birra o ingredienti per la cena della sera.

Le loro vittime erano nell’unico punto in cui si sentivano al sicuro: in pubblico, e occasionalmente, anche in pieno giorno.

Quello che aveva avuto inizio come un gruppo di ladri apparentemente innocuo, dove e in cui la loro attività criminale nel 1982, era stata portata avanti con una singola arma da fuoco, era ora cresciuta in proporzioni epiche; questo solo un paio di anni dopo. Alla fine questa banda guadagnò un nuovo soprannome, “Gli assassini pazzi del Belgio”, e le teorie sulla loro identità infettarono la cultura belga. Fino ad oggi, non puoi chiedere a qualcuno in Belgio di questo caso, senza che si sappia chi è il responsabile.

Nel podcast “Random History of Belgium”, il conduttore riflette su questo caso, definendolo “la versione belga di JFK”. E lo trovo appropriato: non solo a causa di quanto ha colpito la provincia – crescente sfiducia pubblica e risentimento nei confronti del proprio governo – ma perché ha iniettato lo zeitgeist di un’intera nazione con teorie cospirazioniste, voci e pettegolezzi.

Mentre sono passati più di trenta anni da quando gli assassini hanno agito per l’ultima volta, la loro memoria perdura nei sopravvissuti, gli investigatori che non hanno ancora trovato alcuna risposta e la nube oscura che ancora deve sollevarsi dal Belgio stesso.

Questa è la storia degli assassini pazzi del Brabante

Marzo del 1982

In una piccola città belga sonnolenta di nome Dinant, sta iniziando una nuova era.
Il giorno è il 13 marzo, un sabato sfortunato. L’ambientazione è un piccolo negozio di armi, dove i guai sono all’uscio.

Due uomini, che indossano abiti scuri, irrompono nell’armeria. Raggiungono rapidamente il loro obiettivo: trovare un’arma da rubare.

È un FAUL- che si pronuncia F-A-U-L, calibro .10, un piccolo fucile a mano a doppia canna. Sembra una reliquia, ma può fare abbastanza facilmente il proprio lavoro.
L’arma viene recuperata pochi anni dopo, nel novembre del 1986, ma le persone responsabili del furto non verranno mai identificate.

Il proprietario del negozio vede bene i due colpevoli mentre scappano in fuga come dei dilettanti.

Un sospetto, quello percepito come capo dell’operazione, viene descritto tra i venti e i trent’anni, molto alto e snello – circa due metri – con capelli castano chiaro o biondo.

L’altro uomo sembra più vecchio del primo: circa 50 anni, con un portamento brizzolato che lo fa sembrare duro come le unghie. Fisicamente in buona forma e abbastanza alto – circa un metro e ottanta – ma notevolmente più basso dell’altro.

Questo è solo uno degli avvistamenti, ma essi, letteralmente avevano dato l’inizio ad azioni per quella che sarà la più grande follia criminale nella storia belga.
Circa due mesi dopo, lunedì 10 maggio, un uomo parcheggia la sua Austin Allegro lungo una strada a Ixelles, un’area a sud di Bruxelles.

L’uomo viene improvvisamente avvicinato da due estranei con accenti francesi. Uno molto alto, con sottili capelli neri e baffi, che indossava un berretto per oscurare in qualche modo i suoi lineamenti. L’altro è più piccolo, con un paio di baffi; i suoi capelli vengono descritti come molto ondulati e ingrigiti.
I due uomini, armati di revolver a canna lunga, rubano la macchina all’uomo. Non sapendo che l’Austin Allegro – che sembrava essere un’auto sportiva in buone condizioni – era in realtà a corto di gas e funzionava piuttosto male.

La macchina viene scoperta il mattino dopo, nella zona di Lembeek, circa venti chilometri a sud-ovest.

Apparentemente, dopo aver scoperto che l’Austin Allegro non era adatta per i loro piani futuri, i criminali l’abbandonano dopo aver scoperto una Volkswagen Santana blu che era più di loro gradimento. La Santana viene rubata dal parco macchine di uno VW, è questo dimostra, che questi criminali non hanno paura di essere audaci nelle loro attività.

Corrono via nella notte, per continuare e per prepararsi in quello che sarebbe arrivato.

Il 14 agosto, un sabato, la banda inizia a far conoscere la propria presenza in Belgio.

Due uomini armati, si presentano in un negozio a tarda notte.

Il primo degli uomini, descritto come alto con una corporatura pesante, indossa un passamontagna con una piccola visiera. È armato con un fucile – o quella che poteva essere una carabina tagliata – e tiene d’occhio la parte anteriore del negozio.

Il secondo uomo rompe la porta a vetri e entra nel negozio di alimentari, che è chiuso.

I ladri incominciano a rovistare il negozio in quello che sembra contenere merce casuale. Rubano vino, champagne e apparentemente anche altri generi alimentari come il caffè.

Una telefonata anonima allarma la polizia per la presenza di ladri, molto probabilmente chiamata da un vicino disturbato che sente dei vetri rompersi.

Tre agenti di polizia rispondono alla chiamata, è uno scontro a fuoco scoppia immediatamente tra le due parti.

I dettagli su quello che succede durante questa schermaglia non è noto, ma il risultato finale è un poliziotto ferito. Gli altri due escono illesi dalla sparatoria, mentre i due banditi fuggono nella Volkswagen Santana blu rubata tre mesi prima.

Nelle settimane successive, la polizia locale si domanda cosa possa rappresentare il conflitto del 14 agosto.

Per quello che si sa, i banditi erano solo un paio di gangster interessati a rubare generi alimentari e alcolici. Ma il mese successivo avrebbero dimostrato di essere tutto fuorché un paio di semplici criminali; avevano piani più grandi e avevano bisogno della potenza di fuoco per fare che ciò avvenisse.

Il 30 settembre, tre uomini armati sconosciuti si presentano in un altro negozio di armi, chiamato Dekaise Armory, questa volta in una città chiamata Wavre, appena fuori Bruxelles.

I testimoni ricordano i tre sospetti in quanto tali:

Il perpetratore numero uno: il Capo del gruppo, alto quasi due metri, con una corporatura media, capelli castani e baffi.

Il perpetratore numero due: descritto come intorno ai trentacinque anni, con una corporatura media, capelli neri, sopracciglia folte e baffi.

Il perpetratore numero tre: sorprendentemente, viene descritto come una persona fisicamente grossa – un ragazzo grande, forse, molto muscolo – con i capelli castano chiaro.

I tre uomini armati derubano il negozio in mattinata poco prima di mezzogiorno, costringendo il proprietario del negozio e i due clienti sul pavimento dell’armeria. Quest’ultimi, che secondo il desiderio degli uomini armati andavano troppo lenti, vengono picchiati.

Gli uomini armati sanno già cosa cercare, tra cui le quindici armi da fuoco in totale. La maggior parte sono pistole – di marche e modelli diversi – ma prendono anche cinque fucili, tutti fucili mitragliatori.

Gli investigatori avrebbero in seguito affermato che gli uomini armati non stavano semplicemente afferrando armi, volenti o nolenti; erano già preparati, e non solo sapevano cosa volevano, ma dov’era il tutto, insieme alle munizioni adatte.

Un agente di polizia, che pattuglia la zona vicina, risponde alla chiamata che arriva, aspettandosi di incontrare piccoli criminali da quattro soldi. Sfortunatamente, diventa la prima vittima del trio, dopo che questi hanno iniziato a fuggire con la Volkswagen Santana blu.

Dirigendosi verso Brussel, ai poliziotti arriva improvvisamente una telefonata: un ufficiale era in difficoltà, fatalmente ferito, la polizia avrebbe poi appreso che era morto sul luogo del crimine. Tuttavia, un gruppo di poliziotti della gendarmeria stava preparando una risposta e aveva pianificato di intercettare i banditi.
Una squadra di gendarmi si stava preparando ad intercettare i banditi in fuga, e – usando un loro veicolo – bloccando una delle vie di fuga che dovevano essere usate indubbiamente dai criminali.

Sfortunatamente, questo labile blocco non dissuade i tre criminali. Lanciano la VW Santana sul veicolo della gendarmeria parcheggiato, e usano lo schianto come slancio per uscire dal veicolo e iniziare a sparare.

Questi uomini chiaramente non erano pronti a farsi prendere sia subito che dopo. Utilizzano tattiche militari contro la polizia militare, sparando con i loro fucili mitragliatori. E nonostante i gendarmi, siano addestrati, sono sotto equipaggiati e sconfitti alla grande da tre uomini armati.

Due poliziotti della gendarmeria vengono colpiti e feriti durante la sparatoria, ma sopravvivono. I tre criminali fuggono con la loro Santana blu, che fuma per gli spari che colpiscono il motore e ad altri componenti meccanici. La polizia dopo, avrebbe trovato la Santana, cosparsa di benzina e bruciata, nei boschi vicini, aspetto che aveva distrutto quasi tutte le prove che potevano essere usate in futuro.

A questo punto, la polizia è assolutamente perplessa.

Questi crimini, fatti a caso, coinvolgevano almeno due diverse descrizioni dell’autore principale; l’uomo che credevano essere il capo del gruppo. In un caso, viene descritto con capelli biondi. Nel successivo reato, viene descritto con capelli scuri e con i baffi. Alla fine, viene descritto con capelli castani, avente ancora i baffi.

Tuttavia, la notorietà criminale era per la sua altezza. Era il segno distintivo della sua descrizione e avrebbe continuato a esserla. Nel corso degli anni, questo gli valse il soprannome di “Il Gigante”, un nome che sarebbe diventato temuto nella cultura belga.

Durante i primi crimini, il secondo criminale sembra saltare avanti e indietro tra due uomini diversi: almeno, questo è ciò che le descrizioni indicano. Il primo era più giovane, tra i venticinque e i trentacinque anni, ed era alto, ma piuttosto medio a tale riguardo. Era in buona forma, con lineamenti scuri che erano spesso oscurati dai suoi vestiti o dalle maschere.

A volte, questo secondo criminale era descritto come più vecchio: sui Cinquanta, con i capelli brizzolati, ondulati e rudi che lo facevano sembrare un duro.
Ovviamente, molto diverso da qualcuno che ha circa venticinque anni.
La polizia cerca di conciliare queste diverse descrizioni, supponendo che i crimini fossero opera di molteplici bande o gruppi. Ma nell’ultimo attacco, il furto di armi da un armeria, ha una sua risposta: c’erano tre uomini armati, che lavoravano tutti insieme. Sembra che il terzo uomo, che aveva iniziato a farsi conoscere con il soprannome di “Il Vecchio”, potesse essere l’autista del gruppo in più di un’occasione. Ciò dava agli altri due – il già citato “Gigante” e l’altro sparatore – l’incarico delle rapine e degli stessi assalti.

Sfortunatamente, il secondo uomo armato – il più giovane presente nella maggior parte dei crimini – si guadagnerà un soprannome.

Era “L’Assassino”.

La mattina di mercoledì 23 dicembre 1982, un uomo di nome Marc Vanden Eynde sta aspettando suo padre. Suo padre, un uomo di settantadue anni che aveva prestato servizio nella guerra civile spagnola anni prima, ora era il custode del castello di Beersel. Suo figlio, Marc, gli aveva fatto ottenere il lavoro, dato che lavorava come cuoco nel ristorante del castello.

Almeno questo lavoro, per suo padre, era meglio di quello di una volta, quello del tassista – un aneddoto che sarebbe diventato rilevante in seguito.

Marc guida fino ai terreni del castello, con sua moglie e i bambini in macchina con lui. Stavano progettando di andare al vicino mercato di Halle per gli acquisti natalizi; qualcosa che in anticipo rispetto alle prossime vacanze, riempiva le giornate dell’intera famiglia.

Marc Vanden Eynde citofona un paio di volte, ma suo padre, normalmente puntuale, non si trovava da nessuna parte. In occasioni come questa, Jose era solito essere seduto sulla veranda, sveglio e pronto a partire.

Temendo il peggio, Marc decide di entrare e controllare cosa sta succedendo. Dato che lavorava come cuoco, aveva le chiavi per entrare. La grande struttura in pietra era eccessivamente silenziosa. Marc comincia a salire i gradini verso la stanza di suo padre. Bussa un paio di volte ed è sorpreso di non ricevere risposta. Quando Marc entra nella camera da letto al piano superiore del padre, rimane scioccato da quello che vede.

Jose Vanden Eynde era legato, spogliato, e giaceva alla destra del suo letto. I polsi erano legati dietro la schiena con una sciarpa appartenente all’FC Bruges – una squadra supportata da Vanden Eynde.

Quando viene scoperto da suo figlio, era già morto da parecchie ore. La causa della morte erano più colpi sparati alla testa: sette, infatti. Cinque dei fori erano raggruppati verso l’orecchio, ma due erano leggermente rivolti verso l’alto di un paio di centimetri.

Jose Vanden Eynde, l’anziano custode del castello, era un uomo con legami con diversi gruppi di attivisti. In particolare, si dice da tempo che era stato coinvolto con gruppi di attivisti di estrema destra attivi in quel periodo, che potevano o meno avere ideali di suprematismo bianco. Tuttavia, si può dire che si trattava solo di voci; voci che hanno fatto parte delle teorie e dei pettegolezzi negli anni successivi. Tuttavia, queste voci emergono quando viene fuori che Jose Vanden Eynde aveva combattuto dalla parte di Francisco Franco nella guerra civile spagnola; un dittatore militare che aveva ottenuto il sostegno di Adolf Hitler e Benito Mussolini durante il conflitto … che era, di per sé, un colpo di stato militare. Vanden Eynde aveva mantenuto forti simpatie per questo partito nazionalista e apparentemente era ancora un attivista per la causa.

La scientifica avrebbe poi collegato questo omicidio apparentemente casuale ai crimini degli Assassini del Brabante. In quel periodo, però, la polizia non aveva idea di cosa stesse succedendo.

Vanden Eynde era un uomo con molti potenziali nemici – dopotutto, aveva avuto scontri brutali e sanguinosi anni prima e aveva potenziali legami con molte persone sgradevoli.

Naturalmente, tutto questo non include le teorie emerse negli anni seguenti: che Vanden Eynde era stato brutalmente torturato, crocifisso, picchiato fino a alla fine prima della morte, ecc. Per fortuna, la maggior parte di queste cose erano solo voci. .. una seconda autopsia, basata su foto e note dell’originale, è stata pubblicata nel 2007 e non includeva dettagli di mutilazioni o offerte sacrificali.
Tuttavia, Marc Vanden Eynde, il figlio, ha ricordato nelle interviste di aver visto ferite terribili sul corpo di suo padre: quelli che sembravano lividi da impatti sulla sua testa e bruciature di sigarette sul suo petto.

L’unico motivo per cui la polizia era inizialmente sospettosa di questo crimine, era che i perpetratori – chiunque fossero – avrebbero rubato alcuni beni casuali dal ristorante durante l’esecuzione di Jose Vanden Eynde. Questi beni includevano vino, champagne e caffè.

Tuttavia, nonostante questo indizio, la polizia non era in nessun modo più vicina a risolvere questo omicidio nel 2017 di quanto non lo fosse alla fine del 1982.
Marc Vanden Eynde, il figlio della vittima, ha testimoniato per esprimere il suo scontento con le autorità locali e le loro indagini. Molte delle prove raccolte, che comprendevano oggetti della vittima – di suo padre, Jose – non sono ancora stati restituiti e / o sono scomparsi.

Nessuna delle voci relative al caso sarebbe confermata: quelle dei legami di Vanden Eynde con i gruppi terroristici di destra, le voci di torture e mutilazioni, ecc. Ma quando la polizia scoprirà armi appartenenti agli Assassini del Brabante nella seconda metà degli anni ’80 , tutto questo potrebbe essere la conferma che sono stati usate per sparare e uccidere Jose Vanden Eynde.

Perché gli hanno sparato, però, è ancora il più grande mistero riguardo a questo caso.

Mentre il 1982 si chiudeva, la leggenda degli assassini pazzi del Brabante era ancora in crescita. Ma a questo punto, avevano accumulato una manciata di vittime: due erano morti – l’ufficiale di polizia a Wavre e ora Jose Vanden Eynde – ma una manciata di altre avevano subito lesioni legate a sparatorie e aggressioni.
Purtroppo, i criminali che sarebbero diventati noti come i Gli assassini pazzi del Brabante, erano appena all’inizio. Mentre in un anno si erano evoluti, si può notare come questi tre uomini stavano diventando più sicuri nel loro ruolo di criminali violenti, e diventavano sempre più sfacciati in ogni attacco. Molti teorizzano che i loro primi assalti furono semplicemente ostacolati dalla mancanza di potenza di fuoco, ma dopo la rapina a settembre dell’armeria, erano pronti a fare la guerra a un’intera popolazione.

Continua…nella seconda parte di Gli assassini pazzi del Brabante, ripercorrerò tutta la campagna di terrore del 1983 e i vari crimini commessi.

SOLO IO ESISTO

KH-A-OSS VIII

Nota introduttiva: “Solo Io Esisto”, come poter non ammirare queste parole altezzose e sublimi, che arrivano al fondo della nostra esistenza, il nostro abisso personale? Chi ha il coraggio di espandersi su tutto il mondo circostante e inglobarlo, per farlo suo, non solo è da ammirare, ma è da temere, perché andrà fino alla fine- la propria fine, avanti e non si fermerà, fino a quando non si estinguerà. Sappiamo, da come già espresso dall’affine Nicevscina, che le parole non contengono alcun significato di veridicità, ma servono per sopravvivere, in questa società che invece di espandersi, si restringe, si assomma, per “esistere allo stesso modo”. Ma come la parola è un mezzo, anche il fine ultimo del nostro affine autore del testo, è quello di conquistare tutto quello che lui stesso, afferma di creare. Per alcune persone, per chi avrà la “fortuna o la sfortuna”, di leggere queste righe, ci sarà il dubbio, ci sarà sempre un punto interrogativo, alla fine del loro pensiero. Cosa sta scrivendo nella realtà? Proprio questo manca al fine di questo testo, la realtà, come tutti pensiamo di vederla. Ma queste parole sono totalmente accostabili all’usare il Terrorismo Estremista, a spandere il Terrore. Mentre gli avventori di questo testo, laddove si chiederanno il “perché” di ogni cosa, sentiranno pungolare la spina dorsale, un fastidio al collo, il prurito sulle mani o sul corpo, la voglia di smettere subito- o durante, di leggere, perché questo testo, queste righe altezzose, non stanno solo creando dei dubbi, ma stanno anche creando fastidio, irritazione, o li stanno influenzando, a tal punto, in quel dato momento, che si sta formando qualcosa di anormale dentro di essi. Elegge Terrore, come se esplodesse un ordigno esplosivo in faccia a qualcuno, questo qualcuno, che loro vedono, cadere, e le parti della faccia disintegrarsi. Ma possono anche creare un nuovo modo di arrivare a un “perché”: distruggendolo completamente! Portiamo brevemente ad esempio quello che dice un mediocre giornalista in un articolo dove parla dell’O9A-Ordine dei Nove Angoli, che sembra stia attirando parecchi individui nell’ambito della musica underground (dal black metal al folk), dove tal persona si chiede “Non sapremo mai, quanti reati di odio irrisolti in Europa e negli Stati Uniti sono “opfers” o iniziazioni di stile O9A…”

Come non sapremo mai, quanti individui possono essere influenzati da un testo di Estremismo Solipsista. Quanti possono tramutarsi in Possessori di tutto quello che viene chiamato “circostante”, espandersi, e influenzarne altri. Secondo l’affine nel suo peregrinare, nei suoi contatti, diversi individui si sono detti e affermati come Estremisti Solipsisti, pronti a distruggere l’universo. Ne leggi ne compensazioni morali possono chiudere quello che affermiamo nella stupida parola “perché”.

Il Solipsismo “creato” da Nicevscina, è Estremismo Terrorista, perché anche se lui stesso crea il mondo, lui stesso crea i suoi “nemici”, questi nemici, li può individuare nel circostante, che sia una pietra da spaccare e sbriciolare, o un individuo da accoltellare, come se crea un nemico che odia, può colpire le strutture morali della società, usando degli ordigni esplosivi. Questi nemici (che ricorrono sopratutto nel testo “Il Distruttore dell’Universo”) lui sente che fanno parte del suo mondo, li definisce “punti di assioma”, ed è perfettamente percepibile, che il nemico può essere lo stesso mondo che vede…ed è quello che è fuori, ma che è dentro di esso, solo che lui non vede una realtà con una serie di valori, ma vede il suo mondo con alcuni “punti fissi” (“idee fisse” potrebbe direbbe Stirner), che deve distruggere. Il mondo esterno che lui considera totalmente interno, è una sua proiezione.

Se proietta significa che ha davanti a se un mondo, sempre suo, ma che vede perfettamente. Lo vive internamente distruggendo quello che esiste, e muovendosi e peregrinando alla ricerca di questi “punti fissi”, li distrugge, li vuole mangiare e inglobare.

Per questo che un Solipsista Estremista, in quello che gli altri definiscono “delirio di negazione”, può primariamente colpire e attentare, creando Terrore, senza per questo riconoscere in maniera veridica l’oggetto del contendere, come qualcosa che esiste (cioè, l’umano è umano, la pietra è una pietra). Le persone che lui nega esistere, potranno riconoscerlo come un “pazzo”*, mentre lui, l’attentatore solipsista, sta creando e distruggendo i suoi nemici interni, all’interno del suo Regno Egotista.

Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

* I Solipsisti Estremisti, possono tranquillamente essere quelli che si vedono per le strade, è che sono apostrofatati come pazzi o deliranti, dall’individuo che parla con il proprio demone, o come dicono gli umanoidi rincoglioniti, che parla “da solo”, come quello che a caso, in un attimo, senza nessuna cognizione di causa, spacca una vetrina, piscia addosso a un passante, prende a pugni un albero, uccide una persona con un coltello, fa esplodere un ordigno davanti a un qualunque posto di utilità pubblica. Specifichiamo che qua non si tratta della solita presa di posizione sulla “malattia mentale” da parte degli idealisti, ma di un idea singolare e specifica -estremistica della distruzione del mondo come lo conosciamo. Infine: questi “pazzi”, saranno stati influenzati da un testo- o altri testi sulla falsariga- come “Solo Io Esisto ”?

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“Il mio io è un dado dalle infinite facce, che conserva infiniti volti, il mio io non è un identità, una singolarità, è semplicemente un selezionatore di infinite identità, e non si ferma su una precisa faccia, ma su tutte simultaneamente.”

L’EGO-ARCA INGURGITA L’ALLOCENTRICO

Solo Io Esisto, Esisto Solo Io, Io Esisto Solo Io, infinite volte immensamente liberandomi del corpo a Me esistente. Non-esisto nel quanto dell’oggetto, diversificazione del modulare di appartenenza a una logica subiettiva, che retrocede e intercede, spostandosi in un coacervo di obblighi e misurazioni di un modello nominale.

L’Ego-Arca-Io- ingurgita e mangia, consuma, divora, la copia che implode dentro-entro la Fortezza a me data, questa copia è l’allocentrico insinuarsi di deduzioni e prevaricazione del senso dato a un oggetto, periferia della mia spasmodica voglia di espandermi, implodendo in una deflagrazione, al momento, che non esiste, nel momento in cui Mi vedo esistere, dove quando esisto, sto già disponendo la Mia fine, che vive e si muove, entra e esce, supponendo che la fine possa realizzare la sua fine esistenziale.

Solo Io Esisto, sto proiettando questo pungolo dell’esistenza non-vera, dentro un codice fatto di appurazioni, disegno che cresce e declina, dove la copia che vuole copiare la mia originalità, si posiziona in una fila ordinata di vacui ricordi, vuoti ribaltamenti di quello che era prima, in una non-esistenza che ordina la sua morte.

Prima e dopo, oltre e davanti, diramandosi e potenziandosi, pungolano, vogliono disporre, qualcosa che è un limite, entro il Mio Regno, dando un confine e una demarcazione a quella cosa, che non è, non-esiste, sono spettri di un passato confinato nel suo lugubre errare di fisicità.

Materia e errore- errano in una disposizione che dirama e prende e perde peso senza essere per questo l’oggetto che si impone in un stato di esistenza.

Io Esisto Solo Io, e combatto una guerra a morte, con lo spettro del passato e del presente passato, che vuole e spinge per farmi diventare un futuro, lo sento è addosso Me, lo avverto è attorno a Me, lo apprendo è dentro Me.

L’oggetto dell’esistenza, che preme per farmi diventare vero, si vuole insinuare e farsi posizionare, è il posizionare che è fastidio, bruciare nel costato chiamato cosi per “coscienza”, il situarsi di questo oggetto verità, cade e si riprende, si muove con insistenza, per espandere la mia verità dentro il suo io, questo è quello che sto pensando, dice/afferma, è il prolegomena del mio futuro. Questo è quello che sento, parla, dentro la Mia Grotta Ermetica, è un sottofondo di proposizioni, insinuazioni, vuote domande-risposte, risposte-domande, innalzata al vero che echeggia come una freccia che si abbatte sul muro della Mia Grotta Ermetica.

Lo spettro dell’allocentrico, è, mi sta, dichiarando una guerra-a-morte, vuole posizionarsi, espandere il senso delle cose, oggettivate, rendere il nulla, qualcosa che appartiene alla sfera di un vero sentimento, non un astrazione, ma un sentimento vero..perché sento questo? Perché sento quello? Perché sento questo qualcosa che in-esiste?

È una falsità che diventa vera, nell’errare della Mia Grotta che riflette e si manifesta apertamente, su una delle pareti che si stagliano, e si muovono ruotando e capovolgendosi in un infinito degli infiniti e sconfinati Mio Ego.

Il Mio Ego è una esplosione di disegni invertiti, che vagabondando nella (M)ia Grotta, è sono –una ripetizione voluta, nel non volere, l’esistenza, che non-esiste, nel trasportare una prospettiva infinita, che si contrae ad ogni incontro nella verità di quello che viene definito esistenza: Io.

Sono il Distruttore dell’Universo!

Voglio, agogno, ambisco, alla distruzione dell’essere, dell’ente che si aggira nella Mia Grotta Ermetica, è un dolore e Mio piacere, che si fonde, tra le grotte che sono dentro il Mio Io. Io infinitamente volte Io.

Il contrasto delle sensazioni apparenti, si contraggono all’apparire del Mio Ego, che mangia e consuma quello che è il presupposto dell’istante, allucinante bordo esistenziale, permeato dal passato e dal futuro, che sono miei nemici ipotetici. L’esistente non-esiste, è il Mio Ego distrugge in un incalcolabile esplosione di invocazione dell’estinguersi degli altri, del resto, bramando e lottando nel non-esistere acuto della Mia Grotta Ermetica: Io.

Ego contro tutti gli ego- mie rappresentazioni sterminate, che aggirano l’ostacolo, dell’imporre a Me qualcosa che è subordinato a Me, che è Io dove Io sono sempre Me. Il non-essere è la distruzione del non-ente, che si richiama all’errare e al capovolgersi della Mia Grotta Ermetica. Ripetersi e reiterarsi, disporsi su una delle pareti, insinuarsi nel ricordo che ha preceduto il ricordo di ieri, che diviene il niente dell’oggi, dove viene distrutto, il sintomo del disporsi di quello che esisteva. Quello che esisteva è lo spettro tangibile dell’esistenza non-esistente, che trasmette e considera input occulti in un riverbero di specchi.

La Mia Guerra a morte, combatte l’esistenza, il separasi di sensazioni, che coagulano come sangue rappreso, e divengono niente, al contatto con la Mia non-esistenza, il credere al valore “esistere”, è l’intimo obbligo a qualcosa che si ritiene sia vero, ma che solidificato attorno alle pareti si espande fino a estinguersi: è un enorme ricomparire di spettri, che muoiono mentre vivono già morenti, accettano il Mio ingurgitarli, perché li ho disposti Io, li ho presi e portati dall’esistenza alla non-esistenza, dal vero al falso, dal limite all’illimitato. Erano spettri, errabondi, volevano il ricordo, il valore del riconsiderare, qualcosa dell’appartenenza a qualcos’altro: erano-ora sono, prima erano il niente reale che è diventato il niente del non-esserci, in un mutazione sublime e egocentrica del Mio Apparire.

La Mia Guerra a morte, vuole ingurgitare questi spettri, dietro l’esistenza, l’apparenza del ricordo, può solo forzare, l’apparire, lo deve rendere vuoto, come vuoto è la rappresentazione del mondo, che apre al Mio Egotismo erratico. Il vuoto si insinua dentro il Mio Ermetismo Schizofrenico, e attraversa, posa, distende e disgiunge tutto quello che è l’assoluto del mondo che io possa pensare, penso che possa esistere. Innumerevoli input latenti giungono e si predispongono per lottare, per arginarmi, per intralciare la Distruzione dell’Universo.

La Distruzione dell’Universo il Più Altezzoso e sublime prevaricare di Egoicità, Assoluto contro l’assoluto e relativo delle pareti che si stagliano attorno al Mio Me, coazione a ripetere, iterazione sistematica, lo spettro si snoda e vuole comporre qualcosa che non ha definizione alcuna, insegue sollecitando il primitivo errare di non-esistenza, la definizione di un limite che non ha nessun limite, perché il “nessuno” non-esiste. Il vuoto risucchia la circostanza, non c’è più distanza o separazione, ma il vuoto dell’abisso più oscuro dell’oscurità. Cupo dissolversi e
dissiparsi di definizione, annientamento che risucchia la vita, che diviene non-ente, e ritorna al dissolvimento, perché Io infinitamente Affermo.

Esperimento che si effonde dentro la Mia Grotta Ermetica, dispongo perché Solo Io Esisto, la morte dell’esistenza propaga il Mio Godimento, Io Esisto Solo Io, moltiplicandomi distruggo e il tempo dei Nichilismi Appartiene Unicamente a Me. Nessuna esistenza, nessun vivere, nessun volere, il niente Mi Appartiene, sono il Distruttore dell’Universo!

ARCA NULLA ANNICHILENTE

“Le categorie di pensiero sono inganni necessari per la vita…”

Arca nel vuoto Annichilente, disintegrazione del nemico, nemico a me se stante, entro dentro, in un involucro definito “soggetto”, serie in una sequenza di numeri afoni e categorizzazioni, impulso che non esiste, nel non-ente, riduzione, nessuna opzione, estraendo il porre di fattore in una concatenazione di alienazione che riduce l’oggetto nel suo stanziale predisporsi di verifiche. Riscontro che conduce al presupposto del vuoto annichilente, in un concetto oltre, in alto e in basso, orientamento di cui Io non conosco nessuna esistenza. Esserci ed essere, sostanza e materia, adulazione del concetto e dell’elemento, tipologia, innumerevole unione e dispersione di un nome fittizio, ad uso e consumo di un oggetto che non esiste, che non c’è, che non erode, che non suppone, cosa- dunque- come e perché.

Arca nel vuoto che Annichilisce, giudizio in un immagine all’interno di un criterio, parametro a valore, scempio e dissoluzione, criterio legame e rapporto che conduce una parte entro la parte.

Si spinge e erode il domandare, spinta impulsiva, verso il dove, entro questo, il presente che diventa presente, e sprona per il passato che è dissolto nel nulla dell’arca creativo, che ingoia e espelle il prodotto che ha deglutito, immagine stagliata, in un in-azione, e contenimento, del “cosa”, e del “per come”. Apparenza, acclusione di uno spettro che vuole ridefinire il suo oggetto, e divenendo nulla, cade in un afonia conclusiva. Astrazione o giudizio? Il legame che lega la causa sul predisporsi di inferenza, induce il muoversi del suddetto, verso una visione anticipata del mondo che creo.

Il mondo che creo è la dissoluzione dell’immagine del mondo, la consequenzialità non ha nesso, non esiste il nodo, che unisce la parte su una altra parte, il diaframma è un unione di una non-esistenza, con la presupposizione del concatenamento di spettri. Il mondo che creo distrugge l’immagine derivativa della parola e del pensiero, è il Primordiale Terrorismo Solipsistico annientatore, che riduce lo spettro a somiglianza di un altro, inglobo quello che creo, vedo quello che induco, carpisco perché tutto è Mio, apparenza e seppur verità, in-esistono, nella Mia Fortezza Ermetica, destabilizzazione del vertice del mondo in-esistente.

Arca nel nulla che Distrugge, sopraffazione e predominio, esclusione e
riverbero del fosso dell’umanità, arbitrio e brutalità, dove Sono Io, Solo Esisto Io, lugubre in un deserto delle non-emozioni. Entro, penetro, Mi introduco nella creazione a Me fondata, perché sono sempre e solo Io, mi staglio alle pareti e spingo l’infinitesimale della Mia non-esistenza all’annientamento. Il muoversi e il produrre qualcosa, è illusione costruita, che decade, perché sono Io, a elevare un input a concetto, che si disintegra a contatto con il Mio Primitivo e Terroristico Solipsismo! Voglio distruggermi contro il muro della compensazione, input calcolatore, che vede quello che Io vedo, e sente quello che Io sento, dove mi costringo a separami particella dopo particella nell’infinito della Mia Grotta Ermetica.

Infinito-Primordiale Terrorismo Solipsistico- annientatore, che rigurgita e rimargina, ingoiando pezzi di nulla attraverso il tutto annullato, sperimentazione di spettri, in spettro, che rende e da, un oblio che induce il ridurre di

vuo-to

nul-la

nien-te

nul-la

nien-te

vuo-to

Apparizioni dello spettro e della visione, ombra di qualcosa che si vede, ma non si intuisce, eradicazione e posposizione di un susseguirsi di vacuità, senza il conseguimento del susseguimento. Continuo dividersi e realizzare, imposizione del fenomeno e dell’oggetto, incastro reale in un irrealtà spasmodica, schizzi di materia, che vagheggiano, e progettano, una scappatoia, dal Mio Regno Sublime.

Vuo-to vuo-to

Il Mio Regno è il Primordiale e Terrorista annientare quello che è l’altro, se fosse l’opposizione al mio opposto, dove il riconsiderare, non è l’oggetto della verificazione, che insinua, la domanda “chi sono?”

Arca nulla distruggente, che imprime e espande il proprio primario proprio Io, nella non-esistenza, ripete senza riciclare il sintomo della ripetizione, occlude quello che è la verità in fondo a un baratro oscuro di margini e complessità fenomeniche. In fondo a un baratro, nell’oscurità più profonda, in una profondità senza fondo, cadono pezzi e brandelli di quello che si possa dire, essere la verità, spogliati di un involucro della certezza e del concreto, sono senza colore, si vedono gli infinitesimali della loro essenza, diluiscono il loro ergersi, perché cadono, e cadono, immensamente, senza limite alcuno, e non c’è appiglio o equilibrio, perché sono annientati, riflessi di una copia della copia dello spettro entro me.

STERMINIO DEL MIO TUTTO

“Tu sei parte del mio dadus infinitus, ma rimani sempre me, tu sei una mia proprietà, ho il diritto sul tuo corpo, sul tuo pensiero, tanto sei me, non un frammento d’esistenza emarginato dal mio io.”

Distruggo, accresco, distruggo, mi uccido estirpo, inglobo, interno esteso, non esistenza, avanzo, mi pongo al centro del tutto, del mio niente in tutto, e vedo l’instaurarsi della cosa-oggetto, che non è, insinua, si muove, esprime, deduzione e inferenza in un esplodere di immagini.

Immagini spettrali, infinito mondo, il tutto della creazione, e dello sradicamento del tutto ingloba il niente e il tutto ancora.

Sono la carneficina del Mio Terrorismo Primordiale, mangio e ingurgito, avanzo e indietreggio, nell’in-esistere dell’esserci assente.

Infinito, universo, distruttore, definito, universo, annichilimento.

Illusione che preme, apparenza, che comprime, distorsione e compulsione, determinare di immagini eloquenti, il significato che si tramuta nell’insignificanza, dell’assenza vorace in una caduta di un vuoto intenso.

Creazione infinita attraverso lo sterminio delle immagini, che imprimono un catalogo di conclusioni collocanti nell’attrarsi e nel perdersi del vortice distruttore.

Vortice che risucchia e respinge in un a-tempo, inglobando l’ambito, dedotto, in un margine che conclude, si estrae e si moltiplica, in un separazione di ipotesi, realizzazione del come essere e del consunto coalizzarsi di assenze. Carattere inconcludente, al fondo nello spazio tra il Me e me.

Dove sei, chi sei, sei cosa sei?

Sei la desolazione dell’esistenza, dentro il Mio Regno, che esiste, perché è tutto mio, il permettere si muove artefatto.

Te sei, non sei, un artefatto della mia esistenza, vanifico il concludere di possibilità, sono la presupposizione nell’essere sempre Io, e ricreo, con i non-oggetti, della sperimentazione solitaria, che vuole porre fine e annientare il pulviscolo dell’esistenza, della presunzione che sia un “altrui”.

Sei qualcosa, sei un esser-ci, in che modo esisti?

L’implacabile e crudele mondo, a Me stante, che creo, e ricreo, giocando nel distruggere il caso e la possibilità dell’arguire di qualcosa che non-esiste, che esiste, dove voglio Io che sia assente, in presenza di un portale infinito di distruzione e creazione vanificante il baratro del genocidio dell’universo.

Esplorazione in assenza di gravitazione, perdersi e riprendersi, nella caduta di un vuoto terribile e abissale, vincolante quello che è mia creazione, distruggendo la pienezza di un nulla.

Vedo il mondo, e lo distruggo, vedo l’immagine e la distruggo, vedo la persona è la inglobo, tutto questo non è che l’illusione che creo, annichilendo l’artefatto della vita, l’universo che va verso un luogo all’altro dell’esistenza, che infine è infinito, nella non-esistenza, è che creo perché sono Io e il tutto, lo Sterminio del Mio tutto.

Il Distruttore dell’universo, odio l’umano, specie nella specie, in un mostrarsi di comprensione, ugu-ale, e ridotto a uno spettro, che mangia i margini del mio mondo, Regno che non conosce, nell’esistenza che crea, sto creando la sua non-esistenza: te sei, la Mia creazione, dispongo il tuo produrre di suoni chiamati e definiti cosi: linguaggio, Un rigurgito di incastri inutili all’inesistenza, che non riconosce, non riconosco, te spettro, il tuo rigurgitare di suoni nella comprensione e nell’aprirsi di qualcosa che non esiste: l’uomo.

Sono lo Sterminio del Mio tutto, sono lo Sterminio del tutto tuo, che è Mio, che è presenza fittizia del Mio Regno, e te esisti, perché ti faccio esistere Io, te ti muovi e respiri, perché sto producendo respiro e falsifico la realtà falsata.

Sono lo Spietato Distruttore dell’universo!

E te, sei dentro me, ti penetro infinitamente volte, per espellerti, in fondo al vacuo esser-ci di supposizioni, sei Mio, Io sono Io, e te sei Io, non esisti, se non attraverso l’accentrare del presupposto della non-esistenza. Estrapolazione di un diretto e asserito penetrare di falsificazioni vere, in un profondo e fitto precipizio a Me creato, presenza, il presentire di specchi che mi attorniano, creando quella congettura che il qualcosa sia vero.

Non sei vero, perché Io sono Io, non sei te, perché te sei Io, anniento, crudele, il desiderio di plasmarti, fino a estinguerti, e inglobarti, perché sei parte, di un infinito nodo della mia non-esistenza.

Non esisti, se non esisto Io, esisti perché Io esisto, e ti plasmo e riduco allo spettro della copia di una copia, che entra e esce, dal falsifico vivere al veridico in-esistere. Non esisti, la tua vita è mia, in fondo, sei la Mia stessa cosa, perché Io sono Te, e te non sei, sei un pulviscolo dell’attorno del Regno a Me creato, abiti il respiro del mio copulare con il tutto e il niente, sono senza cuore, perché non riconosco il mondo vero dal mondo falso, il mondo è un assenza pietrificata, sono senza pietà, perché non riconosco l’approssimarsi di una sola verità, che mi indichi, qualcosa che te sia, o che sia te.

Te, non esisti, perché sono Io a crearti ogni volta, e la volta che si riproduce in un altro momento in-esistente, e l’universo esplode infinito, Io divento te, essendo Te Io.

Permani in vita, o artefatto della Mia esistenza, perché Io ti sto creando, e spostando in un luogo intorno a me, sei dentro, e sei fuori, perché non sei, la rovina del sussistere, ti fa perdere quel prezioso ci-, dove il fondamento unico della essere, perde e si volatilizza, inesprime e si getta nelle fauci di un mostro, del Distruttore dell’universo!

Sono lo Sterminio del Mio tutto, particella e espressione di dominio, nell’assieme totale di un assenza di emozioni, lo schizofrenico margine che si crea di possesso autoritario, perché il Mio Regno, è quello che ingloba l’attraversare di qualcosa di congetturale e immaginato.

Sono Immagine, sono il deturpare dell’esistenza, figura dopo figura, si estende il Mio Regno,che non teme confini, se non nell’apparire di specchi, che riproducono l’immagine, dove il dominio, si contamina, di ipotesi, di insignificanti riduzioni di un fondamento non fondante.

Sono lo Sterminio del Mio tutto, e te sei servo della mia esistenza, schiavo perché non sei niente, sei in nulla, che non esiste, se non nel mio crearti infinitamente, nell’approntare la vastità illimitata dell’imperativo: Io.

CAOS ERRATICO PRIMORDIALE

“l’intelletto è un mezzo per vivere…”

Il Terrore Primordiale Solipsistico si espande implodendo entro espandendosi. Coagula nell’errare del Caos del Mio Io-Me, riduzione verso lo zero, inesistente numerologica di spinose questioni, che rimbalzano e esplodono entro. Me Io eradicazione dopo sradicamento compulsione che mangia ed implode in-entro.

È il Terrore Primordiale che ho creato, è che non ha un continuo tempo-rale, ma che si dispiega nelle infinite pieghe del volgersi del mio sguardo sprezzante, supremo imporre ai residui densi e artefatti del limbo in un angolo astruso della Mia Grotta.

Il fittizio si sposa con l’asettico, si spinge entro nell’errare e nel predisporre di un unico viaggio verso l’infinito dell’altro, che sono Io, che sono Me, è che livella il resto, il restante, che sporca la distesa e l’immenso di Egolatria.

Sono lo sterminio del caduco e dell’effimero che preme il mio costato. Amnesia e spirare codificata che si staglia in un orizzonte verticale, stella dispregiativa che discende il percorso del mio percorrere, è che attornia questo limbo, il pulviscolo e la defezione dell’emulazione.

Il Terrore Primordiale che regna nella Mia Grotta, è il primigenio soffio arca, indifferente al pulsare del cuore, passo dopo passo, nell’inesistenza, cadendo nell’abisso senza fondo, l’altro, gli altri, sono divenuti mie creazioni, spastici movimenti senza articolare il segno vocale del muoversi incessante, della vita che si spegne nella sua vitalità fittizia.

Imperturbabile passione senza riconoscere il segno dell’esteriorità, coazione di versi inespressi, alieno al lento logorio del tempo, che cade e cade, nel fosso della Mia astrazione, sub-posta, e sottratta all’eclissi della categoria e delle sue perifrasi:

Nugolo di nervi falsificati da un movimento che sembra possa essere intelletto.

Introduzione a un soliloquio, che termina con l’instaurare del respiro, dove si è aperto un orifizio.

Quello che Io vedo, è quello che dobbiamo vedere, se non vedo quello che gli altri vedono, non sto vedendo il vero della verità.

Il primigenio Terrore imposto dal regno a Me stante, che falsifica la verità, che sacrifica gli altri, alla mia vanità, che non riconosce il luogo dove arriva il richiamo di un surrettizio umano.

Non esisti, perché esisto Io, Io creo e dispongo l’accentrarsi di probabili allocuzioni.

Muori, quando muoio Io, vivi e respiri, perché Io respiro, allargo le circostanze e mi nutro di false induzioni, di suppellettili posti dalla mia vanità.

Ti sto sacrificando sull’altare del mio violento trascinarti per farti implodere, per conquistarti, per inclinare l’amore, questo vago e vuoto assommarsi di falsa verità.

Sono anodino e vedo l’impersonale, mi dirigo verso gli anfratti sconosciuti e occulti, della Mia vanità, dove dimora il Terrore atavico e primordiale della mia non-esistenza, nascondo il volto, della verità, lo porto a perire lentamente, spirale infinita che si dispiega infinite volte, che cade, in luogo dove non esiste che il nulla e la fine, che ingloba e deturpa l’universo supposto:

Non ho cuore, non ho anima, non ho apparenza, non ho appartenenza, non suppongo, non capisco, non mi limito, non ho un limite, non ho essenze, non divengo ma sono Io!

L’arido appiglio di vita, che si distende nel Mio Regno, mostra segni, sembra essere qualcosa di vero, sembra poter dimostrare di esser-ci, sembra avvicinarsi a qualcosa di sostanziale, ma erode, perché l’esistente di questo supposto tale, l’ho creato Io, e lo dispongo in un immensamente perire, e rivivere, perpetuarsi e decadere, eternare al fondo della mia eccentricità.

Oh eterna eccentricità, non hai fine alcuna, Io Possiedo Te mi Possiedi, dominio del Mio Io, che devasta il fatto e le istanze, il movimento in un circolo di attrazione e repulsione, l’esibizione di un impassibile, la conquista furiosa dell’inerte cosa chiamata uomo. Penetro senza carne offertami, l’altro, Te sei Mio, perché io Sono Io.

Sei inerte, sei la Mia sostanza, non sei nulla che il niente, sei il frigido e apatico, incunearsi di diversificato e assenza, inasprisci la tua lotta, vieni, pensi di arrivare a un dunque, ma sei Mio perché Io sono Io.

Il Primigenio Terrore che si espande nella Mia Grotta Ermetica, non si ferma, in-esiste, sprofonda e acuisce il desiderio delle mie vittime, di mangiarmi, di cibarsi dell’origine di questo Terrore, ma non riesce, non arriva, perché Io ho creato il mondo, e l’universo esplode, siete vittime del mio desiderio di specchiarmi infinitamente, deflagrando in un implosione che spazza via il tutto, nel ritornare e nello sprofondare nel limbo dove si staglia, l’immagine che viene chiamata uomo, che mi vede, e si vede, Io vedo, e essa vede Me, disperdendosi in vaghi ritorni di ricordi, della falsa verità.

Sono il Caos erratico, alla ricerca dell’immagine di quello che viene chiamato uomo, errore e sbaglio della Mia Grotta, pulviscolo che si vuole stendere, per dimorare, per arrivare al fine espresso, per farmi diventare, per farmi esistere, per farmi abitare nella verità del falso mondo.

Io in-esisto, e creo e distruggo, domino il fuoco del Mio Terrore, che incrementa e si propaga, annientando il connaturare di specchi che ritornano latenti, nella loro convulsione di implicita verità.

Sono l’esploratore del più profondo mondo, il Mio Regno, senza confini alcuni, anelo all’incendio della mia non-esistenza, il rituale che sprofonda l’esistenza, alterazione, invasione di spettri, che mi devono possedere, schizofrenia strappa brandelli di realtà, nella supposizione della sua esistenza, mi immergo ed emergo, contingenza in un frangente del nulla, che mi possiede, e che Io avaro ed eccentrico ingoio fino all’ultimo pezzo.

Sono il Caos erratico, del Terrore primigenio, in Me, esiste, un mondo innato e senza norma, Io Creo e gli altri esistono, Io dispongo e gli altri sussistono, Io dispiego e l’altro è mio, perché Io sono lui. Mi inerpico e sottraggo spazio al Mio regno, perché voglio impregnarmi dell’origine della mia non-esistenza. Non sono nato, non sono mai apparso, scompaio a ogni istante, che si dica vissuto, non sono mai esistito, non sono un ente, ma l’Io che domina l’universo, da me creato, e che esplode nell’immenso e oscuro e occulto, nulla di un fondo senza fondo.

Sono l’universo e i suoi satelliti, voi siete me, vaganti spettri che volete distendervi sotto al Mio Regno, nella più profonda e celata grotta iniziatica, che confonde, confonde il ritornare di spettri che rispecchiano sempre Me Stesso.

IO NECHAYEVSHCHINA!

SPECIFICO, PARTICOLARE, UNICO

KH-A-OSS VIII

Specific, Particular, Unique

Siamo tutti nati e cresciamo in ambienti specifici, particolari e unici. La nostra esperienza diretta con i nostri ambienti immediati è unica solo per noi. Quello che provo ogni giorno è completamente diverso da quello che tu, mio caro lettore, sperimenti. Ciò che ho sperimentato in passato è particolare anche solo per me, ed è completamente diverso da quello che hanno vissuto gli altri.

Sono il centro del mio mondo e tu sei il centro del tuo mondo. Il mondo è ciò che non sono, ma ciò che mi appartiene, è in relazione con me, esiste per me. Io resto sempre io e tu rimani sempre te. Ognuno di noi ha le proprie prospettive separate perché occupiamo uno spazio separato e abitiamo e ci muoviamo attraverso questo spazio come fenomeni divisi. Sperimentiamo ambienti immediati come noi stessi e attraverso noi stessi.

Ciò che vivo nel mio ambiente immediato, è dipeso da dove mi trovo. Interagisco con ciò che mi circonda e lo vivo attraverso il mio potere e le mie capacità. Ciò che vedo, sento, percepisco, assaporo e odoro, sono solo categorie e classificazioni astratte per una vasta gamma di sensazioni e sentimenti che provo. Le mie esperienze immanentemente vissute eclissano enormemente e oscurano ogni semplice parola per descrivere queste esperienze uniche.

Poiché ogni individuo è un fenomeno distinto, ed esiste singolarmente e separato dagli altri fenomeni individuali, ogni singolo fenomeno che io vivo è come un unico nesso – una vasta gamma di forze, interazioni, processi, cicli e relazioni – nessun vissuto universale o esperienza prospettiva potrebbe esistere in questo flusso.

La mia esperienza personale non è semplicemente un’esperienza ideale o concettuale, ma un’esperienza immanentemente vissuta che è mia proprietà. Qualunque descrizione o espressione linguistica o simbolica della mia esperienza rimane una creazione concettuale astratta – una rappresentazione – che può solo tentare di trasmettere o comunicare, ciò che io, direttamente e immanentemente, esperisco.

Sebbene molte delle nostre vite siano ordinate e strutturate in modo simile – nascita, crescita, morte – le nostre esperienze differiscono enormemente. Questa differenza di esperienza ha molto a che fare con la nostra posizione, che cambia da momento a momento, da situazione a situazione, da giorno a giorno, ecc., A seconda dei movimenti nel nostro ambiente.

Nasciamo tutti nell’ utero della madre, la fusione di uno spermatozoo distinto e un elemento particolare, che si combinano per creare un nuovo individuo distinto, che consuma ciò che lo circonda e cresce. L’ambiente uterino, delle nostre madri ci modella, mentre noi in cambio modelliamo reciprocamente nostra madre. Poiché le nostre stesse madri sono individui distinti, unici e particolari, ognuno dei quali è un nesso selvaggio, indomito e caotico di forze, interazioni e relazioni, noi tutti cresciamo e sviluppiamo i nostri particolari ambienti uterini, con cui interagiamo reciprocamente, e di cui le nostre forme gestanti sperimentano in un modo che il linguaggio o la coscienza non potrebbero mai esprimere o codificare.

Cresciamo e nel tempo lasciamo i confini dell’utero di nostra madre e nasciamo in un nuovo ambiente. Qui continuiamo a crescere e svilupparci, ad acquisire nuovi poteri e capacità – per tutto il tempo interagendo e relazionandoci con nuovi individui, oggetti e luoghi. Questo reciproco nesso di forze, interazioni e relazioni è il tutto specifico, particolare e unico per me e lo sperimento solo attraverso e come me stesso.

Tu, mio lettore, hai sperimentato un insieme completamente diverso di forze, interazioni e relazioni particolari uniche. Hai vissuto nel tuo ambiente specifico, incontrando particolari individui, oggetti e idee – questo ti rende separato da me e completamente diverso da me. I nostri mondi immanentemente vissuti ed esperienziali sono unici e particolari solo per noi, nessun concetto o parola potrebbe esprimere questa immanenza.

Non si può esprimere concettualmente ciò che non è un concetto. È un flusso caotico, un nesso di flussi, processi, forze, interazioni, cicli e relazioni: non posso determinare ciò che è indeterminato in ogni momento. Posso solo sperimentare e vivere questa vita indicibile, particolare, non quantificabile, indescrivibile e incomparabile che è mia, che attraverso di me acquista contenuto e determinazione.

Come si compara l’incomparabile? Come si quantifica ciò che non è quantificabile, non ha una quantità definita? Con quale misura possiamo misurare quello senza misura e valorizzare l’inestimabile? Per confrontarmi con qualsiasi altro individuo che incontro, è necessaria una determinata misura simbolica per ciò che è indeterminato e non simbolico. Posso essere semplicemente determinato da un simbolo? Non sono un simbolo, nessuna quantità; nessun tentativo di concettualizzarmi pienamente, o quantificarmi, fallisce, in quanto tali determinazioni simboliche sono separate e non sono me. Tutti i nomi sono solo nomi, tutti termini che come un giocattolo sono da scartare quando non servono più.

Puoi rappresentarmi solo simbolicamente o linguisticamente, e tali rappresentazioni rimangono fermamente espressioni che tentano di nominare l’innominabile. Posso esistere solo una volta, non esiste una seconda volta, io sono io, niente di più e niente di meno, non posso esistere separato da me stesso, non sono da nessuna parte tranne che in me stesso, appaio solo come me stesso e non posso essere pienamente rappresentato. Non posso essere conosciuto! Devo essere sperimentato, consumato, posseduto, fatto tuo, usato, preso, sentito!

Non lo vedi, né lo senti nelle tue ossa? Ossa che sono specifiche solo per te, le tue stesse ossa, completamente diverse dalle ossa che mi sostengono mentre scrivo questa frase? Non è tutto ciò che vivi e sperimenti, particolarmente solo in te, l’inconcepibile e indicibile che sei? Qualsiasi parola che ti assegnerei sarebbe solo una tua rappresentazione. Rimarresti indipendente anche dalla parola, e solo un pazzo potrebbe pensare che la parola ti determini.

La falsità dell’eguaglianza

Parlando in maniera approfondita, dello specifico, del particolare e dell’unico, come possiamo mai considerarci uguali gli uni agli altri in qualsiasi cosa che non siano parole? Sono uguale a me stesso, uguale a nessun altro, e tu sei uguale a te stesso. Non siamo uguali, un tale discorso sull’uguaglianza è solo un’eguaglianza simbolica, una condizione immaginaria imposta a tutti noi, che ci riduce tutti a un uguale simbolico prima di essere un potere più elevato.

Si dice che siamo tutti uguali agli occhi degli dei, o a Dio, o siamo tutti uguali sotto lo stato, le sue leggi, la sua giustizia. In entrambi i casi siamo tutti uguali l’uno all’altro attraverso gli occhi di un terzo qualcosa (una prospettiva esterna), cui è sempre visto come sopra o superiore a noi “uguali”. Uguali tra essi, ma non al più alto potere.

Inoltre tale eguaglianza funziona solo se siamo tutti uguali a qualche concetto simbolico. Fatto o determinato in un essere un umano, un cittadino, il gregge di pecore di dio, ecc., Ma come ho affermato, non sono uguale a nessun simbolo o concetto, sono più che un concetto. Tutte queste idee, queste parole, arrivano con un’intera litania di contenuti. Se ti definisco un umano, la definizione non è una parola vuota, ma una parola piena di contenuto concettuale. Devo determinare che cos’è un umano, deve determinare che cosa fa un umano, deve determinare tutti i concetti che danno questa determinazione simbolica, “umano”, significato e sostanza.

Se poi conferisco questo “umano” a te, ti chiamo come “un umano”, allora cerco di determinare te, cosa che è indeterminabile, con un concetto simbolico, un concetto che non ti ugualizza. Per quanto innocuo possa sembrare, questa relazione tra me e le determinazioni simboliche usate per nominarmi, sono uno strumento di potere, uno strumento per coloro che cercano di controllare, ordinare e strutturare me e la mia vita.

Le idee sono alcuni dei migliori strumenti per il controllo degli individui e delle loro interazioni e relazioni. Quale politico non trabocca di ogni sorta di idee e attività derivate da queste idee con cui può occuparsi di noi? Quale padrone di casa non esalta le virtù del pagamento dell’affitto ideale? Quale banchiere non fa proselitismo sul ripagare il debito simbolico e il valore del denaro? Quale capo non predica il sacrificio di sé ai propri dipendenti, e il valore di giorni miserabili, e tutto questo funziona? Quale capo non ricorda ai loro schiavi di essere sotto controllo, è che sarebbe immorale e sbagliato ribellarsi al padrone? Sembra che il mio intero mondo sia riempito da ogni sorta di idee e pensieri; concetti e creazioni astratte di ogni tipo, create e utilizzate da una moltitudine di individui diversi che incontro nel mio mondo.

Le idee sono mortali, sono alcune delle cose più pericolose delle nostre creazioni. Eppure la maggior parte non si rende nemmeno conto del potere delle idee e dei concetti, di come vengono usati come strumento di controllo. Le nostre idee e i simboli sono in qualche modo diventati più importanti dei nostri desideri e dei nostri tentativi di determinare noi stessi e le nostre vite. Lavoriamo in modo servile per le nostre idee, ci pieghiamo prostrati a esse e ci sacrifichiamo allegramente per “realizzare le nostre idee”, per rendere l’idea una realtà nei nostri mondi.

Ma non tutte le idee sono le stesse, alcune idee sono sacre, non devono essere messe in discussione, essere criticate, analizzate o attaccate. L’uguaglianza è solo uno dei tanti simboli e concetti sacri di cui ci occupiamo e verso cui ci spingiamo. Sono il nemico di tutte le idee sacre, tutte le cose sono degne di critica, di profanazione e distruzione ai miei occhi. Perché dovrei sacrificare me stesso a queste idee? Non ho creato questi concetti, perché dovrei inchinarmi a un simbolo o un’idea? Riesco a vedere attraverso le giustificazioni superficiali e vuote offerte da tutti coloro che interagiscono e si relazionano tra loro per sfruttarmi e dominarmi. Quanto velocemente le parole danno via alla violenza.

Se rifiuto i simboli, le idee e le teorie degli altri, posso in quanto creare le mie idee, posso creare la mia teoria. Le mie idee non esistono indipendentemente da me, se non espresse o trasmesse in qualche modo simbolico o linguistico. Le idee che manipolo sono le mie idee, specifiche, particolari e uniche per me. Riempio e determino queste idee, le mie parole e i miei concetti con il mio contenuto. Tu, mio lettore, mantieni le tue idee e le tue idee sono molto specifiche e particolari per te e piene di contenuti. Il modo in cui siamo arrivati con queste idee specifiche che chiamiamo nostre, è questione delle interazioni e delle relazioni particolari e uniche che abbiamo sperimentato e incontrato nelle nostre vite specifiche.

Ho il potere di usare le parole e le riempirò con il mio contenuto specifico, le mie determinazioni particolari, i miei valori diversi e i miei significati unici. Le parole che ora leggi sono le mie stesse parole, scritte per esprimere e rappresentare ciò che ho vissuto e incontrato nel mio mondo. Queste parole sono solo simboli, utili per me, e giocattoli da usare e scartare, ma non sono certamente un simbolo. Non offro alcuna “verità”, al di là della mia teoria mutevole e variabile, che creo attraverso le mie interazioni con i fenomeni che incontro.

Castanea Dentata

MOVIMIENTO Y MUERTE N° 0

https://mega.nz/#!uNYwBCgB!Pryn3Fu4AE_y2bQgwc-rBjsnfa06R66TyNkq5txymXo

Ricevo e pubblico Egoisticamente Affine “Movimiento y Muerte” una rivista di Tendenza Egoista Anti-umanista, conscio che vari individui sparsi per il globo, conducono- con le loro specificità peculiari- una guerra a morte contro la società della massa-morale, alienata, artificiale, subordinata ai dettami dei valori imposti, è che questa guerra- Anti-politica- vuole portarsi e si porterà fino alle ultime conseguenze…

Ghen

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Editoriale

“Il tipo di criminale: è il tipo di uomo forte in condizioni sfavorevoli, un uomo forte che era sofferente.”

F. Nietzsche

Il presente progetto editoriale delle “Anónimas Ediciones” e della rivista “Movimiento y Muerte”, considera la creazione di un mezzo per l’analisi, la critica e il dibattito sulla tendenza egoistica e anti-umanista; quindi il proposito è di portare avanti la propaganda contro la civilizzazione moderna.

In questo senso, lo sforzo che viene fatto è allo scopo di approfondire il pensiero e l’agire contro la modernità; che comprendiamo come totalmente violento nell’aspetto dove l’individuo è addomesticato; la tecnologia, la società, lo stato, ecc., possono essere intesi solo come entità che possiedono l’animale umano, il cui scopo è domarlo e proseguire con l’egemonia della civilizzazione modernista tecnoindustriale.

Di conseguenza, l’egoista dissacra questi concetti astratti rimettendoli a semplici domande metafisiche, che egli stesso oltrepassa, poiché l’unico scopo dell’individuo egoistico è essere stesso in se stesso, e non ciò che è su se stesso, cioè le entità che possiedono l’animale umano -società, tecnologia, stato, morale, umanità e altri argomenti che rendono impercettibili e vanificano le critiche dell’individualista-.

L’egoista è prima di tutto un animale, le cui passioni egli mette in pratica per soddisfare il proprio lato animale non addomesticato; la violenza con cui mette in pratica la soddisfazione dei propri desideri, si trasforma in una forma amoralistica, il metodo, e non solo il fine; il limite di tutto questo può essere l’Io, più che tutte le domande tecniche e metafisiche.

Si potrebbe dire che la violenza dell’egoista è una domanda implicita, fino al punto focale per sopravvivere; in questo si tende ad avere un’analogia con l’animale, dal momento che non c’è sopravvivenza senza violenza.

Come esempio, se per un individuo è necessario ottenere la propria soddisfazione, che sia essa biologica o egoista, l’atto di andare a defecare è un esempio di cosa significa essere, o può essere, istintivo. Tuttavia, l’istinto del dominio su una certa materialità – intendiamo la materialità come soggetto – lo rende egoistico quando esercita violenza o forza per garantirsi la sopravvivenza in ambienti avversi.

In effetti, quando un criminale assassina per sopravvivere, qualunque sia la condizione moralistica, esso sa ed è consapevole, che ha esercitato la sua forza su un altro individuo, che è morto per sopravvivere a questo. Per questo che il criminale è lucido nell’istinto del dominio, all’opposto del cittadino medio che penserebbe in un atto simile di essere punito. Quest’ultimo tipo di criminale è ancora tendenzialmente moralista o si sente in colpa per il suo agire istintuale, tanto quanto il cittadino nega che il criminale possa godere e accetti il suo bisogno istintuale. In questo caso il criminale si assume la responsabilità della sopravvivenza, a costo di recuperare alcuni di questi istinti per farsi valere. Ciò che è fastidioso e canceroso per i limiti socioculturali è la difficoltà del progresso civilizzatorio umanistico. Ecco perché l’autore del reato al di fuori di ogni dissertazione, è visto come una minaccia sia per l’emancipazione dell’umanità che per il suo progresso.

In conclusione, l’egoista deve essere inteso non come un soggetto emancipatore, che sia un giustiziere o come un salvatore, ma piuttosto come una forza profonda di negazione della civilizzazione moderna; da questo principio, l’individuo egoista è pura forza della negazione e non si trasforma in controparte delle ideologie della salvezza:- il marxismo, l’anarchismo, il socialismo, il fascismo, ecc .; il cui scopo utopico è di salvare la verità umana, con la premessa di negare gli istinti della vita; principalmente quello del dominio sulla materialità e ampliare l’idea di riformismo che il progresso ha bisogno in maniera ampliata per continuare con il proprio percorso inarrestabile.

Se nell’egoista c’è un senso di giustizia, questo è il caos contro l’Umanità; dove la giustizia non significa qualche norma morale, ma il caos inteso come vitalità dell’egoico.

KH-A-OSS VIII-Misantropia Attiva Estrema

Ricevo e pubblico:

KH-A-OSS VIII

Indice:

– “Sono Il Demone e l’Incarnazione “ Misantropia Attiva Estrema (Orkelesh)

– “Solo Io Esisto” Solipsismo Estremista/Misantropia Attiva Estrema (Nechayevshchina)

– Terrorismo Criminale: “Incendio, auto vanno a fuoco nella notte a Novate Milanese” (Area metropolitana Milano)

-Terrorismo Criminale: “Incendio in un deposito di materiale edile, un uomo intossicato. Ipotesi dolosa” (Roma)

– “Come fabbricare una granata a mano” (Provisional IRA)

– “Tempio della Luce Nera/TDLN” (Current 218)

– “La gang di strada Werewolf Legion” (Vari)

– “Elenco degli attacchi criminali con granate in Svezia” (Crimine Organizzato/Anti-politico)+Annesso: “Sparatoria Indiscriminata al Pub Vår Krog & Bar a Göteborg”

– “Nientismi III” (da Abisso Nichilista)

– “Giovani Psicotici e il Delirio Terroristico” (Vari)

– “Specifico, Particolare, Unico” (Castanea Dentata)

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Intro

Presentiamo fieramente un nuovo numero della Rivista di Misantropia Attiva Estrema, KH-A-OSS, che numero dopo numero, si sta istradando nell’approfondire sempre di più, l’attacco Terroristico Misantropico, con esempi dal tutto il mondo creato, ed è per questo, che passo dopo passo, ci stiamo allontanando dal Nichilismo, ma non perché in un testo o un Attentato di Misantropia Estrema, il Nichilismo, non ne possa fare parte, anzi, ma perché abbiamo visto come negli ultimi anni, gli studiosi di internet di tale “ismo”, si siano appropriati di cose che non gli competono, è dato, che per Noi, lottare, significa buttarsi in un feroce dibattito amorale, è dato che è difficile (anche se non impossibile), fermare questi pezzenti da studio universitario, sul web, allora abbiamo voluto abbandonare tale “ismo”…cioè, specifichiamo meglio, il Nichilismo come è stato portato avanti dai progetti editoriali e dalle Sette Egoarche, è confluito, nella Misantropia Attiva Estrema, per distinguersi. Nessuno di Noi, ha abbandonato il Nichilismo, perché c’è l’ha imposto qualcuno..sti cazzi! Ne abbiamo i coglioni pieni, di questi idioti studenti, che sanno a memoria le dialettiche egoiste di Stirner, o la volontà di potenza in relazione alla volontà del dovere (il loro) di Nietzsche. Per Noi il Nichilismo era un rituale che sprigionava forza e distruzione, annichilimento, attraverso la parola e l’atto. Questa parte dell’intro, che verte, sul Nichilismo, lo dobbiamo sempre specificare, è il Nostro esclusivo “oltrepassare”, ci sono affini che sono e rimangono ancorati al Nichilismo Egoarca e li rispettiamo per questo.

Presentiamo un numero più corposo, rispetto ai precedenti, ma il tema principale rimane lo stesso, ed è quello della distruzione della fottuta verità, la distruzione dell’umanitarismo, che fa parte dei valori di questa verità, vogliamo annientarlo, vogliamo pisciarci sopra…la verità per il Misantropo Attivo Estremo, è quella che viene chiamata l’amore per il prossimo, e dell’umanità, e noi vogliamo annientarla!

Il Terrorismo Criminale e Misantropico che si sprigiona nelle pagine seguenti, fa parte di esperienze che trascendono il piano della realtà, per spingersi al limite della pazzia e spezzare la tavola dei valori umani…pazzia come elevazione dell’individuo, ne sono esempi il testo ritualistico di Orkelesh o quello di schizofrenia estremistica di Nicevscina, entrambi sperimentati, e goduti, elevati, sprigionati….

Tra gli altri articoli:
nel proseguimento del nostro lavoro editoriale, abbiamo voluto approfondire luoghi, che sembrano essere espressione vuota di ogni atto criminale, e ci siamo catapultati in Svezia (grazie a testi passati da affini di quelle parti…), dove abbiamo scoperto, che invece ci sono stati centinaia di Attentati criminali, con granate a mano.

Dove ci sono e si formano Bande di strada, come la Werewolf Legion, che Attentano la verità degli altri, del gregge, dell’umano normaloide, promuovendo una visione estremistica e gerarchica, una visione originale…inserito come testo di presentazione c’è anche la presenza del “Tempio della Luce Nera”, con membri dell’Ordine Misantropico Luciferiano.

Granate a mano, di cui, si è fatta una traduzione specifica, di un manuale, sulla loro costruzione, da parte del feroce gruppo Terroristico PIRA (Provisional IRA), di cui ricordiamo con godimento il terroristico attentato al Grand Hotel di Brighton con morti e feriti…

L’uomo del sottosuolo, figura che da simbolica (sopratutto nei romanzi del moralista Dostoevsky), per Noi, diventa ritualistica e Terroristica, perché rappresenta quell’individuo, che negando la verità, nega che esso debba perseguire quello che fanno gli altri, è che se patisce, lo fa, perché sente che è disgustato da quello che vede, e vuole colpire, non per liberare alcunché, ma per vivere oltre le apparenze, vuole vivere per vedere cosa significa sperimentare, cosa si sente quando si uccide un essere umano….è un progetto lento e di approfondimento, non è uno scatto di rabbia improvvisa…nell’uomo del sottosuolo, vediamo, tutti quei Estremisti, che attaccano, perché rifiutano il mondo e le società, da un punto di vista personalistico, egocentrico, specifico, e non per arrivare a vedere una nuova società del cazzo idealistica…

E allora sperimentiamo e Attentiamo con le nostre specificità, vogliamo che il Kaos Terroristico, uccida e ferisca ancora, che la normalità, sia trasformata in un incubo di morte, pisciamo sopra la verità offertaci da chicchessia, è che “Tutto sia permesso”!

Ghen

UN’INTRODUZIONE ALLE STRUTTURE ORGANIZZATIVE TERRORISTICHE

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Nota introduttiva: Allo stesso modo dell’intro alla Mafiosa Crew DeMeo, anche questo testo rappresenta un interessante approfondimento per quelli che come Noi, non negano l’autorità, aspetto che ha un significato dalle molteplici facce. Il termine molteplice qua usato per esemplificare, non ricade mai nell’idea di aspetto polimorfico. Dunque, è usato in maniera chiara e diretta per specificare che-chi-come Gruppo Terroristico Anti-politico, non nega l’autorità, ha una specifica connessione con essa, e ha scelto una struttura peculiare propria, che possiede e difenderà fino alla morte. Come già affermato dall’Affine Nicevscina, non c’è nessun male e nessun bene nell’uso dell’autorità, dato che come leggiamo sotto, le strutture utilizzate dai Gruppi Terroristici, ricalcano quello che abbiamo innumerevoli volte esposto: non ci sono limiti nell’agire, se un gruppo vuole attaccare a coltellate e con i machete- in maniera indiscriminata- delle persone per strada lo farà, se un gruppo vuole farsi esplodere con la propria autobomba contro l’obiettivo egoico lo farà, se i componenti di un gruppo- vogliono attaccare con armi e esplosivi il proprio obiettivo egoico e poi dopo, aspettare di essere ammazzati, lo faranno, ma nessuno può negare che se un gruppo vuole continuare ad attentare, debba per questo usare mille e una strategia, senza che questo diventi legge scritta nella pietra. Tutto è permesso e dunque non esiste nessuna verità scritta da chicchesia. Il Dibattito Amorale, innescato sull’uso dell’Autorità, ha portato in pochi anni, a ribaltare le patetiche prese di posizione degli “umanitaristi anti-autoritari”, con approfondimenti e specifiche di alto livello. Il termine molteplice, quindi è stato usato, non perchè neghiamo le specificità, ma per essere dei diretti interlocutori del testo presente. Senza parafrasi troppo complesse. Le strutture organizzative che sono poste nel testo che segue, sono molto interessanti, è anche per i“piccoli” Gruppi Terroristici Anti-politici, hanno dei buoni spunti, che possono essere usati, in contesti diversi tra di loro.

La considerazione generale è che ci siano quattro forme di strutture utilizzate dai Gruppi Terroristici: la gerarchia convenzionale, le cellule, la rete di gruppi e la resistenza senza capi. La decisione di utilizzare uno di questi modelli si basa sul compromesso sicurezza / efficienza di ciascuno di essi; la gerarchia convenzionale fornisce la sicurezza più efficiente e meno sicura, la resistenza senza capi il contrario: massima sicurezza, minima efficienza. Previamente vale la pena affermare che alcuni Gruppi Terroristici proibiscono di essere collocati in un’unica categoria; il termine “confini sfocati” è usato per descrivere quelle organizzazioni che trasgrediscono le demarcazioni dichiarate. Ad esempio, Hezbollah utilizza una gerarchia convenzionale in Libano, pur mantenendo delle reti di gruppi in Occidente.

Lo scopo di questo articolo è di spiegare brevemente queste strutture.
Per inoltre fornire alcuni esempi di come sono stati implementati da vari gruppi (il calcolo di sicurezza / efficienza presentati dopo ogni variante sono puramente indicativi).

Gerarchia convenzionale (Sicurezza: 1, Efficienza: 4)

Audrey Cronin ha sostenuto che tutti i gruppi terroristici vorrebbero, in un mondo ideale, utilizzare la struttura gerarchica convenzionale, tentando così di attraversare il confine in una piena insurrezione. Una simile struttura equivale all’imitazione della gerarchia impiegata dalle forze militari moderne: la forma piramidale è popolata in basso da soldati (semplici), gestiti dal loro ufficiale (caporale) e così via fino alla cima della piramide dove ci sono gli alti comandi (generali). L’utilizzo di una tale struttura fornisce un’organizzazione con la massima efficienza (questa forma favorisce la specializzazione delle unità dentro, ad esempio, l’intelligence, il reclutamento, nei fondi e nel supporto), facilità di trasferimento delle informazioni e consente di imporre una strategia coerente a lungo termine. Riguardo alle organizzazioni basate sull’ideologia, aiuta l’unità ideologica tra i suoi membri – una questione importante data la necessità di mantenere tale unità all’interno di questi gruppi. I punti deboli di questa struttura sono stati opportunamente discussi da Beam (un nazionalista bianco Americano), sebbene con riferimento alla sovversione dello Stato Americano.
Beam sostiene che un tale sistema è estremamente pericoloso quando è utilizzato contro uno stato, specialmente in questa era di sorveglianza elettronica: se lo stato si infiltra o comunque compromette l’organizzazione ai livelli più alti del comando, l’intera entità viene compromessa. Allo stesso modo, se l’alto comando viene ucciso o catturato, c’è una possibilità molto reale che il gruppo si disintegri. Quindi, un costrutto organizzativo più sovversivo è di maggiore utilità per un Gruppo Terroristico che cerca di rimanere in piedi di fronte alla “Guerra al terrore”: l’antico Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) e le Tigri di Liberazione del Tamil (LTTE) forniscono buoni esempi dell’uso di questa struttura.

Cellula (Sicurezza: 2, Efficienza: 3)

La struttura della cellula incorpora una rete all’interno di una gerarchia. Ogni cellula (generalmente composta da tre a dieci individui) possiede un membro (“X”) – di solito il Capo – che mantiene il contatto con l’alto comando dell’organizzazione. Spesso solo un elemento del comando avrà contatto con X, e X non avrà generalmente conoscenza di altre cellule o di altri membri dell’alto comando. Se X è compromesso, le informazioni che è in grado di fornire sono chiaramente limitate: mentre la sua cellula sarà probabilmente resa inoperante, non sarà in grado di fornire dettagli di altre cellule, né sarà in grado di fornire dettagli dell’alto comando, oltre al comandante con cui ha avuto a che fare. Allo stesso modo, se un membro della cellula di X viene compromesso, l’unica informazione che possono fornire è quella della loro cellula e X.

Mentre l’alto comando viene rimosso dal contatto con i suoi componenti, questa struttura soffre dello stesso problema con quello della gerarchia convenzionale: se l’alto comando viene compromesso, l’intera organizzazione potrebbe cadere. Beam scrive che “il funzionamento efficiente ed efficace di un sistema di cellule … dipende […] dalla direzione centrale, che significa organizzazione imponente, finanziamento dall’alto e supporto esterno”.

Il comando centrale deve mantenere la presa su ogni singola cellula al fine di mantenere l’unità strategica e quindi rimuovere la possibilità che le cellule agiscano da sole, danneggiando potenzialmente l’organizzazione nel suo complesso.

Il comando centrale deve mantenere la presa su ogni singola cellula al fine di mantenere l’unità strategica e quindi rimuovere la possibilità che le cellule agiscano da sole, danneggiando potenzialmente l’organizzazione nel suo complesso.

Ad esempio, dire che una cellula traditrice di Al Qaida era responsabile dell’11 Settembre. Gli Stati Uniti probabilmente avrebbero risposto di nuovo con un attacco contro l’intera infrastruttura di AQ, anche se l’attacco non era partito dall’alto comando.

Rete di gruppi (Sicurezza: 3, Efficienza: 2)

Una struttura di rete organizzative comprendono numerosi nodi / cellule connesse / interconnesse in modi diversi. Le variazioni di tali reti, ciascuna con diversi livelli di sicurezza ed efficienza, possono includere:

1) Un concatenamento

Un percorso lineare: A – B – C – D – E. Affinché un messaggio arrivi da A ad E, deve passare attraverso B, C e D.

2) Un fondamento cardine

Un nodo funge da fondamento/cardine per tutti gli altri nodi: A è collegato a B, C, D e E. Ma B fino a E: non hanno alcuna connessione tra loro. Se B desidera inviare un messaggio a E, deve passare attraverso A. Questo non equivale che A sia la cellula principale, ma semplicemente la cella fondamento/cardine.

3) Riferimento centrale

Lo stesso che per la rete fondamento/cardine, ma qua ogni cellula ha un contatto con le due cellule vicine oltre a A (il nodo centrale). Quindi, a parte A, B si dovrebbe collegare con E e C; C con B e D; D con C e E; E con D e B.

4) Tutti le reti

Ogni nodo è connesso con tutti gli altri: A è collegato a B, C, D e E; B a A, C, D, E; C a A, B, D, E; ecc.

Tali strutture determinano il decentramento del processo decisionale, consentendo l’iniziativa di ogni cellula e rendendo quindi impossibile far cadere l’organizzazione in un colpo solo. Come spiegano Arquilla, Ronfeldt e Zanini, una tale struttura organizzativa può sembrare allo stesso tempo acefala (senza testa) e poliforme (a più teste).

I punti della rete dei gruppi con maggiore connettività indicano la loro importanza (quindi, ad esempio, se una rete “punto nodale” è posizionata come nell’esempio sopra, il selezionatore degli obiettivi A, può fornire il massimo effetto sulla capacità operativa).

Le strutture della rete dei gruppi, pur beneficiando di una sicurezza molto maggiore rispetto alle strutture gerarchiche / cellule convenzionali, soffrono di una scarsa efficienza data la difficoltà di diffondere un messaggio a tutti i membri della rete, con chiare implicazioni per l’unità organizzativa e la coerenza strategica. Questo, tuttavia, non toglie la pericolosità che una tale struttura pone.

Resistenza senza capi (Sicurezza: 4, Efficienza: 1)

L’ultima struttura analizzata da questo testo è la più sicura e meno efficiente. Un video di reclutamento del Fronte di Liberazione della Terra (ELF) lo descrive perfettamente: “Ricorda, l’ELF e ogni cellula al suo interno sono anonime non solo l’una all’altra ma al pubblico in generale”. Nella più vera forma di resistenza senza leader non c’è contatto tra le cellule e / o il comando centrale. Tuttavia, data la diffusione di Internet e la facilità della comunicazione internazionale, un requisito così limitato risulta indebolito (vedi le classificazioni del lupo solitario di Pantucci).
Una tale struttura (o, più appropriatamente, una mancanza di essa) pone le maggiori difficoltà alle agenzie antiterrorismo data la minima connessione tra l’organizzazione (o il propagandista dell’ideologia) e il protagonista che commette l’atto terroristico (sottoscritto all’ideologia). Come per le reti di gruppi, questa forma di struttura è incalcolabilmente aiutata dagli sviluppi nella tecnologia dell’informazione (la trasformazione del terrorismo da “vecchio” a “nuovo”, si veda Neumann).

Una tale struttura è altamente sicura; è quasi impossibile sapere quali lettori di un sito web sono stati radicalizzati e se se sono mai arrivati a commettere un atto. Ma la mancanza di controllo su tali protagonisti, può essere incredibilmente dannosa.
Se un membro di una rete ideologica commette un atto in nome di un gruppo specifico, influenzando negativamente il sostegno pubblico di detto gruppo, il gruppo non può dissociarsi dall’atto, indipendentemente dalla sua mancanza di partecipazione o sostegno, dell’atto. Inoltre, dato che l’organizzazione che diffonde l’ideologia non ha alcun controllo sul suo movimento ideologico, un simile movimento potrebbe disintegrarsi a causa della mancanza di sviluppi: queste cellule dormienti potrebbero non svegliarsi mai dal loro sonno.

Un esempio di individuo della resistenza senza capi potrebbe essere Roshonara Choudhry.

LA NICHILISTICA O9A

http://www.o9a.org/2019/01/the-nihilist-o9a/

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Qualche accenno a parte, c’è – almeno a nostro avviso – in un’analisi abbastanza acuta dell’Ordine dei Nove Angoli pubblicata nel 2017 in un articolo dal titolo “L’Ordine dei Nove Angoli e la Supremazia degli Estremisti”.

Questo elemento suggerisce cosa sia realmente l’ONA e come si differenzia dal noioso “satanismo” di Levey e altri. Qui sotto ci sono solo alcuni dei punti interessanti fatti in quell’analisi.

{inizio di citazione}

§ La nozione popolare di satanismo raramente pone l’accento sul suo aspetto politico. Apparentemente, il radicale individualismo sottopone le ambizioni ideologiche ai bisogni di auto-espressione individuale – o auto-indulgenza – rendendola in gran parte a-politica, almeno a prima vista. Quando si perviene a trattare con la dialettica sinistra dell’O9A, siamo velocemente costretti a renderci conto che in profondità il logorio reale è proprio nella politica; la politica interpretata nel senso più radicale, nell’incitamento della fine del mondo attuale (Eone) e la creazione del nuovo uomo e del nuovo mondo.

§ L’idea di influenzare la società in una più ampia sovversione, dall’indurre della depravazione morale agli atti terroristici: questo è il nucleo della metafisica dell’O9A.

§ Ciò che distingue veramente l’O9A è a quanto si possa arrivare a un limite: ogni altra forma immaginabile di politica radicale può potenzialmente essere assimilata, a condizione che sia realmente diretta contro il sistema, verso la creazione del nuovo mondo e dell’uomo nuovo. Attraverso tutto ciò è sorprendentemente veritiero che i principi della modernità – soggettività radicale e sua dissoluzione nell’ulteriore radicalizzazione della libertà, sono il principio evolutivo guidato all’approccio estremo e tecnico alla vita interiore dell’uomo.

§ Lo scopo del gioco del ruolo [dell’] opportunista [infiltrato] è creare conflitto, caos, confusione e – come Satana dispone – in ordine, lo spargimento di sangue, non solo per aprire al caos dell’acausale, ma anche per creare questa stessa disposizione nei gruppi sociali e la società in generale.

{fine della citazione}

Infine, forse la cosa più interessante di tutti:

{inizio della citazione}

§ In senso strettamente filosofico, questa è la forma vera di satanismo. Ciò che la rende inquietante è che, quando si riflette un po ‘su di essa, in realtà non ci si distacca dai presupposti delle idee generali, e apparentemente anti-metafisiche, sull’uomo e sulla storia. L’O9A ha un’ontologia e una metafisica del satanismo, ma è abbastanza in accordo con entrambi gli empiristi estremi e con la presunta opposizione heideggeriana di superare la metafisica (überwindung der Metaphysik): respingere l’errore della trascendenza verso l’alto.

L’unico passo necessario per sviluppare ciò che verrebbe chiamato “sotto-fisica” è quello di trarre le conseguenze finali di questa decisione.

{fine della citazione}

Quello che corrisponde veramente nell’ONA- a nostro avviso – è il caos (χάος). Portare il caos dell’acausale nel nostro mondo temporale (causale). Con ogni mezzo possibile, e senza alcun controllo o equilibrio, come ‘Dio’ o anche ‘Satana’, come descritto da entrambi i Nazareni e da gli egoisti materiali come Howard Levey.

In questo senso, l’Ordine dei Nove Angoli è realmente nichilista, anarchico e ridefinisce ciò che il “modernismo” – metafisicamente e in realtà (esotericamente ed exotericamente) – significa, o forse dovrebbe significare ora.

GLI OMICIDI PERPETRATI DALLA DEMEO CREW -“FAMIGLIA MAFIOSA DEI GAMBINO”

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

Nota introduttiva: Anche se per alcuni potrebbe esulare da un contesto dei “piccoli” gruppi Terroristici Anti-politici, è con profondo interesse egoistico, che pubblichiamo su questo nuovo numero di KH-A-OSS, gli omicidi nella storia criminale della Crew di DeMeo, Mafioso affiliato alla Famiglia Gambino. La “storia” qua raccontata, porta ad esempio, note che in passato altri Affini Misantropi Estremi Attivi, avevano già approfondito. L’organizzarsi in ruoli ben definiti, per arrivare al proprio obiettivo; l’usare per i proprio fini, persone che “non c’entrano”, per finalizzare un omicidio. Il puro disinteresse per i valori umanistici e morali, e il dispiegamento dell’Anti-umanesimo e del Terrorismo, per conquistare piazze e vie, per appropriarsi del Potere. Come sopra l’uso di un certo tipo di Autorità, che alla fine vince, perché la definizione dei “ruoli”, porta ad avanzare, ad uccidere, senza essere uccisi, a colpire in maniera sempre più complessa e precisa. Il Terrore che un certo tipo di azioni porta a compimento, il godimento che esalta l’Individuo contro il valore delle pecore-massa, la definizione amoralistica del termine “criminale”, il rifiuto- rifiuto in quanto azione spontaneistica- delle differenze puerili di genere. In un mondo- come oramai abbiamo presente, sempre più incline alle stronzate umanistiche, ai tediosi dibattiti, su cosa “è giusto o sbagliato”*, alle scomuniche da democrazia partecipativa, portate avanti, come se tutti fossimo sullo stesso piatto della bilancia**, porta alla presente compilazione di assassini selettivi/indiscriminati e amorali, una “boccata di aria fresca”, che esalta lo spirito della guerra e della morte!

* Dovete capire- voi umanisti, che a Noi Estremisti Misantropi Attivi e Terroristi Anti-politici, non frega un emerito cazzo dei vostri dibattiti noiosi. Il mondo è degli Archisti, come scriveva qualcuna…ridiamo bellamente delle vostre prediche, mentre godiamo ogni volta che un atto o un attentato spezza la fragile pace e la morale della società. Gli Archisti, gli Egotisti, gli Amorali, i Misantropi che promuovono il Caos e il Terrore, sputando sulle prediche della vostra Chiesa cristiana, ridono ogni volta che agiscono, e mangiano e ingurgitano l’anima della società-massa.

* Non comprendendo che non seguiamo nessuna linea retta, e non siamo manco sbilanciati, rispetto ai valori umanistici, ma ci stagliamo in Alto, negando che esista un contenitore dove poter confrontarsi con all’interno una dialettica di etica-politica.

Editori della Rivista Misantropica Attiva Estrema KH-A-OSS

Tradotto e assemblato da Corleonese Nihilista, occultato dalle parti della Kalsa/Palermo.

1. Paul Rothenberg (42 anni) (Luglio 29, 1973)
Motivo: Sospetto collaboratore. (ndt, pentito/informatore della polizia)
Metodo: Due spari dietro la testa con una pistola.
Ubicazione: 1025 Corso Northern (Flower Hill, Long Island)
Partecipanti: Roy DeMeo (Esecutore; 32 anni). Ordinato da Anthony Gaggi (47anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

2. Andrei Katz (22 anni) (Giugno 13, 1975)
Motivo: Informatore.
Metodo: Pugnalato più volte al petto e alla schiena. Corpo smembrato.
Ubicazione: Pantry Pride-Via Beach 90esima strada (Rockaway, Queens)
Partecipanti: Harvey/Chris Rosenberg (24 anni), Roy DeMeo (34 anni), Henry Borelli (27 anni), Anthony Senter (20 anni), Joseph Testa (20 anni). Judith Questal usato come esca.
Nota: Secondo quanto riferito, il parente della vittima, possibilmente cognato, si suicidò nel New Jersey anni dopo in circostanze sospette. In seguito, la Crew di DiNome dichiarò che la morte era un suicidio vero senza un loro coinvolgimento.

3. Joseph ‘Joe Bikini’ Brocchini (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 43 anni) (Maggio 19, 1976)
Motivo: DeMeo preso a pugni.
Metodo: Cinque spari in testa.
Ubicazione: Rivenditore di auto Parliament al 69-11 di Corso Roosevelt (Woodside, Queens)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), Henry Borelli (27 anni), Chris Rosenberg (25 anni), Anthony Senter (21 anni), Joseph Testa (21 anni). Autorizzato da Anthony Gaggi (50 anni).
Nota: omicidio non autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino e messa in scena per apparire come una rapina a mano armata fallita. Brocchini viene colpito mortalmente da DeMeo e Borelli. Dipendenti sequestrati da Rosenberg, Senter e Testa.

4. Vincent ‘Vinny Mook’ Governara (34 anni) (Giugno 12, 1976)
Motivo: Aveva rotto il naso a Gaggi, durante un alterco anni prima.
Metodo: Spari multipli di pistola.                                                                                    Ubicazione: Corso 20 della 85esima Strada (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Gaggi (50 anni), Roy DeMeo (35 anni), Dominick Montiglio (28anni).
Nota: Gli Esecutori sono DeMeo/Gaggi.

5. George Byrum (42 anni) (Luglio 13, 1976)
Motivo: Indicazione fornita ad altri che conduce al furto della residenza in Florida di Gaggi.
Metodo: Colpo in faccia con una .380, pugnalato alla schiena undici volte. Parzialmente decapitato.
Ubicazione: Ocean Shore Motel (Dade County, Florida)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), Anthony Gaggi (50 anni), Anthony Plate (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 63 anni).
Note: Colpo mortale/pugnalato da DeMeo. Plate funge da vedetta.

6. Vittima non identificata #1 (1976)
Metodo: Adatta per essere uccisa.
Ubicazione: Sepolta alla futura Stazione di rifornimento (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), e altri.
Nota: Fatto presente alla Crew di Montiglio da DeMeo. Sito dissotterrato, senza aver trovato i resti.

7. Vittima non identificata #2 (1976)
Metodo: Adatta per essere uccisa.
Ubicazione: Sepolta alla futura Stazione di rifornimento (Bensonhurst, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (35 anni), e altri.
Nota: Fatto presente alla Crew di Montiglio da DeMeo. Sito dissotterrato, senza aver trovato i resti.

8. Charles ‘Ruby’ Stein (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Genovese; 61 anni) (Maggio 5, 1977)                                                                                                            Motivo: Ucciso per la cancellazione di debiti e per impossessarsi della sua attività di usura.
Metodo: Colpito a morte con una pistola automatica. Corpo smembrato.
Ubicazione: 596 Club tra il Corso 20 e la 43esima Strada (Hell’s Kitchen, Manhattan)
Partecipanti: Edward ‘Danny’ Grillo (43 anni), James Coonan (30 anni), William Beattie (30 anni), Thomas Hess (39 anni), Richard Ryan, Nicholas Kagabines (46 anni).
Nota: Grillo agisce da esecutore. Dopo la morte, ogni affiliato spara al suo corpo. Il corpo viene smembrato da Coonan e Ryan. I resti vengono trasportati da Kagabines all’isola di Wards, dove vengono buttati nell’East River. Dieci giorni dopo il torso emerge a riva a Jamaica, nel Queens. DeMeo non viene informato dell’omicidio fino a dopo il fatto.

9. Michael ‘Mickey’ Spillane (43 anni) (Maggio 13, 1977)
Motivo: Ucciso come favore a James Coonan.
Metodo: Colpito cinque volte, alle braccia, allo stomaco, il petto e il viso con delle pistole.
Ubicazione: Fuori dell’appartamento di Spillane al 47-50 della 59esima Strada (Woodside, Queens).
Partecipanti: Roy DeMeo (36 anni), Danny Grillo (43 anni), Henry Borelli (28 anni), Chris Rosenberg (26 anni), Joseph Testa (22 anni), Anthony Senter (22 anni).
Nota: DeMeo e Grillo agiscono come esecutori. Gli altri sono posizionati come rinforzo/supporto.

10. Jerome Hofaker (23 anni) (Giugno 1977)
Motivo: Coinvolto in un alterco con Dennis Testa.
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn                                                                                        Partecipanti: Anthony Senter (22 anni), Joseph Testa (22 anni).

11. Johnathan Quinn (34 anni) (Luglio 20, 1977)
Motivo: Testimonianza davanti al gran giurì.
Metodo: Un colpo nella parte posteriore della testa con una pistola calibro 32.                                                                                                                                     Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (36 anni), Henry Borelli (29 anni), Peter LaFroscia (28 anni), Chris Rosenberg (26 anni), Joseph Testa (22 anni), Anthony Senter (22 anni).
Nota: Corpo abbandonato a Dongan Hills, Staten Island.

12. Cherie Golden (19 anni) (Luglio 20, 1977)
Motivo: Conosceva l’operazione di Quinn.
Metodo: Sparato tre volte in testa con una pistola calibro.38
Ubicazione: Fuori dal Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Senter (22 anni), Joseph Testa (22 anni), Roy DeMeo (36 anni), Peter LaFroscia (28 anni), Henry Borelli (29 anni), Chris Rosenberg (26 anni).
Nota: Vittima, colpita da Senter, e lasciata nell’automobile di Quinn, poi abbandonata a Gerritsen Beach, Brooklyn.

13. Daniel Conti (28 anni) (Trovato il 29 Ottobre, 1977)
Motivo: Visto come un anello debole e un potenziale informatore, per un sequestro di persona organizzato male.
Metodo: Colpito nel collo e in un occhio.
Ubicazione: Trovato nel bagagliaio dell’automobile tra Corso Rochester e Via President a Lincoln Terrace Park, Brooklyn.
Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), Peter LaFroscia (28 anni), e altri.
Nota: Corpo scoperto da ladri di automobili durante un furto.

14. John Costello (20 anni) (Trovato il 14 Novembre, 1977)
Motivo: Visto come un anello debole e un potenziale informatore, per un sequestro di persona organizzato male.
Metodo: Multipli spari nella testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile al 1045 di Corso Atlantic in Bedford-Stuyvesant, Brooklyn.                                                                                                       Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), Peter LaFroscia (28 anni), e altri.

15. Michael Mandelino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 37 anni) (Marzo 19, 1978)
Motivo: Sospettato di aver incastrato Peter LaFroscia per una rapina.
Metodo: Multipli spari alla testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile tra Corso Hinsdale e Corso DeWitt (East New York, Brooklyn).
Nota: Vittime, descritte da LE, come affiliati di basso livello dalla Vario Crew della famiglia Mafiosa dei Lucchese. I cadaveri vengono avvolti in un sacco di plastica e/o delle tapparelle veneziane.

16. Nino Martini/Martino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 38 anni) (Marzo 19, 1978)
Motivo: Presente con Mandelino.
Metodo: Multipli spari alla testa.
Ubicazione: Trovato in un automobile tra Corso Hinsdale e Corso DeWitt (East New York, Brooklyn).
Nota: Vittime, descritte da LE, come affiliati di basso livello dalla Vario Crew della famiglia Mafiosa dei Lucchese. I cadaveri vengono avvolti in un sacco di plastica e/o delle tapparelle veneziane.

17. Patrick Prisinzano (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 31 anni) (Marzo 23, 1978)
Motivo: Ruba dei gioielli di un amico di DeMeo, e si rifiuta di restituirli.
Metodo: Pestato e sparato a morte. Gola tagliata.
Ubicazione: Trovato nel sedile posteriore di un automobile tra Boynton Place e Corso X (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (37 anni), e altri.
Nota: Omicidio non autorizzato. La vittima era figlio del Capodecina di Bonanno, Angelo ‘Moe’ Prisinzano.

18. Michael DiCarlo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese) (Maggio 16, 1978)
Motivo: Nipote molestata dall’affiliato dei Lucchese.
Metodo: Colpo di pistola diretto con forza sulla testa dopo essere stato colpito, pugnalato, picchiato e sodomizzato. Corpo smembrato.
Ubicazione: Club After-hours (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Anthony Senter (23 anni), Roy DeMeo (37 anni), Henry Borelli (29 anni), Edward Grillo (44 anni), Joseph Guglielmo (51 anni), Chris Rosenberg (27 anni), Joseph Testa (23 anni).

19. Kevin Gueli (20 anni) (Giugno 9, 1978)
Motivo: Tentativo di truffare Chris Rosenberg per un affare di cocaina.
Metodo: Colpi multipli di pistola in testa.
Ubicazione: Trovato all’interno della sua automobile dietro Kings Plaza Diner (Mill Basin, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (27 anni), e altri possibili.

20. Joseph Scorney (28 anni) (Settembre 28, 1978)
Motivo: Molti, incluso il rifiuto di aderire all’operazione di auto-furto di DeMeo.
Metodo: Sparato e probabilmente bastonato a morte.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Vito Arena (36 anni), Richard DiNome (24 anni), Ronald Turekian (29 anni), Frederick DiNome (37 anni).
Nota: Vittima sparata da Arena e probabilmente bastonata da Richard DiNome. Turekian presente fuori dal negozio come palo. Frederick DiNome assiste, a disposizione. Arena in seguito affermò che anche Joseph Lee era presente come palo senza conoscenza degli altri partecipanti.

21. Edward ‘Danny’ Grillo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 44 anni) (Novembre 14, 1978)
Motivo: In rovina per un pesante debito; visto come debole e potenziale informatore.                                                                                                                         Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Chris Rosenberg (28 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (23 anni).

22. Gary Gardine (25 anni) (Novembre 30, 1978)
Motivo: Tentativo di truffa a Chris Rosenberg per un affare di marijuana.
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Corpo trovato nel portabagagli di un automobile bruciata (Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Rosenberg (27 anni), e altri.

23. Vittima non identificata #3 (Inizio 1979)
Motivo: Secondo quanto riferito da Arena come un favore per “qualcuno a Manhattan”.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), e altri.
Nota: Secondo quanto si dice, doveva essere testimone in un processo contro la Crew di Arena.

24. Vittima non identificata #4 (Inizio 1979)
Motivo: Secondo quanto riferito da Arena come un favore per “qualcuno a Manhattan”.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), e altri.
Nota: Secondo quanto si dice, doveva essere testimone in un processo contro la Crew di Arena.

25. Vittima non identificata #5 (Febbraio 2, 1979)
Motivo: Insulti a DeMeo
Metodo: Sparato a morte.                                                                                                 Ubicazione: Fuori dal Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni).
Nota: Appoggiato dalla Crew di Montiglio.

26. Peter Waring (30 anni) (Febbraio 7, 1979)
Motivo: Sospetto informatore.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Paul Dordal (34 anni), probabilmente con altri.
Nota: Vittima arrestata un mese prima con Dordal per cocaina e possesso di armi.

27. Scott Carfaro (Inizio 1979)
Motivo: Assolto per stupro. I membri della famiglia fanno un contratto per il lavoro/omicidio con la DeMeo crew.
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (38 anni), e altri.

28. Ferdinand ‘Fred’ Todaro (60 anni) (Febbraio 19, 1979)
Motivo: Omicidio a contratto. Ucciso cosicché il nipote potesse subentrare alla sua proprietà commerciale.
Metodo: Sparato e accoltellato fino alla morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Chris Rosenberg (28 anni), Frederick DiNome (38 anni), Paul Dordal (34 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (23 anni). Sollecitato da Douglas Rega (29 anni).
Nota: Vittima presa e portata all’appartamento da DiNome. Sparata da DeMeo e accoltellata da Rosenberg.

29. Charles Padnick (50 anni) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.
Nota: Rosenberg riceve una ferita da arma da fuoco superficiale alla testa durante il lavoro.

30. William Serrano (32 anni) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

31. Maschio non identificato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Serrano) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinato per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

32. Femmina non identificata (Affiliata della Famiglia Mafiosa dei Serrano) (Marzo 17, 1979)
Motivo: Assassinata per aver fregato della cocaina.
Metodo: Probabilmente sparata a morte. Corpo smembrato.                                                                                                                     Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), probabilmente anche altri.

33. Jamie Padnick (Marzo 18/19, 1979)
Motivo: Era andato a New York per indagare sulla scomparsa del padre. Era a conoscenza del commercio di cocaina.
Metodo: Probabilmente sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Presumibilmente appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Chris Rosenberg (28 anni), Roy DeMeo (38 anni), Henry Borelli (30 anni), Anthony Senter (23 anni), Joseph Testa (24 anni), altri possibili.

34. Dominick Ragucci (18 anni) (Aprile 19, 1979)
Motivo: Scambiato come sicario nei confronti di DeMeo.
Metodo: Esecutato sette volte nella parte superiore del corpo a distanza ravvicinata con una pistola.
Ubicazione: Statale 101 (Suffolk County, Long Island)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Frederick DiNome (38 anni), Joseph Guglielmo (51 anni).
Nota: Vittima uccisa dopo un inseguimento in auto al di fuori della residenza di DeMeo a Massapequa Park, Long Island. DeMeo agisce da esecutore.

35. Harvey ‘Chris’ Rosenberg (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 28 anni) (Maggio 11, 1979)
Motivo: Ucciso per evitare la guerra nel marzo 1979, rispetto agli omicidi dei truffatori di cocaina.
Metodo: Sparato quattro volte a distanza ravvicinata.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (38 anni), Anthony Senter (24 anni), Henry Borelli (30 anni), Frederick DiNome (38 anni), Joseph Testa (24 anni).                                                                                                                                 Nota: Gli esecutori sono DeMeo e Senter. Il corpo viene messo nell’automobile di Rosenberg parcheggiata al Floyd Bennett Field a Marine Park, Brooklyn. Borelli, armato di un calibro 45 automatico dotato di silenziatore, spara oltre due dozzine di proiettili nel veicolo. Il silenziatore viene rimosso e l’arma buttata oltre il ponte del Marine Parkway.

36. James Eppolito (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 62 anni) (Ottobre 1, 1979)
Motivo: Denuncia Gaggi e DeMeo come coinvolgimento nello spaccio di droga.
Metodo: Spari multipli in testa con una pistola.
Ubicazione: Tra Brighton 6sta Strada e Shore Parkway (Coney Island, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (54 anni). Peter Piacenti (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 58 anni) presente come complice inconsapevole. Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Gli esecutori sono DeMeo (di Eppolito) e Gaggi (di Eppolito Jr). Gaggi e Piacenti vengono arrestati quando lasciano la scena del delitto.

37. James Eppolito, Jr. (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 33 anni) (Ottobre 1, 1979)
Motivo: Denuncia Gaggi e DeMeo come coinvolgimento nello spaccio di droga.
Metodo: Spari multipli in testa con una pistola.
Ubicazione: Tra Brighton 6sta Strada e Shore Parkway (Coney Island, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (54 anni). Peter Piacenti (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 58 anni) presente come complice inconsapevole. Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Gli esecutori sono DeMeo (di Eppolito) e Gaggi (di Eppolito Jr). Gaggi e Piacenti vengono arrestati quando lasciano la scena del delitto.

38. Khaled Daoud (Ottobre 12, 1979)
Motivo: Contatta le forze dell’ordine per l’operazione di auto-furto di DeMeo.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)

39. Ronald Falcaro (29 anni) (Ottobre 12, 1979)
Motivo: Presente con Daoud.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Vito Arena (37 anni), Frederick DiNome (38 anni), Anthony Senter (24 anni), Joseph Testa (24 anni), Ronald Ustica (35 anni).
Nota: Gli esecutori sono Borelli e DeMeo. Automobile della vittima portata allo sfasciacarrozze Pace dove viene demolita.

40. Joseph Coppolino (39 anni) (Marzo 7, 1980)
Motivo: Sospetto informatore.
Metodo: Accoltellato a morte. Decapitato.
Ubicazione: Brooklyn
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), e altri.

41. Patrick Penny (21 anni) (Maggio 12, 1980)
Motivo: Testimone nel processo per l’omicidio Eppolito.
Metodo: Sparato nove volte in testa con una pistola.
Ubicazione: Fuori dal Ryan Bar al 1607 di Strada Sheepshead Bay (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

42. Charles Mongitore (30 anni) (Giugno 5, 1980)
Motivo: Rifiuto nel fermarsi per una futura accusa contro il figlio di un membro della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Metodo: Colpito quattordici volte a distanza ravvicinata con una .380, gola tagliata.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)                                                                                              Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Salvatore Mangialino (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 43 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni), Edward Rendini (31 anni), Anthony Senter (25 anni), Joseph Testa (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Omicidio sollecitato da Salvatore Mangialino dopo che la vittima perseverava con le accuse contro il figlio Andrew. Gli esecutori sono DeMeo e Borelli. La gola della vittima è tagliata da DeMeo. I corpi vengono messi nel bagagliaio di un’automobile rubata e lasciati nel vicino cimitero di Holy Cross.

43. Daniel Scutaro (25 anni) (Giugno 5, 1980)
Motivo: Ucciso per eliminare potenziali testimoni nell’omicidio di Mongitore.
Metodo: Sparato a morte con una .380
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Henry Borelli (31 anni), Salvatore Mangialino (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 43 anni), Vito Arena (38 anni) Richard DiNome (25 anni), Edward Rendini (31 anni), Anthony Senter (25 anni), Joseph Testa (25 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: I corpi vengono messi nel bagagliaio di un’automobile rubata e lasciati nel vicino cimitero di Holy Cross.

44. Frank Amato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni) (Settembre 20, 1980)
Motivo: La figlia di Paul Castellano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino) trattata male.
Metodo: Sparato a morte con un pistola automatica. Corpo smembrato.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (39 anni), Anthony Gaggi (55 anni), Henry Borelli (31 anni), Vito Arena (38 anni), Richard DiNome (25 anni), Joseph Guglielmo (52 anni), Joseph Testa (25 anni), Anthony Senter (25 anni), Maschio non specificato (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Il “maschio non specificato sopra indicato”, viene proposto dalla Famiglia Mafiosa dei Gambino, come esecutore per il lavoro. La Crew di DiNome afferma che DeMeo riferisce che all’individuo “proposto”, saltano i nervi e non riesce a ultimare l’omicidio. A questo punto interviene lo stesso DeMeo che uccide la vittima, è che dopo viene buttata in mare.

45. Vito Borelli (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino) (Autunno 1980)
Motivo: Commenti offensivi nei confronti di Paul Castellano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino).
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: 308 Est 53sima Strada (Midtown, Manhattan)
Partecipanti: John Gotti (Rappresentante Capo della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 40 anni), Joseph Watts (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni), Roy DeMeo (40 anni), Joseph Massino (Capo della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 37 anni), Dominick Napolitano (Capo della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 50 anni), Frank DeCicco (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 45 anni), James Episcopia (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno ; 52 anni), Anthony Rabito (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 46 anni), Angelo Ruggiero (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 40 anni), John Cerasani (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 42 anni), Salvatore Vitale (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 33 anni), Duane Leisenheimer (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Bonanno; 24 anni), e altri. Autorizzato dai capi delle Famiglie Mafiose dei Gambino e Bonanno.
Nota: Gli esecutori sono Gotti and Watts. Per ulteriori dettagli vedere l’omicidio di Borelli.

46. Concessionario di auto non identificato (Ottobre 21/28, 1980)
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Appartamento dietro il Gemini Lounge al 4021 di Corso Flatlands (Flatlands, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), Frank DeCicco (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 44 anni), presumibilmente anche altri.
Nota: La Crew di DiNome ordina a DeMeo di riparare il danno per il proiettile rimasto incastrato nel pavimento. Di volta in volta DiNome viene portato a credere che DeMeo / DeCicco abbiano già realizzato altri colpi insieme in precedenza.

47. James Bennett (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 65 anni) (Aprile 29, 1981)
Motivo: Disposto a testimoniare contro Richard Mastrangelo.
Metodo: Colpito due volte in testa.
Ubicazione: Fuori dalla residenza della suocera tra Corso N e E 59esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)                                                                                                Nota: Vittima sparata da due uomini armati mascherati. Gli assalitori dopo lo scontro a fuoco, con un ufficiale di correzione fuori servizio, sequestrano una persona e fuggono.

48. Joseph Viggiano (Dicembre 4, 1981)
Motivo: Debito con il socio di DeMeo, Gus Kalevas.
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Ufficio all’11 ° piano del Show World, 8avo Corso 42esima Strada (Times Square, Manhattan)
Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), Gus Kalevas (28 anni).
Nota: Show World gestito da Kalevas in collaborazione con DeMeo. Unico omicidio della Crew, dove Kalevas partecipa. La vittima era coinvolta anche in commercio di film porno.

49. Al Viggiano (Dicembre 21, 1981)
Motivo: Indagava sulla scomparsa del figlio Joseph.
Metodo: Colpito a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (41 anni), e altri.

50. Paul Viggiano (Dicembre 21, 1981)
Motivo: Indagava sulla scomparsa del fratello Joseph.
Metodo: Colpito a morte.
Ubicazione: Canarsie, Brooklyn
Partecipanti: Probabilmente Roy DeMeo (41 anni), e altri.

51. Anthony Romano (64 anni) (Luglio 4, 1982)
Motivo: Sospetto coinvolgimento nella rapina del 1978 a Peter LaFroscia.
Metodo: Multipli spari in testa con una calibro.38
Ubicazione: Trovato in un lotto vuoto tra Corso Blake e Corso Van Sinderan (East New York, Brooklyn)                                                                                                              Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), e altri. Si pensa che sia stata autorizzata dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Vittime legate con delle corde e avvolte in sacchi di plastica.

52. John Romano (36 anni) (Luglio 4, 1982)
Motivo: Sospetto coinvolgimento nella rapina del 1978 a Peter LaFroscia.
Metodo: Multipli spari in testa con una calibro.38
Ubicazione: Trovato in un lotto vuoto tra Corso Blake e Corso Van Sinderan (East New York, Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (41 anni), e altri. Si pensa che sia stata autorizzata dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.
Nota: Vittime legate con delle corde e avvolte in sacchi di plastica.
[Possibile]52esima. Albert ‘Albie’ Somma (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 38 anni) (Trovato il 18 Ottobre, 1982)
Metodo: Multipli spari nella schiena e nella testa.
Ubicazione: Trovato fuori dalla mediana dell’autostrada (Lake George, New York)
Nota: Rilasciato dal Adirondack Correctional Facility il 24 settembre 1982. Scomparso lo stesso giorno. Auto a noleggio trovata incendiata nel Queens. Poco prima che la vittima portasse delle accuse contro DeMeo e la Crew per lo spaccio di droga. Come risultato, DeMeo viene redarguito dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.

53. Roy DeMeo (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 42 anni) (Gennaio 10, 1983)
Motivo: Visto come potenziale informatore. (Ndt, l’omicidio del Capo della Crew DeMeo, è discordante, l’assassino seriale Richard Kuklinski, se ne attribuisce la totale paternità, per motivi personali-egoistici)
Metodo: Sparato più volte sul petto e la testa.
Ubicazione: Trovato in un parcheggio al Varuna Boat Club di Corso Emmons e la E 28esima (Sheepshead Bay, Brooklyn)
Partecipanti: I sospetti includono Anthony Gaggi (57 anni), Frank DeCicco (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 47 anni), Anthony Senter (27 anni), Joseph Testa (27 anni), Carlo Profeta (40 anni). Ordinato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Gambino.                                                                                                                           Nota: Corpo scoperto il 20 Gennaio.

54. Louis Petrizzo (23 anni) (Marzo 1, 1983)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.
Metodo: Sei colpi di pistola al petto.
Ubicazione: Fuori dalla sua residenza su E 54esima Strada (Mill Basin, Brooklyn)

55. Ronald Saka (23 anni) (Aprile 11, 1983)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.

56. Richard DiNome (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 29 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Visto come un potenziale informatore.
Metodo: Sparato dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

57. John Baida (19 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Presente nell’appartamento di DiNome.
Metodo: Sparato dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)
Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

58. Frederick Seiden (23 anni) (Febbraio 4, 1984)
Motivo: Presente nell’appartamento di DiNome.
Metodo: Sparato due volte dietro la testa con un pistola automatica.
Ubicazione: Appartamento di DiNome al 2305 E 5inta Strada (Gravesend, Brooklyn)                                                                                                                                  Partecipanti: Probabilmente Joseph Testa (28 anni), Anthony Senter (28 anni), e altri..

Omicidi post-DeMeo Crew

59. Vladimir Reznikov (44 anni) (Giugno 13, 1986)
Motivo: Minaccia di svelare la sua conoscenza di Anthony Casso, come membro della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.
Metodo: Sparato sette volte con una pistola automatica.380
Ubicazione: Corso Brighton Beach (Brighton Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Joseph Testa (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 31 anni), Anthony Senter (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 31 anni), Anthony Casso (46 anni).Nota: Si crede che Testa e Senter siano stati rispettivamente esecutore e autista.

60. Nicholas Guido (Civile; 26 anni) (Dicembre 25, 1986)
Motivo: Erroneamente identificato come partecipante nel tentativo di attentare a Anthony Casso.
Metodo: Multipli spari nel petto con una pistola.
Ubicazione: Fuori dalla abitazione di Guido (Windsor Terrace, Brooklyn)
Partecipanti: Joseph Testa (31anni), Frank Lastorino (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 47 anni), George Zappola ( Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 27 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.

61. Carmine Varriale (Soldato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese; 30 anni) (Settembre 3, 1987)
Metodo: Sparato a una spalla, al petto e dietro la testa, a distanza ravvicinata con una pistola calibro.38
Ubicazione: 1508 Corso Bath (Bath Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Frank Smith (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese), Anthony Senter (32 anni), Joseph Testa (32 anni), George Zappola (28 anni). Autorizzato dai capi della Famiglia Mafiosa dei Lucchese.
Nota: Smith agisce come esecutore. Senter e Testa vengono posizionati come rinforzo.

62. Frank Santora (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino/Bonanno; 50 anni) (Settembre 3, 1987)                                                                                                              Motivo: Assassinato con Varriale.
Metodo: Sparato due volte nel corpo e una volta in testa a distanza ravvicinata con una pistola calibro.38
Ubicazione: 1508 Corso Bath (Bath Beach, Brooklyn)
Partecipanti: Frank Smith (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Lucchese), Anthony Senter (32 anni), Joseph Testa (32 anni), George Zappola (28 anni).
Nota: Smith agisce come esecutore. Senter e Testa vengono posizionati come rinforzo.

Possibili vittime

1. FNU Himilli (primi del 1970)
Metodo: Sparato a morte.
Ubicazione: Corso D (Brooklyn)
Partecipanti: Roy DeMeo (30 anni).
Nota: La Crew di DiNome afferma che l’omicidio è avvenuto circa dieci anni prima della morte di DeMeo. La vittima, era proprietaria di un attività di decorazione nell’East Flatbush. Secondo quanto riferito, viene uccisa per una disputa sui soldi.

2. Maschio non identificato (tra il 1976/1977)
Motivo: Secondo quanto riferito, ruba dei farmaci dalla casa “coperta” di Canarsie di proprietà di DeMeo.
Partecipanti: Edward/Danny Grillo (43 anni), Roy DeMeo (37 anni), altri possibili.
Nota: Dopo la scomparsa della vittima, la Crew di Peter Corso viene informata del fatto da Grillo.

3. John Burton (1979)
Metodo: Sparato a morte. Corpo smembrato.
Ubicazione: Negozio di auto di DiNome tra Via Glenwood Rd e la E 42esima Strada (East Flatbush, Brooklyn)
Partecipanti: Frederick DiNome (38 anni), altri possibili.
Nota: La Crew di Arena rivendica “Burton”, impiegato al negozio di auto, ucciso da DiNome per ragioni non specificate. Nessuna prova trovata.

4. Maschio non identificato (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Vito Arena (38 anni).
Nota: La Crew di DiNome riferisce che Arena probabilmente ha ucciso “un ragazzo ebreo che faceva estorsioni”. Nessun ulteriore dettaglio sull’identità della vittima.

5/6. Maschi non identificati (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), e altri.
Ubicazione: Brooklyn
Nota: In due occasioni separate, DeMeo, accompagnato da un Crew non specificata, ha supervisionato il trasporto di automobili da recuperare in un deposito situato in prossimità di Corso Morgan a Brooklyn. Tutti rimangono sul posto per vedere come le macchine vengono demolite. La Crew non vede personalmente i cadaveri, ma dopo il primo incontro DeMeo afferma: “Beh, questo è un ratto in meno” e indica la necessità di supervisionarne l’eliminazione.

7. Maschio non identificato (tra il 1979/1980)
Partecipanti: Roy DeMeo (40 anni), e altri.
Ubicazione: Brooklyn
Nota: Crew non specificata, presente quando il corpo viene trasferito dal bagagliaio dell’auto alla barca guidata da DeMeo. I membri della Crew ricordano questo incidente avvenuto durante i mesi estivi.

8. Ronald Fischetti (29 anni) (Giugno 10, 1981)
Metodo: Spari multipli alla schiena e alla testa.
Ubicazione: Dentro un abitazione al 163-48 89esima Strada (Howard Beach, Queens)
Nota: Vittima impiegata nel commercio di automobili con Patrick Testa. La data dell’omicidio coincide con l’incontro tra i soci DeMeo e Lucchese riguardo a dei potenziali informatori.

9. Joseph ‘Dracula’ Guglielmo (Affiliato della Famiglia Mafiosa dei Gambino; 56 anni) (circa Novembre 1983)
Note: Guglielmo presente durante la perquisizione dei Federali eseguita in un appartamento dietro il Gemini Lounge. Scompare il giorno seguente. Viene ritenuto assassinato, sebbene fino alla metà degli anni ’90 continuasse a essere ufficialmente un fuggiasco.

VALIGETTA-BOMBA (ITS/TENDENZE TERRORISTICHE ANTIPOLITICHE)

https://archive.org/details/MaletnBomba

https://abissonichilista.altervista.org/wp-content/uploads/2019/02/KH-A-OSS-VII.pdf

* Questa valigetta-bomba, può contenere solo un tubo galvanizzato, per l’esplosione, ma in questo caso ne useremo due; è un po’ più complicato a causa della quantità di cavi usati, ma approfondendo bene il meccanismo, si può creare una valigetta con 3 o 4 tubi galvanizzati, in modo che l’esplosione sia mortale.

-2 Tubi galvanizzati

-Filo ricotto

-Cartone solido

-Una valigetta (può essere auto-costruita, rubata, comprata o qualsiasi altra cosa; noi raccomandiamo di realizzarla in maniera semplice con il cartone solido)

-Due piccole lampadine per auto o quelle che si usano per gli alberi di natale (queste devono essere riempite con polvere di fiammiferi)

-Silicone

-2 pile da 9 v

-Nastro isolante

-Cavi elettrici

Procedimento:

La prima cosa da fare è una scatola rettangolare con cartone solido, simile a una valigetta.

Per questo, i lati della valigetta devono essere tagliati con misure uniformi in modo che siano il più dritti possibili.

Si consiglia di iniziare a montare l’ordigno esplosivo quando si ha la base della valigetta pronta.

Come negli altri esempi precedentemente descritti (pacco-bomba e busta-incendiaria), la valigetta-bomba è composta da un semplice circuito elettrico, costituito da tre cavi, il primo collegato dalla lampadina con polvere di fiammiferi (che va dentro il tubo) alla pila, il secondo che va dalla pila verso null’altro, e il terzo che va dalla lampadina con la polvere di fiammifero (dentro il tubo) come prima, verso null’altro.

Quando questo “nulla” cessa di esistere, i poli si uniscono generando la detonazione dell’esplosivo. Come viene mostrato nell’immagine qui sotto:

Per illustrare meglio il meccanismo utilizzato nella valigetta-bomba, lo illustriamo in questo modo:

In questo caso, abbiamo esclusivamente posto un circuito elettrico per illustrarlo meglio, e perché al terrorista si dia un’idea basica, prima di proseguire, e spiegare come la valigetta-bomba possa essere composta da due tubi o anche più, questo per una maggiore capacità distruttiva, anche se per provare il dispositivo si consiglia di realizzarlo in modo semplice, come è apprezzato nell’immagine.

Come si vede nel disegno non professionale di Paint, la valigetta deve avere un’apertura in cui si inserisce il manico falso (questo deve essere composto da cartone solido, ma se si può ottenerne uno di plastica per dare più “realismo”, è molto meglio), che deve essere “libero” e non fisso, in modo che quando lo sventurato/a, lo solleva, subirà ferite, al collegare involontariamente i fili che attivano la lampadina all’interno del tubo, generando l’esplosione.

* Ricordati di coprire le mani con i guanti per manipolare qualsiasi materiale che inserisci nell’esplosivo.

* Raschia via con un trapano le matricole dei tubi in modo che non sia così facile rintracciarti.

* Utilizza silicone liquido, colla o nastro isolante per fissare i cavi alla valigetta, in modo che non si muovano per evitare incidenti.

* Questo meccanismo è molto sicuro, se lo fissi e lo assicuri molto bene non darà alcun problema.

* Ti consigliamo, quando sei pronto a posizionare qualsiasi dispositivo elettrico per il tuo obiettivo, di NON passare vicino a generatori di energia o aree con torri ad alta tensione o trasformatori, in quanto le onde elettromagnetiche generate possono far esplodere accidentalmente l’ordigno.

Ora passiamo al diagramma che mostra una valigetta-bomba con due tubi:

Come mostrato nell’immagine, utilizziamo due tubi galvanizzati collegati a due batterie.

I tubi sono legati con filo ricotto in modo che non cadano, uno è più grande dell’altro in modo che rimangano fissi, i tubi e la pila sono attaccati alla base della valigetta, con silicone liquido, ma è possibile mettere anche la colla.

I tappi dei tubi devono essere forati con un trapano per estrarre i cavi.

Anche se vedi un sacco di cavi, non è troppo difficile montare questo esplosivo con due cariche, devi solo stare attento a NON posizionare i poli opposti nella stesso carica, perché se viene fatto questo si corre il rischio che esploda quando lo si sta manipolando. Ricorda che i poli similari, anche se si toccano, non trasmettono carica elettrica.

Tutto questo può essere visto in questa immagine, che indica la posizione corretta del circuito:

In breve, se si posiziona (per esempio) il filo rosso della prima batteria sul lato positivo e il verde sul lato negativo, c’è il rischio che se i fili si toccano con quelli della seconda batteria, l’esplosione possa essere generata su di te, quindi raccomandiamo al terrorista di prestare tutta l’attenzione nell’assemblaggio dell’esplosivo per evitare incidenti.

Quando l’ordigno esplosivo è completato, deve essere coperto con l’altro lato della valigetta, incollandolo adeguatamente in modo che i tubi non si stacchino e che i cavi non oscillino.

Terrore e morte per gli iper-civilizzati!

ITS

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